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XXXIV

C'erano cose che facevo senza pensare, che mi rendevano impulsiva ed alla fine dovevo pagarne le conseguenze. Altre volte, usavo il cervello, pensando attentamente a ciò che sarebbe successo dopo una mia determinata azione. Succedeva raramente, però evitavo di fare cavolate.

Dopo essere tornata a casa, mi ero rinchiusa nella mia stanza ed ero scoppiata a piangere. Avevo iniziato a buttare tutto a terra, presa da tutto lo stress che si era accumulato.

Avevo baciato Adrian ed avevo messo a repentaglio la mia relazione con Chase. Le immagini di quella giornata non smettevano di passare per la mia testa, era stato troppo.

Ero una pessima amica ed una pessima fidanzata, che baciava altri. Dovevo dimenticare il bacio che c'era stato con Adrian, nonostante in quel momento mi fosse piaciuto. Quella era stata una di quelle azioni che avevo compiuto senza pensare, lasciandomi semplicemente trasportare, sapendo che poi ci sarebbero state delle conseguenze.

Amavo Chase, la mia crush per lui durava da tempo e non aveva deluso le mie aspettative, ma mi era piaciuto anche il bacio con Adrian e stavo iniziando a dubitare di me stessa. Non avrei mai lasciato il mio ragazzo, solo se lui lo avesse voluto, una volta avergli detto dell'accaduto, ma iniziavo a pensare di star sviluppando qualcosa anche per Adrian.

Per quel motivo, avevo passato la notte a girarmi e voltarmi, alternando momenti di sonno leggero ad altri in cui i miei occhi erano aperti, ricordando anche l'accaduto della mensa. Odiavo quella situazione.

Ovviamente avevo passato le ore di lezione a fare scarabocchi sul mio quaderno, perché non riuscivo a sostenere troppo lo sguardo dei professori. Cominciava a venirmi sonno e gli occhi mi diventavano pesanti, nonostante avessi passato le prime due ore dal preside per la questione della mensa. Avevano chiamato me, Felipe, Patrick e c'era anche Connor, che aveva riportato tutto al preside, che aveva fatto chiamare i nostri genitori. Per me e il mio amico nulla, ma per Felipe una settimana di sospensione e gli avevano revocato il titolo di capitano. Povero, si era disperato, ma avevo solo gioito a quell'ultima decisione. Sarebbe stato felice di non venire a scuola.

"Come mai porti gli occhiali da sole?" ero al tavolo da sola, la prima ad essere arrivata, e, quando alzai lo sguardo, trovai tutti i miei amici a guardarmi. Chase si sedette accanto a me, osservandomi attentamente. Tentò di prendermi la mano ed io glielo lasciai fare. Se non fosse successo niente la sera prima, non l'avrei lasciato avvicinare: doveva rendersi conto di ciò che affermava, perché, nonostante tutto, non avevo dimenticato le sue parole.

"Deve avere delle occhiaie che fanno paura" alzai gli occhi al cielo alle parole di Agnes, vedendo anche lei con qualcosa di diverso. Forse, il racconto di Patrick non aveva toccato solo lui, essendo la vittima, ma anche me e lei. Mi tolsi gli occhiali e la prima cosa che incontrai, furono gli occhi di Adrian. Distolsi subito lo sguardo, cercando di scacciare il pensiero del nostro bacio. Rivedevo ancora l'immagine nella mia testa, sentivo le sue mani accarezzarmi, stringermi, e mi erano venuti i brividi al solo pensiero.

"Non ho dormito molto. Ho passato tutto il tempo ieri sera e stanotte a vedere serie" mentii, sentendo gli occhi di Adrian bruciare su di me. Sapevamo entrambi che non era la verità.

"Sierra, dopo possiamo parlare?" mi voltai di scatto verso Chase, evitando qualsiasi contatto visivo con il mio 'amante'. L'unica cosa a cui riuscivo a pensare era che dovevo parlargli e dirgli la verità, che sapevo che non mi avrebbe perdonata facilmente. Annuii semplicemente, non parlando per tutto il tempo e, quando suonò la campanella, me ne tornai in classe.

