Chapter 39 - The queen is back
Ultimamente Yoru non si sentiva molto in forma, il suo umore era basso e non solo per via di quello che era successo fra i suoi e Konnor ma anche per la piega desolante che aveva preso la sua routine. Quella mattina andare a scuola era più faticoso delle altre volte, era stanca di passare attraverso tutte quelle occhiate ogni giorno, sentire quei bisbigli. Niente Kat, niente Shane, solo lei ad affrontare delle persone odiose per poi tornare a casa e restarci chiusa per ore, con i paparazzi che ancora speravano di strapparle informazioni.
- Lei mi da davvero preoccupazioni Miss – esclamò la signora Watson osservandola mentre faceva colazione.
- Mi passerà Watson ... solo che rimpiango tempi migliori, ti succede mai? Che ti rendi conto di quanto fosse bello prima solo quando il presente fa davvero schifo? – esclamà la ragazza.
- Io preferisco vedere sempre il lato migliore del presente – commentò la donna – prima non ci sarebbe stato il signor Yeats –
La bionda fissò la governante con sguardo truce, come a chiedersi quanto sua madre se ne fosse lamentata.
- Te ne ha parlato? Conoscendola, credo che sia arrabbiata sul serio – mormorò lei.
- Sono certa che le passerà, sua madre è una donna molto apprensiva ma non c'è nulla di cui preoccuparsi – rispose la donna.
Yoru avrebbe tanto voluto concordare con quell'affermazione, ritenere Konnor un tranquillo ragazzo come tanti, ma ultimamente nulla era più lontano da quell'affermazione. Continuava a pensare a quello il ragazzo le aveva rivelato le metteva ansia, uno scontro diretto, prima o poi, sentiva quasi l'orologio ticchettarle in testa.
Quando alla fine la bionda si mise in marcia verso la scuola pregò che il tempo accelerasse, sperò che nessuno le rivolgesse la parola fino agli allenamenti e che il suo corpo diventasse invisibile come quello di uno spettro.
Ebbe ragione solo in parte, l'attenzione quella mattina non era puntata su di lei, una massa di studenti affollava il piazzale della scuola, era difficile capire quale fosse l'oggetto di tanto stupore. Così Yoru si voltò indietro e proprio in quel momento notò un'auto dall'aria parecchio costosa parcheggiata proprio a pochi passi dall'ingresso, non riuscì a vedere il conducente ma le si mozzò il fiato quando vide Kat venirne fuori.
Tutti i presenti la fissavano sconvolti mentre lei ravvivava i capelli mossi in un gesto estremamente elegante, si chinò leggermente verso l'interno dell'auto e salutò qualcuno, poi cominciò a camminare impettita verso la scuola.
La bionda non ebbe dubbi, Kathleen Westwood era tornata e lo aveva fatto in grande stile.
Yoru si mosse verso l'ingresso per cercare di raggiungerla, ovviamente la sua apparizione plateale aveva portato tutte le oche della scuola a rigarle nuovamente intorno.
- Kat! Ehi Kat! Sei raggiante – disse una di loro sorridendo.
- Sei stata in California, vero? – commentò un'altra – La tua pelle è fantastica, deve essere un altro mondo lì! –
- Sbaglio quello era Douglas Withmoore? Proprio quel Douglas! –
La mora continuava ad avanzare ignorandole totalmente, fu solo quando spostò lo sguardo lungo il corridoio che si rese conto della figura di Yoru che la osservava a distanza, stava leggermente sorridendo. A quel punto anche le labbra di Kat si schiusero in un sorriso caldo e felice, poi aprì le braccia e strinse la bionda in un forte abbraccio.
- YORU!!! – esclamò stritolandola in una morsa ferrea – mi sei mancata da morire!!! –
La ragazza ricambiò la stretta – anche tu Kat, i miei complimenti, sei riuscita a riaverli ai tuoi piedi –
Quella scosse le spalle – Sai una cosa? Non mi importa più, mi sono stancata di loro, dopo quello che mi hanno fatto possono anche andare al diavolo –
- Ma chi c'era con te? Era davvero Douglas Withmoore? Il figlio dell'industriale americano? – la bionda era stupita.
- Già! L'ho conosciuto mentre ero da mio padre, mi ha proposto di tornare qui con lui. A quanto pare la mia entrata non è passata in sordina – ammise.
- Kat, hai gli occhi aperti vero? Non ti stai cacciando nei guai? – chiese la bionda preoccupata.
- E' tutto sotto controllo, cara mia! Davvero, Douglas è stato gentile, non mi ha giudicata da quelle stupide notizie squallide, mi ha soltanto offerto un passaggio, si fermerà a Londra per un po' – spiegò.
- Beh, io sono felice che tu sia di nuovo qui! Senza di te è tutto terribilemente deprimente. Stasera ti va di venire a casa mia? –
- Ovvio! Se vuoi possiamo anche uscire! Non mi hai ancora raccontato della tua serata con Konnor! – la mora fremeva di curiosità.
Yoru ebbe un fremito nel ricordare quello che era successo – lasciamo perdere ... mia madre ci ha beccati in cucina ... - Kat mise su una faccia totalmente sconvolta – ma non è la parte migliore! Vieni –
Le due ragazze sgattaiolarono in bagno e Yoru sollevò la camicetta della sua divisa, proprio sotto gli occhi sbigottiti di Kat apparve un tatuaggio che la ragazza aveva sotto l'ombelico.
- Mio dioooo! Che figoooo – esclamò la mora – ti sei tatuata? Se tua madre dovesse scoprirlo! –
- E' per questo che non lo sa – commentò la bionda strizzando l'occhio – è il nostro segreto –
- Ho la bocca cucita! – promise Kat mentre uscivano fuori dalla toilette – adesso vediamo un po' di ristabilire l'ordine qui! –
- Sono proprio contenta che tu sia tornata – ammise Yoru seguendola.
Svariate ore dopo quando la bionda terminò i suoi allenamenti di nuoto si ritrovò con il cellulare fra le mani, era indecisa se comporre quel numero ma lo fece comunque, se non altro aveva una buona scusa.
- Ehi, finiti gli allenamenti? – rispose la voce stanca di Konnor.
- Sì adesso ... ma che hai? Stavi dormendo a quest'ora? – chiese lei incerta.
- Quell'idiota di Shane non mi ha fatto chiudere occhio ieri notte. Dio, sembra la principessa sul pisello in carne e ossa ... - sembrava davvero distrutto.
La ragazza rise – beh, i tuoi supplizi stanno per finire, puoi dirgli che Kat è tornata, sono certo che abbandonerà questa sua avventura per tornare alla carica. Sembra che non gli importi di niente e nessuno ma per Kat farebbe di tutto –
Il rosso sorrise – penso tu abbia ragione, ogni tanto quando smette di lamentarsi lo vedo pensieroso, penso che si senta un po' in colpa. –
- Tu come stai invece? – domandò Yoru – ci sono novità? –
Konnor non rispose subito, non avrebbe voluto dire nulla ma sapeva che era giusto farlo – abbiamo preso i contatti con un'altra piccola gang, ci sarà un incontro ... se ci aiuteranno abbiamo qualche possibilità – spiegò – tu hai visto movimenti strani? –
- Non più, ma di recente vado solo a scuola e poi a casa, non preoccuparti, non mi succederà nulla – lo rassicurò.
- L'altro giorno ... - la voce di Konnor si era fatta flebile – hanno distrutto il locale di Annie e lei ha scoperto che la banda esiste ancora ... è stato un vero casino, non mi parla da quel giorno, ho provato a chiamarla ma ovviamente ... -
Ci fu un momento di silenzio – mi dispiace – disse Yoru alla fine – lei ... -
- E' totalmente a pezzi, questa storia ci sta distruggendo ed è lontanda da una soluzione. In che genere di faccenda ti sto coinvolgendo Yoru? Che razza di egoista sono? –
La ragazza strinse saldamente il telefono come se con quel gesto potesse afferrare il ragazzo – non dire cose del genere, conosco i rischi, sei sempre stato onesto con me, questa storia finirà –
- Devo andare adesso ... ci sentiamo presto – mormorò il rosso.
