Capitolo I : Praeteritum
Nicholas, Nicholas, Se solo tu ricordassi, ma lo farai, ricorderai, sei un Nascosto dopotutto.
torniamo indietro, indietro nel tempo, in una delle tue vite passate, così che anche i lettori di questa contorta commedia possano capire.
Praeteritum, il passato.
V'era una schiava, il suo nome era Ocresia, moglie di Tullio, Re di Corniculum, e infine schiava, un bottino di guerra.
Ebbe un figlio, Servio Tullio,
Le leggende narrano che quando il bambino si trovava nella sua culla gli si accese una fiamma in testa, ma nelle leggende v'è sempre un fondo di verità.
Una fiamma in testa, una scintilla, sai cosa significa? No, ovvio, non ricordi più nulla.
È la trasformazione, Servio Tullio era un Nascosto, un'antica setta, un credo nato per proteggere l'umanità dagli Oscuri, almeno è ciò che affermano loro, in realtà è semplicemente la loro sete di anime a farli lottare, il dolore.
Guerra, morte, dolore, siamo fatti di dolore, ci nutriamo del dolore, è ciò che ci rende unici.
Tarquinio Prisco, un Oscuro, ucciso dai tre figli di Anco Marzo, ecco cosa succede quando ci si siede in un trono che non spetta a noi.
Sua moglie Tanaquilla, vedeva un qualcosa di speciale nel piccolo Tullio, riconosceva quei freddi occhi, li riconosceva, gli occhi di vetro, quel bambino era destinato a mandare avanti la guerra eterna tra Oscuri e Nascosti, ebbene lei voleva portarlo dalla sua parte, insegnargli cos'era, indottrinarlo,
« Che il sapiente giustifichi le nostre azioni » Il bambino doveva ripetere questa frase ogni sera, solo poi, da adulto, avrebbe imparato il vero significato racchiuso all'interno di quelle parole.
Tanaquilla non disse nulla al popolo di ciò che era accaduto a suo marito, disse solo che era ferito e che in sua assenza Servio Tullio avrebbe regnato, momentaneamente.
Si era affezionata talmente tanto al suo allievo che lo fece salire al trono.
Tullio.
La sua carica iniziò nel cinquecentosettantotto avanti Cristo.
Ebbe cinque figli : Tullia minore, Tullia maggiore, Celio, Aula e...
Attalo,
ti suona familiare questo nome? Certo che sì, eri tu.
Lucio Tarquinio, figlio di Tarquinio Prisco, voleva il trono, spettava a lui, il primo tentativo di assassinare Tullio fallì, per colpa della sua prima sposa, Tullia maggiore, nonché figlia della persona che Tarquinio doveva uccidere.
Tullia, fedele a suo padre, non l'avrebbe mai tradito, non avrebbe mai fatto una cosa del genere, ma sua sorella sì.
Tullia minore divenne la seconda sposa di Tarquinio, come la definiva tuo cugino? Ah sì, me l'ero dimenticata, "Sporca vipera".
E adesso apri la mente, guarda l'immagine attraverso le parole.
Dopo i tanti conflitti durati anni i due si guardavano in faccia :
« Il trono spettava a me, hai i Nascosti nel sangue, non sei un Oscuro » Dichiarò Tarquinio con disprezzo.
I due saltavano da un muro all'altro, con l'agilità che solo un Nascosto e un Oscuro possono avere,
Dopo aver schivato i vari fendenti di Lingula del suo avversario Tullio provò a contrattaccare,Tarquinio aveva ormai risucchiato metà della sua energia vitale durante lo scontro però, era troppo tardi.
E così tuo padre cadde su una fila di scale in pietra, gli scalini lo fecero rotolare ancora più in basso, sempre più in basso, una volta sulla strada, seppur mortalmente ferito ebbe la forza di recitare il motto dei Nascosti un'ultima volta
« A volte è la morte che dà la vita, l'anima, i nostri occhi, ci rendono ciò che siamo, il dolore ci rende ciò che siamo, tutto è dolore, queste sono le parole che definiscono chi siamo, noi siamo Nascosti »
Ebbe la forza di recitare un'ultima volta questo motto, e infine sua figlia lo finì passandoci sopra con un carro.
Adesso guarda gli zoccoli dei cavalli che spezzano le ossa di tuo padre. Lo senti gridare? Guarda.
Guarda le ruote che gli schiacciano il petto, guardalo soffrire, guardalo morire.
E così la vita di Tullio, Re Etrusco e sesto Re di Roma, era giunta al termine
E tu dov'eri? Sottoterra a strisciare assieme ai tuoi simili.
Tu sei tanti, Nicholas, Attalo.
Ma io, colei che si nutre delle anime dei dannati, sono solo una, e di certo non perdono.
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