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XXXVI

Era quasi la fine dell'ultima ora e mi piaceva passare il tempo in bagno, cercando di farlo scorrere velocemente. Ero tranquillamente seduta a terra, controllando le mie notifiche e le home dei vari social, sorridendo a vedere una mia foto con Chase, quando mi arrivò un messaggio da parte di Agnes.

Dove sei? Devo dirti una cosa.

Stavamo cercando di ristabilire tutti e tre un rapporto normale, di essere sinceri e di non far mancare mai la nostra presenza. Avevamo sbagliato una volta, non lo avremmo rifatto.

Sono in bagno.

Tornai alla schermata di Instagram, scorrendo tra le varie storie, sentendo poi il forte impulso di dovermi recare in uno dei bagni. Il tempo che feci pipì, Agnes entrò, chiedendo dove fossi.

"La professoressa di arte non voleva farmi uscire, ho dovuto dire che stavo male" uscii soddisfatta e libera dal bagno, trovando la mia amica intenta a specchiarsi. Non sapevo come riuscisse a sembrare sempre così perfettamente in ordine. Io, nonostante mi truccassi e sistemassi, dopo un paio d'ore mi guardavo allo specchio e pensavo di essere una zombie scema, facendomi la fatidica domanda 'ma veramente le persone mi hanno vista conciata in questo modo?'

"Beh, che dovevi dirmi?" domandai con molta curiosità, che non passava mai inosservata, dato che, chi mi conosceva, sapeva che non riuscivo a farmi mai completamente i fatti miei.

"Mi ha detto Jared, che sono usciti insieme una sera di queste, non ricordo bene quando, Adrian e Marlene. A quanto pare, si sono baciati. Forse hanno deciso di mettersi insieme, chi lo sa" sentii un groppo in gola, pensando subito al momento in cui Adrian mi aveva baciata. Io avevo deciso di accantonare la cosa, ma lui? Ero egoista a fare un pensiero del genere, ma volevo sapere lui cosa ne pensasse.

"Escono da un bel po' ormai. Credo, uhm, fosse ora" Agnes prese a scrutarmi, mentre io cercavo di sostenere il suo sguardo serio.

"Non sembri molto convinta della cosa. È successo qualcosa di cui non sappiamo nulla?" nonostante il nostro patto, non avevo parlato del mio bacio con Adrian, non volendo passare per l'amica che racconta sempre e solo i fatti suoi e non pensa agli amici.

Presi un respiro profondo, sentendo i brividi e il cuore battere di più a quel ricordo.

"Adrian mi ha baciata il giorno dell'accaduto in mensa. Lui era distrutto per via del padre, io sconvolta per tutta la faccenda di Patrick e Felipe. Io e lui non ne abbiamo parlato per niente, sono andata via subito dopo esserci staccati. Ero arrabbiata con Chase e non stavo pensando lucidamente. Gliel'ho detto e lui mi ha rivelato che anche Jessie lo aveva baciato ad una festa. Ora diciamo che siamo pari, che io non me la posso prendere con lui come lui non può con me, però..."

"Però ti senti strana a pensare ad Adrian, vero?"

Annuii, perché ormai non potevo più tenermi tutto dentro. Avevo bisogno di fare chiarezza e sapevo che Agnes mi avrebbe aiutata.

"Sono innamorata di Chase, cavolo, mi piace da anni, adoro stare con lui, mi sento dannatamente bene e fortunata, ma con Adrian mi sento sempre strana, emozionata. Ciò che provo per Chase é vero, non mi sto illudendo di provare qualcosa di forte, ma sento quasi le stesse cose per Adrian" confessai, passandomi i palmi delle mani sul viso. "Non voglio lasciare il mio ragazzo, voglio solo capire cosa diavolo mi prende" sbottai frustrata alla fine, vedendo gli occhi azzurri di Agnes scrutarmi attentamente.

"Ami Chase ma provi la stessa cosa per Adrian, semplice. Un po' come Elena di The Vampire Diaries"

"Ho sempre odiato Elena" borbottai, incrociando le braccia al petto.

"Sier, ti dà fastidio che Adrian abbia baciato Marlene, che spiegazioni dai a ciò? Senti delle sensazioni forti quando sei con lui e c'é chimica tra voi due, c'é sempre stata. Questo é l'unico motivo"

Dovetti ammetterlo a me stessa, cosa che non ero riuscita a fare fino a quel momento. Provavo qualcosa per Adrian, qualcosa di indefinito e grande, che esisteva e che sentivo. Poteva essere una sbandata o qualcosa che sarebbe durato. Sapevo, però, che avrei dovuto negare tutto questo davanti a lui e a Chase.

