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Chapter 46 - The Last Goodbye

Kat venne svegliata dal formicolare di un braccio, provò a muoversi, ma un calore pressante glielo impedì. Quando aprì gli occhi ancora impastati scoprì di essere a casa, nella sua stanza, ma non era stata l'unica ad aver dormito nel suo letto. Abbassò lo sguardo per incontrare il viso beato e ancora profondamente addormentato di Shane, aveva occupato talmente tanto spazio da essere finito con la guancia sul suo petto, quello spiegava il formicolio al braccio. Kat sospirò, non riusciva a smettere di guardare quel viso apparentemente serafico baciato appena da un raggio di sole, troppo freddo per scaldare davvero.

Ricordava ogni cosa che era successa la serata prima, avevano fatto l'amore sulla limo di Shane, poi si erano ritrovati ad Earl Terrace, erano scesi entrambi dall'auto ma nessuno dei due era riuscito a separarsi dall'altro.

"Dovrei entrare" aveva detto Kat, ancora stretta nell'abbraccio confortante di Shane, stava odorando il suo profumo, nascosta nel suo cappotto pesante.

"Non devi farlo per forza ... vieni da me" Shane aveva sollevato il volto della ragazza per guardarla meglio in viso, gli occhi scuri erano così luminosi in quel momento, non c'era più rabbia, finalmente Shane aveva ritrovato Kat, la solita Kat, quella che non lo odiava poi così tanto ...

"Alicia si preoccuperebbe, non è il caso e poi abbiamo parecchie cose su cui riflettere"Aveva risposto la mora, abbozzando un sorriso debole, spezzato subito da un nuovo bacio. Shane l'attirò a sé, stringendola di nuovo tra le sue braccia, stava iniziando a nevicare adesso nelle strade vuote di Kensington, Kat si sentì come la protagonista di un film romantico e perfetto. Non era possibile che tutto quello stesse succedendo a lei

" Non c'è niente su cui io debba riflettere, Kat." Le assicurò il ragazzo ad un centimetro dalle labbra piene dell'altra "se tu non vuoi venire da me, permettimi almeno di salire a casa tua"

"Non vedevo l'ora di sentirtelo dire"

E con quell'ammissione di colpe era successo tutto il resto, Kat e Shane avevano trascorso la notte insieme, nel letto di Kat, cercando di fare piano per non allarmare Alicia al piano di sotto. Non erano sicuri di esserci riusciti, ma alla fine si erano scoperti talmente esausti da essersi addormentati subito dopo, incuranti del resto.

- Shane? - Kat passò una mano tra i capelli scompigliati del ragazzo mentre quello mugugnava qualcosa - ehi, sono le undici, sei ancora a casa mia -

Shane era stato definitivamente destato, aprì gli occhi in un'espressione confusa, soltanto quando si rese conto che era stato Kat a svegliarlo si lasciò andare ad un sorriso malizioso e soddisfatto che la ragazza non mancò di notare

- Ciao dolcezza -

- Per chi mi avevi scambiata? - Chiese Kat con una punta di fastidio nella voce

- Io? Mi sono svegliato con così tante ragazze diverse nel corso di questi anni ... ma stavolta mi è andata benissimo, non mi lamento - Scherzò Shane beccandosi subito una cuscinata in faccia che lo lasciò tramortito per un attimo.

- Non me la meritavo! - Protestò debolmente

- Invece sì! Eccome se te la meritavi! -

- Mi sveglierai così tutte le volte? Devo iniziare ad abituarmi? - Poi si stiracchiò appena, il letto di Kat era morbido e profumato proprio come lei - non hai idea di quante volte nella mia vita abbia immaginato uno scenario come quello di ieri notte. Sapevo che questo letto poteva essere molto comodo, ma non pensavo così tanto -

- Non abituartici troppo, credo che Alicia abbia sentito qualcosa - Commentò la ragazza, adesso preoccupata - se dicesse a mia madre che ho portato un ragazzo a casa ... -

- Un ragazzo? Sarei solo un ragazzo? Pensavo di essere come minimo il ragazzo - Ribatté Shane con il suo solito ghigno malizioso sul volto, Kat cercò di non lasciarsi distrarre da quel sorriso meraviglioso, come faceva ad essere così dannatamente sexy perfino appena sveglio? Il fatto che fosse ancora nudo come Gemma lo aveva fatto non aiutava per niente.

