14
*Dal punto di vista di Tim"
*Qualche ora prima*
Era mattina e Vichi era ancora a scuola. Di solito andavo con lei ma non oggi, come ha potuto dire a sua madre che andava al ballo con Peste? Non lo capisco, non lo tollero. C'erano migliaia di ragazzi e doveva scegliere proprio lui? Mi fermai sul posto scioccato da quello che avevo pensato, la verità è che ero arrabbiato più con me stesso che con lei. Non volevo che nessuno la toccava al di fuori di me, la mia gelosia divenne talmente morbosa che stavo impazzendo io stesso. Dopo la scuola devo andare a parlarle per scusarmi, le ho urlato e me la sono presa con lei, ma la verità è che sono invidioso perché vorrei andarci io al ballo con Fiore, vorrei stringerla a me è ballare pure tutta la notte, ma non posso. Ora però, non posso pensare a queste cose, devo trovare Guerra prima che le faccia del male, e la mia priorità.
Camminavo per la città mentre i miei corvi perlustravano l'intera zona, eppure per quanto la cercassi di lei non vi era alcuna traccia. ma non posso scoraggiarmi, devo trovarla a tutti i costi anche a costo di sparire per anni.
******
Ormai si era fatto pomeriggio e grazie a Jò tenevo sott'occhio Vichi, mi stava cercando e per quanto volessi andare da lei ancora non potevo, non prima di trovare Guerra. La sentivo chiamare a squarciagola il mio nome, la sentivo implorare di tornare da lei, ed in quel momento sentì una fitta al cuore. Ogni mia certezza vacillò, stavo quasi per lasciare tutto ed andare da lei quando una voce alle mie spalle attirò la mia attenzione, mi voltai e vidi Peste davanti a me che mi fissava con un ghigno divertito:
«Peste non ho tempo di giocare con te, devo trovare Guerra.» risposi acido. La voglia di spaccare il suo visetto era tanta ma non potevo perdere tempo, avevo una bruttissima sensazione che non mi dava tregua.
«Lo so, ed è per questo che sono qui. Vedi io lo trovata, e se vuoi posso portarti da lei.» mi rispose con il suo solito sorrisetto stampato sulla faccia.
Potevo fidarmi? Il mio istinto mi diceva di no. Pestilenza è sempre stato un cospiratore, e dal sorriso stampato in faccia confermava la mia teoria, aveva qualcosa in mente ne sono sicuro. E pure nonostante volessi rifiutare una parte di me non riusciva a dirlo, se c'era anche una piccola speranza di salvare il mio Fiore perché non tentare?
Forse mi sbagliavo a dubitare di lui, anche perché mi dimostro anche lui che teneva ha Vichi, e venuto persino a casa sua per avvertirla dell'arrivo di Guerra. Feci un grande sospiro, so che stavo commendo un errore ma Vichi veniva prima di ogni cosa, è poi era più evidente che la mia gelosia offuscava il mio giudizio, non mi fidavo di Peste perché avevo paura che me la portasse via, ma forse voleva veramente aiutarla e dovrei almeno dargli una schianz, così gli risposi deciso:
«Portami da lei»
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Pestilenza mi aveva portato al cimitero vicino al quartiere di Vichi, non capisco perché Guerra era venuta in questo posto, se lei era veramente qui con per certo lo avrei saputo fin dal principio, insomma io sono la morte.
«Peste dove diavolo mi stai portando?» chiesi sospettoso.
«Da Guerra no? Te lo avevo detto.» mi rispose ovvio.
Ma qui la storia mi puzzava, c'era qualcosa che non andava, il mio istinto mi diceva di andarmene, ma ora come ora non ne ero tanto sicuro, non sapevo se era veramente il mio istinto o la mia gelosia che mi allarmava. Mi guardai a torno e sembrava tutto tranquillo, vicino alle lapidi vi erano molto fantasmi con conti in sospeso che ovviamente non prestavano la minima attenzione a noi. Quando sono bloccati sulla Terra e come se ognuno di loro vivesse in un mondo tutto loro, non potendo ne vedere né sentire i vivi e questo valeva anche per noi. Il mio compito era quello di porre fine alla loro vita una volta che ne veniva il momento, ma non potevo fare niente per aiutarli, dovevano trovare la loro strada da soli.
Ad un certo punto però la mia attenzione fu catturata da un fantasma che conoscevo bene, Jeremy, era lui. Solo io potevo vederli per mia fortuna, essendo la morte è più che normale infondo. Così con una scusa mi avvicinai a lui, Peste mi guardò sospettoso ma lo sviai dicendogli che c'erano un sacco di fantasmi che urlavano e che mi davano fastidio perciò volevo spostarmi di poco per starmene più tranquillo. Per fortuna se la bevette, anche se rimase sulla difensiva.
Quando mi avvicinai a Jeremy, anche se non poteva vedermi, comunque sia io potevo sentire lui, stava davanti alla tomba del padre di Vichi sussurrando quasi spaventato "Che era tutto programmato" cosa è programmato? Ma soprattutto, cosa c'entra lui con il padre di Fiore?
