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Misun
Finalmente finii di parlare, mi venne detto di fermarmi e così feci, prendendo un lungo sospiro l'attimo dopo e fissando il pavimento sotto di me con la testa china.
«Possiamo dire che ha finito, no?»domandò un professore guardando gli altri e tutti vidi che annuirono, allora non potei farmi scappare un sorriso: finalmente potevo dire di aver concluso il mio esame di fine anno.
«Un'ultima domanda.»uno dei professori esterni, del qualche non avevo mai visto nè la faccia nè conoscevo il nome, si rivolse a me e sentii il sangue congelarsi nelle mie vene. Solitamente gli insegnanti esterni erano proprio coloro che mettevano in crisi i ragazzi, perciò dire che iniziai a provare un forte dolore alla bocca dello stomaco è un eufemismo.
«Cosa vuoi fare uscita di qui?»mi chiese e io riuscii a rilassarmi leggermente, buttando fuori l'aria che avevo trattenuto fino a quel momento e rilassando le spalle che erano state in tensione per almeno un'ora ormai.
In realtà non sapevo come avrei risposto, non avevo la più pallida idea di quello che volevo fare in futuro: l'unica cosa certa era che l'anno a venire avrei lavorato, mi sarei messa in cerca di un lavoro per guadagnare un po' in modo tale da non pesare totalmente su mia madre per i miei studi. Certo, avrei potuto chiedere i soldi a mio padre, ma sinceramente non volevo più avere nulla a che fare con quell'uomo, anche se si riguardava del mio futuro.
«Credo lavorerò per il prossimo anno per pagarmi gli studi, o almeno metterci anche un po' del mio.»risposi sincera con un sorriso e l'insegnante davanti a me annuì e basta, poi guardò gli altri e semplicemente disse:
«Bene, ho finito, per me può andare.»inutile dire che a quelle parole il mio sorriso si allargò maggiormente e chinai la testa verso tutti i professori davanti a me, ringraziandoli e dirigendomi verso l'uscita della classe.
Appena fui fuori riuscii a vedere tutte le persone a cui volevo bene: mia madre, San, Jongho, Hongjoong, Seonghwa, Yeosang e Wooyoung. C'erano tutti, tranne coloro che amavo di più, mio fratello e il mio ragazzo. Anche se, a dir la verità, non sapevo nemmeno se avessi più il diritto di chiamarlo in quel modo, era ovvio che c'era qualcosa che non andava da qualche settimana a quella parte e sapevo perfettamente che la causa di quel cambiamento fosse l'esser stati scoperti da Mingi. D'altro canto anche con quest'ultimo le cose non andavano bene, anzi, mai eravamo così distanti come adesso, nemmeno quando era venuto a sapere cosa nostro padre mi faceva passare da piccola.
Quando lo aveva scoperto era come se si fosse voluto rinchiudere in sè stesso, si incolpava per non essersene accorto prima e per non essere stato in grado di proteggermi quando ne avevo avuto più bisogno. Gli avevo sempre detto che la colpa non era sua ma le mie parole non facevano alcun effetto e per un periodo non avevamo parlato, proprio come stava succedendo ora.
«È andata!»esclamai non appena fui nel corridoio, dove altri studenti stavano ripassando, e i miei "visitatori" esplosero in delle risate e piccoli urletti prima di venirmi incontro tutti insieme. Non capii di chi fosse il braccio attorno alla mia schiena o il viso nell'incavo del mio collo ma sapevo soltanto che erano tutti felici e fieri di me e ciò mi riempì il cuore di gioia.
«Non ci credo che anche tu hai finito.»mi disse San non appena tutti ebbero sciolto quell'abbraccio, per poi passarmi una mano tra i capelli e scombinarmeli come aveva sempre amato fare fin da quando eravamo piccoli.
«Mi sento così vecchio, sei cresciuta troppo in fretta.»commentò Jongho facendo finta di asciugarsi una lacrima dall'emozione e io gli diedi uno scappellotto sulla spalla per poi ridacchiare.
«Se tu sei quello vecchio noi allora cosa siamo? Decrepiti?»gli disse scherzosamente Wooyoung per poi afferrarlo da collo e unire le sue nocche con la sua nuca, iniziando a strofinare forte e a far uscire dei lamenti dalla bocca del più piccolo. Risi per un po' prima di sentire delle braccia avvolgersi attorno alla mia schiena.
Mi girai e incontrai gli occhi di mia madre, la donna che da sempre ammiravo di più e l'unica che sarebbe stata al mio fianco qualsiasi cosa sarebbe successa.
«Sono fiera di te e di quello che sei diventata.»mi disse a voce bassa, cosicchè rimanesse soltanto tra me e lei, e io sorrisi per poi ricambiare la stretta e lasciarle un bacio sulla guancia prima di mormorare un "grazie" al suo orecchio. Ci separammo e riuscii chiaramente a notare delle lacrime nei suoi occhi ma, ancor prima che potessi dirle qualcosa, sentii una mano sulla spalla e quando mi voltai vidi i miei tre nuovi amici che mi guardavano.
«Volevamo congratularci con te, anche se non ci conosciamo da molto.»mi disse Seonghwa per poi abbracciarmi, stessa cosa fecero il suo ragazzo e Yeosang, per poi sorridermi tutti e tre.
«E, inoltre, siamo venuti qui per darti questa.»aggiunse Hongjoong prendendo qualcosa dalla tasca dei pantaloni e poi passandomela. Mi resi conto che si trattasse di una busta si una lettera in carta, corrucciai le sopracciglia ma l'afferrai comunque, voltandola e leggendo le prime parole scritte.
Da Yunho.
Il mio cuore tremò e sentii il respiro bloccarsi in gola e, prima ancora che potessi aprire bocca per parlare, un'altra voce si sovrappose alla mia.
«Non possiamo dirti nulla, ci ha detto così. Devi prima leggerla.»mi spiegò brevemente Yeosang indicandomela con la testa e io rimasi immobile, poi guardai i visi di tutte le persone che erano lì per me quel giorno e sospirai, facendomi coraggio e aprendo la busta. Ne tirai fuori un foglio e capii subito che si trattasse di una lettera scritta da parte del biondo.
Cara Misun,
se stai leggendo queste parole significa che è arrivato il giorno del tuo ultimo esame. Come è andata? Spero bene, mi piacerebbe tanto essere lì con te mentre mi spieghi tutto quello che ti è stato chiesto e mi parli di tutte le idee che hai avuto per rispondere alle domande dei prof. Fin dal mio esame mi ero promesso che ci sarei stato per i vostri, quelli di tutti voi, visto che io sono il più grande mi è stato facile farlo. Ma ormai credo sia troppo tardi per tornare indietro.
Mi dispiace tanto di non essere al tuo fianco, in questo momento. Invece di essere lì con te sono su un aereo o chissà, sono già arrivato alla mia meta.
Se non lo avessi capito, sono tornato al campo d'addestramento.
Lo so, non ti ho avvertita e nessun'altro lo ha fatto ma avevano i loro motivi: sono stato io stesso a chiedere ad ognuno dei nostri amici e ai nostri genitori di non farti sapere nulla perchè sapevo che altrimenti non ti saresti riuscita a concentrare al meglio suol tuo esame e non potevo permettere un tuo fallimento a causa mia.
Comunque alla fine sono riuscito a prendere la mia dannata decisione e ho scelto di tornare lì, nel posto dove ho affrontato alcune delle difficoltà più grandi davanti a cui io mi sia mai ritrovato di fronte. Sembra una stupidaggine, o un controsenso, ma credo sia la cosa migliore che io abbia mai fatto.
Certo, dopo quella di innamorarmi di te.
So che da come stanno ora le cose può sembrarti strano, puoi pensare che io in realtà ti abbia abbandonata ai tuoi sentimenti proprio ora che eravamo riusciti a stare insieme e ad arrivare ad un comune accordo, ma in realtà non è così.
E probabilmente sembrerà ancora più strano ora che ti racconterò il vero motivo per cui me ne sono andato che penserai "Jeong Yunho, sei un vero coglione", ma voglio che tu mi stia a sentire o, beh...a leggere.
Sono innamorato di te da sempre, dal primo giorno in cui ti ho sentita scalciare nella pancia di tua madre. Sapevo che saresti stata importante e, quando si è scoperto che fossi una ragazza, mi sono sentito strano: non era come avere una sorella minore, come sarebbe dovuto essere, era come se a breve mi sarebbe stata consegnata la cosa più preziosa al mondo, nonostante tu ed io non eravamo legati in alcun modo se non con l'amicizia delle nostre mamme.
Sapevo che c'era qualcosa in te, nel momento stesso in cui hai aperto gli occhi la prima volta l'ho capito: dei tuoi occhi non me ne sarei mai liberato per il resto dei miei giorni.
Sono innamorato di te da più tempo che io voglia ammettere e, quando ho scoperto che anche tu sentivi lo stesso nei miei confronti, ho sentito soltanto paura, tanta paura.
Paura di rovinare tutto, paura di poter sbagliare, paura di poterti perdere per sempre. Ho il terrore di qualsiasi cosa quando sono con te, non ho mai voluto che tu te ne andassi e mai lo vorrò.
Per questo sono dovuto andarmene io.
La paura, il terrore, l'ansia di perderti era troppa, non riuscivo a trattenermi e quando Mingi lo ha scoperto...quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mi ha fatto troppo male, non tanto i suoi pugni e le sue urla contro di me, ma le sue parole nei tuoi confronti. Non potevo permettere che qualcosa del genere ti accadesse soltanto per colpa mia.
Per questo sono dovuto andarmene io.
E poi tutto un insieme, potrei mai essere alla tua altezza? Un ragazzo all'apparenza stupido, senza lavoro e senza nient'altro, con una come te che se poco volessi potresti mettere il mondo ai tuoi piedi? Come avrei fatto a proteggere, poi? Dove sono stato tutte le notti prima di quella fatidica in cui ti ho trovato in bagno con l'uomo che ti ha dato alla luce?
Per questo sono dovuto andarmene io.
Spero che tu un giorno mi possa perdonare. Continuerò ad amarti fino ad allora e per sempre, magari se sarà destino ci rincontreremo, no?
Ma per ora buona fortuna per la tua vita, perchè te lo meriti più di tutti.
Ti amo da impazzire.
Yunho.
La lettera è stata un colpo al cuore scusatemi
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