Chapter 6 - Into the Lion's Den
Nella foto: Kathleen Westwood
Faceva caldo, terribilmente caldo, Kat sospirò appena, provò ad aprire gli occhi ed un dolore lancinante alle tempie la colpì in quel preciso momento, facendola pentire di averci provato. C'era qualcosa che non andava nelle luci di quella stanza, i raggi del sole filtravano dalla parte sbagliata ... Kat ci mise qualche secondo per capire che effettivamente quella non era la sua camera da letto. Nella confusione allungò un braccio sotto le lenzuola di seta per toccare improvvisamente un lembo di pelle calda e tonica che non apparteneva a lei. Fu quello il momento in cui scattò a sedere sul letto, la stanza vorticò per un attimo davati ai suoi occhi, poi si voltò verso la sua sinistra e per poco non si mise a gridare. Shane dormiva beatamente accanto a lei, era a petto nudo, infilato sotto le coperte forse a poco meno di mezzo metro da dove era stata distesa anche lei. Kat si portò una mano sul petto mentre cercava di trovare un senso a tutto quello.
- Mio Dio! Mio Dio!! C-che cosa è successo? Che cosa mi hai fatto?- l'urlo della ragazza squarciò il silenzio mattutino, furono i suoi movimenti sgraziati a far riscuotere Shane.
La sua prontezza di riflessi lo salvò dallo schiaffo di Kat diretto contro di lui.
- Che cosa ci faccio qui? - Kat era nel panico, il dolore lancinante alla testa cresceva ogni istante, si guardò, i suoi vestiti erano sgualciti ma ce li aveva addosso, questo era tutto ciò che contava - Tu ... che cosa -
- Buongiorno anche a te, dolcezza - la salutò quello, con calma, evitando di tanto in tanto una manata da parte di Kat - e potresti smetterla di agitarti? Non è successo niente, hai anche i vestiti addosso, non vedi? Credimi, se ti avessi fatto qualcosa lo ricorderesti per il resto della tua vita - aggiunse con il suo solito tono malizioso prima di sbadigliare piano - colazione? -
Kat sentì un nuovo moto di vomito risalirle lungo la gola, improvvisamente i ricordi della notte prima iniziarono a tornare a galla con prepotenza, l'appuntamento saltato, la lite con Wright, tutti quei drink nel bar del Bulgari, poi si faceva tutto confuso e lacunoso, doveva aver bevuto l'impossibile per non ricordare il post serata ...
- S-sono nei guai ... Alicia avrà chiamato i miei genitori ... ho dormito fuori senza avvisare -
- Ci ho pensato io ieri sera, tranquilla - commentò Shane soffocando un altro sbadiglio - sai che ha sempre avuto un debole per me, la cara Alicia. Si è dimostrata molto comprensiva. Piuttosto c'è la colazione di là, datti una pulita e raggiungimi, con tutto quello che hai bevuto e poi vomitato hai sicuramente bisogno di bere e mangiare -
Kat voleva sprofondare dalla vergogna - Ho vomitato? D-dove? Chi mi ha visto? - era mortificata
- Soltanto io ed il Keshan di cinquanta mila sterline che ricopre il pavimento del soggiorno, ma non preoccuparti per questo. -
- Le donne di classe non vomitano in giro per la città ... - Kat era affranta, Shane fece spallucce e rise
- In questo caso dovrai riconsiderare l'idea che ti eri fatta di te stessa, tesoro. Ti aspetto di là -
Poi si infilò un accappatoio pregiato e a passi lenti e strascicati sparì dalla sua vista. Kat si riscosse, aveva toccato il fondo la sera prima, se ne rendeva conto, perfino il suo viso le stava ricordando quanto fosse stato imbarazzante il suo comportamento. Il suo mascara nero si era espanso intorno agli occhi, i suoi capelli insolitamente impeccabili erano confusi ed annodati, per un attimo considerò di morire per annegamento nell'enorme vasca di Shane. Invece fece una doccia veloce, il mal di testa continuava a tormentarla, aveva bevuto in passato, ma non si era mai ridotta in quelle condizioni pietose ... Kat semplicemente non poteva crederci di averlo fatto.
