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Chapter 24 - Kensington Queens

- Va tutto bene, signorina? Qualcosa non è di suo gradimento? - la voce di Alicia riscosse Kat dai suoi pensieri, costringendola a tornare alla realtà.

Senza rendersene conto aveva lasciato la forchetta chissà da quanto tempo, il suo piatto di verdure e pesce era tutto lì, Kat non era riuscita a mangiarne neanche un boccone né ci sarebbe riuscita più avanti, si rese conto.

- No, è soltanto il mio appetito ... - rispose la ragazza, trattenendosi dal portarsi le mani allo stomaco - prenderò qualcosa fuori se mi verrà fame. - disse prima di sollevarsi e salutare la donna che lanciò uno sguardo lievemente preoccupato alla ragazza.

Kat aveva trascorso il fine settimana in uno strano stato di ansia ed eccitazione, tutte quelle emozioni sembravano susseguirsi l'una dopo l'altra in tempi brevissimi, sfiancandola più di qualsiasi altra cosa fino a quel momento.

Non poteva smettere di pensare a quello che era successo soltanto due giorni prima ed ogni volta che i suoi pensieri andavano lì la sua pelle si cospargeva di brividi ed il suo stomaco si chiudeva dolorosamente in una morsa. Era una sensazione sconosciuta quella, neanche lontanamente paragonabile a niente di tutto ciò che Kat aveva sperimentato prima di quel momento.

Alicia aveva preparato il necessario per il bagno, i suoi sali preferiti si scioglievano lentamente nell'acqua calda nella quale la ragazza si immergeva con gesti lenti, fino a quando non raggiunse il lieve rialzamento della vasca e si lasciò andare più comodamente, allungando le gambe sul fondo liscio. Neanche un bel bagno caldo riusciva a toglierle di dosso quei pensieri snervanti, perché se pensare a Shane la accendeva irrimediabilmente, pensare a Wright le mozzava il fiato, era come mandare giù la più aspra delle medicine.

Se soltanto Yoru fosse lì, pensò la ragazza, scivolando un po' più giù fino a coprire tutto il suo corpo con l'acqua calda e profumata. Lei avrebbe saputo cosa fare, di certo Yoru le avrebbe dato il consiglio più giusto ... eppure anche Kat sapeva cosa fosse giusto fare, ma mettere quei pensieri in azione era complicato, innanzitutto aveva deciso che avrebbe aspettato il ritorno di Wright. Non poteva parlarne al telefono, né in videochiamata, certe questioni andavano sbrigate di petto nonostante sapesse quanto sarebbe stato difficile per lei.

Mancavano solo due giorni. Due giorni durante i quali non sarebbe riuscita ad evitare Shane però. La ragazza si portò una mano sul volto, pensare a Shane Gould fu come evocarlo perché un attimo dopo il suo cellulare prese a vibrare, sullo schermo iniziò a lampeggiare il viso sorridente e lievemente provocatore del ragazzo. Kat sospirò appena, si erano sentiti durante quei giorni, ma quella volta si trattava di una videochiamata. Cercò di calmarsi, poi appoggiò il cellulare sul bordo della vasca, sostenuto da una spugna e la sua boccetta di sali, solo a quel punto accettò la chiamata.

Shane era nella sua enorme quanto lussuosa camera da letto, si stava liberando dalla sua divisa da scherma, il suo corpo perfetto e pallido sembrava risplendere nella semioscurità della stanza mentre toglieva la maschera protettiva e sorrideva appena in direzione della webcam.

- C'è posto per me in quella invitante e spaziosa vasca? - iniziò, con un sorrisetto provocatore sulle labbra.

Kat sentì il suo cuore mancare un battito, si chiese cosa fosse successo in lei per arrivare a quel punto - Sei il Dio del flirt, Shane Gould. In che guaio mi sono cacciata?-

L'altro rise, divertito - Nel migliore in cui avresti mai potuto finire, credimi. Per quanto sia allettante l'idea di venire a trovarti credo che non avremmo il tempo necessario per fare tutto ciò che vorrei, mancano poche ore al party in maschera. Spero che il mio regalo sia stato di tuo gradimento. -

- E' così, è bellissima. -

- E' di fattura italiana, acquistata a Venezia. Soltanto il meglio per te, tesoro - aveva ammiccato prima di sciogliere il nodo dei suoi pantaloni da scherma, Kat rivolse lo sguardo altrove, decisamente imbarazzata.

La maschera in questione era davvero bellissima, si ritrovò a pensare, i motivi in pizzo ricamati intorno agli occhi richiamavano quelli del suo vestito, mentre il bianco sarebbe risaltato, accentuando il nero dell'abito. Completava il tutto con delle piume morbide ed ampie.

- E' tutto pronto per la festa? - chiese, cercando disperatamente di non sbirciare lo schermo del telefono mentre Shane si spogliava.

- Ovviamente, tra poco dovrebbe passare Konnor, ho promesso a Yoru che lo avrei aiutato nella scelta dello smoking ... ops, tasto dolente? - notò il ragazzo dopo qualche attimo.

- No, suppongo che dovrò abituarmi a questa nuova situazione ... - disse Kat, mordendosi appena il labbro per l'irritazione.

- Ci saranno parecchie altre situazioni a cui dovrai abituarti - la battuta di Shane non passò inosservata, anche il suo sguardo si era fatto più intenso mentre osservare la telecamera, incontrando adesso quello della ragazza - a proposito di mio cugino, l'hai sentito di recente? -

Altro tasto dolente, Kat si irrigidì appena, improvvisamente l'atmosfera nella stanza si fece rovente, perfino respirare rappresentava un problema.

