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Chapter 26 - What Goes around Comes Around

- Passerà, te lo assicuro! E anche se non passerà prima o poi non ci farai più caso - aveva detto Yoru con un bel tono incoraggiante mentre assestava un lieve buffetto sulla spalla dell'amica e cercava di sorridere.

Kat aveva sbuffato, torva in viso e con un passo più rapido del solito. Da qualche giorni, infatti, Kathleen Westwood avrebbe fatto carte false per smettere di trovarsi al centro dell'attenzione

- I paparazzi non mi lasciano in pace! Io e Wright ci siamo lasciati soltanto due giorni fa e la notizia è già sulla bocca di tutti. Si sono anche appostati fuori casa mia stamattina -

- E ti stupisci? Siamo alla Ashbourne, Kat ... e le tue amiche non sono proprio lo specchio della riservatezza, lo sai. -

Era vero, Kat lo sapeva bene. Aveva cercato di tenere duro con Tamara ed Angie, ma alla fine era stata messa con le spalle al muro. Lei e Wright erano sempre stati inseparabile e adesso vederli così lontani e freddi non poteva passare inosservato, soprattutto dopo il tanto atteso ritorno del suo ragazzo. Tutti si chiedevano che cosa fosse successo alla coppia più longeva della Ashbourne, la coppia perfetta, quella che ben presto si sarebbe fidanzata ufficialmente con una cerimonia in pompa magna.

- Ma mi vuoi dire cos'è successo? - le aveva chiesto Tamara quella stessa mattina a colazione, lanciandole un'occhiata che bramava di sapere - insomma, lui torna da Harvard e poi non vi parlate neanche! Ti ha combinato qualcosa? -

- No! - Kat aveva sbuffato, qualsiasi cosa decidesse di dire era sempre peggio, ma non voleva far passare Wright per il traditore di turno, in effetti lui non aveva mai sbagliato nella loro relazione - non è successo niente del genere, ok? -

- Ma allora? E' una pausa di riflessione? -

Non lo era affatto, ma Kat annuì seccamente - Già, siamo molto giovani, abbiamo deciso entrambi di fare un passo indietro e concederci del tempo. L'idea del fidanzamento era stata troppo affrettata e dopo quello che è successo ai miei genitori credo sia giusto aspettare un po' -

Angie aveva storto il naso, così come Tamara che a quanto pare non era soddisfatta del resoconto dell'amica.

- Sarà ... ma credo che Wright non abbia detto proprio questo ai suoi amici ... - disse ancora una volta la rossa - sembrerebbe che abbia il cuore spezzato -

- Come me del resto - aveva ribattuto Kat prima di sollevarsi velocemente dal tavolo e salutare le due pettegole.

A questo si sommavano le occhiate provenienti dagli studenti, i paparazzi fuori casa, le riviste che subito avevano riferito la notizia della loro rottura , le ipotesi di tradimento.

- C'è qualcun altro nel cuore della bella Westwood? - Shane aveva letto un breve passo di una rivista che nascondeva nel libro scolastico che stava fingendo di studiare. Neanche la biblioteca era un posto abbastanza noioso da tener lontano un Gould, aveva pensato Kat, portando gli occhi al soffitto - wow, ci stanno proprio dando dentro! -

- E' quello che fanno le sanguisughe come loro - aveva bisbigliato la ragazza - e tu non dovresti essere qui -

- E dove dovrei essere dunque? - chiese incuriosito quello

- Ovunque ma non qui, pensavo di essere stata chiara su tutto - lo sguardo di Kat cercava di mantenersi fermo e duro sul viso perfetto di Shane Gould.

- Ma dai, nessuno sospetta niente. Siamo sempre stati amici e scambiare qualche convenevole di tanto in tanto fa parte dell'essere amici! - ribatté l'altro

- Ma tu sei il cugino di Wright! Dovresti essere con lui, non con me! -

- Non è lui che voglio portarmi a letto il prima possibile, tesoro. Sarò anche parecchio promiscuo, ma mi piacciono ancora le donne. -

Kat sbuffò, alla fine fu lei a cedere il posto a Shane e, dopo aver raccolto frettolosamente i suoi quaderni, lasciò la biblioteca. Salì sulla sua auto con l'amaro in bocca, Yoru era agli allenamenti che si sarebbero protratti fino alle diciotto e lei non sapeva che fare del resto del suo pomeriggio, dato che non aveva voglia di partecipare all'organizzazione degli eventi natalizi della Ashbourne. Odiava l'effetto che quella notizia aveva avuto su tutti, perfino sua madre l'aveva chiamata da Berlino chiedendole delle spiegazioni in merito alle questione.

- Oh, tesoro ... pensavo foste abbastanza maturi da capire la delicatezza della situazione. Tu e Wright siete personaggi pubblici, se per ogni piccolo litigio vi farete vedere in giro separati allora avrete sempre i paparazzi sotto casa! Lascia che ti insegni una cosa: Anche quando litigate cercate di non sovvertire la vostra routine o i paparazzi se ne accorgeranno. Fate finta che non sia successo nulla e chiarite la questione soltanto quando sarete da soli.-

- Non è un piccolo litigio! - aveva ribattuto la ragazza per la centesima volta nel giro di dieci minuti - te l'ho detto, questa volta è finita e non ho voglia di fingere. -

- Ma perché? E' successo qualcosa? Ti ha trattata male? -

No, non lui ... Kat si sentiva sprofondare, non poteva raccontare a sua madre le cose terribili che aveva fatto a Wright.

- Ha avuto una storia con una ragazza in America? -

- No! No! - si affretto a dire Kat, non voleva che Wright venisse sospettato in alcun modo, era stata lei a distruggere tutto, era lei il problema - è solo che ho riflettuto parecchio dopo quello che è successo tra te e papà e ho capito di essere troppo giovane per un fidanzamento così serio -

La donna aveva riso, divertita - Oh, su questo sono d'accordo e te l'ho detto parecchie volte in passato, ma se dovessi ripensarci ... sappi che Wright è quello giusto. Quel ragazzo ti adora. -

Kat aveva chiuso la conversazione con i nervi a fior di pelle, sentirsi ripetere quelle cose la snervava . Tutti pensavano di sapere cosa le servisse, cosa facesse per lei e cosa no, ma la ragazza era così stanca di sentire quei sproloqui. Adesso sapeva che l'unico rimedio ai suoi affanni consisteva nel tuffarsi in un pomeriggio di shopping sfrenato tra i negozi firmati di Kensington.

Finalmente ecco cosa la rilassava, Kat Westwood si sentiva felice ed inafferrabile mentre si dirigeva impettita verso le luminose insegne dei suoi negozi preferiti, i pacchetti e le buste sembravano quasi leggeri sulle sue braccia mentre continuava imperterrita con i suoi acquisti. Era sovrappensiero quando entrò da Ferragamo ed improvvisamente il rosso di un vestito lungo e bellissimo la investì con violenza. Sentì un groppo in gola nel notare che quello era il vestito che avrebbe dovuto indossare per la cerimonia di fidanzamento con Wright, ma che adesso non si sentiva più di comprare visti gli ultimi avventimenti spiacevoli. Non meritava quel bellissimo vestito rosso nella quale sarebbe sembrata una principessa, perché lei non era più una principessa ... aveva scelto tutt'altra via e forse se ne stava già pentendo un po'.

Retrocedette appena verso l'uscita, adesso non aveva più voglia di continuare quel suo pomeriggio di shopping, quando una voce conosciuta la fece fermare. Kat si voltò con il cuore in gola per poi notare la signora Irwin a qualche metro da lei. La madre di Wright era bella, di una bellezza più classica e semplice rispetto a quella di sua sorella Gemma, portava i capelli scuri quasi sempre legati ed un trucco quasi impercettibile ma che le donava grande splendore, anche quel giorno non faceva eccezione.

- Signora Irwin - Kat si stava forzando di sorridere e subito si costrinse ad avvicinarsi alla donna nonostante dentro di sé volesse soltanto chiederle perdono per il dolore che aveva arrecato a Wright in quegli ultimi mesi.

- Ciao Kat, giornata di shopping? -

La ragazza aveva annuito, sapeva che doveva dire qualcosa, qualsiasi cosa - I-io ... senta, mi dispiace per tutto quanto ... lei è stata così gentile ad occuparsi della cerimonia di fidanzamento ed io avrei dovuto avvertirla subito mentre invece -

Ma la donna la interruppe con un cenno della mano - Kat, se hai avuto dei ripensamenti è stato giusto farlo presente a Wright. Non importa la cerimonia, sarebbe stato peggio se vi foste fidanzati e se soltanto dopo ti fossi resa conto del problema, quindi sta tranquilla, abbiamo già risolto tutto. -

Kat stentava a credere a quelle parole, sapeva da chi Wright avesse preso quella bontà d'animo, ma vedere la signora Irwin trattarla in quel modo nonostante tutto quello che fosse successo la distruggeva ulteriormente.

- La ringrazio davvero tanto ... mi dispiace per tutto quanto ... -

- Sono cose che capitano, anch'io e mio marito abbiamo avuto qualche problema da giovani, ciò che conta è che tu sia stata sincera con Wright -

Non era così, Kat lo aveva raggirato, era stata così subdola da non trovare il coraggio di dire le cose come stavano e non riuscì più a sostenere lo sguardo sereno della donna.

- D-devo andare, mi dispiace davvero tanto-

- Spero che le cose si risolvano, Kat. Credo che anche Wright ci speri ... dopotutto mi faceva sempre molto piacere averti a casa e sarai sempre la benvenuta -

Kat non riuscì a rispondere, le sue labbra si stirarono in un sorriso tremulo che se non avesse contenuto si sarebbe trasformato nell'ennesimo pianto. Era stanca di piangere, stanca di sentirsi trattare fin troppo bene da tutti, lei non meritava niente del genere e nonostante Wright fosse profondamente deluso ed arrabbiato, continuava a sperare in qualcosa da parte sua.

Shane Gould era alle prese con la sua solita partita di Polo del venerdì pomeriggio, la sua squadra era riuscita a vincere ed adesso stavano conducendo i cavalli verso gli allenatori.

- Firespirit è stata magnifica - si complimentò il ragazzo, passando una mano sulla criniera morbida e scintillante della sua purosangue che nitrì appena ed avvicinò ulteriormente il muso affusolato alla mano del padrone - l'allenamento sta servendo, ci vediamo il prossimo venerdì, O'Malley. -

L'uomo salutò il giovane con una stretta di mano prima di ricondurre la cavalla alle stalle. Nel frattempo Shane venne raggiunto da un suo compagno di squadra, nonché coetaneo e accomunato al giovane dagli stessi interessi libertini. Alexander Fawley era alto, fisico prestante, con capelli scuri e mossi ed occhi altrettanto penetranti e profondi, il suo sorriso splendente lasciava tramortite parecchie delle sue prede e questo era un motivo di grande vanto per lui

- Adesso ti faccio un quadro della serata - iniziò, affiancandosi ad uno Shane che aveva già iniziato a ridere - Io, tu, due belle ragazze francesi conosciute ieri al Bridge ... devi vederle, mio caro amico! Sembrano uscite direttamente da una copertina di Vogue. Emeraude e Florence, senti com'è bello pronunciare i loro nomi! E sai qual é la cosa migliore? Domenica ripartono per la loro terra! Niente seccature! Vivre la vie et de la jeunesse!!! -

Shane aveva riso forte di fronte all'entusiasmo dell'amico - Mi dispiace stroncare i tuoi buoni propositi per la serata, ma ho qualcosa di molto grosso tra le mani -

Alexander aveva sgranato gli occhi, Shane non aveva mai rifiutato un appuntamento così succulento - Mon Dieu! Je suis terrifié!! Che cosa ne hai fatto del mio amico? Esci da questo corpo, alieno! -

- Sono sempre io. Solo che non posso stare dietro a più di una donna al momento, te l'ho detto ... è pesca grossa questa, se capisci cosa intendo. - aveva ribattuto il giovane Gould con un tono felpato

- Ohh, sono sempre più esterrefatto! Voglio sapere tutto! Da quando in qua non ti confidi con me? Abbiamo una gara in stallo io e te, mi pare di star recuperando da qualche mese a questa parte e stasera farò tris da solo! -

Shane aveva riso, scuotendo appena la testa - Tranquillo, ho deciso di darti un po' di vantaggio, ti stavo stracciando in modo vergognoso.-

- Non direi. Siamo solo quarantadue a trentasei! - ribatté quello, risentito.

- Beh, buon divertimento con le francesine! - Shane aveva fatto l'occhiolino mentre l'amico non smetteva di seguirlo.

- Devi dirmelo! Chi è lei? E' una famosa? Oh, è una molto più grande di te! - gli occhi di Alexander erano pieni di curiosità - dannazione, non dirmi che è sposata! - poi scoppiò a ridere, piegandosi in due - Lo sapevo! Lo sapevo che prima o poi saresti passato alle donne sposate! Io ti adoro, Shane Gould! -

- Non è sposata e non è più grande - disse quello, senza riuscire a contrastare la gioia dell'amico che continuava a ridere e a fingere di non sentire - e non posso ancora dirti nulla, ma probabilmente molto presto avrai notizie di noi. - gli assicurò con un sorriso ammiccante sul volto perfetto.

- Scandali in arrivo -

- Puoi dirlo forte, ci odieranno tutti ... ma non mi importerà - commentò il ragazzo - finalmente avrò quello che voglio -

- Non parlare così! Non vuoi mica mollare la gara per una donna! Il mondo è pieno di donne da soddisfare, non dimenticartelo! - Alexander diede una pacca sulla spalla dell'amico che subito rise

- Mai, Fowley. Noi siamo predatori, non ci lasceremo mai irretire, né ci fermeremo per troppo tempo nello stesso posto. Ancora buona fortuna con le francesi, che gustino un po' di Inghilterra! -

- Non mancherò! E poi ti chiamerò per i dettagli piccanti come piace a te! - lo salutò il moro, ridendo ancora forte per le prodezze di Shane Gould.

Il ragazzo era sul punto di tornare a casa, i muscoli gli dolevano per il troppo sforzo fisico che la partita aveva richiesto. Un bel bagno caldo avrebbe risolto un po' di problemi, peccato che Kat facesse ancora la sfuggente, in tal caso avrebbe saputo come riempire al meglio la serata.

- Ehi cugino! -

Shane era stato preso alla sprovvista, Wright lo stava raggiungendo a grandi passi lungo il selciato che dava sui vasti campi verdi da Polo. Non era in divisa, sembrava piuttosto divorato da quei demoni ben noti a Shane, ma fin troppo poco conosciuti al cugino, almeno fino a quel momento della sua vita.

- Wright - Shane lo salutò con una pacca sulla spalla - tu non dovresti giocare il giovedì? -

- Sì, ero qui con mio padre, ma poi ti ho visto ed ho pensato che è un po' che non facciamo due chiacchiere io e te -

Shane sorrise candidamente, il suo viso sembrava freddo come sempre, niente lasciava intendere se il giovane avesse veramente capito il motivo di quella visita così inaspettata.

- Allora accomodiamoci nella zona locali, bere qualcosa ti farà bene ... - il ragazzo pensò che tanto valesse iniziare per primo - so di cosa vuoi parlarmi, ovviamente so quello che è successo tra te e Kat. -

Wright rabbrividì visibilmente, pensare a Kat gli faceva male in un modo inspiegabile, i suoi sentimenti per lei si erano fatti ancora più intensi da quando era stato lasciato. Com'era possibile, si diceva? Che tortura era quella?

- Bene, in effetti volevo parlarti di questo. -

I due cugini procedevano spediti verso uno dei bar del posto, si fecero accomodare lontano dalla folla di avventori e scommettitori e, soltanto quando ebbero due bicchieri di scotch invecchiato davanti, tornarono a fissarsi, uno di fronte l'altro.

- Quella la lasci, credo che ci servirà - disse Shane, riferendosi alla bottiglia che il cameriere stava portando via.

- Voglio che tu sia sincero con me, so che lei è tua amica, ma io sono tuo cugino oltre che tuo amico - iniziò Wright con un tono basso, quasi dolente - sai tutto quello che è successo tra di noi? -

Shane fece spallucce e mentì - No, ma tutti sembrano avere un quadro chiaro di ciò che vi sta capitando. A quanto pare vi siete lasciati - disse poi con un luccichio sinistro negli occhi.

- Non è esatto, è stata lei a lasciare me. -

- Il motivo? - chiese sbrigativo Shane dopo aver mandato giù un sorso di scotch.

- Non è più sicura del fidanzamento, ha detto che è confusa, che il divorzio dei suoi l'ha fatta riflettere ... -

Il giovane Gould sbuffò - Ah, davvero? A me sembra una scusa bella e buona! -

- Anche a te? - Wright era addolorato - mi capisci quindi? C'è qualcosa che non va! Deve essere successo qualcosa! -

- Non hai nessuna idea? - gli chiese il cugino con un tono fintamente disinteressato.

L'altro scosse appena il capo - Senti, quello che sto per dirti è strettamente privato, non voglio che nessuno lo sappia altrimenti Kat non me lo perdonerebbe mai ... -

- Ovviamente - concordò Shane, già a conoscenza di tutto.

- Credo che si tratti ancora del bastardo che ha baciato un mese fa, quando avevamo litigato ... è lui il problema, lo so!

Shane si trattenne dal ridere e soffocò la risata dietro un nuovo sorso di liquore - Spaventoso ... chi se lo sarebbe mai aspettato da una come Kat ... non hai ancora idea di chi possa essere questo tipo? -

- No! - Wright era furioso - e speravo davvero che tu lo sapessi! Ti sei accorto di qualcosa di strano mentre non c'ero? Qualcuno che le gira intorno ... non so, magari Yoru ti ha detto qualcosa -

Il ragazzo scosse il capo - No, mi dispiace. - e invece non gli dispiaceva, la sua bocca avrebbe voluto dire tutt'altro, gli sarebbe piaciuto presentarsi al cugino come la fonte di ogni suo problema sentimentale recente, ma non poteva o Kat gliel'avrebbe fatta pagare.

- Scusami, non avrei dovuto rubarti tutto questo tempo, sarai stanco ... - Wright si sollevò in piedi, evidentemente abbattuto - vorrei solo che le cose non andassero così di merda ... io ... non ho fatto nulla per meritarmi questo -

- Certo, lo capisco. Le donne sanno essere crudeli a volte - disse il cugino dando una pacca consolatoria all'altro - ma l'oceano è pieno di pesci -

- Al diavolo, queste sono stronzate. Continuo a pensare a lei anche più di prima, dannazione. Io la amo ancora. -

- Suppongo sia normale ... desiderare ciò che non possediamo più - commentò l'altro, portandosi la mano alle labbra in un gesto pensieroso - beh, se dovessi sapere qualcosa sarai il primo ad esserne avvertito, nel frattempo devo proprio andare. -

- Sì, scusami ... ci vediamo a scuola - ribatté Wright, posando una mano sulla spalla del cugino prima di salutarlo e sollevarsi a sua volta. Shane procedeva verso l'esterno del locale dove nel frattempo il sole era tramontato ed aveva lasciato spazio ad un freddo secco, presagio dell'inverno che sarebbe arrivato presto. Shane salì in macchina e subito il suo cellulare suonò dall'interno del suo cappotto

- Hotel Bulgari -

- Dica pure -

- C'è una visita per lei, signor Gould -

- Di chi si tratta? - chiese Shane con un tono scocciato.

- Chad Gould è qui ... chiede di potersi accomodare nella sua suite -

Chad. Chad?

- Lo faccia salire. -

Shane si riprese dalla sorpresa qualche secondo dopo. Suo fratello era arrivato quando meno il ragazzo avrebbe immaginato.

- Laurence, fa presto. Torniamo al Bulgari. -

Tirava decisamente una pessima aria a scuola dovette notare Yoru, stranamente fra le chiacchiere nello spogliatoio non c'era lei come tema principale ma Kat, la rottura della sua amica era l'argomento preferito di tutta la scuola. La bionda sapeva perfettamente cosa questo significasse, una terribile realtà da gestire, qualcosa per cui Kat non era davvero preparata. Yoru aveva apprezzato lo sforzo della ragazza di essere sincera con se stessa e con Wright, ma di certo non brillava per capacità di fronteggiare le conseguenze.

Così, quando alle sette del pomeriggio sentì suonare il campanello, la bionda non si sorprese nel trovarsi Kat davanti con i suoi soliti borsoni fra le mani e l'aria del tutto spaesata ed afflitta.

- Cosa ci fai qui? – mormorò Yoru con finto fastidio.

La mora non attese un momento di più, si lanciò fra le braccia della sua amica stringendola disperata – ho bisogno di asilo politico, questo mondo è un inferno! –

Yoru rise scuotendo la testa – benvenuta nella realtà Kat, ci hai messo solo diciannove anni per arrivarci ma ehi, il tempismo non è tutto! –

La ragazza rifilò all'amica un'occhiata severa – grazie tante! Comunque resto a dormire da te per un po'! Sembra che l'intero universo non faccia altro che dire la propria su me e Wright! Ho incontrato sua madre e la mia mi ha fatto un sermone! Persino le ragazze a scuola mi fanno più domande dell'inquisizione spagnola! –

Yoru continuava a tentare di nascondere il sorriso che le era spuntato in volto, Kat ed il suo spettacolo di melodramma erano sempre irresistibili, guidò entrambe in camera sua dove sistemarono le valige della mora, dopo quella si lasciò andare sul letto.

- Sono comunque molto fiera di te, lasciare Wright era la cosa giusta da fare, sono esterrefatta – commentò ironica la bionda.

- E' stata la cosa più terribile che io abbia mai fatto, lui era davvero distrutto – mormorò Kat riportando alla mente quella scena che ormai tormentava il suo cervello cento volte al secondo.

- Ha sofferto adesso almeno non soffrirà in seguito, quando le cose fra te e Shane si faranno più serie - ribattè l'altra.

- Dio, Shane ... - Kat si ritrovò a nascondere il volto fra le mani – non farmici pensare, che diavolo mi salta in mente? –

- Non lo so davvero ma qualsiasi cosa sia assecondalo tenendo d'occhio le conseguenze, ricordati che hai appena sventato una catastrofe ... -

- Già, ho intenzione di fare le cose per bene – disse la mora con un tono deciso – l'ho chiarito anche con lui, mi sono fatta valere –

Yoru distolse lo sguardo ancora una volta nascondendo un sorriso – lo credo bene, poi lui ti ha baciata e tu non hai più capito niente! – disse con derisione, l'altra era sul punto di protestare ma la bionda continuò tornando seria – Wright non sa niente del reale motivo? –

Adesso anche Kat si era fatta seria e meditativa – sa che dovevo riflettere, che mi serve spazio ... -

- Hai lasciato una porta aperta – continuò Yoru – Kat dovevi chiudere, dovevi stroncare ogni speranza –

- Non ce l'ho fatta ... lui ... -

- Sarà meglio per tutti Kat, Wright si aggrapperà a quello spiraglio e si farà del male, non devi nutrire false speranze, non illuderlo –

- Lo so ... -

Più tardi le ragazze cenarono e decisero di guardare un film, di quelli strappalacrime e melensi che piacevano a Kat, la ragazza fissava lo schermo ipnotizzata mentre l'altra smanettava con il cellulare. Proprio in quel momento il nome di Konnor spuntò sul display del telefono della bionda, era un messaggio.

" C'è una speranza che io possa vederti apparire stasera?"

La ragazza sorrise appena rispondendo: Mi dispiace, avevo in mente di passare ma Kat si è presentata da me.

"Serata fra ragazze?"

"Purtroppo, Kat ha bisogno di essere consolata per aver fatto l'adulta."

" Allora buona fortuna, ricordati di essere indulgente! Ci vediamo presto. "

Un sorriso dolce affiorò sul volto della bionda e digitò la risposta con il cuore che le batteva più rapidamente: Prometto di sbarazzarmene il prima possibile, ho davvero voglia di vederti, fra l'altro i miei partiranno presto. Non sarà un lunga attesa.

" Non vedo l'ora biondina"

Quando Yoru lesse il messaggio arrossì appena, chiuse lo schermo del telefono e diresse lo sguardo alla televisione prima che Kat potesse accorgersi di qualcosa, ma non fu abbastanza svelta. La mora aveva già gli occhi addosso all'amica e la fissava con aria curiosa.

- Che ti prende? – chiese la ragazza.

La bionda scosse la testa – nulla, di che parli? –

Kat assottigliò i suoi grandi occhi nocciola – Yoru, hai la febbre? –

- Sto benissimo, piantala – brontolò l'altra.

A quel punto la mora scoppiò a ridere – oddio! Yoru tu sei arrossita! Guardati! Sei rossa! –

La bionda sbuffò distogliendo lo sguardo – non dire stupidaggini Kat, guarda il tuo dannato film! –

- Di chi erano quei messaggi?- mormorò con voce bassa e cantilenante l'amica – anzi aspetta lo so io di chi erano ... -

- Tu non sai un bel niente! –

- Dai te lo si legge in faccia! Era Konnor, vero? – Kat aveva cominciato a dare a Yoru delle leggere gomitate mentre le sue labbra erano ormai aperte in un sorriso divertito.

- Finiscila Kat, sei peggio dei bambini! –

- Ma dai, ammettilo che era lui! Ti fa arrossire eh ... cavolo sembri quasi una ragazza! –

- Sì era lui! – ammise Yoru stremata – puoi smetterla di fare quella faccia adesso?-

- Ma dai, sono solo felice per te ... - commentò quella circondando le spalle della bionda con un braccio – quando mi hai detto della rottura c'ero davvero rimasta male, sono felice che abbiate risolto! –

- Sì ... va tutto bene adesso, decisamente – mormorò la ragazza e con la mente tornò a quella sera, alle sensazioni che Konnor le aveva fatto provare, al calore che aveva pervaso il suo corpo.

- Ma a cosa stai pensando? – chiese Kat con una punta di divertimento – forza, dimmelo! -

- Affari miei Kathleen non fare l'impicciona –

- Addirittura il mio nome completo! – rise quella divertita – stai facendo pensieri sordidi eh ... cosa frulla nella mente della geniale Yoru? –

Il tono di Kat era sempre più insistente ed i ricordi di quella notte erano giusto ad un passo nella mente della bionda e facevano spesso capolino nel suo cervello.

- Oddio, ho ragione, vero? Sono pensieri poco casti! – rise Kat – li voglio sapere! Tu conosci a memoria tutte le mie fantasie! –

Yoru sbottò ormai ricoperta di imbarazzo – piantala, non sono fantasie, sono cose personali! –

Ci fu un minuto di silenzio, gli occhi di Kat erano sgranati e la sua bocca sgraziatamente aperta in un espressione di stupore ed incredulità.

- Yoru ... non dirmi che ... voi due ... -

La bionda si ritrovò a sbuffare e distogliere lo sguardo da quello dell'amica – non sono affarti tuoi Kat –

Si sollevò dal divano e si diresse velocemente in camera sua, seguita a ruota da Kat che non smetteva di rincorrerla.

- Oddio ... oddiooo!!! – la mora si stava agitando davvero – quando? Come ? Dove? Perché non me lo hai detto! Voglio sapere tutto! –

- Tu non devi sapere proprio nulla! – ribattè l'altra cercando di sfuggire alla presa di Kat che l'aveva imprigionata.

- Yoru come puoi farmi apprendere una notizia del genere e poi lasciarmi così! Lo sai che io te lo racconterei ... -

- Purtroppo so che lo faresti ... - commentò quella ironica.

- Devi dirmi com'è stato! È bello, vero? Romantico? Chi ha fatto la prima mossa? Come hai capito che stava succedendo? – la brama negli occhi di Kat cresceva velocemente, anni e anni passati a fantasticarci sopra stavano venendo a galla dovette notare la bionda.

- E' stato strano ... molto intenso ... non so come spiegarlo, ma era bello ... lui è - Yoru si rese conto di non possedere la terminologia adatta per descrivere cosa provava nel ricordare quella sera.

- Cavolo, persino tu sei senza parole! – commentò l'amica – scommetto che un tipo come Konnor ci sa fare parecchio eh ... -

Yoru scosse la testa – beh a che se ne dica anche un tipo come Shane ci sa fare ... -

La ragazza si mise a letto seguita dall'amica.

Il volto di Kat avvampò – oddio ... chi poteva immaginare che avrei dovuto chiederti questo ma ... hai qualche consiglio da darmi? –

La bionda scosse la testa – ma di che diavolo parli? –

- Beh, tu sei decisamente quella con più esperienza ormai ... dammi dei consigli! –

- Tu sei pazza Kat, mettiti a dormire! –

- Beh, non voglio sembrare troppo impreparata, andiamo, io a te li darei...- piagnucolò.

Yoru sbuffò – io non te li chiederei! –

- Ma se lo facessi io –

- Kat? –

- Sì? –

- Piantala e mettiti a dormire o considerati con il culo fuori da casa mia – disse alla fine lapidaria.

- Notte Yoru! -

La mattina seguente quando la bionda aprì gli occhi vide che Kat stava ancora dormendo profondamente, erano le sei del mattino. La ragazza si stiracchiò e poi si mise in piedi per iniziare il suo rituale di ogni mattina, dopo essersi lavata la faccia ed i denti mise la sua tuta ed uscì dalla camera.

Si diresse verso il parco per la sua solita corsa mattutina, l'aria era fresca e c'erano poche altre persone lungo la strada in terra battuta. Yoru correva lasciando che il vento le venisse contro e le rinfrescasse il viso, dopo la prima mezz'ora si ritrovò davanti una fontana, così si fermò a bere e quando riprese la sua corsa si stupì nel notare la figura verso cui stava andando incontro. Un ragazzo era fermo vicino uno degli alberi e lei lo conosceva bene, era Wright.

La bionda rallentò e si fermò a pochi passi dal ragazzo che si sforzava di dedicarle uno dei suoi soliti sorrisi anche se dai suoi occhi emergeva chiaramente la tristezza ed il disagio.

- Ciao Wright – salutò la ragazza.

- Ehi Yoru, come va? –

- Tutto bene, a te come va?-

- Non mi lamento – rispose quello e fissò la ragazza dritta negli occhi -

- Scommetto che tu non ti sei alzato così presto solo per chiedermi come sto –

Il volto di Wright arrossì appena, era evidentemente a disagio – diretta come sempre -

- Se sei qui perché speri che io possa farci qualcosa ... - cominciò lei.

- No – la interruppe Wright – so che tu non puoi farci nulla, so che Kat è arrivata a questa decisione perché vuole fare la cosa giusta, è solo che mi ha detto così poco – mormorò – non mi ha dato spiegazioni ed io non so davvero cosa pensare. Tu sei sua amica ed io sono pronto ad aspettarla per tutto il tempo che le serve ma .. –

- So che non dovrei essere io a dirti questo – disse ad un tratto lei – quindi fai conto che io non te lo stia dicendo ma aspettare non servirà –

Il volto di Wright sbiancò, la sua mascella si irrigidì appena – che vorresti dire? –

- Non voglio dire niente, buona giornata – disse lei accennando qualche passo per oltrepassarlo.

Il ragazzo si voltò afferrando Yoru e fissandola con sguardo deciso e di fuoco - so che sei sua amica e sei leale, so che non puoi dirmi cosa sta succedendo davvero, ma io sono innamorato di lei e combatterò per Kat –

La bionda accennò un sorriso – buona fortuna allora ...-

Poi si svincolò dalla sua presa e riprese la corsa lungo il parco, diretta verso casa, chiedendosi in quanti si sarebbero feriti quando la bomba sarebbe detonata e chi sarebbe rimasto ancora in piedi. D'altronde con i sentimenti umani tutto finiva sempre per diventare una questione di vita o di morte.


NOTE DELLE AUTRICI: Eccoci qui con un nuovo aggiornamento che questa settimana è slittato a giovedì! Da ora in poi aggiorneremo sempre di giovedì per quanto riguarda Good Girls. La situazione si complica in modo incontrollato per Kat. Wright è a caccia di spiegazioni sul suo comportamento mentre lei cerca di mandare avanti la sua vita come meglio può, anche tra mille ostacoli. C'è un nuovo personaggio in arrivo a Kensington ... chi ha voglia di conoscere l'altra progenie del male? Chad è qui!


- BLACKSTEEL - 

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