Chapter 13 - Face to face
Il posto in cui Yoru aveva condotto Konnor era una gelateria molto luminosa ed elegante, tranquilla per gli standard dei posti nei dintorni. I gelati erano stati serviti in due coppe molto raffinate e i due ragazzi si fronteggiavano in silenzio, Konnor aveva tante domande eppure non riusciva a dire nulla. Che fine aveva fatto la sua irritazione?
- Come mi hai trovata? – chiese alla fine lei, infilando in bocca un cucchiaino di gelato.
- Annie stava leggendo una rivista, ti ho vista lì - rispose e finalmente si decise a fissare quel viso, i suoi capelli biondi erano ordinatamente pettinati, il viso magro e affilato – quella divisa ... ti fa sembrare più giovane –
Lei sorrise – ma io sono giovane ... -
Konnor sospirò – merda Yoru, perché? Perché non mi hai detto nulla, perché mi hai nascosto una cosa così o il fatto che vai ancora a scuola? -
- E' importante da dove vengo? – chiese la ragazza subito dopo – o se vado a scuola? A me piaceva passare il tempo con te, mi sono resa conto che mi mancano i nostri incontri – era sorpresa delle sue stesse parole – non mi sono mai trovata in una situazione del genere, a parlare con uno sconosciuto e rendermi conto che facesse sentire le mie serate più complete. Non volevo che cambiasse nulla, non volevo confondere la mia vita con quei momenti così diversi e unici, mi rendo conto che sia stato egoista da parte mia. Ti chiedo scusa. –
Lui rimase basito davanti a quell'ammissione, non si aspettava una simile dichiarazione – capisco ... sai anche tu mi manchi parecchio e se ho fatto quello che ho fatto, insomma era il mio modo di farti capire che mi piacevi ...-
Yoru si ritrovò a distogliere lo sguardo vagamente imbarazzata, il bacio, cosa aveva da dire su quello? – scusa anche per averti colpito –
- Sono stato troppo diretto forse – rise – anche se credevo che non ti sarebbe dispiaciuto –
- Non mi è dispiaciuto infatti – quell'ammissione costò a Yoru tutta l'energia che possedeva, il suo cuore aveva ripreso a battere fortissimo e quella sensazione assolutamente fuori dal comune che aveva provato quella sera la stava assalendo anche in quel momento.
Konnor sporse una mano ad accarezzare le dita lunghe della ragazza, che non si ritrassero come lui aveva immaginato ma restarono lì a farsi accarezzare.
-I tuoi amici mi sono sembrati un po' preoccupati – disse poi.
- Parlerò a Kat più tardi, non le ho detto molto di te – rise la ragazza – credo che non si aspettasse un,entrata in scena così plateale - poi spostò nuovamente lo sguardo su di lui – mi dispiace di non essere più venuta al parco, mi hai aspettata? –
- Sì ... ma sapevo che non ti saresti presentata – riflettè – era un modo per non arrendermi, per cercare ancora qualche indizio, volevo rivederti –
- E adesso? – la voce di Yoru era quasi un sussurro – ora sai tutto quello che c'è da sapere ... hai tutte le risposte ed io sono qui davanti a te, so di aver mentito ma ormai posso essere onesta su qualsiasi cosa tu voglia chiedermi. Dimmi quindi, cosa vuoi fare d'ora in poi? –
- Frequentarti sul serio Yoru Knowles, se ti sta bene – gli occhi verdi di Konnor era particolarmente luminosi notò la ragazza – perché anche se ho il sospetto che questa storia sarà parecchio incasinata tu mi piaci davvero e non mi importa da dove vieni e se vai ancora a scuola, se a te non importa da dove vengo io e quello che faccio –
- Non mi importa, credevo fosse chiaro – ribadì lei con il suo solito tono sicuro.
- Posso portarti fuori a cena venerdì? Se non sbaglio abbiamo quel giro di Chelsea rimasto in sospeso – sorrise lui.
- Mi piacerebbe molto – rispose – ci possiamo vedere in un orario più decente, così avremo più tempo –
- Buono a sapersi, d'ora in avanti niente più omissioni e Yoru ... voglio il tuo numero di telefono, così potrai avvisarmi quando mi darai buca- rise il ragazzo.