- Sì, ieri ... -

- E? -

Kat sospirò forte - Non glielo dirò per telefono, non è quello che merita. -

- Ti risparmierebbe un sacco di problemi però- le fece notare quello.

- Non importa, sono pronta ad affrontare le conseguenze delle mie decisioni ... - e dei miei errori, Kat avrebbe voluto aggiungere, ma non lo fece.

- Come vuoi, quindi suppongo che dovremmo tenere un basso profilo stasera ... - il tono di Shane era piccato, quasi dispiaciuto, ma un nuovo sorriso provocatore annullò appena il peso di quel tono - bene, dopotutto l'attesa aumenta il desiderio, no? -

La ragazza non era certa che qualsiasi altra cosa avesse potuto aumentare il suo desiderio, soprattutto mentre i suoi occhi cadevano inesorabilmente sulle spalle nude e muscolose di Shane, adesso tutto intento a fare qualche esercizio di stretching. La sua vita stretta, le braccia lunghe e toniche, i capelli di un castano tendente al rosso, arruffati in quel momento ... come avrebbe potuto desiderarlo più di quanto non facesse già?

- A meno che tu non voglia rimanere qui per il post serata, nessuno farebbe caso a noi ... me ne assicurerei personalmente. -

Kat cercò di riprendere il controllo di sé stessa, ma non era semplice, non quando lo sguardo penetrante di Shane sembrava perforare l'obiettivo.

- Tornerò a casa ... - disse in un sussurro che le costò troppo.

- Come vuoi - Shane fece spallucce e rise appena - cercherò di comportarmi bene, ma non posso prometterti nulla. Dopotutto sei nella tana del lupo, cappuccetto ... sappiamo tutti come potrebbe andare a finire. -

- Farò in modo di non inoltrarmi troppo, non preoccuparti - lo rimbeccò la ragazza, stanca di tutta quella sicurezza nella voce del Gould. Come poteva essere così privo di preoccupazioni? Dopotutto Wright non era un ragazzo qualsiasi, Wright era anche suo cugino.

- Saggia. Adesso devo lasciarti, dolcezza. Vado a fare qualche massaggio -

- A farti qualche massaggio o a farti qualche massaggiatrice? - chiese Kat con tono indagatore, conosceva fin troppo bene le abitudine di Shane, dopotutto ci era cresciuta insieme.

Quello rise - Siamo già a questo punto? E' gelosia quella che sento? -

Kat si sentì colta in flagrante, per un attimo pensò di aver esagerato, non sempre riusciva a controllarsi, chiaramente Shane le faceva un brutto effetto su ogni piano.

- Voglio soltanto capire come saranno le cose da qui in avanti. - chiarì la ragazza con una punta di preoccupazione nella voce.

- Saranno come tu vorrai che siano, non temere. A stasera, dirò a Laurence di passare a prenderti alle ventidue in punto. -

Shane scoccò un bacio alla telecamera prima di spegnere la comunicazione velocemente. Kat rimase immobile, i suoi pensieri cupi non facevano altro che crescere, le parole di Shane non erano mai servite a rassicurarla, per quello c'era sempre stato Wright.

Aveva lasciato che fosse la sua passione a guidarla, seminando la ragione da qualche parte, mettendola a tacere con mille scuse. Ma adesso le sue paure tornavano a galla, come un cadavere scomodo che non riusciva a nascondere. Shane era infedele, Shane si faceva, Shane andava via senza preavviso, Shane aveva un brutto carattere e troppi soldi a disposizione per le sue stronzate. Kat conosceva ogni aspetto di lui, tutto quello che il ragazzo aveva fatto era scritto in caratteri cubitali nella sua mente, bastava andare indietro negli anni per scorrere l'infinita carrellata di scandali nei quali era coinvolto.

Dissoluto, amorale, cinico, scellerato ... Shane era tutto quello e non solo.

Quante volte l'aveva visto portarsi a letto una ragazza diversa ogni giorno? La freddezza nel suo sguardo accesa soltanto da una piccola fiammella di passione. Il mondo era come un catalogo dal quale Shane Gould sceglieva ogni giorno la sua preda ... e se anche Kat fosse una di quelle? Cosa sarebbe successo dopo una notte passata insieme?

Kat lo sapeva, era scritto lì davanti, ovunque si voltasse ... sarebbe successo quello che era sempre accaduto. Shane non era fatto per quel tipo di vita, ma allora che cosa stava facendo, si chiese la ragazza, portandosi una mano sul volto turbato? Se soltanto Yoru fosse stata lì, pensò, lasciando scorrere appena le dita sulla rubrica del suo telefono, sarebbe stato così facile premere quel tasto verde ... ma Kat non era certa che la sua ormai ex amica avrebbe risposto a quella chiamata. Forse la detestava a tal punto da non volerle parlare mai più. Yoru stava soffrendo per quel distacco? Kat non ne aveva idea, si sentì soltanto profondamente inadatta di fronte a quella terribile solitudine.

Shane ricevette Konnor all'interno della sua lussuosissima suite. Il rosso sembrava ancora lievemente in imbarazzo, i suoi occhi chiari zigzagavano lungo la stanza infinita mentre l'altro riempiva due bicchieri di scotch.

