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Os - [Kavetham]

Genere: Tenera ♡
Ship: Kaveh x Alhaitham
Tema: Genshin

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Non so dire quand'è che mi innamorai del Senior Kaveh
Durante i nostri studi ero sorpreso da come fosse sbadato delle volte, da come avesse sempre le occhiaie sotto gli occhi perché non dormiva
Mia nonna lo trovava così educato anche se a volte impacciato, ma lo definiva un ragazzo dal cuore d'oro come quei suoi capelli

Kaveh non si faceva mai problemi a mostrare il suo affetto insistente nei miei confronti fin dall'Akademya, a quei tempi lo vedevo come il mio Senior, uno studente più grande
Nutrivo il massimo rispetto nonostante non capii mai cosa lo portò a starmi accanto, non capivo cosa lo attirasse di me, cosa vedesse in una persona come me che leggeva in silenzio mentre lui, lui eccome se era estroverso, stava sempre sulla bocca di tutti tanto che credevo che un giorno mi avrebbe lasciato andare per qualcuno di più interessante

Era l'ultimo anno del Senior Kaveh
Un giorno stavo camminando alla ricerca di un libro e sentii dei singhiozzi, li seguii fino a trovare Kaveh stesso, alzò il viso guardandomi e vidi i suoi occhi enormi pieni di lacrime, non capivo cosa potesse mai essere successo di così grave da far piangere una persona come lui, lui che era come un sole sempre luminoso
Forse fu in quel momento che qualcosa scattò in me nei suoi confronti, che mi fece pensare al suo interesse genuino nei miei confronti
Rimanemmo fermi a guardarci, provai a sedermi accanto provando a chiedergli cosa succedesse ma non riuscendo ad aprire bocca, però lui sembrò capire perché rispose che sua madre era andata a Fountaine, non so bene cosa intendesse perché quasi subito dopo si alzò dicendo non fosse roba su cui pensare

Non lo vidi più
Finiti i suoi anni Kaveh si dedicò a suoi progetti ed io continuavo invece ad essere il solito topo da biblioteca, a volte provavo a chiedere in giro ma non conoscevo molti compagni, sapevo di Cyno e Tighnari che mi informarono stesse elaborando un progetto

Una sera al bar vidi una chioma bionda poggiata su un tavolo, avvicinadomi riconobbi a chi apparteneva quel viso rosso dovuto sicuramente al fatto fosse ubriaco, mi avvicinai ritrovandomi nuovamente in quegli occhi pieni di lacrime
Era da tempo che non lo vedevo e nuovamente a quella vista sentii qualcosa scattare in me, per qualche motivo lo presi in braccio portandolo a casa mia e lasciandolo sul divano
Lo sentivo singhiozzare senza sosta così mi sedetti accanto porgendogli del tè e del cibo, tra le lacrime e forse anche perché ubriaco si sfogò su tutto
Mai avrei immaginato che una persona come lui stesse portando un peso del genere, era rimasto solo fin da giovane con anche dei grossi debiti ora, quando si addormentò mi recai a dormire pensando a cosa dovessi fare

Da lì in poi non lo persi più di vista
Questo perché lo tenni ad abitare con me come coinquilino, ammetto che crescendo ho sviluppato un carattere che può essere considerato fastidioso, quante volte io e Kaveh abbiamo discusso, anche per sciocchezze
Anche se mai gliel'ho detto, ogni volta che usciva arrabbiato sbattendo la porta dentro di me c'era quella paura di averlo allontanato e di non vederlo mai più riaprire quella porta  ma poi lo vedevo tornare e mi sollevavo

Kaveh desidero maturi, non voglio dire sia stupido, sono fiero del fatto che nonostante il suo passato sia una persona così buona senza contare il suo intelletto che ha dimostrato più volte
Ma è così buono che la sua sfortuna deriva dal fatto che sacrifica se stesso per il bene di altri, non dico sia un difetto ma non voglio che la sua vita dipenda da ciò, non volevo che Kaveh dipendesse dalla felicità di altri e non dalla sua

Avevo così paura se ne andasse, Kaveh non può rimanere solo
Di notte ha così tanti incubi, a volte ha delle crisi, a volte quando non dorme per via di alcuni progetti lo sento piangere
Lo esortai a finire il progetto di quella sua valigetta, Mehrak, perché almeno avrebbe avuto compagnia e sarei stato tranquillo a sapere che non sarebbe stato solo
Kaveh dentro ha cose irrisolte
Ho impedito che il suo darsana ricevesse fondi e non volevo vincesse il torneo dei darsana perché ogni volta blaterava di come appena avesse avuto soldi se ne sarebbe andato di casa, non lo ritenevo pronto e non volevo si allontanasse da me, può sembrare egoistico ma il pensiero di perderlo una seconda volta mi annebbiò la testa, l'ultima volta che l'ho persi di vista è finita male, non voglio succeda nulla di più grave ancora e non reggerei una perdita definitiva

Kaveh è sempre lo stesso, parla un sacco, sono felice di come sia finito il Torneo dei Darsana e come abbia reagito Kaveh
Non mi piace l'idea che sia stato nel deserto e di cosa gli ha fatto quella corona ma è finita bene alla fine, nonostante rimanga il solito non è stato manipolato dalle dicerie di un vecchio ricercatore
Abbiamo 3 volpi del deserto in casa, questo dimostra quanto ancora sia dipendente dal suo senso di aiutare gli altri anche se in fondo queste 3 piccole volpi non sono male, non mi dispiace aiutarle
Kaveh si offende sempre quando gli dico qualcosa, forse sono i miei modi ma mi viene da essere sincero perché voglio veramente il meglio per lui, non mi importa essere etichettato come egoista e possessivo, io e Kaveh siamo sempre stati uniti fin da piccoli e mai permetterò di essere nuovamente separato da lui e mai lo lascerò nelle grinfie di qualcun'altro

Stavo ripensando a tutti i nostri momenti insieme
A tutti i nostri alti e bassi
A tutto il tempo passato con Kaveh affianco
Nonostante sembra ci odiamo sembra quasi che ci capiamo solo noi
Amo quando non c'è bisogno che parli perché Kaveh già capisce, nonostante io sia di poche parole a Kaveh basta quel poco per capire tutto
In questo momento ho in mano una scatola
Kaveh mi ha portato a vedere un paesaggio perché voleva immortalarlo
Lo sto osservando disegnare con quella sua espressione concentrata
Amavo quando Kaveh diceva il mio nome
Ha iniziato ad inchiostrare
Amavo avere Kaveh vicino a me
Ora sta prendendo i colori
Amavo la sensazione di appartenenza reciproca, io il suo lui e lui il mio tutto che nessun'altro poteva avere perché Kaveh apparteneva a me ed io a lui
Ha iniziato a colorare
Gli porsi la piccola scatola che tenevo in mano
«Kaveh, mi vuoi sposare?»

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