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Prologo

Casa è dove il cuore fiorisce.

Casa è dove lasci il tuo cuore.

Per Emily, la propria casa era diventata da qualche mese un maestoso vascello di Narnia: il Veliero dell'Alba.

Si trattava di una grossa nave a forma di dragone, le quali vele erano colorate di rosso e vi era disegnato un possente drago d'orato.

Dopo aver portato la pace per tutta Narnia, sconfiggendo anche gli ultimi seguaci della Strega Bianca, Caspian ed Emily erano partiti per un viaggio attraverso i mari delle Isole Solitarie.

Per Emily non fu proprio facile abituarsi alla vita da marinaio: mai un letto comodo, per non parlare di quando il mare era mosso e la propria amaca, dove dormiva, continuava a dondolare facendole girare la testa.

Tuttavia, era stata felice di accompagnare suo fratello, con la quale si era legata molto di più.

Ad accompagnarli nella loro missione, c'era il topolino Ripicì che sembrava adattarsi benissimo a quella situazione.

Alcune creature di Narnia, tra cui il minotauro Tavros e il capitano della nave, il signor Drinian, alla quale piaceva spaventare tutti con storie oscure di serpenti di mare e mostri che si trovavano nelle acque inesplorate.

Ad Emily piaceva la vita da regina, peccato che non avesse nessuno con la quale condividerla.

Per un periodo di tempo era stato molto difficile governare senza Peter, poiché lui le mancava molto.

Era stato Caspian a tirarla su e ad aiutarla ad ambientarsi con tutti i doveri reali.

Ovviamente le aveva affidato di nuovo la spada di Peter, anche se lei non aveva abbandonato i propri pugnali.

Una notte in particolare, dopo una tempesta, Emily si era finalmente addormentata.

Qualche giorno prima di decidere di partire, aveva avuto un sogno dove rincontrava Edmund e Lucy proprio su quella nave e perciò questo l'aveva convinta ancor di più.

Quella notte, invece, ebbe un incubo.

Si trovava sempre a bordo del Veliero dell'Alba, ma tutto intorno a lei era buio: le nuvole coprivano il sole e il mare era agitato.

Improvvisamente dall'acqua spuntò un orrendo mostro verde e scoppiò un violento temporale.

Emily non riuscì a vedere bene il mostro, era tutto sfocato per via della pioggia e lei si trovava con Edmund in cima alla torre di vedetta.

Entrambi erano fradici e impugnavano la spada.

-Ti ricordi quando ti ho detto che un giorno ti avrei ripagato?- gli stava dicendo Emily, guardandolo negli occhi.- Quando ti ho detto che eri stato tu a salvarmi...Un giorno in cui tutto dipenderà da te?-

Edmund scosse la testa, come confuso e preoccupato.

-Beh, quel giorno è oggi! Adesso tocca a me salvare te!- esclamò Emily, prima di afferrargli la camicia con una mano e poggiare intensamente le labbra sulle sue.

Emily si svegliò di soprassalto: era sia meravigliata che imbarazzata.

Non aveva mai pensato ad Edmund in quel modo e fare quel sogno le fece rivenire in mente quello che le aveva detto tre anni prima.

Emily non aveva mai capito se fosse stata una specie di dichiarazione; restava il fatto che Edmund le era stato molto vicino.

Vedendo il sole sorgere, Emily decise di alzarsi, ma si era dimenticata di trovarsi su un'amaca, così scivolò a terra, battendo il viso sul legno.

Mugugnò di dolore e si massaggiò la guancia mentre usciva dalla propria stanza.

Per il corridoio, trovò già Caspian e il capitano Drinian che stavano decidendo che rotta prendere.

-Ehi Em, stavo dicendo al capitano che...-

Emily era troppo assonnata per parlare.- Mh, fai come vuoi, Caspian.-

-Ma al comando ci sei tu.- ribatté Caspian, facendo spallucce.

-Beh, da oggi ti metto al comando, puoi prendere tutte le decisioni che vuoi.- gli disse Emily, poggiandogli la mano prima su una spalla e poi sull'altra come a nominarlo cavaliere.- Ecco fatto.-

Caspian la guardò confuso, mentre il capitano ridacchiava tra sé e sé.

Emily si diede una pettinata ai capelli ricci e si abbottonò la camicia di seta bianca che portava sopra dei pantaloni in pelle marrone, retti da una cintura di cuoio rossa.

Era stato complicato per lei tornare ad indossare i vestiti dopo 5 anni di pantaloni e stivali.

Si incamminò quindi sul ponte e la prima cosa che vide fu Ripicì che si arrampicava sul castello di prua, ovvero sulla testa del drago e canticchiava.

-Buongiorno Vostra Maestà.- esordì Travors il minotauro.- Il vento ci è a favore e la nuova rotta scelta dal principe Caspian è stata contemplata.-

-Molto bene Tavros, direi che non c'è niente che potrebbe andare male oggi.- gli disse Emily, stiracchiandosi.- Il sole è alto, il mare è tranquillo e...-

-Uomo in mare!- gridò improvvisamente il capitano, dopo aver guardato con il proprio canocchiale.

