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Chapter 9 - What have we become?

Nella foto: Wright Irving

Quel giorno Eliza Westwood aveva anticipato il suo ritorno in Inghilterra per poter festeggiare il compleanno della figlia. La colazione fu più ricca del solito, la donna si era premurata affinché la figlia avesse tutte le sue pietanze preferite, oltre ad un regalo che attendeva da parecchio tempo

- Perché non lo apri? - Eliza aveva passato il pacco alla figlia che adesso osservava la confezione con attenzione

Kat non se lo fece ripetere due volte, scartò subito il pacco rivelando un libro, in realtà quello non era un semplice libro, si trattava del quarto volume della saga scritta da sua madre: The Heir. Rimase a bocca aperta, la copertina era fantastica, l'impaginatura perfetta, fissò sua madre

- Mamma ... l'hai finito! E' incredibile, tutto quel riservo! Non pensavo che fossi già sul punto di pubblicarlo. Quindi lo hai dato alle stampe? Perché non ho ancora letto niente?-

Eliza rise - Non proprio, questa è una delle tre copie in circolazione al momento, verrà stampato soltanto la settimana prossima, quindi ti chiedo di non portarlo a scuola per adesso, né di mostrarlo sui social ... è solo per te, voglio che tu sia la prima a leggerlo e a darmi il tuo parere -

Kat era felicissima, tanto che per un attimo dimenticò tutti i suoi problemi mentre sfogliava le pagine profumate di stampa del libro. Sapeva quanto sua madre avesse messo tutta se stessa in quella opera, i suoi viaggi in Scozia dove la storia era ambientata, la nottate trascorse a documentarsi su luoghi, tradizioni antiche, costumi ... la fantasia di sua madre era sconfinata ed il successo che aveva ottenuto lo meritava per intero. The Heir aveva appassionato milioni di lettori, il romanzo era ambientato nel Medioevo scozzese ed era stato arricchito con elementi fantastici, i personaggi nati dalla penna di Eliza erano così vividi ed interessanti che la critica aveva apprezzato immediatamente la sua saga.

- Sono sicura che piacerà a tutti ... sarà un successone come gli altri. Quand'è che ti deciderai a farne un film? -

- Vedremo, tesoro, vedremo ... non è così semplice come sembra. Piuttosto cosa farai stasera? E' il tuo compleanno ma non sono sicura che tutto vada bene, non ti ho mai vista così poco eccitata ... sembri pensierosa - Eliza aveva osservato con attenzione la figlia prima di poggiarle una carezza sulla pelle morbida e fresca del volto, Kat aveva abbozzato un sorriso

- Va tutto bene, sto lasciando che siano i ragazzi ad organizzare ... faccio finta di non saperlo, ma è chiaro che Wright si sta occupando di tutto. Mi sto soltanto rilassando un po', mamma. Non devi preoccuparti -

E quell'idea la faceva impazzire, sapere che il proprio fidanzato si stava prodigando tanto per farle vivere una serata speciale quando lei aveva soltanto cercato di distruggere ogni cosa la avviliva terribilmente. Non si sentiva degna di lui, né di tutte le sue attenzioni ... sperò soltanto che quello stato di animo sarebbe passato una volta trovatasi alla festa.

Wright aveva scelto la spa del Bulgari perché era pienamente consapevole della bellezza di quella sala enorme, addobbata con migliaia di piccole e sfavillanti candele che rendevano le acque delle due piscine iridescenti, facendo splendere le figure dei ragazzi che ballavano al ritmo di musica. Incontrò lo sguardo di Kat che gli sorrise, la baciò, sentendosi finalmente fiero di quello che aveva fatto, la sua ragazza era felice, Kat adorava le sorprese dopotutto. Lasciò che raggiungesse Yoru in piscina con un piccolo tuffo aggraziato, tutti sembravano divertirsi, l'atmosfera era perfetta.

- E' tutto come doveva andare, grazie per l'aiuto Shane - disse Wright accostandosi al cugino accanto al bar della piscina

- Dovere - commentò quello con un tono vuoto prima di tirare su con la cannuccia ciò che rimaneva del suo Mojito - presumo che la vostra serata non finisca qui -

Wright rise appena, imbarazzato - Indovinato, Kat non lo sa ancora, ma ho prenotato al Castello ... finalmente ci andremo davvero. Dio solo sa se questa non è la serata perfetta! -

L'altro rise, i suoi occhi erano puntati sulla mora che sguazzava in piscina con un fare apparentemente allegro, ma c'era qualcosa nel fondo dei suoi occhi che non poteva ingannare lui. L'aveva baciato, era stata lei a farlo, aveva sentito il suo desiderio accendersi, poi era tutto finito ... come se quel fuoco fosse stato domato, acqua gelida su quella brace ardente, adesso Kat lo evitava con tutta la sua determinazione.

- Scommetto che l'idea di Wright ti sia piaciuta, la piscina è il tuo habitat naturale, era l'unico modo che aveva per costringerti a venire e a sopportare le mie amiche - aveva detto Kat, adesso stesa accanto all'amica, sul bordo dell'enorme vasca idromassaggio della spa

Yoru aveva bevuto un po' del suo drink e aveva sorriso - Le chiami amiche? A me sembrano più delle copie più stupide di te stessa -

Kat l'aveva trovata divertente, quello doveva essere il primo sorriso sincero della serata, il resto era soltanto finzione fin troppo credibile per suonare sbagliata. Le sue amiche si stavano divertendo da matte, perfino Tamara era riuscita a riappacificarsi con il suo ragazzo, una copia meno bella e di successo di Wright Irwin.

- Smettila di crogiolarti nella tristezza, Kat. E' il tuo compleanno e a te piacciono le feste, perché non vai a ballare? Non devi mica farmi da babysitter soltanto perché sono un'asociale senza possibilità di salvezza -

- Kill Bill ha ragione, perché non vieni fuori da lì e mi segui? - le due ragazze si voltarono automaticamente verso Shane che le sovrastava dall'alto del suo metro e novanta. Indossava un costume nero e grigio, ma il suo punto forte erano decisamente i pettorali perfettamente scolpiti e le spalle dritte e muscolose. Aveva i capelli bagnati tirati all'indietro, il suo viso era bello e arrogante, in quel momento sembrava perfino più pericoloso del solito.

- Lasciala in pace, Shane. - sospirò Yoru, stufa della situazione.

- Da quando in qua sei la sua guardia del corpo? Voglio soltanto darle il mio regalo di compleanno - disse quello con un fare innocente che non gli si addiceva affatto, Kat scosse la testa, non voleva che Wright notasse la tensione che c'era tra loro tre, non poteva permetterselo, così uscì in fretta dalla piscina e dopo aver lanciato uno sguardo sommario alla sala seguì il ragazzo.

- Dove stiamo andando? Non ho tempo per i tuoi giochi, Shane ... devo tornare di là, se non te ne sei accorto è la festa del mio compleanno questa - disse la ragazza, stanca

- Me ne sono accorto e si da il caso che sia stato io ad aiutare Wright ad organizzarla - disse quello con una punta acida nella voce - ho lasciato il tuo regalo di sopra -

- Bagnerò tutto ... - si lamentò la ragazza.

- Non importa, ripuliranno. -

Kat lo seguì nonostante fosse titubante, si sentiva in imbarazzo, le sembrava che quel costume non la coprisse abbastanza, perché le cose si erano evolute in quel modo? Lei e Shane avevano trascorso interi pomeriggi estivi nella piscina della nonna Kate, giocando con Yoru e Wright, mangiando gelati ed inseguendosi per i campi sterminati da golf dove i grandi giocavano le loro partite e allo stesso tempo sbrigavano gli affari. Adesso tutto ciò a cui la ragazza riusciva a pensare era quel dannato bacio, il suo cuore mancò ancora una volta un battito, la moquette morbida le provocava una sensazione piacevole alla pianta dei piedi mentre seguiva Shane lungo la suite. I suoi occhi si concentrarono sulle spalle larghe e muscolose del ragazzo, la vita stretta, il sedere sodo fasciato dal costume attillato, Kat stava sudando freddo ed il suo cuore palpitava nel petto. Si costrinse a distogliere lo sguardo, aveva caldo, doveva assolutamente pensare ad altro, tornare ad essere quella che era sempre stata

- Hai portato con te Jessica? - Parlò per disperazione, quel silenzio la stava opprimendo, i suoi occhi erano puntati sul grosso terrario del serpente a cui Shane era tanto affezionato.

- Già, ho deciso di stabilirmi qui in via definitiva -

- Tua madre non ne sarà felice ... -

Shane rise appena - Mia madre non è mai felice. -

Kat non conosceva abbastanza Gemma Vassieur per poter concordare con il figlio, né in quel momento le importava più di tanto comprendere il carattere di quella donna, cominciava a sentirsi sempre meno sicura di quello che stava facendo, era ad un passo dal protestare e tornare alla festa quando Shane iniziò a trafficare con la cassaforte a muro dell'hotel.

- Che fai? -

- Prendo il tuo regalo. -

Kat si portò una mano alle labbra - Shane ... hai organizzato questa festa, non dovevi regalarmi niente -

Quello la fissò, accigliato - A te piacciono i regali, perché vuoi privartene? Siamo davvero a questi livelli?-

Kat non aveva idea a che livello fossero, sapeva soltanto che la loro amicizia era stata messa in discussione dopo il bacio di quella sera, non voleva stargli vicino, non era giusto nei confronti di nessuno, alla fine il ragazzo si avvicinò a lei, trasportando delicatamente la confezione regalo di quello che doveva essere un gioiello.

- Shane ... - era pesante tra le mani della ragazza, non prometteva niente di buono, sapeva che Gould non badava mai a spese, ma quella volta quel regalo comportava alcune implicazioni. Kat lo scartò, spinta dalla curiosità di sapere cosa fosse, bastò leggere Simon Borge per farle scuotere la testa, retrocedette appena, fu proprio quando stava per restituirlo che Shane aprì la confezione al suo posto, mostrando un collier che subito sembrò illuminare la semioscurità della stanza di mille sfavillii colorati. Era bellissimo, irto di diamanti di dimensioni varie tutti con la tonalità del blu, era la collana più bella che Kat avesse mai visto.

- E' un pezzo unico, non ce ne sono di eguali al mondo. L'ho fatto creare appositamente per te - Shane parlava con voce bassa e carezzevole, i suoi occhi erano fissi sul viso scosso della ragazza, poi provò a scostarle piano i capelli bagnati dalle spalle e quel semplice tocco bastò per allarmare ulteriormente la ragazza.

- Shane ... non dovevi, tutto questo ... - non riusciva a trovare le parole, né a guardarlo mentre cercava di pronunciare un discorso sensato, scostandosi un altro po' da lui - ti sono riconoscente per non aver detto nulla a Wright, lo sono davvero, ma questo regalo ... non posso accettarlo. -

- Perché no? - Shane era genuinamente confuso, si sarebbe aspettato tutto ma non quello

- E' troppo ... non si regala un collier di non riesco neanche ad immaginare quante mila sterline ad un'amica ... - la voce della ragazza tremò, così come le sue mani che chiusero quella confezione - adesso devo tornare alla festa ... -

Kat retrocedette velocemente verso il corridoio, per un attimo sperò che il ragazzo non l'avrebbe seguita, ma la sagoma di Shane si stagliò sul pavimento dietro le sue spalle, si fermò automaticamente mentre il ragazzo poggiava le sue mani sulle braccia di Kat e la costringeva a fronteggiarlo

- Di cos'hai paura? - Shane la fissava dritta negli occhi, uno sguardo a cui lei non poteva sottrarsi adesso, sentire quella vicinanza le provocò un brivido alla schiena, come se si fosse trovata in presenza di un leone feroce, le mani del ragazzo scendevano piano lungo le sue braccia, quella carezza era così lieve ed attenta che Kat avrebbe anche potuto non sentirla se la sua pelle non fosse stata così sensibile a quel tocco.

- E' stato un errore, Shane ... lo sai anche tu. - disse tremante, fuggendo da quello sguardo cupo e denso.

- Se temi che lui possa scoprire qualcosa non devi, non saprà niente di tutto quello che faremo ... ti do la mia parola - la sua voce era bassa e carezzevole, un brivido leggero sulla sua pelle ancora umida.

Kat era sconcertata - Non succederà mai più niente tra noi due, Shane! Non so che diavolo ti sei messo in mente ma devi smetterla subito, è stato un dannato errore! Io amo Wright, vuoi capirlo? -

Il ragazzo rimase di sasso per un breve istante,poi iniziò a ridere di gusto, quelle parole lo colpirono di striscio, niente poteva scalfire la corazza di un Gould

- Smettila di ridere! Devi prendermi sul serio quando ti dico che non succederà mai più nulla tra di noi! -

- Non esserne così sicura, Westwood. Ti sei già abbassata ai miei livelli, ti assicuro che ci tornerai. - Shane parlò con un tono affilato e fermo, perfino i suoi occhi avevano perso quell'accenno di dolcezza che le avevano mostrato poco prima. Adesso aveva davanti un vero e proprio predatore.

Kat si ritrasse da quelle mani che continuavano ad accarezzarla, spingendo via Shane e dandogli finalmente le spalle per potere fuggire da quella situazione, voltò l'angolo di fretta, per poco non andò a sbattere contro una figura in avvicinamento. Il suo respiro si mozzò nell'incontrare lo sguardo gelido di Gemma Vaussier, la donna stirò appena le labbra in un sorriso tutt'altro che accomodante.

- S-signora Vaussier - salutò la ragazza con voce tremante prima di continuare la sua corsa verso il piano inferiore.

Shane era rimasto lì, il collier tra le mani e le occhiate di sua madre che gli perforavano la schiena

- Adesso ti diletti anche ad origliare dietro l'angolo? -

- Almeno quanto tu sembri divertirti nel dare il tormento a quella ragazzina - Gemma aveva riso, una risata fredda molto simile a quella del figlio - In realtà sono passata a portarti questi - poi alzò il braccio mostrando alcuni vestiti sartoriali per il figlio.

- Bene, potevi anche lasciarli ai miei uomini di sotto -

- E invece sono salita a controllare. Beh, mi spieghi a che gioco stai giocando? - chiese la donna incontrando lo sguardo infiammato del figlio.

- Un gioco che non prevede l'inserimento di streghe cattive, quindi appoggia gli abiti dove ti pare e prendi il volo - commentò lui incamminandosi verso l'interno della suite

- Lo farò, ma lascia che spenda due parole per la causa prima. Capisco che tu voglia divertirti, sei incredibilmente bello e giovane, con un conto in banca sterminato e molte voglie da soddisfare. Capisco quanto la ragazza di tuo cugino possa sembrarti allettante, come un frutto proibito da cogliere, bene ... ti consiglio di farlo in fretta se devi, che sia veloce ed indolore per Wright. -

- Una conquista degna di questo nome non è mai veloce ed indolore, Gemma. Proprio tu dovresti saperlo - commentò il figlio

- La Westwood è come tutte le altre, una volta che te la sarai portato a letto perderai interesse in lei e questo lo sai anche tu, cerca solo di evitare che Wright ne resti coinvolto. -

- Non succederà. E questi sono i consigli meno materni che abbia mai sentito in vita mia - Shane rise divertito - grazie per la chiacchierata, Gemma. La prossima volta che vorrò conferire con Satana in persona ti chiamerò io. -

La donna scosse il capo, i lunghi capelli biondi e brillanti si mossero appena - Stammi bene, Shane. Ricorda l'appuntamento di lunedì. -

- Sì, sì ... non mancherò - disse il ragazzo più a sé stesso che a qualcuno in particolare, teneva ancora quel dannato collier tra le mani, lo guardò, improvvisamente disgustato, non aveva più alcun valore per lui. Si diresse al caminetto elettrico nel lussuoso salotto accanto alla sua camera da letto, lo accese e subito, con un gesto veloce, gettò il gioiello tra le fiamme crescenti che lo lambirono.

Shane rimase a fissare le fiamme come affascinato, avrebbe dovuto pensare ad un piano alternativo per entrare nelle grazie della sua ormai ex amica.

Kat stava cercando di mostrarsi interessata ai discorsi delle sue amiche, Wright le stava accanto, massaggiandole le spalle e baciandola di tanto in tanto, ma lei era come immobilizzata. I suoi occhi scorrevano lungo la sala nel timore di incontrare quelli di Shane che sembrava scomparso dopo il loro incontro al piano di sopra. Kat era in ansia, si chiese da quanto tempo Gemma fosse lì e quanto di quella conversazione avesse sentito ... Gemma era la zia materna di Wright e Kat non sapeva più come comportarsi a quel punto. Avrebbe voluto correre via e rifugiarsi nella sicurezza della sua stanza, ma non poteva, quella era la sua dannata festa e lei avrebbe dovuto brillare e ridere.

- Dov'è finito Shane? Stiamo per tagliare la torta ... - commentò Wright, lievemente confuso - vado a cercarlo ... -

- N-no, lascia perdere. Ha bevuto troppo, forse è anche fatto, lo hanno detto alcuni suoi amici, è meglio lasciarlo riposare - mentì frettolosamente Kat, non voleva vederlo, il suo stato di ansia sarebbe cresciuto a dismisura.

La ragazza aveva sorriso e posato per numerose foto prima di tagliare la bellissima torta a più piani che le era stata regalata da Yoru, avrebbe voluto mostrarsi più grata per tutto quello che i suoi amici avevano fatto per lei, ma non ci riusciva. Yoru lo aveva capito, cercò di infonderle sicurezza sorridendole oltre la folla di gente che si era accalcata intorno a lei per vedere i regali ricevuti.

Kat era stanca, ma la festa era nel pieno, la gente ballava e beveva, tutti sembravano divertirsi mentre la musica cresceva di intensità, avrebbe voluto andare via, sapeva che a quel punto nessuno si sarebbe resa conto della sua scomparsa. Fu lo stesso pensiero che ebbe Wright, si avvicinò alla sua ragazza sorridente, prendendole la mano tra le sue

- Andiamo via? -

Kat si sentì sollevata - Mi porti a casa? Posso andare, vero? Insomma, sono tutti così ubriachi .... non noteranno se la festeggiata se la svigna -

- In realtà ho altro in mente - disse quello con un tono basso e seducente - le sorprese non sono finite, Kat ... voglio portarti in un posto speciale stasera. -

Il castello. Kat smise di respirare, gli occhi grandi e scuri di Wright erano così pieni di aspettative e desiderio da farle mozzare il fiato, mentre i sensi di colpa per tutto quello che era successo si riversavano su di lei in una pioggia gelida. Non poteva passarla liscia, Wright non lo meritava e lei voleva soltanto andare a casa, senza che se ne fosse resa conto Kat stava piangendo

- Ehi, tesoro ... cos'ho detto di male? Perché stai piangendo? - Wright era sbigottito, la reazione della sua ragazza lo aveva stupito

- Ho fatto un casino - ammise quella, coprendosi il volto con le mani, le mani di Wright la stavano guidando verso l'esterno dell'Hotel adesso

- Kat? Non farmi preoccupare ... vuoi dirmi cosa ti prende? Parlami, ti prego -

La ragazza non riusciva a guardarlo negli occhi, abbassò il capo, scivolando sul marciapiede con la testa sulle ginocchia

- Kat? -

Era vile ed egoista, ma non poteva non pagare ... non poteva continuare in quel modo

- Ho baciato un altro ragazzo. -

Non vide il volto di Wright perdere colore, né le sue palpebre sbattere per qualche attimo, come se tutto quello non avesse senso per le sue orecchie. Kat aveva nascosto la testa e chiuso gli occhi

- C-che cosa? -

Kat aveva scosso il capo - I-io ... m-mi dispiace ... -

- Perché lo hai fatto? Quando? - Wright era sconvolto, continuava ad osservare la figura tremante della sua ragazza, di rimando lei rimase accucciata su sé stessa, incapace di tirar fuori la testa dalle braccia che la nascondevano.

- K-kat ... come hai potuto ... g-guardami ... -

- I-io, non lo so, ti prego ... lasciami in pace - i singhiozzi le scossero il petto, la musica crebbe di intensità mentre sentiva Wright inveire furiosamente contro di lei. Ma non riemerse da lì, non vide neanche il suo ragazzo camminare svelto verso la sua auto, ma poté sentirlo.

Quando Yoru si guardò intorno e non trovò nessuno dei suoi amici nei paraggi rimase perplessa, cominciò a cercare fra la folla di ragazzi ubriachi ma non sembrava esserci traccia di loro. Per un attimo si chiese se non si trattasse dell'altra sorpresa che aveva in serbo Wright, lui era stato vago a proposito. Prese il cellulare e compose il numero di Kat, il telefono prese a squillare ma dopo un po' scattò la segreteria, la bionda trovò questo molto strano, la sua amica non sarebbe mai andata via senza dirle nulla. Così chiamò il secondo nome che le venne in mente, per qualche ragione temeva che Shane potesse avere a che fare con quell'improvvisa sparizione generale. Al telefono rispose una voce femminile piuttosto alticcia.

- Il signor Gould è occupato al momento – rise la ragazza, mentre altri rumori di sottofondo facevano intendere che non fosse la sola.

- Passami Shane immediatamente – la voce di Yoru fu così tagliente e glaciale che la ragazza rimase basita e fece ciò che l'altra le aveva chiesto.

- Mia cara, se le spaventi lascerai il mio letto vuoto stanotte – rise quello.

- Il tuo letto sarà anche pieno Shane, ma di certo la tua testa è vuota e non solo quella ho idea ... che fine ha fatto Kat? –

- Spiacente, non ne ho idea ... magari sarà già in compagnia del suo principe azzuro in quel bel castello... - rise amaramente – lasciami ai miei affari, se proprio ti senti sola puoi unirti anche tu oppure trovarti una compagnia tutta tua –

La bionda chiuse la chiamata senza attendere oltre, come sempre parlare con Shane era perfettamente inutile, non le restava che comporre il numero di Wright ma anche questa volta non ottenne risposta. Per un attimo si convinse che Shane avesse ragione, che i due si erano diretti al castello e adesso stavano passando la notte insieme, eppure sentì una strana fitta allo stomaco. Era come se il mondo suggerisse una cosa eppure lei non potesse crederci, così non si diede per vinta e cominciò a cercare l'amica per tutto il Bulgari. Alla fine si diresse fuori e fu proprio lì che la trovò, era seduta per terra, con il viso fra le gambe e le braccia a coprirle il capo, tratteneva maldestramente dei singhiozzi.

- Kat ... - fu un sussurrò quello emesso da Yoru ma bastò per far voltare l'amica che rivelò il viso rigato di lacrime.

La bionda sapeva perfettamente cos'era successo, dopotutto quasi se lo aspettava, nessuno mantiene i segreti per sempre, prima o poi vengono a galla ed era a questo che bisognava prepararsi. Yoru si sedette per terra proprio accanto alla mora che non riuscì a dire nulla, lasciò che le poggiasse la testa sulla spalla e rimasero così.

La bionda non fece caso al tempo che passava, attese in silenzio che l'amica si sentisse in grado di rimettersi in piedi e quando ci riuscì salirono nella sua limosine, l'autista lanciò un occhiata impensierito.

- Signorina Westwood, tutto bene? –

- Va tutto bene – rispose Yoru – per favore le chiedo di portarci a casa mia e di comunicare ai signori Westwood che Kat dormirà da me stasera ... -

L'uomo non fece altre domande e la bionda tornò con lo sguardo su Kat che non aveva ancora detto una parola, fissava un punto lontano davanti ai suoi occhi, il suo viso era una maschera di trucco sbiadito e dolore.

Quando entrarono nella casa dei Kwonles stavano già tutti dormendo, le due ragazze si infilarono nella camera e Kat cadde sul letto della bionda pesantemente, come un cadavere.

- Puoi anche aprire bocca adesso – disse quella osservando la scena con le braccia incrociate.

- E' come se la mia vita fosse un incubo - sibilò appena la ragazza, non riusciva ancora a guardare in faccia l'amica – guardami? Mi sento un fallimento, mio Dio Wright mi odia ... sono una donna pessima ... mi sono sempre atteggiata a grande signore, mentre adesso... oddio mi reputerà la peggiore delle sgualdrine -

- Kat ... -

- E' così! Ho rovinato tutto! -

- Lui sa di Shane? – chiese ancora Yoru, nel frattempo stava già valutando come uscire da quella situazione.

- No, Dio no! Non gliel'ho detto, non ne ho avuto il coraggio – la mora portò una mano alla bocca, sembrava sul punto di vomitare – che cosa ho fatto ... chi sono diventata? -

Fu allora che Yoru si sedette accanto a lei – Sei sempre la stessa ragazza rispettabile che conosco Kat e sai perché? Perché lo hai ammesso, hai fermato Wright prima che facesse qualcosa che tu sapevi che non era giusto, la vita facile è quella che scelgono tutti, quella che persino io ti ho consigliato per evitare che tu soffrissi ma tu hai pensato a lui e non hai sopportato la menzogna ... questo fa di te una donna onesta e meritevole - le mani lunghe e sottili di Yoru spostarono una ciocca di capelli castani dell'amica – tutti commettono degli errori –

Finalmente Kat accennò ad un sorriso se pur con gli occhi lucidi per le lacrime – sai sempre come infondermi del coraggio ... di cosa mi stupisco? Sei il mio cuor di leone dopotutto –

Kat abbracciò Yoru stretta, sapeva che la bionda non amava certe esternazioni ma sapeva anche che se lei ne avesse avuto bisogno l'altra non si sarebbe sottratta e fu proprio così. Yoru si lasciò stringere e riportò alla mente quando per la prima volta Kat l' aveva chiamata in quel modo, cuor di leone. Era successo quando erano piccole, non erano ancora amiche, si frequentavano da poco e per qualche strana ragione Kat non sembrava intimidita o scocciata dalla presenza di Yoru, come accadeva agli altri compagni di scuola. La bionda aveva sempre visto Kat come una di quelle principesse uscite dalle favole, quasi irreale e non capiva cosa volesse una persona così da una bambina strana e asociale come lei.

- E' solo che tu mi dai coraggio – rispose spontaneamente la piccola Kat quando Yoru glielo chiese la prima volta – se non sono sicura guardo la tua faccia così seria e determinata e mi passa la paura, sei il mio cuor di leone –

Quando Yoru tornò con la mente alla realtà sussurrò quelle parole con determinazione all'orecchio di Kat – tu sei una principessa Kat ed io il tuo cuor di leone, possiamo riprenderci tutto quello che ti sembra di aver perso, perché è ancora qui ... è ancora tuo –

Alla fine le due ragazze dormirono insieme e Yoru sperò che la sua vicinanza bastasse per dare coraggio a Kat, quando la mattina successiva si svegliò riusciva ancora a vedere della tristezza sul suo volto, anche se adesso sembrava avere acquistato un colorito meno cereo.

- Allora come intendi procedere? – chiese la bionda alzandosi a sedere sul letto.

- Non lo so, continuo a farmi schifo da sola – mormorò Kat ancora sdraiata e con lo sguardo rivolto al soffitto – non ho fatto il nome di Shane ma resta il fatto che l'ho tradito con lui, con suo cugino! Dannazione, povero Wright ... -

- Shane lo sa? Che hai detto la verità? –

- Non lo so, non credo ... Wright è andato via subito dopo –

- Beh, sfrutta questo vantaggio – osservò Yoru – sono certa che appena lo scoprirà comincerà a fare il diavolo a quattro per complicare tutto. Cerca di parlargli, chiamalo, fatti vedere distrutta e vedrai che le cose si sistemeranno ... Wright è buono ... -

- Pensi che Shane potrebbe dirgli qualcosa? – Kat era ancora turbata – sono stata chiara con lui, perfino ieri sera, non ho neanche accettato il suo regalo ... voglio che lui capisca che non ci può essere nulla fra noi, perché non è quello che voglio io. –

- Quello che vuoi tu per Shane Gould è irrilevante ... è stato cresciuto per pensare solo a stesso e quello che desidera, userà ogni mezzo Kat, devi mettertelo in testa questo – sentenziò la bionda – smettila di considerare Shane come tuo amico, non lo è più ... adesso sei una sua possibile preda ... -

Kat deglutì preoccupata –I-io ... starò attenta, te lo prometto –

- Chiamare Wright ed evitare Shane sono le uniche cose che puoi fare adesso ... - le ribadì Yoru nella speranza che quel concetto fosse ben chiaro nella mente dell'amica.

Anche se aveva pronunciato così semplicemente quelle parole sapeva che metterle in pratica per Kat non sarebbe stato affatto semplice, la vita della sua migliore amica si era appena complicata esponenzialmente e lei ancora non se n'era resa conto, sarebbe toccato a Yoru farle da scudo.

Wright Irwing era un ragazzo per bene, molto dei suoi coetanei erano superficiali e dediti solo al piacere, perdevano tempo e sprecavano opportunità sapendo che tanto la loro vita gliene avrebbe concesse infinite, lui no. Lui sapeva riconoscere le cose importanti ed aveva una classifica ben precisa delle sue priorità, fra i punti più alti c'era proprio Kat. Lui la amava profondamente e per quanto questo potesse essere strano per un ragazzo tanto giovane, Wright lo pensava davvero, avrebbe fatto tutto per lei ed era per questo che adesso si sentiva così annientato. Dopo quella tremenda rivelazione era tornato dritto a casa, si sentiva stordito e nauseato come non gli era mai successo prima in vita sua. La testa gli girava ed aveva un gusto amaro in bocca, si era sdraiato sul letto e li era rimasto per tutta la notte senza riuscire a chiudere occhio. Si chiedeva come fosse potuto succedere, perché Kat avesse fatto una cosa del genere, al solo pensiero il suo mal di testa aumentava, chi poteva essere stato? Chi era quella persona che aveva osato toccarla? Tutti sapevano che loro stavano insieme, chiunque fosse stato lo aveva fatto consapevole che lei fosse impegnata.

Ad un tratto sentì il cellulare squillò, spostò lo sguardo verso il display e vide il numero ed il viso dolce di Kat spuntare sullo schermo, lo stava chiamando. Alla sua vista Wright sentì un nodo allo stomaco e quella confessione cominciò a vorticargli in testa: "Ho baciato un altro ragazzo". Era stata lei a farlo per prima?Oppure era stato lui a prendere l'iniziativa? Quella che a Wright era mancata per anni, cominciò a credere che forse lui stesso avesse la colpa, che fosse stato troppo ingenuo, che non avesse portato la sua relazione ad un livello diverso.

Pensava Wright ed i pensieri gli attanagliavano la mente ed il cuore fino a soffocarlo, lui era un bravo ragazzo, rispettabile e pieno di altruismo, sempre pronto a perdonare. Ma per quanto si sforzasse, per quanto tentasse di giustificare Kat non ci riuscì, quella ferita bruciava incessantemente e lui non potè allungare la mano verso quel telefono. Lasciò che squillasse, ancora e ancora, lasciò la sua amata nel limbo dell'insicurezza e della preoccupazione, lo stesso in cui anche lui si trovava.


ANGOLO AUTRICI: Che compleanno movimentato! Di certo nessuno potrà mai dire che è stato noioso xD anche se probabilmente le nostre protagoniste lo avrebbero preferito! Wright VS Shane ... che ne pensate? La situazione si complica a dismisura giorno dopo giorno, perfino per la povera Kat!
Speriamo che anche i prossimi capitoli vi piacciano!
Grazie di tutto e alla prossima!


- BLACKSTEEL -

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