✧4
Yunho
Ero stato il primo a nascere nel mio gruppo, ero il più grande tra tutti loro. Mi ero sempre comportato come un fratello maggiore anche all'età di quattro anni, avevo sempre cercato di difendere gli altri quattro all'asilo dove eravamo stati segnati tutti insieme e la maggior parte delle volte ci ero riuscito.
San era venuto qualche mese dopo di me, quel raggio di sole che tanto amavo e che portava tanta gioia nelle nostre vite. Spesso era stato preso in giro da piccolo per essere troppo magro, veniva chiamato "stecchino" dagli altri bambini e ogni volta dovevo mettermi in mezzo quando qualcuno provava ad alzargli le mani.
Le cose erano cambiate con l'arrivo di Mingi. Una volta che anche lui era entrato all'asilo, nessuno aveva più provato ad alzare una mano su San, forse perchè l'altro sembrava troppo spaventoso o forse era per il suo aspetto. Alto già da piccolo e con i tratti del viso per niente leggeri, sembrava cosí intimidatorio agli occhi degli altri bambini che non c'era stato nemmeno più il bisogno di proteggere l'altro, dal momento che nessuno nemmeno ci provava più a dargli fastidio.
Noi tre eravamo i primogeniti del gruppetto di amiche delle nostre mamme. Ci avevano cresciuti ripetendoci più e più volte come anche loro erano diventate amiche alle elementari e di come fin da allora non si erano mai separate. Avevano vissuto ogni momento brutto, ogni successo, ogni pianto, ogni risata insieme, tutto ciò che avevano fatto era sempre stato strettamente legato a quello che facevano le altre due, cosí da sempre.
Anche dopo essersi sposate non avevano mai perso alcun contatto con le altre e cosí erano praticamente rimaste amiche per la pelle, tanto che erano riuscite ad avere tre figli della stessa età. Era stato quasi un miracolo per loro, e grazie a ciò erano state ancora più legate di prima.
E poi accadde: giusto un mese dopo la mia nascita, mia madre seppe di essere rimasta incinta ancora una volta. Fu strano, poche volte capita che una donna riesca a rimanere incinta dopo cosí poco eppure era successo. Però, riscontrò diverse complicanze durante la gravidanza di mio fratello e, da quel che ci è stato raccontato, capii che Wooyoung era stato a rischio di morte più e più volte mentre era ancora nel grembo di mia madre.
Nacque dopo soltanto sette mesi, piccolo, fragile e quasi sembrava si potesse rompere soltanto alla sua vista. Quando ci venne raccontata questa storia non potei non sentirmi ancora più protettivo nei suoi confronti, cosí mi ero letteralmente trasformato nel classico fratello maggiore che farebbe di tutto per il più piccolo; certo, tutto, tranne prendersi le colpe dei danni che faceva in casa.
Come in ogni famiglia infatti, io ero quello responsabile e lui quello che portava guai. Troppe volte da piccoli io e Mingi ci eravamo dovuti mettere in mezzo a delle risse per colpa sua e ogni volta per gli stessi motivi: Wooyoung credeva di poter fare amicizia con chiunque, credeva che fosse facile riuscirci, ma non capiva proprio che non tutti sono come lui e che alcuni hanno caratteri diversi dal suo.
Nonostante ciò non potevo dire che fosse un cattivo fratello e che non gli volessi bene, anzi, gliene volevo di più di qualsiasi altra cosa.
Ad un anno di distanza anche la mamma di San aveva dato alla luce un figlio, Jongho. Fino ai nostri quattro anni era sempre stato il più piccolo tra di noi, anche se aveva sempre dimostrato di essere alla nostra pari: probabilmente proprio a causa di tutto il tempo che passavamo insieme o alla presenza di un fratello maggiore, era piuttosto maturo per la sua età e quell'anno di differenza non si era mai notato fino a quando eravamo diventati adolescenti e poi adulti.
Noi cinque eravamo un gruppetto che girava sempre insieme, proprio come le nostri madri qualsiasi cosa facevamo si faceva in gruppo e mai nessuno veniva lasciato indietro per nessun motivo al mondo. Ci aiutavamo a vicenda, ci proteggevamo e, cosa più importante, ci divertivamo ogni qualvolta ci ritrovavamo a casa gli uni degli altri, la maggior parte delle volte da me o da Mingi.
E poi, tutto ad un tratto, le cose cambiarono.
Proprio a quest'ultimo arrivò una sorellina quando avevamo io, San e Mingi quattro anni, Wooyoung tre e Jongho due. Nacque a settembre, e tutti noi rimanemmo sconvolti dal fatto che non fosse un maschio come noi. I suoi genitori avevano voluto che fosse una sorpresa e così era stato.
Solo, nessuno si aspettava che quella sorta di "maledizione" che c'era attorno alle nostre mamme si spezzasse facendo arrivare una bambina.
La chiamarono Misun che in coreano significa "bellezza e bontà", azzeccato visto che per sua madre lei era la bambina più bella che avesse mai visto. Noi eravamo piccoli, perciò non posso dire se fosse vero o meno, anche perchè non ne abbiamo visti nemmeno tanti di neonati, in vita nostra.
All'inizio fu strano avere una femmina in casa, ovviamente durante i primi anni di vita nemmeno ci si faceva troppo caso, ma quando le nostre età diventarono più significative il fatto che da piccoli ci facevano il bagnetto nella stessa vasca iniziava ad essere un po' strano.
