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Capitolo 44 - Severus Piton -

Continuò ad avanzare di qualche passo verso il posto in cui si trovava Severus; le sue gambe tremavano leggermente per l'agitazione, che sembrò prendere il sopravvento non appena Ingrid passò accanto a uno dei vari banconi della classe, proprio dietro a quello di Piton.

Il suo braccio urtò per errore delle provette che iniziarono a cadere, provocando un trambusto; gli altri studenti sembrarono ignorarla, mentre Ingrid si calava per prendere le poche fiale ancora integre. Appena iniziò a raccogliere in fretta i cocci, un frammento di cristallo le tagliò la pelle del palmo della mano, Ingrid sussultò, stringendosi la ferita a denti stretti ma continuò, nonostante il poco sangue che colava.

"Ferma...Così rischi di tagliarti ancora" disse all'improvviso, da sopra di lei, una voce profonda e dal tono serio; Ingrid spalancò gli occhi, sollevando il viso lentamente.

Il suo sguardo si incrociò con quello di Severus, che puntò la bacchetta verso i cocci e non appena pronunciò l'incanto "Reparo", questi iniziarono a ripararsi sollevandosi e rimettendosi al proprio posto sopra il bancone.

Ingrid si alzò lentamente, senza riuscire a dire una parola, appena fu in piedi, Severus le afferrò il polso e lei sussultò, arrossendo di colpo. "Epismendo..." disse lui, puntando la propria bacchetta sulla ferita, questa si rimarginò e Severus, mantenendo il suo solito sguardo serio e impassibile, disse "Meglio?".

Ingrid annuì timidamente riuscendo a malapena a pronunciare un leggero "Grazie", cercò di aggiungere dell'altro ma qualcosa la bloccò; dopo qualche secondo di silenzio, Severus fece un cenno di congedo e tornò al proprio banco.

Ingrid esitò per un attimo, guardò la collana che Jade le aveva donato e, annuendo con sguardo deciso, raggiunse Severus.

"S..stai preparando qualcosa?" chiese Ingrid con coraggio ed un tono incuriosito, mentre si sporgeva accanto a lui per osservare il suo lavoro. Severus annuì in silenzio.

"In realtà sto più... sperimentando qualche nuova tecnica" le rispose mentre, dopo aver tagliuzzato un ingrediente particolare, si mise a scrivere qualche appunto nel medesimo libro.

Ingrid lo osservò interessata, con un leggero sorriso, ma l'ansia e la tensione sembravano non voler abbandonare la sua mente.

Dopo qualche secondo di silenzio, Severus intervenne "Tu sei la cercatrice di Corvonero, vero? Ti ho vista giocare, sei molto brava". Ingrid arrossì all'improvviso "Eh si" disse con una risatina imbarazzata, poi aggiunse continuando a ridere "Sai... quando ti arrampichi spesso sugli alberi, qualche tecnica la impari".

A quelle parole, Severus si bloccò all'improvviso, dapprima le sue sopracciglia si aggrottarono in uno sguardo pensieroso, poi i suoi occhi si spalancarono leggermente e infine lui si voltò.

"I..Ingrid? Sei tu?" disse, come risvegliatosi da un sonno profondo.

Ingrid, colta di sorpresa, si sentì invadere da un calore improvviso, il suo volto sembrò scottare tutto d'un tratto.

"Ti... ti ricordi di me?" gli chiese, ancora incredula.

"Certo che si! Ci siamo conosciuti qualche estate fa" rispose lui con una piccola risata e un sorriso sereno "Vedo che sei finita in Corvonero, come ti trovi nella tua casa?" chiese poi, tranquillo.

"Beh... diciamo che forse il Cappello Parlante ha fatto una scelta troppo affrettata quella volta, molto spesso non mi sento parte della mia casa..." spiegò Ingrid, riuscendo a rilassare un po' la sua rigida timidezza.

"Mi spiace davvero... Oh... Ehm... vuoi accomodarti?" chiese Severus con educazione, indicando una sedia accanto a lui.

"C...Certo!" rispose Ingrid con un sorriso entusiasta.

Non appena si sedette, Severus notò il suo sguardo confuso e incuriosito rivolto al piccolo calderone e alle numerose ampolle presenti sul bancone di fronte a loro.

"Ti piacciono le pozioni?" chiese Severus, mentre il suo sorriso sembrava non voler più abbandonare il suo volto sereno.

"Oh...ehm in realtà sono un disastro in materia..." rispose Ingrid imbarazzata per le sue scarse conoscenze in Pozioni.

"Beh, magari non hai avuto l'insegnante più adatto, mi offrirei volentieri di insegnarti io qualcosa, se può servirti a migliorare".

"Lo... lo faresti davvero?" chiese Ingrid stupita e ammaliata.

"Certo che si! Solitamente non ho mai offerto delle ripetizioni... ma sarei davvero lieto di poterti aiutare" rispose Severus.

Ingrid sorrise mentre il suo battito sembrò aumentare sempre di più, perfino mantenere un respiro regolare stava diventando un'impresa, cercò quindi di fingersi rilassata.

"Beh potrei sempre ricambiare insegnandoti qualche trucco con la scopa" gli disse in tono gentile.

"Lo apprezzo molto, ma non vado tanto d'accordo con i manici di scopa... e poi mi basta vederti giocare, le tue acrobazie sono incredibili, quanto la tua abilità nello stracciare Potter in quasi tutte le partite" aggiunse ridendo divertito.

"Già..." disse Ingrid con una piccola risata forzata "So che tra voi non scorre buon sangue..." incalzò poi, in attesa di una risposta.

"È così in effetti, i Malandrini ed io non abbiamo un rapporto molto... pacifico... Quel Minus li segue per paura degli altri compagni... Lupin non è un gran disturbo, si limita a farsi i propri affari, ma si ostina ad andare in giro con loro", mentre Severus spiegava i propri pensieri sui Malandrini, Ingrid fu leggermente sollevata dal sapere che uno dei suoi due migliori amici non era visto così di cattivo occhio da Severus, continuò quindi ad ascoltarlo con attenzione.

"...Quel Black... la sua famiglia è ben conosciuta ma resta un combinaguai, pericoloso e imprevedibile peggio del fratello, prima Black mi prendeva di mira per seguire Potter, ma ha iniziato a riversarmi contro tutto il suo odio... da quando ho ferito Drakemare" si interruppe Severus.

"C...cosa?" chiese Ingrid incredula "L'hai ferita?".

"Per errore... stavo puntando Potter, non avrei scagliato davvero la maledizione, ma per una caduta le ho lanciato il Sectusem...ehm..beh... diciamo che, nonostante mi aspettassi di peggio... le ho procurato solo una ferita" spiegò Severus; nonostante il suo sguardo perplesso, Ingrid annuì per conferma, sollevata; a differenza di Severus infatti, lei era ben cosciente che, per via della sua specie, Jade era resistente ad alcune maledizioni.

"Drakemare non me ne ha fatto una vera e propria colpa, non mi ha mai portato rancore, in realtà non mi ha mai dato problemi, si limita a controllare il loro gruppo... soprattutto quei due casinisti. Black e Potter non si fanno comandare da nessuno, tranne che da lei... ascoltano Drakemare, le danno retta ed evitano di farla infuriare persino quando hanno voglia di prendermi di mira... beh fino ad un certo punto... Potter non si da problemi certe volte ad ignorare i suoi avvertimenti, volendo infastidirmi ad ogni costo..." aggiunse, Ingrid lo guardò pensierosa "Ma se non è Jade...ehm...Drakemare... il motivo, allora perché Potter ce l'ha così tanto con te?" gli chiese.

