chapter 2 - Secrets
Nella foto: Yoru Knowless
Yoru in giapponese significava Notte, questo non era affatto un dettaglio secondario per la ragazza, anzi spiegava molte cose del suo carattere. Quando il sole tramontava sentiva come un richiamo, un istinto ad andare fuori e vivere quella parte della giornata che tutti quanti ignoravano, per la maggior parte delle persone la notte era solo il momento del riposo, ma non per lei.
Come ogni sera da molti anni, dopo essersi vestita in modo scuro e non appariscente, Yoru si apprestava ad iniziare il suo vagabondaggio notturno. Non sapeva perché lo faceva, non sapeva cosa cercasse, lei vagava, attraverso nuovi posti, nuove strade, lontane dal suo quartiere. Sapeva che poteva essere pericoloso, gli incontri spiacevoli non le erano mancati ma questo non era un deterrente sufficiente. La brezza fresca del vento, quello strano silenzio così inusuale per una città grande e caotica, quella strana patina che sembrava ricoprire il mondo intorno a lei, come se il tempo viaggiasse più lentamente.
Con le mani nelle tasche della felpa la ragazza si muoveva svelta fra i marciapiedi ed entrò rapida nella metropolitana, pronta a recarsi nella sua nuova meta, una zona che non aveva ancora esplorato giusto a mezz'ora da casa sua, la periferia di Chelsea. Le capitava spesso di osservarla dalla finestra della sua camera, non riusciva a vederla bene ma sapeva che si estendeva lungo il fiume Tamigi e proprio lì c'erano le stazioni con i battelli ed il grande parco Battersea. Quella notte era quella la destinazione designata, così scese dalla metro il suo passo non tentennò, si mosse spedito lungo la strada deserta.
Era proprio come aveva pensato, quel luogo era così diverso dalla bella e ricca Kensington, dalle sue strade illuminate e trafficate anche fino a tarda sera, da quei locali appariscenti e pullulanti di gente intenta a chiacchierare. La via in cui Yoru stava camminando era deserta, perfettamente silenziosa se non fosse per qualche rumore notturno, non c'erano luci o persone per le strade, sembrava di non essere più neanche nella stessa città. Era assurdo come a soli trenta minuti di distanza potessero esistere due facce così diverse e Yoru si rese conto come si sentisse in qualche modo come quel posto, in attesa, ecco cosa sembrava, quelle strade deserte, quel silenzio, tutto intorno sembrava che si stesse preparando per qualcosa ma lei non avrebbe saputo dire cosa fosse.
Quando varcò la grande entrata del parco fu colta da una folata di vento, si strinse nelle spalle abbassandosi ancora di più il cappuccio sulla fronte, camminò per qualche metro ed alla fine si sedette su una panchina. Circondata da quel silenzio sembrava che fosse rimasta l'ultima persona sulla terra, ma non se ne curò, restò solo lì per un po', in attesa.
La mattina seguente quando Yoru aprì gli occhi era nella sua camera, come sempre, i suoi giri notturni erano come dei momenti inesistenti nel mondo reale, non interferivano mai con la vita monotona e rispettabile della figlia degli ambasciatori Kwonles. Era più di un segreto, era una bolla congelata nel tempo.
La ragazza cominciò con i suoi rituali del mattino, dopo essersi lavata e vestita con abiti sportivi usciva a fare una corsa nel piccolo parco vicino casa, giusto dieci minuti, era un modo per svegliare la sua mente ancora immersa nel torpore. Quando rientrava trovava la signora Watson a darle il buon giorno, Yoru risaliva in camera, si faceva una doccia veloce ed indossava l'odiata divisa e si preparava per andare a scuola.
- Fa colazione Miss? – domandò la donna osservando la ragazza scendere dalle scale.
- Magari solo un frutto ... non ho molto tempo – rispose la ragazza seguendo la governate in cucina.
La signora Watson mise due mele in un sacchetto e le porse alla giovane – i suoi genitori torneranno nel pomeriggio – la informò – buona giornata Miss –
- Anche a te, Watson –
Pochi istanti dopo sentì due colpetti di clacson, Kat ed il suo autista erano arrivati a prenderla, così uscì e vide la grande macchina accostata al marciapiede, fu rapida come sempre e prima che l'uomo potesse fare il giro ed aprirle lo sportello, Yoru saltò dentro.
- Me l'ha fatta anche stavolta – rise l'anziano.
