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Capitolo 20 - Mia ha le tette!



Capitolo 20 Mia ha le tette!

Mi svegliai con la sgradevole sensazione di essere fissata. Aprii piano un occhio e lo puntai con una lentezza paragonabile a quella di un bradipo sul finestrino. Avevo ragione: c'era qualcuno che si era appiccicato al vetro ed osservava l'interno della macchina come se ne dipendesse la sua stessa vita. E sorrideva in modo inquietante.

Ci misi un secondo a metabolizzare il tutto.

Lanciai un urlo disumano e feci un enorme salto all'indietro, andando a finire sul povero corpo stanco di Kai. Iniziai a scalciare come un'ossessa e a gridare come se non ci fosse un domani: «Va via! Va via, non ho niente, sono povera, non ho i big money, vattene!»

Quel tizio non si muoveva. Neanche un muscolo. Continuava a guardarmi con lo stesso sorrisetto alla "ti svergino su un tavolo da ping pong"; cosa che lo rendeva ancora più inquietante. E poi era buio e qualche lupo ululava di tanto in tanto. Cosa avreste fatto al posto mio? Fu un miracolo se non morii di infarto.

«Prenditela con Kris, è lui che è il capo, ‒ indicai la torre, addormentata sul sedile del passeggero, ‒ ha anche i soldi. Sono troppo giovane per morire! E poi non sono brava a letto!»

Silenzio. Il solo rumore che si sentiva era il vento ed il russare rumoroso di YiFan. Intanto, lo sconosciuto non osava muoversi di un millimetro. «Ehm... ha sentito che ho detto? Ora se ne va?» Niente. «Che ne dice di... ‒ mi guardai attorno, alla ricerca di qualcosa che potesse allontanarlo dall'auto. Trovai una caramella alla menta incastrata fra i sedili. Meglio di niente; gliela mostrai, ‒ questa buonissima caramellina! È... ‒ la rigirai fra le dita, ‒ è stata toccata dagli EXO.» Sorrisi a trentadue denti, anche se il mio cuore stava per esplodere dalla paura. «Può venderla su e-bay. Può diventare ricco», insistetti.

Niente. O era sordo, o si era addormentato, o era in stato di trance avanzata. Sì, con gli occhi aperti. Magari gli avevano tagliato le palpebre, che ne potevo sapere. Ero troppo occupata a non svenire per preoccuparmi di quello. «Signore, si sente bene?» Mi avvicinai allo sportello.

«Mia... che diavolo fai?», domandò Kris con la voce impastata dal sonno. Lo vidi mentre si stiracchiava e stropicciava svogliatamente un occhio.

Per la prima volta fui felice di essere in sua compagnia. «Torre!», ansimai. «C'è qualcuno che mi fissa.» Indicai lo sconosciuto inquietante.

«Molto probabilmente è il tuo riflesso», ribatté lui.

Tacqui per un minuto buono. «Mi credi così stupida?», abbaiai.

Sbadigliò rumorosamente. «Devo proprio rispondere? Aspetta, ‒ cominciò ad agitarsi e mi lanciò un'occhiata terrorizzata, girando la testa a centottanta gradi come i gufi. ‒ Dove sono?! Mi hanno rapito! Aiuto!»

«Zitto...» lo pregai. Avevo paura che il tizio si infuriasse e cercasse di stuprarmi lì, sui sedili di Galaxy.

«Ci sei anche tu! E anche Kai! Ci hanno rapito! E c'è anche... ‒ fissò intensamente Baekhyun, addormentato sul posto di guida. ‒ E lui chi cavolo è!»

Oddio, allora il "fiato dimenticami" di Baek funzionava davvero! «Non ricordi niente?», insinuai, confusa.

«Cosa dovrei ricordare?» Emise un verso strano, un misto tra un sospiro ed un grugnito. «Mi sono ubriacato?! Ho fatto sesso con qualcuno?! Con te?! Sei incinta?! Quanto tempo è passato, giorni, mesi, anni...» Ma che cazz- Kris guardava troppi film.

«Tre ore, idiota», sbottai, anche se non ero sicura di quanto tempo fosse passato. Ero troppo occupata a controllare il maniaco che sorrideva stile "joker". «Hai rovinato il mio appuntamento con Kai; delle sasaengs stavano per ucciderci ed il mio amico Baekhyun ci ha aiutati a fuggire.»

«Cosa...»

«Ora, per favore, dì a questo tizio di sparire!», ululai.

«Ma perché glielo ordini tu?», replicò lui con un antipatico tono da saputello.

Dio santo, avevo voglia matta di prenderlo a calci in culo fino a quando non fosse stato neanche in grado di sedersi. La mia pazienza si esaurì, mentre il livello del terrore arrivò a toccare il picco; così strillai: «Perché si da il caso che tu abbia le palle, mentre io no! Quindi, smettila di fare la femminuccia e tira fuori gli attributi, porca troia!»

Kai si agitò nel sonno e Baekhyun mormorò qualcosa di sconnesso. Qualcosa tipo "vedo volare tanti unicorni".

Il leader sospirò rumorosamente e si alzò, per poi piazzarsi accanto a me, proprio davanti allo sportello monopolizzato dal tizio. Mi mostrò un ghigno beffardo, «Allora, chi dovrei mandare via?»

Indicai il tale alle sue spalle. Lui si girò. Tempo cinque secondi e YiFan si mise ad urlare come una ragazzina in preda ai dolori mestruali. «Chi sei! Cosa vuoi! Va via, non ho niente, sono povero, non ho i big money, vattene!» Andò a finire su di me e mi schiacciò con il suo peso piuma; poi diede il via ai calci scoordinati, come se fosse una tartaruga spiaggiata al contrario.

«Il mio eroe», borbottai con sarcasmo. Mi rivolsi direttamente a lui: «Sei utile come un paio di mutande in un porno.»

Ma Kris non mi ascoltò minimamente. Cronometrai i millisecondi tra un urlo di terrore e l'altro. 0,1. «Prenditela con Mia, è lei che ha le tette, ‒ lo guardai scioccata, ‒ ha anche la vagina! Sono troppo giovane e bello per morire!»

Un attimo... cosa? «Prego?», feci. «Non hai niente di meglio da dire?»

Si voltò nella mia direzione. «Mi dispiace se la mia voglia di vivere ti da così fastidio», sbottò.

«Mi hai appena venduta!», ululai, rossa in viso. Tralasciai il fatto che avevo fatto la stessa identica cosa qualche minuto prima.

In tutto questo, il tizio era rimasto immobile.

Kris stava per ribattere, quando glielo feci notare con voce tremante. «Ehm... ti sei accorto che questo... coso... è rimasto fermo per tutto il tempo? Sempre con lo stesso sorriso? Senza sbattere le palpebre? ‒ Gli occhi mi si riempirono di lacrime ed il cuore iniziò a fare salotto con le tonsille. ‒ Sempre con lo stesso sorriso

Kris mi prese dalle mani la caramella. Gliela mostrò. «La vuoi?»

Il tizio si animò improvvisamente e cominciò a dare pugni al finestrino. YiFan lanciò in aria il confetto ed urlò come un invasato: «VA BENE LA CARAMELLA È TUTTA TUA NON UCCIDERMI TI PREGO!» Si allontanò il più possibile dallo sportello ansimando come se avesse corso una maratona.

Anche io persi completamente la testa. «NOOO! VA VIA NON ABBIAMO NIENTE STAVA SCHERZANDO NON HO LE TETTE SONO SOLO PUSH UP!» Ero talmente terrorizzata che non sapevo nemmeno cosa stessi gridando. «TI PREGO È LA VERITA' SONO PIATTA COME UNA TAVOLA DA SURF.»

Quello continuava a sferrare colpi a più non posso. Io e Kris ci abbracciammo, sconvolti, terrorizzati, e per poco non ce la facemmo addosso.

Kai si stropicciò un occhio. «Che avete da urla-» Quando anche lui notò il mio presunto stupratore, andò di matto. «AAAAAAAAAH! CHI SEI TU COSA VUOI PRENDI MIA LEI HA LE TETTE!»

Gli rivolsi uno sguardo addolorato. «Anche tu mi tradisci così...», pigolai, con tanto di naso che colava e lacrimoni che mi scendevano fino al mento.

Jongin mi rivolse un'occhiata sconvolta. «Non volevo, ma sono terrori- NO, VA VIA, NON ABBIAMO SOLDI!»

L'allegra voce di Baekhyun si unì ai nostri strilli di paura: «Avete disturbato il mio sonnellino di bellezza, ‒ si voltò nella nostra direzione con gli occhi che lanciavano fuoco e fiamme; poi notò il tipo inquietante. ‒ Chi diavolo è quello», volle sapere, indicandolo con il dito tremante.

Il "quello" si bloccò. Poi riprese a bersagliare il povero sportello di percosse. Forse fu la presenza dell'angioletto che mi salvò dal secondo attacco di cuore della giornata.

«Non lo so», ansimai. «Vuole entrare.»

Anche Baek attaccò: «AAAH! VA VIA, PRENDI-»

«Giuro sulla luce divina che se gli dici di rapirmi in quanto in possesso di un bel paio di bocce, ti taglio le palle e le uso come concime per le piante, chiaro?!», muggii, incazzata come una belva.

Silenzio. Dopo tre secondi, l'angelo continuò a dare in escandescenze: «-NON TI DICO DI PRENDERE MIA, MA PRENDILA PERCHE' HA LE TETTE!»

Ci rinuncio. Dobbiamo fare sempre tutto noi donne.

