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22

Ero in cucina a sentire il telegiornale, ultimamente tutto il bestiame del mondo moriva senza alcuna spiegazione, il giorno prima era in salute il giorno seguente venivano ritrovati come se non mangiavano da mesi.

In più, il bestiame che si salvò si risultò molto nocivo, difatti chi mangiò la loro carne sviluppò una strana malattia, che gli uccideva in cinque giorni, anche se non era un numero affidabile al cento per cento perché come potevano morire prima, accadeva che morivano anche più tardi, dipendeva da persona a persona.

Tutto questo alto tasso di mortalità portò talmente tanto lavoro a Tim che ormai ci vedevamo di rado ed io ero sempre più in compagnia con il suo stupido corvo.

Avevo la brutta sensazione che tutto questo trambusto era causato da loro, ovvero Guerra e peste. Credo che anche Fame si era messo in mezzo e questo spiegava gli animali denutriti, ma non avevo prove certe.

«Jò cosa possiamo fare. Muoiono sempre più persone è la colpa è solo mia, ma non posso farci niente se mi sono innamorata di Tim.» gli dissi in preda al panico.

Adesso non causavo problemi solo alle persone che amavo, ma anche al resto del mondo, mi sentivo uno schifo, perché il nostro amore era tanto sbagliato? Come può essere negativa una cosa tanto bella? Davvero non riuscivo a capire.  All'improvviso fui distratta dal suono del citofono, chi era a quest'ora? Sì, erano solo le nove di mattina, ma di solito nessuno veniva a trovarmi. Strano.

Quando aprì la porta mi congelai sul posto nel vedere Peste davanti a me con le mani in tasca e lo sguardo basso. Lui era l'ultima persona al mondo che avrei voluto vedere, e poi dubito che la sua sia solamente una vista di cortesia.

«Vichi!»

«Victoria prego. Solo gli amici e le persone speciali posso chiamarmi così.» precisai acida. Tanto se non lo facevo io lo avrebbe fatto Tim e non sarebbe stato così gentile come lo sono stata io.

«Dobbiamo parlare, sei in pericolo.» mi rispose sempre a capo chino.

«Ma davvero, e perché dovrei crederti? Se non ricordo male sono stata violentata a causa tua e non pensare che siccome sono buona lasci passare questa cosa. Quello che hai fatto è imperdonabile.» gli risposi infastidita.

«Posso entrare? E davvero importante.» mi chiese incrociando finalmente il mio sguardo. Ma un mio "No" secco gli fece abbassare nuovamente lo sguardo, e prosegui dicendomi:

«Vichi…» lo fermai immediatamente ripetendogli ancora una volta : «Victoria prego.» lui sbuffò sconsolato, proseguendo:

«Non pretendo il tuo perdono, e non mi azzardo minimamente a chiederlo, so che non lo merito, ma devi credermi quando ti dico che non voglio che ti facciano del male. Guerra e Fame si sono uniti per ucciderti, quella pazza vuole far scoppiare una terza guerra mondiale in modo tale da tener occupato Morte e poterti uccidere una volta per tutte. La prima volta l'ascoltai, nonostante sapessi fin dall'inizio che seguendola mi avrebbe allonato da te, ma non voglio fare lo stesso errore.» mi racconto con tono afflitto.

Primo, noi due non siamo mai e specifico mai, stati uniti da chi sa quale sentimento o amicizia. Ero semplicemente gentile, ma lo sono con chi unque o perlomeno con chi non mi feriva così profondamente. Secondo, se volevano uccidermi che si facessero sotto, non avevo paura di loro, ero pronta a combattere per l'amore di Tim, nessuno mi avrebbe portato via da lui.

«Victoria per l'amor del cielo cerca di ragionare. Apprezzo davvero la tua tenacia, ma ora sei decisamente fuori controllo, sei solo un'umana cosa mai potresti mai fare contro un Cavaliere dell'Apocalisse? Anzi contro due!» Mi rimprovero Peste avendo sentito i miei pensieri. E questo mi fece infuriare più di quanto già non fossi, doveva stare fuori dalla mia testa.

«Ti ringrazio per essere venuto ad avvertirmi, ma ora puoi pure andartene. Grazie» dissi ciò chiudendogli malamente porta in faccia.