- Certo, passo a trovarti appena posso! –
- D'accordo –
Quando Konnor chiuse la chiamata si lasciò andare con la schiena sul divano, sospirò fissando il soffitto con aria stanca, la normalità certi giorni gli mancava tanto da mozzargli il fiato. Si sollevò deciso che avrebbe riprovato a sistemare qualcosa con Annie, convincerla almeno ad accettare il loro aiuto per proteggersi. Non avevano idea di quando i cinesi avrebbero colpito di nuovo, se avrebbero deciso di smettere con gli avvertimenti e passare al male fisico.
- Shane io sto uscendo – disse il ragazzo dietro la porta del bagno – cerca di non dare fuoco alla casa, è l'unica che ho –
L'altro si affacciò alla porta con sguardo truce – Mi vuoi lasciare qui? Tutto solo? –
- Ti lascio qui con un'informazione su cui spero tu rifletta. Kat è tornata –
Ci fu un profondo silenzio e lo sguardo di Shane si fece molto serio, tanto che Konnor si stupì, non ci furono battute o altro, il rosso lasciò l'appartamento sicuro che il ragazzo in sua assenza avrebbe elaborato un piano invece che fare danni.
Quando Konnor arrivò davanti al palazzo dove abitava Annie non rimase sorpreso nel vedere qualcun altro fermo davanti al portone, la vista di Harley bastò per rendere il rosso estremamente di malumore.
- Che diavolo ci fai qui? – esclamò irritato.
L'altro non rispose, se ne stava appoggiato al muro con la sigaretta fra le labbra e l'aria rilassata.
- Harley! Che cazzo fai qui? Non hai ancora smesso di tormentarla? Dopo tutto quello che le hai fatto? – ringhiò.
Ancora nessuna risposta ma prima che il rosso potesse aggiungere altro vide il portone aprirsi e la sua amica uscire, lei gli dedicò un aria sorpresa che si tramutò subito in risentimento.
- Konnor, che vuoi? – chiese nervosa.
- Annie ... per favore, dobbiamo parlare, sono giorni che ignori le mie chiamate – disse.
- Ho detto che ho chiuso con tutti voi, lasciami in pace, non voglio sentire altre stronzate che mi rifilerai per tenermi buona, so tutto quello che devo sapere – ringhiò.
Poi Harley si staccò dal muro e seguì la ragazza lungo il marciapiede, Konnor rimase pietrificato, non poteva crederci.
- E' stato lui a raccontarti quello che devi sapere? Stai scherzando Annie? Sei tornata con lui? –
Quella si voltò e lo fulminò con lo sguardo – no, anche se non sono affari tuoi, ma se c'è qualcuno che non mi ha mai mentito sui vostri loschi giri quello è Harley –
- Ma ti ha mentito sul resto ... andiamo quanto credi ci metterà a ricominciare a farsi? Come puoi solo pensare di contare su di lui?-
- Dovresti proprio andare via – fu proprio il moro a parlare finalmente – l'ironia della sorte è che credi sempre di essere migliore di tutti Konnor ... ma non lo sei ... le tue mani sono sporche quanto le mie anche se non ti piace ammetterlo –
Il rosso sentì una stretta lancinante al petto – si, probabilmente le mie mani sono sporche ma non le ho macchiate tradendo chi mi ha sempre dato tutto ... -
A quel punto accadde qualcosa di totalmente inatteso, Harley si mosse verso l'amico e dopo avergli afferrato un braccio parlò al suo orecchio con un sussurro appena udibile.
- Tutto questo era per lei –
Silenzio.