- Shane ... -

- No, non mi rivesto. Certe conversazioni vanno affrontate così, da nudi - Disse l'altro, precedendola subito - ok, ho già commesso questo errore in passato e non intendo farlo di nuovo. Ti lascio tutto lo spazio che vuoi, ma ti ricordo che io sono qui e ti sto aspettando -

Kat annuì appena, era felice che fosse stato Shane a pronunciare quelle parole, perché lei non ne avrebbe avuto la forza in quel momento, quel dannato di Gould aveva il potere di farla impazzire letteralmente.

- Voglio assicurarmi che non sarà come l'ultima volta, Shane. Voglio essere felice -

Il ragazzo sorrise appena - Sarà diverso, sarà migliore ... -

Era così semplice credere a quelle parole, Kat era sul punto di cedere, dopotutto non aveva mai desiderato nessuno in quel modo e lui era finalmente lì, senza la solita aura di mistero e bugie che si portava dietro ... sembrava sincero.

- Non me la sono vista bene dopo quello che è successo tra di noi, lo ammetto. Contemporaneamente ero riuscito a perdere la mia miglioreamica e la mia ragazza, la mia prima ragazza. Non so per cosa stessi peggio, forse perché sapevo che in fin dei conti era tutta colpa mia o comunque della mia famiglia incasinata -

- Shane - Kat lo interruppe, voleva stringerlo e lo fece subito dopo, lo abbracciò forte mentre l'altro sprofondava contro il suo collo e sospirava appena.

- Mi sei mancata ... sei sempre stata l'unica che avrei voluto avere intorno -

Il cuore di Kat mancò un battito, quella era la dichiarazione più profonda e sentita che Shane avrebbe mai potuto pronunciare e non pensava che avrebbe mai avuto l'onore di sentire qualcosa del genere venir fuori dalle sue labbra. Eppure era successo e stava combattendo con tutta se stessa per trattenere la commozione che quelle parole le avevano provocato

- Tu non sarai mai da solo, Shane ... qualsiasi cosa accada, io sarò sempre dalla tua parte. E so che non è stata colpa tua, so che nel tuo cuore non avresti mai voluto che le cose andassero come sono andate -

- Lo pensi davvero? -

Kat si costrinse a sorridere nonostante la commozione - Certo, dopotutto anche tu ci sei sempre stato per me ... i fantastici quattro ... io , Yoru, tu e Wright - Pronunciare quell'ultimo nome faceva male, era come gettare sale su una ferita ancora in via di guarigione, eppure stava guarendo.

- Non mi pento di nulla - Disse alla fine Kat incontrando lo sguardo denso di Shane e nello stesso momento in cui pronunciò quelle parole capì che erano vere.

- Bene - Lui sorrise appena, la sua mano stava ancora accarezzando il viso perfetto di Kat, avrebbe voluto rendere ancora più intimo quel contatto

- No! Devi andartene! Tra poco Alicia verrà a svegliarmi! - Disse subito l'altro, cogliendo i pensieri di Shane

- Andiamo, rendila nostra complice. Anche la balia di Giulietta sapeva del suo amore per Romeo - La tentò Shane, guadagnandosi un'occhiata truce da parte di Kat

- Sul serio? Tiri fuori Romeo e Giulietta adesso? Devo ricordarti com'è finita? Rivestiti, devi andare. non mettermi nei guai -

- Ma io amo complicarti la vita - Si lamentò Shane, sospirando impercettibilmente -ok, ok ho capito, dov'è che abbiamo messo i vestiti? -

Kat stava raccattando in fretta la sua vestaglia nera, sarebbe stata un'impresa trovare tutte quelle componenti che formavano il perfetto outfit del Gould, cercò di non badare troppo al corpo sexy di Shane mentre si metteva in piedi e, ancora nudo, girovagava per la sua stanza in cerca degli indumenti. Kat pensava che soltanto pochi mesi prima non avrebbe mai contemplato quella possibilità, eppure sembrava tutto molto sensato adesso.

