CAPITOLO VENTISEI
(PATRIZIA)
Stasera quello stupido mi ha detto chiaramente che ci tiene che vado a vederlo a calcetto.
Ho accetto perché, poi, sono sicura che faremmo sesso. Io amo fare sesso e non mi vergogno affatto di ammetterlo. A volte mi chiedo come faccia quella sfigata di Assunta ad non averlo mai fatto. Se andrà avanti così, la faranno santa e forse per lei, sarà un grande onore.
Do un'ultima passata di rossetto rosso sulle labbra ed ecco qui: sono pronta.
Ora non mi rimane altro che aspettare quello svitato sotto casa e immagino che non sia a mani volte. Mi avrà regalato il braccialetto di Tiffany che ho sempre desiderato. Con gli uomini è facile ottenere tutto quello che vuoi: bastano due moine, due paroline dolci, qualche sega e il gioco è fatto. Non è colpa mia se gli uomini sono così tonti!
Eccolo lì.
Mi sta guardando con quella aria sdolcinata che io odio da morire.
«Ciao amore» mi saluta, per poi baciarmi.
Che schifo, non sa nemmeno baciare. Mi lascia un sacco di saliva e non è neanche così sensuale come dice. Secondo me non farebbe eccitare neanche uno zombie.
Tanto, il mio solo scopo è il sesso.
Saliamo in macchina e lui mi fissa, sorridendomi come un ebete.
Quanto mi da fastidio!
«Sei bellissima stasera» commenta, mangiandomi con gli occhi.
«Grazie mille...» replico, accendendomi una sigaretta.
Non è il ragazzo che fa al mio caso, ma neanche quelli che ho avuto in passato. Solo Marco è quello giusto, ma peccato che continua a sprecare tempo con quella stronza. In fondo, devo ringraziarla: mi ha fatto fare esperienza di sesso con un uomo più grande di me e devo dire che è stato eccitante.
Peccato sia finita, ma cazzi suoi. Non sa che cosa si è perso.
«Sono contento che vieni a vedermi stasera...» bisbiglia lo sfigato.
Io gli sorrido, fingendomi interessata a ciò che dice. In realtà, non vedo l'ora che facciamo il tutto, così si leva dalle palle.
Avvia il motore della macchina e ci dirigiamo al campo sportivo.
«Che hai fatto oggi?» mi chiede lo sfigato.
«Niente...» ribatto annoiata.
«Io, invece, ti ho pensata»
Che sdolcinato. Potrebbe essere proprio il tipo ideale di Assunta.
Spero tanto che si lascia con Marco, così sarà mio. La verità è che ho una cotta per Marco da quasi tre anni, ma lui non ci hai mai fatto tanto caso perché era sempre concentrato con le ragazze sbagliate.
Da piccoli, ci siamo dati il nostro primo bacio, però non so se vale e verso i quindici anni, abbiamo fatto sesso per la prima volta. Non volevamo più sentire il peso della nostra verginità ed è stato in quel momento che ho iniziato ad amarlo.
Siamo amici, sì, ma io sono innamorata di lui.
Il motivo di cui vado a letto con tantissimi ragazzi? Per attirare la sua attenzione. A volte ha funzionato, altre volte è stato un fiasco perché pensava a quella stronza di Assunta.
Giuro, non la sopporto più.
«Amore, ci sei?» mi interrompe lo sfigato.
Io annuisco, ma in realtà mi sono già rotta le palle.
Quando arriviamo al campo sportivo, vado a sedermi in tribuna.
Cazzo, fa ancora freddissimo.
Ma com'è possibile, visto che tra poco è primavera?
Non faccio altro che pensare a Marco. Chissà come sta e cosa sta facendo di bello.
Mi penserà?
Quasi, quasi gli mando un messaggio su Whatsapp.
"Ciao Marchino :)"
"Hey Patry..."
"Tutto ok?"
"Sì, dai. A parte questa gamba che mi sta facendo dannare."
"Ti sento preoccupato..."
"Un po' sì. Ho notato che Assunta è distante da me e non so perché, ho la sensazione che abbia un altro"
Non capisco come faccia perdere tempo con quella sfigata. Sono sempre più convinta che sono io la ragazza giusta per Marco. Piaccio ai suoi zii, sono bella, ci so fare a letto e soprattutto, io non ascolto quello stupido rapper analfabeta di cui quella deficiente ne va pazza.
"Vuoi che domani ci vediamo?" provo a chiedere a Marco.
"Va bene. Ora ti lascio, buonanotte tesoro."
Faccio un piccolo salto di gioia. Mi chiamato "tesoro" e non posso crederci.
Marco, ma non ti rendi conto che potrei essere quella giusta per te?
"Notte Marchino" rispondo, a malincuore, al ultimo messaggio.
Metto via il cellulare e mi accendo una sigaretta. Mi guardo intorno, finché non mi rendo conto che stanno entrando le due squadre. C'è anche lo sfigato, ovviamente. Sta sorridendo come un ebete e vedo che mi sta cercando con lo sguardo.
Appena il suo sguardo s'incrocia con il mio, lui agita la mano per salutarmi e io ricambio con una grandissima falsità.
Perché mi trovo qua? Non me ne frega un cazzo di questa partita di calcetto!
Un ragazzo che si avvicina in tribuna attira la mia attenzione.Immagino che sia qui per salutare la sua ragazza.
Che roba da sdolcinati, anche se ammetto che non mi dispiacerebbe se lo farebbe Marco con me.
Ed ecco che vedo spuntare la ragazza. Mi sembra di conoscerla. Spero che non sia quello che penso.
È Assunta! Cosa ci fa qui quella stronza? Anziché stare vicino a Marco, se ne va in giro a fargli le corna. L'ho sempre saputo che è una sgualdrina!
Si stanno baciando e io prendo, in fretta e furia, il cellulare per fargli una foto, come prova schiacciante che Assunta tradisce Marco.
Mi dispiace, cara, ma ora sei in guai molto seri.
Ti faccio vedere io di cosa sono capace! Domani Marco vedrà tutto questo, dopo di che, saranno cazzi tuoi!
Il ragazzo torna in campo e lei lo ammira con un'aria dolce.
La partita è iniziata e io sono pronta ad annoiarmi a morte. Speriamo che finisca presto!
(ASSUNTA)
Faccio il tifo per la squadra di Max che sta vincendo. A dire la verità, non seguo neanche così tanto la partita, mi incanto a vedere Max in campo.È bellissimo persino in tenuta sportiva.
Più lo guardo, più me ne innamoro.
In questi giorni abbiamo passato molto tempo insieme, accompagnandomi in ospedale da mia madre che, purtroppo, non è per niente migliorata.
Menomale che Max mi sostiene sempre e comunque. C'è la pausa del primo tempo e Max si avvicina a me, nonostante c'è la rete del campo a separarci.
«Come sono andato?» mi domanda, avendo il fiatone ed essendo sudato.
Sei bellissimo anche così, credimi...
«Bene, dai» rispondo con un timido sorriso.
«Sai, sono proprio contento che sei venuto a vedermi...»
«E io sono contenta che mi sei vicino...»«Ti amo, Assunta»
«Ti amo, Max»
Ci diamo un piccolo bacio a stampo attraverso il buco della rete e poi ritorna in campo a giocare la seconda parte.
Continuo a non credere che lui sia mio. Nessuno mi aveva mai trattato così bene come fa Max. Oramai ho deciso: domani parlerò con Marco, dicendogli che non ci più niente tra noi.
Mi dispiace, ma io merito di meglio.
La partita, poi, si conclude con la vittoria della squadra di Max.
Dopo la partita ci dirigiamo a casa sua. Non ci sono i suoi genitori e nemmeno i miei a casa mia, tanto vale unire le nostre solitudini.
Nel mentre, mi racconta che ha fatto un goal dedicandolo a me. Che pazzo che è, ma io lo amo lo stesso.
Appena arriviamo a casa sua, Max va a farsi una doccia ed è inutile che nascondere che ho una grande voglia di vederlo nudo.
Infatti, riesco a spiarlo tramite la serratura. Mi piace sempre di più.
Senza dirgli niente, mi spoglio completamente e lo raggiungo in bagno. Appena mi vede, noto che si eccita e iniziamo a baciarci.
Si direbbe che ha gradito la mia improvvisazione...
L'acqua scende a dirotto, mentre il piacere aumenta a dismisura e ci ritroviamo a fare l'amore.
Avevo sentito dire che fare l'amore sotto la doccia è così romantico. Ora ci credo e lo rifarei numerose volte.
Finisce qui la nostra giornata con tantissime coccole e mi addormento quasi subito tra le sue braccia, sentendo il suo cuore che batte forte.Ho sempre desiderato questo tipo di amore sin da bambina e credevo che esistesse solo nelle favole. Invece mi sbagliavo e non si tratta di fortuna, basta saper cercare con le miglior sensazioni. Se lo si trova e ti fa sorridere sempre, nonostante tutto, fidati: è quello giusto.
Non voglio permettere a niente e a nessuno di perdere questo dono speciale che la vita mi ha regalato.
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