La conversazione durò ancora molto, i due si trovavano perfettamente a loro agio e la ragazza si rese conto di quanto fosse felice di averlo lì. Non era ancora abituata a questa nuova visione, alla prospettiva di includere nella sua mente un'altra persona, ma contemporaneamente non riusciva a fare a meno di sentirsi sollevata ora che lui era davanti a lei. Persino quello che era successo quella notte d'un tratto le sembrava meno spaventoso. Konnor era diverso da qualunque ragazzo avesse mai conosciuto o quanto meno per lei lo era, si sentiva legata a lui.
Alla fine i due uscirono dalla gelateria per dirigersi verso la moto non lontana.
- Allora ci vediamo venerdì? – disse il ragazzo accostandosi appena al corpo esile della bionda.
- Sì certo, possiamo incontrarci alla metropolitana –confermò Yoru – sempre se Kat mi lascerà uscire di casa – mormorò con una punta divertimento.
- La sua faccia era parecchio eloquente – rise il rosso.
- Credo di averla sorpresa – poi yoru scosse le spalle – ora vado ... -
- D'accordo ... -
Fu una mossa fulminea Konnor afferrò il braccio della ragazza tirandola leggermente verso di sé, portò una mano a sfiorarle il viso e unì di nuovo le loro labbra. Il bacio fu ancora più travolgente di quello precedente, non era permeato da sorpresa ed esitazione, ma ricco di desiderio. Le braccia di Konnor cinsero la vita di Yoru che si sporse appena sulle punte per sollevarsi e andare in contro al viso del ragazzo con più trasporto. Le mani della ragazza afferrarono saldamente le spalle del rosso per stringersi di più a quel corpo, per lasciarsi invadere da quella sensazione, da quel calore.
Quando si staccarono erano entrambi senza fiato, Konnor passò ancora una volta le dita fra i capelli biondi di Yoru – è andata bene direi ... - rise.
La ragazza arrossì e distolse lo sguardo brevemente – sì, non ho intenzione di colpirti a breve ... -
- Mi sembra un grande risultato ... - commentò – come sempre con te nulla è come sembra, ero venuto qui con un proposito che adesso riconosco a stento ma sono felice così, a presto –
- A presto Konnor ... -
Le dita della ragazza si separarono mal volentieri da quelle del rosso che montò sulla moto e partì poco dopo lasciandola su quel marciapiede totalmente in balia di una strana euforia. Non riusciva a smettere di sorridere e per quanto lo trovasse irritante non poteva farne a meno, portò lo sguardo al telefono e notò che erano le sei passate e non solo. C'erano almeno quindici chiamate perse da parte di Kat e altrettanti messaggi, avrebbe dovuto richiamarla il prima possibile o le sarebbe venuto un infarto.
Al rientro a casa Yoru passò dal salotto a salutare la madre che stava parlando al telefono, la donna le mandò un bacio e quando la ragazza si diresse al piano di sopra incrociò la signora Watson.
- Miss, è rientrata più tardi del solito, ha avuto una buona giornata? –
- Sì, Watson, grazie –
- Miss ... vedo che si sente meglio, ne sono lieta – commentò la donna con un sorriso.
La ragazza rimase interdetta ancora una volta – come? –
- L'ho visto così turbata in questi giorni e credevo che non le passasse mai, invece oggi è davvero raggiante, sono lieta che qualunque problema la affliggesse si sia risolto – rispose la governante.
- Grazie ... io ...- non sapeva bene come replicare.
- Non si preoccupi Miss, so che i primi amori sono sempre complicati, ma abbia fiducia in se stessa, sono certa che andrà bene – replicò la donna passando oltre nel corridoio.
La bionda rimase sconvolta e guardò Watson sfilare tranquillamente come se nulla, la donna era da sempre discreta ed enigmatica. Yoru si chiese come avesse capito che c'entrava un ragazzo e si sentì anche in imbarazzo al suono della parola amore, forse stava esagerando adesso, cos'era l'amore in fondo?
- Miss Yoru – la voce di Watson la destò nuovamente – Miss Westwood è qui –
La bionda sospirò, sarebbe stato un pomeriggio faticoso.
Quando Konnor entrò al DOM trovò i suoi amici tutti lì riuniti, i gemelli ridevano e facevano gli idioti come sempre mentre Skull tentava di illustrare qualche strana strategia.
- Ma guarda – disse proprio quell'ultimo – dove diavolo sei finito? Ultimamente sei più strano del solito, amico –
- Scommetto che si è trovato una ragazza – disse Jess.