- Prego, non si dica mai che un Gould non sappia come trattare i suoi ospiti - disse passando il bicchiere al ragazzo che continuava a fissarlo con una certa confusione.

Tutto in Shane era studiato alla perfezione, ogni più piccolo gesto e dettaglio era curato al fine di stupire chiunque fosse lì con lui. Lo vide prendere posto sulla sua poltrona di pelle e portarsi il bicchiere alle labbra, così anche Konnor fece lo stesso.

- Allora, sei qui per il tuo smoking? -

- Già, Yoru aveva detto che ci avresti pensato tu ... - disse il rosso con una punta di imbarazzo nella voce - tua madre è tipo una stilista, no? -

- Sì, tipo una stilista - confermò il ragazzo, ghignando appena. Poi si sollevò dalla sua poltrona e con passi lenti e strascicati scomparve dalla stanza, lasciando Konnor da solo.

Il ragazzo sospirò appena, stava per posare il bicchiere sul bancone da camera quando improvvisamente sentì un lieve sibilo provenire da qualche parte intorno ai suoi piedi, soltanto un attimo dopo notò l'enorme boa di Shane srotolarsi lungo la moquette. Konnor rimase immobile, quell'affare era enorme ed anche troppo vicino alle sue gambe per i suoi gusti.

- Sta tranquillo, Jessica è il mio zuccherino amoroso, non farebbe mai nulla di male. E poi è ben nutrita, oltre ad essere troppo pigra per cacciare da sé. Vero, tesorino? - Shane si era abbassato per coccolare l'enorme serpente che sembrò gradire molto, tanto da socchiudere per qualche attimo i suoi grandi occhi gialli e sferici. Konnor continuava a chiedersi perché il mondo di Shane Gould fosse così assurdo.

- Quando vengo qui è come se entrassi in una sorta di realtà parallela partorita dalla mente di un magnate psicopatico, invece è la tua vita questa. -

- Come trovarsi in un film, eh? - Shane ghignò, soddisfatto di aver fatto colpo - ad ogni modo, questo è il tuo smoking e lì c'è la confezione della tua maschera. -

- Sì ... beh, ti ringrazio. Come posso ripagarti? Ovviamente te lo ripoterò indietro presto -

- E perché? Non è della mia taglia. Quello è stato fatto su misura, Konnor. Vedilo come un piccolo regalo. In questi giorni mi sento baciato dalla dea bendata! - esclamò quello, socchiudendo gli occhi in un'espressione estasiata.

Konnor preferì non indagare ulteriormente - Se le cose stanno così, allora ci vediamo stasera. Senti, credi che le ragazze riusciranno a rivolgersi la parola? So quello che è successo, Yoru è molto ferita e credo che anche Kat stia male per questa situazione ... puoi fare qualcosa?-

Shane aprì gli occhi ed improvvisamente il suo sguardo si fece più cupo - Anche se potessi non lo farei. Kat soffre la solitudine ed una Westwood sofferente è una preda facile. Sto aspettando questo momento da mesi, Konnor. Devi capirmi. -

Ma il rosso non lo faceva, anzi quelle parole lo avevano lasciato piuttosto scosso, che Shane non fosse un santo era chiaro a tutti, ma sarebbe davvero arrivato a tanto pur di ottenere la ragazza di suo cugino?

- Sono tue amiche ... non ti dispiace vederle stare così? -

- In amore ed in guerra tutto è lecito. E poi tu non le conosci bene, sono testarde e capricciose, ma si vogliono bene. Vedrai, si sistemerà tutto da sé, per quanto mi scocci dirlo. Adesso se non ti dispiace devo andare a prepararmi, ci vediamo stasera, Konnor. -

Fu così che la conversazione morì, il rosso sospirò appena e con nuovi pensieri per la testa si diresse nuovamente verso l'ascensore del Bulgari.

Nel tardo pomeriggio a casa Knowles un corriere aveva recapitato un pacco per Yoru, la ragazza lo aveva portato in camera sua ed un po' incerta lo aveva aperto. La prima cosa che aveva notato era il foglio bianco che spiccava sul resto, era marcato da una calligrafia elegante che conosceva bene, si trattava di Shane.

Mia cara mi sono permesso di inviarti una maschera scelta appositamente per rendere giustizia al tuo vestito di stasera, sono certo che il tuo abbinamento con Konnor sarà invidiabile, indossala!

Così la ragazza tirò fuori il contenuto del pacco rivelando la maschera che le aveva inviato, di certo era un pezzo unico conoscendo Shane, la manifattura pregiata era chiaramente visibile. Si trattava di una maschera sottile, destinata a coprire solo gli occhi e gli zigomi di Yoru, era di velluto nero, gli angoli si allungavano leggermente come a formare delle ali, impreziositi da piccole piume dello stesso colore, spruzzate appena di una brillante patina argentata. La parte frontale destinata ad aderire al naso era leggermente allungata, ricordava il becco sottile di un uccello, la ragazza restò colpita e affascinata, ma d'altronde se Shane possedeva qualcosa era il buon gusto in fatto di abiti.

Per quella sera Yoru aveva indossato il vestito della sfilata di Gemma, quando si guardò allo specchio osservò come il tessuto nero e lavorato le scendeva delicatamente lungo il corpo, la gonna, lunga fino al ginocchio, si apriva delicatamente a formare delle leggere onde. Per l'occasione la ragazza aveva stirato i capelli biondi e li aveva pettinati all'indietro, li aveva fissati usando un po' di gel che le donava un effetto ancora più brillante. Diversamente dal solito la bionda aveva deciso di truccarsi e sistemarsi perfettamente per l'occasione, così dopo aver passato il fondotinta e la cipria si era occupata delle labbra. Aveva deciso di fargli un tocco particolare, sul labbro inferiore aveva passato un rossetto porpora intenso mentre sulla parte superiore uno di un rosso qualche gradazione più chiaro che le donava lucentezza.

- Tesoro sei meravigliosa – le disse la madre incontrando la ragazza davanti all'ingresso.

Yoru sorrise – grazie ... allora vado, credo che farò tardi –

- Cerca di divertirti! – le raccomandò la donna con un sorriso.

Quando la limousine si fermò e la bionda scese si ritrovò davanti all'imponente ingresso del Bulgari, Yoru rimase per un attimo impietrita davanti alla folla che accalcava l'entrata, poi sospirò e si fece coraggio. Normalmente affrontava quegli eventi con il supporto di Kat ma questa volta avrebbe fatto da sola, sapeva che Konnor era oltre quella porta, avevano deciso di recarsi lì separatamente per non destare troppa attenzione. Lui aveva parcheggiato la sua moto sul retro ed era entrato insieme agli anonimi invitati, senza dare nell'occhio. L'arrivo di Yoru invece catturò l'attenzione dei fotografi appostati davanti all'hotel che si precipitarono subito ad immortalarla e rivolgerle domande alle quali non rispose.

Una volta all'interno dell'enorme salone ricevimenti rimase un attimo sopraffatta dal numero di gente e dagli addobbi meravigliosi. Tutti gli invitati erano in maschera, delle più belle e pregiate esistenti al mondo, il lusso di cui era arredata la stanza faceva girare la testa, i bicchieri di cristallo scintillavano sopra i vassoi d'argento. Quando al Bulgari veniva data una festa non esistevano spese eccessive, le parole fondamentali erano perfezione, bellezza ed esagerazione. Quel luogo rifletteva l'anima di chi lo abitava e Yoru capì che Shane doveva essere parecchio felice in quel periodo della sua vita.

- Signorina Knowles ... posso avere l'onore di farle da cavaliere? –

La bionda si era voltata con un leggero sorriso, conosceva bene quella voce, la figura di Konnor era davanti a lei anche se per un momento fece fatica a riconoscerla. Il ragazzo aveva indossato lo smoking che gli era stato dato, era un completo nero, con la camicia dello stesso colore, solo la cravatta sottile era di un grigio tendente all'argento che richiamava le piume ai bordi della maschera di Yoru. Il volto di Konnor era coperto fino alle labbra che erano schiuse in un sorriso, la maschera del ragazzo somigliava a quella delle bionda ma con tratti più decisi e mascolini, la parte frontale formava un becco più lungo e marcato di quello della ragazza.

Yoru rimase a fissarlo per un po' trovandolo dannatamente bello, quando il ragazzo portò una mano verso di lei i tatuaggi che aveva sul polso e sul dorso si resero ben visibili, dando alla bionda la conferma che quell'uomo fosse davvero Konnor.

- Sei senza parole – le fece notare lui ancora divertito.

- Sono sorpresa ... - dovette ammettere lei.

- Da cosa? –

- Da te credo ... -

Ci fu un attimo di silenzio in cui il rosso strinse le mani della ragazza, intrecciando le sue dita alle proprie – forse ti piaccio più del previsto ... - mormorò alla fine sorridendo.

- Credo che sia impossibile prevedere qualcosa quando si tratta di te ... - disse la ragazza e si avvicinò ancora a lui.

La distanza che li separava era davvero esigua e Konnor piegò la testa e portò le sue labbra su quelle di Yoru, inizialmente fu un bacio leggero, quasi a fior di pelle ma presto prese intensità. La bocca del rosso era sempre più bramosa, le braccia della ragazza si arrampicarono sulle sue spalle mentre le mani di Konnor si erano spostate a cingere la sua vita stretta. Il desiderio crescente fu smorzato da una risata poco lontana che attirò l'attenzione della coppia, proprio a pochi metri da loro una figura li fissava divertita.

Aveva la maschera di un lupo color argento, brillante ed elegante, dei piccoli rubini rossi contornavano i fori in cui brillavano gli occhi divertiti del ragazzo, teneva le mani nelle tasche di un bellissimo completo porpora.

- Shane – lo salutò Yoru.

- Mia cara Kill Bill stasera sei a dir poco mozzafiato ... qualcuno qui rischia di diventare inappropriato – il ragazzo rise lanciando un occhiata verso Konnor che si ritrovò a stringere di più il corpo minuto della ragazza.

- Non temere tu sei sempre inappropriato – fu la risposta della bionda.

- Coraggio – rise ancora – questa volta merito i tuoi complimenti, siete la coppia più invidiata della serata... giurerei di aver sentito in molti chiedersi chi sia quel bel giovane accanto a te –

- Vedi di tenere chiusa la bocca – gli raccomandò la ragazza.

- Shane adora custodire segreti – rise l'altro.

Ad un tratto l'attenzione del gruppo fu attirata dall'ingresso di una nuova figura, anche altri ospiti si girarono ad ammirarla,il suo passo era elegante e sensuale. Kat aveva attirato tutti gli sguardi della sala ma Yoru notò che non c'era aria di compiacimento nel suo sguardo, tutt'altro. I suoi occhi grandi erano adombrati da un velo di tristezza, cercò con lo sguardo nella folla ed individuò il gruppetto, non si mosse, rimase in attesa.

- Voi ragazze mi fate davvero piangere il cuore – disse Shane ridendo appena – toccherà a me consolare la povera principessa –

- Un gesto che di sicuro ti costerà un enorme sacrificio – mormorò Yoru ora con tono affilato.

Quello sorrise ma non disse nulla, si spostò verso Kat e la raggiunse, parlarono per un po', i loro corpi erano vicini, la mano di Shane si posò distrattamente sul fianco di lei. Yoru notò che quello era un gesto molto intimo che un tempo la sua amica avrebbe ritenuto troppo sfacciato, ma in quel momento sembrava naturale, osservò la mora farsi leggermente più vicina a Shane. La bionda notò che tra quei due le cose si erano fatte ancora più complicate, più intense e si chiese se la sua amica fosse pronta stavolta.

- Vuoi ballare? Magari riesco a toglierti quell'aria triste dalla faccia? – le sussurrò Konnor a pochi centimetri dal suo orecchio.

Lei annuì debolmente e si fece condurre dal suo cavaliere lungo la pista da ballo, era piuttosto affollata ma riuscirono a trovare un angolo tutto per loro. Il rosso mosse le braccia avvolgendo la vita e la schiena di Yoru, lei posizionò le sue sulle spalle del ragazzo, cominciarono ad ondeggiare con movimenti lenti. Avvolta in quella stretta confortante la bionda cercò di scacciare qualsiasi brutto pensiero, ma i suoi occhi correvano ancora per la sala e notarono Shane e Kat ballare insieme. Yoru non smise di guardare anzi, osservò come si tenevano stretti e come il ragazzo parlasse all'orecchio dell'amica, forse Kat ce l'avrebbe fatta davvero, si disse, anche da sola, anche senza di lei, la mora era diversa, forse quel mondo era più clemente con persone come lei, probabilmente Yoru sarebbe annegata da sola nella sua solitudine.

- Dovresti parlarle – si intromise Konnor nei suoi pensieri.

- Lascia perdere, è meglio così –

- Per chi? Mi sembrate entrambe abbastanza provate, perché farvi questo Yoru? Siete amiche da anni non si spezzano certi legami da un giorno all'altro –

Forse Konnor aveva ragione ma lei non era interessata a sentire nulla, voleva solo semplificare quello che provava, ridurre al minimo lo sforzo, era stanca di spendere energie per gli altri, in quell'ultimo anno avrebbe pensato solo a sé. Così era sempre andato il mondo, ad un tratto i legami si spezzano, le strade si separano, le persone cambiano e quello doveva essere anche il suo momento.

- Vado in bagno, scusami – si congedò.

Il ragazzo non disse nulla lasciò che si allontanasse e la guardò sfilare lungo la sala, non poteva fare a meno di preoccuparsi ma era comunque fiducioso che le cose si sarebbero risolte. Aveva capito cosa legava Kat e Yoru, non si trattava del caso, di una coincidenza, due persone tanto diverse erano diventate amiche solo perché si volevano bene davvero. Riportò alla mente i suoi ricordi con Skull e gli altri, non c'era una persona simile all'altra nel suo gruppo eppure sarebbero morti l'uno per l'altro. Anche quando lui pensava di abbandonarli a se stessi alla fine quei sentimenti tornavano a galla, certi legami non possono essere spezzati davvero.

- Ti trovo pensieroso – la voce felpata di Shane arrivò all'orecchio del rosso facendolo voltare.

- Che ci fai qui? – domandò perplesso – dov'è Kat? –

- Forse per la mia bella principessa è arrivato il momento di risolvere qualche dramma – mormorò con un mezzo sorriso.

- E' spiacevole quando le damigelle si salvano da sole? – rise Konnor lanciandogli un'occhiata.

- Non direi spiacevole .... Magari intrigante .... –

Yoru non doveva davvero andare in bagno, si era ritrovata a fissare la sua immagine allo specchio, sospirò, si lavò le mani un paio di volte. Era sciocco da parte sue, si disse, doveva tornare nella sala, Konnor la stava aspettando, sistemò i capelli dietro le orecchie ed assunse nuovamente la sua solita espressione distante, si voltò verso la porta ma prima che potesse muovere un passo la maniglia si abbassò.

Kat entrò nel bagno e per un momento rimase impietrita a fissare l'amica, la bionda era perfetta e glaciale come sempre, questo metteva l'altra in difficoltà, il silenzio stava diventando assordante. A quel punto Yoru si mosse, dirigendosi verso la porta, quando Kat lo notò le parole emersero dalla sua gola.

- Yoru – mormorò e questo bloccò all'istante il passo dell'amica.

- Kat – disse l'altra con tono smorto.

- Io ... -

- Risparmia il fiato se non sai cosa dire – proruppe la giapponese con freddezza.

- So cosa dire invece – c'era sofferenza nella voce di Kat e questo intenerì Yoru, anche se non fu disposta ad ammetterlo a se stessa.

- Nella vita si cambia, si cresce ... a volte si prendono strade separate – continuò la bionda – non c'è nulla di disonorevole in questo, solo una questione di priorità, quindi sentiti libera di continuare per la tua strada –

Il volto di Kat era cereo, la bionda ammise di non averla mai vista così, con quell'espressione tanto truce sul volto, sembrava donarle un aspetto più maturo, come invecchiato.

