Capitolo 56 -La Foresta Proibita-
Il fruscio delle foglie sferzava l'aria della notte, Jade stava correndo già da parecchi minuti; per conservare dell'energia, aveva deciso di annullare la propria trasformazione, il respiro era ansimante per la fatica, mentre le gambe sembravano non voler smettere di aumentare la velocità.
Durante la sua corsa incessante, nella mente di Jade sempre più pensieri confusi tra loro si stavano intensificando, senza darle tempo di capire cosa stesse accadendo: voleva salvare Sirius a tutti i costi, voleva trovarlo al più presto, senza pensare alle conseguenze, a discapito della propria incolumità; desiderava rivederlo, tornare da lui... e tra le sue braccia... ma perché?
"Perché mi sento così? Cosa vorrebbe dire tutto questo?" pensò.
All'improvviso un lamento proveniente dalla sua destra, la scosse dal suo flusso di pensieri, Jade si avvicinò con cautela, scostando con attenzione l'arbusto che le impediva di proseguire oltre; ma non appena superò quel varco, il suo corpo s'immobilizzò, insieme al suo sguardo raggelato davanti a quella visione terrificante: di fronte a lei vi era un lupo accasciato a terra, dalle sue narici fuoriuscivano piccoli sbuffi ansimanti, mentre il suo corpo tremava leggermente; accanto a lui una creatura dalle sembianze umanoidi era chinata sul suo collo ferito e colmo di sangue, non si riusciva a distinguerne il volto, ma si vedeva con chiarezza che dal suo mento, delle gocce di sangue continuavano a cadere sul corpo del lupo ansimante ed esausto.
Jade sembrava pietrificata, era certa di sapere bene chi si celasse sotto quel mantello, ma non voleva credere ai suoi sospetti. Fece qualche passo indietro con attenzione, ma qualche secondo dopo il suo piede calpestò un ramoscello, che si crepò con un suono secco e definito, i brividi pervasero il suo corpo.
La figura incappucciata si voltò di scatto e finalmente Jade poté avere una conferma della sua teoria: il volto che la fissava con aria sorpresa e immobile, apparteneva al Professor Vincent Bludvisk, il suo insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure, lo stesso che per poco non scoprì lei e Sirius, quella notte durante il giro notturno; in quell'occasione avrebbero rischiato di essere scoperti e messi in punizione se non fosse stato per Sirius e la sua decisione improvvisa di circondare Jade col proprio corpo, stringendola per fare in modo che il professore non avvertisse l'odore di sangue che proveniva dalle ferite della sua schiena.
A quel ricordo, Jade arrossì lievemente senza rendersene conto, ma cercò di riprendersi subito. Sirius aveva ragione. Di fronte a lei in questo momento si trovava un vero e proprio vampiro.
Jade non sapeva cosa fare, doveva trovare Sirius al più presto, ma non conoscendo la reale pericolosità di quella creatura, non era convinta che scappare dandogli le spalle fosse la giusta soluzione.
Il professore si alzò all'improvviso, voltandosi completamente verso di lei; a quel gesto Jade sfoderò di riflesso la bacchetta, puntandogliela contro "Non si muova! So a quale specie appartiene..." disse con cautela, senza muoversi di un passo.
"Drakemare non è come credi... io..." disse il professore, avanzando di qualche passo, ma un attimo dopo la sua mossa, Jade gli puntò la bacchetta contro, con più sicurezza "Professore la prego, non voglio farle del male... se ne vada... non ho tempo, faccia finta di non avermi visto fuori dal castello di notte, e io la lascerò andare senza domande..." disse ormai disperata, il tempo stava scorrendo velocemente, e lei ne stava sprecando fin troppo in quel momento.
A quel punto il Professor Vincent sospirò arreso, e avvolgendosi in un fumo nero, volò via nell'oscurità della notte. Jade riprese a respirare per il sollievo, ma un attimo dopo tornò alla sua ricerca.
Il veleno peggiorava sempre di più durante la sua corsa, provocandogli delle fitte lancinanti, ma questo non sembrò fermarla. Qualche minuto dopo, Jade si ritrovò in uno spiazzo all'interno della foresta lievemente illuminato dalla luna, gli alberi lo circondavano, creando un grande cerchio isolato.
Si fermò per riprendere fiato, ma una voce improvvisa la sorprese alle sue spalle "Bene... ma guarda chi è venuta a trovarmi... ti mancavo, tesorino?". Jade si girò di scatto, ma non vide nessuno, conosceva fin troppo bene quella voce, ma non riusciva a capire da dove provenisse. Prima che potesse tramutare i suoi occhi per vedere bene nell'oscurità o identificare una fonte di calore, sentì una mano che dalle sue spalle, le accarezzava il volto e i capelli.
"Niente da fare... più ti guardo... e più ti voglio per me" disse la voce con una risatina. Jade fece una smorfia infastidita "Non hai ancora imparato dall'ultima volta... Danny?" disse, voltandosi.
Di fronte a lei ora si trovava il ragazzo biondo platino dagli occhi verde scuro che la scrutava con un ghigno malizioso. "Io imparo solo da ciò che mi attira, come te bambolina..." le rispose, tirandosela a sé. A quel gesto, Jade lo scansò disgustata.
"Smettila con queste tecniche da donnaiolo fallito, dov'è Sirius?!" ribatté Jade con decisione, e rabbia nella voce.
Danny finse uno sguardo pensieroso, ponendosi una mano sul mento e guardando per aria "Mhm... Sirius...Sirius... oh! Intendi quel delinquente senza palle? O il ribelle fallito e senza spina dorsale? Ho altri esempi se vuoi, dolcezza" concluse, ridendo.
"Danny dimmi dove si trova, prima che esaurisca la mia pazienza... fidati, non vuoi vedere il mio lato aggressivo..." replicò Jade.
"Invece credo che mi attirerebbe ancora di più" rispose Danny, con un ghigno sempre più malizioso, "Comunque non si trova qui, questo posso assicurartelo" aggiunse poi con uno sguardo serio.
"C..cosa?" chiese Jade, confusa e preoccupata. "Allora dimmi dov'è! Cosa gli avete fatto?!" aggiunse con rabbia.
Danny ridacchiò divertito "Noi non gli abbiamo fatto proprio niente, dolcezza, si trova ancora nel castello, non è una mia colpa se tu, presa dalla preoccupazione, ti sei fidata delle parole di Regulus, non credi?".
"Ma... tu come fai a sapere che... Aspetta... era una trappola!" esclamò Jade sempre più colma di rabbia, cercando di trattenere le sue emozioni per non trasformarsi.
"Beh diciamo solo che qualche giorno fa, mentre stavo pensando a quanto sei stata stronza quella notte al ballo... io e quel simpatico gruppetto di Mangiamorte o come si fanno chiamare... abbiamo fatto una bella chiacchierata..." iniziò a spiegare Danny, mentre camminava attorno a Jade con fare seducente, "A quanto pare avevamo alcuni rimorsi in comune... volevamo entrambi vendicarci, quindi mi hanno convinto nel partecipare ad un piano intrigante, nella quale sei la protagonista! Non sei entusiasta, tesoro?!" concluse Danny con tono falsamente felice.
"Smettila di chiamarmi così! Danny che ti hanno chiesto...?"
Danny sbuffò "Non hai mai apprezzato i miei gesti d'affetto... beh comunque... una parte del piano era attirarti qui con un'esca e direi che ha notevolmente funzionato, anche con un soggetto mediocre come quel Black...".
Jade sbuffò innervosita, ma rimase in silenzio e in allerta, per qualsiasi possibile altra trappola nascosta.
"Il passo seguente invece, sarebbe fare qualcosa con la quale non credo tu possa rimanere beh... del tutto viva, diciamo... ma siccome sono un tipo elegante e non posso negare di essere parecchio attratto da te... voglio lasciarti la possibilità di scegliere, e magari sopravvivere... perché non credo tu possa fare molto con quel veleno che ormai ti starà arrivando al cervello, che ne dici?"
A quelle parole, la mente di Jade si riempì di pensieri, per capire come fare a uscire da quella situazione. "D'accordo... sono caduta nella loro trappola... ma Sirius dovrebbe trovarsi ancora nel castello e questa è la cosa più importante... Danny è un cretino, ma ha ragione, non posso lottare a lungo con questo veleno che peggiora a ogni mossa... devo provare almeno ad ascoltare le sue stupide opzioni" pensò.
"E va bene, voglio ascoltare cos'hai da dirmi..." disse Jade, scrutandolo con diffidenza.
"In realtà è parecchio semplice, puoi rimanere testarda e morire di una morte atroce e per niente indolore... oppure..." iniziò, avvicinandosi a lei e afferrandola per i fianchi, per poi tirarla nuovamente a sé, finche i loro volti non furono a pochi centimetri di distanza, "...smetterla di evitarmi e lasciare che le cose... accadano... metterti a mia completa... disposizione, che ne dici... dolcezza?" concluse, sussurrando sul suo orecchio con un ghigno.
Jade spalancò gli occhi, la rabbia sembrò diffondersi in tutto il suo corpo, ma qualche secondo dopo il suo volto rabbioso, diede spazio a un sorrisetto, guardò poi Danny, sussurrando anch'ella, "Beh, ma allora la risposta è semplice..." disse, mentre il ragazzo ghignava desideroso, "...preferisco crepare piuttosto che respirare la stessa aria di un essere come te..." concluse Jade, per poi scansarlo via da lei con ferocia, facendolo indietreggiare di parecchi metri e sbattere contro uno degli alberi.
Lo sguardo malizioso di Danny, si trasformò in un volto offeso e colmo di rabbia "Bene! Visto che non sai apprezzare le opportunità... TI ACCONTENTO SUBITO!" gridò con ferocia.
Con uno scatto, si arrampicò sull'albero alle sue spalle, adagiandosi su uno dei rami più alti; puntò poi la propria bacchetta verso l'angolo buio di quello spiazzo, lanciando un incanto Lumos, quando la luce raggiunse quella piccola area, gli occhi di Jade si spalancarono, e il fiato venne nuovamente meno: adagiata su un cumolo di foglie secche, si trovava un'enorme Manticora dormiente, l'animale dalle dimensioni di una grossa auto possedeva il corpo di un leone con un terrificante volto umano, mentre in fondo alla sua schiena spuntava una gigantesca coda di scorpione, il cui veleno era fatale.
"C...come avete trovato una... Manticora adulta...?" chiese Jade che a malapena riusciva a parlare. Lei era sempre stata affascinata dalle creature magiche, una passione che suo zio Newt le aveva passato, mostrandole le meraviglie cui ogni giorno poteva assistere nel suo lavoro da magizoologo; ma nonostante il fascino che quella creatura le scaturiva, Jade sapeva bene che non tutte le creature magiche possiedono la stessa indole naturale, alcune creature, come le Manticore, erano macchine di morte per chiunque provasse ad avvicinarsi al loro territorio.
"Ti piace? Me l'hanno prestata i vostri amici Serpeverde, dopo che ti hanno avvelenato con il suo veleno, si sono parecchio infastiditi del fatto che tu non sia morta in pochi minuti, quindi hanno deciso di passare a un piano più immediato" spiegò Danny divertito, "Ma ora che ne dici se le chiediamo di unirsi a noi, eh?".
"No Danny aspetta! Tu non sai cosa può..." iniziò Jade, ma prima che potesse terminare la frase, Danny, puntò nuovamente la bacchetta contro la creatura e con decisione urlò "Imperio!".
La Manticora sbuffò con le narici due o tre volte, e improvvisamente spalancò i suoi occhi neri come la pece, guardando in direzione di Jade, in attesa d'istruzioni.
"La ragazza... Uccidila!" sbraitò Danny, con un ghigno.
Jade sembrava impietrita, in quei pochi secondi che aveva prima che la creatura l'assalisse, cercò di mettere a fuoco più pensieri possibili "Scappare è impossibile... se solo provassi a darle le spalle, quella cosa mi salterebbe addosso e poi non avrei scampo, anche di volare non se ne parla, le mie ali non reggerebbero, sono troppo debole al momento, ma devo comunque trasformarmi, così sono troppo vulnerabile, anche se Danny mi vedrà... c'è un unico modo per uscirne viva... devo combattere" concluse Jade.
Qualche secondo prima che la Manticora le saltasse addosso, Jade diede finalmente sfogo alla propria rabbia, ricoprendosi interamente di fiamme blu, che fecero indietreggiare la creatura, mentre sul proprio corpo, gli arti e la pelle da Drakuman, iniziavano a spuntare fuori.
Danny assunse uno sguardo confuso da ciò che stava assistendo, ma senza pronunciare una singola parola, continuò a osservare con interesse quella particolare scena.
Una volta che la sua trasformazione fu completa, sotto lo sguardo confuso e rabbioso della Manticora, Jade appoggiò anche le mani a terra, assumendo una posizione difensiva, e iniziò a ringhiare dal profondo della sua gola da ibrido, per intimorire il suo avversario. A quel gesto, le due creature iniziarono a eseguire un moto rotatorio senza darsi mai le spalle, per studiare ogni singola mossa o intenzione di chi avevano di fronte.
Dopo qualche minuto la Manticora decise di partire per prima all'attacco, scagliandosi su Jade, lei la schivò di poco grazie ad un battito d'ali che le permise di gettarsi a lato per evitare il colpo. La creatura frenò la sua marcia con gli artigli, per poi voltarsi di scatto e scagliarsi nuovamente su di lei. Grazie alla propria trasformazione, i sensi di Jade erano molto più intensificati, riuscì infatti a percepire in anticipo la sua mossa e con la propria coda afferrò la zampa anteriore della Manticora, facendole perdere l'equilibrio e di conseguenza, facendola schiantare contro uno dei grandi alberi che le circondavano.
La creatura scosse la testa rabbiosa per riprendersi dal brutto colpo, per poi emettere un ruggito colmo di furia. Presa la rincorsa, tornò a scagliarsi su Jade che, parecchio provata dal veleno che s'intensificava, non riuscì a schivarla e fu atterrata.
La grossa Manticora si stagliava sopra il suo corpo, impedendole ogni singolo movimento, i grossi artigli da leone le avevano lacerato le braccia e le gambe con quell'attacco. Il sangue fuoriusciva dalle ferite e mentre il volto ringhiante della creatura le si avvicinava al proprio, il ringhio di Jade sembrò intensificarsi, più secondi passavano, più la propria mente sembrava annebbiarsi. Jade non riusciva a pensare a nulla, quasi come avesse perso ogni coscienza, ogni autocontrollo. Improvvisamente qualcosa dentro di lei, una sorta d'istinto, sembrò prendere il sopravvento, Jade spalancò la bocca ed emise una fiammata che, come ogni volta, finì per colarle sul volto e sul collo, ustionandola.
Il fuoco colpì il petto della creatura che, colta di sorpresa e dal dolore improvviso, si tirò indietro. Jade colse al volo quell'occasione e ormai guidata solo dall'istinto animale, le balzò addosso lacerandole il collo con i propri artigli.
A quel punto, la lotta sembrò intensificarsi, le due creature continuavano a gettarsi l'una contro l'altra, sfoderando artigli e code taglienti, Jade sfruttava la poca forza rimanente delle sue ali per evitare gli attacchi della Manticora, mentre con la propria coda, deviava il pungiglione della creatura. La battaglia proseguì in modo sempre più cruento per parecchi minuti. Jade era ricoperta da ferite e ustioni, più passava il tempo e più la sua trasformazione sembrava intensificarsi, seppure il dolore non volesse diminuire e la mente di Jade si annebbiava maggiormente.
Danny osservava con foga dall'alto, al sicuro tra i rami, non sapeva minimamente a cosa stesse assistendo, ma di una cosa era certo, non poteva permettere che Jade vincesse quella battaglia.
"HEY JADE!" urlò, cercando di attirare la sua attenzione per distrarla, ma senza successo, lei sembrava sempre più presa dalla lotta, per dargli ascolto. Gli venne quindi qualcos'altro in mente "HO DIMENTICATO DI DIRTI UN PICCOLO PARTICOLARE!... TI HO MENTITO...UNA VOLTA CHE AVRAI SCONFITTO QUELLA BESTIA, SIRIUS BLACK FARÀ LA SUA STESSA FINE..." concluse divertito.
"S...Sirius". Non appena udì il nome di Sirius, la mente di Jade sembrò ritornare alla realtà, riprendendo conoscenza, ma quell'attimo di distrazione, fu decisivo.
Un rumore secco, tagliente provenne dalla sua schiena, Jade spalancò gli occhi e si guardò il petto, ormai tremante dal dolore, dal quale spuntava la punta di un pungiglione. La Manticora aveva approfittato della distrazione di Jade per attaccarla alle spalle e trafiggerla in pieno petto con la propria coda.
Jade tossì di scatto, e dalla sua gola un fiotto di sangue ne fuoriuscì, dopodiché si strinse il petto cercando di non cedere al dolore, ma ormai era troppo tardi.
Un misto di dolore, paura e rabbia s'impadronì della sua mente, e proprio quando la Manticora si preparò a sferrare il colpo fatale, Jade si mosse in modo automatico, dopo aver parato le artigliate della creatura, sfoderò la propria coda e con colpo secco e deciso, mozzò via il pungiglione dalla coda della Manticora, che emise un ruggito di dolore.
Aiutandosi con le ali, Jade spinse indietro la creatura che ora aveva iniziato a guaire come un animale ferito e inerme, Jade sapeva bene di aver colpito il suo unico punto debole e ora la osservava con decisione e minaccia "Allora?! Non mi attacchi più? Ti conviene filartela prima che faccia di peggio" disse per intimorirla. Questo sembrò funzionare, poiché la Manticora la scrutò impaurita, per poi addentrarsi e fuggire nella foresta.
L'adrenalina sembrò affievolirsi, e Jade cadde in ginocchio, priva di forze, per poi accasciarsi a terra. A quel punto Danny scese dall'albero, avvicinandosi a lei con un ghigno sul volto.
"Wow... beh che dire... non so se essere più sorpreso per come hai sconfitto quella cosa... o schifato dall'aspetto che hai in questo momento..." disse con un tono disgustato.
Jade non riuscì a replicare, il suo corpo non voleva muoversi, il sangue continuava a scorrere, e il proprio respiro era sempre più affaticato; non poteva fare altro che ascoltare.
"Quindi sei una bestia... Questa si che è sfiga, prima trovo una ragazza bellissima da rendere mia... e poi scopro che non è altro che... un mostro squamato... Che delusione... Beh! Ormai non ha nessuna importanza, ormai ti resta poco tempo...".
Jade era immersa in una sofferenza atroce e le parole di Danny non facevano altro che intensificarla, ricordandole di come la sua vera natura le avrebbe per sempre impedito di creare un qualsiasi legame con chiunque; lacrime iniziarono a scorrere dal suo volto.
"Beh... se non altro, avrò la soddisfazione di poter vendicarmi su quel Black... dopo la tua morte, mi sfogherò su quell'essere ormai inerme e vulnerabile, per lanciargli contro le peggiori pene dell'inferno... peccato che tu non possa assistere" terminò Danny, con una risata psicopatica.
A quelle parole, qualcosa scattò in Jade, con le ultime forze che possedeva, si alzò appoggiandosi sui gomiti e dopo essersi rialzata completamente sotto le risate di scherno di Danny, si voltò verso di lui, avvicinandosi lentamente. Lui la fissò divertito, secondo il suo parere, in quelle condizioni, lei non poteva più rappresentare alcuna minaccia.
Il volto rabbioso di Jade lo scrutò per qualche attimo, con la voce rauca per via delle ustioni, disse "Danny, sono stanca di te..." e, una volta spalancata la bocca, emise un'altra fiammata, colpendo metà del volto del ragazzo, provocandogli una gigantesca ustione e bruciando ogni singolo capello della parte destra.
Danny emise un urlo di dolore "COSA CAZZO MI HAI FATTO?! SEI UNA PSICOPATICA!" esclamò, furioso.
"Ti ho colpito con il fuoco di un Drakuman... oh! Giusto tu non puoi saperlo... ma le ferite provocate dal mio fuoco, sono quasi impossibili da curare per un umano..." spiegò Jade ridacchiando.
"Se non muori prima, ti denuncerò al Ministero!" urlò Danny.
"Oh fallo pure se vuoi... ma ti avverto..." iniziò Jade, mentre il suo volto lasciò posto a uno sguardo minaccioso e inquietante, "Se torci anche solo un capello a Sirius o ai miei amici, io giuro che verrò a cercarti fino alle viscere della terra e ti farò provare il dolore più agonizzante che tu possa immaginare... Denunciami pure se ti va, così dirò di come mi sono solo difesa dalla creatura illegale che tu hai liberato nei territori del castello di Hogwarts... Tu non sai di cosa sono capace Danny Felt... Ma sono una ragazza generosa... Sparisci... Scordati di cosa hai visto... e forse ti farò vivere qualche altro anno della tua insulta vita... È chiaro?".
Danny era tremante, annuì impaurito, e un attimo dopo, fuggì.
Jade sospirò, ormai aveva esaurito le forze, "Devo trovare Sir..." disse, poiché non era certa chi tra Danny e Regulus le avesse detto la verità, ma non appena avanzò di un passo, le sue gambe cedettero e Jade cadde in ginocchio, coperta di sangue, inerme.
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