Capitolo 11
In alto in ordine: Dalia, Selene, Joshua, uno dei luoghi del capitolo, Iris.
Joshua POV
Grazie ad alcuni amici di vecchia data scoprii che il sign. HB (Hollowbridge) era diretto alla casa natale di Iris, dove viveva con la sua attuale zia.
Dopo aver ucciso tutti gli intrusi nel villaggio delle fate ed aver assicurato una degna sepoltura a Greis mi misi subito in marcia per mettere le mie mani su quell'uomo.
Seppur abbia detto il contrario ad Iris, so bene come è possibile acquisire il dono dell'immortalità e so bene come toglierlo: il segreto per acquisirla è mangiare il cuore di un essere immortale, io però evitavo quell'atto disgustoso mordendo direttamente in direzione di esso.
Fu così che divenni immortale, poco dopo la loro morte conobbi una fata che mi offrì questo dono stanca di vivere la sua eterna vita.
Sarebbe stato nello stesso modo che mi sarei sbarazzato una volta per tutte del sign.HB e se tutto fosse andato bene avrei potuto rivedere Iris.
Sbuffai attendendo che il sole calasse nuovamente per poter rubare un auto senza correre troppi rischi..
Sì, lo so che è sbagliato ma con altri mezzi di trasporto non avrei mai fatto in tempo a raggiungerlo in tempo.
Non sono il tipo di ragazzo che impazzisce per auto e roba simile quindi scelsi in base al mio istinto, per fortuna non attirai alcuna attenzione o almeno così credetti fin quando non vidi una chioma bionda aprire lo sportello del passeggero e sedersi accanto a me.
<<Tu cosa ci fai qui?>> chiesi inarcando un sopracciglio stupito <<Oh per favore vi ho tenuti d'occhio da quando avete lasciato la proprietà che andava a fuoco.. >> rispose Selene incrociando le braccia per poi aggiungere <<Cosa aspetti? Parti!>> seguii il comando irritato, non mi piace ricevere ordini ma in questo caso è giusto che sia così, non potevamo attirare troppa attenzione.
<<Cosa hai visto?>> chiesi senza spostare lo sguardo dalla strada.
<<Tutto credo... Non sapevo ti piacessero le nanerottole>> <<piantala>> ero troppo stanco per rispondere a simili provocazione, lei sbuffo abbassando lo schienale del suo sedile <<voglio solo aiutarvi e sai benissimo che da solo non puoi fare tutto... Tra l'altro dovrai pur nutrirti in qualche modo>> per quanto odiassi ammetterlo aveva ragione.
Le prime ore del viaggio trascorsero tranquille dato che Selene si abbandonò ad un sonno profondo evitando di blaterare sciocchezze come suo solito, solo un paio di ore e saremmo arrivati a destinazione.
Pensai più volte a ciò che era accaduto in così poco tempo e al passato, chiedendomi perché avessi esitato così tanto a lasciarmi andare con Iris. Ora gran parte dei nostri problemi si sarebbero risolti... Un ricordo in particolare riaffiorò nella mia mente:
Era una serata di Luglio eravamo appena arrivati alla tenuta del padre di Dalia, proprio la sera prima ebbi una chiacchierata con Iris che mi confessò di essere innamorata di qualcuno; interpretai male le sue parole perché credetti stesse parlando di Peter dandole dunque il consiglio sbagliato.
Rendendomi conto del mio errore decisi di aspettare la tarda notte per poter parlare con lei di nuovo, sembrò non udirmi arrivare perché la vidi tranquilla a leggere un libro sul suo grande letto, i capelli sciolti sembravano dolci ricami delle lenzuola e le sue rosee labbra potevano esser scambiate benissimo per petali di rosa.
Indossava un leggero vestito bianco che non la copriva abbastanza: ecco uno dei suoi difetti! Aveva sempre gli occhi di tutti addosso ma non se ne rendeva mai conto.
Sospirai bussando sulla porta già aperta facendola sussultare e le sorrisi divertito, mi piaceva e mi piace ancora vedere la sua reazione ad ogni mia espressione, amo soprattutto il color rosso che tinge le sue guance nelle situazioni di imbarazzo.
<<C'è qualcosa che non va?>> chiese poggiando il libro sul comodino accanto al letto sedendosi dinanzi a me.
<<Sono venuto per porti le mie scuse>> risposi sincero accomodandomi accanto a lei <<Scuse per cosa?>> <<Ieri sera ho parlato senza pensare rig...>> <<Non voglio sentire altro>> mi fermò senza lasciarmi finire la frase <<come sarebbe non vuoi sapere altro? Non sai nemmeno cosa ti voglio dire!>> <<Preferirei non saperlo>> aggiunse rattrista e preferii non infierire accettando la sua richiesta.
Decisi di passeggiare sulla riva del mare per rinfrescarmi un po' le idee... essendo entrambi, secondo la legge, dei "servi" il cui compito è affiancare e proteggere una persona con un alto stato sociale non ci era permesso amare qualcuno o vivere per conto nostro dato che avrebbe potuto compromettere la buona riuscita del nostro lavoro.
Camminavo a piedi scalzi sulla riva del mare quando udii un strano canto in lontananza che subito mi parve invitante ma in seguito divenne una vera e propria minaccia che mi lasciò pietrificato senza riuscire a muovere un muscolo.
<<Ladro!>> mi sembrò di sentire prima che qualcosa colpì il mio piede, osservai l'oggetto con attenzione sotto il chiaro di luna e rimasi meravigliato: una pietra verde che emanava un leggero bagliore era ora tra le mie mani e per un attimo sembrò mi parlasse.
"Nonostante siano passati anni e abbia fatto di tutto per evitarlo: la storia si è ripetuta. Molto sangue si è sparso a causa di una crudele ed insensata guerra ed ora un altro amore va incontro alla rovina: io affido a te questo dono da affidare a colei che ami promettendoti di proteggerla" la misteriosa voce si dissolse nell'aria e tra le onde mi sembrò vedere qualcosa venirmi incontro.
Scappai verso casa con la pietra stretta nella mia mano... Non seppi se credere o no a ciò che accadde ma decisi di dar ascolto a quelle parole ed un viso apparse nella mia mente: Iris.
<<Jooooooooooooooshua ci sei o no? É la sesta volta che ti chiamo! Stai almeno badando alla strada?!>> solo allora mi risvegliai da quella specie di stato di trance rivolgendo uno sguardo nervoso a Selene.
<<Dovresti ringraziarmi invece di guardarmi così>> sbuffò per poi aggiungere <<i tuoi occhi sono neri>> sospirai parcheggiando la macchina sotto alcuni alberi che costeggiavano la strada principale.
<<Hai ragione, ho fame>> dissi facendole cenno di avvicinarsi. La sua pelle non era morbida e profumata come quella di Iris e le sue urla di dolore erano tutto il contrario dei gemiti di piacere di quest'ultima... Quello per me è sempre stato un mistero: come può piacerle qualcosa di così doloroso?
<<B... BASTA>> urlò Selene dimenandosi ed io finalmente dissetato la lasciai andare <<non capisco perché ti offri volontaria se poi ti lamenti così tanto>> <<Mi piace aiutare la gente>> disse guardandomi in malo modo coprendo con la mano il suo collo <<tranquilla ho finito>> rimisi in moto subito dopo consapevole di essere ormai arrivati a destinazione.
Iris POV
Quando fummo abbastanza lontani dal villaggio Peter smise di camminare liberandoci dalla sua stretta.
I miei occhi bruciavano dal pianto ed i nostri abiti erano nuovamente sporchi di terra quindi non esitai a lasciarmi cadere sul suolo stremata.
Dalia imitò il mio gesto sedendosi accanto a me mentre Peter rimase in piedi vigile. <<Dobbiamo trovare un posto sicuro... >> disse quasi in un sussurro guardandosi intorno.
<<Non sappiamo nemmeno dove ci troviamo>> disse infine sedendosi accanto a noi... <<Potremmo usare il teletrasporto>> disse Dalia lasciandoci increduli <<teletrasporto? Solo i maghi più potenti ci riescono e molti sono morti nel tentativo!>> rispose Peter <<Ma guardaci! Siamo in tre potremmo unire le nostre forze e non mi sembra abbiamo altre scelte nel bel mezzo di una foresta chissà dove...>> <<Potrei arrampicarmi su un albero e capire se c'è qualche città nei paraggi>> <<Non aspettiamo altro mr. Muscolo!>> disse Dalia nascondendo un sorriso vittorioso.
Peter iniziò ad arrampicarsi con estrema agilità che diciamo era rara in uno stregone, quelli agili di solito sono i demoni. <<Non mi odi ora, vero?>> sussurrò Dalia triste e solo allora ricordai la sua confessione <<non ti odio... Sono solo sorpresa, ho sempre pensato che tra te e Peter fosse vero amore>> risposi sincera guarfandola negli occhi <<oh beh.. Io e Peter ci amiamo ma allo stesso tempo nutriamo sentimenti per altre persone...>> mi rifiutai di commentare queste ultime parole dato che per me non esisteva e non sarebbe esistito mai nessun altro oltre Josh. Come si può amare più di una persona? Però in fondo ognuno è diverso a modo suo.
<<Mi dispiace Dali... conosci i miei sentimenti...>> dissi guardandola negli occhi <<lo so, ed è per questo che dobbiamo ritrovare quello stupido di un demone>> rispose portando gli occhi all'aria.
<<Ci sono!>> esclamò Peter in cima all'albero <<Vedi qualcosa?>> urlò Dalia alzandosi <<Sì, c'è un piccolo paesino a nord, potremmo dirigerci lì e chiedere informazioni>> disse tornando da noi.
Il paesino era integrato perfettamente nella natura che si alternava tra vita e morte. Le case erano fatte tutte di roccia e tra le strade di ciottoli spuntavano di qua e di là piccoli ciuffi di erba. Non c'era molta gente in giro ma l'odore di cibo caldo proveniente dalle case e locande mi fece venir l'acquolina facendomi deglutire più volte.
Entrammo in un negozio che sembrò fare al caso nostro: l'insegna scura in legno tralasciava leggere una scritta ormai sbiadita "da Falmer pozioni e incantesimi" decidemmo quindi di chiedere informazioni lì.
Gli scaffali erano pieni di polvere e numerosi oggetti erano sparsi ovunque, il soffitto era illuminato da centinaia di bacchette appese a mo di lampadari che emanavano un leggero bagliore.
<<Benvenuti da Falmer!>> esclamò l'uomo tossendo... Avrà avuto una cinquantina di anni ed indossava una lunga tunica nera con un buffo cappello tipico da stregone in testa. <<Ci servirebbe una mappa a contatto, per caso ne avete una?>> chiese Dalia poggiandosi delicatamente sul bancone con occhi da cerbiatta: eravamo a corto di soldi e quella fu l'unica tattica a cui potessimo ricorrere.
<<Oh oh una mappa a contatto... Eh... Ecco... Dovrei averla da qualche parte>> disse l'uomo tossendo più volte cercando disperatamente in un vecchio scatolone da cui rimosse innumerevoli oggetti coperti da almeno quattro strati di polvere.
<<Mappa a contatto... Mappa a contatto... Eccola qui!>> esclamò tenendo stretto tra le mani la mappa della nostra terra. <<Grazie mille!>> esclamò Dalia aprendosi in un grande sorriso <<potete averla gratis, come mio dono per una splendida fanciulla>> disse l'uomo arrossendo ed io mi sentii terribilmente in colpa promettendo a me stessa di ripagargliela in futuro. <<Oh, mi ricorderò per sempre della sua gentilezza, grazie buon uomo>> disse Dalia per poi dargli un piccolo bacio sulla guancia <<Ditemi cara, non sarete mica una fata?>> chiese egli prima che potessimo uscire <<Si>> rispose Dalia confusa <<allora vi faccio un altro dono>> disse schioccando le dita facendo cadere la bacchetta che emanava la luce più forte di tutte tra le sue mani <<una fata non va mai in giro senza bacchetta>> affermò serio in volto, che tipo strano.
<<Grazie>> rispose Dalia arrossendo per poi congedarsi.
<<Beh siamo stati proprio fortunati>> commentò Peter fuori dal negozio.. <<ora vediamo se quel pezzo di carta funziona ancora, su Iris tocca a te>> disse porgendomi la mappa.
Una mappa a contatto può sembrare una normale mappa ma una volta tra le mani si unifica ad i tuoi pensieri mostrandoti il posto in cui desideri arrivare, io pensai a Josh ed un piccolo puntino in movimento apparve sulla mappa, seguito da un altro che però non accennò a nessun movimento. <<Questi siamo noi>> disse Pete indicando il puntino fermo <<e questo è Josh>> spostò il dito sul puntino in movimento <<Non ci resta altro che trovare un modo per raggiungerlo, non è poi così lontano>> disse pensieroso.
<<Lasciate fare a me!>> disse Dalia euforica stringendo la nuova bacchetta tra le mani.
<<Signori e signore!>> disse facendo ondeggiare la bacchetta in aria da cui fuoriuscì un po' di polvere luminosa <<lentää>> sussurrò e delle ali semitrasparenti appuntite fuoriuscirono dalla sua schiena lasciandoci di sasso.
<<Son pur sempre una fata!>> Rispose portando le sue mani sui fianchi.
<<Ce la farai a portarci entrambi?>> chiese Peter esternando anche i miei dubbi.
<<Non ne ho bisogno>> rispose altezzosa ripetendo lo stesso gesto con la bacchetta ripetendo anche la stessa parola <<lentää>> e sentii un leggero formicolio sulla mia schiena, rimasi senza parole nel veder fuoriuscire le stesse ali dalla mia schiena e da quella di Peter.
<<Cosa diamine...>> esclamò Peter guardando prima lei e poi me...
<<Oh andiamo, ora seguite i miei movimenti>> disse sbattendo le sue ali.
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