- Una tresca segreta – riprese Will – e non vuole neanche farcela conoscere.
Konnor rise e scosse la testa – dateci un taglio –
Skull scosse la testa – beh, vedi di non sparire venerdì, c'è quel concerto al pub – gli ricordò.
- Non posso venire venerdì, ho un altro impegno –
- TRESCA! – urlarono i gemelli in coro.
Il capobanda rimase sorpreso – ma eri stato tu a dirmi di accompagnarti, che impegno è? –
- RAGAZZA! – continuarono i due sempre più divertiti.
Konnor alla fine si arrese – sì ok, ho un appuntamento con una ragazza –
- E non puoi portarla? – mormorò Skull contrariato.
-E' la prima volta che usciamo insieme e preferisco tenerla lontana da voi .... – rispose il rosso con un mezzo sorriso.
- Sono proprio curiosa di sapere chi sia ... - la voce vellutata e ironica di Laurell strisciò nella stanza più sinuosa di un serpente.
Quando i ragazzi si voltarono la videro sulla porta, con le braccia incrociate sul petto e la sua solita posa provocante, i capelli erano legati in una lunga treccia laterale che le arrivava ben oltre il seno e faceva vedere chiaramente il lato destro rasato. I suoi occhi azzurri e penetranti si posarono attentamente su Konnor, gli dedicò una lunga e accurata occhiata, come faceva sempre, facendo intravedere un velato interesse nonostante la loro storia fosse finita ormai da tre anni. Si mosse verso il gruppo con il corpo fasciato di pelle, i pantaloni aderenti mettevano in risalto il suo fisico magro e slanciato, il corpetto delineava con cura il seno pieno. Si affiancò a Skull sedendosi sulle sue gambe con fare provocante ma sempre tenendo lo sguardo ben puntato su Konnor.
- Preferirei che tu non la conoscessi invece ... - mormorò lui noncurante – sarebbe una perdita di tempo per lei –
Quella assottigliò gli occhi in segno di stizza ma fu Skull a parlare – dai sul serio non vuoi presentarcela? –
Konnor scosse la testa, al pensiero di un nuovo incontro fra Skull e Yoru gli vennero i brividi – magri una di queste sere, dobbiamo ancora mettere in chiaro qualcosa, insomma ci stiamo solo frequentando –
- Lei che tipo è? – chiese Will curioso – è da anni che non hai una ragazza fissa.-
- Vuoi dire che Laurell era una ragazza fissa? – scherzò lui.
La frecciatina non sfuggì a nessuno, era ormai passato tanto tempo da quando lui e la mora avevano rotto ma averla sempre intorno non era il massimo. Si erano messi insieme alla fine delle superiori, tutti loro erano originari della periferia Londra, dai piccoli paesini rurali e dopo il diploma si erano messi in testa di trasferirsi in città e vivere una vita diversa. Ma il destino sapeva essere complicato e vivere nel mondo reale non era facile come sognare a occhi aperti, la grande città era un terreno selvaggio e sconosciuto. Il meglio che Skull era riuscito a fare alla fine era quello di formare la gang e avevano sempre continuato a stare tutti insieme. In quel periodo lui aveva tante idee, era il punto di riferimento del gruppo e una occasione troppo ghiotta per Laurell che da sempre amava i personaggi di spicco. Non era mai stata particolarmente fedele a Konnor ma quando lo lasciò per frequentare il suo migliore amico lui non si stupì, né se la prese più di tanto. Sapeva bene l'indole volubile di Laurell, quello impreparato era proprio Skull che si era sentito felice e lusingato di avere la sua attenzione ma non aveva messo in conto quanto gli sarebbe costato. In fin dei conti lei era solo fedele a se stessa e questo metteva il giovane capo in situazioni spinose con perfetti sconosciuti, la ragazza era una provocatrice nata e lui aveva un temperamento focoso e aggressivo, le scintille scoppiavano spesso.
- Sei sempre esilarante Konnor – disse lei con una punta di stizza – ma le donne non sono fatte per essere al guinzaglio degli uomini, ma devono essere loro a saperle conquistare ogni giorno ... altrimenti è nostro diritto cercare altrove –
Questo era un monito che Skull conosceva bene, Konnor non ne aveva mai fatto parola con lui né aveva accettato al fatto di aveva ricevuto diverse avance da Laurell in seguito, quando lui era riuscito a ricavarsi una posizione di parità con Skull. Non voleva essere un altro di quegli uomini da cui l'amico si sarebbe dovuto guardare le spalle, perché nonostante l'aria da duro alla fine era completamente cotto di lei e questo dava alla ragazza un indiscutibile vantaggio.