- E' troppo chiederti la colazione? -

- Ovviamente, potrai farla al Bulgari, ti trattano come un principe lì - Ribatté Kat, adesso era più semplice conversare con Shane, finalmente era riuscito a ricomporsi nonostante l'aria piuttosto spiegazzata della camicia scura

- Posso usare le scale o devo lanciarmi dalla finestra? -

- Esci dopo di me e non fare assolutamente alcun tipo di rumore, Shane! Se Alicia ci scopre è la fine ... - Sussurrò la ragazza, adesso vicina alla porta. Il corridoio era vuoto, così lanciò un'occhiata oltre il parapetto che dava sull'immenso salotto - via libera. -

I due ragazzi sgattaiolarono al piano inferiore, la tavola da pranzo era imbandita con le pietanze per la colazione, Shane non riuscì a resistere all'impulso di rubare un croissant dal mucchio

- Ti vuoi muovere? -

Stavano ormai per raggiungere l'ascensore quando la porta della cucina venne aperta, Alicia venne fuori, non ci mise molto a notare la presenza per niente imbarazzata di Shane che subito mostrò il suo sorriso più affascinante

- Oh, cara Alicia ... buongiorno, che piacere vederti, in formissima come sempre -

- S-signor Gould ... - La donna sembrava confusa - ha dormito qui per caso? -

- Ma cosa ti salta in mente? Certo che no! - Kat ridacchiò nervosamente - Shane è passato soltanto per illuminarmi su alcune questioni riguardanti il Gala di natale, vero Shane? -

- Assolutamente! - Disse quello portando le mani al petto in un gesto di innocenza

- Che strano, potrei giurare di non aver sentito il campanello ... - Alicia si portò una mano alle tempie mentre Kat si lasciava andare ad un sospiro di sollievo, come sempre avere a che fare con Shane finiva per metterla nei guai o quasi.

- Stai perdendo colpi, cara Alicia! Bene, accompagno Shane all'uscita -

Il ragazzo rise tra sé e sé, mandando giù l'ultimo boccone di croissant, si sentiva spingere appena da Kat di tanto in tanto - Rilassati, anche se lo dicesse a tua madre lei mi adora -

- Non credo proprio - Commentò l'altra, trattenendo a stento una risata - sei proprio pieno di te, Gould -

- Che vuoi farci, è una dote di famiglia. - Commentò quello, poi attirò Kat all'interno dell'ascensore, rimasero a fissarsi per qualche attimo, entrambi persi nella contemplazione dei rispettivi visi, quel silenzio era perfetto, come quell'ultimo bacio che si scambiarono. Lento e passionale.

- Ti aspetto al Gala di domani, sai già cosa mettere? Giurerei di aver visto un vestito perfetto per te nella nuova collezione di Gemma ... - Sussurrò Shane ad un centimetro dalle labbra di Kat - voglio vedertelo addosso e poi togliertelo con le mie stesse mani -

- Mi fido, se c'è una cosa per cui hai gusto è la moda - Rispose Kat con un tono malizioso - beh, vedremo come si svilupperà il post serata, magari se ti comportassi a dovere ... -

- Mi stai provocando? - Shane ghignò, poi tornò a baciare la ragazza - possiamo fare un secondo e un terzo round sulla mia limo, mi pare di capire che hai gradito parecchio. Anche Lawrence potrebbe testimoniare -

Kat arrossì immediatamente, poi assestò un pugno debole sul braccio di Shane - Sta zitto, se continui così collezionerai soltanto due di picche. Comunque intendo tentare disperatamente di capire cosa passa per la testa a Yoru, tu faresti meglio ad occuparti di Konnor -

- Più tardi lo chiamerò, gli ricorderò che il mio invito è ancora valido ... vedrai, sistemeremo le cose -

Kat rise tra sé e sé, lei e Shane che facevano coppia per salvare la relazione di Yoru e Konnor aveva qualcosa di comico, ma una volta tanto era bello preoccuparsi per gli altri e smettere di pensare ai loro problemi. Con un ultimo bacio pieno di desiderio riuscirono finalmente a separarsi l'uno dall'altro, perfino Kat stava iniziando ad immaginarsi come una Giulietta moderna ... forse i loro genitori non detestavano Shane come i Capuleti odiavano i Montecchi, ma dopo gli ultimi avvenimenti sarebbe stato difficile spiegare loro come stavano le cose dopo quella notte. Doveva essere una decisione ponderata e stavolta Kat non si sarebbe lasciata trasportare dalla sua dannata impazienza. Non poteva permettersi nuovi sbagli.


Shane era di ottimo umore quel giorno, perfino la presenza infestante di Gemma non sembrava sortire alcun effetto negativo su di lui e questo venne notato anche dalla donna.

- Sembra che tu abbia vinto un harem di vergini e svariati miliardi all'Europot, cosa ti rende così soddifatto oggi? -

Il ragazzo aveva lanciato un'occhiata breve alla madre, sempre fredda e terribilmente impeccabile nel suo completo nero, era indaffarata con i preparativi della sua prossima sfilata, ma questo non le aveva mai impedito di ficcanasare nella vita degli altri

- Deve per forza esserci un motivo per celebrare la vita? - Chiese quello, ghignando, Gemma era piuttosto frastornata di fronte a quello strano scenario

- Le cose devono proprio andare bene con la Withmoore, la ragazza ci sa fare -

- A tal proposito avrei bisogno di un vestito ... il rosso finale, quello con i richiami in velluto -

- E' il pezzo forte della collezione, fai sul serio? - Gemma portò gli occhi al cielo - bene, farò preparare una trentotto -

Shane rise appena - Facciamo una quarantadue -

Gemma aveva intuito, era fin troppo evidente a quel punto, interruppe il suo lavoro di revisione dei modelli e sollevò lo sguardo sul figlio che la fissò di rimando

- Non dirmi che ... -

- Non ho intenzione di dirti proprio nulla infatti - La interruppe il ragazzo, ancora con quel sorriso sfacciato sulle labbra - fammi trovare quel vestito, non devi fare altro -

- Stai commettendo uno sbaglio -

- Non stavolta - Ribatté Shane e non era mai stato così sicuro in vita sua.


"Questa sera ci sarà un gala per Natale, vorrei che venissi e fossi il mio cavaliere. Ci sarà la mia famiglia e anche Kat con Shane. Ti vorrei con me"

Yoru aveva raccolto tutto il coraggio che aveva prima di inviare quel messaggio ma sapeva che era l'ultima possibilità, lei e Konnor dovevano stare insieme, parlare, altrimenti la loro storia era destinata solo al fallimento. Ma non dipendeva solo da lei, sapeva che la mente del rosso era tormentato da tremendi pensieri, dalla responsabilità di essere un pericolo per la ragazza.

Konnor lesse il messaggio ma non aveva la forza di rispondere, fissò la scritta e il numero della bionda e si chiese da quando era diventato tanto codardo, in cuor suo non voleva che finisse ma non poteva essere tanto egoista.

Ad un tratto il suo telefono cominciò a squillare, si trattava di Shane, sapeva di non poterlo evitare così prese la chiamata.

- Non sono molto dell'umore – disse immediatamente.

- Oh davvero? Forse per l'invito che, di certo, hai ricevuto per stasera? – chiese il ragazzo con il solito tono pimpante.

- Non so se ci andrò, non posso affrontare quella gente Shane, non sono te, non sono cresciuto per questo. Lei mi vuole disperatamente nella sua vita ma quel mondo non mi vuole – ammise il rosso.

- E quindi ti arrenderai? – rise Shane – ma ti prego! Non è da te. Conquistare una donna come Yoru sì che è un'impresa fottutamente titanica ma entrare in quel circolo di snob sarà un gioco da ragazzi. Sai perché? –

Konnor scosse la testa – No, sentiamo –

- Perché tu hai Shane Gould dalla tua amico. Quindi se non vieni qui al Bulgari immediatamente manderò una macchina a prelevarti dal tuo appartamento – commentò quello.

Il rosso sospirò, non poteva liberarsi di Shane facilmente, lo conosceva abbastanza da sapere che era troppo ostinato.

- D'accordo –


Quando Konnor arrivò al Bulgari ogni centimetro del suo corpo gli supplicava di andare via, si fece coraggio alla fine e varcò la soglia camminando impettito fino alla camera del suo amico. Non fu necessario bussare, Shane doveva averlo sentito perché aprì la porta immediatamente con un enorme sorriso sulle labbra.

- Non indugiare! Abbiamo un bel po' da fare! – esclamò.

- Non dovresti disturbarti tanto – gli fece notare il rosso.

- Invece sì. Coraggio fatti presentare un po' di gente! – disse trascinando il ragazzo dentro la suite.

Konnor non credeva che si sarebbero stati alti, ma nel grande salotto un uomo e due ragazze sulla trentina li stavano aspettando, Shane si diresse verso il primo.

- Ti presento Martin Hoobs, quando voglio qualcosa di ricercato e inedito vado da lui, il migliore sarto di completi da uomo di tutto il Regno Unito. – commentò il ragazzo – lui ti farà l'abito per stasera! –

- Shane ... senti mi sembra eccessivo –

- Fidati di me, queste sono Alice e Barbara, le mie massaggiatrici! Dovrai arrivare rilassato e con una posa migliore di quella che hai adesso! – precisò- e non temere, sono davvero solo massaggiatrici –

Konnor si passò una mano sul viso stremato – non è necessario –

- Invece lo è – disse Shane divertito – sarà il tuo primo debutto in una cena del genere, abbi fede e togliti i vestiti. –

Il rosso non poteva credere a quelle parole ma nel giro di pochi minuti si ritrovò in mutande e il sarto lo stava misurando con attenzione, era decisamente finito nel mondo di Shane Gould.


- Che ne dici Konnor? – chiese il ragazzo totalmente rilassato mentre Alice gli premeva le sue mani abilmente sulle spalle – non sei in paradiso? –

Il rosso non ne era certo – sono certo sia eccessivo per me – mormorò sentendo l'altra fare lo stesso.

- Goditi il momento –

- Non le ho neanche risposto ancora ... - disse Konnor improvvisamente assediato dalla tristezza – mi ha invitato e non le ancora detto nulla. –

- Fortuna che ci ho pensato io – rise Shane – le ho detto che ci sarai -

- Cosa? Questa è una cosa seria Shane, andiamo non dovevi farlo –

- Perché? –

- Perché non si tratta di te e Kat! – sbottò – non si tratta della storia di due adolescenti che si fanno la corte palesemente da tutta la vita. Guardami, cazzo ... guardami e dimmi che senso ha tutto questo? – sospirò e si sollevò dal lettino -non si tratta di quello che puoi cambiare Shane, ma di quello che non puoi cambiare. Della vita che ho vissuto e delle cose che ho fatto, di quelle che devo ancora fare ...-

- Amico mio, non so quali siano i tuoi problemi, non so i dettagli e non mi interessano – disse il ragazzo molto seriamente – non sono io quello a cui devi dirli, ma so che Yoru conosce bene la situazione, se le sta bene allora io approverò questa cosa quanto lei e ti sosterrò. – poi gli diede una pacca sulla spalla - per loro io sono spazzatura Konnor. Sono merce avariata, il prestigio dei successi dei miei genitori copre a stento le mie malefatte, ma una persona riesce a guardarmi con occhi diversi. Kat mi ha sempre trattato come nessun altro in vita mia ed è per questo che sto combattendo. Quindi non voglio più sentirti dire che è finita, non ti permetto di gettare la spugna –

Una parte di Konnor era felice di quelle parole, indubbiamente sentiva il sostegno di Shane e in quel momento circondato da quelle luci poteva pesino crederci, pensare che anche per lui poteva esserci redenzione senza sofferenza, come nella migliore delle favole con lieto fine. Così seguì il giovane Gould in altre tappe che comprendevano il suo addestramento, come una breve lezione sul galateo.

Alla fine passarono all' atelier di Hoobs a ritirare lo smoking che il rosso avrebbe indossato quella sara.

- Ricorda di abbottonare la chiusura in mezzo quando stai in piedi e aprirla quando ti siedi – disse Shane facendogli un occhiolino – un tocco di classe che va eseguito con destrezza, cerca di fare pratica –

Konnor scosse la testa – hai fatto anche troppo per me oggi Shane, non so se potrò ripagarti ... -

L'altro sorrise – vedi di non mandare tutto a puttane stasera e mi considererò ripagato. Manderò una macchina a prenderti, quel vestito non merita un viaggio in moto –

Il rosso annuì – grazie ... -

- Guardali negli occhi, quelli sono come lupi che fiutano la paura – commentò il ragazzo – qualsiasi cosa accada non sanguinare –


Quando Yoru scese le scale per raggiungere i suoi all'ingresso la madre le lanciò un' occhiata di puro orgoglio.

- Tesoro sei bellissima! – le disse.

La ragazza sorrise, indossava un vestito lungo con dei riporti in seta neri, la stoffa gli fasciava perfettamente il petto e i fianchi mentre il resto scendeva morbido a coprirle le gambe.

- Tua madre ha ragione, sei davvero magnifica – aggiunse Aikihiko a qualche passo da lei, che le porse un braccio.

