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Chapter 44 - A friend in need

Quel sabato mattina Kat era piombata a casa di Yoru senza alcun preavviso, era un fatto molto insolito dal momento che la mora solitamente preferiva passare la mattinata a letto. Quel giorno si era svegliata molto presto, aveva letto i suoi promemoria anche se non era necessario in quel caso, ricordava fin troppo bene gli impegni del pomeriggio. Poi era passata a casa Knowles, Yoru era appena uscita dal bagno e insieme all'amica si erano dirette alla sua stanza.

- Tutto bene? Di solito niente riesce a buttarti giù dal letto così presto, non di sabato mattina -

- Non ho dormito molto bene stanotte - Rispose la ragazza, neanche quella precedente avrebbe voluto aggiungere, ma tacque, cercò di sorridere

- Perché? Stai ancora pensando a quel bacio? - Chiese Yoru con uno sguardo indagatore. Kat era in crisi ancora una volta, non erano trascorsi neanche due giorni dal suo ultimo sfogo durante il quale le aveva confessato di aver baciato Douglas ed eccola di nuovo in quelle condizioni di disperato bisogno.

- N-no, cioè forse ... - Kat sospirò

- E' stato così terribile? - Chiese la bionda, sorridendo appena

- No, per niente ... anzi direi tutt'altro, ma mi sono di nuovo infilita in una situazione strana -

- E' impegnato, lo sanno tutti, perfino io che non seguo i social - Gli fece notare Yoru - e lo sapevi anche tu -

- Mi stai facendo una ramanzina? - Chiese Kat, sprofondando nel letto dell'amica - forse dovrei smetterla di uscire da sola! Forse dovresti scortarmi ovunque, a quanto pare non ho un cervello pensante! -

- Non essere così dura con te stessa! E' lui quello impegnato, non tu ... avrebbe dovuto pensarci meglio -

- Ma è soltanto un altro ragazzo arrapato! - Commentò la mora, anche se in realtà non era proprio così. Douglas era maturo, molto più dei suoi amici, eccetto forse Yoru. Non aveva a che fare con un coetaneo idiota, non uno come Shane - non so più relazionarmi alla gente -

- Smettila, non è vero. Ci sta provando con te da un mese ormai, è ovvio -

- Ma non avrei dovuto baciarlo! Perché continuo a baciare la gente? - Chiese Kat, più a sé stessa che all'altra

- Perché sei una persona espansiva -

- Davvero? - La mora sollevò un sopracciglio

- O forse sei soltanto insoddisfatta da quello che hai -

- Non ho più niente, è questo il punto - Ammise la ragazza, guardando in basso - ho perso tutto -

- Non è vero, hai soltanto perso quelle idiote che ti veniva dietro. So che per te è stato un colpo basso, ma in realtà ci hai guadagnato -

- Non stavo pensando a loro ... - Sussurrò la mora, ma se ne pentì istantaneamente

Yoru intercettò i pensieri della sua amica, era dannatamente brava in quello - Se ti riferisci a lui sappi che non è troppo tardi per tornare indietro -

Kat scattò su come una molla - Cosa? No! Pensare a quel coglione? Figuriamoci! Me ne sono liberata ed è un sollievo per me -

- Se lo dici tu ... - Commentò l'altra, per niente convinta

- E poi non hai letto i giornali? Sta uscendo con la divina Claire! Li ho visti con i miei occhi la sera della cena a casa Whitemoore, una scena raccapricciante ... lui aveva quello sguardo! Era incantato e lei era perfetta - Kat si costrinse a non aggiungere altro, stava straparlando e non era il caso di continuare in quel modo.

- E poi c'è il photoshoot, quel dannato photoshoot - Disse per cambiare argomento

- Hai un contratto ma non è così vincolante, avresti potuto tirartene fuori - Le fece notare la bionda, tamponando i capelli

- Cosa? Sei pazza? Quel photoshoot è l'unica cosa che mi resta ormai! Tornerò sulle copertine delle riviste di moda e non su quelle scandalistiche! E' una manna dal cielo questa -

- Bene, allora smetti di compiangerti. Dovrai vedere anche Shane sul set? -

Kat sgranò gli occhi - Oh no, spero di no! Non avevo pensato a questa possibilità! -

- Non farti prendere dall'ansia, non avevi detto che andava tutto bene? - Le fece notare Yoru con sguardo indagatore.

