Capitolo 59 -La verità-
Due giorni erano oramai passati da quella notte turbolenta e pericolosa, Jade stava ancora riprendendo le forze nel dormitorio dei suoi amici, i quali cercavano di sviare ogni domanda della sua assenza dai compagni di casa e i professori a lezione.
La McGranitt era particolarmente sospettosa delle scuse ripetitive e inconsistenti fornite dai malandrini, tant'è che più di una volta, in carico di coordinatrice della casa di Grifondoro, cercò di farle visita per verificare personalmente le sue condizioni misteriose.
Ci volle molta fatica per creare distrazioni tali da tenerla impegnata al punto da dover posticipare tali visite, tra cui una buona e pagata collaborazione da parte di Pix il poltergeist, convincendolo senza tanto sforzo, nel combinare casini in varie parti del castello.
Quella mattina i malandrini, mentre facevano colazione insieme a Jade nella loro camera, raccontavano orgogliosi dei loro tentativi nell'ostacolare la professoressa. Jade rise divertita a quei racconti, il veleno stava ormai svanendo e il suo corpo si stava dedicando unicamente a curare l'enorme ferita che le trapassava l'addome ma che ormai era sulla via della guarigione.
All'improvviso un rumore rapido e sordo interruppe i loro discorsi, fu un leggero "toc toc" a spiazzare il gruppo di amici. Prima di poter ricevere una risposta di benvenuto, la porta si aprì e sotto gli occhi sbarrati dei ragazzi, apparve una figura alta e sacrale, davanti a loro si stagliò Albus Silente.
Lo sguardo del preside li osservò per qualche secondo e poco dopo avere scansionato la stanza, s'incrociò con quello di Jade. Un'aura di ansia e confusione aleggiava sui malandrini "Cosa potevano dire ora? Cosa avrebbe fatto Silente? Quale sarebbe stata la punizione?", le loro menti al lavoro e i corpi immobili e spaesati come lucertole avvistate al sole.
"Buongiorno a tutti!" disse gioviale il preside, interrompendo quel rumoroso e teso silenzio, "E buongiorno a te signorina Drakemare" disse poi, rivolto a Jade, con un lieve sorriso.
"Buongiorno" rispose lei quasi balbettando.
"Che piacevole e alquanto particolare sorpresa trovarla qui, stavo giusto parlando con le sue compagne di camera poco fa, per capire il motivo della sua assenza ma, a quando vedo, ha deciso di dormire altrove" spiegò il preside con voce calma.
Sirius pensò alla scusa più credibile che potesse trovare in quel momento teso, "Ecco vede..." iniziò a parlare, ma prima che potesse concludere, James alzò la sua voce prontamente, esclamando "La colpa è nostra professor Silente!".
Le parole di James sconvolsero tutti i Malandrini, a quanto pare perfino l'orgoglioso e arrogante Potter aveva deciso di optare per la più completa verità, una volta tanto.
"Noi ragazzi siamo usciti dalla sala comune di notte perché io li ho convinti a farlo" aggiunse James con tono arreso.
"Non sei stato solo tu, anch'io vi ho convinto a fare questa vendetta" disse Sirius con uno sguardo basso, "Jade ci ha seguito perché era preoccupata di cosa avremmo potuto combinare, e per questo si è ferita gravemente, non l'abbiamo portata in infermeria perché... ecco...", la sua voce si interruppe, indecisa sul cosa far trapelare di ciò che era successo quella notte.
Gli occhi dietro quegli occhiali a mezza luna, si posarono nuovamente su una Jade sommessa e con sguardo perso, forse in preda a ricordi spiacevoli. Dopo un sospiro, il preside enunciò "Vi ringrazio per la vostra sincerità, ora vorrei conferire due parole con la signorina Drakemare, siete pregati di attendere giù in sala comune. Grazie".
A quelle parole i ragazzi si avviarono verso la porta in silenzio, Sirius strinse la mano di Jade e le rivolse un piccolo sorriso rassicurante, sussurrando "Andrà bene tranquilla", per poi raggiungere i ragazzi al piano di sotto.
"Ebbene" incalzò Silente, si avvicinò accanto al letto, evocando una sedia e accomodandosi con un sorriso calmo e attento, poi guardò Jade e aggiunse "ti va di raccontarmi cosa è successo?".
Jade finalmente si decise, il professor Silente aveva da sempre compreso la sua situazione, sentiva di potersi fidare, e decise quindi di sfogare tutti gli avvenimenti che avevano inondato la sua vita negli ultimi giorni. Passò una buona mezz'ora in cui Jade non si fece scappare quasi nessun dettaglio, dall'agguato che aveva subito dai Serpeverde, al combattimento con la Manticora; decise però di escludere ugualmente la bruciatura scatenata a Danny ed altri piccoli dettagli che potessero includere nomi di altre persone esterne ai Malandrini.
Una volta conclusa la spiegazione, Jade espose anche le sue preoccupazioni riguardo alle voci che sentiva, agli istinti che provava, e a tutto ciò che la sua natura da Drakuman stesse causando dentro di lei.
Silente rimase in ascolto per tutto il tempo con pazienza e solennità, infine parlò "Capisco, sono fiero che tu mi abbia raccontato tutto ciò, non è di certo semplice rivivere tutto quello che ti è avvenuto in così poco tempo. Non immaginavo che organizzazioni di questo oscuro genere, siano potute nascere e prendere piede all'interno del castello... magia oscura, un simbolo ad accomunarli... ed una sorta di capo sconosciuto a guidare le loro azioni... non posso negare che ciò mi suscita tanti dubbi quante altrettante preoccupazioni...".
"Beh arrivare al tentare omicidi... non penso sia solo qualcosa di cui preoccuparsi, sono pericolosi, professore... è necessario investigare, io e i miei amici abbiamo rischiato la pelle." rispose Jade, con un sentimento di rancore che andava via via crescendo.
"Non solo quella a quanto ho potuto capire... Jade tu hai affrontato con coraggio quella creatura per poter difendere ciò che ti è più caro e hai combattuto lealmente contro avversarsi che non meritavano tanta clemenza... questo ti fa onore, non credi?" aggiunse Silente, ben conscio di ciò che attanagliava la mente di Jade riguardo il controllo del proprio istinto.
"In realtà no, professore... Le voci..." incalzò Jade.
"Le voci si... hanno cercato nuovamente di deviare la tua coscienza, ma non le hai ascoltate, questo è molto importante, poiché vuol dire che nonostante il pericolo non sia svanito, sappiamo che non è troppo tardi per poterlo affrontare" spiegò il professore, con lo sguardo pensieroso e la mano intenta a massaggiare una parte dell'enorme barba argentea.
Dopo qualche minuto di silenzio, il preside riprese "Sono pienamente d'accordo per quanto riguarda l'investigare di più su tutto ciò che sia anche nel minimo inerente a questi fantomatici Mangiamorte. Sebbene capisco il ritardo col quale tu abbia voluto parlarmene, non è stato saggio attendere le prove sufficienti in una situazione delicata e pericolosa come questa... ma ora che queste prove sono a nostra disposizione, tanto vale utilizzarle a nostro favore. Jade dovrò chiederti di mostrarmi la tua ferita per verificarne le condizioni, se non ti dispiace" chiese poi.
Jade annuì e con calma iniziò ad allentare e togliere la fasciatura attorno al suo addome, da cui si poteva ora intravedere una ferita: era più ristretta rispetto a qualche giorno fa, le bolle provocate dal veleno erano quasi del tutto sparite, poco sangue colava da quella piccola fenditura; sulla schiena invece il foro si era richiuso e nemmeno una cicatrice era rimasta su di essa.
Il preside tastò delicatamente la pelle e dopo aver analizzato la ferita enunciò "Fortunatamente la lesione si sta rimarginando in fretta, grazie alla tua natura non vi rimarrà nemmeno un segno, il veleno della Manticora utilizzato è del tutto svanito, suppongo che abbiate tenuto da parte una fiala" aggiunse con tono intuitivo.
Jade lo guardò stupita, conosceva bene la saggezza del professore ma in quel momento le sembrò come se quella frase andasse ben oltre una semplice intuizione, come se la sua mente fosse stata appena letta. Cercò dunque di ignorare i suoi pensieri e dopo aver annuito nuovamente, prese la propria bacchetta adagiata sul comodino e con un semplice incantesimo "Accio" richiamò a sé la fiala posizionata all'interno del borsone di Remus, per poi porgerla al Professor Silente.
Questi la scrutò con attenzione, dopodiché la ripose all'interno del lungo mantello e si rivolse nuovamente a Jade "Molto bene, ma temo che non sia una prova sufficiente" concluse.
"Cosa intende? Di cos'altro ha bisogno?" chiese Jade.
"Dei tuoi ricordi" rispose Silente.
"I miei cosa? In che senso?" replicò Jade confusa.
"I nostri ricordi sono la cosa più importante che abbiamo, come un'essenza che nel momento del bisogno possiamo estrarre per potervi entrare maggiormente in contatto. Per questo motivo se mi darai il tuo consenso, estrarrò semplicemente l'essenza di qualche tuo ricordo da poter mostrare al Ministero come prova più importante e di maggior valore" spiegò.
"Ma professor Silente come facciamo con la mia... ecco... condizione?" chiese Jade, allarmata per ciò che il Ministero avrebbe potuto vedere.
Il preside si lasciò sfuggire una piccola risata comprensiva, poi chiarì le idee di Jade "Non allarmarti, questi verranno adeguatamente filtrati dal sottoscritto prima che vengano mostrati ai membri del Ministero. Come prima cosa, dopo essere stati esaminati dalla corte, i vostri compagni verranno espulsi, non posso garantire che il loro verdetto includerà l'arresto e la galera, data la loro giovane età, ma sicuramente le loro famiglie verranno messe sotto inchiesta e saranno presi i giusti provvedimenti" .
Jade fu poco sollevata da quelle conclusioni e alcuni pensieri ricaddero su Sirius e su come la sua famiglia avrebbe reagito a tutto ciò, su quello che gli avrebbe fatto passare.
"Capisco bene che al momento la tua mente sia colma di pensieri, ma mi sento in dovere di porti un'ultima richiesta" disse Silente.
Jade lo scrutò con curiosità, e con un suo cenno d'assenso, il preside continuò la sua spiegazione "Vorrei che a partire dal prossimo anno scolastico, iniziassimo delle sedute private, per poter ripercorrere i ricordi dei tuoi antenati".
Quella frase sconvolse Jade a tal punto che i suoi occhi non poterono fare a meno di squadrare Silente, guardandolo come una creatura del tutto sconosciuta, ma poco dopo la curiosità ebbe la meglio sulla sua sorpresa, "I ricordi dei miei antenati, che intende?" chiese infine.
"Queste voci che continuano a persuadere la tua mente... una cosa del genere non era mai successa alla tua cara madre, e credo sia di vitale importanza dover indagare a fondo, sono altresì convinto che grazie al tuo medaglione, sarà possibile viaggiare attraverso i ricordi dei tuoi antenati. Credo che quel medaglione nasconda poteri ancora più potenti e misteriosi di quanto immaginiamo. Se tu e tuo zio Newt sarete d'accordo, durante il periodo estivo m'impegnerò nel creare un incantesimo col quale potremmo entrare maggiormente in contatto con questo medaglione. Dopodiché durante il tuo quinto anno, nelle nostre sedute, analizzeremo il tutto, e ovviamente io sarò al tuo fianco per tutto il tempo, non avrai nulla da temere" concluse il preside.
Il silenzio tornò a calare sulla stanza, Jade guardava a terra mentre la sua mente vagava altrove, sebbene la paura nel rivivere ricordi del genere la attanagliasse, la curiosità nello scoprire la fonte di tutti questi avvenimenti, delle voci che seguivano ogni suo pensiero e di poter vedere da vicino altre persone simili a lei, sembrò darle coraggio.
"Lo farò" riuscì a enunciare Jade "voglio scoprire tutto ciò che posso e affrontare chiunque mi stia invadendo la mente".
"Apprezzo il tuo coraggio e l'entusiasmo, sono certo che verremo a capo di questo mistero" disse Silente, alzandosi infine dalla sua sedia, si rivolse verso l'uscita ma prima di poter compiere un solo passo, una frase fu quella che pose a Jade "Deduco che tu non abbia ancora raccontato loro nulla...".
Quella frase appositamente posta in maniera vaga, colpì Jade poiché sapeva bene a cosa il preside si riferisse, il rituale che avrebbe dovuto affrontare al compiersi della maggiore età, e di tutto ciò che ne sarebbe scaturito.
"...no" rispose Jade con voce bassa e fragile, lo sguardo triste.
"Sai bene ciò che ti ho detto sul valore dei legami che tanto t'intimoriscono, ciò che dovrai affrontare... loro saranno di certo pronti a starti accanto, l'amicizia è spesso più potente di qualsiasi magia, affrontare da soli un simile destino per paura di ferire gli altri... onorevole si, ma l'onore non è la soluzione..." disse Silente, e poco dopo, rivolgendole un sorriso confortevole, aggiunse "Credo che da domani tu possa riprendere le lezioni, i tuoi compagni e professori saranno lieti di rivederti in classe, forse però sarà il caso di escludere alla professoressa McGranitt la parte riguardante le tue notti nel dormitorio sbagliato... Buona giornata!" concluse con un occhiolino, per poi avviarsi verso la porta della camera, richiudendola dietro di sé.
Jade passò alcuni minuti immersa nel silenzio di quella stanza, ripensando a tutto ciò che aveva sentito, ma le ultime parole del preside rimasero maggiormente impresse sulla sua mente "loro saranno di certo pronti a starti accanto...", lei sapeva bene che Silente aveva ragione su ciò che la preoccupava, sul come lei non volesse creare legami per poi essere costretta a spezzarli, ma, era davvero costretta?
"Hey Jade! Incredibile hai ancora la testa attaccata al corpo!" enunciò James a gran voce con una risata, facendo quasi sobbalzare la sua amica per la sorpresa di quell'entrata.
"Come è andata? Che ti ha detto?" chiese Sirius curioso.
"Che ne dite se facciamo due passi? Vi racconto tutto strada facendo, ho bisogno di cambiare aria" disse Jade, riprendendosi.
I tre la guardarono straniti, ma dopo essersi accertati che lei avesse le forze necessarie, accettarono di buon grado e insieme si avviarono verso l'uscita della sala comune.
Dopo una decina di minuti, Jade finì di raccontare loro, tutta la conversazione avuta col preside, tralasciando ovviamente l'ultima parte riguardante il rituale.
"Beh mi pare irreale che non vengano sbattuti in cella dopo quello che hanno fatto, ma almeno non li avremo più tra i piedi" disse James con uno sbuffo di sollievo.
"Quindi dovrai eseguire queste sedute col preside, per scoprire il passato dei tuoi antenati? Sembra incredibile!" aggiunse Remus molto affascinato da ciò che avrebbe dovuto fare Jade.
"Incredibile è il fatto che non ti abbia punito per aver dormito da noi, se lo avessi fatto io sarei già nelle segrete appeso per i pollici" sbuffò Peter incredulo.
"Ah smettila Codaliscia, Jade l'importante è che tutto si sia risolto, si hai ragione di certo non sarà facile affrontare la mia famiglia dopo questo, ma non lo è mai stato, e in più mio fratello sarà fortunato se non lo trovo in tempo per finirlo personalmente" concluse Sirius con la rabbia in volto, che si alleviò poco dopo, quando Jade appoggiò una mano sulla sua spalla.
"Non devi abbassarti al suo livello Sir, ma purtroppo non si è risolto davvero tutto, Silente riuscirà a togliere una parte del problema, ma non la fonte, dovremmo impegnarci anche noi" disse Jade con sguardo deciso.
"Che intendi SquamaAlata?" chiese James.
"Che dovremo investigare noi stessi su questi Mangiamorte, prima che accadano altre cose del genere, prima che facciano del male a qualcun altro...dal prossimo anno partiremo con le indagini, che ne dite?" chiese lei e un coro di assenso si sollevò.
"Perfetto, ora però pensiamo solo a goderci..." continuò Jade.
"Oh, ciao Jade" si sentì all'improvviso, era Ingrid, che li aveva appena incrociati alla fine di un corridoio.
"Ingrid! Non ti vedo da giorni!" disse Jade che abbracciò prontamente la sua amica.
"Già... ma vedo che ora stai bene" rispose Ingrid con un piccolo sorriso tranquillo.
"Wow quanta felicità Hooch, non trattenere troppo le emozioni o esploderai..." commentò James con sarcasmo.
Ingrid si voltò infastidita verso di lui "Che vorresti dire, Potter?".
"Beh per una a cui stava quasi schiattando la sua migliore amica, non sembri chissà quanto sollevata, sembra che per te le sia appena passato un raffreddore..." spiegò James.
Ingrid aggrottò le sopracciglia con rabbia "Beh non accetto consigli di atteggiamento o critiche da un arrogante come te!", poi si rivolse a Jade "Scusami Jade, ci vediamo a lezione" le disse per poi avviarsi a passo spedito via da quel corridoio.
"James mi spieghi che ti è preso?! Lei è la mia migliore amica!" incalzò Jade con rimprovero.
"Beh una migliore amica ti sarebbe venuta a fare visita, sa bene come intrufolarsi in sala comune, una migliore amica ci avrebbe chiesto delle tue condizioni..." rispose James.
"Hai mai pensato che magari Ingrid sapesse bene che grazie alla mia natura, mi sarei curata in fretta, dopo essermi fatta iniettare un antidoto che LEI mi ha portato?!" ribadì Jade decisa.
A quelle parole James si bloccò, e con un sospiro, appoggiò una mano sulla sua spalla, annuì in tono di scusa, e poco dopo tutti insieme si avviarono verso i giardini.
Ingrid attraversò svariati corridoi, raggiunse i sotterranei e infine entrò in una delle aule abbandonate in cui sapeva bene chi trovare. Lì infatti vi era Severus, intento nel prendere appunti su quello che sembrava l'esperimento di una nuova pozione.
"Oh ciao Ingrid" le disse Severus, scrutandola con la coda dell'occhio mentre dava l'impressione di essere parecchio concentrato nel suo esperimento.
"Ciao Ingrid?! Questo è quello che mi dici dopo 2 giorni che non ti vedo? Dopo che ancora non abbiamo parlato di cosa è successo a Jade?" incalzò Ingrid con rimprovero.
A quelle parole Severus sembrò bloccarsi e il suo sguardo si abbassò in silenzio per qualche secondo, poi si rivolse verso di lei "Hai ragione... ti avevo già raccontato qualcosa sul mio gruppo di studio, ma non ti ho detto tutta la verità..." iniziò e dopo aver incrociato lo sguardo severo e attento di Ingrid, continuò il suo discorso "Sono entrato in questo gruppo all'inizio del primo anno, avevano notato le mie abilità nelle pozioni... noi studiamo tutto ciò che riguarda... la Magia Oscura".
"C..cosa?" balbettò Ingrid incredula.
"Solo per motivi accademici, o almeno molti di noi lo facevano per motivi accademici, incluso il sottoscritto, ma altri... miravano a qualcosa di più diretto... la sperimentazione su altre persone. Non so molto su ciò che faccia quel cerchio ristretto, conosco solo alcune persone che ne fanno parte, non avevo idea di cosa facessero con quello che scoprivamo" spiegò cupo.
"I loro esperimenti stavano per uccidere la mia amica, Severus! Ti rendi conto di quanto sia grave?" disse Ingrid sbuffando.
"Lo capisco benissimo, ma come hai visto tu stessa ho fatto di tutto per rimediare un antidoto. Regulus e gli altri Mangiamorte o come si fanno chiamare, verranno di certo espulsi, ma quelli di noi che rimarranno si limiteranno a..." iniziò Severus.
"Voglio entrare anch'io" disse Ingrid all'improvviso.
"Cosa hai detto?" rispose lui sconvolto.
"Ho detto che voglio entrare anch'io in quel gruppo, non dirò niente a Jade e agli altri o rischieresti di essere espulso anche te che non hai fatto nulla... ma voglio che mi fai parlare con Regulus prima che se ne vada" insistette Ingrid decisa.
"Ingrid vuoi davvero avere a che fare con la Magia Oscura dopo quello che è successo?"
"Per motivi accademici, certo, voglio imparare quello che impari anche tu, almeno potremmo passare più tempo assieme" spiegò Ingrid, per poi avvicinarsi a Severus con un sorriso.
"Io non credo che tu dovresti, ecco..." iniziò Severus, ma osservando lo sguardo addolcito e implorante di Ingrid, emise un sospiro arreso "Va bene... ti farò parlare con lui... ma dovrai starmi vicina, non sono persone di cui fidarsi al cento per cento".
A quella risposta, Ingrid abbracciò d'impulso Severus, che sembrò paralizzarsi, celando un lieve rossore. "Grazie grazie grazie Sev!" disse Ingrid soddisfatta. Poco dopo lo salutò, uscendo dalla classe sotto lo sguardo confuso e pensieroso di Severus.
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