Il padre le sorrise e aprì la porta - Bene possiamo andare allora –

Il gala era stato allestito in una sala ricevimenti enorme proprio al centro di Kengsinton, le limousine affollavano la strada mentre gli invitati correvano all'interno per riparasi dal freddo. Quando Yoru entrò nel grande salone fu immediatamente raggiunta da Shane che sapeva già cosa preoccupava la ragazza.

- Non hai nulla da temere, ho mandato Laurence a prenderlo, mi ha appena informato che stanno arrivando – rispose Shane senza dare il tempo alla bionda di chiedere.

Lei sorrise – non saprei come fare senza di te, Shane – poi scosse la testa – oh Dio, l'ho detto davvero? –

Quello proruppe in una fragorosa risata – tutti hanno i proprio momenti di debolezza mia piccola Kill Bill, ma non preoccuparti, corri dal tuo principe azzurro –

Lei si allontanò quando vide Kat non lontana farle cenno di avvicinarsi, i due stavano a debita distanza, nonostante avesse intuito che le cose stessero andando nel verso giusto fra loro.

- Nervosa? – Chiese la mora – Konnor? –

- Shane lo ha mandato a prendere, fra voi come va? –

- Ufficialmente ci evitiamo per ora, ma ... ecco ... -

Il sorriso di Kat fu una risposta sufficiente per Yoru, i suoi amici erano sulla strada per la felicità o almeno ci stavano provando, toccava a lei ora.

- Vai a raggiungerlo all'ingresso, non mollare – la incoraggiò l'amica.

La bionda scosse la testa e si allontanò a grandi passi per dirigersi verso l'ingresso e una volta alla porta cominciò a scrutare attentamente tutte le macchine che si fermavano.

Konnor sfregò brevemente le mani e si rese conto che erano sudate, quand'era l'ultima volta che si era sentito così? Sentì la macchina fermarsi e si rese conto che erano già arrivati, il grande ingresso della sala era giusto dall'altra parte della strada.

Il rosso smontò dal mezzo e continuò a fissare dritto davanti a lui dove gli invitati accalcavano l'ingresso, cercando dentro di sé la forza di muovere un passo e affrontare le conseguenze di quella notte. Poi la vide, Yoru venne fuori dal grande portone e osservava l'ambiente con sguardo attento, era bellissima dovette notare il ragazzo. Konnor non si mosse lasciò che fosse lei a individuarlo fra la folla e quando finalmente i loro sguardi si incrociarono i due rimasero a fissarsi per un lungo momento.

Konnor sapeva di dover avanzare verso di lei, di dover varcare quella soglia ma le sue gambe erano bloccate, nella mente si stavano affollando tutti quei pensieri che aveva combattuto fino a quel momento. Tutte le conseguenze erano chiare nella sua mente, poi il suo telefono vibrò nella tasca e una volta tirato fuori lesse il nome di Skull in un messaggio.

Abbiamo gli uomini. Dobbiamo riunirci.

Eccolo il mondo reale, in punta di piedi arrivava per afferrare il rosso e trascinarlo nuovamente dove era giusto che stesse, in basso a sistemare i casini che aveva causato. Perché sapeva che era ancora colpa sua, non fare niente non era essere innocenti. Non si era mai opposto alle decisioni di Skull, non ne era venuto fuori come aveva promesso a Annie e ora il conto era arrivato. Mise nuovamente il telefono in tasca e riprese a guardare il volto preoccupato di Yoru, si stava sicuramente chiedendo perché stesse esitando. Vide Akihiko uscire fuori e localizzare la ragazza, accostarsi a lei e poggiarle la sua giacca sulle spalle, il rosso fissò quella scena con attenzione, per ricordare a se stesso quello che non poteva essere per lei adesso.

Mosse un passo indietro alla fine e il volto distrutto di Yoru gli fece comprendere che la ragazza adesso sapeva, lui non avrebbe varcato quella soglia con lei, quella era la fine.

- Non entra signore? – chiese l'autista in attesa.

- Torno indietro –

- Vuole che la riaccompagni? –

- No ... preferisco andare in metro –

Era ora di finire quello che aveva cominciato, prepararsi ad affrontare una battaglia selvaggia, contro uomini feroci, il volto di Konnor era impenetrabile nonostante avesse ancora davanti agli occhi il viso distrutto di Yoru. Il suo passo era deciso, non sarebbe tornato indietro, Shane su un punto aveva ragione, non poteva permettersi di sanguinare.

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