Capitolo 35
CLAIRE'S POV
"Dovrebbero essere qui." Disse il riccio, aprendo la porta di quella presunta sala delle registrazioni.
Appena misi piede nella stanza, Alex si avvicinò a me, stringendomi sempre più forte nel suo abbraccio.
"Poi mi spieghi." Sussurrò facendomi subito arrossire, capendo a cosa si stesse riferendo.
"Cerchiamo di uscire da-" Un forte rumore alla porta, che poi cadde per terra, mi fece voltare di scatto.
"Direi che può anche bastare no?" La figura di Blake, seguita da altri tre uomini mi fece indietreggiare, scontrandomi contro il petto di Harry.
"Non potevate entrare in quella stanza." Disse a denti stretti facendosi sempre più vicino.
"Datemi la chiave." Ci impose, voltando lo sguardo verso Harry che non aveva nessuna intenzione di fare ciò che l'uomo ci aveva appena detto.
La mano di Blake scattò velocemente, prendendo la sua pistola e puntandola alla fronte del riccio.
Una serie di ricordi e deja-vu si fecero spazio nella mia mente, mandandola in tilt.
"Bisogna avere gli occhi anche dietro le spalle, non lo sapevi?" Una voce femminile, molto familiare, attirò l'attenzione di tutti.
I tre uomini erano per terra, privi di sensi, mente Sissie, con un fucile in mano, avanzava verso l'uomo che rise a quella visione cercando di nascondere il nervosismo. Rimasi sconcertata, non essendomi neanche accorta che avesse steso tre uomini in pochi minuti.
"Saresti?" L'uomo si voltò verso di lei, lasciando la pistola rivolta verso il basso, mentre aveva puntato sulla fronte un fucile a dir poco gigantesco.
"Quella che ti farà uscire gli occhi dalle orbite se non ti levi dal cazzo." I suoi occhi erano seri e arrabbiati fissando l'uomo difronte a lei.
La faccia di Blake era sempre più contratta, mentre usciva dalla stanza non lasciando mai il mio sguardo "questo è solo l'inizio." disse, prima di scaraventare qualcosa per terra, creando del fumo che in pochi secondi invase le mie narici e tutta la stanza.
Gli occhi pizzicavano e a malapena riuscivo a respirare, incominciando a tossire.
Qualcuno prese il mio braccio, avvicinandomi a se e indirizzandomi verso l'uscita.
Appena fummo abbastanza lontani ispirai tutta l'aria possibile, cercando di calmare il pizzicore degli occhi massaggiandomeli con le mani.
"Stai ferma." Le grandi mani di Harry presero le mie, allontanandole dai miei occhi.
"Mi fanno male." Li strizzai, sentendo le lacrime scendere anche contro la mia volontà.
"Andiamo velocemente in bagno." Non so se stesse dicendo a me o al resto dei ragazzi, fatto sta che scossi la testa negativamente fermando i miei passi.
"Non c'è tempo, andiamo via." Li riaprii, sbattendoli ripetutamente per mandare via le lacrime.
Un rumoroso grido seguito da degli spari ci fece abbassare in automatico, iniziando a strisciare per terra cercando di evitare gli spari che erano chiaramente indirizzati verso di noi.
Cercai di mantenere la calma e di non farmi sopraffare dalla paura, tenendo la mente lucida e libera.
"Per di qua!" La figura di Liam, che aveva appena aperto una porta, mi fece segno di avvicinarmi a lui.
Strisciando e facendo attenzione a non essere presa entrai in quella stanza.
Mi sedetti cercando di aiutare Sissie e Harry ad entrare, prima che il muro crollasse, non riuscendo più a vedere i due ragazzi.
"No!" Gridai avvicinandomi alle macerie. Iniziai a tirare fuori alcuni mattoni, ma le braccia di Liam mi fermarono.
"Dobbiamo andare." Cercai di liberarmi dalla sua presa, inutilmente.
"Claire sta per crollare tutto, riusciranno ad uscire." Fermai i miei inutili tentativi e, anche se non ero per niente convinta, lo seguii unendomi al resto dei ragazzi in cerca di un'uscita.
HARRY'S POV
Feci in tempo ad allontanare Sissie da quella frana, evitando che la sua testa si frantumasse sotto tutte quelle macerie.
Imprecai tenendo stretta la figura di Sissie che poco dopo si staccò da me con il fiato corto.
"Siamo nella merda lo sai vero?" Mi disse.
La guardai non proferendo parola, cercando di pensare chiaramente.
"Dobbiamo entrare in questa fottuta stanza." Aprii il cofanetto, tornado fuori quella strana chiave a forma di serpente.
"Sai dov'è?" Mi chiese, mentre cercava un luogo più sicuro per ripararsi dagli spari.
"È all'ultimo piano." Le risposi, non molto contento.
Molte persone stavano cercando di ripararsi, mentre altri, uomini di mio padre, ricambiavano i colpi.
"Uniamoci alla massa." Le colpii il braccio, guardando un ammasso di persone farsi strada verso le scale.
Lei guardò la mia mano, per poi annuire e fare quello che avevo detto.
Con attenzione ci intrufolammo in quel gruppetto, riuscendo a salire fino al prima piano, prima che due uomini corressero verso di noi.
Non mi curai più di tanto di quello che stava facendo Sissie, dato che sapeva cavarsela benissimo da sola.
Presi quell'uomo per le spalle scaraventandolo al muro con tutta la forza che avevo in corpo, dandogli qualche pugno sullo stomaco ed uno sulla guancia destra, facendogli perdere subito i sensi.
Mi voltai verso la ragazza, vedendola già pronta per entrare.
