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Capitolo 42 -La Mappa del Malandrino-

Appena arrivarono nell'aula di Incantesimi, Jade chiese curiosa "E ora che si fa?", a quelle parole James estrasse dalle tasche del mantello, svariati oggetti dall'aspetto particolare "Fuochi d'artificio, palloncini esplosivi e altre cose interessanti..." spiegò James con un ghigno soddisfatto sul volto. Ognuno di loro prese una manciata di quegli oggetti e tutti insieme iniziarono a posizionarli strategicamente in ogni angolo della classe.

Finirono giusto in tempo, poiché i loro compagni e quelli della casa di Tassorosso iniziarono ad arrivare, qualche minuto dopo l'aula era al completo e arrivò il piccolo Professor Flitwick col fiatone.

"S...scusate l'attesa ho avuto un contrattempo, un quadro si è divertito nel darmi una falsa allerta" spiegò il professore.

I Malandrini cercarono di trattenere le risate, la lezione quindi iniziò, dopo una mezz'ora piuttosto tranquilla, il professore dichiarò la sua decisione nell'interrogare su alcuni incantesimi.

A quelle parole James estrasse di nascosto la bacchetta, puntandola verso uno dei palloncini esplosivi nascosti dall'altra parte dell'aula. Non appena scagliò l'incantesimo, si scatenò una piccola esplosione e, in una frazione di secondo, partì una reazione a catena: i fuochi d'artificio iniziarono a sfrecciare in ogni parte della classe, i palloncini esplosero disperdendo polveri colorate, infine uno dei fuochi colpì una rete nascosta sul tetto della stanza e dall'alto iniziarono a cadere centinaia di bombe melmose che ricoprirono l'intera aula di una melma color verde acido. Le ragazze iniziarono a urlare disgustate mentre i ragazzi gridavano stupiti e ammirati, "Oh avanti! Ragazze! È solo melma!" gridò Jade ridendo a crepapelle insieme ai suoi amici. Il professor Flitwick era rimasto sconcertato da tutto quello che stava accadendo, prima che potesse afferrare la propria bacchetta dalla scrivania, Sirius riuscì a sostituirla con una delle famose bacchette fasulle di Zonko. Non appena il professore cercò di lanciare un incantesimo per fermare quel delirio, una gigantesca esplosione venne scatenata dalla bacchetta ricomprendo tutto e tutti di una polvere nera simile al carbone.

Appena la polvere si depositò, la classe sprofondò nel silenzio, il professore era seduto per terra, occhi spalancati, bocca semi aperta, faccia scioccata e disorientata.

"CHI.... È.... STATO?!" chiese Flitwick, rosso di rabbia.

Nessuno rispose alla sua domanda, tutti gli studenti fissavano il professore in silenzio, cercando di scoprire chi fosse stato il responsabile tra loro.

"Sappiate che scoverò il colpevole di tutto questo! E una volta che lo saprò..." disse Flitwick, ma un nitrito alle sue spalle interruppe il suo discorso, Sir Cadogan era appena apparso in uno dei quadri appesi nell'aula. "Ho udito un forte scoppio e sono corso in vostro aiuto!" gridò con tono impavido e la spada sguainata, il professore lo guardò innervosito "Non serve grazie... puoi tornare nel tuo quadro" gli rispose con impazienza.

"Ai suoi ordini! Oh ci si rincontra messeri e dolce fanciulla, sappiate che ho compiuto la mia nobile impresa, il professore è stato avvertito, ma temo abbiate errato nel comunicarmi l'esatto luogo del crimine" disse Sir Cadogan, rivolto ai cinque amici.

I Malandrini spalancarono gli occhi, rimanendo come pietrificati dalle parole del cavaliere, Flitwick di voltò lentamente verso di loro, il suo volto furente li squadrò.

"Cazzarola..." sussurrò James, mentre gli altri stavano meditando che un omicidio di quadro non fosse poi una così cattiva idea.

