tre
Apro gli occhi di scatto per trovarmi nella mia camera. Bhe, più o meno la mia camera. C'erano fiori e colori dappertutto. Mi siedo sul letto sul quale ero sdraiata e mi strofino gli occhi. Quando li riapro sono ancora in quella camera.
"Ma che c..."
La mia esclamazione viene interrotta dalla porta che si apre.
"Tesoro, la colazione è pronta"
Vedo la figura di mia madre. La guardo stranita, ma lei non se ne accorge.
"Tesoro! Non vorrai certo andare a scuola vestita così, spero!"
Dice. Guardo i miei vestiti.
"Ma io mi vesto sempre così.."
"Oh, tesoro, non dire tali sciocchezze. Su, forza cambiati"
"Ok.."
Appena lei esce dalla camera io mi alzo e mi dirigo verso l'armadio. Lo apro.
"Io dovrei mettermi queste cose?"
Ci sono solo vestiti. Nemmeno un paio di pantaloni. Per non parlare delle scarpe. Sono tutte con almeno un minimo di tacco.
Come faccio io? Non ho gusto in fatto di vestiti o abbinamento di colori. Mi vesto tutti i giorni di nero!
"Ok.. allora, metterò il colore più scuro che trovo."
Il mio sguardo di ferma su un vestito blu scuro con la gonna bianca e fiori azzurri. È la cosa più vicina allo scuro che si possa trovare. Come scarpe ne prendo un paio dello stesso colore del vestito e con il tacco basso. Mi cambio e mi guardò allo specchio. Non sto malissimo. Vado in bagno, mi lavo e mi spazzolo i capelli. Appena finito, vado in cucina e vedo che mia madre e mio padre sono già seduti a tavola, ma senza mangiare.
"Vieni, tesoro, stiamo aspettando solo te."
Mi siedo ed iniziò a mangiare.
"Bhe, come ti sembra? Ti piace?"
"Squisito.." Dico incredula. Mia madre non ha mai cucinato, e quando lo faceva il cibo non era più definibile tale.
"Oh, sono felice che ti piaccia. Caro?"
Mio padre prende un boccone e lo mangia. Alza lo sguardo e sorride lievemente sia a me, che a mia madre.
"Concordo, cara, è veramente squisito."
Dopo aver finito di mangiare i miei genitori mi accompagnano a scuola, la quale è praticamente la stessa, tranne qualche fiorellino piantato in giardino. Mio padre parcheggia l'auto ed insieme usciamo. I miei si dirigono verso un gruppetto di genitori sorridenti, mentre io vado verso gli altri ragazzi. Di solito arrivavo sempre in ritardo, quindi non mi preoccupavo del fatto di restare sola all'entrata prima del suono della campanella. Mentre cammino senza un luogo preciso in cui andare, sento una voce chiamarmi, mi giro in quella direzione, e vedo un gruppetto di ragazze e ragazzi che mi salutano. Cammino verso di loro e mi unisco al gruppo.
"Eli! Stavamo aspettando solo te."
"Per fare cosa?" Chiedo
"Per organizzarci per oggi pomeriggio. Quindi ragazzi, dove ci incontriamo?"
"Scusate la mia pessima memoria, ma cosa dovremmo fare oggi pomeriggio?"
"Non ricordi? Ogni pomeriggio, dopo esserci riuniti per fare i compiti insieme, andiamo al maneggio, cavalchiamo nell'arena e dopodiché facciamo una piccola passeggiata in campagna."
"Ah. No, no, me lo ricordavo, stavo solo cercando di scherzare."
"Bene, quindi, a casa di chi oggi?"
"A casa mia, oggi i miei sono impegnati al lavoro, quindi avrò casa libera. Almeno potremo avere un po' di pace."
Mi giro verso il ragazzo che ha appena parlato.
-OMIODIO- penso -STO SICURAMENTE SOGNANDO! È TROPPO BELLO PER ESSERE VERO!-
Capelli castani, occhi verdi e un sorriso smagliante.
"Vi ricordate tutti dov'è casa mia, vero?"
Tutti annuiscono, tranne me.
"Uhm..in realtà io no.."
"Oh, non c'è problema, dopo in classe ti dò l'indirizzo."
"Ok."
Il suono della campanella interrompe la conversazione. Insieme ci dirigiamo verso la classe. Mi siedo al mio solito posto. Tutti hanno un compagno di banco di fianco, tranne me.
"Buongiorno ragazzi. -dice la prof dopo essere entrata- Oggi ho il piacere di annunciarvi l'arrivo di una nuova studentessa. Entra, prego."
Una ragazza dai capelli rossi e gli occhi verdi si fa strada verso la cattedra e si volta verso di noi.
"Ciao, io sono Ginger Harbour e sarò la vostra nuova compagna di classe."
"Benvenuta Ginger. Si vada pure a sedere vicino ad Elisa, lì." Dice la prof. indicando il posto vicino al mio.
"Ciao." Dice la nuova.
"Ehi."
"Bello il vestito." Dice sorridente.
Io la guardo. Il suo abbigliamento è composto da un paio di jeans blu strappati, converse bianche e una maglietta larga nera.
"Vorrei dire lo stesso del tuo abbigliamento." Dico con tono strafottente.
"Ah" dice lei per poi guardarsi intorno squadrando la classe "Quindi questa è la famosa Ark Riding Highschool?"
Famosa? Riding? Non si chiamava solo Ark Highschool?
"Uhm...famosa per cosa?"
"Sai, per le decine di campioni e campionesse mondiali di barrel racing, pole banding, raining e moltissime altre discipline della monta americana."
Non avevo mai sentito queste "discipline" prima.
"Ah. E tu punti a vincere delle gare in una di queste discipline?"
"Mi piacciono tutte un sacco, ma il barrel mi scorre nelle vene. Mia madre è stata una campionessa, e io voglio seguire le sue orme."
"Ah. Ok."
Non ho capito un cazzo.
Eh nulla, dopo anni luce sono tornata, mi sono riletta i precedenti capitoli e sinceramente non so cosa mi fumassi qualche mese fa. Cercherò di farmi perdonare, sia per l'assenza, sia per i capitoli ORRIBILI che ho scritto in precedenza. Io sono una bambina speciale, perdonatemi.😁
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