Chapter 16 - Tortured Soul
Non erano ancora passate ventiquattro ore da quando Wright era partito ma Kat era già in evidente confusione, Yoru se ne accorse quando si ritrovò a dover aprire la porta all'amica che aveva la sua solita aria affranta. Si erano dirette in camera e la mora si era sdraiata sul letto con fare sconfitto, la bionda aveva incrociato le braccia sapendo che presto sarebbe cominciata una di quelle discussioni a cui lei avrebbe preferito non assistere.
- Mi manca così tanto Yoru – mormorò – è partito proprio in un pessimo periodo –
- Esistono periodi buoni per far sparire i fidanzati?- chiese l'altra con sguardo indagatore.
- Beh no, non volevo dire questo - Kat parve in imbarazzo – solo, con tutto quello che sta succedendo ... -
Yoru reclinò la testa – perché non mi dici cosa succede esattamente? – il tono della ragazza era già più severo.
- Lo sai ... è un periodo complicato, le faccende fra me e Shane – la mora continuava ad essere vaga.
- So che Shane ti ha baciata, ma adesso potresti anche dirmi cos'altro è successo, così la smettiamo di girarci in torno, magari facciamo un po' gli adulti, Kat, che ne dici? –
La ragazza sospirò sconfitta, la situazione richiedeva davvero l'intervento di Yoru, lei avrebbe saputo cosa fare – Lui non sa quello che dice, è questo il punto, un paio di giorni fa se n'è uscito in un modo assurdo. Dice che metterebbe da parte la storia del bacio soltanto se io andassi a letto con lui! Ci puoi credere? -
Yoru sgranò gli occhi impercettibilmente, era questo il punto alla fine.
- Ovviamente sono rimasta sconvolta e sono andata via ... dannazione, credo fosse serio, Yoru. Non so che diavolo fare con lui adesso – era disperata – voglio solo che torni tutto come prima, noi eravamo amici, perché non può togliersi questa idea dalla testa e fare finta di nulla? Sta complicando tutto -
- Dimmi un po' Kat ... - cominciò l'altra – quanti anni credi di avere? – la mora rimase un attimo interdetta – ma ti senti quando parli? Tutti amici? Credi che qui abbiamo ancora nove anni? Ti credi ancora quella bambina spensierata che giocava con entrambi i cugini? Credi che un tuo gesto o una tua carezza non significhino niente per loro? –
- Yoru io ... -
- Non è stato lui a complicare le cose – la interruppe – siete stati entrambi, perché quel bacio lo hai dato anche tu e se davvero non vuoi tradire Wright, allora non insultare Shane chiedendogli di essere tuo amico. Non siamo più bambini e ti tocca fare una scelta, non puoi averli entrambi quindi non fare l'egoista –
- Dovrei scegliere? –Kat era stranita – ma Wright è il mio ragazzo ... -
- Allora lascia andare Shane –
- Ma Shane ... lui ha sempre fatto parte della mia vita – le parole morirono nella gola della mora incapace di farle uscire.
- Chiarisciti le idee Kat, quello che ti sta chiedendo Shane è di fare una scelta e ha ragione, prenderci tutti per il culo non ha senso. Quell'anello non è solo bello da portare al dito, comporta anche delle responsabilità e dubito che tu sia consapevole della tua scelta –
Quando Kat uscì da casa Kwonles era più turbata di quanto non lo fosse al suo arrivo, Yoru non era sicura che fosse più consapevole ma almeno qualcuno le aveva fatto presente la situazione reale. Forse era riuscita a farle mettere da parte per un istante le sue fantasie infantili e, se pur per poco tempo, aveva dato uno sguardo nel mondo reale. Ma non era solo la sua amica a preoccupare Yoru, Shane Gould era da sempre il più imprevedibile degli esseri umani eppure quella volta per qualche ragione stava accusando il colpo. Così quando la lussuosa limo della bionda si fermò davanti al Bulgari lei era già preparata a dover fare un discorso ancora più serio al Re solitario che abitava l'attico dell'ultimo piano.
Quando Yoru arrivò nei pressi della suite di Shane dovette notare che la porta era semi aperta, si avvicinò con cautela, che si fosse suicidato come accadeva spesso nei film? Pensò per un momento la ragazza. Poi si rese conto che c'era della musica e quando varcò la soglia venne investita da una moltitudine di gente che ballava ubriaca. Cercò di passare ma fu arduo, voleva cercare Shane ma era davvero impossibile di fronte a tanta confusione, decise di chiedere ad un tipo sdraiato sul divano, quello la guardò accigliato.
- Chi diavolo è Shane? –
Lei sospirò, quella doveva essere una delle sue tante tecniche di evasione, circondarsi di gente e rumore per tentare di non sentire quello che stava accadendo nella sua testa. A quel punto Yoru si diresse verso una zona più appartata della casa, la camera di Shane era un oasi al riparo da quel baccano e da quelle persone, fu proprio lì che lo trovò. Era sdraiato sul letto, con lo sguardo perso a fissare il soffitto, Jessica era proprio accanto a lui, per un attimo la ragazza credette che fosse morto tanto era immobile.
- Shane? –
Non ci fu una risposta immediata, ma il battito delle sue palpebre fece capire a Yoru che stava ancora respirando.
- Sei fatto fino al midollo, vero? – la ragazza si mosse e si sedette all'angolo del letto – che diavolo stai facendo, mi chiedo davvero dove tu voglia arrivare ... - ancora nessuna risposta – chi sono quelle persone? –
- Amici – mormorò con la voce impastata.
- Non sanno neanche il tuo nome ... -
- Neanch'io conosco il loro -
- Smettila. Perché ti fai questo? -
Ancora silenzio da parte del ragazzo che non accennò a spostare il suo sguardo verso la bionda, lei poggiò una mano sulla sua spalla.
- Cosa stai facendo? Ti sembra il momento di crollare? –
Quello accennò ad un sorriso breve – Non preoccuparti, mia piccola fanciulla letale, il tuo Shane tornerà presto ... -
- Kat mi ha raccontato ... - continuò lei.
- Certo, Kat lo fa sempre –
Fu allora che distolse lo sguardo dal fantasma di Shane, mosse brevemente gli occhi intorno alla stanza e poi lo vide, era stata così catturata dal suo amico da non averlo notato. Nella parete di fronte c'era un quadro che raffigurava Kat, era la foto della mostra, quella misteriosamente scomparsa, l'aveva davvero comprata lui alla fine.
- Oh Shane ... - sussurrò la ragazza – quando vi deciderete a smetterla di fare i bambini? – passò le mani sul corpo sinuoso del serpente – persino Jessica vuole dirti di piantarla –
Ancora nessuna risposta.
- Non posso aiutarti se non dici niente, dimmi qualcosa Shane, qualsiasi cosa ... fammi capire che ti importa in qualche modo – mormorò Yoru in un sussurro basso tanto che non sapeva se lui l'avesse udito o meno.
Poi si sollevò, era inutile restare lì, nessuno aveva intenzione di ascoltare la ragione e lei non aveva altro la offrire.
Prima che lasciasse la stanza sentì la voce di Shane sussurrare per l'ultima volta – Non dirle della foto, non farlo ... –
Yoru accennò un sorriso, non era dolce ma neanche triste, era strano forse come l'atmosfera in quella stanza – certo Shane, il tuo segreto è al sicuro con me –
Quando Yoru lasciò il Bulgari sperò che Shane avesse la forza di riprendersi, anche se da solo sapeva che non avrebbe combinato molto, a differenza di altre persone, lui non aveva una vera famiglia che si curasse di lui. Nessuno avrebbe dato un limite alla sua vena distruttiva, nessuno gli avrebbe detto di tenere a lui e che la sua scomparsa gli avrebbe arrecato dolore. Sarebbe successo come per Chad, un bel giorno sparito chissà dove lontano dalla folla e dimenticato, forse qualcosa del genere era già successo quell'estate quando Shane era scomparso. Yoru decise che non lo avrebbe permesso, che se nessuno era disposto a battersi per il ragazzo allora lo avrebbe aiutato lei, perché ricordava perfettamente quando lui si era speso per lei.
Quando da bambini lei si sentiva esclusa e isolata, quando gli altri le sembravano tanto diversi e distanti, lui le era venuto vicino e le aveva afferrato le spalle con le sue piccole mani.
- Non preoccuparti Yoru! Tu sei forte! Sei una di noi, lascia perdere tutti quei buoni a nulla, tu sei dei nostri! – le aveva detto solenne.
Così Yoru compose il numero di Konnor e attese che rispondesse alla chiamata, avvenne dopo qualche squillo.
- Ti disturbo? –
- No, dimmi tutto –
- Ho visto Shane oggi, non sta proprio benissimo ... ma sai, lui è dei nostri, non lo posso abbandonare – mormorò lei.
- Quando andrò da lui verrai con me, ci inventeremo qualcosa – disse con il suo tono pacato.
- Grazie –
Quando Konnor chiuse la comunicazione spostò lo sguardo sul grande palazzo e sospirò, era arrivato il momento, non dovette attendere molto, la porta di legno si aprì e un ragazzo venne fuori frettolosamente. Harley era alto e magro, aveva i capelli castano chiaro adesso lunghi fin sotto il mento e due occhi grigi molto intensi. Si mosse in direzione di Konnor con un aria vagamente allegra, sollevò un braccio e con aria un po' svanita si massaggiò il collo, sul suo avambraccio fu chiaramente visibile il tatuaggio scuro che possedeva. Raffigurava un rovo di spine intrecciato accuratamente al nome Annie, Konnor trovava quel tatuaggio di pessimo gusto, soprattutto perché l'altro lo aveva fatto dopo la rottura con la ragazza ed era il simbolo della sua ossessione per lei che non era cessata.
- Come ti butta Kon? – chiese con un mezzo sorriso.
- Potrei lamentarmi proprio in questo momento Harley – mormorò il rosso – posso sperare che questa volta tu abbia imparato qualcosa ? –
- Certo amico, sono pulito! – lo rassicurò – al cento per cento –
- Sono curioso di sapere fino a quando ... - il ragazzo incrociò le braccia sul petto – sono stanco Harley e se mi stanco io nessuno avrà il pensiero di portati al pronto soccorso nel cuore della notte e farti ricoverare qui per salvarti la pelle, creperai uno di questi giorni –
Il ragazzo sorrise – oh no ... non preoccuparti ... questa volta sarà diverso – Konnor aveva smesso di contare le volte in cui l'amico gli aveva detto quella frase – e la mia piccola Annie? Come sta? – e subito dopo avrebbe detto questa, ancora lei.
- Harley devi lasciarla stare – lo ammonì – sai che non vuole vederti o sentirti, raccogli almeno quel poco di dignità che ti resta e lasciala in pace –
- Quale dignità? – rise l'altro.
- Ti accompagno a casa – mormorò Konnor alla fine.
Fu così che lo lasciò al suo appartamento, un vecchio monolocale in un quartiere degradato, sapeva che presto si sarebbe fatto vivo da lei e Konnor si chiese cosa avesse fatto Annie per meritarsi una croce del genere.
- Quando si riunisce la banda? – chiese Harley.
- Domani, ma non è il caso che tu ne stia alla larga? – tentò di farlo ragionare il rosso.
- Beh che altro posso fare? – rise l'altro.
- Un lavoro decente, potresti riprendere a fare quegli oggetti, gli affari ti andavano bene ... - gli ricordò.
- La coca mi ha fottuto il sistema nervoso Kon, sai com'è ... io e i movimenti di precisione non andiamo più tanto d'accordo, tremo troppo ... - disse con un mezzo sorriso – ci becchiamo al DOM –
Ma Konnor sapeva che non sarebbe passato tutto quel tempo, quella sera infatti lui passò a fare un saluto ad Annie ed Harley era lì. Stava fumando una sigarette fuori dalla pasticceria mentre lei era dentro a servire dei clienti, il moro gli fece un segno di saluto ma Konnor non lo ricambiò. Entrò nel negozio e quando le persone andarono via si appoggiò al bancone dando una bella occhiata alla sua amica. Il viso di Annie era sereno come sempre anche se infondo ai suoi occhi c'era un profondo dolore.
- Dovresti chiamare la polizia – disse – almeno lo farebbero togliere da lì –
- Non fa nulla Konnor – gli rispose sorridendo – tanto resta lì fuori e basta, spera che io gli parli o qualcosa del genere, ma io faccio finta di non vederlo ed è meglio così –
- Mi dispiace tanto Annie ... - mormorò il ragazzo – averlo qui è una rottura, ma quando finirà di nuovo in qualche centro sarà l'ennesimo fallimento ...-
- Non devi scusarti di nulla , sai ... sono grata che tu ti occupi di lui – replicò la ragazza con voce smorta – io non posso più farlo ... mi ha davvero tolto troppo ma sono felice che a qualcuno ancora importi –
- Lo faccio per te – il rosso spostò una mano ad accarezzarle la guancia – ma tu non gli devi più nulla, quindi vedi di rifarti una vita Annie, a lui non resta altro che tentare di rovinare la tua –
- Lo farò, le cose vanno bene qui – sorrise la ragazza.
- Allora trovati un bravo ragazzo, uno che ti meriti davvero e sii felice, lasciati Harley alle spalle davvero –
La ragazza annuì e si voltò per un istante verso la vetrata, vide la figura esile del ragazzo fuori, seduto sul marciapiede con la sua sigaretta in bocca, ne avevano passate tante e lei era stata chiara con lui. Eppure ogni volta che usciva dai suoi ricoveri lui passava quasi tutto il giorno fuori dalla pasticceria ad aspettare che lei gli parlasse, incurante di tutto. La ragazza sapeva di non poter cedere, che il viso dolce e gentile di Harley nascondevano in realtà una natura meschina e crudele, che l'aveva ferita troppe volte. Lui d'altronde sapeva di dover avere ancora più tenacia, perché il perseverare alla fine paga sempre in un modo o nell'altro.
Kat aveva aspettato quel momento da tutta la giornata, il viso sorridente di Wright apparve sullo schermo del computer
- Ehi! Come siamo belle, dove stiamo andando? - chiese rivolgendo un'occhiata di puro fuoco alla sua ragazza che rise, spostandosi appena indietro i capelli, quella sera lasciati sciolti e lisci lungo le spalle.
- Esco con Yoru, finalmente si è decisa a presentarmi il suo misterioso ragazzo! - comunicò lei - uffa, quanto vorrei che ci fossi anche tu! Non mi piace proprio fare da terzo incomodo, ma sono troppo curiosa per lasciarli uscire da soli e non cogliere questa oppurtunità! Mio Dio, che stupida, finisco sempre per monopolizzare la discussione. Tu che fai? Dimmi tutto! Com'è il campus? -
Wright rise - E' fantastico, si respira proprio un'aria diversa qui, Kat. Non ho avuto molto tempo per girare, ma stasera spero di poter uscire un po'. Mi sarebbe piaciuto che ci fossi anche tu ... -
Kat cercò di non lasciarsi prendere dalla tristezza - Tornerai presto -
- Già, e non è detto che in futuro tu non decida di seguirmi in America, vero? -
La ragazza si immobilizzò un attimo, ma si riprese in fretta - Beh, certo! Ho ancora un paio di mesi per pensarci, no? - disse con una punta di ansia nella voce.
- Certo, ti porterò un sacco di depliant, c'è davvero tanta scelta qui ... sono sicuro che ti piacerebbe. Dio, si è fatto tardi, devo assolutamente trovare il professore di Diritto Civile prima di domani, ti dispiace se ci sentiamo più tardi? Ti scriverò prima che tu vada a letto -
- Odio questo fuso orario! - protestò la ragazza, alla fine mandò un bacio al suo ragazzo ed interruppe frettolosamente la chiamata.
Kat sospirò forte, controllava con sguardo annoiato la sua pagina sul Fashion Mirror, Shane era online, per un attimo fu tentata di scrivergli, ma le parole del ragazzo di quattro sere fa la raggiunsero, ricordandole i mille motivi per cui avrebbe fatto meglio a non osare. Alla fine fu grata a Yoru quando le comunicò di scendere, Kat salutò di tutta fretta la madre, ancora impegnata con la pubblicazione del suo libro prima di svanire oltre la porta dell'ascensore.
Si osservò allo specchio con il suo solito sguardo critico, aveva cercato di non mettere niente di troppo formale per quella sera, dopotutto non sapeva dove sarebbero andati, inoltre non voleva fare un'impressione troppo austera agli occhi del ragazzo di Yoru. Aveva optato per un maglione leggero blu scuro, con un colletto a barca bianco, abbinato ad un pantalone panna ampio sotto e stretto in vita, dello stesso colore della giacca che aveva portato in caso avesse avuto freddo. Non aveva potuto rinunciare ai suoi meravigliosi tacchi dodici Armani, un piccolo regalo che aveva deciso di concedersi dopo la triste partenza del suo ragazzo.
Yoru l'attendeva sulla sua auto, perfetta con un semplice vestito scuro che metteva in risalto i suoi capelli biondi ed un trucco leggero.
- Dov'è lui? - chiese subito Kat guardandosi a destra e a manca come se si aspettasse di vederlo sbucare dal nulla
- Rilassati, ci sta aspettando al Bulgari -
Risposta sbagliata - Al Bulgari? Perché mai? - chiese l'amica, guardinga
- Deve fare una consegna a Shane e speravo di riuscire ad attirarlo fuori con noi ... ieri sono andata a trovarlo, non mi sembrava in forma -
Kat trattenne il respiro, osservò il volto freddo della sua amica perdere smalto - Quanto male? -
La bionda scosse la testa - Era fatto, aveva organizzato un festino ... ma se ne stava da solo in camera sua. Ad ogni modo Kat, si riprenderà -
- Capisci perché non posso lasciarlo da solo? Sai cos'è capace di fare, soprattutto nei suoi periodi peggiori ... non posso svanire come lui mi chiede, devo insistere ... dobbiamo farlo. - Kat si coprì il volto con le mani, doveva ritrovare la calma, comportarsi da adulta, sistemare il casino che aveva generato. Ma come poteva farlo?
L'auto parcheggiò silenziosamente di fronte all'enorme facciata del Bulgari, la mora si sentì sfiorare appena da Yoru mentre lasciavano l'auto e subito intercettavano la figura ormai nota di Konnor in loro attesa accanto al palazzo. Kat lo osservò con attenzione, era alto, piuttosto piazzato, i capelli erano rossi e lisci, la pelle chiara era cosparsa di parecchi tatuaggi diversi. Indossava un giubbotto di pelle ed un jeans scuro, ma quello che colpì Kat più di ogni cosa fu il suo sorriso quando incontrò il volto di Yoru. Si avvicinò a lei, poi le posò un bacio piuttosto controllato sulle labbra, Kat era esterrefatta ... non credeva che avrebbe mai visto la sua amica baciare qualcuno.
- Emh, lei è Kat, la famosa Kat, quella sempre incasinata ... la mia croce personale - disse poi la bionda dopo un attimo di imbarazzo
- Piacere, la tua fama ti precede - Konnor allungò la mano verso quella ingioiellata della ragazza che provò a sorridere
- Non devi sempre stare ad ascoltare Yoru. Sa essere parecchio cattiva quando vuole. Beh, Konnor ... perché non parliamo un po' noi due? Perché non mi racconti della tua vita per filo e per segno senza omettere nulla? -
Le domande erano iniziate, Yoru portò gli occhi al cielo - Kat ... -
- Dai! Sto scherzando! - la mora rise apparentemente divertita, ma poi tornò subito alla carica - Dov'è che vivi? Mi pare di capire che tu non sia di queste parti ... vieni spesso qui? Spero tu abbia delle intenzioni serie con la mia amica, altrimenti potresti finire male -
- Kat! - la rimproverò la bionda, incontrando il volto divertito e lievemente preoccupato di Konnor che rise
- Le mie intenzioni sono le migliori, su questo puoi stare tranquilla, Kat. -
- Vedremo - gli concesse la ragazza, stava per informarsi sull'aspetto che meno la convinceva di quel Konnor, cioè quale fosse il lavoro che svolgeva nella vita, ma le sue domande vennero interrotte dall'arrivo di Shane. Il ragazzo si guardò intorno con fare annoiato, se fosse stato stupito dal ritrovare anche le sue due amiche lì non lo diede mai a vedere
- Quanto viene? - chiese sbrigativo a Konnor
- Ehi tu! Stai cercando di ignorarci? - si intromise la mora accostandosi subito al ragazzo - Yoru mi sta presentando il suo ragazzo, perché non vieni anche tu? -
- Forse perché ho di meglio da fare? - le fece notare Shane sotto le occhiate fulminanti di Kat
- Rimanda. Sono certa che le tue ragazze potranno aspettarti per il dopo serata -
Poi non diede il tempo a Shane di reagire, passò il suo braccio intorno a quello rigido del ragazzo - Stasera sarai il mio cavaliere -
- Che onore ... - commentò quello palesemente ironico - dimmi, quali sono i privilegi che mi spettano? Cosa otterrò in cambio? -
- La presenza della tua dama dovrebbe bastarti - commentò lei acida
- Nah, forse basterebbe ad un cavaliere qualsiasi, ma non a questo cavaliere -
Yoru osservava i due battibeccare a qualche passo di distanza, anche Konnor sembrava in qualche modo preso da quella conversazione, la sua consegna giaceva ancora all'interno della tasca del suo giubbotto e suppose che ci sarebbe dovuta rimanere ancora per molto tempo.
- Dove vogliamo andare? - disse Kat dopo qualche momento, voltandosi verso i due che li raggiunsero
- E' venerdì, ovviamente si andrà al Roof - decise Shane che con un gesto plateale ed elegante invitò i ragazzi a salire sulla limousine - Laurence, protaci al Roof Gardens-
- Il Roof? - chiese Konnor, desideroso di delucidazioni.
- E' un bel locale, in realtà non è soltanto questo ... è più una veranda con un fantastico giardino esotico, credo che conti circa cinquecente specie di piante diverse -
- E le fontane di fattura spagnola, ci dovrebbero essere anche dei fenicotteri - aggiunse Shane interrompendo un attimo Kat
- E l'atmosfera è così bella! C'è un percussionista bravissimo, fa della musica dal vivo insieme ad un dj straordinario! Vedrai, vedrai! - commentò la ragazza adesso eccitata - E a Chelsea? Cosa c'è di bello? - continuò la ragazza, entusiasta.
- Beh, ci sono parecchi locali, il mio preferito è il Moe's, un pub vecchio stile con musica live ... certo, non è niente di paragonabile a tutto questo ... - commentò il ragazzo aprendo appena le braccia per indicare la situazione in cui si trovava
- Dovrai portarci allora! Eh, Yoru? - Kat fece gli occhi dolci alla bionda che sbuffò
- Sì, Kat. Non ti abbandonderemo mentre Wright non c'è, non preoccuparti. Sarai il nostro cagnolino -
- Non andrebbe bene neanche come animale questa qui - si intromise Shane dopo averle dato un buffetto sulla testa. Kat protestò a gran voce, Konnor trovava quei due terribilmente strambi, inoltre stava già cominciando ad abituarsi alla comodità di quei sedili di pelle, viaggiare in una limo non era affatto male.
- Benvenuto nel nostro mondo, ragazzo di Chelsea - senza rendersene conto Konnor capì che il viaggio era già finito. Smontò dall'auto e subito i suoi occhi vennero attirati dalle pesanti luci rosse provenienti da quello che doveva essere il locale della serata, il Kensington Roof Gardens. Era un parco enorme, le colonne antiche cingevano lo spiazzale isolando la parte verde dalla zona veranda, addobbata con degli eleganti divanetti e tavoli. La musica si mischiava a quella degli altri locali della zona, ma spiccava tra tutte per la sua particolarità, il ragazzo strinse la mano di Yoru, incontrando i suoi occhi scuri come la notte. Il viso di Yoru era reso ancora più pericolose dalle luci rosse che cadevano leggere sugli avventori a mano a mano che procedevano tra la gente.
- Avete prenotato? - chiese un cameriere andando incontro ai quattro
- Sono Shane Gould - fu la risposta del primo che a quanto pare spiegò ogni cosa
- Certo, mi scusi signor Gould. Queste luci, non sono il massimo per la vista ... seguitemi, ho un tavolo per quattro in una zona particolarmente riservata -
- Lascia perdere, mi piace il caos, vogliamo stare al centro esatto - commentò il ragazzo seguito adesso dagli altri
- E' sempre così ... - Konnor non trovava le parole giuste per descrivere il Gould, Yoru rise appena
- Sì, è soltanto Shane. L'essere trattato come un Dio da tutta la vita non ha giovato al suo ego già smisurato, anzi ... - sussurrò la ragazza - alla fine ci farai l'abitudine, come tutti noi -
Kat aveva già preso posto sui comodissimi divanetti in veranda, adesso fissava interessata il ricco menù del locale.
- Giro di Daiquiri per tutti? - propose entusiasta per poi venir smontata brutalmente da Shane
- I Daiquiri piacciono soltanto a te, qui cerchiamo qualcosa di sopraffino, niente di mediocre per la prima notte da ragazzaccio ricco e dissoluto di Konnor! Cameriere, - Shane mosse la mano con fare elegante - champagne. Avete qualcosa di Paillard?Le Mesnil? Magari un Rèserve Privée? -
Konnor non capì una sola parola di ciò che stava uscendo dalle labbra di Shane, avrebbe tanto voluto chiedere perché improvvisamente avesse iniziato a parlare in francese, ma capì che probabilmente non sarebbe stata una buona idea
- Emh, dovremmo avere dell'eccellente Millésime, un blanc de blanc veramente ottimo - rispose il cameriere ottenendo di rimando un cenno soddisfatto del ragazzo
- Ne porti una al momento -
- Shane, sei un manipolatore! E se non gli piacesse? -
Shane osservò Kat con sguardo confuso - Lo chardonney piace a tutti. A proposito, è arrivato il momento di darmi la roba -
- Adesso? - chiese il rosso guardandosi intorno
- Non dargliela - si intromise Kat guadagnandosi un'occhiataccia da parte dell'altro
- Non sei mia madre. Quante volte dovrò ancora fartelo notare? -
- Forse invece dovrei esserlo, dato che la tua non è riuscita a metterti in riga - commentò quella forse troppo duramente, l'atmosfera si raggelò per un attimo - non volevo dire proprio questo ... -
- Hai ragione, non tutti hanno avuto la fortuna di avere una madre amorevole e presente, ma ci sono cose peggiori nella vita, no? Come nascere stronza e pedante come te, adesso se non ti dispiace voglio la mia roba - Shane lanciò la banconote ben arrotolate sulle gambe di Konnor che con un scatto le prese velocemente prima di nasconderle all'interno della giacca. A quel punto fece lo scambio, ben attento che nessuno li stesse osservando
- Grazie. E' sempre un piacere fare affari con te, non mi fai quasi pesare l'assenza di quel simpaticone di Harley. Se non vi dispiace andrei in bagno adesso ... - commentò Shane prima di sollevarsi e sparire sotto lo sguardo livido di Kat
- Kat ... -
- Cosa? - disse la ragazza rivolta alla sua amica
- Devo lasciarlo andare a farsi in bagno? Come un dannato tossico? Forse tu ci riesci ma non io - fu così che si alzò e seguì subito l'altro all'interno del locale.
Si destreggiò tra la folla fino a quando non riuscì a raggiungere la toilette, si diresse impettita verso quella degli uomini sotto gli sguardi confusi dei ragazzi
- Via, non avete mia visto una donna? - sbottò lei lanciandosi direttamente contro l'unica porta chiusa - Apri subito-
- Vattene, non sto scherzando - la voce di Shane risuonò dall'altra parte
- Neanche io, vuoi aprire? - Kat iniziò a girare la maniglia che non cedette - ti giuro che chiamo qualcuno se non mi apri subito -
Shane prese un profondo respiro, si costrinse a lasciare il suo pacchetto e a sbloccare il chiavistello, nello stesso momento in cui lo fece il volto impaurito di Kat fece capolino dalla porta, fu un gesto troppo veloce ed inaspettato, la mano della ragazza raggiunse la busta bianca e in un attimo la lasciò cadere all'interno del water, tirando lo sciacquone subito dopo
- Ma che cazzo ... - Shane osservò il suo acquisto venire risucchiato lungo lo scarico - chi cazzo ti ha dato il diritto di fare una cosa del genere? Chi pensi di essere?-
Kat stava tremando, non voleva vedere Shane in quelle condizioni, odiava la visione che aveva davanti agli occhi, senza riuscire a frenarsi si lanciò contro di lui, stringendo forte la vita del ragazzo a sé e nascondendo il viso contro il suo collo
- Non farti questo, Shane ... ti prego, non farlo. Non lo sopporto -
- La vita non va sempre come vuoi tu, Kat. -
Le braccia di Shane non si mossero, rimase intrappolato in quell'abbraccio disperato senza essere capace di reagire
- Smettila di provare a manipolarmi, non puoi cambiarmi -
- Non voglio farlo, vorrei soltanto che tu riuscissi a controllarti - Kat strinse più forte la camicia del ragazzo, stava annegando nel suo profumo - non ti lascerò svanire, Shane. Tu sei troppo importante per me. -
Quelle parole aleggiarono nell'atmosfera per un attimo che sembrò quasi eterno, Kat stava cercando di trattenere le lacrime mentre l'altro metabolizzava quello che era appena stato detto dalla ragazza.
- Torniamocene dagli altri prima che inizino a credere che tu mi abbia ucciso e seppellito nel giardino - disse alla fine Shane dopo aver scostato con gentilezza la ragazza - niente più scenate del genere, Kat. -
Shane aveva appena realizzato quale fosse il suo punto debole ormai.
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