Emily sospirò.- E ti pareva.-

Alcuni uomini, tra cui Caspian, decisero di tuffarsi in acqua per andare a salvare i naufraghi.

Emily corse davanti al timone per guardare meglio e le parve che quelle persone fossero apparse dal nulla.

Caspian nuotò verso di loro e, nonostante le bracciate gli schizzassero il volto, riconobbe benissimo la piccola Lucy Pevensie.

-Caspian!- esclamò lei, sorridendogli ampiamente.

-Lucy, tranquilla, siete al sicuro!-

Con lei c'era anche Edmund e un altro ragazzo che non la smetteva di agitarsi mentre cercavano di portarlo a bordo.

Tavros gli lanciò una corda e così i due fratelli Pevensie vennero portati sulla nave.

-Che emozione!- commentò Lucy, coprendosi con la coperta che gli venne data.

-Ma come avete fatto ad arrivare fin qui?- gli chiese Caspian, sorpreso.

-Io non ne ho idea! Non ci hai chiamati tu?-

-No...Non stavolta.- rispose Caspian, iniziando a pensare che forse fosse tutto un piano della sorella dato il modo in cui si era comportata quella mattina.

-In ogni caso sono felice di essere tornato.- commentò Edumund.

-Corpo di mille balene!-

Quando Lucy ed Edmund udirono una voce familiare provenire dalla prua, alzarono lo sguardo e furono costretti a stropicciare gli occhi per via del sole che li accecava.

Tuttavia, furono in grado di vedere Emily.

-Sono o non sono i fratelli Pevensie che vedono i miei occhietti?!-

-Emily!- gridarono contemporaneamente, sorridendo ampiamente.

Emily gli andò incontro e abbracciò Lucy: entrambi erano cambiati e cresciuti.

Adesso avevano l'età di Peter e Susan quando avevano scoperto Narnia per la prima volta.

Lucy aveva le guance rosee e i capelli castani più lunghi e rossicci.

Edmund si era alzato e la chioma di capelli corvini gli toccava appena la fronte.

Emily salutò calorosamente Lucy, ma si ritrovò un po' imbarazzata quando le si porse davanti Edmund e così, goffamente, i due si strinsero la mano arrossendo.

-Bentornati ragazzi, è bello avervi qui.- affermò poi.

-Toglietemelo di dosso! Aiuto! Aiuto!-

Le grida provenivano da un giovane ragazzo vestito per bene, che si stava contorcendo a terra mentre Ripicì cercava di calmarlo.

Capendo che la sua missione fosse fallita, saltellò via.

-Quella sottospecie di scoiattolo voleva graffiarmi!- balbettò egli, indicando Ripicì.

Aveva più o meno 10 anni, i suoi capelli erano biondo sole e la sua caratteristica era un naso a maialino insieme ad un mucchio di lentiggini sulle guance.

-Stavo solo cercando di aiutarvi ad espellere l'acqua, signore.- ribatté Ripicì.

Sentendo quelle parole, il ragazzo sgranò gli occhi.- H-Ha parlato? Avete sentito?! Ha parlato!-

Emily non sapeva come mai oltre ai fratelli Pevensie ci fosse quel ragazzo, sapeva solo che il suo comportamento la stava divertendo.

-Certo che lo sappiamo, il problema è farlo stare zitto.- gli disse proprio lei.

-Io non so se questo sia un sogno o meno, ma voglio svegliarmi immediatamente!- piagnucolò poi, sbattendo i piedi a terra.- Esigo sapere dove mi trovo!-

-Siete sul Veliero dell'Elba: la più bella nave di Narnia.- gli rispose Tavros.

Dallo sguardo da pesce lesso, Emily sospettò che vedere un minotauro parlante dovesse essere uno shock per lui e di fatti il ragazzo svenne, facendo scoppiare a ridere tutti.

-Ho detto qualcosa di male?- si domandò l'animale.

-No Tavros, tranquillo, si riprenderà, mettilo nella stiva.- gli ordinò Emily.- Mi spiegate chi diamine è quello?-

-E' nostro cugino Eustace Clarence Scrubb: che significa il ragazzino più fastidioso del mondo.- borbottò Edmund.

Emily rise tra sé e sé per il suo secondo nome.

-Non possiamo semplicemente ributtarlo in mare?- intervenne Ripicì, sarcasticamente.

Lucy vide che il fratello ci stesse pensando seriamente e gli diede una spintarella.- Edmund!-

Una volta asciugatosi i capelli, Caspian salì sulle scalette della prua.- Signori! Prego rendete omaggio a Lucy la Valorosa ed Edmund il Giusto, grandi re e regine di Narnia.-

L'intera nave si inchinò a loro e anche Emily, sollevando per un attimo lo sguardo su Edmund che non smetteva di guardarla con un leggero sorriso.

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