- Certo, abbiamo deciso di comportarci civilmente, continuare a litigare in pubblico attirava soltanto l'attenzione dei paparazzi. E' un tacito accordo, siamo delle persone mature dopotutto -

Yoru ne dubitava fortemente, era cresciuta con quei due, sapeva bene quanto fossero entrambi infantili e capricciosi, ma anche quella volta Kat negava ogni suo interesse, la bionda capiva che la sua amica stava cercando di andare avanti, quello era l'unico motivo per cui aveva deciso di non insistere sull'argomento.

- Ma parliamo di cose più liete, non vedo l'ora di rivedere Konnor! Possiamo uscire insieme una di queste sere, prometto che poi andrò via, vi lascerò soli, non voglio fare da terzo incomodo - La voce di Kat si era fatta più bassa e maliziosa, soltanto un attimo dopo notò uno strano cambiamento sul volto dell'altra - che c'è? Cosa mi sono persa? -

- Niente ... è soltanto un periodo strano -

- Avete litigato? Continuo a riempirti la testa con i miei problemi, sono così egoista! Mi sento in colpa, avrei dovuto chiedertelo prima -

- Kat, va tutto bene - La rassicurò l'altra - credo sia un periodo complicato per lui, ha parecchi problemi da risolvere -

- E vuoi dirmi che non ha nulla a che fare con l'arrivo del nostro ospite sgradito? - Kat osservò la porta con espressione omicida sul volto - anzi dov'è? Perché non me lo presenti? Voglio mettere in chiaro un paio di cosette -

- Smettila, non è in casa. Esce sempre molto presto e lui non c'entra niente in questa storia. -

La mora ruotò gli occhi al cielo - Questo tipo ti è piombato in casa e inoltre è socialmente accettabile, per non dire che i tuoi lo adorano! Konnor è preoccupato, è ovvio! -

- Il punto è che non ha nulla da temere! - Sbottò Yoru - non riesco a capire il suo comportamento, continua a insinuare ... -

- Si chiama gelosia, Yoru. Vuoi che ti spieghi meglio come funziona? Perché credo di saperne più di te in merito - Commentò la mora, a volte si stupiva di quanto fosse sentimentalmente ottusa la sua amica - non siamo tutti così razionali come te -

- E cosa posso farci io? Non ho intenzione di continuare a parlare di cose che non esistono ... -

Kat ruotò gli occhi al cielo - Sai cosa dovresti fare? Invitare Konnor qui! Passate una bella serata insieme, non farlo sentire tagliato fuori -

- Che cosa? Sono io quella che si sente tagliata fuori - Si lasciò sfuggire la bionda, poi scosse la testa - lascia perdere, si risolverà tutto. -

Kat fece un bel sorriso di incoraggiamento - Ne sono sicura. -


Il photoshoot si sarebbe tenuto in pieno centro, tra gli edifici moderni e le strade affollate londinesi, era quella l'immagine che l'FM voleva dare al mondo, quella di un volto giovane, dinamico e affascinante, una donna moderna che si distreggiava nella vita frenetica di città.

L'atmosfera era febbrile durante gli ultimi preparativi, il photoshoot si sarebbe protratto per due giorni, forse perfino tre durante i quali Kat avrebbe posato con vari abiti diversi, la maggior parte firmata Gemma Vassieur ovviamente. Era stata sollevata dall'apprendere che Shane sarebbe apparso soltanto l'ultimo giorno per accompagnarla come volto maschile della campagna.

Gemma esaminava la ragazza con sguardo attento, aveva sistemato qualcosa sulla sua giacca, poi aveva iniziato ad impartire ordini al fotografo. La strada era stata transennata in modo tale che potessero lavorare senza ulteriori impicci

- Non hai idea di quanto sia complicato chiedere e ottenere questi permessi - Gli aveva detto la truccatrice mentre la spennellava per un ultimo ritocco - ma Gemma, lei ci sa fare! Eccome se ci sa fare, riesce sempre ad ottenere ciò che vuole ... è invidiabile -

- Mi ricorda qualcuno ... - Aveva sussurrato la ragazza, così piano che non la sentì nessuno.

Il lavoro fu intenso e costante, c'erano momenti in cui Kat non sapeva davvero come comportarsi, Gemma era una perfezionista ed era estremamente complicato accontentarla. L'avevano fatta sfilare per le strade della città, ponendo l'attenzione su qualche accessorio in particolare, l'unica costante era il cellulare ben saldo tra le mani

- Sii naturale! Mi raccomando! -

Poi era stata immortalata su una bellissima Mercedes nuovo modello

- Sì, sorridi appena adesso, sii misteriosa -

Infine era stata scortata in uno dei locali più rinomati del centro, stavolta avrebbe dovuto fingere di mangiare qualcosa mentre osservava le news sul proprio cellulare. Aveva cambiato parecchi vestiti, alla fine era semplicemente esausta come tutti gli altri

- Avremmo dovuto fare di meglio ... - Gemma aveva storto il naso - a domani, grazie a tutti per il lavoro di oggi. E Kat, mi faresti un favore? -

La ragazza si era bloccata sul posto, non aveva la più pallida idea di ciò che Gemma Vassieur avrebbe potuto chiederle ulteriormente - Cosa? -

- Avvisa mio figlio del photoshoot di domani -

Kat era stata colta impreparata - Beh, io ... -

- A me non risponde, è uno stronzetto borioso, lo conosci bene anche tu,ma voi due avete sempre avuto un certo feeling o sbaglio? - Commentò immediatamente la donna con un sorriso malizioso sul volto - ricordaglielo e basta. Che sia puntuale, non dimenticartelo. -

La ragazza non era riuscita ad aggiungere altro, né avrebbe saputo cosa dire, d'altronde stavano cercando di essere civili, le ricordò una vocina nella sua testa, cosa c'era di male nel chiamarlo ed avvisarlo? Ma Kat non voleva, avrebbe potuto dirlo a Yoru, ma sapeva che la bionda non avrebbe acconsentito, le sembrava quasi di sentirla mentre diceva " Non avevi detto che siete entrambi delle persone mature? Quale persona matura delegherebbe ad un'altra un compito così stupido? Chiamalo tu!"

Ma Kat lo odiava, era quello il punto. Adesso anche più di quando continuava a tormentarla, odiava la sua indifferenza, odiava ogni dannata componente in lui. E poi era uscito con Claire, li aveva visti scambiarsi più di qualche parola a scuola, ma non era il solito modus operandi del Gould, Shane era stranamente attento con lei, meno ammiccante, meno superficiale. Era rimasto colpito da Claire, Kat se lo sentiva dentro, perché lei era dannatamente perfetta, ecco tutto.

Quando tornò a casa fu stupita di notare l'auto di Douglas parcheggiata nella lussuosa via di Earl Terrace, non si sentivano da due giorni ormai, non aveva trovato il coraggio di chiamarlo, né avrebbe saputo cosa dire in realtà. Così smontò dalla limo con una strana sensazione al petto e si diresse verso l'entrata di casa, subito dopo Douglas venne fuori dalla sua auto, era vestito di tutto punto come sempre, a Kat sembrò che fosse sul punto di partire.

- Ehi, Alicia mi ha detto che non eri in casa ma che stavi per tornare -

- Già, sono stata a quel photoshoot che ti dicevo - Kat cercava di combattere l'imbarazzo del momento, sorrise appena e lo guardò con attenzione - che ci fai qui? Non ti viene proprio di strada -

Douglas tentennò appena - I-io ... volevo dirti che mi assenterò per un po' di tempo -

- Oh - Kat non poteva dire di non esserselo aspettato

- Affari di lavoro in California, devo rientrare stasera, anche mio padre mi seguirà a giorni -

- Sarà quasi natale dopo, lo passerai lì? -

- Non lo so, devo ancora decidere ... - Poi si interruppe appena mentre cercava lo sguardo di Kat - in realtà devo riflettere su parecchie cose, prenderò questo viaggio di lavoro come una sorta di pausa di riflessione dalla vita. Quando tornerò qui avrò le idee chiare -

Kat non sapeva cosa dire, non voleva illudersi, né alimentare false speranze, si chiedeva di che cosa stessero parlando davvero, quel bacio aveva cambiato tutto

- Se ti stai preoccupando dell'idea che mi sono fatta riguardo quel bacio ... beh, sappi che possiamo semplicemente guardare avanti - Ammise Kat dopo un attimo di silenzio

- Ma io non voglio farlo - Douglas era deciso, non c'era nessun tentennamento nel suo sguardo - devo parlare con lei, i giornali hanno già ricamato sopra questa storia, ma non mi è mai importato più di tanto, a lei devo delle spiegazioni però -

Kat annuì semplicemente, il cellulare di Douglas stava squillando da molto tempo ormai, con un ultima occhiata alla ragazza si diresse verso la sua auto

- Ci vediamo -

- Fai buon viaggio, Douglas -

Quando Kat rientrò a casa i suoi pensieri si erano fatti ancora più fitti di preoccupazioni, andò a sedersi sul divano e bevve un sorso di té caldo preparato da Alicia

- Va tutto bene, signorina? -

- Certo - Kat non ne era del tutto convinta - senti Alicia, potresti farmi un favore? -

- Ovviamente, cosa le serve? -

- Chiama Shane Gould da parte mia, ricordagli del photoshoot di domani e sii insistente fino a quando non otterrai un sì, Gemma è stata perentoria -

- Come desidera -

Kat pensò che era riuscita a risolvere quel problema nel modo migliore esistente, non voleva chiamarlo, qualcosa le diceva che avrebbe trascorso la giornata con Claire, a quanto pare la rossa era intenzionata ad appropriarsi di tutto ciò che un tempo era stato suo. Era solo un gioco per lei? E per lui? Perché le importava tanto conoscere quella risposta?

Il giorno dopo Kat avrebbe dovuto saltare le ultime due ore di lezione in vista del photoshoot pomeridiano, aveva una strana sensazione allo stomaco mentre salutava Yoru e si dirigeva all'esterno dell'edificio. Aveva incrociato Shane più volte ma non aveva accennato a nulla, semplicemente era complicato tornare a parlarci come sempre, le mancava il coraggio.

Claire continuava a tenerlo a distanza, almeno così le sembrava dall'esterno, non è che li guardasse poi così tanto, si diceva, cercando di rendere quei pensieri meno imbarazzanti di quello che effettivamente erano. La sua limo non era ancora arrivata, quello era il momento in cui il traffico impazziva e probabilmente anche il suo autista era rimasto imbottigliato in quel marasma. Le bastò lanciare un'occhiata sfuggente alla sua destra per notare Lawrence accostarsi appena al marciapiede, Shane stava raggiungendo la sua auto a passi lenti. Kat guardò avanti, cercò di farsi invisibile ma sapeva già cosa sarebbe successo da lì a poco

- Westwood, dov'è la tua carrozza? Non dirmi che sei rimasta a piedi - La schernì quello, ghignando appena

- Arriverà a breve, grazie per l'interessamento, Gould - Ribatté quella con un tono piccato, era tornata a guardare avanti adesso

- Sali su, dobbiamo fare entrambi la stessa strada, sarò lieto di scortarti - Shane si era accostato a lei, Kat poteva percepire a sua presenza ingombrante farsi sempre più vicina, da quando in qua stargli accanto le dava tutti quei problemi?

- Ti ringrazio ma aspetterò - Ribatté la ragazza, aprendo le labbra in un sorriso costruito

- Ho capito, non ti piace più parlarmi, eh? Anche ieri hai fatto chiamare Alicia ... non sono più degno di sentire la tua voce? - Il tono di Shane era sempre canzonatorio, stava ridendo di lei e questo mise Kat sulla difensiva. Lo fissò e il suo sguardo si fece truce

- Avevo parecchio da fare, forse per te sarà difficile apprenderlo ma non sei nella lista delle mie priorità, Shane. Mi dispiace -

- Oh oh, perché stai tirando fuori gli artigli? Stavo solo scherzando - Commentò quello, sempre più divertito dalla situazione. Osservava la ragazza mentre tentava disperatamente di assumere un cipiglio serio e impassibile, non lo stava più guardando adesso, Shane sospirò - andiamo, sali. Maurice sarà rimasto imbottigliato nel traffico, lo sai anche tu e a Gemma non piace attendere. -

Kat portò gli occhi al cielo, era tesa e non riusciva più a sostenere quell'attesa, alla fine, seppure a malincuore, cedette. Lawrence le aprì la portiera mentre Shane si fece indietro per lasciarla salire.

- Ecco, da brava. Non capisco perché ci hai messo tanto -

- Perché è estremamente rivoltante la tua presenza! - Ribatté la ragazza, stava godendo nel vedere l'espressione a tratti stupita dell'altro, Shane aveva sgranato gli occhi

- Non l'hai sempre pensata in questo modo, dolce Westwood ... hai bisogno che ti ricordi i vari casi in cui mi sei sembrata parecchio entusiasta della mia presenza? -

Kat arrossì violentemente mentre l'altro iniziava a ridere di puro divertimento

- Me l'hai servita su un piatto d'argento, è colpa tua! -

- Vorrei godermi il viaggio in silenzio - Lo sguardo di Kat era pieno di cattive intenzioni quando si posò in quello ancora divertito dell'altro - non puoi più prenderti certe libertà con me. -

Shane aveva fatto spallucce, apparentemente indifferente - Come vuoi, goditi il silenzio allora -

