VI
In otto anni di amicizia io e Agnes avevamo litigato moltissime volte, per qualsiasi cosa. Non duravano molto, perché passavamo subito sopra a ciò che accadeva, quasi dimenticandocene. Quando era lei ad avere ragione, io ero costretta quasi a farle da schiava, per mostrarle il mio pentimento nell'esserle andata contro. Quando ero io ad avere ragione, lei si faceva perdonare portandomi le cose che mi piacevano tanto.
Ecco perché, quando aprii l'armadietto, trovai un sacchetto bianco con dentro un cornetto con le gocce di cioccolato sopra. Sorrisi, sapendo che fosse il suo modo per farsi perdonare. Mi guardai intorno per vedere se ci fosse, ma non la trovai. Avevo passato tutto il mio tempo ieri sera, mentre ero a quel ristorante, a pensare a ciò che era successo. La colpa non era di Agnes, era ovvio, lui l'aveva contattata e lei non si sarebbe mai permessa, solo che volevo che me lo dicesse. Tipo quei fastidiosi avvisi che ti compaiono sul computer per ricordarti dell'aggiornamento. Qualcosa come 'ricordati che lui cerca tutte le ragazze alla sua portata. Tu, in confronto, non vali nulla' una cosa così.
Sospirai, decidendo di saltare la prima ora per sedermi fuori e mangiarmi il mio cornetto in pace. Uscii, dirigendomi verso il retro dell'istituto, che si affacciava ad un giardino pieno di erba alta e fiori di campo. Mi sedetti sulla parte del pavimento, estraendo dal sacchetto il mio dolce.
Cominciai a mangiarlo tranquillamente, quando sentii dei passi che mi portarono a voltarmi e vedere chi stesse arrivando. Il ragazzo cuoco si sorprese di trovarmi lì, spalancando leggermente i suoi occhi stanchi per la notte insonne.
"Come mai non sei a lezione?" mi domandò, sedendosi a terra e appoggiando la schiena contro il muro.
"Potrei farti la stessa domanda" dissi con la bocca piena, portandomi una mano a coprirla. Lui scosse la testa, cercando di nascondere un piccolo sorriso che stava per nascere. Ma questo non sorrideva mai? Perché doveva essere sempre così composto?
"Il professore di alimentazione é assente. Allora, risponderai alla mia domanda?"
"Salto la prima ora per mangiare un buonissimo cornetto al cioccolato. Ti basta?"
Passarono attimi di silenzio, in cui io finii di mangiare, sentendomi male solo per questo, perché diamine, volevo un altro cornetto, mentre il ragazzo accanto a me guardava di fronte.
"Stai meglio rispetto a ieri?" mi domandò all'improvviso, facendomi quasi sussultare al suono della sua voce.
"Dopo aver mangiato quella bomba al cioccolato, gentilmente presa da Agnes, sì. Come ho detto, non sono arrabbiata con lei" finii di parlare, accorgendomi poi di una cosa "Ma io non so il tuo nome!"
Mi guardò come se fossi una pazza, così allungai la mia mano sorridendo.
"Piacere, Sierra Marie Harper. Grande mangiatrice e critica numero uno" abbastanza titubante, avvicinò la sua mano alla mia fino a stringerla.
"Adrian Reed, piacere. Cuoco nel ristorante di mio padre e vittima delle tue critiche"
"Ricorda che le mie, sono critiche costruttive" risposi piccata. Vidi l'ombra di un sorriso, che cercò di nascondere con un'alzata di occhi al cielo.
"Certo certo"
"Tanto lo so di esserti simpatica" rise sarcasticamente, facendo finta di asciugarsi le lacrime dagli occhi. "Ehi é vero. So quando sono simpatica ad una persona"
"Non mi sei simpatica. Sei casinista e pazza, l'esatto contrario di ciò che vorrei attorno a me"
"E tu sei incredibilmente noioso. Hai mai pensato di uscire dai tuoi schemi di perfettino?"
"Non sono un perfettino" rispose piccato, mentre io sorrisi sfidandolo.
"Certo certo" sorrise, scuotendo la testa, fino a quando non mi alzai da terra "Adesso vado. Ho bisogno di scoprire la prossima mossa di Agnes per farsi perdonare"
***
Ero in mensa, ad un tavolo libero, a mangiare il mio pezzo di pizza. Con la coda dell'occhio vedevo Chase a qualche tavolo più in là, che scherzava con i suoi amici. Dovevo seriamente lasciarlo perdere ma, diamine, era bellissimo.
Una piccola torta venne posizionata davanti a me e tre persone si sedettero attorno al tavolo.
"Non é il mio compleanno" dissi, finendo il mio pezzo di pizza, guardando i presenti e facendo cadere i miei occhi soprattutto sulla mia amica, che aveva un'espressione dispiaciuta sul volto.
"Ovvio che so che non é il tuo compleanno, solo che volevo farmi perdonare per ciò che é successo ieri. So anche che dovevo dirtelo, ma non ci riuscivo e ti giuro che volevo farlo. Sei mia sorella, é ovvio che ti dico tutto. Perdonami Sierra"
Pensai alle sue parole e guardai attentamente la torta. Il mio sguardo si spostò un attimo su Adrian e Jared, che attendevano una mia risposta.
"È la torta ai tre cioccolati?" Agnes annuì energicamente, facendomi esultare internamente. Finalmente l'avrei rimangiata cazzo.
"Ho provato a farla io. Adrian mi ha dato una mano"
"Una cosa da niente" cercò di minimizzare, ma io alzai gli occhi al cielo, sorridendo.
"Beh grazie" risposi rivolta a lui. Mi girai verso la mia migliore amica che mi osservava in attesa "Sei perdonata, sis" ci abbracciamo euforicamente, mentre Agnes gridava felicemente. Risi per la sua reazione, sussurrando un altro 'grazie' in direzione di Adrian, che fece un piccolo sorriso.
"Ed ora mangiamo, perché cazzo, finalmente la posso mangiare"
HOLAAAA
credo che il capitolo sia leggermente corto rispetto agli altri, ma mi serviva per far riconciliare Sierra ed Agnes e per far sapere alla nostra protagonista disagiata il nome di Adrian. Ora capite perché usava i nomignoli più strani, tipo Gordon Ramsay dei poveri.
Spero che vi stia piacendo questa storia, io sono ancora stupita per la mia puntualità e ringrazio chi commenta, vota e legge questo disagio.
Auguro a tutti una buona estate e a chi deve fare gli esami, di terza media o di Stato, di dare un buon lavoro per mandare a fanculo la scuola.
In questi giorni, finalmente, ho deciso di sistemare "Fun" la mia prima storia, perché l'ho scritta a 14 anni e ci sono errori, ovvio.
Spero che voi vi stiate godendo l'estate perché io rimango a casa ad attendere la fine e le mie lacrime per Pretty Little Liars. Non entrerò sui social fino a quando non avrò visto io stessa la puntata.
Ora mi eclisso, giuro.
Alla prossima,
Kisses
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro