✧20
Yunho
La mattina dopo mi svegliai a causa della sveglia che avevo impostato la notte prima poco prima di addormentarmi. Fortunatamente il mio cervello era riuscito a collegarsi e avevo messo la sveglia o altrimenti avremmo potuto rischiare di essere svegliati da Mingi o dalla madre di Misun mentre eravamo sdraiati nudi sul suo letto.
Aprii gli occhi e allungai un braccio per spegnere quel suono fastidiosissimo, sovrastando il corpo della ragazza che ora mi stava dando le spalle mentre io l'abbracciavo da dietro. Una volta spento il mio telefono, sospirai e ritornai a stringerla, infilando il viso tra i suoi capelli scuri e godendomi quell'odore fruttato.
Avevo fatto una cazzata, di nuovo, e questa volta non avrei potuto fare di certo finta di niente come avevo fatto l'altra volta. Questo era troppo, avrei dovuto dirle di no fin dal principio, non sarei dovuto salire per quelle maledette scale quando mi aveva chiesto di farlo e ora ne avrei ripagato le conseguenze.
Avrei dovuto dirlo a Mingi. Non potevo nascondere una cosa del genere e ormai non sarei mai stato in grado di dire di no al mio sentimento nei suoi confronti. Eravamo in una situazione troppo grande per noi due che nemmeno avremmo dovuto fare una cosa del genere. Come se non bastasse avevo preso la sua verginità, come avrei potuto guardare in faccia Mingi dopo questo?
Se avessi potuto mi sarei tirato un pugno in faccia in quel momento ma, per quanto mi odiassi e sentissi in colpa non sarei mai riuscito a farlo ora che ero troppo preso dal tenere tra le mie braccia la ragazza di cui ero innamorato.
Ero un controsenso vivente, era vero, mi stavo contraddicendo da solo, ma non riuscivo proprio a toglierle le mani di dosso ora che sapevo che il mio sentimento era più che ricambiato.
Come se non bastasse la mia testa mi disse di avvicinare il viso al suo, le lasciai de piccoli baci sulla guancia e poi sotto all'orecchio, allora lei si mosse e iniziò a stiracchiare le gambe verso il basso e a spingersi all'indietro verso di me, simbolo del fatto che ormai l'avessi svegliata.
«Buongiorno.»le dissi con un tono di voce più basso di quanto mi aspettassi proprio sotto al suo orecchio e lei mugolò in risposta, continuando a stirare i suoi arti e a farli scrocchiare. Mi spostai dalla sua schiena con un ultimo bacio sulla sua mandibola per poi mettermi a sedere sul suo materasso. Si voltò poi verso di me mentre si stropicciava un occhio e io non potei non sorridere alla sua vista senza pensare quanto fosse carina in quel momento.
«Che ore sono?»mi chiese con la voce gracchiante e io nemmeno mi sporsi per prendere il telefono e semplicemente mi passai una mano tra i capelli biondi.
«Le sei passate, fortuna che ho messo la sveglia così faccio in tempo a tornare di sotto.»le spiegai e lei annuì soltanto per poi mettersi anche lei a sedersi portandosi comunque la coperta al petto per coprire le sue nudità. La guardai e notai che aveva la testa bassa mentre con un dito si attorcigliava ossessivamente una ciocca di capelli, facendomi intuite che ci fosse qualcosa che non andava. Probabilmente potevo anche immaginarmi cosa.
«C'è qualcosa che non va?»le chiesi infatti, abbassando di poco gli occhi per cercare di scorgere il suo viso cosa che poi mi fu possibile quando alzò la testa verso di me.
«Cosa sono per te?»mi rispose con una domanda alla mia domanda e dire che fui colto impreparato è un eufemismo. Non mi aspettavo minimamente queste parole e ora non sapevo cosa dire. Cosa avrei dovuto risponderle se io in primis non lo sapevo?
«Misun...»provai a dire ma stavolta lei alzò gli occhi al cielo prima di sbuffare una risata ovviamente ironica che mi fece abbassare lo sguardo sulle coperte.
«No, Yunho, Misun il cazzo. Devo sapere che diavolo sono per te perchè mi sono rotta di questo rincorrerci.»sbottò ancora una volta con un sorriso amaro sul volto che mi fece spezzare il cuore al solo guardarlo. Comunque io non riuscii a rispondere nemmeno questa volta, avendo improvvisamente come il cervello in pappa, come se non riuscissi davvero a pensare a nulla.
In realtà ora che ci pensavo meglio non sapevo più cosa volevo. Per me l'amicizia era sempre stata al primo posto, prima di qualsiasi altra cosa insieme ai miei genitori e a mio fratello. Ora però ripensando alla notte prima e mettendola a paragone con il rapporto che avevo con Mingi non sapevo che fare.