Yoru ricambiò il sorriso e poi si rivolse alla sua amica, abbandonata con fare sconsolato sul sedile accanto al suo.
- Buongiorno anche a te Kat – disse Yoru alzando un sopracciglio.
La mora sospirò – non ci saranno mai bei giorni ... deve essere colpa di qualche maleficio ... - brontolò, sospettosa – sono maledetta! –
Yoru scosse la testa, aveva già capito il tenore della conversazione – non c'è nessuna maledizione Kat ... -
- Come fai a dirlo? Come? – sbraitò – tutto questo è ridicolo! Stiamo insieme da quasi quattro anni! Quattro! –
- Forse non avete trovato il momento giusto – rincarò la dose la bionda, sapendo di mandare l'amica fuori dai gangheri.
- Il momentoooo? Hai idea di quanti momenti ci siano stati?! Posso elencarteli ma avremo bisogno di più mani! –
- No, ti prego ... ovviamente me li hai raccontati per filo e per segno – rise l'altra sarcastica.
La spina nel fianco che torturava Kat era la sua verginità, per la precisione era il desiderio di andare a letto con il suo storico fidanzato Wright, ma in cinque anni di relazione non era ancora successo. La sua disperazione mista a tenacia faceva ridere Yoru, che dal canto suo non capiva ne vedeva la bellezza o l'utilità di una relazione romantica.
- Non sai l'ultima!- esordì ancora Kat con il viso rosso dalla rabbia – ieri eravamo da me, da soli in camera, era tutto così perfetto ... ci stavamo baciando in modo molto spinto, eravamo in intimo, eravamo davvero a quel punto – poi si prese il volto fra le mani – ed ecco che sale su Alicia e mi chiede di scendere in soggiorno a salutare mia madre che stava per partire! Abbiamo dovuto fare merenda con lei come due bambini di cinque anni! Ci credi? Wright per l'imbarazzo non si è più avvicinato per l'intero pomeriggio ... -
Yoru non poteva fare altro che ridere di fronte a quei racconti che si facevano sempre più strani e patetici, Kat aveva decisamente un problema, il carattere mite e pudico di Wright era decisamente un ostacolo ai piani di Kat. Sapeva per certo che il loro amico non aveva avuto nessuna esperienza sessuale prima di allora, doveva essere quello il problema, la paura di spingersi oltre.
- Dimmi un po' Yoru, come fa una ragazza a mantenere la propria classe e allo stesso tempo ad andare a letto con il suo ragazzo? Insomma,non voglio buttarmi a terra e supplicarlo come una battona ... ma guardami! Le ho provate tutte! Non so che fare, non riesco a capire cos'è che non va! –
- Lascia che le cose vadano da sole Kat – continuò Yoru divertita – prima o poi accadrà –
- Come no, di questo passo farò prima a chiudermi in convento – commentò la mora con aria infelice
- Beh, quale sarebbe l'alternativa? Vorresti violentarlo per caso? – chiese la bionda in tutta risposta.
- Sei proprio fortunata tu ... insomma hai la mente forte ...una stoica indipendenza, a volte mi sembra quasi che tu non sia neanche umana, com'è che vai avanti? Ti mettono a caricare come un cellulare con la sua batteria? -
- Fatti forza Kat – tentò di consolarla la bionda, sorvolando su tutto il resto – sono sicura che ti deve venire il ciclo, ho letto che durante l'ovulazione il desiderio sessuale aumenta, perché la donna è fertile ... è solo un rimasuglio della tua precedente condizione di animale mammifero ... la supererai –
Kat si gettò sulle gambe di Yoru ormai sconsolata, sperando che la scuola la distogliesse dal suo terribile pensiero fisso.
La routine scolastica aveva ricominciato il suo corso a pieno ritmo ormai e le ragazze si separarono per seguire le lezioni della giornata, Yoru ripiombò nel suo personale mondo senza dare molto peso ed importanza a quello che accadeva ed ai suoi compagni. Durante il laboratorio di chimica si era persa nuovamente nei suoi pensieri, aveva cominciato a fissare la porta ed a fantasticare durante un esperimento il professore producesse un gas letale. Vedeva i suoi compagni tossire, straziati dal dolore dei polmoni che andavano a fuoco, il sangue colava dalle loro bocche e molti si contorcevano ormai in preda agli spasmi della morte. Un leggero sorriso apparve sul suo volto solitamente neutro e un po' imbronciato, questo attirò l'attenzione del suo compagno di laboratorio.