Più di una volta incontrammo qualcuno ad ostacolarci il cammino, finendo empre con il culo per terra e doloranti.
"È questa." Affermai convinto, aprendo quella cazzo di porta ed entrandoci velocemente, seguito da Sissie, chiudendola a chiave per sicurezza.
"C'è ogni ben di Dio qui dentro." La vidi sorridere, mentre guardava le varie pistole.
Aprii vari cassetti, trovando una grande borsa nera.
Mi voltai, vedendo la sua espressione confusa quando iniziai a mettere tutto lì dentro.
"Siamo venuti qua per un motivo." Presi ogni arma possibile, mentre lei incominciò a fare scorta di frecce, pallottole e tutto il resto.
"C'è un'altra uscita qui!" Esclamò in tempo, dato che stavo per riaprire la porta da dove eravamo entrati.
Appena aprì la porta ci ritrovammo su una grande terrazza.
"Prendiamo le scale." Mi aggrappai ad essa, scendendo con cautela, prima che Sissie pestasse la mia mano.
"Vai piano cazzo! Ci sono io qui sotto." Scossi la mano dolorante, sentendola pulsare.
Di risposta si scusò, rallentando nello scendere.
Appena appoggiammo i piedi per terra sospirai, cercando la figura di Claire o qualcuno dei miei amici.
Le loro macchine erano ancora parcheggiato, segno che non erano andati via.
"Vai a chiamare rinforzi." Dissi a Sissie, vedendola fare segno con il capo di no.
"Vengo con te." Fece due passi in avanti, guardandosi le scarpe.
"Va a chiamare rinforzi." La guardai duramente vedendola indietreggiare un po'.
"Tu non mi dai ordini." Serrò la mascella, ricambiando lo sguardo.
"Cazzi tuoi." Voltai le spalle, prendendo una pistola ed entrando nella grande villa.
"Queste sono vere pallottole." La guardai con le sopracciglia alzate, che cazzo vuol dire?
"Io non voglio uccidere nessuno." Scosse la testa, gettando per terra la pistola.
"Fa come ti pare, ma ora andiamo." Caricai la pistola, puntandola verso la stanza davanti a me, notando fosse completamente vuota e silenziosa.
"Non mi piace per niente." La voce di Sissie era bassa mentre si guardava intorno tanto confusa quanto me.
I miei passi erano lenti e silenziosi mentre facevo girare la pistola in tutta la stanza, proprio come i miei occhi.
"Claire!" Urlò l'amica, facendomi voltare di scatto verso di lei pronto per sbraitare "stai zitta!" Dissi a denti stretti vedendola alzare gli occhi al cielo.
"Non c'è più nessuno." Disse, con un'espressione da sbruffona.
"È già tanto che ti abbia salvato il culo, a quest'ora la tua testa sarebbe spiaccicata sul pavimento staccata dal resto del corpo, adesso fai come ti dico io." Serrai la mascella, lasciandola lì con la bocca spalancata.
Iniziai ad aprire tutte le porte del piano terra, non vedendo e sentendo niente e nessuno.
"Ma dove cazzo sono!" Imprecai, sentendo la testa scoppiare.
Appena sentii molti passi provenire dalla mia destra voltai lo sguardo, vedendo finalmente i miei amici scendere le scale con delle borse nere piene.
"Harry!" La piccola figura di Claire mi venne incontro, abbracciandomi. Ricambiai, sentendo un enorme peso dentro di me andare via piano piano.
Dopo andò anche dalla sua amica, facendo la stessa cosa che fece a me.
"State bene?" Analizzò i nostri corpi, constatando che fossimo tutti interi.
"Andiamo via." Si intromise Louis uscendo da quella casa di merda.
"Vieni con me." Presi il minuscolo polso di Claire, vedendola decisa a non obbiettare.
Entrammo nell'auto, dopo aver messo la borsa nel bagagliaio, sfrecciando via da quel maledetto posto.
"Ho avuto tanta paura." La sentii mormorare, guardando fuori dal finestrino.
Non seppi come rispondere, continuai solo a guardare la strada illuminata dai lampioni, accompagnato da ubriachi e fattoni.
"Non voglio tornare a casa." Il suo sguardo era su di me.
"Io voglio tornare a casa." Dissi, non vedendo l'ora di sdraiarmi sul letto.
"Ti prego, andiamo da qualche parte." Implorò, vedendo le sue mani unirsi a mo' di preghiera.
"Ho detto di no. Ti porto a casa, finita la discussione." Stanco delle sue continue lamentele la zittii, vedendo che ci fosse rimasta male.
Appena parcheggiammo la vidi correre dentro la struttura, seguendola con passi più lenti, alzando gli occhi al cielo a quel comportamento da ragazza infantile.
"Ti comporti come una bamb-" non mi fece finire di parlare che si voltò di scatto verso di me per parlare "stai zitto!" Urlò, facendo voltare alcuni uomini che stavamo bevendo ai vari tavoli in cucina.
Serrai la mascella, stringendo le mani in due pugni.
"Chiederò a Ryan di fare un giro." Mi mostrò le sue spalle "buonanotte." Fu l'ultima cosa che disse prima di uscire nuovamente da quella casa.
Non l'avrei seguita, non gli avrei dato la soddisfazione di vedermi debole.
Diedi un pugno al muro per poi prendere l'ascensore e andare a farmi una calda doccia.
Spazio autrice
Ciao a tutti! Ringrazio nuovamente tutte voi per le 2k visualizzazioni.
Questo capitolo è di passaggio quindi spero vi sia piaciuto, un bacio enorme❤
All the love x
~chia~
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