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Nota autore:

Ok, inanziititto mi scuso se non aggiorno spesso come prima ma sto lavorando come un mulo e nel vero senso della parola. Ma nonostante tutto troverò sempre del tempo per voi buona lettura al prossimo aggiornamento. E se ci sono degli errori abbiate compassione non mi reggo in piedi per la stanchezza.

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finalmente raggiungemmo il famoso albero della morte, lo osservai estasiata, è immenso, con petali piccoli simile ad un albero di ciliegio, con l'unica differenza che brillavano così intensamente da illuminare l'intera area come se fosse appena sorta l'alba, solo in quel pezzo di terreno.

Intorno ad esso però, vi erano molti divoratori, e vedendoli alla luce del giorno, per così dire, iniziai a tremare come una foglia, erano più simile a scheletri ma completamente neri, con zanne ed occhi rossi che si muovevano come automi intorno all'albero, per quanti vi erano, il terreno rossastro non si vedeva neanche.

Anche Serana deglutì rumorosamente a quella vista, per non parlare il volto turbato di Enogard. L'albero è ad un solo metro di distanza, ma raggiungerlo sarebbe stata una vera è propria impresa.

«Prima di avanzare, Serana deve controllare fin dove arrivino i suoi poteri, così potrò venire insieme a te.»i disse all'improvviso Enogard.

Serana annui, chiuse gli occhi portando le mani in avanti, dopo di ciò lanciò un sfera di luce da colpire molti divoratori davanti a noi, subito dopo che il lampo di luce cesso i Divoratori colpiti si trasformarono in anime, si guardarono a torno spaesate ed in un primo momento fu uno scenario bellissimo, fino a quanto i Divoratori restanti non si avventarono su di loro facendoli a pezzi. Dai resti smembra delle anime purificate, crebbero degli altri simili a quelli della foresta in cui eravamo un secondo fa, e dopo di ciò mi fu tutto chiaro, non erano semplici alberi, ma persone.

«Enogard non funziona, che facciamo ora.» chiese Serana preoccupata. Enogard si fregò il mento, per poi rispondere seriamente: «Purtroppo non abbiamo altra scelta, Serana tu continua a Lanciare sfere di luce sempre, in modo tale che noi possiamo passare cogliere il fiore e tornare indietro.»

«Ma quelle anime andranno perdute, non ci sarà più nessuna speranza di reincarnazione o di redimersi per loro peccati.» Disse Serana più sconvolta di prima.

«Hai un altra idea?» La rimproverò Enogard.

«No.» disse Serana con tono sconfitto, abbassando lo sguardo.

«Perfetto dunque, allora fa come ti ho detto senza obbiettare.» disse in fine Enogard per poi trascinarmi per un braccio ed iniziare a correre.

I Divoratori appena ci videro scattarono subito verso la nostra direzione, ma ogni loro tentativo di attaccarci fu fermato da Serana, che lanciava palle di luce una dietro l'altra verso la nostra direzione, distraendo così i Divoratori restanti. Più correvamo verso l'albero è più quella pianura si trasformava via via in una foresta circondata da alberi morti e secchi, le urla delle anime purificate che venivano mangiate vive era straziante, in mezzo a loro vi era anche bambini e la mia determinazione si faceva via via più assente. Volevo sapere il mondo è stare tranquillamente con Tim, ma a quale prezzo? Delle vite o in questo caso anime ci stavano comunque rimettendo. 

I miei pensieri furono interrotti da un dolore fortissimo al petto, era come se qualcosa dentro di me mi stesse squarciando in due per venire fuori. Enogard notando il mio stato sembrò preoccuparsi, si avvicinò a me per sorreggermi le spalle visto che iniziavo a fare fatica persino a camminare.

«Victoria, no. Resisti fallo per il tuo Tim, se ti lasci andare non lo rivedrai mai più» mi disse Enogard con tono autoritario, proprio come se  mi stesse impartendo un ordine.

«Cosa mi sta succedendo?» chiesi a fatica per via del dolore.

«cosa le sta succedendo?» chiese Serana alzando la voce per farsi sentire.

«Si sta trasformando in un Divoratore, l'albero deve aver amplificato la trasformazione.» spiegò Enogard.

In me salì il panico, stavo davvero diventando come quegli esseri senza coscienza? No non voglio, ho una missione da compiere ed o promesso a Tim che sarei tornata. Stavo portando con tutta me stessa, davvero, ma il mio braccio inizio a cambiare colore stava diventando nero. «Enogar prendi il fiore scelto.»

«Ma…» provò a contradirmi ma lo fermai immediatamente con un gesto della mano, continuando con tono autoritario:

«Non torno indietro senza il fiore.» Enogard si fece strada verso l'albero mentre Serana tentava di coprire sia me che lui, incapace di muovere un qualsiasi muscolo. Il dolore mi attanagliava nonostante non fossi nel mio corpo, strinsi i denti cercando di trattenere le urla di dolore ma dopo tanto resistere divenne insopportabile lasciandomi uscire urla che riecheggiavano nell'aria come un eco straziante. Il mio braccio diventava sempre più nero, fino a quando Enogard non tornò da me e prendendomi in spalla come un sacco di patate scappò verso Serana.

Una volta che ci fummo allontanati dall'albero, Enogard mi diede il fiore. Lo strinsi forte nel palmo della mia mano e ringraziandoti iniziai a perdere sempre di più conoscenza, non so se stavo tornando nel mio corpo o stavo diventando un Divoratore ma in tal caso dissi loro di portare il fiore al mio posto a Tim.

*******

Riaprì gli occhi a fatica, mi sentivo così stanca nemmeno avessi fatto una maratona di mille chilometri, avevo il fiatone ed ero completamente sudata. Mi voltai con lo sguardo per cercare Tim, e lo ritrovai al mio fianco mentre mi stringeva la mano con espressione preoccupata, ma subito dopo incrociando il mio sguardo sul suo volto apparve un ampio sorriso carico di gioia.

«Finalmente, ero preoccupato è ti o svegliato urlavi e ti contorcevi dal dolore, cos'è successo?»

Gli sorrisi debolmente, e aprendo il mio palmo destro gli mostrai il fiore luccicante, siccome era notte egli irradiò la casetta sull'albero di una luce rosa ed intensa nonostante fosse solo un singolo fiore. Appena mi ripresi un poco le forze raccontai a Tim la mia esperienza nel limbo, soprattutto di Serana ed Enogard che mi aiutarono nell'impresa evitando ovviamente il fatto che stavo per trasformarmi in un Divoratore, dallo sguardo era già visibilmente pallido per lo spavento ed è la Morte, figuriamoci se gli dicevo che ancora un po' e non sarei tornata mai più. In questo momento non mi sembrava il caso di dare maggiori preoccupazioni non ora che avevamo appena iniziato la nostra missione.

«Te l'avevo detto che dovevano passare sul nostro cadavere per separaci» dissi sorridendo.

Tim mi sorrise e dandomi un dolce bacio sulla fronte mi rispose dolcemente: «Ora riposa.» detto ciò mi rimboccò le coperte e mi lasciò riposare dicendomi che aveva Delle faccende da sbrigare.

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*Dal punto di vista di Tim*

Una cosa avevo capito da questo avvenimento, non potevo e non volevo accettare la morte di Victoria. Me ne andai nel parco e provai a cancellare il suo nome più e più volte ma riappariva sempre, le lacrime presero il sopravvento ero terrorizzato ogni volta che leggevo la data.  Infine ormai con la mano dolorante mi accasciai al suolo disperato, non avevo mai pianto così tanto in vita mia per nessuno ed ora eccomi qui a versare lacrime per un umana. Tra tre giorni l'avrei presa per sempre, io sulla terra e lei nell'aldilà, non volevo dirle addio ma solo su una cosa non mi era concesso metterci mano, ovvero cambiare la data della morte delle persone.

«Te l'avevo detto di allontanarti da lei, guardati sei diventato uno straccio.»  mi disse all'improvviso una voce alle mie spalle.

Mi voltai di scatto, e vidi Peste davanti a me è nonostante cercasse di sembrare incurante si vedeva lontano un miglio che era preoccupato tanto quanto me, tra soli tre giorni lei sarebbe morta, e nonostante tutti gli sforzi della madre per fare quell'operazione lei non sarebbe mai arrivata in tempo. Mi sentì morire, stavo per perderla per sempre perché non potevo raggiungerla nell'aldilà né da nessuna parte….











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