- Ma a che stai pensando? – chiese Luke con un mezzo sorriso.
- Questa lezione è noiosa - mormorò Yoru.
- E' il corso più avanzato della scuola ...- tentò di farle notare.
- Ho letto questi argomenti in estate, forse avrei dovuto aspettare ... mi sto annoiando parecchio –
Luke inspirò a quel punto pronto a fare il suo solito tentativo – senti Yoru ... ti va se... -
- No – lo interruppe la ragazza.
- Non sai cosa voglio dire – brontolò il ragazzo.
- Usciamo insieme? Prendiamo un caffè? Ci vediamo qualche pomeriggio per fare due passi? – continuò la ragazza – no Webster, declino gentilmente qualunque invito tu voglia farmi –
Luke sospirò affranto ed alzò le mani in segno di resa – questa l'hai vinta tu, ma tornerò all'attacco-
- Non dovresti disturbarti tanto –
- Invece si – sorrise il ragazzo.
- Perché? – la bionda sollevò un sopracciglio irritata.
- Lo sai perché ... tu mi piaci parecchio Yoru, prima o poi riuscirò a strapparti un appuntamento! –
La ragazza scosse la testa, non le interessavano queste cose, gli esseri umani, i rapporti sociali, quelli che aveva con Kat e gli altri erano sufficienti, non le importava di avere altri amici, erano solo impicci inutili. Forse avrebbe ritenuto Luke più interessante se fosse stato un fossile o un organismo da poter sezionare e studiare. La campanella suonò alla fine liberando Yoru dalle chiacchiere di Luke e permettendole di fuggire rapida verso la mensa.
Al solito tavolo c'erano già i suoi due amici, Kat e Wright, al vederli lì ridere e fare i piccioncini a Yoru scappò una risata, la sua amica sembrava tornata la solita di sempre, eccetto per quella strana oscurità negli occhi che non tutti avrebbero notato.
- Ehi Yoru – salutò Wright – pensavamo di andare al cinema uno di questi giorni, potremmo vedere il nuovo Marvel –
- Dovresti cominciare a guardare più film per adulti Wright – disse la bionda in un sussurro, i due arrossirono leggermente.
- Certo, a te piacciono i film impegnati, lo dimentico sempre –cercò di articolare il ragazzo.
- Sì ... intendevo questo – mormorò la ragazza con un mezzo sorriso, scelse di non guardare la faccia di Kat per paura di scoppiare a ridere insieme.
- Comunque Wright ci ha appena invitate ad una sfilata! - gongolò la mora dopo aver strapazzato di abbracci il proprio ragazzo che rise forte - siamo appena state ingaggiate per la nuova collezione di Gemma Vassieur! Dimmi che sei felice! - concluse, trionfante
- Oh mio Dio, ma non se ne parla neanche -
- E dai YoYo! Non lasciarmi andare da sola -Kat aveva tirato fuori il suo tono da coercitrice
- Quante volte ti ho detto che non devi chiamarmi in quel modo idiota? - sbottò la bionda ormai ad un passo dal crollo nervoso - e poi perché dovrei accettare? Odio quei vestiti ...