Kat si voltò subito verso il finestrino, era oscurato e non vedeva un accidenti ovviamente, ma era sempre meglio che fissare Shane, soprattutto adesso che aveva tirato fuori il cellulare e iniziava a scrivere fitto fitto. Stava scrivendo a Claire? Tutto in quella auto le ricordava quello che era successo soltanto un mese prima ... il profumo leggero ma penetrante di Shane, quel calore quasi confortevole, i rivestimenti di pelle sui quali erano seduti. Kat aveva caldo e soprattutto non voleva più pensare a niente. Shane osservava il profilo della ragazza senza farsi notare, in effetti non avrebbe potuto dal momento che lei stava tentando disperatamente di ignorarlo, il suo sguardo scivolava sul volto accaldato di Kat, doveva essere sul punto di esplodere con quella pelliccia addosso, ma Shane capiva il motivo per cui aveva deciso di tenerla.

- Hai tagliato i capelli? -

Kat fu stupita da quella domanda, soprattutto per quel tono calmo e rilassato, così diverso dal solito Shane

- Sì ... non se n'è accorto nessuno, sono soltanto un paio di centimetri -

- Nessuno? Io me ne sono accorto - Argomentò il ragazzo, sorridendo appena di fronte al viso ancora più perplesso di Kat - ti stanno bene, ho sempre pensato che saresti stata ancora più bella con una tonalità più scura ed un paio di centimetri in meno -

Kat sentì il suo respiro mozzarsi di fronte a quelle parole, automaticamente spostò lo sguardo sul ragazzo che continuava a fissarla con attenzione

- Sono certo che il tuo fidanzato apprezzerebbe -

La limousine inchiodò, risvegliandola da quel momento di panico e confusione, c'era soltanto una cosa che avrebbe voluto dire, ammettere come stavano davvero le cose tra lei e Douglas, aveva mentito a Shane per tenerlo lontano da lei, sarebbe stato semplice e liberatorio metterlo a conoscenza della verità dei fatti.

- E-ecco, in realtà i-io e lui ... - Kat tentennò mentre Shane annuiva e sorrideva appena

- Siete una bella coppia, nient'altro da aggiungere. - Commentò - molto meglio di quanto saremmo potuti esserlo io e te -

La ragazza rimase senza parole, il suo cuore sembrò mancare qualche battito, sentirsi dire quelle cose fu doloroso in un modo che non sapeva spiegarsi. Non aveva finalmente ottenuto quello che voleva? Perché allora faceva così male?

- Siamo arrivati! Finalmente, ci abbiamo messo quindici minuti, Londra a quest'ora? Un caos infernale, dannazione -

Kat si ritrovò ad annuire nonostante non stesse più seguendo le parole vuote di Shane, la sua mente era rimasta altrove, si chiese perché, in qualche modo, non era mai felice di ciò che otteneva.


Dopo molte lunghe settimane finalmente il suo negozio era tornato alla normalità, Annie sospirò fissando l'interno ordinato e finalmente libero da cenere e detriti, una perte di lei era ancora scossa per quello che era successo mentre l'altra si faceva forza. Mancava ancora un po' di tempo a Natale, poteva nuovamente allestire la vetrina e aprire prima delle feste, in modo da non perdersi il periodo in cui il suo incasso aumentava. Sapeva che sarebbe stata un'impresa dura ma non si sarebbe arresa, il suo sogno era ancora miracolosamente in piedi. Si sentiva in qualche modo in difetto per aver accettato quei soldi, provenivano pur sempre da Harley, avrebbe preferito non averci più a che fare ma la sua vita sembrava irrimediabilmente legata a quella del ragazzo. La rossa chiuse la saracinesca ripromettendosi di tornare la mattina presto, accendere i forni e mettersi all'opera, ma prima di potersi allontanare diretta verso casa la figura di Konnor comparve davanti a lei ostacolandola.

Dal loro ultimo bruciante confronto non avevano più avuto contatti, lei aveva rifiutato diverse chiamate e alla fine il ragazzo non aveva più insistito, ma adesso era lì. Annie era indecisa sul da farsi e tentò di passare oltre ma Konnor si piazzò in mezzo alla strada sbarrandole il passo.

- Credevo di essere stata chiara – disse lei senza guardarlo.

- Sì, ti ho lasciato del tempo ma Annie ... siamo amici da una vita, per favore, lo sai anche tu che non ero d'accordo – commentò l'altro.

