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Os - [Childe Kaeya]

- Tw: Sangue

Era appena finita una giornata di lavoro per Diluc, così l'uomo esausto si stava per dirigere verso casa finché un venticello leggero gli accarezzò la faccia, così sospirando cambiò direzione dirigendosi verso il mare, nonostante l'oscurità della notte riuscì ad arrivare a destinazione, si sedette sulla sabbia osservando il mare e sentendo quella leggera brezza marina, si stava rilassando finché sentì come delle voci in lontananza, erano voci così familiari ma il suo corpo era immobile, come se non riuscisse a muoversi, ascoltò meglio e riconobbe quelle voci

«Diluc guarda! Una conchiglia!» si girò verso il mare e vide quello che sembrava un Kaeya bambino che si trascinava un Diluc bambino, i due piccoli stavano raccogliendo le conchiglie nel mare spensierati, l'adulto rimase fermo immobile a rivivere quei ricordi non capendo se fossero reali o meno, quasi non si rivedeva, non collegava Kaeya a quella figura all'apparenza così innocente che a quanto pare non era e quel se stesso bambino che ci aveva abboccato, che si era davvero affezionato a Kaeya, desiderava davvero la compagnia di Kaeya tanto da reputarlo suo fratello l'eternità, ma probabilmente per Kaeya non era nulla, lui forse neanche l'aveva davvero voluto bene e aveva agito solo come spia di Khaenri'ha

Accanto ai due bambini comparve una figura, il Diluc adulto si bloccò all'istante, la sua mente iniziò a navigare tra mille pensieri mentre vedeva quell'uomo dai capelli rossi avvicinarsi ai due bambini, il piccolo rosso lo chiamò padre insieme al piccolo Kaeya, il grande strinse i pugni nella sabbia, iniziò ad odiare tutto quello, non voleva ricordare, non voleva vedere né i piccoli loro e neanche il padre, non voleva niente e senza neanche rendersene conto aveva impugnato la sua spada e con forza era andato contro quel trio per scacciarlo senza neanche vedere cosa stava facendo ma si sentì strano, quando riaprì gli occhi vide rosso, vide liquido rosso sulle mani e sulle vesti, a fine spada c'era il Kaeya bambino ricoperto di sangue con l'arma inflitta nel petto

«Diluc...? Sei tu...?» chiese il bambino mentre continuava a perdere sangue anche dalla bocca mentre parlava e fissava la scena, Diluc sgranò gli occhi e spaventato cadde all'indietro indietreggiando mentre osservava il bambino cadere in ginocchio mentre perdeva sangue «Diluc... Perché...?» l'uomo iniziò a lacrimare non sapendo neanche lui cosa provare, era una scena spaventosa vedere tutto quel sangue perso da quel piccolo perfino dalla sotto la benda, non aveva neanche più il coraggio di impugnare quella spada per rimuoverla da quel corpo, ma ciò che non capiva era perché sembrasse così reale quel sangue tanto da rendere l'acqua intorno rossa

«Diluc va tutto bene...» stavolta la voce non era più di Kaeya, od almeno, non più del Kaeya bambino, quando Diluc alzò lo sguardo osservò la scena quasi inorridito, il vero Kaeya era lì in ginocchio con una spada nel petto mentre perdeva molto sangue che stava cercando di rassicurare Diluc che in quel momento stava avendo quasi una crisi, fissò quella figura davanti a lui

«Che ci fai tu...» disse Diluc con difficoltà balbettando dal terrore

«Ti ho visto uscire... Così ti ho seguito... Ti ho visto star male e quando mi sono avvicinato... Mi hai trafitto con la spada...» disse Kaeya sorridendo come fosse una cosa da nulla, Diluc dopo qualche minuto di silenzio si mosse velocemente, con coraggio impugnò la spada che delicatamente estrasse dal corpo che appena cascò fu pronto a prenderlo, fece sdraiare Kaeya sulla sabbia tentando di stoppare tutto quel sangue con la sua giacca ma nonostante ciò non si fermava, vedeva i respiri dell'altro sempre più lenti, in quel momento scoppiò a piangere

«Non morire ti prego, non morire Kaeya per favore, fallo per me, resisti per me ti supplico» supplicò il rosso tra le lacrime mentre tentava di stringere di più la giacca per fermare la fuoriuscita del sangue, ormai perfino lui era sporco di quel liquido rossastro

«Ironico... Che mi chiedi... Una cosa del genere» se la rise Kaeya per disperazione in quel momento «Sapevo che mi odiassi... Ma non credevo fino a questo punto» finì di dire, Diluc scoppiò a piangere di più continuando sempre in tutti i modi a rimediare a quel danno

«Non ti odio Kaeya, non ti ho mai odiato... Ho così tante cose da dirti»

«Allora dimmele... È la tua ultima occasione come puoi vedere...» disse Kaeya tentando di tenere sempre quella sua aria del "Va tutto bene"

«Non dire così io... Sembra che il sangue si stia... Non ti odio... Fratello» pianse Diluc lasciandosi andare in un pianto disperato mentre si accasciò abbracciando Kaeya

«Sai Diluc... Sono felice di morire sapendo che non mi odi... Ma che mi hai abbracciato chiamandomi fratello... Per un ultima volta...» sorrise Kaeya chiudendo gli occhi

«E ce ne saranno altre mille! Per tutta la nostra vita ti prego... Ti prego Kaeya... Non morire anche tu... Mi rimani solo tu...» si disperò Diluc controllando quell'enorme ferita, si sentiva male e calciò via la sua spada più lontano possibile

«Kaeya... Io ti salverò»

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