- Ma non è vero! La nuova collezione è fantastica e poi ci divertiremo! Il compenso è ottimo e potremmo portare a casa tutto quello che abbiamo indossato durante la serata, oltre a diventare i volti giovanili della campagna ... io ci vedo solo cose positive -
Kat sapeva essere terribilmente caparbia quando voleva, Yoru continuava a non essere entusiasta della cosa, ma adesso ci stava quanto meno pensando
- Mia zia sarebbe davvero felice di avervi, ragazze. Se accettate fareste felice anche me, in caso contrario continuerà a stressarmi per il resto della mia vita e sapete che tipo è Gemma ... Credo che le manchino giusto due modelle, non è stato facile reperire le migliori ... come sapete Shane ha fatto un casino l'ultima volta, la maggior parte di quelle che Gemma ha ingaggiato le ha dato buca inspiegabilmente - disse Wright
- Io me lo spiego il perché invece, quel depravato di suo figlio continua a portarsi a letto tutto ciò che respira - concluse la frase Kat con un sibilo rabbioso -beh, Yoru, dimmi che sarai dei nostri, ti prego! -
- E dov'è che si terrebbe? - chiese la bionda ancora indecisa
- Al Bulgari ovviamente, domani la crew si riunirà per le prove della sfilata, quindi dovreste arrivare nel primo pomeriggio se è possibile. Ci sarà parecchia gente alla sfilata, fotografi, stilisti ... chi più ne ha più ne metta. Sembro un promoter idiota ma sono davvero stanco di venire tartassato da mia zia, quindi ti prego, Yoru ... toglimi dai guai -
- E va bene, ma assicurati che non mi facciano indossare niente di imbarazzante - disse alla fine la ragazza dopo qualche secondo di tentennamento
- E poi perché Gemma ha delegato a te questo infame di compito di assoldarci? Non è Shane quello che avrebbe dovuto occuparsi di queste cose? - chiese Kat attenta
- Sì, teoricamente. Credo che sia successa qualcosa tra loro, c'è qualcosa di più strano del solito ... - Wright fece spallucce - ad ogni modo qualcuno di voi l'ha visto oggi? -
- Prima era fuori con delle tipe, credo se la sia svignata dopo le prime ore di lezione... figurati, parliamo di quel depravato di Shane - commentò la bionda addentando la sua mela
- Capisco, sarà meglio andare a cercarlo dopo. Ho l'impressione che abbia litigato con i suoi e che sia tornato soltanto per finire l'ultimo anno ... ho sentito i miei parlare dei Gould l'altra sera, pare che Shane viva definitivamente da solo ormai, si è preso un'intero piano del Bulgari, mi chiedo perché non ce l'abbia detto ... -
Le ragazze guardarono Wright con uno sguardo affranto, entrambe avevano sospettato qualcosa del genere, ma non era mai stato semplice ottenere risposte dal loro amico, finiva sempre per monopolizzare la conversazione e trascinarla su terreni meno tortuosi, minimizzando tutto
Kat non disse nulla, per quanto poteva dispiacerle quella situazione non avrebbe dimenticato tanto facilmente le parole crudeli di Shane dell'altra mattina.
- Beh, facci sapere allora ... -
La conversazione morì così, mentre Wright posava un bacio delicato sulle labbra della mora prima di salutarle e dirigersi dai suoi compagni di squadra. Il silenzio cadde sul tavolo nonostante il vociare di sottofondo.
Quando Yoru tornò a casa vide all'ingresso le grosse valige dei suoi genitori, entrando in cucina li trovò intenti a chiacchierare con Watson e quando la notarono gli corsero subito incontro.
- Yoru tesoro – la abbracciò sua madre – tutto bene? La scuola è cominciata? Mi dispiace che siamo dovuti partir così presto dopo le vacanze –
- Va tutto bene – le disse la ragazza.
- Stai passando del tempo con i tuoi amici vero? – le chiede il padre – non stare qui da sola –
- Si, ho visto sia Kat che gli altri ... oggi diamo una mano alla madre di Shane –
- Bene –
Midori ed Arthur viaggiavano parecchio durante l'anno, sia in Inghilterra che in altre parti del mondo, erano molto richiesti e Yoru si era abituata alle loro lunghe assenze anche se per i genitori era sempre doloroso separarsi dalla figlia. Per quanto non potessero essere sempre presenti questo non gli impediva di volere un bene profondo a Yoru, era la loro unica figlia ed erano orgogliosi di lei ed anche sempre preoccupati. La ragazza lo sapeva bene quindi tentava di dare meno nell'occhio possibile, cercava di potare a termine ogni compito in modo adeguato così loro non avrebbero avuto modo di preoccuparsi e le avrebbero lasciato quell'autonomia che desiderava. Così Yoru avrebbe potuto continuare ad esistere come aveva sempre fatto, con un piede nel mondo reale ed un altro nelle sue fantasie, dove regnava la notte.
Kat osservava con sguardo critico la home del Fashion Mirror, il social più in voga del momento, nonché punta di diamante della Gould Corporation. La ragazza aveva numerosissimi followers, la sua intera vita veniva caricata tra le pagine virtuali di quel mondo perfetto che si ostentava a mostrare a tutti ... peccato che rimanere in vetta fosse dura, persino per una come lei. La sfilata di Gemma Vassieur era un modo perfetto per non scadere mai nel banale, tutte le sue amiche avrebbero fatto carte false per parteciparvi, l'avrebbero guardata con ancora più ammirazione. Era quello che contava dopotutto, i privilegi che possedeva derivavano soprattutto da quel suo ruolo di leader incontrastata della moda e del buongusto.
Eppure non poteva fare a meno di preoccuparsi della concorrenza. Olivia Sherman stava acquisendo parecchio peso a scuola negli ultimi mesi, dopotutto rimaneva la figlia del famoso regista Sherman ... sapeva che sotto quella sua faccia da brava ragazza c'era una mente machiavellica e contorta, quegli artigli che nascondeva sarebbero venuti fuori nel momento stesse in cui avesse deciso di tentare il tutto per tutto e spodestare Kat. Forse ci stava già provando a giudicare dagli inviti che aveva dato alle ragazze ... le sue ragazze!
Un fantastico tour sul nuovo set in cui il padre stava girando il film, tra attori famosi e truccatrici eccezionali sapeva per certo che le sue amiche non si sarebbero fatte pregare più di tanto, peccato che quell'invito non fosse stato esteso anche a lei ... quella era una vera e propria dichiarazione di guerra da parte di Olivia. Vestirsi come lei, atteggiarsi come lei, era perfino riuscita a rimorchiare uno dei ragazzi più popolari della Ashbourne ... il prossimo passo sarebbe stato quello di privarla di tutte le sue tirapiedi più fidate e Kat sapeva bene quanto la lealtà di quelle idiote fosse cedevole a lusinghe e promesse di fama.
Quei pensieri disturbavano enormemente la ragazza, soltanto immaginare che tutto quello non dipendesse da lei la irritava in modo assurdo, perché Kat Westwood, insieme alle altre cose, era anche una maniaca del controllo e come tale non avrebbe permesso a quella idiota di rovinarle la vita. Così Kat indisse subito una discussione di gruppo, accese la web cam e chiamò le sue leccapiedi che risposero un istante dopo, la prima a collegarsi fu la rossa, Tamara Lewis, bella, popolare, con buoni voti a scuola ma non abbastanza coraggiosa da tentare di spodestare Kat, ecco cosa le piaceva di lei.
- Kat, va tutto bene? - Tamara le rispose direttamente dalla sua grande vasca da bagno nella quale era immersa
- Ma certo, cara. Wow, la tua pelle è così luminosa oggi - disse con tono mellifluo, certa che avrebbe fatto centro. Era così, quelle ragazze pendevano dalle sue labbra, si sarebbero perfino mozzate un braccio se soltanto avesse assicurato loro che andava di moda
- Ti ringrazio ... uso una nuova crema -
- Sì, sì ... poi mi dirai quale - disse sbrigativamente Kat - allora, che piani avete tu, Viktoria e Angie per il fine settimana? - iniziò fissando con attenzione il volto dell'altra mutare appena. C'era del panico nella sua voce
- Emh, noi ... a dire il vero Olivia Sherman ci aveva proposto di passare una serata insieme. Suo padre sta lavorando alla regia di The Last Queen ... sai, la serie tv con ... -
- Oh che peccato - la interruppe Kat mostrandosi adesso costernata in viso - e pensare che quella sera avrei voluto proporvi qualcosa di diverso ... -
- Che cosa? - gli occhi di Tamara brillarono
- Beh, niente che possa competere con la serata di Olivia Sherman! Soltanto una sfilata di Gemma Vassieur al Bulgari dove ci sarebbe praticamente tutta la gente che conta nella mondo della moda-
La bomba era stata sganciata e la ragazza era rimasta senza parole.
- Oh mio Dio, sarei felicissima di partecipare! Anche Vik e Angie non vedrebbero l'ora, ne sono sicura! -
- Ma come? Cosa direte alla povera Olivia? Deve aver preparato tutto ormai ... - commentò la mora con un finto tono dispiaciuto
- Non importa! Se ne farà una ragione! Allora? Hai avuto dei pass? -
In realtà Kat non li aveva ancora ottenuti, purtroppo per averli avrebbe dovuto come minimo compiacere Shane, peccato che fino a quel momento non si fossero neppure scambiati una parola dal giorno del loro litigio, ma non importava. La ragazza era sicura di potercela fare, in fin dei conti lì c'era di mezzo il suo intero futuro e la sua leadership incontrastata sulla Ashbourne.
- Certamente, oltretutto parteciperò anche alla sfilata come modella ... -
Da lì in poi la partita fu vinta definitivamente, ben presto anche le altre due ragazze si inserirono nella conversazione e il tour cinematografico di Olivia Sherman a confronto diventò nient'altro che un pomeriggio noioso a cui nessuna voleva davvero partecipare.
Kat conosceva bene la psiche di quelle ragazze, erano grette e desiderose di fama, avrebbero fatto di tutto per ottenere anche soltanto un pizzico della luce di cui Kat risplendeva ... quelle non erano delle amiche, era gente di cui lei non poteva fare a meno però, aveva bisogno del consenso di più persone possibili per ottenere ciò che voleva. Quando chiuse la conversazione sospirò forte, si sentiva bene quel pomeriggio, la giornata era migliorata a vista d'occhio rispetto a quella mattinata lugubre. Per un attimo si chiese perfino di cosa si fosse preoccupata per tutto quel tempo, lei aveva sempre trovato un modo per ottenere quello che voleva.
Kat prese una penna dalla sua scrivania e con bella scrittura tracciò poche parole su un bigliettino dalla foggia elaborata
"Non provarci mai più, tesoro. Chi gioca col fuoco finisce sempre per scottarsi." firmato Kathleen Westwood.
Ripose il bigliettino in una busta elegante e subito dopo ordinò alla governante di consegnare questo biglietto insieme ad un mazzo di rose rosse all'indirizzo di Olivia Sherman.
Anche quella minaccia era stata evitata con successo.
- Prego, il signor Gould la riceverà -
Wright si diresse lungo il corridoio lussuosissimo del Bulgari, uno degli hotel più rinomati dell'intera Inghilterra, nonché ultima dimora di suo cugino Shane, a quanto aveva appreso dai suoi zii. Shane aveva lasciato la villa di famiglia, in realtà era più una regia nella quale aveva sempre vissuto da solo, eccetto per delle sporadiche visite da parte dei suoi genitori. Perfino Gemma aveva un attico tutto suo, mentre Robert Gould era troppo impegnato con la FM per tornare a casa frequentemente, una famiglia così fredda e lontana ... l'opposto di quella in cui era cresciuto Wright, pensò il ragazzo con un senso di rammarico dentro.
Il corridoio proseguiva enorme e luminoso, sembrava di trovarsi all'interno di un sogno peccaminoso, Wright non sapeva quale fosse la suite del cugino, ma poi percepì uno scalpitio veloce, qualche voce bassa, automaticamente camminò verso la fine del corridoio dove subito ebbe modo di notare la figura snella del cugino in abiti da scherma. Si stava chiaramente allenando, fece qualche passo in avanti, parando una stoccata da parte dell'avversario, poi scattò con un affondo veloce che colpì l'altro sul petto e automaticamente decretò la sua vittoria. L'avversario si tolse la maschera che in realtà rivelò un bel volto femminile dai lunghi capelli biondi adesso sciolti sulla tuta bianca, lo stesso fece Shane
- Niente da fare, come si suol dire? L'allievo ha superato il maestro - commentò la donna liberandosi subito dagli indumenti protettivi
- Oh beh, posso sempre darti la rivincita, Janette. Sei impegnata? Posso offrirti qualcosa da bere? - Shane era tornato nelle sue vesti da don Giovanni, forse non era mai uscito semplicemente, Wright fece un passo avanti e soltanto in quel momento la sua presenza fu notata dai due.
- No, ti ringrazio ma devo andare, inoltre hai visite! - la bionda sorrise angelicamente prima di salutare Wright con un cenno della mano e passare oltre.
- Bene, bene ... dove sei riuscito a trovare un'allenatrice così bella? Sembra scesa da una passerella di moda - commentò il ragazzo non appena la donna scomparve dal loro campo visivo.
- Ho i miei metodi e le mie conoscenze aiutano - commentò Shane, passandosi un panno bagnato sul viso sudato ed accaldato - ad ogni modo, caro cugino, posso chiederti perché sei passato da qui? -
- Ti sei risposto da solo, sono tuo cugino ... è così strano che voglia venire a trovarti di tanto in tanto? -
Shane sorrise appena, facendo segno all'altro di seguirlo oltre una delle tante porte - Non importa, beviamoci qualcosa. Va bene del Martini? -
Wright annuì distrattamente, tutto quel lusso andava ben oltre il solito, la suite di Shane aveva delle dimensioni colossali, era arredata in stile ultramoderno con un fantastico parquet in legno chiaro e mobili raffinati, le tende erano tirate e la luce soffusa di qualche lampada illuminava la sala creando un'atmosfera intrigante, perfettamente tipica di Shane
- Cavolo, ti sei fatto la suite deluxe? -
- In realtà ho preso l'intero piano, più privacy! - chiarì il cugino, versando due dosi abbondanti di Martini nei bicchieri - alla salute!