Sospirai, sapendo che, anche non volendo, finivo nei guai, anche di tipo mentali. Ma io non capivo perché mi trovavo impelagata in una cotta per un altro ragazzo, se già stavo con uno fantastico e ne ero innamorata. Scossi la testa, volendo colpirla ripetutamente contro il muro.

"Vabbé, io torno, faresti meglio a farlo anche tu" mormorò Agnes, uscendo poi dal bagno ed io mi decisi a fare la stessa cosa. Ero stata troppo tempo in bagno e sapevo che il professore avrebbe chiesto spiegazioni e si sarebbe arrabbiato, ma poco m'importava: avrei semplicemente inventato di non stare bene e il gioco era fatto.

Diciamo che l'ora di matematica era stata creata per stare fuori ed evitare quelle bestemmie scritte sulla lavagna.

***

La campanella era finalmente suonata ed io ero già fuori con Chase che mi teneva con un braccio sulle mie spalle. Ci stavamo dirigendo verso il campo, Connor e il mio ragazzo che avevano gli allenamenti, infatti Chase mi lasciò un bacio sulla guancia mentre si  dirigeva verso gli spogliatoi con il suo amico. Io, Agnes e Patrick ci accomodammo sugli spalti, per seguire i ragazzi.

"Neanche oggi é venuto a scuola" disse Agnes e sapevo a chi si stesse riferendo e perché lo stesse facendo.

"Fatti suoi" cercavo di resistere all'impulso di andare a casa sua a trovarlo, di vedere se stesse bene e di chiedergli perché fosse uscito con Marlene e l'avesse baciata. Ancora una volta, mi maledissi al mio ultimo pensiero: io stavo con Chase, lui lo sapeva e ci aveva visti più volte stare insieme, perché anche solo pensavo di fargli una domanda del genere? Mi avrebbe presa per un'incoerente e mi stavo sentendo tale. Dio, stavo diventando come Elena Gilbert ed odiavo la cosa.

"Non sta per niente bene dopo la questione della Stella Michelin, a detta di Jared. Infatti, é molto preoccupato per lui" inspirai bruscamente alle parole della mia migliore amica, mantenendo gli occhi fissi sul campo per vedere Chase cominciare a correre per allenarsi. Mi sentivo in colpa a pensare ad Adrian, quando avevo lui accanto a me.

Confidavo nel fatto che tutto, prima o poi, sarebbe passato, che era soltanto un momento, una crisi che stavamo vivendo io e Chase e che tutto si sarebbe risolto.

Per dimenticare tutto, però, sapevo di aver bisogno di parlare con Adrian e di capire. Così mi alzai di scatto, non sentendo nemmeno il pensiero espresso ad alta voce di Patrick, dissi loro che avevo bisogno di fare una cosa urgente e se potevano avvisare loro Chase.

Camminai velocemente, volevo raggiungere al  più presto Adrian per porre fine a quella storia nella mia testa, dato che stavo rischiando di impazzire.

Mi fermai di botto quando riconobbi il suo palazzo, respirando velocemente e quasi a scatti. Chi e cosa avrei trovato? Marlene sarebbe stata con lui? Avrei trovato qualcun altro? In che condizioni lo avrei visto da lì a poco? Decisi di salire, approfittando di un signore che aveva aperto il portone, lasciandolo poi chiudersi da solo. Afferrai la porta prima di non poter più entrare e dover ricorrere al campanello, cominciando poi a salire velocemente le scale.

Arrivata al piano giusto, mi fermai, fissando la porta e cercando di captare qualsiasi movimento fossi in grado di sentire. Chiusi gli occhi e provai a costringere me stessa a suonare, invece di fare la scema, così, presa da un millesimo di secondo di coraggio, suonai, rendendomi poi conto di ciò che avevo fatto. Mi voltai con l'intenzione di andarmene, ma sentii la porta aprirsi alle mie spalle ed io mi rigirai per vedere cosa avrei trovato.

"Sierra" mormorò sorpreso ed io strinsi con forza le mani attorno alla cinghia della mia borsa a tracolla.

"Ehi. Non è niente, scusa il disturbo. Stavo andando via" mi stavo maledicendo mentalmente, vedevo una me prendersi a padellate in faccia.

Lui, conoscendomi, si fece di lato, accogliendomi in casa, ed io fui costretta ad accettare, sennò la fuga sarebbe diventata fin troppo palese e dovevo preservare un minimo di dignità.

"Allora, a cosa devo quest'onore?" chiese, dopo aver chiuso la porta, mentre si dirigeva in cucina.

"Volevo, uhm, sapere come stavi. Non ti sei presentato a scuola e dev'essere un periodo strano per te" notai sparse alcune bottiglie di alcol, mentre lo raggiungevo in cucina. Lo trovai a cucinare qualcosa in una padella, per poi spostarsi e continuare a tagliare le verdure sul tagliere. Prese un sorso di vino rosso da un calice e cavolo, poteva pure essere sbagliato, ma lo trovavo affascinante come sempre quando era in cucina.