L'anno in cui compii dieci anni lei ne fece sei, entrò in prima elementare perciò si poteva dire che stessimo tutto il giorno insieme visto che andavamo nella stessa scuola e che poi una volta finite le lezioni tornavamo tutti insieme a casa.
Poi ci fu il periodo delle medie, il momento pre-adolescenziale in cui si scopre il proprio corpo, in cui si hanno le prime cotte. San, Wooyoung e Mingi mi parlavano sempre di alcune ragazze della nostra scuola, Jongho era troppo timido per farlo, ma io d'altro canto nemmeno aprivo molto la bocca sull'argomento. Non perchè anche io fossi timido ma perchè non volevo parlare della ragazza per cui avevo una cotta.
Entrai alle superiori e lí mi fu impossibile non notare gli occhi delle mie compagne di classe sempre addosso, da quel che sapevo io e i miei amici eravamo i migliori partiti del nostro anno e questo ci teneva sempre al centro dell'attenzione, anche se io non ricambiai mai nemmeno uno dei loro sguardi.
Arrivai in quarto liceo, mi mancava solo un anno e sarei uscito da quell'inferno, ma ovviamente le cose cambiarono di nuovo: Misun entrò anche lei alle superiori quell'anno e non potei negare che il mio cuore iniziava a battere sempre un po' di più al suo pensiero.
Con gli anni era diventata sempre più bella e aveva preso diversi tratti di sua madre, al contrario di Mingi che aveva invece il viso del padre. Il viso della sorella era fatto da lineamenti più delicati, il naso che si era appuntito ma più piccolo del fratello e i lunghi capelli marroni le modellavano tutte le sue curve che negli anni avevo iniziato a presentarsi.
Era inutile per me negarlo, ma aveva un fisico per cui avrei sbavato fino alla fine dei miei giorni. Era alta, per la sua età, si poteva dire che raggiungeva in altezza Wooyoung, e per quanto lei odiasse che se ne parlasse, il suo corpo era formoso al punto giusto in ogni modo di vedere. Aveva ripetuto più volte a sua madre di odiare il suo seno prosperoso, e io ogni volta volevo cosí tanto dirle che in realtà era bellissima cosí, ma non avevo mai trovato il coraggio.
In un modo o nell'altro, gli ultimi anni al liceo furono quelli migliori per me. Forse fu proprio la sua presenza, ma potevo giurare che non avevo mai sorriso cosí tanto come in quel periodo della mia vita.
Inevitabilmente nel nostro gruppetto si erano formate delle coppie: Wooyoung stava sempre incollato a San, il quale sembrava l'unico che riusciva a sopportare i suoi comportamenti infantili e appiccicosi; Jongho e Mingi erano diventati come fratelli, ognuno conosceva ogni cosa dell'altro e viceversa, tant'è che spesso si paravamo le spalle l'uno dell'altro senza nemmeno mettersi d'accordo.
Infine io, per la mia gioia, mi ero legato notevolmente a Misun, la quale sembrava esserne felice a riguardo. Diventammo migliori amici, passavo più tempo io con lei che Mingi e in poco tempo capii di provare qualcosa nei suoi confronti. Non seppi mai se quel sentimento fosse ricambiato perchè non feci mai alcun passo avanti nei suoi confronti: non volevo rovinare l'amicizia e sapevo che sarebbe stato scorretto nei confronti dei nostri familiari, soprattutto di Mingi, il quale era sempre stato gelosissimo di sua sorella e che più volte ci aveva detto di non guardarla quando era in costume da bagno.
Però lei era cosí bella, cosí gentile, cosí pura, che non riuscii mai a fare finta di nulla e a far cessare ciò che provavo. Iniziai a stare male per quello, per il fatto che non avrei mai avuto l'opportunità di dirglielo, di baciarla, di chiamarla "la mia ragazza" come tanto volevo, e quando lo capii fu troppo tardi.
Ero fottuto, non avevo via di fuga se non quella di iscrivermi all'addestramento militare prima del tempo. Io e gli altri eravamo da sempre stati d'accordo di andare insieme ma non riuscii a trattenermi, per questo me ne andai senza dire una parola a nessuno, nemmeno a Misun.
Li lasciai tutti a casa, e io arrivai al campo di addestramento, dove non mi fu difficile legare con altre persone. Divenni subito amico di Seonghwa, Hongjoong e Yeosang e la fortuna fu dalla nostra parte quando ci misero dentro la stessa tenda.
Cambiai prospettiva della vita, nonostante non andai mai in guerra vedere dal vivo le tombe e le lapidi dei soldati morti in passato con le foto della loro famiglia al fianco mi fece capire molte cose che prima non ero in grado nemmeno di immaginare.
Cercai di smettere di pensare a Misun e per un breve periodo ci riuscii, fino a quando non fummo avvertiti di aver finito il periodo di addestramento e che avremmo potuto fare ritorno a casa. I miei tre nuovi amici conoscevano la mia situazione, sapevano perchè mi trovavo lí, e proprio per questo decisero di venire a casa con me, dal momento che nessuno di loro in realtà aveva una famiglia e che proprio per quel motivo si erano iscritti.
Cosí, quando fui davanti la porta di casa, deglutii prima di suonare al campanello, con la speranza di non ricadere in quella trappola di sentimenti in cui avevo vissuto per la maggior parte della mia vita.
Un breve flashback per la nostra storia, così si capisce meglio da che situazione si sta partendo
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro