Chapter 35 - New and old habits
La società umana era quanto di più tossico esistesse per gli individui stessi che la abitavano, i deboli venivano schiacciati, i forti distruggevano le loro speranze. Spesso quei ruoli erano del tutto casuali, il forte non era il virtuso, ma il vigliacco, colui che diventa forte delle debolezze degli altri. Yoru non riusciva a credere a quello che stava accadendo intorno a lei, quanta sofferenza per delle ragioni tanto stupide. Solo due ragazzi che provano qualcosa l'uno per l'altra, solo delle persone che vogliono essere libere ma che venivano schiacciati da perfetti sconosciuti che decidevano delle loro sorti senza averne diritto. Tutta colpa di uno stupido ragazzo che non aveva accettato un rifiuto.
Yoru cammaniva sempre più mal volentieri per i corridoio di quella scuola in cui ormai era rimasta sola, i suoi amici non c'erano più. Dopo l'ennesima fuoriuscita di informazioni e foto compromettenti Kat era andata via, aveva bisogno di spazio e tempo, la bionda non la biasimava per questo. Shane invece si era rinchiuso nella sua torre di vizi e silenzio, con una lama puntata alla gola, un processo che avrebbe potuto compromettere il suo futuro e di certo anche il suo posto alla Ashbourne.
Ad un tratto si fermò a osservare davanti a sé e intercettò la figura di Wright, se ne stava lì, impettito e fiero, circordato da ragazze e compagni di classe. Doveva sentirsi estremamente soddisfatto in quel momento, lui era quello che poteva riemergere dalle ceneri di quello sfacelo, la vittima del raggiro che godeva della gloria per la sconfitta dei cattivi.
Yoru si mosse e avanzò verso di lui, si piazzò lì a fronteggiarlo e quello per un momento rimase stupito e intimidito dal suo sguardo.
- Ne sei fiero, vero? – Ringhiò – Aver fatto loro tutto questo, devi sentirti fiero visto che ti pavoneggi tanto –
- Di che diavolo parli? – Rise scuotendo le spalle – Non è colpa mia niente di quello che è successo, sono solo un tossico e una sgualdrina ... direi che si meritano. –
Sbam.
Lo schiaffò raggiungiunse il volto del ragazzo in un istante lasciando ammutolito, Yoru tremava di rabbia ed era disgustata nel guardare una persona che un tempo stimava.
- Pensavo che tu fossi diverso, che fossi migliore di tutti questi parassiti che provano gioia a guardare gli altri annegare e invece sei peggio – disse la ragazza sprezzante – hai dato in pasto tuo cugino e Kat come se non valessero niente. Come se non avessi passato tutta la tua vita con loro ... -
- E quello che hanno fatto a me?! – Ringhiò – Quello non conta? –
- Ma tu sei qui adesso e c'eri anche ieri, e il giorno prima! – Rispose la ragazza – vedi qualcuno di loro qui adesso? Vuoi sapere dove li hai fatti finire? Forse puoi immaginarlo ... qualsiasi sofferenza ti abbiano procurato non era intenzionale. Non hanno scelto di innamorsi ma tu hai scelto di distruggerli più di quanto questo mondo fosse in grado – ci fu una pausa e la ragazza si voltò – non c'è perdono per questo –
Yoru andò via lasciando che il silenzio cadesse sui presenti, era stanca di quel posto, ma doveva seguire il consiglio che aveva dato spesso a Kat. Stringere i denti e andare avanti.
Non aveva notizie da Shane e questo la preoccupava, era passata al Bulgari il pomeriggio ma la reception gli aveva impedito di salire, il signor Gould non voleva visite. Sapeva cosa questo significasse.
Verso sera il suo telefono squillò e la voce smorta di Kat le parlò con il tono flebile che aveva sempre più spesso.
- Come te la passi? – Chiese la bionda.
- Mi sto ambientando, è strano qui ... ma nessuno sembra riconoscermi e additarmi, preferisco così. Ho spento tutti i social, non voglio sentire cosa dicono di me – Rispose l'altra.
- Nulla che sia vero Kat. Le acque si calmeranno –
- Mi chiedo quando, fra poco c'è il tuo compleanno e la tua migliore amica ha preso un volo per L.A. Sono proprio orrenda – mormorò.
- Non lo sei, resta lì finchè ti serve. Festeggeremo al tuo rientro, tutto tornerà come prima –
- Sembra quasi possibile quando sei tu a dirlo – sussurrò Kat con un lieve sorriso – come fai a far sembrare possibile anche cose come questa? –
- Ho fiducia nella regina di Kensigton. Puoi anche startene un po' da sola a leccarti le ferite, ma sono sicura che tornerai più carica di prima. Vedila come una vacanza dal mondo, tu adori Los Angeles, come va l'abbronzatura a proposito? -
La mora rise forte - Benissimo, sono a Carbon Beach, è un paradiso qui. Passo le mie giornate in spiaggia a rilassarmi, ho incontrato dei surfisti, sono simpatici, se mi hanno riconosciuta non l'hanno dato a vedere e mi trovo bene. -
- E con tuo padre? - Indagò Yoru
Kat sospirò appena - Lui è al lavoro per lo più, la sera ci ritroviamo a cena tutti insieme. Non hai idea di quanto mi stia costando ammetterlo, ma Sophie non è così male ... sta cercando di diventarmi amica, è gentile. Mi secca trovarla carina! -
Yoru rise, era tipico di Kat dare giudizi affrettati - Sono felice per te, ma sappi che aspetterò il tuo ritorno, non metterci troppo. -
L'altra l'aveva rassicurata, poi una strano silenzio si era propagato tra le due, la bionda capì subito quali dovessero essere i pensieri che preoccupavano Kat, in effetti non si sbagliava mai.
- Senti, a proposito di Shane ... - Iniziò la mora, tentennando - so che non dovrei preoccuparmene, so che è tutta colpa sua, ma cosa gli sta succedendo? Ho provato a isolarmi dai social e tutto ma anche in tv non fanno altro che parlare dei Gould.-
- E' chiuso al Bulgari, ha parecchi processi a cui dovrà presentarsi per via di quella foto, inoltre anche alla Ashbourne c'è chi si sta battendo per farlo espellere -
Kat trattenne il respiro - Metà degli studenti della Ashbourne si droga! Non è giusto che debba essere lui a pagarne il prezzo peggiore -
- Lo so, ma li conosci bene, sono solo avvoltoi che temevo per il nome prestigioso della nostra scuola, dicono che Shane Gould sia un pessimo esempio per i loro figli, vorrebbero che cambiasse scuola -
- I suoi si batteranno - Disse con sicurezza Kat- nonostante a Shane non importi nulla, sono certa che Gemma preferirebbe morire piuttosto che darla vinta al comitato. Dopotutto sono i Gould, possono permettersi i migliori avvocati del mondo - Poi ci fu un altro lungo silenzio - so che ti sto chiedendo troppo, anzi non dovrei neanche farlo, ma credi che sia possibile vederlo per te? -
Yoru sospirò, Kat non era la sola a preoccuparsi per lui - Non vogliono far entrare nessuno, però potrei provarci. Non credo che se la stia passando granché bene. Chiuso al Bulgari, distrutto per tutto quello che è successo ... -
- Fammi sapere come sta. Lo odio, è vero. Riconosco di aver commesso un errore enorme a stare con lui, però è pur sempre Shane. Non posso non preoccuparmi. -
- E' stato Chad, lo sai anche tu ... -
- Sì, ma Shane avrebbe dovuto stare attento - Ribatté la mora - non voglio parlarne, non oggi. Finirei per rovinarmi l'umore decente che ho faticato a raggiungere. Ti chiamo domani, va bene? -
- Ti farò sapere - La rassicurò la bionda, poi la telefonata si interruppe e Yoru crollò sul letto stremata, era rimasta sola ad affrontare il disastro. Si chiese perché anche lei non potesse salire su un areo e fare una vacanza, forse se mai fossero usciti da quella situazione avrebbe davvero preso un mese di ferie dalle vite degli altri.