"Credo che il fatto che io fossi l'amico di Evans gli desse parecchio fastidio, è sempre stato troppo possessivo sulle proprie amicizie" spiegò Severus.

-Fossi...- pensò Ingrid, quella parola pronunciata da Severus sembrò smuovere un barlume nella sua mente.

"Quindi tu e E...Evans... non siete più...?" disse Ingrid, lasciando a metà la propria domanda.

Severus guardò verso il vuoto in silenzio per qualche secondo, poi sospirò "Non credo no... Certo, avevamo qualche cosa che ci accumunava, come lo studio o la lettura... ma negli ultimi tempi si è dimostrata sempre più distaccata, e inoltre da quando conosce Potter..." iniziò, "Scommetto che lo protegge perfino quando lui ti infastidisce" intervenne Ingrid.

"Esattamente! Come se avesse lui ragione" rispose Severus con prontezza, dopo pochi secondi di silenzio aggiunse in tono energico "Beh ormai sono entrambi storia passata! Voglio andare avanti, elevarmi da queste stupidaggini, sviluppare le mie conoscenze e... ora che ci siamo rincontrati, posso finalmente parlare con qualcuno che mi comprende, che può... farmi sorridere di più" concluse sorridendo, mentre la sua mano, senza rendersene conto, si appoggiò sopra quella di Ingrid.

"C...certo, m...meriti di essere felice" rispose a stento Ingrid che, dopo quel contatto, stava concentrando tutta se stessa per non arrossire violentemente, con sforzi vani.

I due trascorsero il tempo restante a raccontarsi varie vicende riguardanti la loro vita a Hogwarts, Ingrid tralasciò la sorta di amicizia che aveva con i Malandrini ma decise comunque di rivelare il legame profondo che possedeva con Remus e Jade.

"Oh... beh sono due persone mature in fondo, capisco il motivo per cui sei molto legata a loro" rispose Severus.

"Severus!" disse all'improvviso una voce alle loro spalle.

Sulla soglia d'ingresso dell'aula c'era un ragazzo alto e dai capelli lunghi e scuri, con indosso la divisa di Serpeverde. Ingrid conosceva bene quello studente, era Regulus Black, il fratello maggiore di Sirius, lo stesso che avevano incontrato sull'Hogwarts Express a inizio anno.

Il volto di Severus si incupì, quando si girò verso Regulus, il sorriso sereno che Ingrid era riuscita a fargli mantenere per così tanto tempo, diede posto alla stessa espressione seria e immobile, che si ripresentò con fermezza.

"Regulus, stavo solo dando delle ripetizioni... arrivo subito" disse Severus con tono impassibile, poi si voltò verso Ingrid "Perdonami per l'interruzione Ingrid, ci vediamo domani dopo le lezioni, che ne dici?" le chiese in tono basso, ma più rilassato.

Non appena lei annuì, lui fece un cenno allegro e tornando serio, fece svanire con un incantesimo tutti i suoi strumenti e raggiunse Regulus, uscendo dall'aula in silenzio.

Nonostante rimase parecchio perplessa della presunta amicizia tra Severus e Regulus, Ingrid era troppo felice per dare spazio a dubbi o preoccupazioni. Si fiondò quindi al di fuori della classe, uscì dal castello e si diresse verso il salice accanto al Lago Nero, dove solitamente lei e i Malandrini si ritrovavano durante il giorno.

Da lontano, ai piedi dell'albero, notò Jade con James e Sirius, tutti intenti a osservare con attenzione una pergamena che Jade teneva in mano.

Non appena fu più vicina, Ingrid si lanciò su Jade, abbracciandola forte "Grazie grazie grazie!" disse entusiasta.

Jade rise allegra e stupita da quell'affetto spontaneo e improvviso, mentre James e Sirius le guardarono increduli, "A cosa devo tutta questa gratitudine?" chiese Jade ricambiando l'abbraccio e in seguito, sorridendole confusa.

