•college•
"Amore...sveglia" la svegliò dolcemente la madre.
Mugugnò qualcosa che capì solamente lei e si alzò dal letto.
Il pavimento freddo la fece rabbrividire, e dovette accucciarsi sotto al letto per recuperare le ciabatte che aveva 'tirato' la sera prima lì.
"Domani parti" disse eccitata la madre, ma allo stesso tempo triste, voleva che la figlia inseguisse il suo sogno di avere un 'futuro perfetto', ma le sarebbe mancata la sua presenza.
"Già, mi mancherai" ammise abbracciando la madre, la quale tiró sù con il naso pur di non piangere.
Andò verso la cucina dove il padre era immerso nella lettura di un articolo di politica.
Lui era un avvocato e la madre invece la casalinga, non erano ricchi, ma nemmeno poveri.
" 'Giorno" disse sbadigliando la ragazza
"Buongiorno tesoro" rispose l'uomo alzando la testa dal giornale per poi riabbassarla.
Si diresse verso la dispenza da dove prese il suo pacco di biscotti preferiti, e dal frigo il latte.
"Le valige sono pronte?" le chiese il padre poggiando il giornale ripiegato sul tavolo.
"Sì" disse portando alla bocca un altro biscotto.
Si alzò e poggiò la tazza nel lavabo, per poi dirigersi verso il bagno e dopo essersi lavata, scelse i vestiti: jeans, maglione nero, stivaletti con un po' di tacco, e poi prese il suo giubbotto nero, faceva ancora freddo lì a Seattle, era soltanto novembre e quindi era ovvio che facesse freddo.
Dopo aver salutato i suoi genitori si diresse verso il bar dove lei e la sua amica ogni mattina si incontravano, era troppo entusiasta, ma le sarebbe dispiaciuto lasciare la madre e il padre.
Arrivata a scuola si diresse verso la sua amica Copeland.
Loro sono l'opposto, infatti era strano che fossero così legate.
Copeland era una ragazza abbastanza particolare, a partire dai gusti musicali per finire con il suo modo di vestire.
Sarebbe andata anche lei al college con Abigail.
"Ehi nana" la salutó l'amica, Abigail in effetti non era 1.80 m, ma non era nemmeno una gnoma, 1.70m andava bene per lei.
"Ehi spilungona!" la prese in giro.
"Pronta per domani?" le domandò Copeland che si è seduta sul muretto.
"Sì, te?" le chiese anche lei sedendosi sul muretto.
L'amica annuì e dopo aver scambiato due parole decisero di entrare nel bar.
.....
"Abigail sveglia, o perderai il treno" la scosse la madre, la ragazza si alzò svogliatamente dal letto e corse in bagno.
Quando era emozionata per qualcosa non faceva mai colazione.
"Mi mancherà la mia bambina" disse malinconico il marito alla moglie
"Non è più una bambina, tesoro" lo corresse lei.
"Già" disse e subito dopo scese la figlia pronta per il viaggio.
"Fai buon viaggio, e mi raccomando" disse la madre stringendo i due in un caloroso abbraccio
"Okay, ciao mamma ciao papà" li salutó prima di dirigersi a piedi alla stanzione, non era tanto lontanada casa loro.
Salí sul treno e si andò a sedere accanto all'amica, per tutto il viaggio o lesse o ascoltò la musica o dormì.
Venne svegliata dall'amica che le scosse la spalla .
"Siamo arrivati" disse Copeland prima di alzarsi, lei annuí e imitò il suo gesto.
Appena scese chiamarono un taxi che le portò davanti al college.
"Wow" disse stupita, l'istituto era veramente grande e probabilmente lo era anche dentro.
"Andiamo in segreteria" disse Copeland prendendola per un braccio facendola quasi cadere sulle sue valige.
Non trovandola furono costrette a domandare a qualcuno.
Per i corridoi non c'era nessuno, poichè era l'orario delle lezioni, mi correggo non c'era quasi nessuno.
"Chiediamo a lui" disse l'amica trascinandola dal ragazzo che stava messaggiando al telefono.
"Scusa, sai dirci dov'é la segreteria?" chiese Copeland, il ragazzo alzò lo sguardo dal telefono e squadrò l'amica da capo a piedi mordendosi il labbro.
"Certo, vi accompagno" disse spostando lo sguardo sui due visi delle due amiche.
"Ah -si fermò girandosi- comunque io sono..."
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hi guys!❤️
questa è una nuova storia, l'altra l'ho eliminata perchè non mi piaceva...
lasciate un commento o like se vi piace❤️✌🏻️
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