- Mi aspetto delle presentazioni la prossima volta – disse Skull facengli l'occhiolino – se piace a te piacerà anche a noi –
- Portala al compleanno di Annie! – esclamò Will.
- Bella idea – confermò Jess – portala al compleanno! Saremo tutti qui, ci sarà anche Cloe, sono certo si divertirà! –
Konnor sospirò – d'accordo, vedrò se può venire, ha i rientri pomeridiani a scuola alle volta. –
Il silenzio calò nella stanza per qualche secondo - scuola? – mormorò Skull senza capire.
- Konnor ma è una donna oppure una poppante? – commentò Laurell schernendolo.
- Fa l'ultimo anno –
- Ma dove diavolo l'hai conosciuta tu una che va alle superiori? – il capo era davvero perplesso.
- Cosa c'è di male nelle liceali? Sono arrapanti – concordò Jess – hai la nostra benedizione fratello –
Ad un tratto il signor K fece il suo ingresso nella stanza con aria annoiata – Konnor, questa sera un pazzo ha davvero prenotato un tavolo per dieci persone ... parla a questo sacco di merda inglese, fatti dire che vogliono mangiare – disse in polacco, lasciando tutti ammutoliti.
- Certo capo, vengo subito –
- Perché diavolo il signor K deve sempre parlare in polacco anche davanti a noi? – mormorò Skull -che ha detto? –
- Stasera lavoriamo – disse sorpreso Konnor – ogni tanto qualcuno è così pazzo da voler mangiare cucina polacca –
Poi si sollevò e andò a raggiungere il proprietario che gli passò il telefono – mi raccomando – ci tenne a precisare – non cucinare nulla di troppo buono o rischiamo che tornino! –
- Certo Krzysztof, ma cerchiamo di non avvelenarli –
- Ho sentito che ti sei trovato una ragazza – disse con tono solenne e diede una pacca sulla spalla al ragazzo – quella Laurell è proprio una puttana e il tuo amico proprio un fesso. Tanti auguri, portala a mangiare qui quando vuoi –
Il rosso sorrise, apprezzò l'invito sapendo che quel posto era tutto quello che Krzysztof aveva da offrire, ma di certo non il locale migliore in cui mangiare qualcosa, anche se sarebbe stato divertente vedere interagire Yoru ed il Signor K. A Konnor sfuggì una risata, era proprio una bella giornata.
Kat si era portata dietro una rivista con la quale ammazzare il tempo mentre attendeva il ritorno a casa della sua amica. In realtà neanche i gossip sulle star ed i bellissimi vestiti sfoggiati in passerella riuscivano ad intrattenerla più di tanto, i suoi pensieri andavano sempre a Yoru e al misterioso ragazzo. Così quando la bionda entrò nella sua stanza Kat saltò quasi sul letto, lasciando cadere la rivista sulla coperta
- Sei viva -
- E tu sei incredula - commentò Yoru confusamente - Perché sei qui? Quale altra stupidaggine hai fatto adesso?-
- Io? Io non ho fatto proprio niente - si mise sulla difensiva la mora - non fare la finta tonta, non funziona con me. Sono io la regina della dissimulazione, sai perché sono qui, quindi sputa il rospo adesso ... -
Yoru sospirò forte, Kat era irrecuperabile, ma non poteva dire di non aspettarsi niente del genere, alla fine si sedette sul letto e osservò gli occhi castani della sua amica - Cosa vuoi sapere? - cedette
- Tutto quanto! Quello era il tipo con cui ti vedi ogni sera? Da dove viene? Lui ... non era come lo immaginavo - la incalzò la mora, aveva troppe domande da porre alla sua amica e non riusciva quale risposta le premesse di più. Però lei era lì adesso e tutto sommato le sembrò star bene, anzi c'era qualcosa di diverso nel suo sguardo, Yoru era felice?
- E com'è che lo immaginavi? - chiese a quel punto la bionda ridendo appena, sapeva perfettamente quello che Kat si aspettava da lei, un ragazzo rispettabile, di buona famiglia e della loro stessa età possibilmente, tutte componenti che non facevano parte di Konnor.
- Cosa sai di lui? - Kat era preoccupata ed evitò di rispondere
- Non molto, ma questo è reciproco, fino ad oggi non aveva idea di chi fossi ... - spiegò la ragazza - non sono brava a parlare di sentimenti e cose varie, ma lui mi piace. E' entrato nel mio mondo in un modo che sfugge alla mia comprensione, lui sembra capirmi ... -
Kat rimase in silenzio per qualche secondo, il suo viso era una maschera di preoccupazioni e dubbi, però doveva ammettere che sentire parlare la sua migliore amica in quei termini riguardo un altro essere umano l'aveva stupita parecchio. Yoru era sempre stata così distaccata, come se le vicende che sconvolgono la maggior parte delle persone non la toccassero neanche di striscio, adesso c'era qualcosa di diverso nel suo sguardo ... uno spiraglio di luce nell'oscurità soverchiante che l'aveva sempre contraddistinta.
- Quindi voi due state insieme adesso ... -
Yoru aprì le labbra, poi le chiuse - Emh ... non abbiamo discusso di questo, suppongo che ti farò sapere -
Kat rise appena - Sarò la prima a saperlo! Promettimelo! -
Yoru scosse la testa, sconfitta - Ovviamente. -
- E inoltre voglio conoscerlo presto! Uscita a quattro? - propose la mora emozionata
- Sì, si può fare ... -
- Mio Dio, ne stanno tutti a parlare, qualcuno ti ha perfino fotografata mentre salivi a bordo della sua moto, è una bella fortuna che i tuoi non seguano i social ... forse Shane potrebbe sistemare la cosa, magari cancellando la paparazzata dal Fashion Mirror, suo padre gli darebbe retta -
- Non importa - commentò Yoru - non ho mai dato peso a quegli idioti dei nostri compagni, piuttosto non saresti dovuta uscire con Wright pomeriggio? Che ci fai qui? -
La bionda capì subito di aver toccato un tasto dolente - Cos'altro è successo? -
L'altra sospirò appena - Avrei dovuto vederlo al termine delle lezioni, ma poi è successo quello che è successo e mi sono distratta. Io e Shane siamo andate a berci qualcosa, ero preoccupata per te, volevo aspettare il tuo rientro ... beh, ho scoperto delle cose interessanti però. Sembrerebbe che il mio ragazzo si stia preparando per partire, vuole frequentare un corso preparatorio per Harvard e ha pensato bene di non dire niente alla sua fidanzata -
- Che cosa?-
- Mi detesta ancora, non posso biasimarlo per questo, le cose si sono fatte strane tra di noi ... forse Wright non mi perdonerà mai, ma dannazione odio questo suo comportamento passivo aggressivo. Se ha qualche problema perché non viene a dirmelo? Non sarebbe più semplice? - Yoru stava per ribattere quando il telefono della mora le interruppe, stava suonando all'interno della sua pochette, Kat si alzò dal letto - E' lui ... - disse all'altra prima di rispondere, aveva il cuore in gola
- Ehi, pensavo ti fossi dimenticato di me - iniziò la ragazza con un tono stizzito
- Niente affatto, in realtà sto passando da casa tua -
- Sono da Yoru, ma sto tornando. Va tutto bene? - chiese Kat
- Certo, vorrei soltanto parlarti di una cosa -
Panico. Quella frase provocava sempre un principio di panico nella mora che si immobilizzò - O-ok ... sto arrivando -
- Che hai? - domandò Yoru non appena l'altra chiuse la chiamata
- N-niente ... credo che Wright mi voglia lasciare -
- Non dire sciocchezze, quel ragazzo stravede per te, lo fa da quando eravamo dei mocciosetti. Vorrà soltanto comunicarti la novità. A proposito, da chi lo hai saputo che sarebbe partito? - non era necessario chiederlo, in realtà la bionda immaginava già la risposta
- Shane. E' sempre un passo avanti quello stronzo, ama farmi fare la figura dell'idiota - commentò la ragazza dopo aver recuperato di tutta fretta le scarpe di cui si era liberata - beh, non mi prenderebbe così alla sprovvista se il mio ragazzo mi dicesse le cose per tempo. Ci sentiamo più tardi, ti farò sapere. Nel frattempo voglio che tu stabilisca che tipo di relazione c'è tra te e Konnor! Gli uomini sono subdoli, mia cara Yoru, è sempre meglio capire quali siano le loro reali intenzioni!- aggiunse poi Kat fingendo una saggezza che non possedeva e facendo ridere l'altra.
- Bene, togliti dalle scatole adesso. -
- Come sei maleducata! - Borbottò la mora, adesso quasi spinta fuori dalla stanza dall'altra - dovresti essere felice di avere un'amica come me! Mi preoccupo della tua salute -
- Sparisci Kat - La bionda rise vedendo l'espressione di finta offesa apparire sul volto della mora, poi le diede una pacca sulla schiena e le dedicò un sorriso incoraggiante, lo stesso di cui aveva bisogno.
- Wright caro, vuoi che ti faccia portare del té? - Eliza Westwood accolse il ragazzo con un sorriso brillante, adorava il fidanzato di sua figlia, sempre così educato e gentile, un vero e proprio tesoro più unico che raro.
- La ringrazio, signora Westwood, ma sono a posto così. Come sta? Ho saputo da Kat che il suo libro è pronto, mia madre è una sua grandissima fan, non vede l'ora di mettere le mani sul terzo -
- Va molto bene, sono un po' in ansia, l'approvazione della critica è molto importante per me, ancora di più quella dei fans della saga, devo ammetterlo. Tuttavia Kat lo ha adorato, lei è la mia critica più sincera, questo mi ha tranquillizzata parecchio - i due continuarono a parlare per un po' fino a quando il lieve beep dell'ascensore non rivelò la figura lievemente trafelata di Kat che andò incontro ai due
- Ciao tesoro, ben rientrata. -
- Ehi - la ragazza salutò la madre con un bacio per poi passare a Wright, lui si sollevò appena, aveva un sorriso tranquillo sul volto, anche il modo sereno con cui stava parlando con Eliza fece ben sperare Kat. Forse stava viaggiando troppo di fantasia, Yoru aveva ragione riguardo al suo ragazzo ... lui teneva a lei, non c'erano dubbi.
- Vi lascio da soli adesso, ho ancora parecchie cose da risolvere per la stampa della prossima settimana! A dopo ragazzi-
- Arrivederla signora Westwood -
Kat non sapeva come procedere, per un attimo pensò di incalzare Wright con le domande lecite che aveva, ma alla fine cedette sotto le occhiate calme e fin troppo intense del suo ragazzo.
- Devo dirti una cosa molto importante, in realtà sono parecchie le novità ... -
Kat si sedette, mostrandosi confusa
- Avrei dovuto parlartene prima, ma volevo che ogni cosa fosse certa e predisposta per darti anche questo ulteriore pensiero - iniziò Wright tentennando appena - sai che ho sempre sognato di studiare all'estero, Harvard è l'apoteosi di ogni mio desiderio e ultimamente ho avuto la possibilità di conoscere l'ex rettore dell'università, sembrerebbe che ci siano dei corsi preparatori molto interessanti e mirati ai quali vorrei partecipare. Ovviamente dovrò lasciare l'Ashbourne e l'Inghilterra per un po' ... -
- Quando? - la voce di Kat era bassa, studiava il volto del suo ragazzo che continuava a parlare con decisione
- Tra una settimana, partirò il sette, ma tornerò prima della fine di ottobre. Si tratta di tre settimane, niente di più -
- Capisco ... beh, mi sarebbe piaciuto che me ne avessi parlato prima -
Wright scosse la testa - Lo so, ma se devo essere sincero la nostra situazione non era idilliaca e poi non avevo ancora niente di concreto tra le mani, non avrebbe avuto senso parlartene in quel momento, ma Kat questo non è un pretesto per allontanarmi da te - il ragazzo si avvicinò ulteriormente a lei, le sue mani si posarono sulle spalle della fidanzata che continuava a fissarlo - in realtà sto facendo di tutto per darti perfino la più minuscola certezza di cui hai bisogno. Vorrei che tu accettassi questo ... -
Kat pensò di star sognando, per un attimo pensò di essere la protagonista di uno di quei film romantici che spesso vedeva in tv con la madre, quella non poteva essere la sua vita. Ma il pacchetto era lì davanti ai suoi occhi, il velluto nero era morbidissimo al tatto mentre Wright lo avvicinava alle sue mani e lo apriva lentamente.
L'anello era bellissimo, in oro bianco, con un'ametista brillante contornata da piccoli diamanti ed altre pietre preziose lungo i lati. Kat rimase a fissarlo senza che riuscisse a parlare, era così splendete ... stava succedendo davvero?
- Vorrei che tu diventassi la mia fidanzata con una cerimonia ufficiale. So che hai dei dubbi su di me, spero che questo gesto ti faccia capire quanto io sia perdutamente innamorato di te -
- Oh, Wright ... - la voce di Kat cedette, si ritrovò tra le braccia del suo ragazzo, ci si aggrappò con tutte le forze mentre tentava di dimenticare il male che gli aveva procurato. Come aveva potuto fare una cosa del genere a lui? Wright era il suo principe, lo era sempre stato, si era battuto per lei, l'aveva protetta da qualsiasi cosa. Anche in quel momento, nonostante tutti i suoi pensieri negativi nei suoi riguardi, lui si era dimostrato per ciò che era ... la persona migliore che Kat conoscesse.
- E' un sì? - chiese il ragazzo sorridendo appena
Lei annuì - C-certo - disse mentre lacrime amare le solcavano il volto
- Non devi piangere, va tutto bene - Wright le accarezzava i capelli profumati e morbidi, stringendola a sé subito dopo.
Kat avrebbe voluto con tutto il cuore che quelle parole fossero vere, ma il senso di colpa che provava per ciò che aveva fatto era duro da scacciare via. Sperò che un giorno sarebbe successo, anche se forse non lo meritava, forse avrebbe dovuto convivere per sempre con le sue colpe come punizione, ma dentro di sé Kat pregò che quel dolore andasse via prima di soffocarla.
Shane cercò di riprendere fiato, la sua mano scivolò sul sedere nudo e sodo della rossa mentre si scostava da lei, calciò appena il lenzuolo attorcigliato alla sua caviglia prima di sollevarsi dal letto e dirigersi nel salone della sua suite. La vista di quel corpo nudo e pallido in allontanamento fece gemere la ragazza che tornò a dormire accanto all'altra qualche attimo dopo.
Shane si versò un bicchiere di scotch, stiracchiandosi come farebbe un gatto dopo una dormita particolarmente soddisfacente, in realtà il ragazzo non aveva riposato affatto. La sua notte era trascorsa tra bevute, partite a poker e sesso. Aveva perso parecchi soldi ma in compenso aveva vinto le cugine russe di un suo amico con le quali si era dilettato per ore. Aspettava che il sonno lo cogliesse, ma non era semplice, in un gesto ormai consolidato prese il suo smartphone e con fare annoiato si mise a scorrere sulla home del Fashion Mirror.
Sorrise, la foto di Yoru ed il suo nuovo spacciatore aveva dato vita ad una vera e propria battaglia tra sostenitori e detrattori della misteriosa coppia, stava per spegnere tutto e tornare a letto quando i suoi occhi vennero attirati da un post in alto. Un anello pazzesco scintillava all'anulare sottile e pallido di una ragazza, Shane sapeva già a chi apparteneva, non riusciva a spiegarsi come, ma era così chiaro per lui ... il liquore risalì in una vampata, scaldandogli improvvisamente il petto.
" Indovinate cos'ha risposto? Beh ... ovviamente sì!"
Quello era il commento della foto postata da Wright, poi ancora un'altra immagine, loro due insieme, Kat non era mai stata così felice mentre stringeva la vita di suo cugino e lo baciava. Shane non riuscì a controllarsi, gettò il bicchiere contro il muro in uno scatto di pura violenza. Sentì le ragazze urlare dalla camera accanto, ma non gli importava. Si era fatto male, un rivolo di sangue macchiava la sua pelle solitamente pallida, eppure non sentiva niente, eccetto i sussurri concitati delle ragazze, allarmate da quel rumore improvviso.
- S-shane ... tutto bene? - chiese una delle due con uno spiccato accento russo
- Certo, perché non tornate a letto? Vi raggiungo presto - Shane aprì le labbra in un sorriso che non coinvolse gli occhi. Le ragazze erano titubanti, ma fecero ciò che gli era stato detto, lasciando Shane da solo. Era immobile e adesso scosso da brividi di freddo, cercava di contrastare il tremore delle sue mani mentre l'immagine di quell'anello diventava l'emblema stesso della sua definitiva sconfitta.
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