Wright afferrò il suo e bevve un piccolo sorso di liquore che gli bruciò appena la gola, Shane si stava liberando della sua tuta bianca, sembrava tranquillo e pacato come sempre mentre finiva velocemente il suo bicchiere e ne riempiva già un altro. Il cugino si morse le labbra, non doveva dire niente, era lì per capire cosa non andasse in Shane e bacchettarlo per qualche bicchiere di troppo non avrebbe aiutato
- Presumo che tu abbia parlato con Gemma - sarebbe stato normale chiamarla madre, ma non Shane, lui aveva sempre chiamato i suoi genitori con i loro nome di nascita - era preoccupata per me? Come vedi sto benissimo, il mio tenore di vita non è calato, ho un intero personale di gente che si occupa dei miei bisogni qui. Se era questo il problema puoi anche tranquillizzarti, cugino -
Wright cercò di dosare bene le parole - No, insomma non abbiamo avuto molto tempo per parlare da quando sei tornato dalla tua vacanza, volevo soltanto fare due chiacchiere ... ma è anche evidente che abbia notato il tuo allontanamento da casa dei tuoi. C'è qualcosa che non va, Shane? -
- Cosa non dovrebbe andare? Guardaci, la nostra vita è perfetta. Siamo giovani, belli, ricchi da fare schifo e con un futuro brillante davanti ... stiamo davvero parlando di cose che potrebbero non andare? - Shane rise piano, beffardo come sempre - dovresti rilassarti, cugino. Tutte queste preoccupazioni ti renderanno vecchio e triste prematuramente! Perché non chiamiamo la mia massaggiatrice? Scommetto che un massaggio ti farebbe bene per scacciare tutto questo stress e lei è davvero favolosa ... -
Wright scosse la testa e sospirò forte - Sto bene così. -
- Oh, avevo dimenticato. Tu sei uno fedele! Kat ti ha irretito, eh? - Shane continuò a ridere - deve proprio saperci fare a letto per averti intrappolato ad una triste ed insoddisfacente vita monogama -
- Smettila - Wright era irritato, ma non stava ascoltando nulla di nuovo, suo cugino era fatto così, lo conosceva troppo bene per prendersela
- E perché mai? Raccontami qualche dettaglio piccante, su. Potrei prendere ispirazione, nonostante abbia provato tutto ormai ... il sesso comincia ad annoiarmi e non ho neanche raggiunto i vent'anni! - Shane passò un secondo bicchiere al cugino mentre tornava a riempire il suo
Wright non riusciva a nascondere l'imbarazzo, quello di cui il cugino parlava con disinvoltura rappresentava un grosso problema per lui. Pensò che probabilmente si era recato lì non solo per cercare di aiutare Shane, forse in realtà allo stesso tempo voleva chiedere aiuto per se stesso
- Che ti prende? Per me Kat è una che ci sa fare. Ha quell'aria da finta brava ragazza, sempre sulle sue, ma poi guardi i suoi occhi e lo vedi ... quel fuoco che ha dentro. Allora? E' scatenata a letto? -
- Io non lo so, va bene? - Wright era balzato in piedi improvvisamente, sentiva il suo cuore pulsare velocemente, l'alcol stava facendo il suo effetto, ma non era soltanto quello, si sentiva incredibilmente frustrato - non lo so com'è a letto, ecco qual é il problema. -
Shane rimase a bocca aperta - Non mi dire - guardò il cugino con attenzione per qualche secondo prima di scoppiare in una risata bassa - Mio Dio, non posso crederci! Vuol dire che non te la sei fatta? In tutti questi anni? -
Il cugino scosse il capo con rabbia, non ne poteva più del viso terribilmente divertito dell'altro
- Non c'è un cazzo da ridere, Shane. E' un dramma - Sbottò Wright portandosi le mani ai capelli - e smettila di gongolare. -
- Ma perché? Qual é il dannato problema? State insieme da quando io abbia memoria! Che c'è? Non avete un letto? E' così pudica che non vuole farsi toccare? -
- Non lo so, dannazione. Noi non riusciamo a trovare il momento adatto, è colpa mia, deve essere colpa mia. Non so come comportarmi, mi innervosisco e ho paura ... Kat è così importante per me, non voglio fare nessun passo falso -
- Ah beh continuando così non farai proprio alcun passo! - commentò il cugino, ancora visibilmente divertito - cos'è che ti preoccupa? Il sesso è la cosa più fottutamente eccitante e naturale del mondo, credimi ... -
- Ma io non ho mai avuto delle esperienze! E' la prima volta anche per me. Lo sai anche tu che lei è stata la prima e la sola. -
- Se pensi che la tua inesperienza sia un problema allora devi soltanto trovare il modo di fare un po' di pratica. Ah, ecco perché sei qui! Adesso si spiega tutto, hai chiesto aiuto alla persona giusta, cugino, non temere. Shane Gould farà sparire la tua verginità nel giro di pochi minuti. -
Wright rimase interdetto per qualche attimo mentre osservava il cugino digitare velocemente un messaggio sul suo palmare
- Che hai fatto? -
- Ho chiamato delle amiche, sono deliziose ... le mie ultime conquiste, ti lascio la possibilità di scegliere per primo, tranquillo. - rispose beffardo il cugino - sono parecchio esperte, uscirai da qui con una cintura nera! -
- Che cosa? Ma sei impazzito? Cazzo, Shane. Ma che ti passa per la testa? -
Wright si maledì mentalmente per aver soltanto potuto pensare che uno come Shane avesse potuto capirlo, era sgomento.
- Che cosa avrei fatto di male adesso? Vuoi farti trovare preparato dalla tua Kat e queste ragazze ti faranno fare un bel po' di allenamento ... tutti ne guadagnano qualcosa, no? Perché te la stai prendendo tanto? -
- Me ne vado. -
- Andiamo, non fare il coglione. Non capisco davvero. Lei non saprà niente, le mie donne sono discrete se è questo il problema. -
- Certo che non capisci. Tu non hai mai avuto rispetto per nessuno! - Wright non riuscì più a trattenersi, i suoi occhi rabbiosi erano puntati sul cugino adesso immobile sulla porta - non tradirò Kat e tu non avresti neanche dovuto pensare di portare quelle ragazze qui. Stai cercando di spingermi a tradire la mia ragazza! Lei è tua amica, ti sopporta da dieci dannati anni e questa estate era così preoccupata per te! Come tutti noi! Siamo tutti tuoi amici. Lo capisci questo? Almeno ti importa qualcosa? Va a chiederle scusa invece di startene chiuso qui dentro come un fottuto Dorian Gray del ventunesimo secolo -
Shane non ebbe il tempo di replicare, forse semplicemente non avrebbe comunque trovato nulla da dire di fronte a quelle accuse. Wright era ormai lontano quando il cugino si riscosse dai suoi pensieri. Era stato interessante vedere il mite e gentile Wright trasformarsi in un leone furioso, lo aveva davvero offeso a morte, considerò Shane prima di riempire nuovamente il bicchiere.
Bevve lentamente, assaporando il gusto del liquore che si spargeva piano lungo la sua gola ... si era sempre sentito come una vecchia nave in balia di un mare troppo ostile e vasto per essere clemente con lui, alla fine, non potendo sperare di tornare a riva aveva imparato a vivere nei cunicoli oscuri di quelle stanze, trasformandole in lussuosi specchi per le allodole. Forse la sua vita era soltanto una finzione, ma non importava, bastava credere in quella finzione per renderla reale.
Le ragazze erano arrivate, Beatriz e Martina, un passatempo decente per chi non aveva nient'altro da fare e Shane Gould era liberissimo in quel momento della sua vita. Si spogliò, dopo l'allenamento aveva bisogno di una bel bagno rilassante che fece preparare alle ragazze.
Suo cugino era soltanto un povero idiota e non aveva idea di quello che si era appena perso, pensò Shane prima di immergersi nell'enorme vasca idromassaggio del Bulgari, in compagnia delle sue ragazze.
ANGOLO DELLE AUTRICI: Buon lunedì e buon Good Girls! Ci ritroviamo con il secondo capitolo della nostra storia, siamo ancora agli inizi e probabilmente è presto per poter dare un'opinione sulla trama e sui personaggi, ma vi ringraziamo in anticipo per chiunque deciderà di farci sapere cosa ne pensa fino a questo punto. Abbiamo notato che Shane sta già mietendo le prime vittime, dopotutto chi rimane esente dal fascino dei Gould? :P
Speriamo che anche questo capitolo vi piaccia ^^
Grazie di tutto e a presto!
Baci
- BLACKSTEEL -
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