Quando uscì dalla doccia si rese conto che il suo Chanel era stato irrimediabilmente rovinato da una grossa macchia di vino rosso sul davanti, così fu costretta ad uscire in accappatoio. La suite del Bulgari era lussuosissima ed elegante, Kat se ne rese veramente conto soltanto in quel momento e quella che Shane aveva definito "colazione" sembrava più un pranzo di Natale, la tavola si estendeva all'infinito e sopra di essa vi erano pietanze di ogni tipo, dai cereali, agli yogurt, alla frutta fresca, per poi passare ai piatti salati, come uova, bacon e toast. Kat aveva ancora lo stomaco in subbuglio e Shane se ne accorse subito, le passò un semplice caffé ed un toast imburrato
- Questi ti faranno bene, credimi, ne ho vissuti di postsbronza -
- Grazie -
La sera prima Shane aveva dovuto interrompere la sua notte brava per soccorrere la Westwood, era stato avvertito dal barman dell'Hotel, una telefonata alla sua stanza che lo aveva costretto ad abbandonare il festino a base di alcol e sesso che aveva organizzato come ogni sabato.
- La signorina non vuole smettere di bere, non reggerà a lungo, ho pensato di chiamarla, non sapevo cosa fare ... - aveva detto l'uomo, andando incontro al Gould
- Non si preoccupi, ci sono io. Può andare.-
Shane aveva sospirato, trovare Kat al Bulgari era l'ultima cosa che avrebbe immaginato di vedere, considerando i piani di Wright per quella serata, evidentemente qualcosa era andato storto però. Kat era seduta al bancone dorato dell'immensa sala, le luci soffuse, la musica bassa, se ne stava lì come la protagonista disillusa di un vecchio film francese. Quando Shane si avvicinò lei aveva riso, una risata forte e squillante, da ubriaca
- Shane Gould in persona, pensavo che avessi di meglio da fare che pedinarmi. -
- Non starai un po' esagerando? - le aveva chiesto il ragazzo, prendendo il posto sullo sgabello accanto al suo. C'erano due calici vuoti davanti a lei ed una bottiglia a metà.
- Detto dal re della sregolatezza non sortisce effetto - Kat lo aveva guardato con occhi di sfida mentre afferrava il bicchiere ancora mezzo pieno e se lo portava alle labbra, a quel punto la mano di Shane l'aveva fermata, bloccandole il bicchiere a pochi centimetri dalla bocca.
- E' pieno di gente, non vuoi farti vedere in queste condizioni -
- E se invece non me ne importasse niente della gente? - aveva detto la ragazza con un tono ostile prima di lasciar perdere il bicchiere ed afferrare direttamente la bottiglia di vino pregiato
- Libera di finire sulle prime pagine dei tabloid, io ti ho avvertito! - Shane aveva fatto spallucce, poi si era riempito un bicchiere di vino - quindi cos'è successo? -
- Non voglio parlarne - gli occhi di Kat erano lucidi, il suo corpo tremava appena
- La tua prima volta è stata così orribile da meritare una sbronza epica? -
La ragazza aveva riso - Quale prima volta? -
Shane l'aveva intuito, ma adesso ne aveva avuto la conferma definitiva
- Gli hai dato buca? -
- E' più il contrario - disse Kat adesso meno nervosa, doveva essere l'effetto dell'alcol perché iniziò a ridere, trovandolo divertente - a quanto pare preferisce la compagnia di quei vecchi bacucchi degli amici di suo padre a me! Puoi crederci? Oh, beh ma per quale motivo avrebbe dovuto mettermi al primo posto? Io sono sempre qui! -
La serata era andata di male in peggio, Kat aveva continuato a bere senza che Shane avesse potuto impedirglielo, alla fine aveva dovuto portare la ragazza nella sua suite, ben attento che nessuno li vedesse, sapeva quello che avrebbe provato Kat se il giorno dopo si fosse ritrovata su tutte le riviste scandalistiche inglesi. Aveva urlato parole cattive nei confronti di Wright, gettando il suo telefono sul pavimento della stanza, poi aveva iniziato a vomitare, Shane si era occupato di lei, soltanto dopo parecchie ore era riuscito a calmarla e a farla addormentare.
- Che cosa ti ho raccontato? - chiese la ragazza dopo qualche istante di silenzio
- Beh, tutto suppongo - disse Shane sorridendo appena
- Ero ubriaca, non devi badare a quelle cose - disse lei in un estremo tentativo di salvarsi la faccia, voleva sprofondare, perché era finita proprio al Bulgari? - chi mi ha vista? I giornali ... -
- E' tutto ok, ho controllato. Nessuno ha visto niente. Hai chiamato anche Yoru, se ricordi ... vorrebbe sentirti appena puoi, mi ha chiesto di te poco fa - disse il ragazzo dietro la sua tazza di caffé corretta
Kat si portò le mani al volto, era riuscita a fare preoccupare anche Yoru, era proprio una stupida senza spina dorsale.
- Non è stata l'unica a chiamarmi in realtà - lasciò cadere lì Shane, osservando gli occhi scuri della ragazza incupirsi appena sotto il suo sguardo - ha lasciato dei messaggi, che cosa intendi fare? -
- Che cosa gli hai risposto? -
- Non l'ho fatto ... -
Kat smise di trattenere il respiro per il sollievo - Non deve sapere di questa sera, ok? Wright non deve sapere niente di niente. -
- E' passato da casa tua e da quella di Yoru, non trovandoti. Devi inventarti qualcosa -
- No, non gli devo proprio niente invece, forse è lui che deve qualcosa a me - commentò la mora con una punta di irritazione nella voce - sono stanca,
- Quindi dicevi sul serio ieri - Shane scosse la testa, sembrava in qualche modo divertito mentre Kat non aveva idea a cosa si stesse riferendo - vuoi andare fino in fondo, Westwood? -
Era stato un attimo, un flashback confuso, erano seduti su quello stesso divano, Shane si stava liberando della sua cravatta, Kat era in piedi, aveva lanciato le sue scarpe lontano e stava ballando appena al ritmo della musica soffusa che aleggiava nella stanza.
- Quattro anni ... sono passati quattro anni, Shane. Forse avevi ragione tu, forse non gli piaccio come dovrei e soltanto da ubriaca ho il coraggio di ammetterlo - Kat si era lasciata andare ad una risatina isterica prima di tornare a ballare quella danza lenta, portando le mani in alto sotto lo sguardo attento del ragazzo.
In realtà Shane credeva che nessuna persona sana di mentre potesse non trovare attraente Kathleen Westwood, soprattutto in quel momento, con quel vestito che le ricadeva perfettamente sul suo corpo formoso e provocante, le labbra ancora colorate di rosso, i capelli scuri sparsi sulle spalle, si costrinse a ricordare la promessa che aveva fatto a Yoru. Avrebbe dovuto dirle che si sbagliava, che Wright era certamente pazzo di lei, forse perfino troppo per poter fare il primo passo senza cadere in paranoie stupide, ma non lo fece ... aveva le parole giuste per farla stare meglio e decise di lasciarle proprio dov'erano, in fondo al suo cuore.
- Perché non lo mettiamo alla prova? Ho un'idea interessante a tal proposito -
La ragazza aveva smesso di muoversi, adesso pendeva dalle labbra di Shane - Parla -
- Non ti andrebbe di vedere come si comporterebbe con un'altra donna se tu non fossi con lui? -
Kat non immaginava niente di simile, rimase un attimo spiazzata prima di ridere rumorosamente - Wright non mi tradirebbe mai . - aveva detto con sicurezza
- Ne sei così convinta? -
- Al cento per cento - aveva risposto lei sfidandolo con lo sguardo
- Allora perché non ci proviamo? Se sei così sicura di te non hai niente da perdere, no? -
La conversazione era morta lì, soffocata da un conato di vomito, quello era stato l'inizio della fine, l'alcol aveva fatto il suo effetto ma nessuno dei due aveva dimenticato l'argomento, anzi adesso veniva fuori con prepotenza.
Kat bevve un sorso di caffè, l'idea le sembrava troppo stupida - Non mi abbasserò a tanto, Shane. Sono sicura di Wright, ho soltanto dato di matto perché credevo davvero che quella di ieri sarebbe stata la volta buona. Ero pronta, avevo perso così tanto tempo nella scelta dei miei vestiti ... ero arrabbiata -
- Quindi adesso va tutto bene. Perché non lo richiami se le cose stanno così? - chiese Shane con un sorriso fintamente candido sul bel viso
- Forse lo farò - lo rimbeccò quella, acida - ad ogni modo tu ne starai fuori, ti ringrazio per avermi portato qui e non aver abusato di me, forse anche tu sei capace di gesti umani ogni tanto -
- Sagace, ma stai sorvolando sulle questioni pungenti come sempre. Hai paura - Shane sorrideva appena sotto lo sguardo infuriato dell'amica
- Paura di cosa esattamente? -
- Paura che possa davvero tradirti con un'altra - aveva risposto quello con semplicità - paura che tu per lui sia soltanto la fidanzatina del liceo da tenere per mano in corridoio. -
- Io non ho paura. - chiarì quella con rabbia
- Allora perché vuoi evitare di metterlo alla prova? -
Shane l'aveva incastrata, lo aveva capito bene, sottrarsi alla scommessa equivaleva ad ammettere una sconfitta e Kat non gliela avrebbe mai data vinta al Gould.
- Bene, facciamo come ti pare! Ma sappi che io ho piena fiducia nel mio ragazzo, non accadrà niente. -
Shane aveva riso - Lo spero, preparati. Sarò io a trovare la ragazza in questione e sappi che conosco alla perfezione i gusti del caro Wright ... -
Kat cercò di non rabbrividire visibilmente, odiava Shane, odiava quel piccolo borioso di un puttaniere patentato, perfino sapere che Wright di tanto in tanto passava qualche pomeriggio con il cugino la preoccupava, Shane Gould era il male.
- E' tardi, devo rientrare e non posso tornare in queste condizioni, il mio Chanel è andato - Kat sospirò, affranta
- Va a scegliere un vestito dall'armadio in fondo, quello accanto ai cassettoni, troverai qualcosa che faccia per te - disse Shane a quel punto senza poter nascondere un pizzico di compiacimento nella voce. Amava le scommesse, soprattutto quelle piccanti ... stava già passando in rassegna i volti delle ragazze più belle con cui fosse uscito, avrebbe trovato quella giusta per il cugino.
- Tua madre ti ha dato dei vestiti da donna? - Kat era confusa mentre si dirigeva verso la stanza seguita da Shane
- Niente di tutto ciò, questi appartengono alle mie donne occasionali, qualcuna li dimentica qui, altre li lasciano di proposito forse con la speranza di poter tornare a farmi visita prima o poi. Ad ogni modo la politica dei Gould è molto rigida, solo vergini o donne particolarmente esperte, inoltre non ci sarà una seconda volta. Beh tutto questo per dirti che ne ho un armadio pieno, favorisci pure -
Kat era sconvolta, stava fissando il ragazzo in cerca di un segno sul suo viso che potesse smentire quelle parole, invece capì che era tutto vero
- Vuoi farmi indossare i vestiti delle puttanelle con cui te la fai occasionalmente? A me? - aveva urlato con gli occhi sgranati
- L'alternativa sarebbe andartene a casa in accappatoio, Kat ... sinceramente credo che tu non abbia molta scelta. -
- Disgustoso perfino per te - aveva scosso la testa, poi si fece forza ed affrontò l'armadio tirando fuori un vestito scuro, di una taglia che si avvicinava alla sua, stava per liberarsi del suo accappatoio quando notò che Shane non era ancora uscito dalla stanza - Te ne vai? Devo cambiarmi. -
- Pensavo che potessi darmi un piccolo premio per essermi preso cura di te ieri notte - aveva detto quello con fare malizioso, poi allungò le mani per sfiorare appena il braccio ancora coperto della ragazza che si ritrasse, fulminandolo con lo sguardo
- Pensavi male. Togliti dalle palle, Shane. Ho un mal di testa assurdo, non ho voglia delle tue stronzate -
- Frigida. - aveva sussurrato lui prima di scomparire oltre la porta
- Idiota! - aveva urlato lei di rimando.
Tornare a casa era stato un sollievo, Kat si era stesa sul suo letto e soltanto dopo aver rassicurato Yoru mille volte era riuscita a calmare la sua amica, nel frattempo stava pensando a come risolvere le cose con Wright ... la rabbia era di certo sbollita adesso, eppure c'erano ancora quei dubbi che la attanagliavano ... quei dubbi che potevano essere confutati soltanto dall'esito del terribile piano ordito da lei e Shane ai danni di Wright.
Si sentiva cattiva per questo, avrebbe dovuto fidarsi del suo ragazzo e solitamente lo faceva, in realtà non pensava che Wright avrebbe ceduto alle avance di qualcuno, neanche se fosse stata una donna particolarmente sexy. Non aveva niente da perdere, si disse, cercando di tranquillizzarsi.
Poi il suo cellulare suonò, era un messaggio da parte di Shane
" Ogni scommessa porta con sé un vincitore ed uno sconfitto e nessuna scommessa è degna di essere definita tale senza un pegno da pagare in caso di sconfitta. Domani ci metteremo d'accordo anche su questo. Nel frattempo cerca di fare sogni d'oro."
Kat non poté fare a meno di rabbrividire nel leggere quelle parole.
- In che diavolo di situazione mi sono messa? - si chiese prima di ricadere sul letto sconfortata.
Quando Yoru aprì gli occhi quella mattina sapeva che le sarebbe spettata una giornata impegnativa, Kat non le aveva dato molti dettagli su quanto accaduto la notte di sabato e la domenica non aveva avuto occasione di vederla, così a scuola avrebbe avuto maggiori informazioni. Il lunedì mattina era sempre abbastanza traumatico, una lunga settimana si stagliava davanti a lei, la sera precedente era stata a cena con i suoi. I coniugi Kwonles avevano molto a cuore i traguardi della figlia, così per festeggiare la sua conferma come capitano della squadra di nuoto avevano organizzato una serata in famiglia nel ristorante preferito della ragazza. Per un attimo fermò i suoi soliti movimenti routinari per riportare chiaramente alla mente il ricordo della notte prima, aveva pensato tutto il tempo a quello non sarebbe riuscita a fare, infatti a causa dell'impegno con i genitori era stato impossibile recarsi al parco. Dopo quel ricordo la sua mente si spostò immediatamente ancora più indietro nel tempo fino all'incontro inatteso con quel ragazzo. Alla fine gli aveva rivelato il suo nome, certo lui sembrava non averla riconosciuta ma Yoru si chiese se fosse stata davvero una buona idea, però contemporaneamente si era sentita in grado di farlo, come se le venisse quasi naturale. Le era persino venuto in mente che lui poteva averla aspettata anche domenica sera senza che lei si presentasse, per un momento sperò che non si facesse un'idea sbagliata di quell'assenza.
Quel pensiero continuò ad accompagnarla per parecchio tempo, il sorriso di quel tipo, la sua aria indifferente ed in qualche modo rispettosa, sembrava sapere come muoversi, come se la conoscesse. Questo era molto raro, le persone si sentivano a disagio in sua presenza e solo gli amici di una vita riuscivano a mantenere un comportamento tranquillo e naturale in sua presenza, quel tipo era una sorpresa dopotutto. Un aspetto ancora più sorprendente per Yoru fu rendersi conto che ci stava ancora pensando, si scosse quando si rese conto di essere arrivata davanti all'ingresso della scuola, si impose di cacciare quelle idee dalla sua mente ma quella frase continuava a balenarle in testa: "Sembrava che stessi brillando nonostante tu fossi totalmente immersa nel buio".
- Ehi Yoru! – la voce di Kat la raggiunse facendola sobbalzare leggermente – ti sto chiamando da dieci minuti! A cosa stavi pensando? –
La bionda si sentì per un attimo a disagio ma poi fu lieta di vedere l'amica, i suoi problemi l'avrebbero sicuramente distratta – A te a dire il vero – mentì - mi chiedevo come stessi –
Quella parve un attimo in imbarazzo – Sto bene tutto sommato –
- Mi vuoi spiegare cos'è successo esattamente? Non avresti dovuto passare la serata con Wright? –
Al suono di quel nome Kat si irrigidì appena – Beh, evidentemente non è andata così ... lui ... aveva una sorta di cena di lavoro con il padre e altri uomini d'affari – incrociò le braccia sul petto – è stato così irritante Yoru, sentire le sue dannate scuse con quel finto tono mortificato, dopo che avevo aspettato quella serata per tutto il giorno! Mi ero fatta bella, cazzo! –
- E sei finita nella tana del lupo ...- concluse la bionda con un sorriso appena accennato.
La mora arrossì violentemente – No! Cioè sì, ma ero talmente incazzata da non aver ragionato. Sono uscita di casa e alla fine mi sono ritrovata al Bulgari a bere ... ho esagerato, ho bevuto troppo, più di qualche bicchiere -
- Più di qualche? Eri parecchio sbronza Kat ...- lo sguardo di Yoru si affilò appena – Shane mi ha detto che si sarebbe occupato di te, è andato tutto bene? –
Kat non era più in grado di guardare in faccia la sua amica, faceva saettare lo sguardo da un punto all'altro del corridoio – Sì, lui è stato gentile ... insomma, considerando gli standard di Shane direi che è andato tutto bene ... -
La ragazza reclinò la testa di lato, c'era dell'altro, con Shane c'era sempre – ma? –
- Non c'è nessun ma - borbottò Kat – ecco solo ... ha detto delle cose e credo che non sia una cattiva idea , però vorrei un tuo consiglio – lo sguardo della mora era incerto, come il tono di voce, Yoru capì che la tecnica Gould era già in azione – mi ha proposto di testare Wright, per capire quali sono le sue reali intenzioni visto che a quanto pare sono trascorsi quattro anni e noi non abbiamo ancora ... –
- E tu cosa pensi? Ti va l'idea? – chiese immediatamente Yoru con tono incalzante.
- Io non lo so, una scommessa con Shane ... ma certo il dubbio comincia a rodermi ... so che Wright non mi tradirebbe mai ma vorrei solo capire cosa gli passa per la testa –
- Dovresti farlo – concluse poi la bionda lasciando l'amica totalmente basita – se cerchi una rassicurazione nulla potrà dartela se non vedere con i tuoi occhi come stanno davvero le cose? –
- Sei sicura? Mi sembra così infantile questo escamotage ... - Così tipico di Shane, avrebbe voluto aggiungere la mora.
