Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

PROLOGO

LA CADUTA DELLA BORGOGNA

Chateaulandon

Francia, anno del signore 1427

Il duca di Bedford si sentiva sicuro e fiducioso della loro campagna: la guerra di Francia sembrava finalmente sul punto di spegnersi nella loro vittoria. Eppure la perdita di Montargis non aveva portato grandi entusiasmi e aveva rinvigorito gli animi nemici. La cattiva strategia dei suoi generali e l'arrivo improvviso del giovane condottiero De Dunois, avevano mandato in fumo le speranze di prendere la città. Aveva dovuto ammirare l'abilità del giovane francese, ma non aveva preso bene la missiva di Warwick con il bilancio delle vittime. Una buona parte delle truppe che aveva portato con sè dall'Inghilterra, dopo duri mesi di contrattazioni e giochi di alleanze e ricerca di accordi, era andata perduta.
Lo consolava però l'idea che in ogni caso, solo più la città di Orleans era rimasta a proteggere le terre meridionali della Linguadoca e le forze che suo fratello gli avrebbe mandato dalla madrepatria sarebbero bastate a schiacciare una volta per tutte la resistenza francese. Avrebbe ottenuto la corona dai gigli d'oro e l'avrebbe data a suo nipote, Enrico, come aveva giurato al suo sovrano in punto di morte.
Sospirò con la fronte corrugata. Warwick lo raggiunse con il volto scuro nella piccola saletta del castello franco che avevano occupato.

- Mylord, il messaggero è arrivato- annunciò l'uomo con una voce misurata.
Il Duca non si scompose e annuì.

-Fallo entrare- gli ordinò. Il conte obbedì con un cenno e si allontanò dalla stanza per pochi minuti. Tornò in compagnia di un uomo alto e ben piazzato, dalle spalle larghe e il volto celato da un mantello, scuro e silenzioso come un'ombra. L'aveva già incontrato altre volte, era il suo informatore personale; un mercenario forse, ma anche un uomo fedele alla corona inglese come un segugio al suo padrone. Era un uomo astuto, pericoloso, imprevedibile. Era stato colui che gli aveva rivelato il segreto del Varco francese.
Warwick rimase dietro alla spia, vigile ed attento ad ogni suo movimento.
Il duca di Bedford osservò i due uomini che gli sembravano grossi leoni sul punto di affrontarsi al minimo segno di aggressività. Non si erano mai piaciuti molto. Il suo conte aveva anche qualche problema a credere nell'esistenza del Varco. Considerava quel portale come la bocca dell'inferno, come il passaggio verso la terra di Lucifero.
Si mosse lentamente verso il tavolino addossato al muro e con gesti lenti tirò fuori dall'antina del mobiletto sottostante tre coppe e un piccolo bricchetto di vino.
Sorrise cortese e versò un po' del liquido scarlatto allungato con acqua per sè e per gli altri due uomini, poi sospirando andò alla finestra.

- Quali notizie mi porti, Celius?- chiese con la calma politica del suo ruolo, celando in fondo al cuore la curiosità che lo aveva disturbato in quegli ultimi due mesi di silenzio.
La spia parve non sentirlo, troppo occupato a controllare con aria delusa il colore diluito del vino nella sua coppa, quasi si fosse aspettato un trattamento migliore. Poi alzò gli occhi con un gesto rude e imprevisto che fece scattare la mano di Warwick alla spada.

- Mio signore, ho preso contatti con la gente inglese del mondo oltre il Varco, la missione è riuscita. Ben presto i francesi non avranno altro modo di opporsi alla forza della corona britannica- disse con una luce famelica negli occhi, lasciandolo nel contempo sorpreso e piacevolmente compiaciuto per la riuscita di quell'impresa.
A differenza dei suoi avversari, non aveva ancora bene idea di che cosa avessero scoperto e come funzionasse quel contatto impossibile tra due mondi. Ma avevano trovato dei compatrioti in quell'universo. La magia del mondo, il destino, aveva fatto sì che potessero incontrarsi e formare un'alleanza solida per sconfiggere una volta per tutte i loro rivali e riscrivere il corso della storia.
Bevve un sorso di vino e si congratulò con sè stesso. Suo nipote avrebbe regnato su un impero immenso, svincolato dal tempo. Sorrise e tornò ad osservare il suo fedele guerriero. Il suo volto era duro e attendeva una nuova domanda.

- Raccontami in dettaglio, Celius, ho bisogno di avere informazioni più precise riguardo ciò che hai compiuto- gli disse mentre quello trangugiava il suo vino con poca educazione e grande sete. Svuotata la coppa, la spia si asciugò con una manica della tunica scura e si prese qualche secondo per pensare. Bedford non gli mise fretta, era abituato ai suoi modi, attese.
Celius alla fine cominciò con il suo racconto, ma il suo sguardo tradì una certa inquietudine, come se fosse stato indeciso su cosa dire.

- Mio signore...- disse con un tono lugubre e serio, - Ciò che ho imparato dall'altra parte del Varco non è qualcosa cui tutti crederebbero. Nemmeno io in principio avrei mai pensato di trovare quel che ho visto- disse l'uomo scoccando un'occhiata al conte al suo fianco per poi tornare a fissarlo negli occhi.
Warwick sospirò e scosse la testa, il suo calice era ancora intatto. La sua espressione tradiva una chiara diffidenza, un certo fastidio e la ferma convinzione che ogni cosa che avrebbe sentito da quel momento in avanti non sarebbe rientrata nella sua realtà. Non aveva mai creduto in nulla che non fosse concreto, odiava i maghi e ancor di più le streghe, non sopportava le creature dei boschi nè gli spiriti. Bedford dal canto suo sapeva della loro esistenza, ma non aveva mai avuto modo di incontrare nulla di soprannaturale. Si fece dunque attento alle parole di Celius, pronto ad interrogarlo nuovamente, e con un cenno lo incoraggiò a proseguire. La spia lo fissò con un sorriso ironico e annuì.

- Se è stato il Signore a mostrarci questa strada, allora avrò fede e non contesterò le tue parole- gli confermò Warwick poco convinto, ma nascondendo un ulteriore commento e rimanendo in silezio.
Il duca di Bedford si sedette su uno scranno, l'unico in quella piccola stanza spoglia, e si predispose all'ascolto. Doveva misurare bene le sue decisioni, da quelle sarebbe dipeso l'esito della guerra.
L'assedio a Orleans avrebbe aspettato ancora un po'.
Celius posò la sua coppa vuota con la fronte corrugata alla ricerca di parole semplici per esprimere ciò che aveva affrontato, poi prese un respiro e iniziò.

- Sono giunto sui monti meridionali all'alba del primo giorno di autunno. Ho studiato i francesi, sono venuto a conoscenza delle loro abitudini, dei loro costumi; per un certo periodo ho vissuto tra di loro, raccogliendo informazioni sui Guardiani del Varco. Insieme ai miei uomini ho trovato il passaggio e, approfittando di un momento di distrazione dei suoi Guardiani, sono riuscito ad infrangere i suoi confini. Il Varco non è altro che una fonte. Ma di questo vi avevo già accennato nei miei rapporti...- disse.

- Una volta giunti dall'altra parte abbiamo dovuto affrontare i Guardiani del Varco. Pur essendo noi abili guerrieri non si sono dimostrati avversari di basso livello, come di solito mi è capitato con i francesi qui...- aggiunse con una luce sinistra negli occhi.

- Raccontaci di questi Guardiani...- lo invitò poggiando anche lui il calice. La spia annuì e continuò.

- La loro tecnica è impeccabile, le loro armi sono straordinarie. Sono presenti sia da questo sia dall'altro lato del Varco e sono addestrati molto più del migliore dei nostri soldati. I francesi non sono stati tanto stupidi da lasciare indifesa la fonte della loro sopravvivenza. Coloro che la controllano sono parte di un'antica famiglia che forse voi stesso avete sentito nominare... io personalmente pensavo fosse parte della leggenda, del mito popolare, ma è reale. Si tratta dei De Krhonnes. Sono loro che con le loro forze supportano quelle esigue di Charles di Francia- disse Celius.
Warwick spalancò gli occhi e per la prima volta sembrò credere a qualcosa che la spia aveva detto.

- I De Krhonnes?- domandò con interesse e bevve il suo vino. Il gerriero annuì e si prodigò nel spiegare come, grazie a uno dei suoi informatori, fosse venuto a conoscenza di tale segreto.
Bedford meditò a lungo in silenzio, sul suo scranno. La celebre casata dei Cavalieri del Tempo... si sentì uno sciocco per non aver mai pensato a una connessione tra loro e il Varco. Non aveva mai pensato che fosse reale, ma ora tutto era cambiato. Ora capiva da dove il Delfino di Francia si procurasse truppe di rinforzo e strategie brillanti. Capì perchè i francesi si stessero così sforzando di tenerli lontani dal sud della regione.
Sospirò cercando di mettere ordine nel caos che si era creato nella sua mente, ma ancora non avevano finito di parlare; Celius aveva un compito da portare a termine in quel mondo oltre il Varco e non gli aveva ancora riferito come se la fosse cavata. La spia precedette la sua domanda e proseguì nel raccondo arrivando finalmente al nocciolo della questione.

- Nel futuro, o nell'Oltre, così lo chiamano i francesi, ho visto cose impossibili. Ho avuto tempo sufficiente per meravigliarmi di quell'epoca così diversa e lontana, quello squarcio così incredibile sul nostro avvenire. E' stato traumatico e terribile e straordinario. Ciò che ho visto non potrete mai immaginarlo. Ciò che ho patito e ciò che ha distrutto i miei uomini non potrete mai comprenderlo. Il mondo che ci ha accolti è pieno delle più assurde stregonerie. Gli uomini e le donne, come vi ho già raccontato in alcune lettere, vestono allo stesso modo, ma la foggia degli abiti è diversa dalla nostra. La loro lingua è incomprensibile, i loro usi sono incredibili e completamente diversi dai nostri- disse rievocando davanti a loro con poche parole un mondo esotico e sconosciuto, estraneo alla loro immaginazione.

- E' stato molto difficile non farsi notare, spostarsi di paese in paese ed esplorare la nuova terra in cui eravamo giunti. Passai un mese a camminare per le strade liscie e nere come un nastro di pece solida, di città in città, dove le case correvano verso il cielo come tante torri di Babele. All'inizio dei freddi, quasi per miracolo, incontrai un uomo che parlava l'inglese. Fu questo incontro che permise i primi contatti con la gente anglosassone di quel mondo. Realizzai di aver viaggiato nel tempo solo successivamente, quando incontrai altri uomini, potenti e grandi sapienti- si interruppe per lasciare loro il tempo di digerire quelle informazioni pian piano sempre più chiare.
Il duca non aveva compreso molto dalle missive stropicciate e scritte di fretta che gli erano giunte nelle settimane precedenti.
Warwick ascoltava incredulo, ammutolito. Celius riprese a parlare.

- L'Europa non è quella che conosciamo, è unita in una grande Confederazione. Un impero per così dire, senza re- raccontò.

- Dobbiamo controllare i capi del Consiglio della Confederazione...- disse allora Bedford. La spia sorrise.

- Abbiamo avuto fortuna e ora i nostri alleati inglesi controllano il continente. Dobbiamo occupare il Varco e prenderne il controllo, al momento è quella la priorità. Se non controlliamo il Varco, passare da una parte all'altra sarà sempre mortalmente pericoloso- aggiunse.
I tre uomini rimasero in silenzio a meditare su quelle parole.
Bedford scambiò un'occhiata con loro e prese una decisione. Si alzò risoluto.

- Il nostro obbiettivo ora è conquistare la Linguadoca e indebolire il fronte francese. Per poter successivamente sfondare il confine e assaltare assaltare Varco con il pieno delle forze. Ho appena avuto un'idea su come fare...- disse.

Fu così che, poco tempo dopo, la Borgogna cadde in mano inglese.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro