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Chapter 38 - 99 problems

- Perché lei è qui? Che cosa stai cercando di fare, fratello? - Claire Whitemoore aveva arricciato le sue bellissime labbra truccate di rosso e aveva puntato lo sguardo sulla new entry della serata, Kat Westwood avanzava con la sua solita eleganza e sfrontatezza verso il gruppetto di gente al centro della sala. Il ragazzo sorrise, sporgendosi appena verso la sorella

- L'ho invitata alla festa naturalmente. So quanto ti piace essere circondata da celebrità -

- Ma non da lei - Specificò la rossa - voglio tenermi fuori dai tuoi giochi, siamo intesi? -

- Sii carina almeno per stasera, sono vicino così dall'avere quello che voglio - Commentò il ragazzo, poi sorrise alla volta di Kat e andò a scortarla. Claire cercò di non mostrarsi furibonda, si impegnò a sorriderle e a dirle poche parole di apparente gentilezza.

- Ben arrivata, spero che ti divertirai, Kathleen - La salutò con un lieve bacio sulla guancia prima di tornare dalle sue amiche.

- E' una festa di addio, anche Claire domani si trasferirà a Londra. Non ne è per niente entusiasta, deve lasciare qui i suoi amici, la sua vecchia scuola, tutto quanto ... credo proprio che troverà il modo di farla pagare ai nostri genitori - Douglas rise appena, Kat conosceva bene il carattere della rossa, dopotutto anche da bambina si era dimostrata tutt'altro che arrendevole. Era più o meno la sua copia, ma senza il lato tenero che contraddistingueva Kat.

- Grazie per avermi invitata, non ho ancora capito perché stai facendo tutto questo, ma devo ringraziarti comunque - Le parole di Kat erano sincere, evitò di guardarlo in volto, non voleva arrossire o sembrare stupida, ma in qualche modo doveva qualcosa a quel ragazzo.

- Forse invece puoi immaginare perché lo faccia - Douglas sorrise e c'era una punta di malizia adesso nel suo tono - andiamo a bere qualcosa, la tua ultima serata a Los Angeles deve essere memorabile. - E con questo sperava che fosse memorabile anche per lui, per quanto le stesse addosso lei era ancora molto rigida e guardinga nei suoi confronti, poteva capire bene il perché, doveva farle abbassare le difese il prima possibile. Niente di più facile in una festa dove l'alcol scorreva a fiumi.


Shane continuava a grattarsi con insistenza il collo, infastidito dal tessuto rigido dei suoi nuovi vestiti comprati su una bancherella - Konnor, questo non è puro cotone -

- E che ti aspetti? E' costata tre sterline, Shane! Ma almeno adesso puoi quasi passare per un ragazzo di città e non per un dannato milionario uscito dal monopoly - Konnor stava lievemente gongolando, portare Shane a fare shopping lo aveva fatto sbellicare dalle risate, ancora di più vedere il volto disgustato del moro - senti, tu non hai fame? Ceniamo con qualcosa, dopo devo vedermi con i ragazzi -

Shane era confuso, Konnor lo aveva fatto camminare per tutto il pomeriggio e quelle scarpe non erano di certo la cosa più comoda che avesse mai indossato, anzi adesso cominciava a chiedersi se fosse stata una buona idea andare a Chelsea.

- Ecco, guarda. Proviamo lo street food, fish and chips, ok? O preferisci un kebab? - Chiese portandolo di fronte ad alcuni furgoncini che vendevano di tutto e di più, Shane era nauseato da quell'intreccio di odori forti, si ritrovò a retrocedere appena, la strada era piena zeppa di gente, un dannato caos schiamazzante

- E tu vorresti mangiare qui? In mezzo alla strada e in piedi? In queste condizioni igieniche desolanti? -

- Volevi vedere come vivo? Eccoti come vivo! Non c'è niente di strano nel prendere del cibo da un furgoncino, Shane. Guardati intorno, lo fanno tutti. -

- Bene, se vuoi farti contagiare da qualche strano virus contenuto in questi alimenti, va bene ... facciamolo. Chi sono io per negarti un così delizioso passatempo? -

Konnor rise, quella situazione era più che paradossale, ma era stato Shane ad insistere tanto, alla fine si misero in fila ed aspettarono il loro turno, il moro era esasperato da quella situazione

- Non credo di essere in grado di mangiare in piedi, Konnor - Ammise, poi prese un'altra caramella dal taschino e la masticò

- Vuoi darci un taglio con queste caramelle? Le hai quasi finite e soprattutto stiamo per cenare ormai -

- Ho bisogno di tenermi impegnato, Kon. E gli zuccheri aiutano tanto quanto una bella sigaretta - Gli comunicò il moro prima di accendersene una. Era stressato e anche se avrebbe preferito non ammetterlo se la stava cavando di merda in quel periodo, disintossicarsi era stato difficile ed il peggio non era ancora passato, di tanto in tanto sentiva ancora il suo stomaco torcersi, il bisogno che aveva di prendere qualcosa era fortissimo, impegnarsi in altro poteva aiutare. Lo stava facendo per lei, per quando sarebbe tornata, non poteva permettere ai suoi genitori di farlo ricoverare con la forza, doveva rimanere lì, a tutti i costi.

- Scusami, non ci ero arrivato - Ammise il rosso con una punta di imbarazzo nella voce, poi prese i due kebab - offre la casa, prendi. -

Shane era confuso - Che cosa sarebbe? -

- Cibo, è buono. Mangialo e smettila di brontolare, possiamo sederci sul marciapiede se proprio non riesci a mangiare in piedi -

- Buono per i cani forse ... quanta cipolla c'è qui dentro? - Shane si costrinse a chiudere le narici - no, non posso mangiarlo -

Konnor sospirò profondamente - Facciamo cambio, dannazione. Questo non ne ha, contento? -

Shane non era convinto di quello che stava per mangiare, eppure alla fine morse quella strana roba, soprattutto perché aveva davvero fame. Tutto sommato non era male, il gusto era intenso, le spezie erano troppe, ma aveva senso.

- Hai visto che ti piace? -

- Ho solo fame in realtà, non so neanche cosa sto mangiando e forse è meglio che rimanga un mistero - Ribatté l'altro, Kon gli aveva comprato la coca cola, non la beveva da così tanto tempo, si sentiva quasi un bambino adesso che l'alcol era stato bandito dalla sua vita. Ne prese una sorsata e per un attimo si godette la sensazione fantastica delle bollicine che gli solleticavano la gola, Konnor stava bevendo la sua birra invece, aveva uno sguardo serio adesso, molto pensieroso mentre fissava la folla di gente che passeggiava rumorosamente per la strada.

- Tutto bene? -

Konnor si riscosse, continuava a pensare a quello che era successo due giorni prima a casa di Yoru, quel pensiero lo disturbava e nonostante le rassicurazioni della sua ragazza c'era sempre una sorta di retrogusto amaro per lui.

- Emh, non proprio ... forse ho fatto incazzare qualcuno -

Shane era curioso adesso - Cioé? -

- Due sere fa ero a casa di Yoru per il suo compleanno, ho dormito lì, eravamo sicuri che i suoi non sarebbero arrivati e invece hanno deciso di farle una sorpresa -

- Ohohoh - Shane aveva iniziato a ridere - qualcuno è stato trovato con le dita nel barattolo del miele! -

- No! Dio, no! Non proprio almeno, ci stavamo soltanto baciando in cucina quando sono rientrati, ma sua madre sembrava incazzata, anche parecchio -

- E quale sarebbe il problema? - Shane era confuso nel constatare quanto l'altro fosse imbarazzato in quel momento - ti assicuro che io mi sono ritrovato in situazioni ben peggiori! -

- Non avevo dubbi su questo -

- Sei il suo ragazzo, no? Yoru ti ha fatto dei problemi? -

- No, assolutamente. Non è lei il punto, è che vorrei capire che tipi sono i suoi ... - Konnor sembrava pensieroso e anche lievemente a disagio, era stato un momento dannatamente imbarazzante quello.

Shane fece spallucce - Ricchi? Un po' snob? Le vogliono molto bene, non saranno sempre presenti, ma lei è la loro unica figlia, ovviamente la adorano e tu sei anche il primo ragazzo in assoluto che Yoru ha portato a casa -

- Ecco, non credo che fossero felici di vedermi lì - Ammise quello, portandosi le mani sul volto

- Te l'ho detto, poteva andarvi peggio di così, molto peggio. Conoscendoli potrebbero invitarti a cenare da loro una di queste sere, ti faranno il terzo grado, ma niente di troppo grave -

- E capiranno che non appartengo al vostro mondo - Concluse il rosso

- Beh, lo hanno già capito. Credimi - Disse Shane con un sorriso smagliante sul volto - e dai, ti darò qualche lezione di bonton. Facciamo che ti aspetto al Bulgari la prossima settimana, puoi fermarti quanto vuoi -

- Non esageriamo adesso - Konnor rabbrividiva all'idea di inoltrarsi troppo nella vita di Shane Gould, non era ancora pronto per quel passo. Poi guardò l'orologio, si stava facendo tardi - mettiamoci in marcia, amico, devo fare due chiacchiere con i ragazzi della banda, poi saremo liberi. -

Così si incamminarono verso il solito pub dal quale gestivano i loro affari, Shane si era ammutolito, Konnor non aveva potuto fare a meno di notare quanto fosse restio nel tirare fuori il cellulare, voleva tenersi lontano da tutto e da tutti.

- Non l'hai più sentita? - Aveva parlato a bassa voce, il ronzio lieve della metro non aveva coperto quelle parole che si infransero su Shane come piccoli pezzetti di vetro affilato.

- E' così evidente che sto di merda? -

- No, non proprio. Forse sto iniziando a conoscerti - Ammise il rosso, sorprendendosi da solo.

- Ha cambiato numero, quello vecchio è inesistente - Shane fece spallucce, l'aveva lasciato indietro, tutto qui, lei stava già andando avanti - non vuole sentirmi, se potesse cambierebbe pianeta pur di evitarmi, ecco come stanno le cose adesso. Devo cominciare a voltare pagina. -

Konnor annuì, era affranto - Pensa a metterti in sesto, Shane. Chi può dirlo se un giorno le cose cambieranno? -

- No, ha chiuso con me. Ho sbagliato io, come sempre. E' qui che dobbiamo scendere, no? Che tipi sono questi tuoi amici? - Il moro voleva cambiare discorso, non era necessario dirlo, Konnor colse la palla al balzo

- Alcuni non sono proprio miei amici, è meglio che parli poco, ok? Potrebbero guardarti con sospetto, in effetti non dovrei portarti con me alla riunione -

- Cosa vuoi che me ne importi dei vostri traffici? Io non posso neanche più farmela una dose! - Sospirò teatralmente Shane, portandosi le mani al cuore - era una delle poche cose che mi faceva sentire vivo, Konnor. Adesso mi sento piuttosto inconsistente, tutte le cose belle che avevo sono andate via ... -

- Sembra il testo di una canzone, dovresti comporla - Scherzò il rosso, facendo ridere l'altro. Poi entrarono all'interno del locale dove gli altri ragazzi li stavano già aspettando.

- E lui chi è? - Cominciò Skull nel notare il nuovo arrivato

- E' un mio amico, andrà a sedersi in disparte mentre parliamo, ok? -

Il boss fulminò Shane con lo sguardo, ma alla fine cedette - E va bene, che diavolo. -

- Sei proprio un tesoro - Commentò il moro, beccandosi un'altra occhiata cupa da parte di Skull, alla fine Shane andò a sedersi al bancone, gran bella scelta, si disse, si era appena lasciato circondare da una grande quantità di bottiglie piene di alcolici. Il locale era piuttosto scialbo, ma c'era un po' di gente quella sera, nessuno stava mangiando, Shane continuava a grattarsi con insistenza sul collo, quella dannata t-shirt schifosa lo stava facendo impazzire, se soltanto Gemma lo avesse visto con addosso quei vestiti sarebbe morta di infarto. Forse valeva la pena tornare a casa senza cambiarsi, valutò Shane, adesso con un sorrisino cattivo sul viso.

- Non ci credo ... tu sei Shane Gould - La ragazza parlò piano, un soffio delicato contro il suo orecchio, il moro si voltò verso di lei con la sua migliore espressione sexy impressa sul volto che la fece subito fremere. La ragazza che aveva davanti era bella, con lunghi capelli scuri e carnagione pallidissima, era molto snella e vestiva di pelle nere, sembrava uscita da un contest su Catwoman, una versione particolarmente sexy di Catwoman, si corresse subito Shane.

- Ma ciao ... con chi ho il piacere di parlare? -

- Mi chiamo Laurell - La mora rise piano con quel suo fare malizioso, poi occupò lo sgambello accanto al suo, accavallando le gambe in una posa sexy - e mi sto ancora chiedendo che cosa ci faccia il famoso Shane Gould in un posto come questo - C'era del disgusto nella pronuncia delle ultime parole, chiaramente quella donna ambiva ad altro nella vita.

- Forse avevo voglia di fuggire via dalle brave ragazze snob della Ashbourne - Rispose Shane

Laurell rise, soddisfatta - Bene, è la tua sera fortunata questa. Qui non troverai nessuna brava ragazza - la sua mano inanellata si sporse fino alla coscia di Shane che si ritrovò subito a ridere piano, finalmente aveva trovato un passatempo che lo avrebbe tenuto lontano dalla sua dipendenza per un po'.

- Prendi qualcosa da bere, tesoro, Offro io - Anche Shane aveva allungato la mano verso il corpo della ragazza, scendendo piano sulla sua coscia magra e slanciata, la strinse appena tra le dita, gustandosi l'espressione di piacere che vide apparire sul volto della ragazza. Laurell mandò giù il suo secondo bicchiere di tequila, poi lanciò un'occhiata veloce a Skull che fortunatamente era ancora preso dai suoi affari con i ragazzi, non riusciva ancora a credere di avere avuto quella fortuna. Shane Gould era un dannato dio, ancora di più dopo gli scandali in cui era rimasto invischiato di recente, trasudava fascino da ogni poro, lo voleva, per una notte soltanto voleva capire che cosa si provava a stare con un tipo come quello. Shane strinse la sua presa su di lei, ma fu Laurell a sollevarsi per prima dallo sgabello e a condurlo in disparte, passando attraverso la folla che accalcava il locale, le sarebbe piaciuto farsi vedere da Skull mentre svaniva via con Shane, sarebbe stato divertente come sempre.

La toilette era vicina, a Shane erano mancati quel genere di incontri, la voglia cresceva a mano a mano che i movimenti di Laurell si facevano più serrati contro il suo corpo, la baciò con foga e rabbia, era così teso ed incazzato, perché lui non sarebbe dovuto essere lì, non con lei, non con quella profonda ira che non riusciva più a controllare. Spinse il suo ginocchio tra le gambe di Laurell, divaricandole, non voleva giocare, voleva andare dritto al sodo e così fece. L'aveva afferrata per le cosce e l'aveva penetrata un attimo dopo, spingendola contro il muro freddo del bagno, le unghie della ragazza avevano scavato solchi profondi sulle sue spalle mentre i suoi gemiti violenti venivano coperti dalla musica e il chiacchiericcio della gente oltre quella porta. I movimenti di Shane erano veloci, il piacere ai minimi storici, voleva soltanto venire e provare a sé stesso che anche lui era capace di andare avanti. Non era cambiato niente, Kat non aveva significato nulla, i bei vecchi tempi sarebbero tornati.

Konnor era rabbrividito e aveva perso per un attimo il filo del discorso, i suoi occhi si erano posati sulla porta del bagno dietro la quale Shane e Laurell erano svaniti pochi secondi prima.

- Quindi? - Skull lo stava ancora fissando, confuso

- Emh, è tutto ... non ho altro da aggiungere. Sapete come la penso - Disse brevemente, doveva togliersi dalle palle il prima possibile, sapeva quello che sarebbe successo se Skull avesse notato qualcosa e lui doveva assolutamente evitarlo. Dannato Shane, dannata Laurell ... come aveva fatto a non prevederlo?

- E sai anche come la penso io - Ribatté il boss con il suo solito tono arrogante - voglio un'altra birra -

- Vado a prenderla io - Disse subito Konnor, ma l'altro fu più veloce, il rosso stava sudando freddo. Osservò Skull sollevarsi da lì e dirigersi poi verso il bancone, stava parlando con il barman, soltanto qualche attimo dopo lo vide guardarsi intorno.

- Cazzo ... -

- Che ti prende? - Chiese Will

- Laurell e il mio amico ... -

Ecco, era la fine. Il viso di Skull si era incupito, stava continuando a scandagliare la stanza con gli occhi, era bravo a fare due più due. Konnor si sollevò nel momento stesso in cui vide il suo amico dirigersi impettito verso la toilette. C'era una fottuta tempesta in arrivo.


Era una profonda rabbia a muovere Skull lungo il corridoio perché sapeva già cosa avrebbe trovato aperta quella porta, ma era arrivato il momento di affrontare quell'ennesimo smacco. Ormai nulla sembrava avere più il minimo senso, ogni progetto che tentava di portare a termine era destinato a infrangersi, la sua vita era fuori controllo.

Quando Skull aprì la porta i due ragazzi erano lì come aveva pensato, il volto di Laurell era soddisfatto e arrossato, la sua maglietta sgualcita e il rossetto sbavato. Poi c'era quel lurido figlio di puttana bastardo, spuntato non si sapeva da dove solo per rendere quella giornata di merda ancora più detestabile, stava tentando di chiudere il bottone dei pantaloni.

Fu un movimento molto fluido quello che compì Skull per estrarre il coltello dalla fondina dietro la cintura, la lama fendè l'aria silenziosa mentre il moro si dirigeva verso uno Shane parecchio allarmato.

- Amico mio, parliamone – Disse quello prontamente sollevando le mani.

- Che cazzo credi di fare? Pensi di poterti scopare la mia ragazza? – sbraitò Skull.

- La tua ragazza? Ne nei sicuro? Lei lo sa? – Continuò Shane ma le sue parole non faceva altro che irritare il capo sempre di più.

Con un gesto veloce il moro tentò di tagliare il più giovane, tentare di afferrarlo per aprire uno squarcio in quella sua faccia da principino, ma il giovane Gould schivava in fretta

- Ehi, dannazione! Perché non ne parliamo? - Shane non riuscì a trattenersi, le sue labbra si aprirono in un sorrisetto canzonatorio che fece perdere la testa all'altro.

- Figlio di puttana! Ti ammazzo! -

- Skull! – Gridò Laurell – smettila! Sei pazzo? –

- Stà zitta! –

A fare il loro ingresso nella stanza dopo pochi secondi furono Konnor e i gemelli che avevano seguito il moro.

- Skull, Cristo Santo! Lascia perdere, lo porto via – disse il rosso.

- No! Questo bastardo non esce vivo da qui! – ringhiò scagliandosi con furia contro Shane.

Il più grande sbattè il ragazzo al muro colpendolo violentemente con un pugno, serrava ancora il coltello fra le mani pronto ad affondarlo sul fianco di Shane ma non accadde. Il braccio di Skull fu trattenuto dalla presa ferrea di Will che lo tirò indietro violentemente, anche il fratello si unì a lui e bloccarono il ragazzo in modo che l'altro potesse sfilare via dalla sua presa.

- Portalo via Konnor – ordinò Will con voce severa.

Il rosso annuì prendendo Shane per il colletto e trascinandolo via dal bagno e poi anche dal locale, nel frattempo l'altro non riusciva a smettere di ridere nonostante le occhiate spaventose del rosso.

- Che cazzo ti prende Skull!? – Gridò Will spingendolo al muro.

- Quel figlio di puttana si è scopato Laurell, che cazzo di diritto ha di fare questo? – ringhiò.

- E tu vuoi accoltellarlo? – lo riprese – ammazzare Shane Gould? Quindi sul nostro culo,oltre che con i cinesi vuoi anche la fottuta Scotland Yard? –

- Devi darti una cazzo di regolata, capo – mormorò Jess incrociando le braccia – questa situazione ti fa uscire di testa ma devi mantenere le calma –

- Noi abbiamo accettato di fare questa cosa, di rischiare, ma lo faremo solo se tu ti dimostrerai all'altezza. Basta stronzate, il voto è deciso, non consegneremo Harley e dobbiamo convicere i polacchi ad aiutarci. Sarai in grado di farlo? – Lo sguardo di Will era così profondo da rendere difficile a Skull sostenerlo.

- Ve lo giuro ragazzi – staca tornando in sé – sarò all'altezza ... scusatese ho perso la testa .... – Disse il capo alla fine con voce bassa.

I due annuirono – torniamo a casa noi. Ci vediamo all'incontro, non è ancora finita, non finchè respiriamo –

Quando i gemelli lasciarono la stanza Skull si appoggiò per un attimo al muro, non ebbe il tempo di pensare a nulla, vide la figura di Laurell muoversi verso l'uscita e la rabbia prese nuovamente a muoversi dentro di lui.

- Dove credi di andare? – Ringhiò stringendole un braccio.

- Piantala e lasciami subito ... -

- Tutto qui sta andando a puttane, Annie ha perso il negozio e ha scoperto di noi, siamo a un passo del morire tutti e quello che sai fare è svicolare in un fottuto bagno e farti quel tipo? – Sbottò il moro schifato.

- E con questo? Quelli sono tuoi problemi e non miei – rispose la ragazza liberandosi dalla presa.

- Non tuoi? Fai parte di questo cazzo di gruppo Laurell! Anche se non ti piace ammetterlo! –

La ragazza incrociò le braccia sul petto – forse non dovrei più farne parte, forse dovrei giocare con i vincenti! –

Il ragazzo scattò in avanti, afferrandola per le spalle e sbattendola violentemente contro muro – è questo il tuo fottuto piano? Vuoi scaricarti? Tradirci? Vendere le informazioni ai nostri aguzzini? Siamo diventati merce di scambio? –

Lo sguardo di Laurell divenne gelido – levami le mani di dosso – sussurrò in un ringhio tanto che il ragazzo indietreggio appena lasciando la presa sul suo corpo – di certo non rischierei la mia vita per una nullità come te –

Skull sorrise, un gesto che rappresentava profonda amarezza – beh, allora io non ho più niente per cui combattere – disse quelle parole pervaso da un dolore tremendo dentro di sé, era stanco, era pronto ad arrendersi – questa volta finisce, finisce davvero –

La ragazza assottiglò gli occhi senza capire pienamente – di che stai parlando? –

- Di noi due ... anzi, della fantasia che mi sono creato su un ipotetico noi. Non sei mai stata mia, non ti interessa neanche l'idea e io sono stanco di dilaniarmi per una donna che mi mandarebbe a morte senza battere ciglio – il ragazzo si scostò, muovendo qualche passo verso la porta – farò la cosa giusta per una volta, sarò l'uomo che sono, senza patetiche dimostrazioni di potere. Non c'è più tempo per quello – Skull era tremendamente consapevole – vai a farti chi ti pare, vai a vivere come vuoi. Hai ragione, non è più un problema che mi riguardi -

Laurell rimase immobile, avrebbe voluto dire qualcosa, sentiva che tutto era andato storto ma dalla sua bocca non uscì alcun suono. Continuò a fissare il moro in silenzio e poi lo guardò uscire dal bagno senza che il suo corpo riuscisse a muoversi, solo quando fu sola le sue ginocchia cedettero e si lasciò scivolare lungo la parete. Quella volta non era minimamente come le precedenti, fra loro quelle discussioni non erano insolite ma in quel momento Skull non era più disposto a soccombere, era davvero finita. Quell'indipendenza, affermazione, solitaria esistenza che aveva sempre ripetuto che desiderava, per la prima volta nella sua vita, l'aveva ottenuta davvero.


- Che diavolo ti è preso Shane!? – sbraitò Konnor una volta entrati nell'appartamento – devi essere pazzo, ti lascio solo dieci secondo e tu ti scopi Laurell! –

- Se posso difendermi ... - cominciò il ragazzo ma fu subito interrotto.

- No, cazzo non puoi difenderti! –

- Sì ma non sapevo fosse la sua ragazza! Che diavolo ne potevo sapere? – continuò con la sua migliore espressione angelica sul volto.

Konnor lo fissò dritto negli occhi incrociando le braccia con aria truce – se lo avessi saputo, sarebbe cambiato qualcosa? –

Shane parve pensarci un momento – mmh ... no, non credo – Il rosso crollò sul divano sconfitto mentre l'altro toglieva i suoi indumenti sporchi di sangue – il mio povero labbro, è tutto gonfio adesso ... il tuo amico è troppo brutale. Dovrebbe prendere la vita con più leggiadria. –

- Sparisci dalla mia vista per dieci minuti Shane, davvero – mormorò il ragazzo alzando gli occhi al cielo.

- In questo caso farò una scomoda doccia, visto che qui la vasca da bagno è un oggetto troppo sofisticato! – concluse quello dirigendosi verso il bagno.

Konnor sospirò almeno per la centesima volta quella sera prima di comporre il numero dell'unica persona che lo avrebbe consolato.

- Codice Gould – disse appena sentì la voce della ragazza rispondere all'altro capo del telefono.

Yoru rise forte – e questo cosa vorrebbe dire? –

- Che Shane si è piazzato in casa mia e non so come cacciarlo, mi sta incasinando da quando è arrivato, mi sento in un incubo –

- Shane è fatto così – commentò la ragazza – sta cercando di mettere a posto le cose, vedrai che andrà via presto. Credo che ti consideri un amico –

- Non so se sentirmi più lusingato o disperato. A te come va? I tuoi ... ti hanno fatto problemi? – mormorò quello con voce esitante.

- Non proprio e per il momento non hanno toccato l'argomento, mia madre è presa dall'arrivo un ospite quindi -

- Chi sarebbe? –

- Il figlio di amici dei miei genitori, credo che giocassimo insieme da piccoli o una cosa del genere, ma non lo vedo da anni. Lo ricordo vagamente – spiegò – oggi mia madre mi ha detto che deve fare delle prove di ingresso a Oxford per compensare la differenza di studio, se le passa frequenterà medicina lì –

Konnor sentì una strana morsa al petto – E ... starà da voi?

- Sì, i suoi non avevano molti punti di riferimento a Londra, così mia madre gli ha detto che poteva stare nella nostra camera per gli ospiti. Per lui sarebbe meglio avere a che fare con gente che conosce, non è mai uscito dal Giappone -

- Ah ... quindi – Non riuscì a continuare.

Ad un tratto una tremendo urlo si sollevò dal bagno – KONNORRR!!! AAAHH!! –

- Che diavolo succede? – chiese la ragazza leggermente allarmata.

- Temo sia Shane. Dio, vado a vedere cos'è successo, se dovessi avere delle idee per mandarlo via, ti prego dimmele! – la supplicò.

Lei rise – ti farò sapere –

La telefonata si interruppe e il rosso si sollevò per andare al bagno e scoprire quale mostro avesse sorpreso Shane sotto la doccia. Lo trovò con l'asciugamano malamente aggomitolata sulle parti intime, gli occhi sgranati e fissi sul getto d'acqua aperto.

- Che diavolo succede? – Chiese Konnor accigliato.

- Quella cosa è una trappola mortale! – Urlò Shane – l'acqua .... È diventata gelida! Mio dio! –

Il rosso sospirò – le tubature sono vecchie, devi fare attenzione a quanto giri le manopole –

- Ma siamo davvero nel ventunesimo secolo? Dio Santo Konnor ... posso pagarti una ristruttarazione! –

Quello scosse la testa – taci Shane, asciugati e lava i tuoi vestiti, non ho intenzione di fare le veci della tua governante –

- Lavare i vestiti? – quello parve riflettere un momento – si usa ancora lavarli? Credevo che negli anni la tecnologia non lo avesse più reso necessario-

- Non lo hai detto davvero ... - Konnor era totalmente sbigottito – come diavolo fai tu abitualmente? –

- Io li lasciò sulla sedia ... ci pensa la cameriara del Bulgari, mi limito a prenderne un paio dall'armadio ogni volta che mi servono! –

- E non ti sei mai chiesto come fanno a tornare nel tuo armadio? – quella discussione stava diventando surreale.

- No! Perché mai avrei dovuto? –


Quando finalmente i due ragazzi si misero a letto Konnor fu grato che quella giornata fosse davvero finita, si mise su un fianco e ripensò per un momento a quello che gli aveva detto Yoru. Chi era quel tipo? Che fosse solo una coincidenza? Quel pensiero tormentò Konnor finchè qualcos'altro si mise in mezzo, anzi qualcuno.

- Konnor? – chiamò Shane nel buio.

- Che vuoi? –

- Questo letto è scomodo –

Il rosso sospirò- c'è il divano se non ti piace ... -

- No, suppongo che vada bene allora - ci fu una breve pausa – Konnor? –

- Che vuoi? –

- Ho sete –

Il ragazzò pregò il cielo di morire in quell'istante – vai sotto a bere –

- Potrei cadere al buio ... vai tu? –

Quello si sollevò senza neanche rispondere ormai stremato.

- Konnor? –

- Che diavolo vuoi ancora? –

- Non prenderla dal rubinetto, ha un pessimo sapore –

Konnor ispirò profondamente, tutto quello doveva essere una sorta di punizione. Sì, stava di certo espiando i suoi peccati.  

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