Capitolo V : Et mercatores
Un paio di giorni dopo Aquilino ordinò ad Attalo di preparasi, il ragazzo indossò degli stivali in cuoio e la tunica in seta verde con dei ricami dorati ch'era ormai da secoli costume dei Nascosti, questa però possedeva anche un cappuccio, anch'esso verde e dai bordi d'oro.
Il cappuccio sarebbe servito in caso la sua parte corrotta avesse preso il sopravvento, grazie a esso poteva celare la sua identità demoniaca agli occhi degli umani.
Ovviamente portò con sé due pugnali, uno da tenere con la mano destra e l'altro da impugnare con la sinistra:
Piccoli, leggeri e letali, le sue armi preferite.
Le sue prede erano cinque mercanti fondamentali per il commercio Greco, nonostante ciò la storia li ha dimenticati.
Erano spie, Oscuri.
La prima preda di Attalo si trovava a Tarquinia, per raggiungerla avrebbe dovuto avanzare via mare, con una nave per non dare troppo nell'occhio in caso di altre spie Oscure di cui i Nascosti non potevano essere a conoscenza delle loro posizioni. Ma nonostante questo, nulla di più facile, serviva solo un po' di pazienza e la prontezza di colpire al momento giusto.
Trovò posto in una nave da carico, una nave composta da soli umani naturalmente, quindi per tutto il viaggio tenne il cappuccio sul capo per non dare nell'occhio.
Quella notte se ne stava a prua ad ammirare il cielo stellato: era così che i marinai si orientavano in mare: con gli astri, lui-grazie alla sua vista inumana e alla sua incredibile capacità di orientarsi con l'aiuto dei suoi soli sensi- trovava ciò molto bizzarro.
Accanto a lui v'era un uomo con un Tebenno rosso in spalla, oltre al mantello indossava una tunica bianca, era il capitano della nave,
Un amico dei Nascosti.
« Se il vento ci favorisce raggiungerai la tua preda all'alba, che gli dèi ti assistano »
« Grazie di tutto, Tosco, senza di te non sarei mai entrato su questa nave »
« Era il minimo che potessi fare per aiutare i tuoi simili, lo sai perché vi sono fedele: Perché voglio vedere queste terre libere e senza dolore un giorno, libere dalla morsa degli Oscuri. La morsa degli Oscuri, una morsa che ci condannerà tutti alla guerra e alla sofferenza senza che gli altri cittadini ne conoscano il vero motivo. Gli Oscuri strisciano nelle tenebre, sono come spiriti, e da spiriti dimenticati da tutti moriranno, spero »
« "Gli oscuri strisciano nelle tenebre", non è forse quello che facciamo anche noi? »,
Tosco non rispose, ma ci rifletté a lungo, non trovando comunque una risposta valida.
Fu una notte lunga e insonne sia per il biondo Tosco che per il giovane Attalo,
ma giunse l'alba, e la nave era ormai a Tarquinia.
« Marinai! L'ancora! »,
« Finalmente vedo la città di Tarchuna » disse tra sé e sé il giovane, quella città aveva ospitato i Re Etruschi, tra questi v'era suo padre Tullio e Tarquinio, nonostante ciò il ragazzo era sempre rimasto a Roma. "Tarchuna" così si chiamava nella sua lingua, una città sempre in conflitto con Roma, sempre in guerra.
Ma adesso che si trovava sulla riva della città che aveva ospitato suo padre, mentre l'acqua gli bagnava gli stivali, pensò a come cercare il mercante, doveva agire subito.
***
La porta della sua stanza si aprì
« Chloe »
« Sì, sono io. Non agitarti, ti ho portato del caffè, se vorresti qualcosa per colazione basta chiedere, oltre al caffè intendo », la ragazza guardò Nicholas dritto negli occhi « Vedo che stai iniziando a ricordare chi eri »
« Sì, presumo di sì »
« Ottimo, fidati di me, posso curarti, ma prima devi ricordare, probabilmente hai trascorso tutta la notte immerso nei ricordi della tua vita passata, perciò non chiederò un grande sforzo da parte della tua mente. Ma prova, solo un ultimo ricordo e per oggi potrai riposare, ok? »
« Perché ci tieni tanto? Perché devo ricordare? »
« Non ora, ci sarà il tempo per le spiegazioni, ricorda, per favore,
ricorda »
***
Tra gli alberi e le colline Attalo vagò in cerca di Alexis, il primo mercante da uccidere.
Finalmente i suoi sensi riuscirono a riconoscere l'odore, l'odore che solo un Oscuro possiede.
Il vigliacco sapeva dell'arrivo di un Nascosto e si celava in mezzo alla boscaglia.
Il forte odore di putrefazione portò il giovane dinanzi a un albero, inizialmente Attalo non vi trovò nulla di strano ma improvvisamente una mano sbucò fuori dall'albero e afferrò il braccio destro del ragazzo, era il momento di combattere, la sua parte corrotta non aspettava altro.
Sorrise
« Alexis, presumo. E ora che cosa vorresti fare? »
Dal legno sbucò una testa,
« Ti voglio mangiare »
« Non se sono io il primo a nutrirmi » detto questo addentò la mano dell'Oscuro,
l'altro fu costretto ad uscire dal tronco, afferrò il giovane per il cappuccio e lo spinse via.
Attalo sguainò i suoi pugnali
« Sono pronto, divertiamoci »
Alexis sguainò la sua alabarda.
Il Nascosto schivò i vari colpi d'arma inastata del suo avversario e appena ne ebbe l'occasione morse il suo collo, mentre il Greco provò a spingere via il suo avversario ancora una volta l'altro saltò dietro al mercante e gli sussurrò nell'orecchio « Anche se mi avresti colpito con l'alabarda ciò non sarebbe bastato, non ci metti abbastanza forza », Alexis ferito nell'orgoglio si voltò di scatto e con tutta la sua rabbia riuscì finalmente a colpire Attalo, ma l'alabarda si spezzò in due e il giovane era ancora lì, illeso.
« Come dicevo, non ci metti abbastanza forza, adesso sei disarmato, sarà facile. È un peccato, è durato poco, non mi sono divertito un granché ».
« Ti squarterò a mani nude »
« Se ciò ti aggrada, prova. Hai bisogno di una spinta morale? »
Il giovane Schivò i vari pugni di Alexis con estrema facilità.
Aquilino l'aveva avvertito che non si sarebbe divertito molto, Il Greco era famoso per il commercio, così sosteneva i suoi, non era certo conosciuto per la sua abilità in combattimento. E Attalo a differenza sua, nonostante fosse solo un principiante, già se la cavava discretamente.
Era tempo però di chiudere lo scontro, non poteva perdere altro tempo, con l'agilità di un felino tagliò la gola del Greco con il pugnale che teneva sulla mano destra, il primo mercante era caduto.
"Dolce sangue, dolce morte." Attalo pensava questo, lo so.
« Memento mori, Alexis ».
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