Avevo sempre avuto la convinzione che gli uomini in cucina fossero sexy, ma Adrian era proprio l'incarnazione di quello che avevo sempre pensato. Lui era già un bel ragazzo, figuriamoci vederlo ai fornelli, mostrava tutto il fascino che aveva. Scossi la testa, cercando di smetterla di fare quei pensieri.

"Mai stato meglio, a dir la verità. Finalmente sono libero dall'influenza di mio padre. Dovevo ascoltarti di più" m'indicò col calice, prendendo un altro sorso.

"Perché stai cucinando adesso? Sono le cinque del pomeriggio"

"Mi sono svegliato un'ora fa, a dire il vero. Ho fame, così ho deciso di spostare il pranzo alle cinque"

"Non credi di star bevendo troppo? Ho visto delle bottiglie di là, Adrian. Non sembri più tu" lui ridacchiò alle mie parole, scuotendo la testa e continuando a tagliare sul tagliere. Spense qualcosa sul fornello e prese di nuovo il suo calice di vino rosso, sorseggiandolo.

"E tu invece? Chi sei, Sierra? Quella innamorata pazza del suo ragazzo oppure quella che bacia un altro?" domandò, ormai davanti a me, abbandonando il bicchiere sul bancone. Con le dita mi sfiorò i capelli ed io lo guardai senza fiato.

"Chase sa del bacio che c'é stato tra noi due" riuscii a dire con un filo di voce, il respiro che quasi si bloccava per la sua vicinanza.

"Il senso di colpa ti stava logorando dentro, vero?" sussurrò ad un mio orecchio e sentii chiaramente il suo profumo mescolato a quello dell'alcol. Eravamo vicini, poteva tranquillamente allungarsi e baciarmi, ma non lo faceva, lasciava quella distanza di sicurezza quasi per prendermi in giro.

"Sì, Chase é il mio ragazzo. Doveva saperlo"

"Proprio perché Chase é il tuo ragazzo, mi domando come mai hai ricambiato il bacio e anche con molto ardore, oserei dire" sorrise sfacciatamente e la voglia di prendermi a padellate era sempre più forte. Una parte di me voleva allontanarsi, andare via, mentre l'altra parte voleva rimanere lì e continuare quel giochetto che lui stava facendo. "Quindi, dimmi Sierra, se ti ribaciassi, ti allontaneresti o ci staresti?"

Deglutii, vedendolo avvicinarsi lentamente. Era ad un soffio da me e sicuramente voleva vedere cosa avrei fatto io. Feci un passo indietro, lasciando così cadere la sua mano, che era posata sul mio mento.

"Mi allontanerei. Tu perché hai baciato Marlene? Parliamo di te, invece di discutere sulla mia relazione con Chase. Perché vuoi baciare me, se ti piace lei?"

"Non mi piace" disse sincero, gli occhi scuri incatenati ai miei e dovevo smetterla seriamente di avere i dannati brividi solo a guardarlo. "Non so se volontariamente non vuoi aprire gli occhi o se veramente non riesci a capire, ma va bene, Sierra. Grazie per la visita"

Mi sentii confusa alle sue parole, ma decisi comunque di andarmene, non avevo più le forze per discutere con Adrian. Lui aveva bevuto troppo e stava dicendo cose che sicuramente non avrebbe ricordato.

Andai via da casa sua, prendendo un taxi per tornare nella mia. Mi sentivo scombussolata, come se alla fine di quella discussione non avevo ricavato nulla. Sentivo che l'amicizia con Adrian si stava spezzando sempre di più, che dopo quel bacio non saremmo tornati più quelli di un tempo.

Quando arrivai a casa mia, trovai entrambe le mie mamme e, senza neanche accorgermene, avevo lasciato la borsa all'ingresso per abbracciare la prima che incontravo sul mio cammino.

"Tesoro, che succede?" mi domandò mamma Jo, accarezzandomi i capelli, mentre mamma Ivy si avvicinava per capire cosa stesse succedendo.

Cominciai a singhiozzare, decidendo di raccontare loro tutto, sapendo che avrebbero cercato di capire, dandomi dei consigli.

E, come già sapevo, loro furono comprensive e mi consigliarono, facendomi capire ancora una volta, quanto io fossi fortunata ad averle entrambe.

HOLAAA

Capitolo uscito lungo, pensavo che sarebbe venuto più corto.

Questo lato di Adrian mi diverte, non so perché, è così sfacciato rispetto all'inizio. Sierra è confusa ed anch'io lo sarei con due fighi intorno, ma va bene.

Non ci posso credere che sta per finire, però, come ho già detto una volta, non so se scriverò altre storie.

Fatemi sapere che ne pensate.

Alla prossima,
Kisses

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