Il freddo e la pioggia sferzavano l'aria di Chelsea quella sera, Annie correva malamente coperta dell'ombrello per raggiungere il suo appartamento. La sua vita stava lievemente migliorando, aver seguito il consiglio di Konnor ed essersi lasciata Harley alle spalle aveva allargato i suoi orizzonti. James era un ragazzo fantastico e per la prima volta riusciva a vivere una relazione in modo sereno e romantico. Anche con Harley lo era stata all'inizio e ricordare quanto fosse meraviglioso il loro rapporto feriva sempre l'animo della ragazza, ma non era più così, quel sogno si era infranto, rivelando una realtà e un destino fatale per loro. James adesso era la sua occasione per rifarsi una vita al fianco di un uomo che non mentiva e non progettava di sabotarla. Era emozionata quel weekend sarebbe andata con lui a visitare un borgo fuori Londra, era da così tanto che non faceva qualcosa di spensierato.
Corse lungo i gradini del suo palazzo e aprì svelta il portone infilandosi dentro e riparandosi dalla pioggia, proprio mentre si voltava accanto alle cassette delle lettere vide la figura di un uomo bagnato fradicio. Era Harley.
- Cristo- sobbalzò lei – che diavolo ci fai qui? –
- Sono venuto a parlarti – Disse quello con il suo solito tono pacato.
- Scherzi? Abbiamo chiuso Harly, smettila di tormentarmi, voglio stare con James e vivere la mia vita – protestò la ragazza.
- Sono pulito – continuò lui scopredo le braccia – non tocco una dose da quando sono uscito –
- Buon per te – commentò quella rigida.
- No, per te lo sto facendo – il tono di Harley era più caldo e cerco di avvicinarsi – solo per te ... voglio tornare a essere il tuo uomo, voglio essere degno di te, fidati ti prego –
- Fidarmi?- Ringhiò la ragazza – mi parli di fiducia, davvero? L'ultima volta che mi sono fidata mi è costato quasi tutto quello che avevo. Hai rubato i miei soldi per la pasticceria! Per la tua fottuta merda! L'unico sogno della mia vita, l'unico sostentamento che avevamo lo hai quasi mandato a puttane! Questo sei! – Urlò Annie – sei un essere che divora tutto! Che non è mai sazio! Non ho intenzione di fidarmi di te mai più –
- Credi sia solo io il bugiardo? Il colpevole? – rise – vivi in un mondo di fate Annie, tutti mantono. Anzi forse io sono il più onesto della storia, non ho mai fatto mistero che tu e l'eroina siete le uniche cose per cui vivo ... e ora solo tu. Tu sei il mio fottuto pensiero in ogni istante in cui respiro ...- La afferò per un braccio – fai pure la sostenuta se vuoi, stai con il tuo principe azzurro, ma presto scoprirai la verità, i tuoi preziosi amici non fanno altro che mentire e ti trascineranno nel fango. Io aspetterò quel momento, ricordatelo ... quando ti sentirai tradita e spaventata vieni dal tuo amato Harley – i loro visi erano a un soffio l'uno dall'altro – mi prederò cura di te piccola. Lo faccio sempre –
Poi il ragazzo si scostò, aprendo il portone e uscendo in strada sotto l'acquazzone e il vento, Annie rimase immobile a fissare il nulla. Tremava leggermente anche se non seppe dire il motivo, forse quelle parole, forse il tocco di Harley sulla sua pelle, forse il freddo di quella notte. Scacciò ogni pensiero che quelle parole le avevano messo in mente, era solo un bugiardo manipolatore, si disse mentre tremante saliva le scale verso il suo appartamento.
Kat era immersa nelle acquee cristalline e fresche del Pacifico, si stava godendo gli ultimi raggi di quel sole morente che si abbattevano caldi sulla sua pelle, per metà esposta al sole. Aprì gli occhi e li fissò nel cielo terso e blu sopra la sua testa, il suono delle onde la cullava, così come le risate ovattate e lontane degli altri bagnanti.
- Ehi, stasera sei dei nostri? Falò in spiaggia e alcol! - Era stata Sally a parlare, una bellissima ragazza di colore dai lungi capelli mossi e ramati
- Mi dispiace, stasera sarò con i miei, hanno organizzato una sorta di festa ... - Era riduttivo definirla tale, suo padre era uno dei chirurghi plastici più rinomati d'America, lavorava con moltissime star hollywoodiane, quella sera sarebbe dovuta essere l'occasione che Kat tanto attendeva da tantissimo tempo, quella in cui avrebbe potuto incontrare personaggi importanti. Non si sentiva emozionata per niente, anzi avrebbe voluto nascondersi piuttosto che affrontare quegli sconosciuti che di certo conoscevano i suoi precedenti.
- Allora conteremo su di te per domani sera, ragazza inglese - Aveva aggiunto il fratello di Sally, un altro bel ragazzo con cui Kat aveva stretto amicizia durante quelle giornate in spiaggia. Aveva anche iniziato a suonare la chitarra acustica, niente di elaborato, ma non voleva perdere l'abitudine, ne avrebbe comprata una. Non era poi così male vivere lontano dalle luci di Kensington. Aveva sorriso per poi assicurare che non sarebbe mancata per niente al mondo.
Poi si incamminò verso casa, una delle tantissime ville che davano sull'oceano, enorme e con ogni tipo di comfort possibile e inimmaginabile. La parte anteriore ospitava la bellissima piscina incastonata tra le pietre bianche di cui erano composti gli esterni, il fantastico giardino moderno nel quale si sarebbe tenuta la festa quella sera sembrava risplendere di colore e fascino, le luci, i buffet e i divanetti erano in fase di montaggio, c'era parecchie gente che se ne stava occupando. Kat provò una strana morsa allo stomaco.
- Kat, eccoti finalmente! Vieni in stanza, dobbiamo scegliere cosa mettere! - Sophie l'aveva salutata con un grosso sorriso sulle labbra, sembrava terribilmente euforica quel giorno, anche più del solito - non immagini quanto sia complicato al quinto mese di gravidanza trovare un vestito che non mi faccia sembrare una patata ripiena. -
- Non dire stronzate, sei una modella! Sei praticamente perfetta - Ribatté la mora, Sophie sembrava già più sollevata, era assurdo pensare che sarebbero benissimo potute passare per coetanee, suo padre aveva proprio fatto jackpot. La cabina armadio di Kat era enorme e non era stata lei a riempirla, anzi la sua valigia era stata fatta di tutta fretta poco prima di lasciare l'Inghilterra, il giorno stesso in cui la sua foto hot era stata pubblicata dalla stampa.
- Io invece ... dopo tutto quello che è successo, sarà un casino per me - Non riuscì più a trattenersi, Kat si sedette sul suo letto a baldacchino e portò le mani al viso - non hai idea di quanto abbia atteso questo momento dell'anno, adoro le feste private che organizza mio padre, ma stavolta è diverso. Mi viene da vomitare al pensiero di immergermi in una folla di persona dopo tutto quello che è successo di recente -
- Kat, nessuno ti giudicherà qui! Tuo padre è il padrone di casa e credimi, i nostri amici hanno fatto di peggio - Sophie rise - nessuno di noi si scandalizza per qualche nudo, non preoccuparti. Invece pensiamo a trovare il vestito giusto, ci saranno parecchi rampolli stasera -
Il viso di Sophie si riempì di malizia - Non parlarmi di uomini - Biascicò la mora - ora come ora raderei al suolo la terra soltanto per vederli estinguersi -
- Parli così perché non hai mai conosciuto noi americani! Siamo molto passionali -
- Credo di saperne qualcosa di uomini passionali - Il volto di Shane le tornò in mente, la tormentava, quel sorriso diabolico, gli occhi intrisi di desiderio e malizia, scuri nei momenti in cui la sua smania si faceva più forte. Poi quella risata bassa, carezzevole come seta che scivola sulla pelle. Kat si sollevò, aveva il viso in fiamme, non poteva permettere a quei pensieri di avere la meglio su di lei, Shane Gould aveva commesso un errore imperdonabile, lei aveva chiuso con lui.
- Questo mi piace - Disse, puntanto lo sguardo su un vestito in particolare, era nero, lungo fino alle caviglie, con delle spalline spesse, aveva uno spacco vertiginoso che avrebbe messo in risalto le sue gambe lunghe e sode. La stoffa era decorata con moltissimi dettagli in argento, lo facevano risplendere, rendendolo brillante.
- Ottima scelta, Dior accontenta tutti! E le scarpe? Le tue Louboutin sarebbero perfette -
- No, non più. Perché non le metti tu invece? - Erano un regalo di Shane quelle, metterle le avrebbe soltanto fatto ricordare tutto ciò che era successo in soli due mesi - te le regalo, so che ti piacciono tanto -
- Che cosa? Ma sono introvabili, non devi ... -
- Insisto. Sei stata molto gentile con me, mi hai accolta nonostante sapessi ciò che pensavo della tua relazione con mio padre - Kat parlò con tono schietto - ti ho giudicata senza conoscerti, volevo soltanto che tu corrispondessi all'idea che mi ero fatta di te, un'impostora che stava portando via mio padre dalla nostra famiglia, ma adesso so che non è così. So che siete felici e vi amate. Sei una brava persona, non posso far finta di non vederlo -
Gli occhi scuri di Sophie si stavano riempiendo di lacrime - No, non commuoverti, dannazione. Non ci provare - Disse Kat, ridendo appena - forza, andiamo a prepararci per stasera! Dobbiamo risplendere! -
Yoru fece il suo ingresso nell'imponente hall del Bulgari, l'hotel era molto meno trafficato del solito, al tempo stesso la sicurezza era aumentata a dismisura, la ragazza riuscì a raggiungere la reception prima di trovarsi davanti il direttore in persona.
- Signorina Knowles, so perché lei è qui e mi dispiace ma non posso farla accedere, il signor Gould non può ricevere visite. -
- Perché? - Sbottò la bionda - è mio amico, voglio vederlo! Pretendo di vederlo -
- I signori Gould ... -
- Non mi importa dei signori Gould, di cosa avete paura? Voglio soltanto accertarmi che non stia male come penso, dopo di che toglierò il disturbo, può stare tranquillo, non lo dirò a nessuno se è questo quello che la preoccupa. -
Il direttore tentennò - La prego, soltanto cinque minuti - Insistette Yoru, facendo capitolare definitivamente l'uomo.
- E va bene, che siano soltanto cinque minuti. Aspetti - Due agenti della sicurezza si avvicinarono a lei - se non le dispiace dovranno perquisirla, dovrebbe lasciare la sua borsa qui ... -
Yoru annuì seccamente, sapeva cosa stava succedendo, temevano che avrebbe potuto introdurre della droga in stanza, Shane doveva essere stato messo in isolamento proprio per procedere con la disintossicazione dalle droghe di cui faceva uso abituale.
- La scorto io - Disse uno dei due uomini della sicurezza dopo averla perquisita, poi si diressero verso l'ascensore e attesero. Yoru camminava composta e lievemente rigida come sempre, c'erano altri due uomini all'entrata della suite - è con me, fatela passare. Il signor Gould è nella sua stanza. Cinque minuti, va bene? -
- Sì - Yoru si chiuse la porta alle spalle ed entrò all'interno dell'appartamento. L'atmosfera era spaventosa, le tende erano state tirate, nel salotto vigeva il silenzio più assoluto così come nel resto della suite, un piccolo spiraglio di luce proveniva unicamente dalla porta che dava sulla camera da letto di Shane. Non ci fu un solo tentennamento quando la ragazza entrò all'interno della stanza, l'odore era piuttosto pungente, la prima cosa che notò fu un secchiello da champagne dentro il quale Shane doveva aver vomitato. C'era una donna lì, un' infermiera che la guardò con aria preoccupata
- Potresti lasciarmi sola con lui? Ci penso io -
La voce di Yoru lo risvegliò. Shane era pallido e sudato, stava tremando sotto le coperte come in preda di una febbre spaventosa, batteva i denti ma provò a sorridere quando vide la bionda avvicinarsi a lui
- Wow, chi se lo aspettava di vederti. Sono in forma smagliante, eh? Bello come non mi avevi mai visto! - Provò a dire, poi il suo viso venne scosso da una smorfia di dolore. I crampi allo stomaco lo stavano uccidendo. Yoru sentì il suo cuore stringersi dalla pena
- Shane ... non la smetterai mai di combinare guai, eh? -
Il ragazzo rise appena - Non sarei più io se lo facessi, no? -
- Suppongo di no ... - Yoru sedette sul letto, accanto al corpo tremante del ragazzo, la sua mano fresca gli sfiorò appena la fronte bollente e sudata - da quanto tempo ti stai disintossicando? -
- Due giorni, ma sembra passato un fottuto secolo - Commentò quello, battendo i denti dal freddo, Yoru lo aiutò a coprirsi ancora, aveva gli occhi arrossati e occhiaie violacee intorno - v-volevano spedirmi in una clinica come hanno fatto con Chad, ma non gliel'ho permesso. D-devo restare qui io. Per quando lei torna -
Yoru si sentì mozzare il respiro, Shane era in una strana fase di sincerità e delirio, in quel momento riuscì a vedere esattamente la fatica che stava provando nell'aggrapparsi al pensiero di Kat.
- So che tornerà, è forte ... è sempre stata forte, ma non ha mai capito quanto. Lei non è come me - Shane tossì, sentiva il suo petto bruciare e quel disgustoso conato di vomito risalirgli lungo l'esofago - Secchio! -
Yoru glielo passò prontamente, rimase lì, a reggergli il capo sudato mentre Shane continuava a vomitare e liberarsi da quel bisogno terribile che lo aveva condotto a stare così male.
- Scusami, non dovresti stare qui. Vedermi in queste condizioni ti darà un'idea sbagliata di me -
- Rimani pur sempre Shane Gould, troveresti una ragazza anche in queste condizioni - Scherzò la bionda, facendolo ridere
- Come sta lei adesso? -
- E' a Los Angeles da suo padre, l'ho sentita al telefono ieri sera, sembra serena ... cambiare aria le ha fatto bene sicuramente. -
Shane annuì - G-gli hai detto di Chad? -
- Sì, lo sa. -
Il ragazzo non osò aggiungere nulla, non poteva sperare davvero che dando la colpa a Chad le cose cambiassero, non funzionava in quel modo.
- E dimmi un'altra cosa ... lei ti ha chiesto di me? -
Gli occhi di Shane erano colmi di speranza, Yoru riuscì a vederla emergere oltre la sofferenza, che cosa avrebbe dovuto rispondere? Non poteva tradire Kat, era stata lei a chiederle di andare lì a controllare che tutto andasse bene, ma non voleva che Shane lo scoprisse, su quello era stata chiara.
- Ho capito - Shane voltò il viso dall'altra parte - ma certo, mi odia ... perché dovrebbe chiedere di me?
- Non ti odia - Provò ad aggiungere la bionda
- Come no, le ho rovinato la vita. So già cosa pensa di me, la conosco troppo bene - Shane si piegò di nuovo, un altro crampo doloroso lo costrinse a tacere. In realtà l'infermiera era di ritorno con una lunga serie di pillole e dell'acqua
- Deve andare adesso, il signor Gould ha bisogno di riposo -
Yoru si mise in piedi malvolentieri - Shane, ti aspetto. Tornerò a trovarti se me lo permetteranno. -
- Non disturbarti, preferisco starmene da solo in questo stato pietoso. -
La sua risata fu bassa e piena di risentimento verso se stesso, non la stava più guardando, era troppo intento a prendere quelle pillole che gli avrebbero alleviato le sofferenze almeno per qualche ora.
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