"Dovevo immaginarlo... voi Malandrini, molto bene... seguitemi! E voi altri tornate nelle vostre sale comuni, riprenderemo la lezione questo pomeriggio" concluse il professor Flitwick che, senza nemmeno ripulirsi dal carbone, uscì a passo svelto dalla classe seguito da Jade e i ragazzi.

Poco dopo giunsero alla classe di Trasfigurazione ed entrarono "Professoressa McGranitt, i Malandrini hanno messo a soqquadro la mia aula! Un'altra volta! Io non posso più tollerare..."

"Si calmi Professor Flitwick... ho compreso tutto, può ritornare alle sue lezioni, penserò io a loro" lo interruppe la professoressa. A quelle parole, il professore annuì per poi uscire dalla stanza.

La McGranitt squadrò i Malandrini con uno sguardo inquisitorio, poi sospirò esausta "Quando la finirete di combinare guai?" chiese. I cinque amici sapevano già che la risposta sarebbe sempre stata "Mai è ovvio", ma decisero di rimanere in silenzio.

"Molto bene... togliere punti alla casa di Grifondoro sarebbe oramai inefficace... poiché non vi farebbe nessun effetto, quindi... mi costringete a infliggervi una punizione non da poco" dichiarò.

"Prepariamo i panni per pulire la sala dei trofei?" chiese James con arroganza e una piccola risata.

"Non stavolta signor Potter... Dichiaro che da oggi fino alla fine dell'anno vi sarà vietata ogni visita al villaggio di Hogsmeade, con o senza insegnanti" enunciò la McGranitt con serietà.

Si levarono molti versi e frasi sconvolte in disaccordo da parte dei Malandrini, i quali sembravano non voler credere a una tale decisione, la professoressa fece calare il silenzio in un attimo.

"Non voglio sentire altro, la mia decisione è questa, farò in modo che tutte le uscite siano controllate, in modo che non possiate sgattaiolare via senza il mio permesso, ora potete andare" concluse la professoressa. I ragazzi sbuffarono ma, sapendo la severità per cui era ben conosciuta la McGranitt, decisero di non obbiettare ulteriormente ed uscirono.

"Non posso crederci!" disse James a gran voce. Dopo le lezioni, i Malandrini si erano sistemati sotto un albero accanto al Lago Nero, per discutere della severa punizione subita. "Quella megera..." aggiunse Peter seccato.

"Beh... stavolta abbiamo esagerato..." commentò Remus intento, come sempre, a leggere un libro in tranquillità.

"Non dire sciocchezze Lunastorta, era solo uno scherzo..." rispose Sirius per cercare una scusante. "Avanti ragazzi smettetela... ormai è fatta, comunque per caso tu sai dove sia Ingrid?" chiese Jade a Remus, per capire dove si fosse cacciata la sua migliore amica. Lui scosse la testa "Non ne ho idea, ormai la vedo davvero poco, non so cosa le prenda in effetti" spiegò pensieroso.

"Beh io non rinuncio ad andare a Hogsmeade, non lo accetto..." continuò James lanciando sassi nel lago per il nervosismo.

"Ma hai sentito la McGrannit, metterà dei controlli a ogni uscita conosciuta!" rispose Peter con tono rassegnato.

Gli occhi di Jade si spalancarono all'improvviso, un'idea le balenò in testa, tenendo uno sguardo basso, sussurrò "Vuol dire che non useremo le uscite conosciute...".

"Che intendi?" chiese Remus, confuso da quell'affermazione.

Jade incrociò i loro sguardi, con un sorrisetto stampato sul volto, "Non potranno controllarci... se useremo dei passaggi segreti" disse con un ghigno ma, vedendo le loro facce confuse, decise di spiegarsi meglio "Ricordate di quando non riuscivamo a capire come Gazza riuscisse ad attraversare l'intero castello in un attimo? Non appena quella gatta lo avverte, lui si fionda sul posto ed è pur sempre un Magonò... questo significa solo una cosa... usa dei passaggi all'interno di Hogwarts, e probabilmente ce ne sono tanti altri! Magari alcuni portano pure fuori dal castello, ne sono sicura!" concluse Jade con decisione ed entusiasmo.