- Non posso accettarlo Yoru - Il tono della mora era fermo adesso, i suoi occhi infiammati di passione - tu sei sempre stata quella saggia fra noi due, sei quella con la testa sulle spalle, che sa sempre cosa fare e cosa dire. Sei quella razionale e preparata, quando tu dici una cosa allora deve essere quella perché tu non sbagli mai ... - una lacrima aveva cominciato la sua corsa lungo le guance di Kat, giù fino al mento – ma quello che dici adesso non posso accettarlo! Non posso credere che non avrò più la mia migliore amica e non posso credere che basti uno stupido litigio per farci questo. –

Adesso anche Yoru era di pietra, una lastra di granito rigida che stava davanti a quella ragazza tanto fragile e non sapeva cosa fare. Sentiva qualcosa, giusto al centro dello stomaco, una sensazione strana e viscerale, Kat riusciva a smuovere sempre qualcosa dentro di lei, poteva affermare che fosse il collegamento sottile fra se stessa ed il genere umano.

- Siamo diverse Kat ... - quelle parole le erano uscite a stento.

Aveva cominciato di nuovo a muoversi, giusto qualche passo in direzione della porta, per andare via, allontanarsi da quel momento pietoso di estrema vulnerabilità, ma Kat non le aveva permesso di farlo. La mora sollevò un braccio ed afferrò con decisione la mano di Yoru, quella rimase ancora una volta immobilizzata.

- Lo so che siamo diverse ma vogliamo entrambe la stessa cosa in fondo – le disse in un sussurro – vogliamo essere accettate nonostante i nostri difetti, perché siamo troppo ostinate per cambiare, abbiamo sempre messo i nostri obiettivi davanti a chiunque e non abbiamo mai chiesto scusa al prossimo prima di schiacciarlo, le persone ci invidiano ma nessuno vorrebbe davvero essere noi –

- Andare a letto con Shane ti ha fatto sviluppare un prototipo di coscienza? – il tono di Yoru era ancora affilato, ma all'interno si nascondeva quella sfumatura di ironia che Kat conosceva bene.

Per la prima volta dopo tanto tempo le labbra della mora si schiusero in un sorriso – Non ci sono andata a letto -

- Ma ci stai pensando – replicò l'altra – o siamo ancora alla fase della santa Kat che non farebbe niente di male, che preserva il suo status sociale ed i suoi comitati, che nega l'evidenza e si rifugia nel suo castello incantato –

- Sono attratta da Shane Gould –

Quella confessione così diretta sorprese entrambe, il volto di Kat era rosso, la sua mente stava correndo veloce verso ricordi che le velavano gli occhi di imbarazzo.

- Lui mi ha incasinato, ha sconvolto tutto ... i miei progetti, la mia intera persona sta andando a farsi fottere ma sto cercando di fare i conti anche con questo, perché ho capito che devo lasciare Wright. Io voglio lasciare Wright. Non posso andare fino in fondo con lui, dimmi che starai al mio fianco Yoru, dimmi che ho ancora te dalla mia parte ... -

Alla fine anche l'espressione della bionda si addolcì, aveva aspettato con pazienza quel momento, l'istante in cui Kat si fosse resa conto della realtà, avesse smesso di scappare, accettasse di crescere e diventare una donna responsabile, qualcuno a cui importava davvero dei sentimenti degli altri.

- Potrai contare sempre su di me per fare la cosa giusta –

Kat non attese altro, si gettò su Yoru e la strinse forte, un contatto che da prima sorprese la ragazza ma che alla fine ricambiò, rimasero strette per un tempo indefinito e quando si staccarono la bionda non perse tempo.

- Allora, cosa ti ha fatto Shane esattamente? –

Quella domanda provocò immediatamente un'esplosione di porpora nelle guance di Kat – Dio, non so neanche come spiegarlo ... lui è -

- E' Shane – mormorò semplicemente Yoru.

- Già, mi fa sentire così bene , quando mi tocca ... - la ragazza non riusciva a mettere in parole tutte quelle sensazioni.

Lo sguardo dell'altra però continuava ad essere intenso – cosa si prova? Ad essere toccati in quel modo ... -

Kat fissò l'amica per un attimo, era sorpresa ma anche intrigata – Yoru non sapevo che ti interessassero questi argomenti -

La bionda spostò lo sguardo – lascia stare -

- Tu e Konnor? – ci fu un lungo momento di silenzio.

- No, niente del genere -

- Ma lo vorresti? – la mora era sempre più curiosa, non aveva mai parlato di quel genere di cose riferite all'amica, anzi, aveva sempre pensato che forse a Yoru non interessava minimamente il sesso.

- Konnor è diverso, è quello che stavo aspettando credo. Tutto sembra così intenso quando sono con lui, anche le piccole cose –

Kat rimase ammutolita davanti a quella frase, non credeva che Yoru potesse mai arrivare a pensare una cosa del genere di un altro essere umano, per un istante si chiese se la sua amica fosse innamorata. Non sapeva se lei conoscesse quella parola o se sapesse cosa significasse, probabilmente non l'aveva neanche collegata a tutto quello che le stava succedendo.

- A questo proposito – continuò la bionda – volevo chiederti se posso dire a mia madre che dormo da te stasera, sai volevo andare con Konnor -

Kat sorrise – certo che puoi dirglielo! A patto che tu mi raccanti per filo e per segno cosa mi sono persa! –

Le due ragazze risero ed alla fine uscirono dal bagno, si respirava un aria del tutto nuova e quando entrarono nella grande sala si riunirono ai due cavalieri che le stavano aspettando.

- Ma guarda che grosso sorriso! – esclamò Shane con il suo solito tono compiaciuto – le regine di Kensington sono tornate insieme.-

- Già, quindi stai molto attento – mormorò la bionda rivolta al ragazzo, quello rise.

- Sai che mi piacciono le sfide! –

La serata aveva finalmente preso una piega divertente, il gruppo era di nuovo compatto e la gioia era evidente persino sul volto di Yoru. Trascorsero la serata a bere e ballare, così tanto che le ragazze non riuscivano più a tenere le scarpe ai piedi.

- Allora signore, chi desidera un passaggio a casa? – esordì Shane.

- Io passo – rispose Yoru sorprendendolo, poi si rivolse a Konnor – domani non ho scuola, potrei venire da te -

Il rosso sorrise – non è un problema per i tuoi? –

- Li ho informati che restavo da Kat quindi ... -

- Quindi è perfetto – mormorò lui attirandola a se e baciandole il collo, la ragazza rabbrividì.

- Allora piccioncini, fate tutto tranne che i bravi stanotte! – esclamò Gould.

- Shane! – lo rimproverò Kat.

- Alla prossima! – disse Konnor congedandosi e portando via Yoru che non riusciva a trattenere l'imbarazzo.

I due ragazzi si diressero sul retro dove Konnor aveva sistemato la moto, indossarono i caschi e salirono, poi si unirono al traffico di Kensington e senza attirare l'attenzione si diressero lontano dal quartiere scintillante e alla moda, diretti a Chelsea.

L'appartamento di Konnor era silenzioso e buio quando i due entrarono, abbandonarono le maschere ed i caschi sul tavolo della cucina, Yoru si liberò con piacere anche delle scarpe, camminando sul legno liscio del parquet a piedi scalzi, si stiracchio appena.

- Finalmente un po' di pace – disse la ragazza.

- La serata è andata bene sono contento che tu e Kat abbiate risolto, ero preoccupato – ammise con un sorriso.

- Già, alle volte la vita prende una piega che non ti aspetti, ma alla fine ... va tutto come deve andare - mormorò la ragazza.

I due erano l'uno di fronte all'altra, fu Konnor a muovere ancora un passo per annullare quella distanza, quando lo fece Yoru si sporse ed unì le loro labbra in uno dei suoi baci delicati. Il ragazzo non perse tempo e strinse a sé il suo corpo delicato epassò una mano dentro i suoi capelli setosi. Anche le braccia della bionda si erano protratte verso di lui, avvolgevano le spalle larghe del rosso nel tentativo di raggiungere ancora meglio il suo viso, Yoru si era sollevata appena sulle punte dei piedi cercando di non interrompere il bacio.

Quando si staccarono entrambi ansimavano, il cuore della ragazza batteva forte, Konnor non riusciva a staccare gli occhi da lei e persino le sue mani continuavano a sfiorare insistentemente il corpo della bionda.

- Yoru ... -

- Konnor ... -

- Sei assolutamente meravigliosa ... non avrei mai immaginato che io potessi mai avvicinarmi a- -

Il ragazzo non poté continuare perché lei posò nuovamente le labbra sulle sue, questa volta non c'era traccia della solita reticenza in quel bacio. Le mani di Yoru avvolgevano la nuca di Konnor tanto che lui si era totalmente proiettato verso la ragazza, schiacciando il corpo di lei fra sé ed il muro. Le dita del rosso non si fermarono, erano ormai impazienti come del resto lui stesso, sentiva montare l'eccitazione dentro di sé, aveva cercato di trattenersi e lasciare a Yoru il giusto spazio ma adesso sentiva che anche la ragazza lo desiderava. Le mani di Konnor si posizionarono sulla zip del vestito, lentamente la tirarono giù allargando il tessuto e scoprendo la sua pelle pallida, alla bionda vennero i brividi ma non oppose resistenza. Decise di fare altrettanto e aiutare il rosso a disfarsi della giacca e lentamente aprire i bottoni della camicia, con un movimento fluido il vestito leggero crollò ai piedi di Yoru, Konnor deglutì a fatica, la ragazza non indossava il reggiseno ma solo degli slip neri con un merletto lavorato. Le dita sottili di Yoru accarezzavano delicatamente la pelle del rosso, sfilò la sua camicia facendola precipitare a terra ed il ragazzo si mosse in fretta guidando la bionda al piano di sopra, in camera da letto.

I baci ripresero ancora più avidi e pieni di desiderio, Yoru si era distesa sul letto totalmente sovrastata da Konnor, osservava il viso del ragazzo perso nella sua contemplazione, non aveva mai visto il suo petto e le sue spalle tatuate tanto da vicino, era come se si accorgesse in quel momento per la prima volta quanto le piacessero. Yoru era completamente stordita da quelle sensazioni, ma stranamente, per la prima volta, l'ignoto e la confusione non le facevano paura, Konnor era lì e lei si fidava di lui, non le sarebbe mai successo niente di male.

Le labbra del rosso avevano lasciato il viso di Yoru, avevano cominciato a scendere da prima lungo il collo, poi nel torace, dopo giù, la sua lingua percorreva l'addome ed il ventre fino all'ombelico, il corpo della bionda era coperto di brividi. Sentì distintamente la lingua di Konnor disegnare cerchi intorno al suo ombelico e i suoi denti pizzicarle la pelle, si stava avvicinando pericolosamente al bordo dei suoi slip tanto che la ragazza parlò con tono esitante ed imbarazzato.

- Konnor ... - il nome le uscì di bocca con un gemito.

- Troppo in fretta? – domandò quello con un filo di voce, risalendo a baciarle il collo.

- No io ... - la voce di Yoru era un sussurro flebile, sentiva le mani del rosso fasciarle le cosce e questo rendeva i suoi pensieri inconsistenti – mi chiedevo ... se ci fosse qualcosa ... che dovrei fare - un'altra pausa legata ad un sospiro impossibile da trattenere – è la prima volta che ... succede ... non so ... cosa fare –

Konnor non colse immediatamente il senso di quelle parole ma poi gli fu evidente a tal punto da bloccarlo. Probabilmente non sarebbe dovuto essere sorpreso da quelle parole, da qualche parte dentro di lui sapeva che era un'eventualità tutt'altro che assurda, ma da un'altra parte si era stupito profondamente, lei era tanto bella che era impensabile che nessun altro prima le si fosse avvicinato in quel senso. Questi erano stati solo i primi pensieri, poi nella mente del rosso si dipinsero ben altri scenari: Yoru era vergine, era una ragazzina, una studentessa di diciotto anni. Era davvero giusto quello che stava facendo? Appartenevano a mondi diversi, una diversità che andava ben oltre l'aspetto economico, lei era innocente mentre lui era feccia, immischiato con gente feroce, costretto a strisciare e guardarsi le spalle, era giusto coinvolgerla fino a quel punto? Konnor pensò che forse quello era un errore, tutta quella situazione era sfuggita troppo di mano e lui era stato troppo superficiale, per il suo bene Yoru avrebbe fatto meglio a stargli lontano.

Quello che avevano costruito era sbagliato, lei doveva averlo con un altro, un ragazzo normale, della sua età, che avesse qualcosa di vero da offrirle, non poteva continuare. Il rosso scostò dal corpo della ragazza con un peso grave sul petto, lei lo fissò senza capire e quando lui si sollevò dal letto, Yoru si mise a sedere senza distogliere lo sguardo dal volto impietrito di Konnor.

- Ho fatto qualcosa di male? – chiese lei confusa da quello che stava vedendo.

- Non sei tu ad aver fatto qualcosa di male, è colpa mia - mormorò quello amaramente.

Lei lo fissò torva – non capisco –

- Non avrei mai dovuto Yoru ... tutto quanto ... tutto questo ... tu non dovresti stare con uno come me – gli occhi verdi del ragazzo erano diventate due fessure.

- Ma io voglio stare con te, cosa c'è che non va? –

- Gesù, guardami! – il tono di Konnor adesso era iroso, frustrato da tutti quei pensieri che gli vorticavano in testa – siamo diversi Yoru ... diversi in tutto, non si tratti di quello che possediamo ma di come viviamo questa vita . Stare con me ti metterebbe troppo a rischio, sono troppo pieno di merda e non voglio sporcare anche te! –

- A me va bene così – la voce di Yoru era chiara come sempre, nella sua intonazione non c'era un filo di esitazione – so quello che devo sapere per poter decidere ed ho scelto te -

- Beh io non posso farlo, non posso sceglierti - il rosso scuoteva la testa e cercava di allontanarsi e non guardare il corpo della ragazza sul suo letto – sei giovane e non posso legarti a me in questo modo. Tu meriti di meglio, un ragazzo della tua età, che puoi presentare ai tuoi, qualcuno che ti porti al ballo della scuola e che ti faccia vivere spensierata. La tua prima relazione dovrebbe essere così -

Gli occhi di Yoru erano diventati due aghi appuntiti, una rabbia bruciante aveva preso possesso del suo corpo, si sollevò dal letto facendo qualche passo verso Konnor che continuava a tenere il suo sguardo lontano da quel corpo.

- Che mucchio di stronzate –ringhiò la ragazza con un tono che sorprese il rosso profondamente –sei tu quello che ha bisogno di cose semplici, sei tu che hai avuto paura ed hai fatto marcia indietro. Non addossarmi le tue mancanze! –

- Lo dico per te -

- Sta' zitto, sei solo un vigliacco, cosa ti fa tanta paura? Stai facendo esattamente come con Skull ed il gruppo, invece di prenderti quello che vuoi dai solo la colpa a loro e resti immobile, non li lascerai mai solo perché vivere senza di loro ti spaventa, come ti spaventa una storia con me! Con un'altra come Laurell sarebbe tutto più facile! Te la porteresti a letto anche se avesse solo diciotto anni -

- Vattene – disse Konnor in un sussurro basso.

- Credi di risolvere sul serio così le cose? Perché non cerchi di essere onesto con te stesso per una volta, perché non provi a cambiare davvero invece di rimpiangere la tua condizione e basta ? –

- Vattene fuori di qui! – urlò il ragazzo.

- Credevo fossi diverso, migliore, ma non sei niente di quello che tu credi, non con me -

La ragazza abbandonò il soppalco, recuperò il suo vestito e lo indosso frettolosamente, poi si precipitò fuori dall'appartamento e dopo uscì in strada abbandonando il palazzo ed immettendosi nelle vie fredde e ventose di Chelsea. Si asciugò distrattamente il viso rigato di lacrime, non volle pensarci troppo, non volle soffermarsi troppo su quel dolore, continuò semplicemente a muoversi.

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