Famiglia
La fantastica idea di Albus di riunire tutta la nostra famiglia per il mio ritorno, non era stata poi così fantastica.
Anzi era stata a dir poco disastrosa, solo per me, ovviamente.
Mi bastarono circa quattro minuti per capire che quella non sarebbe stata affatto una splendida serata.
Una rapida occhiata alla Tana e compresi la triste verità: ero l'unica single, o quasi. Il quasi era d'obbligo visto che nè mio fratello Hugo e nè mio cugino James avevano ancora trovato le loro dolci metà.
Ma a differenza mia, a loro piaceva quella situazione. Ebbene si loro erano gli scapoli d'oro Weasley e Potter, mentre io..
Io ero la primogenita Weasley-Granger, quella fissata per il lavoro e senza uno straccio di fidanzato, la tipica zitellona della famiglia, che non può certo mancare..
La nuova zia Muriel, ecco.
Era così ingiusto.
- Rose!! - mi salutò raggiante Lily venendomi incontro.
Ignorai volutamente l'enorme energumeno che aveva di fianco.
- Lily - risposi all'abbraccio.
- Lui è Todd, il mio fidanzato! - cinguettò mia cugina presentandomi il ragazzo. Todd, che nome stupido.
- Piacere - gli strinsi la mano cercando di assumere un'espressione adatta alla circostanza e di non sembrare la solita associale - Rose.
- Rose - ripetè - Lily mi ha parlato molto di te!
Quell'affermazione mi spiazzò.
Cosa dovevo rispondere? Dovevo dirgli, mentendogli: "Anche a me Lily ha parlato molto di te" o dovevo rimanere in silenzio ed annuire?!
Un gesto eloquente della rossa mi aiutò nell'impresa.
- Ah si, anche a me.. Ehm, Lily ha parlato molto di te. Si - gli sorrisi a disagio.
Non ero mai stata brava nel dire le bugie e questo si notava.
Ma era anche piuttosto evidente che dovevo iniziare a farci l'abitudine, considerato poi che era diventato di moda tenere all'oscuro i propri fidanzati alle proprie amiche.
Eh no, in quel momento non stavo certo pensando a Lily ed a Todd.
- PICCOLA!! - sentii urlare alla mie spalle.
La voce dolce e squillante di mia nonna arrivò qualche istante prima del suo celebre abbraccio stritola-ossa.
- Nonna! - esclamai felice di poter evitare la descrizione accurata del primo appuntamento tra Lily e Todd.
- Oh cara! Ma.. Ma sei sicura di mangiare in quel postaccio?! - mi domandò inarcando un sopracciglio ed osservandomi con attenzione. - Mi sembri dimagrita..
- Si, nonna.. Mi alimento regolarmente. - le risposi con un sorriso.
- Mmh. - grugnì scettica - Beh, comunque l'importante è che tu sia tornata, così posso pensarci io a te!!
- Rimarrò solo due settimane! - puntualizzai.
- Beh, allora è meglio cominciare subito! - concluse trascinandomi in cucina.
Non opposi resistenza, dovevo ammettere che mi mancavano molto le sue attenzioni.
- E così Dominique ha deciso di intraprendere la carriera di stilista - mi stava raccontando la nonna preparandomi l'ennesimo sandwich - Si è trasferita in Francia, e da quel che ho capito sta avendo anche molto successo!
Io, ovviamente, ero già a conoscenza di tutto.
A differenza di altri, Dominique mi teneva costantemente informata su tutto, compreso il lavoro.
Annuii e diedi un morso al panino.
- Molly e Lucy invece si stanno dedicando alla famiglia. Hanno entrambe due bambini, dovresti vederli sono un amore! - continuò.
Sapevo anche questo. Qualche mese prima avevo ricevuto l'invito per il battesimo, ma all'ultimo secondo si era presentato un imprevisto, un impegno di lavoro, e avevo dovuto disdire.
- Anche Fred e Louis hanno messo su famiglia - proseguì inarrestabile - Di Victorie e Ted sai già tutto, no? I piccoli Andromeda e Remus sono così carini, beh cosa ci si poteva aspettare, sono pur sempre figli di Victorie, eh. Non puoi nemmeno immaginare quanta gioia ed allegria portino in questa casa, mi sembra quasi di essere tornata a qualche anno fa quando voi eravate così piccoli. Oh.. - i suo caldi occhi nocciola si velarono appena - La vecchiaia fa davvero brutti scherzi - ridacchiò asciugandosi le lacrime.
Strinsi la sua mano tra le mie, in un palese gesto di conforto.
Sospirò - E tu? Quand'è che mi darai questa gioia?
Pur sapendo che prima o poi avrei dovuto fare i conti con questa domanda, non avevo ancora trovato una risposta valida.
- Ehm.. Credo che sia ancora presto.. - provai.
- Oooh quante storie - sbuffò - Possibile che François non si sia ancora deciso a chiederti di sposarlo? L'ho detto io a tuo padre, quel ragazzo ha qualcosa che non va se non vuole sposare la mia bellissima nipote.
Altra nota dolente: tutti credevano che io e François fossimo qualcosa di più di semplici amici. Nessuno sapeva che François fosse gay, e quindi dopo la nostra decisione di convivere, ogni elemento della mia famiglia aveva ideato la storia che più gli piaceva. La più in voga era sicuramente quella dei due fidanzatini, ma ce n'erano altre niente male. Tra le ipotesi più strampalate, qualcuno era riuscito persino ad indovinare. Il vero problema però era che io non avevo mai ne confermato e ne mai negato, e che quindi involontariamente avevo lasciato credere loro che io e François fossimo una coppia.
- Siamo troppo presi dal lavoro, costruire una famiglia ora è impossibile.. Magari tra qualche anno.. - mentii.
Non potevo certo dirle che l'unico discendente che le avrei mai potuto dare in realtà fosse un gatto.
- Beh, ma per queste cose il tempo si trova - mi rimproverò - Per una donna, i figli sono tutto. Tu non trovi?
- Si, certo.. - ero sincera, più di una volta avevo sentito la necessità di diventare madre - Ma non sempre dipende da noi.
- E da chi dipende?! Hai un bel giovanotto al tuo fianco, no? State insieme da molto ormai e ti fidi di lui, sai certamente come si concepiscono i bambini, quindi, cos'altro aspetti?! - mi chiese gesticolando, in un'altra situazione quel discorso mi avrebbe certamente imbarazzata - Pensa a quelle povere ragazze sole, senza nessuno che le vuole e che passano le giornate dando da mangiare ai loro gatti, pensa a loro e a come possono vivere la propria vita..
- E' triste - sospirai.
Era davvero triste, ed io lo sapevo fin troppo bene.
- Ecco!! Visto? Lo sapevo che avresti capito! E quindi tu che puoi essere felice, sii felice! E ricorda, se sorridi alla vita, la vita ti sorriderà! - concluse soddisfatta arrufandomi i capelli - Oh guarda chi è arrivato! - disse guardando dietro di me.
Mi girai e lo vidi avvicinarsi.
- Rose, che bello rivederti! - esclamò abbracciandomi.
Per qualche secondo rimasi immobile.
Cosa dovevo fare? Ricambiare l'abbraccio o prenderlo a schiaffi per avermi illuso?
- Scorpius, n-non sapevo che saresti venuto. - balbettai non riuscendo a dire altro.
- Beh spero di non dare troppo fastidio - mi sorrise.
- Ah non dire sciocchezze - s'intromise la nonna - Sai che sei sempre il benvenuto qui, vuoi qualcosa da mangiare, da bere?
- No, grazie. - rispose gentile.
- Beh allora io vado, vi lascio soli. Credo che abbiate molte cose da dirvi! - affermò facendo l'occhiolino ed allontanandosi.
- Non è cambiato nulla, vero? La Tana, tua nonna..
- Già, è rimasto tutto uguale. - risposi.
Avrei voluto aggiungere "o quasi", ma rimasi in silenzio ancora una volta a disagio.
Quell'orribile sensazione sembrava aver preso il sopravvento su tutto, ormai.
- Come stai?
- Bene.
Ero fredda, forse troppo, ma non riuscivo ad essere diversa.
Non riuscivo a non detestarlo.
Sapevo che non era colpa sua e sapevo anche bene che lui non mi avrebbe mai ferita volontariamente, sapevo tutto, ma non m'interessava.
Una piccola parte di me continuava comunque ad odiarlo.
- Sarai curiosa di sapere perchè ti ho chiesto di tornare qui a Londra?! - mi domandò cercando di superare il muro che avevo creato intorno a me.
- No - risposi semplicemente - So già tutto. La famiglia Weasley-Potter non è conosciuta ed apprezzata per la sua discrezione, dovresti saperlo.
- Ah, quindi sai già tutto.
- Si, so che ti sposi, e sinceramente non capisco perchè tu non me l'abbia detto direttamente per lettera. - dissi brusca.
- Perchè è importante per me averti qui. - sussurrò incrociando i miei occhi.
Per un attimo la mia barriera crollò, permettendogli di vedere quanto dolore ed amarezza si nascondesse dietro quella parole taglienti.
- Importante? - chiesi ironica - Così importante da non sapere dell'esistenza di Celine, ovvio. - incrociai le braccia al petto.
- E' una lunga storia. - si giustificò lui.
Sbuffai. - Già, è una lunga storia che io non ho più voglia di sentire.
Mi voltai per andarmene quando mi bloccò prendendomi un braccio - Domenica sera i miei organizzano una festa e vorrei che tu venissi.
- Vuoi finalmente presentarmi Celine? - gli domandai affilando lo sguardo e sorridendogli sarcastica - Beh, perfetto. Ci sarò.
La mia natura masochistica ancora una volta prevalse.
Mi materializzai nella camera degli ospiti di Albus e Susan.
Avevo detto a tutti che ero molto stanca e che avevo bisogno di riposare, in realtà dopo una serata come quella, avevo solo la necessità di rimanere da sola e di pensare.
Le parole di mia nonna e l'incontro con Scorpius, non avevano certo aiutato il mio pessimo umore a migliorare, anzi.
Tutto sembrava ancora più nero ed era assurdo pensare che solo qualche ora prima tutto era così diverso.
Presi il cellulare dalla borsa e mi sdraiai sul letto.
Composi il numero dell'unica persona che in quel momento volevo sentire vicino a me.
- Pronto?
- Ho bisogno di parlarti. - mormorai - Hai tempo?
- Tutto il tempo che vuoi.
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