- Si tratta della tua relazione Kat, tu sola puoi stabilire quello che giusto, ma se solo hai preso in considerazione l'idea significa che tu stessa nutri dei dubbi e questi possono consumarti, quindi non ti resta che procedere – spiegò la bionda.
La campanella suonò e le ragazze dovettero diversi per cominciare la giornata, in qualche modo Kat si sentiva più rincuorata dopo aver parlato con la sua amica, la bionda aveva sempre una risposta razionale da darle per mettere in ordine la marea di idee che le tempestavano la mente. Yoru, d'altro canto, non aveva risolto ciò che arrovellava il suo animo, sapeva che presto avrebbe finito per doverci avere ancora a che fare. Quella notte se avesse intrapreso nuovamente quella strada e fosse giunta a Battersea Park lui, con tutta probabilità, sarebbe stato lì, allora perché non cambiare posto e basta?
- Signorina Kwonles? – la richiamò il professore di matematica – è con noi? Le ho chiesto di venire a risolvere questo esercizio –
L'espressione di Yoru fu di puro sbigottimento, ma a che diavolo si era messa a pensare? Si sollevò ed andò alla lavagna risolvendo così lo studio di funzione che il professore le aveva assegnato, il risultato fu perfetto come sempre. Quando tornò al suo posto Luke Webster si allungò verso di lei.
- Yoru, tutto bene? Ti ha chiamato due volte prima che ti girassi, qualcosa non va? –
Lei si sistemò una ciocca chiara dietro l'orecchio vagamente infastidita – Tutto bene, ero solo sovrappensiero –
- Se ti serve una mano ... -
- Non mi serve niente, Webster, piantala ... -
Quello sorrise sollevando le mani in un gesto di pace – Come vuoi ... era solo nel caso in cui ti servisse ... -
- Ma non mi serve ... -
Era sempre la solita storia con lui, Yoru lo trovava vagamente scocciante, chissà perché si era intestardito giusto con lei, la bionda si domandò quale fosse l'origine di quel comportamento. Era lo stesso che vedeva anche in Kat o nelle altre ragazze, in Shane quando parlava delle sue conquiste, perché la gente decideva di legarsi a qualcun altro? Cosa ci guadagnava? Quale era lo scopo? Yoru non era certa delle risposte a quelle domande, aveva sempre vissuto per se stessa ed i suoi traguardi, non aveva mai pensato a nessun altro.
L'ora di pranzo scandì la pausa dai corsi, i ragazzi stanchi e annoiati si dirigevano pigramente verso la grande mensa e fra di loro anche Yoru e Kat fecero il loro ingresso nella sala. Al loro solito tavolo c'erano già Wright e Shane ad attenderle, quando si accomodarono fu palpabile l'imbarazzo fra i due.
- Ma non gli hai ancora detto nulla? – sibilò Yoru all'orecchio di Kat, quella negò debolmente.
- Ehi Kat - Wright stava andando dalla loro parte, il suo viso era chiaramente preoccupato - ti ho cercata ovunque, avresti potuto rispondere alle mie chiamate -
L'altra si era immobilizzata, il suo sguardo si fece gelido - Perché? Avevi da fare, non volevo disturbarti, è ovvio. -
- Smettila, sai che non disturbi, non comportarti in questo modo - Ribatté l'altro, risentito
- In che modo mi starei comportando? Tu avevi da fare con tuo padre ed io avevo da fare con delle amiche, non vedo quale sia il problema – anche Kat adesso sembrava nervosa.
Nonostante il palpabile turbamento della coppia, non era lì che l'attenzione di Yoru era proiettata, il suo sguardo ed il suo interesse era rivolto a Shane che osservava la scenetta con un lieve accenno di soddisfazione sul volto. In quel momento il viso del ragazzo ruotò e gli occhi dei due si incontrarono fronteggiandosi, nessuno disse una parola finché la coppia non si allontanò per discutere in privato, in quel momento la bionda parlò.
- Mi hai sorpreso Shane ... non mi aspettavo un atto di tale rispetto da parte tua – disse Yoru infilando una fetta di dolce in bocca.
- Non so di cosa tu stia parlando – rise quello passandosi una mano fra i capelli distrattamente.
- Sì che lo sai ... -
A quel punto sollevò gli occhi al cielo – Deduco che ti abbia già fatto il resoconto –
- Deduci bene ... mi ha detto cos'è successo, che ti sei preso cura di lei, che non l'hai sfiorata – puntualizzò la ragazza.
- Ti sei premurata di ricordarmelo, no? Sono un uomo di parola nonostante sia difficile da credere -
- E' questo che mi ha sorpreso infatti – replicò la bionda – niente nelle tue azioni farebbe pensare ad una cosa del genere, sei parecchio subdolo Shane e facile ai raggiri ... ecco perché non capisco cosa ti abbia spinto a mantenere la parola –
- Kat è mia amica –
- Kat è una donna e per te siamo tutte la stessa merce ... come oggetti in un catalogo – lo sguardo di Yoru era sempre più serio mentre Shane lasciava andare spesso le sue labbra in un sorriso rilassato che celava chissà quali segreti.
- Non starai esagerando? –
- Non trattarmi come se anche io facessi parte di quel catalogo Shane ... - la ragazza si sistemò meglio sulla sedia – so bene cosa vuoi da Kat, hai quello sguardo ... la tua brama di conquista sta urlando anche il suo nome nonostante sia la ragazza di tuo cugino - fece un'altra breve pausa per ribadire la serietà della sua domanda – quindi quello che voglio sapere è: perché non te lo sei preso e basta? –
Shane era immobile ed enigmatico come sempre, era questo il grande segreto che c'era dietro una persona così apparentemente superficiale, Shane Gould era più complesso e profondo di quanto si potesse osservare dal suo modo di fare. Yoru era davvero curiosa di scoprire cosa ci fosse sotto quello spesso strato di menzogne e sotterfugi che rifilava a chiunque.
- Andare a letto con lei dici? Era ubriaca fradicia! Mi avrebbe vomitato addosso e sai che bel divertimento, il vomito non è uno tra i miei fetish, grazie! – replicò lui evasivo e scherzoso come sempre.
- Shane ... -
- Yoru ... -
- Hai un piano davvero? Che stai facendo? –
Quella domanda rimase nell'aria a galleggiare fra gli sguardi dei due che rimasero fissi e prepotenti per un bel po', dopo Shane si lasciò andare ad uno dei suoi soliti sorrisi, fra il misterioso ed il divertito, quell'espressione enigmatica così tipica della sua indole. La bionda capì che non avrebbe avuto risposta se non quando il ragazzo avesse deciso di mettere in pratica quello che la sua mente stava partorendo. Poi Shane si sollevò dalla sedia e con uno dei suoi movimenti fluidi sollevò la mano in un gesto di saluto estremamente elegante e lasciò la mensa sempre sotto lo sguardo duro ed impietrito di Yoru che personalmente si sarebbe curata che quelle azioni non distruggessero troppo le persone introno a lei.
Kat e Wright avevano continuato a parlare ed in qualche modo sembravano aver appianato qualche divergenza, nei loro movimenti c'era meno risentimento ed ora il ragazzo stava più vicino alla mora. Yoru decise di andare via anche lei, doveva cominciare gli allenamenti di nuoto quindi avrebbe approfittato per studiare in biblioteca prima di recarsi in piscina. Non era per nulla soddisfatta dalla conversazione avuta, parlare con Shane non aveva fatto altro che nutrire ancora di più le sue domande e chiedersi cosa spingesse la gente a compiere anche quei gesti, quelle sfide per catturare il cuore di altre persone, appropriarsi del loro corpo forse per raggiungere la loro anima.
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