«Volete finirla?!», sbottai. «Ne ho fin sopra i capelli!» Scavalcai il corpo del tremante Wu YiFan e dichiarai: «Ora esco e cerco di contrattare. ‒ Mi rivolsi direttamente a loro tre, ‒ Sì, ho le tette, ma il lavoro sporco lo devono fare coloro che hanno le palle. Voi non avete manco quelle.»

Quell'uomo insisteva con il dare manate al vetro. «E tu smettila, per l'amor di Dio!», urlai. Aprii lo sportello con un poderoso calcio e quello cadde all'indietro, come se fosse un oggetto inanimato. Il leader, intanto, aveva chiuso il battente inserendo anche la sicura.

Uscii nella notte e mi avvicinai al corpo inerme del tipo. Mi chinai, rabbrividendo.

Un attimo.

Uno spaventapasseri! Ecco dimostrato il sorriso inquietante ed il fatto che non si muoveva di un millimetro. Il vento doveva averlo portato verso la nostra macchina e aver spinto le braccia di pezza contro di noi. «Tutto apposto, è un manichino», dichiarai, dando un colpetto al pupazzo con la punta del piede.

«Un manichino posseduto», esalò Baekhyun.

«Un manichino che ci odia», continuò Kai.

«Un manichino che per poco non ha rotto il finestrino della mia Galaxy», pigolò Kris, accarezzando il vetro con puro amore. «Tranquilla, bimba, non è niente...»

Questo è il colmo, pensai. Aspettai che mi aprissero e salii di nuovo sul veicolo; spinsi YiFan di lato in malo modo. «Siete i miei eroi», dissi, incrociando le braccia al petto e chiudendo con forza lo sportello.

Per un minuto ci fu un silenzio d'oro.

«Sì, ma... non ci sono spaventapasseri a Seoul», rifletté Jongin, mangiucchiandosi nervosamente un'unghia.

«Ne hai uno qui davanti», fu il mio acido commento, indicando la Torre Canadese Cagasotto. «Yah, come osi!», scoppiò lui lanciandomi un'occhiata di fuoco.

Baekhyun prese la cartina stradale dal cruscotto. «Secondo i miei calcoli...», iniziò, guardando attentamente le varie linee colorate sul foglio. «Noi dovremmo essere...», spiegò per bene il pezzo di carta e lo girò un paio di volte. «Qui!», indicò un luogo indefinito e ci sorrise.

«È al contrario», gli fece notare YiFan con un fil di voce.

Baek gettò un'occhiata prima a lui, poi alla cartina. Emise un "oh" di sorpresa e la roteò; poi puntò il dito sullo stesso identico punto: «Qui!», e ci mostrò lo stesso sorrisetto.

Non ci posso credere.

«Vuoi dire che... ci siamo persi?», balbettò Kai.

«No, non ci siamo persi, è tutto sotto controllo!», si ribellò l'angioletto con il tono più alto di un'ottava. «So esattamente dove siamo.»

Annuii. «Anche io lo so», dissi con calma, sull'orlo di una crisi di nervi, «in mezzo al nulla, in cui gli spaventapasseri cercano di violentare la gente!» Alla fine proruppi in un urlo battagliero, tanto che mi cominciò a far male la gola.

«Ehm...» Kai ebbe la nostra completa attenzione quando notammo che stava controllando la nostra posizione sul telefonino. «Promettete di non urlare?»

«Non posso prometterti niente adesso», abbaiò Kris.

«Siamo a Jeonju.»

Sbiancai. Come diavolo era possibile?! Jeonju era molto lontana da Seoul! A meno che Galaxy non fosse un tappeto volante, Jongin aveva deciso di farci uno scherzo di cattivo gusto.

Baekhyun si fece piccolo piccolo, mentre YiFan restò completamente muto intento a fissare qualcosa a noi sconosciuto.

«Dimmi che non è vero», sussurrai.

Per tutta risposta, il main dancer mi mostrò la posizione. Oddio.

«COME È POTUTO ACCADERE», Kris emise uno urlo paragonabile agli acuti di Chen. «COME CI SIAMO ARRIVATI A JEONJU PORCA PUTTANA.»

Non potei fare a meno di balbettare un flebile: «Calmo...»

«CALMO?! COME FACCIO A STARE CALMO?!»

Baekhyun intervenne: «Sono sicuro che il satellite si sta sbagliando...»

«TU ZITTO, ‒ ululò il lidah con un tono che avrebbe messo paura anche a Jack lo Squartatore. ‒ ORA MI DEVI SPIEGARE COME CAZZO È SUCCESSO. CI HAI RAPITI, NON È COSI'?!»

Kai scosse violentemente la testa. «No, no, lui ci ha salvati dalle sasaengs! E poi è il nuovo membro degli EXO!»

«IL NUOVO MEMBRO DI COSA?!», squittì l'altro. La vena sul suo collo pulsava in modo inquietante. Cronometrai anche questo: dopo circa due virgola tre secondi, Kris crollò svenuto sul sedile.

«Bene, ora che facciamo?»

«... Che ne dite di scambiarlo con lo spaventapasseri?»

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