Ingrid stava per raccontarle tutto ciò che era successo, ma si bloccò, scrutando gli sguardi dei due ragazzi, non poteva rivelarlo di certo davanti a loro. "Ehm... diciamo che il tuo consiglio è stato utile... si è ricordato e... è andato meglio di quanto mi aspettassi" spiegò con uno sguardo d'intesa e un sorriso sereno.

Jade afferrò in pieno quello sguardo e spalancò gli occhi entusiasta, "Ohhh ma è stupendo! Mi racconterai meglio domani, va bene?" aggiunse Jade guardando con la coda dell'occhio i ragazzi. Ingrid annuì allegra e dopo averla salutata, si avviò.

"Di che stavate parlando?" chiese James incuriosito e confuso.

"Oh ehm... Ingrid doveva parlare con... un professore! Il professor Vitious, è il direttore di Corvonero, doveva ricordargli di... dargli un permesso per degli allenamenti di Quidditch" concluse Jade, ormai esperta nell'elaborare velocemente delle bugie convincenti.

Prima che James potesse chiedere dell'altro, Jade rispiegò la pergamena con vari disegni e appunti "Allora Ramoso, mi stavi spiegando la tua tattica per la prima perlustrazione notturna, giusto?" chiese, per indurlo a cambiare argomento.

"Già è vero...mhm allora... stanotte Lunastorta rimarrà nella sala comune, a quanto pare ha trovato alcuni libri utili per l'incantesimo necessario alla mappa. Codaliscia invece verrà con noi, la sua forma da topo può esserci utile per i passaggi stretti, quindi siccome saremo in quattro, credo che dovremmo dividerci in coppie..." spiegò James con decisione; mentre pronunciava quelle ultime parole, il suo sguardo sembrò cercare quello di Sirius che a quanto pare era fin troppo deconcentrato; Jade invece, del tutto concentrata, non sollevò gli occhi dalla pergamena mentre ascoltava le direttive; le sopracciglia di James si alzarono come un gesto d'intesa verso il suo migliore amico "Mhm... Beh Codaliscia ha troppa paura della tua forma da Drakuman, SquamaAlata... credo sia meglio che vada io con lui, il mio talento negli incantesimi può coprirgli le spalle mentre è in ricerca, ciò significa che tu andrai con Felpato, siete entrambi abili, furtivi e veloci... sarete perfetti" incalzò, guardandoli entrambi.

Sirius, nonostante il rossore sul viso che cercava di nascondere, si sforzò di dare una risposta, utilizzando un tono deciso e per niente imbarazzato "C...certo, se a Jade va bene...".

"Si è perfetto, io e Sir inizieremo dal terzo piano, spero solo di riuscire a mantenere la mia seconda forma per individuare i pericoli... se rimango trasformata per troppo tempo..." iniziò Jade cercando di non apparire impensierita.

"Hey non devi preoccuparti, sarò li apposta, vedi solo di non allontanarti troppo da me, va bene?" le rispose Sirius, il suo tono era rincuorante ma anche parecchio deciso, terminò la frase poggiando la mano sulla spalla di Jade che, senza nemmeno accorgersene, arrossì lievemente.

Solitamente all'esterno Sirius appariva minaccioso, arrogante e scontroso, per non parlare della sua testardaggine, ma quando si parlava di Jade, il suo lato premuroso e protettivo sembrava avere la meglio, nonostante provasse a negarlo. Provava in ogni modo di nascondere il lato tenero che solo lei riusciva a fargli rivelare.

"Meraviglioso! Per la barba di Merlino, sono sicuro che riusciremo a tracciare l'intera Mappa in pochissimo tempo" esclamò James con decisione e orgoglio nel suo volto.

Quellasera, dopo la cena, i Malandrini aspettarono che tutti i loro compagniandassero a dormire. Dopodiché, presero tutto il necessario e uscirono dalquadro, pronti al loro primo giro notturno, pronti a scoprire ogni segreto delcastello di Hogwarts.

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