***

Ero nella macchina di Chase, il suo allenamento era saltato, quindi ci stavamo dirigendo verso casa mia. Non sapevo se le mie mamme sarebbero state presenti, ma sicuro saremmo andati nella mia stanza a parlarne. Se non fossimo stati in quella situazione, avrei cominciato a farmi filmini mentali di dubbia castità.

Una volta arrivati, iniziai ad agitarmi, poiché non sapevo seriamente come cominciare il discorso con lui. Sembrava tranquillo, cercava un contatto con me, come quando eravamo in macchina, che mi aveva preso la mano sinistra nella sua. Ed in quel momento, la destra quasi tremava ad infilare le chiavi nella serratura, ma cercai di prendere un respiro profondo, in modo da non farmi notare da lui, e di aprire la porta. Entrati dentro, lasciai lo zaino sul bancone in cucina, cercando di prendere improvvisamente tempo e chiedendo a Chase se volesse qualcosa da bere.

"Un po' d'acqua" volevo tenere le mani occupate, perché le sentivo tremare e non volevo che lui se ne accorgesse. Consegnatagli l'acqua, attesi che fosse Chase il primo a parlare, perché io non sapevo nemmeno da dove iniziare. Forse, volevo trovare una motivazione a cui aggrapparmi, dare in qualche modo la colpa a lui per la mia azione sconsiderata.

"Senti, Sierra, dobbiamo parlare, lo sai" cominciò e già sentivo l'ansia peggiorare come un grosso macigno sul mio cuore. "Ho sbagliato ieri, non dovevo dire quelle cose su Patrick, dovevo essere presente e difenderti. Sei la mia ragazza, avrei dovuto fare il mio dovere ed invece non ero nemmeno presente. Sto uno schifo, davvero, soprattutto come Connor mi ha raccontato la cosa. So che non serve a nulla, ma mi sono occupato di quello stronzo di Felipe. Voglio solo il meglio per te, Sier, ti amo e non ce la faccio a stare così. Spero potrai perdonarmi su tutto" i suoi occhi erano pieni di risentimento per l'accaduto, cosa che mi fece sentire solo più in colpa. Ormai non ero più nell'ottica che lui avesse sbagliato con le sue parole, ma che lo avessi fatto io con quel bacio.

"Io ti perdono, Chase, posso capire che hai sbagliato, che non accada più" mi leccai le labbra, cercando le parole giuste per poterglielo dire. "ma non sono sicura che tu riuscirai a fare la stessa cosa." Lui aggrottò le sopracciglia, non sapendo di cosa stessi parlando. "Fammi prima dire tutto, poi potrai decidere di fare ciò che vuoi. Ieri sera ero totalmente distrutta. Dopo ciò che era successo in mensa, non riuscivo a parlare con Patrick senza sentirmi in colpa e non riuscivo a stare con Agnes, perché sapevo che, per quanto fosse arrabbiata, avremmo finito per litigare. Succede così tra me e lei: accade qualcosa di grave e lei cerca di trovare il motivo, finendo così per discutere con me e dandoci la colpa a vicenda, anche sulla cosa più stupida. Avevo litigato con te e stavo male ed ero arrabbiata anche per questo, così sono andata al ristorante da Adrian." deglutii, consapevole che Chase stesse cominciando a capire. "Lui stava male per la questione della Stella, perché il padre si é approfittato delle sue doti per prendersi i meriti, era arrabbiato ed io sono scoppiata a piangere, perché, in qualche modo, mi sentivo responsabile anche per lui. Ti giuro, non so com'é accaduto, ma ci siamo baciati. Subito dopo essermene resa conto, me ne sono andata, sentendomi ancora di più uno schifo, decidendo di dirtelo e sapendo però che ti avrei fatto del male. Potevo evitarlo, lo so, ma é accaduto e l'unica cosa che posso fare é chiederti scusa"

Chase rimase in silenzio dopo le mie parole. Evitava di guardarmi negli occhi, la sua espressione era impassibile ed io sentivo di nuovo le lacrime arrivare agli angoli dei miei occhi, consapevole che lui mi avrebbe lasciata.

"Di' qualsiasi cosa, ti prego. Urlami contro, ma non stare in silenzio" l'unica cosa che fece, fu portarsi la mano sul viso, come a voler eliminare la stanchezza.

"Jessie mi ha baciato, alla festa a cui sono andato venerdì scorso, ricordi? Era ubriaca, o almeno lo credevo, e mi stava attaccata, io avevo bevuto un po'. Mentre la stavo aiutando, mi ha baciato. È per questo che in questi giorni mi sta più attaccata del solito. Diceva che sto meglio con lei, che ti devo lasciare, che non gliela raccontavi giusta e che secondo lei, hai una relazione segreta con Adrian. Mi ha anche ricattato dicendo che ti sarebbe venuta a dire del bacio, se non ti avessi lasciato"

"MA IO LA FACCIO FUORI A QUELLA STUPIDA"

"Ha ragione? Sulla questione che hai una relazione con Adrian" lo guardai con gli occhi spalancati, non credendo che lo pensasse seriamente.

"Dovrei credere la stessa cosa di te con Jessie, allora. Non ho una cazzo di relazione con Adrian, il bacio é stato solo un caso isolato. Amo te, mi sono sentita fottutamente in colpa stanotte e ti ho detto del mio errore. Tu, invece, non mi hai detto nulla, me lo avresti tenuto segreto. Non é così, Chase?" in quel momento, la paura, l'ansia e il senso di colpa erano stati spazzati via dalla rabbia.

"Hai ragione, non te l'avrei detto, avendo timore della tua reazione"

"Beh, sarei stata calma, al massimo avrei ucciso Jessie, ma con calma" dissi, alzando di poco la voce, perché quella situazione era dannatamente assurda.

"Okay, senti, ho sbagliato, e non ti giudicherò per il tuo bacio con Adrian, perché io stesso ho baciato un'altra. Ho detto quelle parole prima, solo perché ho sempre avuto il presentimento che Adrian provasse qualcosa di più di una semplice amicizia nei tuoi confronti, quindi ho fatto un collegamento stupido. Se tu mi affermi, che non provi niente per lui, io mi fiderò tranquillamente, senza alcun pensiero negativo" sentii il mio cuore battere più velocemente, come se si fosse riempito di speranza, alle parole di Chase, ma mi dovetti dare una calmata perché non volevo che interpretasse male un mio qualsiasi segnale. Amavo Chase, l'avevo sempre voluto come mio ragazzo e non avrei permesso a niente e nessuno di togliermi quel pezzo di felicità.

Feci il giro del bancone e mi avvicinai a lui.

"Non provo nulla per Adrian, solo ammirazione ed amicizia. Amo te, non ti lascerò scappare, dopo averti sognato per tutti questi anni. Dovrai trovare un altro modo per liberarti di me. Io ti perdono, nonostante mi dia fastidio che tu non mi avresti detto la verità e sono seriamente tentata di rigarti la macchina, ma tu passa avanti al mio bacio con Adrian" lui annuì alle mie parole, attirandomi a sé e lasciandomi un bacio sulle labbra, scostandosi di poco.

"Ti amo, Sierra, non vorrei mai liberarmi di te. E ti perdono anch'io" gli lasciai io un bacio sulle labbra, facendolo durare un po' di più.

"Però non mi devi ostacolare nel mio piano omicida contro Jessie. Dio, odio come deve aver gioito come una stupida dopo il vostro bacio" borbottai, ma Chase mi bloccò, cominciando a lasciarmi baci sul collo.

"Mmh, non ci pensiamo. Abbiamo una casa libera, perché non ne approfittiamo?"

Eh cazzo, finalmente si potevano realizzare i miei pensieri per niente casti.

HOLAAAA

Lo so, è passato un mese e mi sono sentita in colpa per questo, ma non ho avuto molto ispirazione e sono stata impegnata. Oggi mi sono messa, abbandonando il mio studio ed ho cercato di scrivere qualcosa di decente.

Forse mi sento così perché non voglio che la storia giunga al termine, ma devo abbandonare anche questi personaggi, prima o poi. Ho anche la testa piena di nuove trame e non so se pubblicarle in seguito o terminare le mie storie e bloccarmi del tutto.

Passando al capitolo, anche Chase ha baciato Jessie e probabilmente lo odierete, ma doveva andare così, Jessie sta solo per questo. Non voglio che la Sierase si lasci, ci starei male io, quindi, se mai dovessi scrivere di una loro possibile rottura, ci starei di merda.

Buon primo maggio a tutti, anche se ormai giunto al termine.

Alla prossima,
Kisses

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