- Beh allora perché li hai seguiti? Perché mi hai mentito? – chiese irritata – mi fidavo di te! –

- Cerca di essere realista Annie! Come avrei potuto lasciarli soli? Mi hai chiesto di vegliare su Harley perché tu dovevi allontanarli, credi che lui volesse uscirne? C'è dentro anche troppo! –

Lei abbassò lo sguardo, era arrabbiata ma non con lui, sapeva che Konnor era un bravo ragazzo, forse era più infuriata con se stessa, per essere così profondamente debole.

- So che non puoi combattere quei sentimenti Annie – disse ad un tratto il rosso facendo spostare lo sguardo della ragazza su di lui – so che non puoi semplicemente mettere da parte quello che provi per lui, ma ti prego solo di stare attenta, di fidarti di me e chiamarmi se ti serve aiuto, io ci sarò sempre per te –

Lei sorrise leggermente – sono così debole ... -

- In un mondo giusto adesso le cose sarebbero diverse – continuò lui – sarebbe facile cancellare tutto con un colpo di spugna magari alle brave persone non succederebbe mai nulla di male, ma questo mondo non è giusto né semplice. Devi solo stare in guardia –

- Quelle persone ... - mormorò lei – che sono venute qui, torneranno? –

- Non credo, forse stanno mirando altrove – spiegò – ma tu cerca di non restare da sola, verrò qui ad aiutarti ogni volta che posso –

- Non è finita, vero? –

- Non ancora –

- Quando allora? – Annie temette la risposta a quella domanda – e a quale prezzo? –

Ci fu un lungo silenzio in cui lo sguardo di Konnor si mosse lungo la strada, poi si fece coraggio e incrociò lo sguardo dell'amica – finirà presto Annie, non temere sarà dura, ma è davvero l'ultima volta che mi lascerò coinvolgere –

La ragazza annuì da un parte felice di sapere che Konnor ne uscisse davvero ma contemporaneamente non poteva smettere di chiedersi se Harley avesse fatto lo stesso o sei lei possedesse la forza necessaria a lasciarlo andare sul serio.

Quando riprese la strada di casa la sua mente venne invasa da milioni di ricordi, infiniti frammenti di quel passato che non era mai riuscita a superare. Le overdose di Harley, i suoi sbalzi di umore, le bugie, l'ammanco di denaro che aveva trovato in banca e che le era quasi costato la pasticceria. Si soffermava spesso su quei ricordi dolorosi la ragazza, sperando che servissero come deterrente ma ormai era abbastanza onesta con se stessa da capire che anche lei aveva una grave dipendenza. Harley finiva sempre per trovare il modo di tornare da lei e Annie stupidamente lo lasciava entrare nella sua vita, anche con piccoli gesti.

Arrivata davanti alle scalinate che precedevano il suo portone di casa la rossa si accorse di qualcuno accasciato lì di fianco con aria moribonda. Quella visione non la stupì né la turbò, anche se avrebbe dovuto, ormai era abituata a certe scene. Harley se ne stava rannicchiato accanto alla scala di marmo, con il suo solito giubotto di palle che lo copriva a stento dal freddo, il colore del suo viso era grigiastro simile a quello dell'asfalto. Il cuore di Annie si strinse alla vista di quella scena, il viso del ragazzo era sempre più smagrito e due occhiaie scure scavavano ancora di più le sue orbite. La ragazza si inginocchiò portando una mano a sfiorargli la spalla.

- Harley ... - chiamò con un filo di voce.

Lui aprì debolmente gli occhi e sorrise lievemente – Annie dolcezza ... -

- Che ci fai qui? Si gela fuori, vuoi morire assiderato? –

Lo sguardo del ragazzo era leggermente confuso ma non smetteva di avere quell'espressione rilassata e calma – oh ... io ... ti stavo aspettando, è andata bene la giornata? –

La rossa scosse la testa – dovresti smetterla andiamo, non puoi passare intere giornate qui fuori, stai cercando di ammazzarti? –

Quello scosse la testa – solo che per ora non so bene dove andare non ho i soldi per pagare l'appartamento - rise - mi hanno temporaneamente sfrattato –

Doveva essere rimasto al verde dopo averle dato i soldi per la ristrutturazione si disse la ragazza, ma quel gesto non la impietosì, di certo in qualche modo il moro doveva aver previsto anche quello.

- Sei qui per elemosinare una casa? – chiese quella senza nessun emozione particolare.

- Così mi ferisci dolcezza – rispose quello.

- Alzati, o preferisci morire assiderato? – chiese la ragazza tendendogli una mano.

Harley la prese e si fece aiutare a mettersi in piedi, poi con l'aiuto di Annie salì le scale ed entrò nel palazzo.

Il piccolo appartamento era esattamente come lo ricordava notò il moro, non era cambiato nulla, dai quadri agli oggetti posati sulla libreria, era rimasto tutto come congelato dall'ultima volta che era stato lì, eccetto la sua roba che ormai era del tutto sparita dalla circolazione, riposta in qualche scatolone chissà dove.

- Non credere che mi senta in colpa per il fatto che strisci lungo i marciapiedi – disse la ragazza togliendosi la giacca – te la sei cercata e quei soldi non sono che una parte per tutto quello che mi hai portato via -

Il moro rise, sapeva essere crudele la sua bella Annie – portato via? Non posso credere di aver fatto solo quello amore – il ragazzo si avvicinò a lei di qualche passo – sono certo di averti anche dato qualcosa –

Lei distolse lo sguardo per evitare di fissare troppo quegli occhi ardenti che non facevano che divorarla – forse all'inizio ... forse se le cose fossero andate diversamente saremmo potuti essere felici, ma adesso ... sto solo aspettando la prossima volta che mi deluderai, non mi aspetto altro. –

- E se ti dicessi che questa volta è diverso? Se ti dicessi che sto mettendo a soqquadro il mondo per te? Per far finire tutto come tu desideravi ... -

- Se davvero tutto quello che sta succedendo è colpa tua Harley, penserei che sei più pazzo di quanto potessi immaginare – disse la ragazza a denti stretti.

- Si fanno cose pazze per amore, non è di questo che scrivono i poeti? – rise lui.

- Non è un gioco, lo capisci? La mia vita, quella degli altri, continui a stravolgere tutto con noncuranza come se fosse solo un film, qualcosa che non ti riguardi ... stai ferendo persone che ti hanno sempre aiutato e lo fai come se nulla fosse –

- So bene che si tratta del mondo reale non temere, non l'ho mai dimenticato, è per questo che mi batto così strenuamente – disse il ragazzo allungando una mano verso di lei e sfiorandole una guancia – il mondo è una tragedia e io mi sto preparando all'ultimo atto ... ma prima vorrei sapere se ho l'attenzione della mia dama –

Annie era immobile, paralizzata dal tocco familiare di Harley, le sue dita si erano spostate lungo il collo della ragazza e ora le accarezzavano la spalla.

- Che fine ha fatto Jason? – chiese il ragazzo in un sussurro.

- Io ... - la rossa si destò al suono di quelle parole, quella risposta fu scontata per entrambi – io ... non lo vedo più da un po' di tempo –

Il sorriso sulle labbra del moro si allargò – allora non sarà un problema se resto io qui con te ... per un po' – il volto del ragazzo si avvicinò di più a quello di Annie, i suoi occhi grigi stavano risucchiando quelli nocciola dalla ragazza –

- Puoi ... stare sul divano – rispose quella con tono incerto.

- Sul divano? – ripetè il ragazzo accennando un sorriso.

I loro visi erano tanto vicini da potersi quasi toccare, fu Harley a compiere un ulteriore passo in avanti catturando il volto della ragazza fra le mani e poi premere le sue labbra su quelle di Annie. Ci un momento in cui entrambi trattennero il respiro e il bacio fu nulla più che uno sfiorarsi di palle, quasi come se temessero le conseguenze di un contatto più profondo. Poi la rossa dischiuse appena le labbra e portò una mano ad afferrare una spalla del ragazzo, questo gli concesse il permesso di approfondire quel contatto. Il bacio fu da prima leggero ma presto divenne feroce, le loro labbra e i denti si scontravano avidamente mentre le mani del moro attiravano la ragazza sempre più strette. Si staccarono solo quando entrambi non riuscirono più a trattenere il fiato, le loro menti erano ancora duramente provate e il cuore pompava sangue ad una velocità fin troppo elevata. Da quanto tempo non succedeva? Per un attimo Annie provò a pensarci, da quanto tempo non si sentiva così coinvolta, così persa, Harley aveva il dono di assorbirla completamente, era la cosa che lo rendeva tanto pericoloso.

- Sul divano- disse ancora la ragazza spostandosi a una distanza di sicurezza da lui – prendo una coperta ... -

Il moro sorrideva estremamente soddisfatto – come desideri, se vuoi posso darti una mano in pasticceria ... sai come ai vecchi tempi, devo ancora risarcirti ... -

La ragazza scosse la testa prima di cambiare stanza alla ricerca di qualche coperta, era consapevole che si era cacciata in un brutto guaio – vedremo ... -

Harley sorrise mentre si stendeva sul divano non poteva fare a meno di provare quella scarica di adrenalina che gli correva veloce dentro le vene, la sua Annie, la sola possibilità di riaverla lo faceva sentire bene quanto una dose, ne era decisamente dipendente.


Yoru se ne stava nel letto a pensare a quello che Kat le aveva detto, di recente le cose si stavano facendo complicate per tutti, non solo la sua amica aveva più di un uomo ostinato a cui pensare ma persino lei aveva problemi di cui a stento comprendeva la natura. Su una cosa Kat aveva ragione, Konnor si sentiva tagliato fuori, sia per via dell'arrivo di Akihiko, che per quanto successo con i suoi, a complicare il tutto c'era anche quell'altra faccenda. La ragazza si passò una mano sul viso, sarebbe stato bello poter trascorrere giorni normali, tornare anche se per qualche istante alla vita di qualche mese fa, dove tutto sembrava meno complicato.

Così si decise a seguire il consiglio di Kat, raccolse il telefono e compose il numero di Konnor, non servirono molti squilli, rispose immediatamente.

- Ehi, come te la passi? – disse la ragazza cercando di mantenere un tono allegro.

- Non male, oggi ho parlato con Annie, insomma ho cercato di chiarire un po' – rispose lui – la tua giornata è andata bene? –

- Tutto nella norma, tu hai avuto problemi? – quasi ebbe paura di chiedere.

- Per il momento calma piatta, credo si stiano preparando almeno questo è quello che pensa il signor K –

- Questi sono giorni strani ... io ...vorrei davvero fare qualcosa per farti sentire meglio- commentò Yoru – e poi Kat non fa che darmi il tormento, vorrebbe uscire, mi chiedevo se a te andasse fare un giro, per distrarti un po'. Sempre se hai voglia di vedermi –

Sul volto del ragazzo apparve un sorriso amaro – ho sempre voglia di vederti Yoru, credimi –

- Allora ti va bene domani sera? Io vorrei dirlo anche ad Akihiko – disse la ragazza inspirando profondamente - so che non ti va a genio, so che tutta questa storia sta creando tensioni ma vorrei che tu potessi fidarti di me e vedere che non c'è nulla che non va, se lo conoscessi –

- Non è di te che non mi fido – rispose quello interrompendola – so bene che non dovrei preoccuparmi -

- Allora perché sento che ci stiamo allontanando? Persino adesso mentre parliamo – mormorò la bionda sentendo una fitta dolorosa al petto, non le era mai capitato di sentirsi così, le mancava quasi il respiro.

Ci fu un lungo silenzio – forse perché il divario che prima non vedevamo sta diventando una voragine –

- Ma verrai, vero? Domani ... - insistette la ragazza.

- Certo ... - sussurrò lui – anche se non sembra, non smetterò mai di lottare per te Yoru. Da quando ti ho incontrato mi sono sentito davvero felice, non voglio rinunciare ... -

- Allora a domani-


Quando la chiamata si interruppe Yoru prese nuovamente il cellulare e mandò un messaggio a Kat sperano di poter contare su di lei:

" Ho chiesto a Konnor di uscire domani sera, lo dirò anche ad Akihiko, posso contare sul tuo supporto?"

" Non temere Kat è qui per questo! Non essere nervosa, sono certa che tutto andrà per il meglio!"

La ragazza sospirò sperando che questa idea funzionasse davvero, che in qualche modo riuscisse a ritrovare parte di quella pace che sembrava ormai lontana. Prima di mettersi a dormire si rigirò ancora una volta il telefono fra le mani e pensò ad un'altra pesona che meritava una nuova occasione. Decise di scrivere un messaggio a Shane:

" Ho organizzato un'uscita con Konnor e Akihiko vorrei calmare le acque, posso contare anche su di te, non sono sicura di poterla gestire "

" Che fine ha fatto la tua inseparabile comare?"

" Ha un improrogabile impegno, le solite questioni di stato di Kat ... per favore Shane, vieni con me"

" Se una damigella ha bisogno di aiuto, Shane Gould è sempre pronto a correre in soccorso, non temere mia adorabile Kill Bill, ci sarò ;)"

La ragazza si lasciò cadere con la testa sul cuscino sperando che questo piano non le si sarebbe ritorto contro, dopotutto ognuno di loro aveva bisogno di un momento nel passato, dove tutto sembrava inspiegabilmente più semplice di quanto stava accadendo in quei frenetici giorni.

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