Compromise
- Bene signora Turpin, adesso può andare. L'effetto della maledizione che suo fratello le ha accidentalmente lanciato sparirà entro un'ora.
- Grazie Guaritrice Weasley.
Salutai con un cenno della testa ed un sorriso l'ultima paziente e la accompagnai alla porta, sospirando dopo essermela chiusa alle spalle. Avevo passato una nottata intensa, ma senza dubbio entusiasmante...amavo il mio lavoro, nonostante alle volte fosse molto, molto impegnativo.
Un bussare sommesso interruppe i miei pensieri.
- Avanti!
- Ciao Rose, come stai? - Lizzy entrò con un sorriso che andava da un orecchio all'altro - Sabato sera sei andata via così all'improvviso.
- Ciao Lizzy! Sto decisamente meglio...e anche tu, no? - esclamai, alludendo al fatto che con mio cugino avevano fissato un altro appuntamento...da soli stavolta. Lei arrossì - Sì, in effetti sì.
- Sono contenta! - notai alcuni fogli tra le sue mani - E' successo qualcosa con la documentazione?
Lei arrossì violentemente - Ehm...ecco, ora non alterarti Rose, ma...hai presente quando è venuto qui Scorpius Malfoy?
- Ricordo perfettamente. - replicai imbronciandomi. Lei sorrise nervosamente - Eh...sai, oggi Johnson stava ricontrollando le cartelle cliniche e...ha trovato alcune incongruenze nella spiegazione del suo incidente. Non che sia di fondamentale importanza, ma sai com'è...mi ha citato a menadito una delle regole dell'ospedale, ovvero la chiarezza assoluta in tutti i casi, anche quelli inutili.
La fissai, stavolta più attentamente. Incongruenze? - E le ha fornite Malfoy? - lei annuì. - Sì, è stato lui stesso a dare due "versioni" diverse. Johnson quindi ha visto che ti eri occupata di lui...e mi ha chiesto di dirti se, gentilmente, potessi andare a parlare con Malfoy...dato che "vi conoscete bene" ha detto lui. Rose, mi dispiace, credo sia una vendetta nei tuoi confronti per averlo rimproverato di sfruttarmi! Scusami, è tutta colpa mia...- mugugnò, fissandomi costernata. Io scossi la testa...quel Johnson era un vero stronzo! Ed era anche maledettamente acuto, a quanto sembrava...
- Lascia perdere...Johnson ce l'ha con me praticamente da quando ho messo piede qui. Ma non importa, lui si aspetta che io vada a lamentarmi, cosa che non farò. Certo, l'idea di vedere quel biondastro non mi entusiasma affatto...ma piuttosto che piagnucolare andrei anche ad affrontare un Basilisco. - borbottai e lei sorrise maliziosamente - Credevo fosse molto peggio, quel Malfoy! Io me lo ricordo, ai tempi di scuola...ed era terribile!
- Vero. - confermai, mentre lei soffocava una risata. - Ricordo quando si fidanzò con quella Vera Davies...erano la coppia più irritante e snob della scuola!
Spalancai la bocca; Malfoy e Vera Davies? - Quella Vera Davies? - Lei annuì - Già. E...- aggrottò la fronte - in realtà progettavano anche di sposarsi...poi mi sembra che sia successo un casino...non ricordo bene, non amo molto Il Settimanale delle Streghe!
Vera Davies e Scorpius Malfoy.
Me la ricordavo bene, quella ragazza. Era del nostro anno, una Corvonero davvero atipica. Bella, intelligente...e, allo stesso tempo, una vera stronza. Come aveva fatto Malfoy ad innamorarsi di lei?
Beh, dopotutto anche lui era uno stronzo no? Si somigliavano...Ecco spiegato tutto.
Avevo come l'impressione di essermi persa chissà quanti pezzi importanti di un puzzle, cambiando scuola. E questo lo dovevo tutto a Scorpius.
Uscii da lavoro alle dodici e mi diressi direttamente alla Gringott, come mi aveva indicato Lizzy, che lo aveva scoperto parlandone con Al. Perché lei e mio cugino parlassero di Malfoy non mi era molto chiaro, ma lasciai perdere e mi Materializzai proprio davanti l'ingresso marmoreo della banca, sperando ardentemente che lui fosse fuori per qualche missione, così da non doverlo vedere.
Entrai a passo svelto e, dopo aver chiesto indicazioni ad un folletto, salii al secondo piano, diretta alla divisione Spezzaincantesimi. Lo zio Bill era ormai andato in pensione, ma conoscevo alcuni aspetti di quel mestiere...che doveva essere decisamente eccitante ed avventuroso. Ora capivo perché Malfoy si trovasse lì.
Non appena entrai negli uffici, molte persone si voltarono a guardarmi. Era evidente che non erano abituati a vedere facce nuove. Cercai di sorridere e mi diressi alla prima scrivania vicina, dove una ragazza stava scrivendo qualcosa.
- Salve. Mi scusi, stavo cercando un vostro collega...Scorpius Malfoy - non appena pronunciai il suo nome, la tipa mollò la piuma e mi fissò attentamente...aveva una strana espressione, un misto tra curiosità e...era invidia? Sentii alcune risatine alle mie spalle e, voltandomi, notai che due uomini ed una ragazza mi fissavano sarcastici.
Oh, no.
Sicuramente si trattava di ordinaria amministrazione; chissà quante ragazze venivano puntualmente a cercare Malfoy - magari per chiedergli spiegazioni sul suo comportamento - e tutti le prendevano in giro. Dovevo sembrargli l'idiota di turno, che aspettava di venire scaricata.
- Mi dispiace...- replicò la ragazza a cui avevo rivolto la domanda, sorridendomi glaciale - Ma Malfoy non c'è. - e tutti sghignazzarono.
Sentii le guance andarmi in fiamme, così come le orecchie. Mi sporsi in avanti - Tanto per chiarirci: non sono una di quelle cretinette che viene a cercare Malfoy perché ha subìto una delusione d'amore. Devo parlare con lui di faccende che lo riguardano personalmente e, soprattutto, ho passato la nottata intera a lavorare, mentre voi dormivate beatamente. A me non interessano le sue scuse patetich...- prima che potessi continuare, qualcuno spuntò alle mie spalle.
- Rose! - sobbalzai, voltandomi di scatto verso Scorpius, che mi piombò praticamente addosso, baciandomi sulla guancia e facendomi arrossire come un'idiota - Che bella sorpresa, cosa ci fai qui? Hai ripensato al nostro ultimo incontro?
E tanti saluti alle faccende personali! Stava facendo di tutto per farmi sfigurare davanti ai suoi colleghi! Notai gli sguardi che quelli si lanciavano tra loro e lo fissai dritto negli occhi. - Devo parlarti.
- Di cosa esattamente? - chiese lui, sorridendomi amabilmente. Strinsi gli occhi - Di quando sei venuto con la faccia piena di orribili bolle e con un pastello a cera infilato in un...
- Andiamo nel mio ufficio. - scattò immediatamente, arrossendo. Fu il mio turno di sorridere - Ti seguo.
Avanzammo tra le scrivanie, finché non mi indicò una porta, spalancandola. Sollevai le sopracciglia - Questo è il ripostiglio. - gli feci notare con voce piatta. Lui mi rivolse un'occhiata di sufficienza, come se fossi una povera mentecatta - Come vedi, non abbiamo uffici...ma solo cubicoli. Non voglio che la gente ascolti, potrebbero farsi strane idee.
- Eh, già, perché vederti entrare con una ragazza in un ripostiglio non fa venire in mente strane idee. - dissi, seguendolo dentro. Lui chiuse la porta ed accese la luce, sorridendomi malizioso - Tu ne hai qualcuna da mettere in pratica?
Arrossii e, mio malgrado, mi ritrovai a chiedermi come sarebbe stato baciarlo. In un ripostiglio. Nel suo ufficio. - No. - cercai di mettere su l'espressione più disgustata del mio repertorio, ma non mi riuscì molto bene. Lui ghignò.
- Di cosa dovevi parlarmi?
Distolsi lo sguardo dalle sue labbra e mi poggiai ad un bidone di Solvente Magico di Nonna Acetonella per Ogni Tipo di Sporcizia, tirando fuori i fogli del San Mungo - Di questi. Credevo fossi più bravo a dire cazzate. Per lo meno, da bambino lo eri.
- Spiritosa. - borbottò e, notai, i suoi occhi si fecero più guardinghi.
- Devi dirmi la verità, devo scriverla sul referto. - spiegai, senza troppi preamboli.
- La verità l'ho detta.
- Raccontando a Marion che sei entrato al Paiolo Magico, dove un'orda di bambini ti ha riempito di bolle e cose varie...o dicendo a me che il figlio di alcuni amici tuoi non sa controllare la magia? Non sono stupida, lo so che nascondi qualcosa.
- Non sono affari tuoi. - ribatté lui, improvvisamente arrabbiato. Il suo cambiamento d'umore non mi spaventò affatto - No, ma almeno abbi il buonsenso di pensare quando dici qualche bugia! Se non compilo questa roba per bene, passerò dei guai!
- Addirittura? - replicò lui, con la tipica espressione da "Sai-quanto-me-ne-importa".
- Sai com'è. Tutti abbiamo dei problemi sul lavoro, non solo tu. Ed il mio problema è un collega più anziano che fa lo stronzo con tutti. E comunque, qualcuno potrebbe insinuare che nascondi qualcosa di più grosso.
- Ma fammi il favore, cosa dovrei nascondere? Un asilo sotto il mio tetto? - il suo tono irridente mi innervosì e mi fece sentire stupida al tempo stesso.
- Ho solo detto che potrebbero pensare che...che so...
Lui rimase in silenzio per un lungo momento. Sembrava davvero preoccupato, come se avessi scoperto chissà quale segreto...quindi era vero che nascondeva qualcosa.
- Spero non sia illegale...- borbottai, mentre lui schioccava la lingua. - No che non lo è, perché non c'è alcun segreto. Semplicemente è come ti ho detto, ero a casa di amici. Puoi chiedere in giro, se non ci credi. Credete che nasconda qualcosa perché di cognome faccio Malfoy?!
Arrossii - E ora cosa cavolo c'entra? Non mettermi parole in bocca che non ho detto!
Strinse le labbra - Ma le hai pensate, no?
- No. - sbottai con veemenza - Credi di essere il centro del mondo? Guarda che mi è stato riferito di dirti questa cosa, per quanto mi riguarda puoi continuare a dire bugie a destra e a manca...ma al San Mungo sono paranoici e molto precisi, semplicemente quando fiutano odore di cazzata (anche minima) si fiondano subito ad indagare.
- Mh.
Lo fissai, ma lui continuava a lanciarmi quello sguardo così ostinato...Non ne saremmo mai venuti a capo.
Non capivo; cosa stava succedendo? Davvero c'era in ballo qualcosa più grosso di lui? Solo per due bolle ed uno stupido pastello a cera?
Sospirai - D'accordo. D'accordo. Fingi che non ti abbia chiesto nulla; mi inventerò qualcosa. - borbottai, mettendomi dritta. Lui continuò a fissarmi negli occhi, come per volersi assicurare che io fossi sincera...e poi, inaspettatamente, fece un sorriso. Un sorriso vero - Grazie. - e il modo in cui lo disse, o forse la sua espressione, mi fece battere il cuore più veloce.
- E poi sarai tu quello che fa caso al cognome della gente. Sai, tanto per la cronaca, quando avevamo tredici anni mi piacevi...a prescindere dal tuo cognome. - un momento; che cavolo avevo detto? Arrossi ed il suo sorriso si allargò - E adesso non ti piaccio neanche un po'?
- Affatto. Mi sei scaduto quando mi hai fatto quella cosa orribile. - ribattei lapidaria. Lui mi lanciò uno strano sguardo...sembrava quasi...colpevole? - Avevo tredici anni ed ero un ragazzino idiota.
Già, eppure non mi sembrava fosse cambiato poi molto. Ma questo non lo dissi. Mi limitai a stringermi nelle spalle.
- Comunque, adesso posso anche andarmene. - ma prima che potessi allungarmi verso la porta, lui si era avvicinato. - Di già? - mormorò, prendendomi una mano.
- Sì, io...- mi interruppi, col cuore che batteva freneticamente. Il suo viso si avvicinava sempre più al mio - Sai...sabato è stato strano. - disse in un soffio, proprio accanto al mio orecchio. Un brivido di piacere mi percorse dal collo in giù.
- In che senso? - domandai nervosamente, schiarendomi la voce. Sentivo le guance bruciare; un po' come il mio desiderio di voltarmi verso di lui, verso le sue labbra. Maledetto!
- Tu non ti fidi affatto di me...è anche per questo che non vuoi farmi quel favore del Gala...
- Ma va? - mormorai, mentre la sua mano destra risaliva il mio braccio. Lui sorrise - Sì, ma io non sono così male, sono affidabile. E poi mi aiuteresti moltissimo.
- Come no. - cercai di spostarmi, col risultato che mi strinsi a lui ancora di più. No, davvero, era una situazione tremenda. Era...
- Credimi, Rose...ne ho davvero bisogno...- soffiò sulle mie labbra.
Oh, accidenti!
- Va bene, senti. Basta! - lo spinsi, ignorando la fitta di desiderio che mi aveva attraversato, per un brevissimo istante. Maledizione, non sapevo tenere a bada i miei ormoni? Era Malfoy, cavolo!
- Smettila di...provare a...- scossi la testa e lui rise - Provare a...?
- A...fare quello che stai facendo! - esclamai con voce troppo acuta - D'accordo, vuoi che io venga a quella dannata festa con te? Lo farò, ma ad una condizione. Anzi due.
- Sarebbero?
Sollevai un dito - La prima è che dovrai smetterla di mandarmi fiori, di comportarti da idiota davanti a tutti, uscendotene con quelle frasi, del tipo"Mi piaci, mi affascini" e cose del genere. La seconda - sollevai un altro dito - è...
- É?
- Alla fine di quel Gala, tornerà tutto come prima. Intendo...prima che ci incontrassimo. Io per te non esisterò più e tu non esisterai più...per me. Va bene? - era la cosa migliore, senza dubbio. In quelle settimane mi aveva completamente rivoluzionato la vita, in modo fin troppo esagerato.
Malfoy si avvicinò nuovamente, fissandomi serio. Sembrava stesse soppesando con cura ogni parola da dire - Ne sei davvero sicura? Potresti pentirtene...
- Che pallone gonfiato! Sono sicurissima. - ribattei, sollevando il mento. Lui sorrise - Va bene, eviterò comportamenti esagerati per queste due settimane...al termine delle quali, dopo la festa, uscirò dalla tua vita. E' un buon compromesso, dopotutto. - lo disse con una naturalezza che un po' mi ferì. Fantastico; io reagivo in quel modo alla sua presenza...e lui era fresco come una rosa!
- Devo andare.
Lui si allontanò - Okay. Allora ci vediamo domani?
Lo fissai confusa - Come? Domani?
- Certo. Dobbiamo parlare, conoscerci...in modo da non fare passi falsi, no?
- Io non faccio mai passi falsi! - ribattei e Malfoy sghignazzò - Tutti li fanno, Rose Weasley.
Sbuffai - Va bene, Scorpius Hyperion Malfoy. Quando?
- Se per te va bene, domani ti offro il pranzo. - propose lui ed io annuii lentamente.
- Ah...sei sicura che nessuno si ingelosirà per questa uscita? Che so, il tuo amico Scamander. - chiese ed io sorrisi senza allegria - Non si ingelosirà proprio nessuno. E tu, Mister Universo, sei sicuro che non spezzerai il cuore di qualche povera gallinella innocente?
Lui sorrise - Forse...ma non me ne importa un fico secco.
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