A quelle parole i ragazzi annuirono convinti "Ma certo! Dobbiamo trovare quei passaggi!" esordì James con energia.

"Ma non sarà semplice, se davvero Gazza ne conosce così tanti, può trovarci senza problemi, anche se ci muoviamo di notte" commentò Peter, dubbioso dell'idea.

"Vuol dire che dovremo conoscere anche i suoi spostamenti e quelli dei professori, tenerli sotto controllo per eluderli" affermò Sirius con tono enigmatico.

"Esatto Sir! Potremmo segnare i passaggi su una mappa del castello e di conseguenza dovremmo trovare un incanto in grado di segnare gli spostamenti in tempo reale di tutti!" concluse Jade.

"Allora è deciso! Faremo delle ronde notturne o durante ogni singolo momento libero, divisi a coppie o in gruppo per scovare ogni segreto, poi segneremo tutto su una mappa" riassunse James. "Io cercherò gli incantesimi necessari in biblioteca" intervenne Remus finalmente convinto all'idea.

"Ciao ragazzi" disse all'improvviso Ingrid, comparendo alle loro spalle, tutti si voltarono per salutarla.

"Che fine avevi fatto?" chiese Jade dubbiosa.

Ingrid arrossì e rise dall'imbarazzo, grattandosi la nuca rispose "Oh scusate, mi sono fermata a parlare con la professoressa Bumb, per chiederle un parere su qualche nuova tecnica di volo".

Dopo quella spiegazione, Jade e gli altri le fecero un piccolo riassunto sulla loro nuova idea, Ingrid ascoltò con attenzione ma non sembrò particolarmente interessata. "Non finirete di nuovo dei guai?" chiese poi, dubbiosa.

"Solo se ci beccano, ma non faremo lo stesso errore" rispose Sirius con decisione e gli altri annuirono concordi.

"Vuoi unirti a noi Ingrid?" chiese Jade. Ingrid scosse la testa, sorrise e rispose gentilmente "No grazie, ma se posso darvi una mano in qualche modo, basta chiederlo".

"Stasera faremo la prima perlustrazione per tracciare una piantina del castello, SquamaAlata tu dovrai farci da guida, con i tuoi occhi da rettile vedi bene al buio no?" chiese James.

"In realtà si, vedo chiaramente senza bisogno di luci e, in teoria, posso percepire la presenza di altre persone in base al loro calore corporeo, una tecnica utilizzata da molti rettili" spiegò Jade.

I ragazzi ne rimasero affascinati "Wow è fantastico, così non solo possiamo camminare nella completa oscurità, ma se dovesse arrivare Gazza, lo scopriremo" disse Sirius entusiasta.

"Bene allora è deciso, creeremo una mappa, in grado di svelare ogni segreto del castello, in grado di farci ottenere il pieno controllo" enunciò James con fierezza.

"La Mappa del Malandrino" aggiunse Jade con orgoglio. Tutti esultarono, poco dopo i ragazzi andarono a prepararsi mentre Jade chiese a Ingrid di restare con lei, per parlare un po' da sole.

"Allora mi dici che ti succede?" chiese Jade ormai fin troppo incuriosita per chiederlo con delicatezza.

"Che cosa intendi?" chiese Ingrid, cercando di non incrociare il suo sguardo ma Jade sembrò non voler lasciare il contatto visivo.

"Sai che intendo, sei sempre più distante, circospetta, misteriosa... non è la prima volta che ti trovo a sbirciare di nascosto, perfino stamattina eri davanti ai sotterranei con una scusante per nulla credibile..." spiegò Jade.

"Sapevi che mentivo?" chiese Ingrid incredula e intimidita.

"Ingrid... sei la mia migliore amica, ti conosco troppo bene... e poi, sono fin troppo abituata a trovare delle scuse insieme ai ragazzi che ormai sono diventata un'esperta...allora... me lo dici che ti prende?" chiese Jade, guardandola con insistenza.

Ingrid sembrò pensarci a lungo, dopo essere rimasta in silenzio, rimuginando per qualche minuto, sospirò e le rispose "E va bene... te lo dirò".

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