Non potevo più parlare di amicizia riferendomi a quella tra me e Misun, era ovvio che c'era molto di più che l'affetto o la fratellanza che ci avevano accompagnati fin da piccoli. No, ormai c'era un sentimento più forte di quello, ed era innegabile. Ma Mingi? Non potevo tradirlo così, non ne sarei mai stato in grado.
Fino ad ora.
«Sai che c'è? Non mi importa, mi sembra chiaro che non ti cambi la vita sapere cosa sono io per te.»aggiunse quando si rese conto che io ancora non le avessi risposto, alzandosi dal letto e nemmeno degnandosi di coprirsi, lasciando che io la vedessi anche ora sotto la luce dei raggi solari che la rendevano ancora più bella. Si abbassò e aprì un cassetto per afferrare la biancheria intima e solo a quel punto anche io mi alzai per riprendermi la mia da terra.
«Pensavo che le tue parole fossero sincere quel giorno, che davvero mi amassi...»continuò ma io non la lasciai finire perchè le presi il viso e lo avvicinai al mio per poi unire di nuovo le nostre labbra.
Non fu nulla di quello che avevamo fatto fino ad ora. Fu un bacio diverso, non pieno di preoccupazione come il primo e nemmeno fatto di desiderio e foga come quelli della scorsa notte: fu lento, dolce, descritto dai nostri sentimenti mentre ci lasciavamo andare completamente in quell'accarezzarci. Quel bacio fu ancora più intimo del sesso che avevamo avuto quella stessa notte.
Mi staccai da lei e unii le nostre fronti, riprendendo a respirare e accarezzandole le guance, il collo e le spalle, non riuscendo di nuovo a non toccarla ovunque volessi.
«Non riesco a starti lontano.»affermai, ormai sconfitto dal mio sentimento. Sapevo che in ogni caso, se anche io fossi uscito quella mattina e poi l'avessi ignorata, dopo poco saremmo finiti di nuovo nella stessa situazione e con la testa ancora più incasinata di ora. Tanto valeva tentare qualcosa, ormai.
«E io non voglio che tu lo faccia.»mi rispose e io le sorrisi, dandole un piccolo bacio sul naso che la fece ridacchiare cosa che mi scaldò il cuore. Mi allontanai dal suo viso e i nostri occhi si incastrarono: non avrei potuto dire di no ad una vista del genere, ad una Misun appena sveglia e ancora priva di vestiti a causa della notte trascorsa con me che mi sorrideva.
«Non dobbiamo farci scoprire da Mingi.»affermai però sicuro, e lei subito annuì abbassando gli occhi e perdendo, anche se di poco, il sorriso.
«Dobbiamo cercare il modo di dirglielo, ma mon adesso, aspettiamo un po', va bene?»aggiunsi accarezzandole la pelle morbida e liscia della guancia con la nocca dell'indice e soltanto in quel modo riuscì a riprendere il sorriso, prima di mettersi in punta di piedi per darmi un bacio.
«Quindi...sono la tua ragazza segreta, adesso?»mi chiese poi a qualche centimetro dalle mie labbra e io ridacchiai prima di annuire e ricambiare il bacio a stampo che mi aveva dato poco prima.
«Segreta solo a Mingi, tutti gli altri sanno quello che provo per te da un po' ormai.»le risposi grattandomi la nuca e allontanandomi da lei per cercare i miei vestiti sparsi sul pavimento, improvvisamente ricordandomi di Wooyoung che dormiva di sotto.
«Sei serio? Anche Jongho, San e...oddio, anche tuo fratello lo sa?»mi domandò spalancando gli occhi e iniziando a cercare dei vestiti da mettere per stare comoda il resto della giornata, dal momento che non sarebbe andata a scuola quel giorno. Io comunque annuii mentre mi rinfilavo i pantaloni e lei si lasciò andare in un verso straziante.
«Mi chiedo come quella iena sia riuscita a tenere la bocca chiusa per così tanto tempo.»commentò e io non potei fare a meno di ridere, cercando comunque di tenere il tono di voce basso.
«E non sai tutta la storia, lui, San e Jongho avevano scommesso su di noi! Jongho diceva che a me piacevi tu e Wooyoung che a te piacevo io, San invece diceva che entrambi ci piacevamo ma che nessuno dei due faceva il primo passo per Mingi.»le dissi e lei spalancò la bocca rimanendo sorpresa come lo ero rimasto io quando ero venuto a sapere tutto ciò.
«Beh, San ha vinto, allora.»commentò lei e io scrollai le spalle poco prima di infilare la maglia e sentire poi il telefono suonare, segno che mi fosse arrivato un messaggio.
«Wooyoung è sveglio, devo andare.»le dissi rimettendo il telefono in tasca e guardandola, per poi avvicinarmi al suo corpo mentre annuiva.
«Ci vediamo dopo?»mi chiese anche se era ovvio che ci saremmo visti, io non risposi e semplicemente mi abbassai per lasciarle un bacio a fior di labbra prima di uscire dalla stanza e dirigermi verso le scale.
Finalmente ce l'hanno fatta sti due a dichiararsi
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro