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II. Legami


Sophie guardava l'entrata della sala grande, sorseggiando di tanto in tanto la tazza di te che aveva tra le mani.
Quando entrò l'ennesimo studente che non era chi sperava lei, sospirò.
"Perchè non glielo hai ancora detto?" fece Alex.
Lei si girò e incontrò gli occhi verdi di suo fratello.
Aveva sempre invidiato il maggiore, che frequentava il settimo anno, per avere quegli occhi, in quanto erano molto più rari che i suoi comuni occhi castani.
Non erano dello stesso colore di quelli di Lily, però, che tendevano al verde smeraldo.
Gli occhi di Alex erano verde chiaro, un po' come l'acqua del mare delle isole caraibiche a riva.
Doveva però ammettere che una cosa l'avevano in comune: entrambi i loro occhi avevano delle pagliuzze dorate al loro interno.
"Detto cosa?" fece.
Alex inarcò un sopracciglio chiaro.
"Starai peggio, se continui così, adelfh" disse.
Era il soprannome che suo fratello le aveva dato fin quando era piccola: o almeno questo era quello che pensavano tutti.
Probabilmente i malandrini per un sacco di mesi si erano scervellati per cercare di capire quale potesse essere la traduzione, se qualcosa come "peste" oppure "scricciolo".
In realtà voleva semplicemente dire "sorella".
La madre dei due aveva origini greche e fin da piccoli loro erano cresciuti conoscendo sia l'inglese che il greco.
Se c'era una cosa che Sophie adorava del greco – che non era affatto semplice come lingua – era il fatto che ogni singola parola avesse un significato preciso.
I loro nomi, ad esempio: Sophia voleva dire "saggezza", mentre Alexander "protettore dell'uomo".
"Ma cosa posso fare, Alex?" replicò.
"Non so" ribattè lui, ironico "dirgli che ti piace?"
Sophie scosse la testa.
"La fai facile, tu" disse "ce l'hai già la ragazza"
Alex fece tanto d'occhi.
"Forse perchè mi sono buttato?" la rimbeccò "E guarda com'è andata a finire! Perciò se solo anche tu facessi un tentativo..."
Lei prese a mescolare il suo porridge, quasi con violenza.
"Tu non lo conosci come lo conosco io" si limitò a dire.
"Fa' come vuoi, ti dico solo che se non ti butti non scoprirai mai se prova lo stesso nei tuoi confronti"
"Ehi, che succede?"
Jennifer Hall si sedette accanto ad Alex e si sporse per dargli un bacio.
"Mia sorella ha la testa dura" spiegò.
"Chissà da chi ho preso" ribattè subito lei.
Jennifer sorrise, mentre gli occhi azzurri le si illuminavano.
"Oh lo conosco quello sguardo" le disse poi, dopo averla guardata "tu sei in pena per un ragazzo"
Sophie alzò le mani al cielo, anche se non riusciva a trattenere un sorriso.
"Ma sono davvero così un libro aperto?" esclamò.
"Noi ragazze ci intediamo a vicenda" proseguì l'altra "e poi io avevo lo stesso sguardo quanto questo ragazzo qui presente non si dava una mossa a chiedermi di uscire"
Alex si finse offeso.
"Ehi!" esclamò "Avresti sempre potuto farlo tu!"
Lei gli diede un bacio sulla guancia, ridendo.
"Secondo me è giusto che siano i ragazzi a fare il primo passo" fece "anche se ci sono delle volte in cui questi hanno davvero delle fette di salame sugli occhi e quindi noi ragazze dobbiamo prendere il loro posto."
Sophie fece per replicare che probabilmente, al ragazzo che le piaceva, lei non piaceva affatto, ma fu interrotta da Lily.
"Jen! Alex!" esclamò la rossa, sorridendo "Come state?"
Sophie guardò l'amica e vide che Severus Piton, di Serpeverde, era accanto a lei.
Le disse qualcosa a bassa voce e poi si allontanò.
La giovane Evans si sedette quindi accanto alla giovane Turner, posando il suo libro di Incatesimi sul tavolo.
"Verifica?" fece Alex.
"Verifica" confermò Lily "mancano così pochi mesi ai G.U.F.O."
"Non me lo ricordare" si lamentò Sophie "ho già ansia"
Jennifer rise e la sua risata era davvero bella.
"Non preoccupatevi, ragazze, andrete benissimo" poi abbassò la voce come se stesse per confidare un segreto "e poi se li ha superati Alex, possono superarli tutti"
Il ragazzo schioccò la ingua.
"Hai presente la vacanza che abbiamo progettato per la fine dei M.A.G.O.?" fece "Be' scordatela!"
"Sì, certo"
Lei gli scompigliò i capelli.
Sophie sorrise, divertita, ma presto il suo sorriso divenne malinconico.
Credeva che il rapporto tra Jennifer e Alex fosse l'incarnazione del vero amore.
Non l'avrebbe mai detto ad alta voce – come avrebbe potuto dare questa soddisfazione al fratello? – ma c'era qualcosa nel modo in cui si loro due si guardavano, il modo in cui si cercavano sempre, il mondo in cui sorridevano l'uno all'altra, che le faceva pensare che quello fosse l'ideale di amore che tutti sognavano.
Sarebbe mai riuscita a trovarlo anche lei?
"Cosa pensate di fare dopo il diploma?" domandò Lily, spalmando il burro sulla sua fetta di pane tostato.
"Mi piacerebbe lavorare come inviato della Gringott, come spezza-incatesimi" fece Alex "sai, viaggiare in tutte le parti del mondo alla ricerca di reperti antichi e cose del genere"
"Però torneresti sempre a casa da me" gli fece notare Jennifer.
Nelle parole che il ragazzo pronunciò non c'era nemmeno la più piccola traccia di sarcasmo.
"Io tornerei sempre da te"
"Siete così carini" si fece sfuggire Lily, che poi arrossì "ehm... scusate"
Jennifer scosse la testa, come per dirle di stare tranquilla.
"E tu, Jen?" fece Sophie.
"Io penso a qualcosa di più tranquillo, ma che possa dare una mano" spiegò "mi piacerebbe lavorare al San Mungo. Ci sono così tanti pazienti..."
All'improvviso si interruppe e si guardò il polso, dove aveva l'orologio.
All'mprovviso sbiancò.
"Oddio, Alex!" esclamò, scattando in peidi "Dobbiamo muoverci!"
Alex la guardò, confuso da tutta quella irruenza.
"Ma manca ancora mezz'ora all'inizio delle lezioni!" obiettò.
Jennifer fece un sorriso di scuse.
"Potrei aver detto ad Hagrid che lo avremmo aiutato prima dell'inzio delle lezioni con alcune creature magiche" disse.
"Che avremmo fatto cosa?!"
"Oh, su Alex, fa' il bravo fidanzato" lo esortò Sophie e lui la guardò male.
Jennifer lo prese per mano e lo fece alzare.
"Ha bisogno del nostro aiuto e noi lo aiuteremo" dichiarò.
Così lo trascinò via, mentre lui borbottava qualcosa per esprimere il suo disappunto.
"Alex è fortunato ad averla trovata" fece Sophie, sovrappensiero guardando  la coppia sparire oltre gli enormi battenti della sala grande.
"E vale anche il contrario, Soph" le fece notare Lily, con un sorriso.
L'altra annuì, divertita.
Fin da piccoli, era sempre stata lei la più scalmanata mentre Alex era il fratello calmo.
L'aveva sempre protetta e difesa, nonostante le continue volte in cui Sophie gli diceva che non ne aveva bisogno
Ma sapeva che lui l'avrebbe sempre fatto e a lei segretamente faceva piacere.
Non lo avrebbe mai amesso, ma Alex era il fratello migliore che una ragazza potesse avere.
"Buongiorno, ragazze!" la voce di James giunse alle loro orecchie.
Oh no, pensò Sophie, quel ragazzo vuole proprio morire.
Lily aveva una specie di rituale che compiva ogni mattina: prendeva la fetta di pane tostato, la imburrava e poi vi spalmava sopra la marmellata alla fragola.
Una volta fatto ciò, prendeva una tazza di caffè che le distendeva i nervi e la preparava ad affrontare la lunga giornata che si sarebbe susseguita.
C'era solo un piccolo detttaglio che non andava trascurato: prima di avere la caffeina necessaria in corpo, la ragazza poteva rispondere male alla gente senza volere.
Di solito si controllava, ma se si trattava di James...
Sophie constatò allarmata che in quel momento la giovane Evans non aveva ancora bevuto il caffè, perciò cominciò a prepararsi mentalmente l'elogio funebre di James.
Alzò lo sguardo e incontrò gli occhi d'oro del grifondoro, intimandogli di andarsene il più in fretta possibile.
"Scappa" gli mimò con le labbra.
Ma lui la ignorò.
"Allora, Evans" fece quindi, sedendosi accanto a lei "Dormito bene?"
"Non anche di prima mattina!" pregò lei.
"Siete pronti per la verifica di Incantesimi?" sviò subito Sophie, guardando James con un'occhiata significativa.
"Certo" fece Sirius "ho già pronti tutti i bigliettini possibili ed immaginabili"
La giovane Turner alzò gli occhi al cielo.
"Vitious ti scoprirà" gli fece notare.
"E tu non imparerai un bel niente per i G.UF.O." sottolineò Lily, sorseggiando il suo caffè.
"Questo lo vedremo Evans"

***

Il sole stava compiendo la sua regale discesa, tingendo d'oro e rosso il cielo.
A Sophie era sempre piaciuto il tramonto, perciò ogni sera lo osservava dalla sua stanza nel dormitorio di Grifondoro, dove ammirava il sole sparire oltre le montagne scozzesi.
In fin dei conti la Scozia non era così diversa dalla Grecia, solo che la madre patria di sua madre era più brulla e rocciosa.
Ma in entrambe le terre le montagne dominavano la vista.
Secondo le leggende antiche, che i suoi le raccontavano sempre prima di andare a letto, la rotta del sole nella volta celeste era guidata dal carro del dio Apollo che veniva poi sostituito dalla sorella Artemide, dea della luna.
Fin da piccola, le piaceva vedere il tramonto perchè ogni volta cercava di scorgere il cambio tra i due dei.
"Hai visto qualcosa?" le chiese Lily, seduta alla scrivania a completare i compiti di Pozioni.
Sophie sospirò.
"No" ammise, voltandosi a guardarla "anche oggi Apollo è riuscito a sfuggirmi"
L'altra rise senza voltarsi.
Sophie la studiò, inclinando la testa di lato.
Le erano sempre piaciuti i capelli rossi di Lily, specialmente quando il sole li illuminava.
Alcune ciocche le diventavo color del bronzo, come alcune statue dell'epoca classica.
In più, il rosso non era affatto un colore comune.
"Posso chiederti una cosa, Lils?" domandò.
Lily si girò e le sorrise, annuendo.
"Però devi protettermi due cose" premise e l'altra alzò gli occhi al cielo "numero uno: non ti metterai ad urlare e mi lascerai finire"
"Queste sono già due cose in realtà..."
"Numero due" marcò l'altra "mi risponderai sinceramente"
Lily sembrò pensarci su un po', studiandola attentamente come se stesse cercando di leggerle il pensiero e capire che cosa le avrebbe chiesto.
"Mh..." disse "va bene"
Sophie le sorrise.
"Allora... perchè respingi sempre James?"
La giovane Evans la guardò male e si girò di scatto, riprendendo a scrivere.
"Lily!"
"Che c'è? Non ho intenzione di rispondere ad una domanda tanto ovvia"
Sophie si alzò e, presa un'altra sedia, si sedette accanto a lei.
"La risposta non mi sembra così ovvia, perchè altrimenti non avresti esitato a dirmela" le fece notare.
Lily si fermò un istante, poi posò la piuma sulla scrivania.
Sbuffando, alzò gli occhi e incontrò quelli castani dell'amica attraverso lo specchio che avevano davanti.
"Lo sai perchè" disse piano "non lo sopporto. Si crede così pieno di sè e pensa di essere superiore a tutti gli altri"
"Sai che scherza"
"Con Severus non mi sembra, invece" ribattè la rossa "gli scherzi che lui e i malandrini gli fanno sono terribili"
James lo fa perchè è invidioso di Severus e del vostro legame, avrebbe voluto dirle Sophie, perchè Severus ti ha e lui no.
"Non capisco perchè ce l'abbiano così tanto con lui, è così buono" proseguì Lily.
Severus Piton aveva sempre messo i brividi alla giovane Turner, ma da quel punto di vista era d'accordo con Lily.
Non approvava nemmeno lei il comportamento dei malandrini – ma soprattutto di James e Sirius – nei suoi confronti.
"Solo... perchè non vuoi dargli nemmeno un'opportunità?"
"A Potter?" la giovane Evans fece una risata "Neanche morta"
"Se posso dirti la mia, penso che tu non lo conosca abbastanza. James è l'amico più fedele che abbia mai conosciuto"
"Forse con te"
"Con le persone a cui tiene, tra cui te. Ciò che mostra agli altri è una parte di lui, non tutto. E, se solo gli dessi una possibilità, penso che te ne accorgeresti anche tu"
"Ne dubito"
Lily rimase in silenzio un secondo e fece per riprendere la sua piuma, poi però sembrò realizzare qualcosa.
Si voltò di scatto verso Sophie, con gli occhi verdi ridotti a due fessure.
"Ti ha chiesto lui di farmi questa specie di interrogatorio?"
"Certo che no" rispose subito lei.
Però evitò di dirle perchè le avesse posto quella domanda.
Non avrebbe saputo come spiegarlo, in realtà, perchè quasi non lo capiva lei stessa.
Ma Sophie aveva una specie di dono: riusciva a capire cosa sarebbe successo in futuro.
E aveva come un presentimento, su James e Lily.
Non avrebbe saputo dire perchè, ma era sicura al cento per cento che un giorno quei due si sarebbero messi insieme.
Lo sapeva e basta.
"Non ti fidi di me?" le chiese poi, un po' ferita.
Lily le mise una mano sul braccio, come a rassicurarla.
"Ovvio che mi fido" fece "è solo che quando si tratta di Potter vado sempre sulla difensiva"
Sophie avrebbe voluto risponderle, ma all'improvviso si sentì un grandissimo trabusto fuori dalla loro camera.
Le due corsero ad aprire la porta e videro Sirius che era finito gambe all'aria nella sala comune, che borbottava un'imprecazione sottovoce.
Lily sospirò e se ne andò.
"Sei comodo in quella posizione?" lo prese in giro Sophie, appoggiata allo stipite della porta.
"Non ci provare neanche Sophie" la mise in guardia rialzandosi "ero venuto a cercarti e dalla fretta mi sono dimenticato che ai ragazzi è probito cercare di arrivare al dormitorio delle ragazze"
Il suo cuore fece una capriola.
"Cos'è successo?" domandò, scendendo le scale "Gli altri stanno bene?"
Gli occhi grigi di Sirius presero a brillare.
"Abbiamo qualcosa da mostrarti" le disse, prendendola per mano "non ci crederai mai"

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