Parte 14: 23 febbraio
-Perth, Australia-
Mi sveglio, serena e riposata come non mi succede da tempo. Matt mi sta chiamando, e realizzo all'improvviso che Liam è, di fatto, nel mio letto.
Mi svincolo con delicatezza dal suo abbraccio e vado a prendere Matt, che reclama il biberon di latte. Lo porto in soggiorno e telefono per il servizio in camera, mentre spero vivamente che ad Osaka avrò una camera con cucina annessa. Ordino anche del caffè, rimpiangendo amaramente l'espresso come si beve in Italia. Ma non sanno che esistono le macchinette con le cialde?! Cavolo, persino George Clooney lo sa..
Cerco il mio cellulare, ma non lo trovo da nessuna parte. Dove l'avrò messo? Mentre cerco, Liam fa capolino dalla camera.
-Buongiorno- mi saluta.
-Buongiorno- gli sorrido.
-Dormito bene?- si informa lui.
-Sai che ho dormito benissimo? Grazie di esserti fermato con me- gli dico, e lui mi ripaga con un sorriso stupendo, di quelli che fanno battere velocemente il cuore.
- Che ore sono?- chiede lui, in contemporanea alla mia domanda: -Hai visto il mio cellulare?-
-Ok, sono le dieci. Hai visto il mio cellulare?- ripeto.
-No, probabilmente è di là, non l'ho preso su quando ti ho accompagnato in camera- fa lui.
Suonano alla porta, ma non è il servizio in camera, bensì è Niall, in tenuta da palestra, che esclama:- Buongiorno! Sto andando in palestra, e faresti bene a venirci pure tu, Payne, anche se probabilmente hai già fatto un sacco di ginnastica ieri notte- e fa l'occhiolino.
Ignoro la sua battuta e gli chiedo: -Hai visto per caso il mio cellulare?- Mentre Liam gli dà un pugno non tanto scherzoso sulla spalla.
-Oh sì, l'ho visto- dice lui, con un tono che non promette nulla di buono.
-E dov'è?-
-E' in carica. Ha ricevuto troppe notifiche, la notte scorsa-
Non capisco cosa voglia dire, ma mi preoccupo immediatamente.
-Ma di cosa stai parlando, Niall?-
-Lo vedrai-
Mi giro verso Liam: -Tu ne sai qualcosa?- gli chiedo, ma lui alza le mani, confuso quanto me. Temo il peggio.
Piazzo Matt in braccio a Liam a mo' di sacco di patate e corro precipitosamente verso la suite. Dentro ci sono due bodyguard con Harry, ed un cameriere che sta riordinando gli avanzi della cena notturna.
Harry fa il suo sorriso ammiccante mentre mi saluta, ed io cerco con gli occhi il mio cellulare. E' sopra al bancone, attaccato ad un caricabatterie. Mi avvicino, non sapendo bene cosa aspettarmi.
Liam mi ha seguito con Matt in braccio.
Sblocco il salvaschermo, ed immediatamente vedo la serie infinita di uccellini nella barra delle notifiche.
-Ma che cazzo..?- sbotta Liam, ed io apro Twitter.
Non l'avessi mai fatto.
Questo non è il mio vecchio account, almeno quello è rimasto invariato, ma ho anche un nuovo account, che è seguito da Niall Horan, Harry Styles e Louis Tomlinson . Questo account non ha nemmeno un tweet ed ha già quarantamila followers, ma il numero cresce continuamente.
Sono senza parole. Posso pure fare i bagagli e tornare a casa.
Esco da Twitter e controllo le chiamate perse. Nessuna. L'agenzia non se ne è ancora accorta? Ma poi, come cavolo hanno fatto a creare un nuovo account con la stessa casella postale?
Semplice, non l'hanno fatto. Hanno creato anche un nuovo indirizzo e-mail. Inizio a sperare che il danno sia meno epocale di quello che penso.
Resta il fatto che hanno smanettato sul mio telefono a mia insaputa, e sono incazzata.
Mi arriva l'ennesima notifica di Twitter. Liam mi sorride. Ha appena iniziato a seguire il nuovo profilo.
-Ma perché?!-
-Perché non è una brutta idea. Non si riesce a risalire a te, tranquilla. L'indirizzo mail l'ha creato Niall per te- risponde Harry per lui, e poi, come se niente fosse: -Liam, vieni in palestra. Forza, muovi il culo-
-Non essere arrabbiata, Luna. Non succederà niente- mi fa lui, congedandomi.
Questa giornata è appena iniziata, e si prospetta piuttosto intensa, a quanto pare.
Alla fine disattivo le notifiche, perché mi scaricano la batteria e mi rendono impossibile usare il telefono. Bevo un pessimo caffè americano e faccio le valigie, mentre Matt gioca con una babysitter che mi è stata mandata dalla reception. Arriva anche un incaricato della polizia locale che mi fa firmare le carte per sporgere denuncia per lo smarrimento dei documenti, motivo per cui non sono partita con tutti gli altri stamattina.
La telefonata di Moss arriva verso le 12, e mi preparo ad una gran lavata di capo.
-Buongiorno, Luna. Mi vuole spiegare la storia dell'account? Non avevamo detto di non utilizzare i social network?-
-Ma non è il mio account. Ieri notte mi è stato fatto uno scherzo- mi rassegno a spiegare.
-Ha intenzione di cancellarlo?-
-Si, appena posso lo cancellerò dal PC, per il momento ho solo disattivato le notifiche-
-Lo faccia quanto prima. Ora, parliamo del viaggio aereo. Ovviamente non può presentarsi in aeroporto coi ragazzi, e la troupe è partita stamattina. Viaggerà fino all'aeroporto in anticipo e si imbarcherà appena possibile.-
-Non è possibile partire con un altro volo?- Provo a chiedere, preoccupata per la concreta possibilità della presenza di fan e paparazzi negli areoporti.
-Se lei non avesse creato questo disguido, sarebbe già in viaggio per il Giappone col resto della troupe. Quindi, ora siamo costretti a farla viaggiare nello stesso jet dei ragazzi.-
Probabilmente allora si tratta di un volo privato, per cui il problema è legato solo all'imbarco ed allo sbarco. Meno male. Comunque, mi indispone il tono dell'agente. Non ho mica fatto apposta, a dimenticarmi lo zaino al parco! In ogni caso decido di tacere, visto che lo scherzetto del profilo Twitter pare non abbia portato conseguenze.
Appena riaggancio entro in Twitter col PC e cancello l'account. Poco dopo mi arriva un messaggio, sono stata inserita in un gruppo Whatsapp con altri tre numeri sconosciuti e Liam.
-Lunaaa no!!!! Perché?!?!-
-Ti hanno fatto il cazziatone?!-
Liam : - Tutto bene Luna?-
Decido di rispondere:- Ma non siete in palestra? Comunque sì, mi hanno fatto cancellare l'account. Non mi hanno licenziata, per fortuna, ma basta scherzetti. Ora imposto una password lunghissima per bloccare il telefono _faccina con la linguaccia_-
-Non preoccupatevi ragazzi, ho un amico hacker. Ciao vampirella. Ci vediamo ad Osaka-
Ok, questo è Louis.
-Ragazzi vi devo salutare, partiamo tra dieci minuti. Ci vediamo in aereo. Ciao Louis, salutami Zayn che a quanto pare è l'unico con un po' di buonsenso-
Non commentano, e lascio il cell per finire di preparare Matt.
L'attesa in aereoporto è lunga e noiosa, perché siamo confinati in una saletta. Poi ci imbarchiamo, ed aspettiamo ancora. Intrattengo Matt con libretti e colori, e quando non ne posso più di leggere le storie della Pimpa, finalmente arrivano i bodyguard ed i ragazzi.
Matt, come prevedibile, si fionda in braccio a Niall.
-Ehi, campione!- lo saluta lui. -La mamma è ancora arrabbiata con noi?-
-La mamma ha impostato il blocco del telefono- rispondo io per lui, facendolo ridere.
-Sei riuscita a schivare la folla?- chiede Harry, mettendosi seduto e tirando fuori un pacchetto di gomme da masticare.
-Si, non ho visto praticamente nessuno a parte il personale di bordo. C'era tanta gente?-
-Oh, sì- interviene Niall.
-C'era il mondo, là fuori- conviene Liam, e sono felice di non aver incontrato nessuno, anche perché il vederli in situazioni pubbliche mi intimorisce, perché realizzo a pieno chi sono, quando invece nella quotidianità riesco a farlo passare in secondo piano.
Il viaggio è lunghissimo, facciamo due scali. Matt ci grazia addormentandosi dopo un paio d'ore; lo metto disteso di traverso su due sedili con un cuscino. I ragazzi stanno dormendo o guardando film. Liam dorme, Harry si gira a guardarmi e mi fa cenno di sedermi accanto a lui.
Non ci ho mai parlato più di tanto; Louis è geloso, ed io tendo a pacificare gli animi. Poi, una volta partito Louis, semplicemente ci siamo visti soltanto durante la cena.
Per cui mi sono fatta un'idea di come sia, ma non sono mai andata oltre.
Invece mi trovo a chiacchierare piacevolmente. Mi parla dei luoghi che ha visitato, hanno girato il mondo in lungo ed in largo in tour, ma spesso si fermano per il tempo strettamente necessario al concerto e non riescono a visitare i dintorni nemmeno un po'. Mi ascolta con interesse mentre gli racconto di un mio pazzo viaggio in auto per visitare la Spagna, quando avevo 20 anni.
-Barcellona è rimasta nel mio cuore. Se dovessi trasferirmi all'estero, sarebbe la mia scelta- affermo.
-Si, è bellissima. Ci sei andata col papà di Matt?-
-No, non lo conoscevo ancora. L'ho conosciuto l'anno dopo. Ci sono andata con tre amiche-
Lui annuisce. Mi chiedo cosa gli abbia raccontato Liam, e se questa domanda è l'inizio di una serie sull'argomento.
-Come l'hai conosciuto?-
-C'è una base militare americana nella mia città. L'ho conosciuto in un locale, uscendo con degli amici. Lui era fuori in libera uscita-
-Raccontami-
-Perché mi fai queste domande?-
-Mi piace sentire le storie delle persone- dice semplicemente lui, e gli credo. Quindi, mi trovo a raccontargli a cuore aperto i ricordi che ho di Edward, così, serenamente, come se fossimo vecchi amici.
Harry sa ascoltare, ed è un dono di pochi.
Niall si sveglia, ed il momento di intimità finisce. Ad un certo punto una mano mi accarezza la testa e Liam si siede accanto a me. Mi rilasso immediatamente appoggiandomi a lui. Non mi interessa che ci siano le guardie del corpo, se non interessa a lui. Uno steward porta un carrellino con delle vivande, ma io non ho fame, son troppo scombussolata dal viaggio.
Matt si sveglia, mangia, giochiamo, io cerco di fare in modo che disturbi i ragazzi il meno possibile. Si riaddormenta dopo un paio d'ore. Alla fine, atterriamo ad Osaka.
I ragazzi sbarcano per primi. Dopo una mezz'ora sbarchiamo in tutta discrezione anche io e Matt, recuperiamo i bagagli e ci dirigiamo all'albergo.
Osaka è una metropoli, piena di grattacieli e piena di alberi di ciliegi. Sono incantata a guardare fuori dal finestrino, nel breve tragitto che ci separa dall'albergo. Anche il Giappone, come l'Italia, è una terra antica e piena di storia. Sento che è nato un amore a prima vista per questo Paese.
Entriamo in albergo da un cancello laterale, e scendiamo dall'auto in tutta tranquillità nel parcheggio sotterraneo.
Anche qui non condivido l'appartamento coi ragazzi, sono però sullo stesso piano ed ho una camera davvero spaziosa, con la cucina. Qui la sicurezza ha allentato un po' la corda, perché ritengono che i fan giapponesi siano relativamente tranquilli.
Ora è mattina presto, e stasera c'è la prima data sold out del tour.
L'agenzia mi ha contattata per avvertirmi che serviranno degli esami ematochimici per Singapore, quindi stavolta mi organizzerò in anticipo. Pazzesco, li richiedono nonostante li abbiano appena fatti, e tutto per questioni burocratiche.
L'albergo per grazia divina ha un servizio di babysitting dove parlano l'inglese, e Matt, avendo dormito per gran parte del volo, accetta di buon grado di andare a giocare al piccolo play park. E' davvero un angelo. Io lo adoro, ma sono davvero stanca e frastornata dal jet lag, per cui ho bisogno di un po' di quiete. Non sono abituata a dormire in aereo, per cui per prima cosa ne approfitto per schiacciare un pisolino, impostando la sveglia sul cellulare di qui ad un'ora.
Mi sveglio perché suona il cellulare.
-Pronto..?-
-Oh no, ti ho svegliata-
-Non preoccuparti, Andy. Come stai? Passato il virus?-
-Per fortuna è stato intenso, ma breve. Ti chiamo per dirti che non sono solo i ragazzi a dover fare gli esami del sangue, ma tutti noi, per entrare in Thailandia. Abbiamo un bel margine di tempo, ma per ogni evenienza ti conviene organizzarti, scaglionare le persone ed iniziare.-
-Grazie, Andy. Ora sento se in questo albergo hanno un locale da metterci a disposizione per domattina, già. C' è un limite massimo di tempo entro cui devono essere recenti gli esami? Che tempistiche hanno?-
-Devono essere esami non più vecchi di un mese prima, entriamo in Thailandia tra il 12 ed il 14 marzo, per cui siamo dentro-
-Perfetto. Ti richiamo-
Sono contenta di darmi da fare, a me piace il mio lavoro, e un po' mi manca.
Contatto la reception e mi faccio mettere a disposizione l'infermeria domattina dalle dieci alle undici. Contatto l'agenzia, che mi gira la lista delle persone che dovranno essere sottoposte al prelievo e la lista di esami che devono fare.
Mi informo poi su dove sia il mio materiale, e vado di persona a controllare di avere tutto e che tutto sia integro, predisponendo le provette e le etichette.
Avverto il laboratorio analisi di riferimento della spedizione che farò domani, e prendo accordi su come farmi pervenire le risposte, accertandomi che accettino tutti gli esami richiesti.
Quando mi sembra di aver pensato a tutto, chiamo Andy, ma mi risponde Liam.
-Ehi! Ciao-
-Ciao Liam. Ho sbagliato numero?-
-No tesoro, ho preso il telefono ad Andy-
-Ah, ok. Come va il soud check?-
-Solito casino, ma va bene. Questo posto è fantastico. Vieni nel backstage stasera?-
Esito, e lui tenta di convincermi: -Sarà magico. Non sarà come quello di Perth, sarà una cosa più tranquilla. E poi mi farebbe piacere se tu ci fossi.-
Ok. Detta così, come posso rifiutare?
-Lascia solo che senta Jules per Matt, stavolta vengo da sola- accetto.
-Bene. Sono felice. A dopo, allora.Ti passo Andy-
Non ricordo nemmeno più cosa dovevo chiedergli.. ah sì, per domattina. Liam mi spiazza, ho perso la concentrazione.
Prendo accordi con Andy, che si incarica di contattare le prime dieci persone per domattina, e poi mi chiede a bruciapelo:
- Cosa state combinando tu e Payne?-
-Niente. Siamo solo amici-
-Non direi. E' pericolosissimo il gioco che stai conducendo. Mi stai simpatica, per cui voglio darti un consiglio: non combinare casini, Luna. Non hanno bisogno di pubblicità negativa, né di altro stress. Sono in tour e devono dare la priorità al lavoro, se vogliono continuare ad essere quello che sono. Già tra poco scoppierà una bufera, temo; ci manca solo che Liam perda la concentrazione o perda la testa perché tu fai la difficile. Non ti offendere se quello che adesso ti dirò ti sembra duro: se vuole portarti a letto e tu sei d'accordo, fallo senza far pubblicità alla cosa e soprattutto senza creargli tensioni deleterie. Vedi anche tu che ritmi devono tenere, e non possono permettersi distrazioni inutili. Spero non ti sia offesa, siamo tra adulti, penso che tu possa accettare un consiglio sincero-
Sbam, mi ha colpita ed affondata.
-Ehm.. grazie?- balbetto io, incerta su come rispondergli. Dovevo immaginarmi una cosa del genere. Le guardie del corpo vivono con loro 24 ore su 24 da anni. Ovvio che abbia messo le mani avanti per prevenire polemiche e tensioni. Per non parlare dell'agenzia, non so come prenderebbero questa storia se andasse avanti. Comunque, non so nemmeno cosa voglia Liam o cosa voglio io; terrò presente questo discorsi di Andy se dovessi trovarmi nella condizione di doverci pensare. Stop. Archiviato.
-Ora devo andare. Ti mando una macchina alle sei, ok?-
-Ok Andy. A dopo-
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