Konnor non riuscì a emettere un solo suono quando quelle parole raggiunsero il suo cervello, tutto questo era per lei. Come sempre Harley non si smentiva mai nella sua meschinità ma quella volta di certo aveva superato qualsiasi limite. Mettere tutto a rischio, distruggere le vite di altre persone, pungolare Skull fino a fargli passare il segno, solo per avere un occasione che stava finalmente cogliendo. Condannare a morte delle vite innocenti non era nulla se poteva afferrare nuovamente l'anima di Annie con le sue mani gelide. Questo era Harley.
Il rosso fu grato di rivedere nuovamente la porta del suo appartamento, ci sarebbe stato per poco tempo, poi si sarebbe recato al DOM ma prima voleva controllare Shane e magari portarlo con lui. Quando varcò la soglia fu colto da un profondo silenzio, osservò bene la casa e si rese conto che era totalmente vuota, nessuna traccia del ragazzo né dei suoi vestiti. Shane aveva lasciato l'appartamento, prima che Konnor andasse via si rese conto che c'era un biglietto sul tavolo della cucina, era scritto a mano.
C'è un momento in cui un uomo deve fare un grosso respiro e fare l'uomo davvero. Ti aspetto al Bulgari quando deciderai di affrontare quella sfida.
Il rosso scosse la testa, vedeva tutto sgretolarsi davanti ai suoi occhi ma sorrise, Shane Gould era uno squalo forse per lui c'era speranza.
Non c'era niente al mondo come il letto di casa, Kat sospirò profondamente, rivedere Yoru e passeggiare di nuovo per le strade di Kensington era stata una sensazione meravigliosa, stava perfino iniziando ad abituarsi alle chiacchiere della gente, aveva sviluppato una sorta di bolla dietro la quale isolava tutto ciò che non voleva vedere né sentire. Doveva mantenere quella rotta anche con Shane, sapeva che lo avrebbe visto prima o poi, forse quella mattina stessa a scuola, sapeva che i suoi avrebbero fatto di tutto per evitargli l'espulsione, era così pessima da sperare che almeno per quella volta Shane venisse allontanato da lei.
Così dopo la seconda sveglia si sollevò dal letto e si decise ed iniziare quella nuova giornata scolastica.
- Sono felice di riaverti qui, tesoro - Sua madre le aveva dato un bacio sulla guancia prima di guardarla andar via. Alla fine la loro quotidianità stava riprendendo come sempre, Kat era meno spensierata di quella che era stata in passato, ma stava imparando, forse perfino maturando di fronte ai problemi della vita.
Anche Yoru era pensierosa quel mattino, Kat sapeva che aveva molto a che fare con Konnor e con quello che succedeva nella sua banda, la mora non aveva voluto approfondire troppo l'argomento, pensava che neanche la sua migliore amica fosse aggiornata su tutto quello che il suo ragazzo faceva. Forse era meglio così, aiutava tutti ad andare avanti come meglio potevano.
- Dov'è il tuo nuovo ragazzo? Oggi non è venuto a prenderti - Gli fece notare Yoru quando entrarono all'interno dell'edificio scolastico
- Non è il mio ragazzo! E' solo un amico, anzi non sono neanche sicura di poterlo definire tale sinceramente - Kat fece spallucce - comunque forse si libera per pranzo, a quanto pare lavora parecchio, ma è qui in zona. -
- Ha una sorella hai detto? -
- Claire Withmoore, la conosci, è su tutte le copertine americane -
Yoru scosse la testa - E invece no. Che tipa è? -
Kat ci pensò su un attimo, stava ancora cercando di non fare troppo caso alle occhiate generali che le lanciavano i suoi compagni - Stronza, direi. Ma con me si è mostrata gentile, probabilmente perché è stato Douglas a raccomandarle di farlo, non saprei - Le parole le si mozzarono in gola, girato l'angolo era quasi andata a sbattere contro Wright in persona. Kat si immobilizzò mentre anche il suo ex ragazzo impallidiva. Ci fu un istante di incredibile imbarazzo, fu come se il tempo si fosse fermato intorno a loro, gli occhi di tutti erano puntati sulla coppia più discussa della scuola.
- Kat ... - Provò a dire il ragazzo, ma venne immediatamente stroncato dalla mora
- Ci vediamo in tribunale - Disse soltanto prima di passargli oltre, seguita da Yoru. Kat cercò di chiamare a sé tutta la pazienza che possedeva, ma non era semplice, sentiva le mani tremare ed il cuore battere all'impazzata per quella rabbia che non riusciva a controllare. Fu Yoru a portarla subito in bagno, vedendo le condizioni dell'amica.
- Kat, non vale la pena continuare a pensarci ... -
- Vorrei soltanto ammazzarlo con le mie mani - Ringhiò la mora, stringendo tra le mani il lavabo fino a farle diventare bianche - meritavo davvero una punizione del genere, Yoru? -
- E' soltanto questo il punto? O stai anche pensando a quello che ha fatto a Shane? -
La bionda aveva colpito in pieno, ancora una volta Kat si sentì scoperta - Non c'è niente di male nel provare qualcosa per Shane, Kat ... -
- Ma io non provo più niente - Rispose l'altra, era più controllata adesso, era riuscita ad imporsi la calma e avrebbe continuato in quel modo per il resto dell'anno, fino a quando la faccia insulsa di Wright non fosse stata lontano dalla sua vista, come quella di Shane d'altronde.
- Ok, come vuoi ... - Yoru non aveva intenzione di litigare di nuovo con Kat, dopotutto avevano entrambe fin troppi problemi per iniziare una disputa, la sua amica era tornata nel vecchio girone della negazione, era comodo starsene lì, la faceva sentire protetta.
- Ho chiuso con i liceali, lo giuro. Niente drammi, niente fottuti drammi! - La mora aveva lanciato un'ultima occhiata furiosa allo specchio prima di uscire impettita dalla toilette, seguita dall'amica.
Shane era tornato a scuola dopo dieci lunghi giorni di assenze, alla fine suo padre e Gemma erano riusciti ad imporsi sul resto dei genitori, dunque lui era ancora lì a vagare per quei corridoi eleganti quanto tristi, come un fantasma che non trovava pace. Non gli importava nulla delle lezioni, perfino incontrare suo cugino lo lasciava indifferente, Shane era lì soltanto per lei, ma Kat sembrava essere irraggiungibile, le lezioni erano già iniziate quando entrò nell'aula di Scienze e rimase per un attimo sulla porta. Kat era seduta a pochi metri dalla cattedra, al terzo banco, si stava limando le unghie mentre fingeva disinteresse verso il resto dell'umanità. Shane la guardò con orgoglio, era ancora la sua Kat dopotutto.
- Signor Gould, vogliamo accomodarci? - La professoressa Sneider lo fissò con il suo solito cipiglio altezzoso prima di fargli segno di sedersi. I posti accanto a Kat erano tutti occupati, aveva visto la sua schiena irrigidirsi soltanto sentendo il suo cognome pronunciato così improvvisamente, ma non si era voltata verso la porta, lo stava ignorando mentre lui aveva dannatamente bisogno di parlarle.
- Shane - Yoru lo fulminò con lo sguardo dall'altra parte della stanza, poi gli fece segno di evitare qualsiasi cosa avesse avuto in mente. Lo aveva scoperto, quello rise appena e andò a sedersi in uno degli ultimi posti, piegando il capo tra le mani.
Era così che avrebbe passato il resto dei suoi giorni lì dentro? A desiderare una persona che adesso lo detestava con tutto il suo cuore? Era patetico, anche più di quanto avrebbe mai pensato, doveva parlarle, lei era tornata, c'era ancora speranza.
Le lezioni trascorrevano troppo lentamente, a volte Kat sentiva il suo respiro mozzarsi, succedeva più o meno tutte le volte in cui pensava che Shane l'avrebbe avvicinata cogliendola di sorpresa. Aveva bisogno di prepararsi psicologicamente all'eventualità in cui avrebbe dovuto parlargli, quella mattina non aveva ascoltato una sola parola della spiegazione della professoressa, stava soltanto cercando di formulare una strategia per sopravvivere a lui. Quando le due ore di Letteratura Inglese finirono fu il momento peggiore della giornata, Yoru la stava fissando con un'espressione dispiaciuta sul volto
- Mi dispiace, Kat. E' giovedì, ho gli allenamenti a pranzo ... -
Non era necessario che lo dicesse, Kat lo sapeva benissimo purtroppo - I-io potrei venire con te! Mi porto il pranzo e -
- Sono a porte chiuse, ci stiamo preparando per il campionato, il couch è molto severo. Mi dispiace -
- Va bene così, non credo che mangerò in mensa, sarebbe troppo strano starmene da sola - Disse Kat con un filo di voce, poi provò ad abbozzare un sorriso.
- Senti, potresti sempre tornare a parlare con Tamara e le altre -
Kat sperò di aver sentito male - Tu sei pazza, quelle vipere? No, grazie. Adesso pagherebbero per avermi di nuovo con loro, ambiscono al mio nuovo giro con i Withmoore, sono solo delle sfigatissime arrampicatrici sociali. Andrò a mangiare nel mio locale preferito, tesoro. Buon allenamento! -
Kat aveva cercato di recuperare il suo solito brio e si era subito diretta verso il ristorantino italiano in fondo alla strada, avrebbe fatto un pranzo veloce per poi tornare a scuola per le lezioni pomeridiane. C'era ancora da capire come si sarebbero messe le cose con il suo comitato, adesso evitava come la morte l'ottanta per cento delle ragazze che facevano parte del gruppo ... c'era soltanto una cosa da fare, ma quella possibilità non le piaceva. Non voleva lasciarlo, non dopo tutte le fatiche compiute per rendere ogni evento interessante ed imperdibile, in fin dei conti era lei la mente organizzativa di quel club, non quelle idiote delle sue ex amiche. Era così presa da quei pensieri da non notare la figura in avvicinamento alle sue spalle, in condizioni normali avrebbe avvertito l'arrivo di Shane da metri di distanza, ma quella volta non andò così. Kat stava per entrare nel locale quando si sentì sfiorare appena il braccio ed immediatamente si voltò.
Shane. Il suo viso, quella postura rigida, il profumo delicato e così terribilmente suo, non stava sorridendo, non quella volta. Era preoccupato. Furono solo pochi secondi quelli che si concesse per osservarlo, poi fissò i suoi occhi altrove mentre strattonava il braccio, liberandolo dalla sua presa.
- Devo parlarti - Il suo tono era supplichevole, una nota stonata su Shane Gould. Lui non supplicava mai.
- Non abbiamo niente da dirci noi due - Disse Kat con un tono freddo e distante - non farti più vedere. -
- Invece dobbiamo. Devi starmi a sentire -
- No, non devo proprio fare nulla, Shane. Tu non puoi più pretendere niente da me - Continuò Kat, il suo viso si era tramutato in una maschera di rabbia - come puoi venire qui ed avere l'ardire di chiedermi un chiarimento? Io mi sono fidata di te! E guarda cos'è successo ... sono tornata qui per miracolo! Tutta la mia vita privata è finita su quelle dannate riviste, ho vissuto un inferno! -
- Non era quello che volevo! Non avrei mai pensato che sarebbe finita così, Kat. I-io ho sbagliato, mi sono fidato di Chad, non ho neanche immaginato che avrebbe potuto farci una cosa simile! -
- Perché tu non pensi, Shane. E' questa la realtà dei fatti, tu ti butti, non capisci il peso delle conseguenze, tanto c'è sempre paparino a tirarti fuori, no? -
- Stavolta l'ho capito il peso delle conseguenze! - La voce di Shane tremò, così come le sue mani, ancora strette intorno al braccio di Kat, il suo viso era spaventosamente vivo, la ragazza non aveva mai visto tutte quelle emozioni contrastanti in lui - vorrei poter tornare indietro e cambiare il corso degli eventi, ma non posso, Kat. Non possiamo. Però possiamo andare avanti, adesso non ci sono più ostacoli, possiamo stare insieme e vivere come vogliamo .
Kat pensò di aver sentito male, era sconvolta, si ritrovò a ridere di puro divertimento - Cosa? Pensi davvero che io possa voler stare con uno come te? Dopo quello che hai fatto? Credi che mi fidi di te, Shane? -
- Non si ripeterà più niente del genere, te lo giuro - Ribatté Shane con un tono duro, quella risata l'aveva ferito.
- Va a raccontare queste storielle ad un'altra, non sono più la ragazzina stupida di una volta, sai alla fine credo proprio che devo anche ringraziarti, è grazie a te che adesso sono maturata. Ho sviluppato un bel cinismo, non credo più alle favole, né al principe azzurro e non trovo che una storia maledetta come la nostra sia poetica o entusiasmante, ma fa solo schifo. Tutto ciò che voglio è che tu te ne vada via, purtroppo frequentiamo la stessa scuola e gli stessi giri ma questo non vuol dire che non sarà possibile evitarci, perché io lo farò e voglio che lo faccia anche tu. -
Shane era incredulo - Stai soltanto dicendo un mucchio di stronzate a cui neanche tu credi. Sei venuta qui perché volevi che ti seguissi, vuoi che ti corteggi ancora, Kat? Vuoi vedermi morire per te? Va bene, posso venirti dietro per tutta la vita se è quello che vuoi. E' quello che ti piace, quello che fai da quando ti conosco -
- Tu sei pazzo! - Kat si districò ancora da quella presa e stavolta con un gesto violento che fece retrocedere l'altro
- Sono pazzo perché tutte le mie dannate dipendenze mi sono state tolte, ma se soltanto potessi recuperare te ... -
- Me? - Lei rise ancora - Gemma dovrebbe anche consigliarti un buon terapista perché ne hai veramente bisogno. -
- No, so io quello di cui ho bisogno e so anche quello che desideri tu, nel profondo del tuo cuore ... - La voce di Shane si era fatta bassa, in un paio di passi aveva divorato la distanza che lo separava da Kat, ancora una volta la stava stringendo a sé - tu mi vuoi ancora almeno quanto io voglio te, non devi negarlo, perché te lo leggo dentro. Questo giochetto ci farà del male, ne usciremo devastati, smettila di comportarti da bambina, smettila di scappare, voltati e affrontami e se poi finiremo all'inferno lo faremo scommettendo tutto, bruciando nel dolore fino all'ultima goccia di passione.-
La ragazza sfuggì ancora una volta dalla sua presa, lo sguardo di Shane era così intenso che sembrava capace di perforarla come un aculeo appuntito, le sue parole strisciavano sulla sua pelle come seta pura, era il potere che possedeva Shane quello. Kat stava retrocedendo piano, voleva fuggire via, aveva bisogno di un'ancora a cui aggrapparsi subito, non voleva annegare nella profondità di quello sguardo. Poi il suono prolungato di un clacson la risvegliò da quella sorta di limbo nella quale era caduta, si voltò verso la direzione di quel rumore e lo vide. Douglas era passato davvero a prenderla, i piedi di Kat si mossero automaticamente verso l'auto del ragazzo, parcheggiata a pochi metri dal marciapiede.
- Dove stai andando ... -
Le parole di Shane si dispersero dietro di lei, non avevano più importanza, era riuscita a sfuggire dalla sua morsa letale, dal veleno insito nelle sue parole, lo stesso che le entrava dentro e la rendeva così totalmente priva di volontà.
- Accidenti, quello è Shane Gould - Il sorriso di Douglas la illuminò subito - qualcuno qui ti ha appena dato un uscite gratis da prigione -
- Non sai quanto - Confermò la ragazza, chiudendo velocemente lo sportello dell'auto. Si rifiutò di guardare indietro, non voleva incontrare il volto di Shane, stava ancora male, sentiva il suo cuore battere forte nel petto, era in ansia, di nuovo.
- Cos'è che vuole? Anzi, no. Fammi indovinare ... sta cercando di riconquistarti? -
Kat scosse la testa - Lascia perdere, non voglio parlare di Shane, è soltanto una perdita di tempo. -
- Bene, se le cose stanno così - Douglas sembrava soddisfatto mentre passava dalla strada al volto della ragazza, fissandosi a guardarla per qualche secondo - dove vuoi che ti porti? Hai già pranzato? C'è il ristorante di un mio amico, è veramente un posto fantastico, ma dista un po' ... non credo che riusciremmo a tornare per le lezioni pomeridiane -
- Non importa, guida - Kat aveva parlato con voce ferma e aggressiva. Qualsiasi posto lontano da quella scuola e da Shane l'avrebbe fatta stare meglio, pensò, incontrando lo sguardo trionfante di Douglas.
- Adesso mi sei debitrice - Le fece notare il ragazzo - ti ho tirato fuori da una situazione spinosa, mettersi contro un Gould non è piacevole -
Kat rise, anche se non c'era gioia in quel gesto - Che cosa vorresti quindi? -
L'altro fece finta di riflettere un attimo - Un'uscita! Ti va? -
- Douglas ... -
- Kat ... -
Lei sospirò profondamente, un'altra situazione strana nella quale non avrebbe dovuto finire, lui aveva una ragazza, una bellissima ragazza e qualsiasi cosa ne dicesse rimaneva pur sempre tale. Che cosa stava facendo?
- Da amici? - Aggiunse poi Douglas, vedendola fin troppo in difficoltà
- Non lo stiamo già facendo? -
- Beh, sì. Ma io mi riferivo ad un'uscita serale ... tra amici!-
Kat si lasciò andare ad una risata bassa, non era una stupida, sapeva che c'era molto di più dietro quelle parole, glielo leggeva in faccia, nel modo che aveva di guardarla, dalla sua mano appoggiata sul bracciolo del suo sedile, non la stava toccando, ma sarebbe bastato un movimento minimo per far sì che le loro mani si sfiorassero.
- Ti faccio vedere i posti che frequento quando vengo da queste parti, non troverai stupidi liceali lì, te lo assicuro. -
Cosa c'era di male dopotutto? Voleva solo divertirsi, impegnare la sua mente in cose nuove, smettere di pensare a lui, a quello che era successo, alla tragedia che era diventata la sua vita una volta perfetta
- E va bene, ma da amici ... -
- Ovviamente - Confermò l'altro e Kat non poté fare a meno di notare il malizioso luccichiò dei suoi occhi mentre tornava a fissare la strada. Era soltanto un'altra preda per lui? Ma perché proprio lei? Il mondo era pieno di donne e solo Dio sapeva quante di queste avrebbero fatto delle follie per passare qualche notte con Douglas Withmoore.
Kat lo avrebbe tenuto d'occhio comunque.
ANGOLO AUTRICI:
Care lettrici la nostra Regina è tornata in grande stile, si sentiva la sua mancanza! Adesso vediamo come la situazione si evolverà! Cogliamo l'occasione di ricordare che nella nostra pagina autore su Fb trovate sempre informazioni sugli ultimi aggiornamenti di Good Girls, adesso che si avvicina il periodo natalizio abbiamo una sopresa per le amanti della storia. Per Natale metteremo sulla nostra pagina un video che abbiamo creato per voi ispirato ai nostri cari personaggi. Speriamo vi piaccia!
Buone Feste
BLACKSTEEL
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