Davanti a lui avevo retto il teatrino della ragazza forte, ma ora che i miei dubbi erano stati confermati, in me crebbe una paura smisurata. Mi chiusi dentro la stanza, rannicchiandomi in un angolo in posizione fetale.

Avevo paura e tutte quelle morti di massa tenevano Tim lontano da me, era quello il loro piano. Lui rimane pur sempre la morte, quindi non può non andare a fare il suo lavoro, ne è obbligato. Ma allora cosa potevo fare? Come potevo far finire tutto questo? E se mia madre ne rimarrebbe coinvolta? Essendo una persona che amo con molta probabilità la avrebbero presa di mira e questo non potevo permetterlo, dovevo fuggire di casa e scappare il più lontano possibile. Ma i problemi sono due, primo sono minorenne e senza un soldo e senza aiuto dubito che sarei arrivata molto lontano e secondo, sono malata se svenissi di nuovo da sola in mezzo alla strada chi mai mi avrebbe soccorsa prima che tirassi le cuoia?  Un altra soluzione era nel rinunciare una volta per tutte a Tim, ma era come se mi chiedessero di far ameno dell'ossigeno, anche volendo non ci sarei riuscita.

Dovevo farmi forza, ci sarà pur un modo per uccidere un cavaliere dell'Apocalisse giusto? Sì sono immortali ma dovranno pur avere un punto debole…

Mi alzai di scatto asciugandomi le lacrime, ed andai nell'unico posto dove poteva darmi delle risposte, la vecchia biblioteca. C'erano un sacco di manoscritti, alcuni di essi provenivano anche dalla chiesa.

«Bene Jò se tu sei con me non correrò alcun rischio. Andiamo!» dissi decisa al pennuto. Anche se un animale Tim poteva ugualmente sentirmi e vedermi per questo mi sentivo così al sicuro con lui.

*********

Arrivata in biblioteca dovetti cercare un po', ma alla fine dopo svariati minuti trovai in libro che parlava di loro, lo aprì ed iniziai a leggerlo:

"Guerra, Carestia, Pestilenza, Morte. Essi sono 4 Cavalieri dell'Apocalisse, potentissime entità liberatesi dall'inferno dopo il rilascio di Lucifero dalla sua gabbia. Le radici della loro origine sono sconosciute, ma e noto che tutti e 4 risalgono all'alba dei tempi, e probabilmente, prima della venuta stessa di Dio. Sebbene essi siano creature portatrici di distruzione, non sono schierati in senso tradizionale con alcuna fazione soprannaturale. Ogni cavaliere infatti, è fedele in ultima analisi solo agli altri suoi fratelli cavalieri, dimostrando sentimenti quali rabbia e frustrazione nel caso di sconfitta di uno di loro."

L'ultima riga mi chiarì sul perché gli altri cavalieri c'è l'avessero così tanto con me, si non avevo sconfitto Morte, ma nonostante questo anche lui si era innamorato di me, e pur di proteggermi si era messo contro i suoi stessi fratelli. Avevo rotto il loro legame che gli univa, ma ancora rimanevo allo oscuro sul come uccidergli, così prosegui nella lettera:

"Sebbene la loro forma fisica possa essere danneggiata o distrutta, il cavaliere in se non può essere ucciso. Questo poiché Morte, Guerra, Fame e Pestilenza sono sempre esistite nell'universo, ed esisteranno sempre. Così come i cavalieri."

Un minuto... Alla festa di fine anno mi chiesi del perché Tim non avesse preso prima un corpo in prestito come Pestilenza. Ma adesso mi era tutto più chiaro, in quella forma potevano essere feriti ecco perché, dunque provano dolore ed erano più vulnerabili, e per proteggermi Tim non l'aveva mai fatto. Mentre Peste e Guerra, loro erano ancora nei corpi di Federica e Jeremy. Ma anche se gli uccidevo quando erano nei loro corpi, sarebbero comunque sopravvissuti assumendo nuovamente le loro vere forme… tutto questo mi fece salire il mal di testa bestiale, eppure sentivo che ci ero quasi nel scoprire come sconfiggerli, ero sicura che i corpi che avevano preso in prestito erano un tassello fondamentale, ma sul come ancora non ci arrivo. Così continuai a leggere finché non incappai in un pezzo alquanto particolare:

"Un antico rituale è in grado di intrappolare i cavalieri dell'Apocalisse, rendendoli obbligati ad obbedire a qualunque richiesta fattagli da chi lo ha intrappolato. Egli non potranno rompere l'incantesimo, né tantomeno disobbedire."

Strappai la pagina interessata senza farmi vedere dalla bibliotecaria. Questo risolveva tutto, dunque avrei potuto usare quei corpi come dei contenitori per intrappolarli, e di conseguenza dovevano per forza ubbidire hai miei ordini. Adesso capì il tassello mancante che mi mancava, come pensavo i corpi erano il loro punto debole.

Ora non mi rimaneva che scoprire come si faceva il rituale, perché con molta probabilità non sarà così semplice da praticare.  E sapevo benissimo a chi rivolgermi per scoprirlo.

*******

Prima che potessi finalmente rivedere Tim passarono tre giorni e nonostante volessi approfittare di questo momento per starmene cinque minuti con lui in santa pace, sapevo benissimo che non potevo, le morti aumentavano: chi per malattia, chi per fame, chi si uccideva fra loro aumentando pericolosamente il tasso di criminalità. Dunque mi affrettai a spiegare il mio piano a Tim.

Gli mostrati il fogli cui accennava al rituale per sigillarli. A fine discorso Tim mi guardò perplesso, anzi, sembrava più spaventato, esclamando:

«Sei pazza? Sai almeno i rischi a cui vai incontro eseguendo i rituali?»

Perché parlava al plurale? Pensavo ne fosse solo uno, ma evidentemente mi sbagliavo. «Se lo sapevo non te lo avrei chiesto non ti pare?» risposi ovvia. Certe volte faceva certe domande...

«Vichi per fare il rituale di sigillazione, ne devi fare prima un altro che è molto più pericoloso.» mi avverti preoccupato.

«Tim, spiegamelo prima che perda la pazienza.» odio quando gira in torno agli argomenti.

Tim sbuffò, e passandosi una mano fra i capelli rispose: «Te lo spiegherò nel modo più semplice possibile. Per sigillare un cavaliere dell'Apocalisse, ti serve innanzitutto un calice, dentro vi dovrai mettere acqua santa, una goccia del sangue della persona che effettuerà l'incantesimo, in questo caso tu ed il fiore della morte.»

«Fiore della morte?» chiesi confusa.

Tim annuì proseguendo: «Si, ed appunto questo il problema. Per procurati il fiore della morte dovrai compiere un altro rituale in modo da andare nell'oblio e coglierlo. Ma è estremamente pericoloso, li si agirano tutte le anime con faccende in sospeso che tenteranno di rubarti il corpo essendo una vivente.»

«E come si fa questo rito? Ma soprattutto come riconoscerò il fiore?» chiesi parlando a macchinetta. Più ascoltavo è più mi sentivo confusa.

«Se la smetti di interrompermi ti spiego tutto.» mi rimproverò prima di proseguire: «Dicevo, il fiore della morte cresce su un albero, e non serve che te lo descriva anche perché è l'unica pianta che vi è. Ma quell'albero non è che altro che un portale fra l'oblio e l'aldilà. Le anime una volta che riescono a risolvere le loro faccende in sospeso si radunano li che dove li condurrà dove devono stare, il problema è che io non posso andare con te, non mi è concesso, né tantomeno raccoglierlo, solo tu puoi e ti puoi scordare che ti faccia andare là da sola.»

Davvero, gli sembrava proprio il momento di essere iperprotettivo? Se non facevamo qualcosa sarebbe scoppiata veramente una terza guerra mondiale, è non ci mancava molto se i suoi fratelli continuavano così. «Tim, dobbiamo fare qualcosa le persone muoiono ogni minuto che passa, per favore, spiegami come raggiungere l'oblio.» lo supplicai.

«Vichi io devo proteggerti, non mandarti in una missione suicida.» mi rispose con tono afflitto. Stavo già per rispondergli quando egli azzittendomi con un gesto della mano mi rispose contrariato: «Vichi, io non ti aiuterò mai in una missione suicida scordatelo.» detto ciò sparì, lasciami sola.

Ma se pensava che avrei rinunciato per un suo semplice no si sbagliava di grosso. Odiavo me stessa per ciò che stavo per fare ma non ebbi altra scelta, dovevo chiedere aiuto a Pestilenza. Prima però dovevo liberarmi di Jò, ma come... ma certo. Andai in bagno lasciando il pennuto fuori, aprì l'acqua della doccia ed uscì dalla finestra.

Questo trucchetto non terrà ingannerà Tim per sempre, ma sperò di illuderlo il tempo necessario per farmi spiegare da Peste come andare nell'oblio.

Provai a casa sua, al parco, persino a scuola e dopo svariate ricerche lo trovai nel cimitero con le mani in tasca. Dal suo atteggiamento sembrava stesse aspettando qualcuno, penso di sapere chi sia, quindi non avevo molto tempo a disposizione andai da lui ed afferrandolo per un braccio lo trascinai in un cespuglio.

«Cosa saresti disposto a fare pur che io ti perdono?» chiesi.

Peste mi guardò sorpreso, esclamando leggermente confuso: «Bhe... ovvio farei di tutto. Ma come mai hai cambiato idea?»

Vidi Peste controllare l'orologio che aveva sul polso e capì che a presto sarebbe venuto, chiunque stesse arrivando, così gli dissi senza entrare troppo nel dettaglio: «Come faccio ad attraversare l'oblio?»

Peste sgranò gli occhi terrorizzato, dicendomi: «Oh no, tutto ma non questo. Se Morte lo scopre mi farà molto male.»

«Tanto sei immortale quindi che ti importa? Se non me lo dici ti odierò per sempre, e davvero ciò che vuoi?» risposi autoritaria. Se è vero che teneva a me mi avrebbe accontentato pur a costo che io lo perdonssi, e poi non aveva gli stessi principi morali di Tim.

«Vichi è pericoloso!» insistette timoroso.

«Parli si o no?» dissi ormai spazientita.

«Per andare nell'oblio devi morire per qualche secondo. C'è un antica pozione che veniva usata nel medioevo per entrare in uno stato di morte apparente. Grazie a quella l'anima si stacca dal corpo e va a finire nell'oblio se hai una faccenda in sospesa, ma c'è il rischio che tu non ti risvegli più se non prendi l'antidoto entro ventiquattr'ore.»

Provai a chiedergli ulteriori informazioni, ad esempio volevo sapere che pianta era e dove trovarla ma Peste guardando l'orologio mi cacciò via, dicendomi di andarmene. Di solito avrei insistito ma sapendo il rischio che correvo preferì andarmene e poi da morta non sarei stata di grande aiuto.

******

Andai nuovamente in biblioteca, ma questa volta decisi di usare Internet per trovare la pianta. Provai a scrivere in vari modi ciò che cercavo ma non ebbi alcun risultato, poi ripensai ad un fatto o per meglio dire ad una storia, Romeo e Giulietta. Giulietta se non ricordo male usò una posizione per cadere in uno stato di morte apparente, così provai a scrivere "Pozione usata da Giulietta" ma a parte la trama della storia non trovai grossi risultati, quando stavo per rinunciarvi il mio occhio ricadde su un link interessante, li vi spiegava tutte le pozioni da Shakespeare e se esistevano veramente, sicuramente vi avrei trovato ciò che mi interessava.

C'erano due piante che forse potevano essere state usate nel racconto, la belladonna e la pianta di giunco.

La belladonna in una piccola quantità di questa pianta, se assunta, conduce alla pazzia, una dose più elevata provoca un sonno di morte ed una quantità eccessiva può uccidere. Decisamente eccessivo, mente i semi del giunco di palude, si riteneva potessero uccidere le pantere e i lupi, ma non gli esseri umani. Forse se uniti insieme si poteva creare la pozione di morte apparente, le due piante erano in un certo senso l'una l'opposto dell'altra, ma solo con i forse non potevo andare avanti, qui c'era in gioco la mia vita, ed anche se mi rimaneva poco tempo da vivere non potevo andarmene prima di avergli sigillati e messo il pianeta Terra al sicuro.

Potevo fare degli esperti su i topi, proprio come si faceva nei laboratori e se l'esito era positivo potevo provare a compiere il rituale...

Ma una chiamata distrasse i miei pensieri, quando lessi il nome sul display rabbrividì. L'acqua, la doccia o mio Dio me ne ero totalmente scordata... mi voltai verso la finestra e vidi Jò appollaiato su un ramo intento a fissarmi, cavolo era spacciata tra mia madre è Tim che aveva sicuramente capito cosa stavo facendo ero spacciata.... Che Dio mi aiuti.


























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