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- BUON COMPLEANNO PERCY! - urlarono i semidei invitati alla festa a sorpresa.

Il festeggiato in compenso non sapeva se aspettarselo o essere stupito. Decise per la seconda opzione e si esibì in un sorriso smagliante. Non si erano scordati di lui.

- Sorpresa...- bisbigliò Annabeth al suo orecchio, ma Percy semplicemente si girò e le stampò un bacio sulle labbra.
-Grazie.

Appena si riprese dalla marea di auguri il figlio di Poseidone poté finalmente girare tra gli invitati. Sally, Paul e Penny chiacchieravano con Chirone. Beh, Penny più che altro giocava con Chirone a cavallino e lui in contemporanea parlava ai Signori Stockfish di come andasse la vita al Campo. I sette della profezia invece erano ancora attorno a Percy, ognuno con in mano un bicchiere di bibita blu. Con uno schiocco delle dita Will Solace fece partire la musica. Infatti due grandi casse si trovavano il più lontano possibile dall'acqua. Percy non perse un secondo e fece fare una giravolta alla sua ragazza, per invitarla a ballare.

- Sai che ti avevo quasi scoperta, Sapientona? - le disse mentre la faceva volteggiare sul bagnasciuga.
- Non credo proprio testone. - ribattè lei poggiando la fronte sulla sua, mentre l'acqua del mare bagnava... beh, solo i piedi di lei. Il nostro caro Jackson le prese il viso tra le mani e le posò un tenero bacio sulle labbra.

Ma un urletto spaccatimpani precedette una botoletta con le treccine nere e gli occhi verdi come quelli di un certo semidio.

- Percyyyyyyy!!!! - strillò Penny correndo incontro al suo fratellone e andando a sbattere contro le sue ginocchia e abbracciandole forte. Il figlio di Poseidone prese in braccio la sorellina e le stampò un bacio sulla guancia paffuta.

- Ciao Pen. Com'è stato il viaggio per venire qui?
- Ci hanno portato in elicottero! Era tutto piiiiiccolo!!
- In elicottero? Wow! Ehi, mi piace la tua maglietta. - ammiccò il maggiore.
- Ariel è la principessa più bella. - affermò lei.
- Secondo me la principessa più bella sei tu.

Annabeth tossicchiò:
- Devo essere gelosa?

- Noo! - strillò Penelope tendendo le braccine verso la figlia di Atena e schioccandole un bacetto sul naso.

- Mamma! Hai portato i braccioli? - strillò ad un certo punto la bambina e Sally si avvicinò insieme a Paul.

- Ma non ce n'è bisogno con il tuo fratellone, non è così?
- Sei pronta ad un'avventura da Principessa Ariel?
- Sììì!

*
Dopo aver fatto fare un tour sottomarino alla sua adorata sorellina, Perseus Jackson si sentiva l'uomo più fortunato del mondo.
Stava sdraiato lì, sulla sabbia, accanto alla ragazza (anzi, donna, ormai) che amava con tutto il cuore. Ed era felice.

Non gli mancava proprio nulla. Cioè... certo, gli mancava suo padre, ma sapeva di non poter pretendere di più. Non voleva pretendere di più.

- È l'ora della torta!- aveva annunciato poco tempo prima Sally Jackson tirando fuori una gigantesca torta blu da una scatola bianca.

Leo ci aveva messo un attimo ad accendere tutte le candeline e Percy ci aveva messo un attimo a spegnerle: aveva un solo, preziosissimo desiderio che sperava vedersi realizzare con tutto il cuore.

"Desidero" pensò "che tutto sia così perfetto come questo giorno. Desidero che la mia vita sia come questo giorno: felice, circondato dai miei amici e dalle persone a cui voglio bene e a cui devo la vita. Desidero avere al mio fianco Annabeth, qualunque cosa accada, mia madre, Penny, Paul... li amo. Sono la mia GRANDE famiglia. E sono meravigliosi così come sono."

Okay, forse era un po' più di un desiderio, ma lo sappiamo, la matematica non è il suo forte.

Aveva aperto una sfilza di regali: t-shirt del Campo Mezzosangue blu del genere "limited edition" da Chirone e il Campo in generale; una grande tavola da surf sulle tonalità del celeste da Piper e Jason; un dolce portapenne a forma di panda bianco e blu da Hazel e Frank (per riporre Anaklusmos in un posto sicuro); un'orologio di ferro dello Stige e argento da Reyna, Nico e Will; una scatola di alghe ancora umidicce e maleodoranti da quei buffoni di Valdez e dei gemelli Stoll ( che se la ridevano ancora); la vecchia Prius di Paul (che aveva ancora gli zoccoli di Blackjack segnati sul cofano) che il semidio desiderava da quando il suo amato patrigno aveva finto di metterla in vendita.

Quando aveva aperto il regalo di Annie si era messo a piangere davanti a tutti. La figlia di Atena aveva scoperto il "piccolo segreto" del suo ragazzo: una lunga serie di diari tenuti da Percy durante tutte le sue avventure. In fondo all'ultimo c'era un nome scribacchiato e le rotelle del cervello della Sapientona avevano cominciato ad elaborare un piano. Un piano che aveva funzionato alla perfezione, vista la reazione di Jackson alla vista del suo diario pubblicato sotto lo pseudonimo di Rick Riordan.

Non riusciva ad essere più emozionato di così, ancora sdraiato sulla sabbia mano nella mano con la sua Annie.

Era calata la sera ormai è quasi tutti erano tornati alle loro case (o cabine, a seconda degli invitati). Un'onda trascinò a riva una grossa conchiglia dalle sfumature azzurrine...

Raccolta con entrambe le mani il semidio la osservò con meraviglia. Era stupenda, non ne aveva mai vista una così bella e dalla spirale all'apparenza così delicata... sembrava fatta di cristallo se la tenevi tra le dita. Solo in un secondo momento si accorse del messaggio nascosto all'interno. La calligrafia era piuttosto illeggibile, ma lui la comprese ugualmente perché era come la sua:

"Buon Compleanno Percy.
Sono orgoglioso di te, ti voglio bene.
Papà."

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