«Morirà, lei morirà.» sussurrò di nuovo per poi continuare con voce più decisa: «Peste e Guerra li separeranno una volta per tutte. No non può, non deve morire devo scusarmi, io…» non fini la frase che sparì nel nulla, purtroppo lo facevano spesso.
Ma questo mi fece capire in quale grave errore io mi sia cacciato, stava per accadere qualcosa di brutto a Vichi ed io ci ero cascato come un bambino ingenuo. Lui voleva ucciderla e si era alleato con Guerra, ma cosa aveva in mente ora. Usai Jò per controllare Vichi e con mio terrore vidi che era ancora in quel parco da sola, ed il rischio che gli possa accadere qualcosa di brutto si fece sempre più grande. Mi fermai di scatto osservando Peste con uno sguardo che parlava da solo, e poi lui sa leggere il pensiero quindi capì subito che avevo capito tutto.
Non era colpa sua, ma mia, per per via dell'amore che provo per Vichi offuscò il mio giudizio, normalmente in passato non ci sarei mai cascato, ma quando si trattava di lei ero molto vulnerabile.
«Oh maledetti fantasmi, mai una volta che si facciano i fatti loro…» mi rispose Peste in un ghigno divertito, per poi proseguire divertito:
«Vedi abbiamo capito che separarvi non era così semplice come avevamo pensato. Gli abbiamo lanciato segnali, gli abbiamo fatto capire chi sei in realtà, ma niente, lei continua ad amarti nonostante tutto.» mi disse Peste l'ultima parola con un espressione schifata dipinta sul volto
Lei mi ama? Non posso credere di aver sentito ciò che ha appena detto Pestilenza. Lei non può amarmi, non dopo aver saputo che sono la morte, ma è anche vero che in teoria avrebbe dovuto anche aver paura di me e non fu così, anzi si comportò come sempre. Mi scappò una risata amara, lei è sempre stata così, anche con Jeremy, nonostante tutto quello che gli fece, lei ogni volta lo aiutava, e non per amore, ma perché le veniva spontaneo aiutare chi unque fosse in difficoltà.
Mi scusi dai miei pensieri, non era il momento di pensare a queste cose, si mi rendeva felice sapere che i miei sentimenti erano contraccambiati, ma ora dovevo pensare ad andarmene da qui al più presto.
«Se sfiori Vichi con un solo dito io…» fui interrotto da Peste che mi chiese con superbia:
«Tu cosa? Mi implori?» si appoggiò ad una tomba ed infilando le mani in tasca proseguendo con una freddezza che non gli avevo mai visto prima d'ora:
«Hai sempre avuto tutto nel corso della vita, e tra noi quattro sei il più conosciuto. Ora hai anche una favolosa ragazza che stravede per te, che ti ama per come sei, e non lo accetto. Quando Guerra avrà finito lei ti odierà e sarò io a soccorrerla, ma prima devo distruggere il suo affetto per te» mi rispose con un sorriso.
«O mio dio. Peste anche tu ti sei innamorato di lei?» risposi sconcertato.
Peste a quella affermazione mi guardò furibondo ma non rispose perché avevo detto la verità. Pure lui si era innamorato di lei. Dovevo tornare da lei, non so cosa abbiano in mente ma non è nulla di buono, non voglio che mi odi, soprattutto dopo aver saputo che anche lei mi ama. Provai a teletrasportarmi da lei ma prima che potessi farlo Peste si aggrappò a me impedendomi di andare.
«No mio caro tu stai qui ed osserverai tutta la scena insieme a me. Inizialmente i piani di Guerra erano diversi, dovevano stuprarla ed ucciderla mentre io ti tenevo fermo, ma ho cambiato idea. Dopo che l'avranno stuprata io accorerò da lei e mi vedrà come il suo salvatore.»
Stuprarla? Non potevo permetterlo nessuno deve toccarla. Mi liberai dalla sua presa teletrasportandomi da lei, purtroppo anche Peste veni con me sbarrandomi la strada.
Iniziammo una lotta senza uguali e per la rabbia che avevo in corpo assumerti anche le mie vere sembianze, non lo facevo mai se non quando dovevo fare il mio dovere, ma fu più forte di me. Lo volevo vedere strisciare hai miei piedi implorando il mio perdono, che ovviamente non gli avrei concesso, e li lo avrei decapitato con la mia falce.
«Ma guardati sei mostruoso, pensi che ti amerà ancora se ti vedrà così?» mi canzonò peste.
Ma non avevo tempo per rispondergli, quei vermi avevano iniziato a spogliare la mia donna, ed anche se erano sotto l'influenza di Guerra non l'avrebbero passata liscia, gli ucciderò nel modo più brutale che esista.
Vichi urlava il mio nome mentre veniva violentata da quegli esseri disgustosi ed io non potevo andare a salvarla perché Peste mi faceva perdere tempo. Ora basta, persi totalmente la pazienza quando vidi anche il secondo uomo sopra di lei mentre la toccava con le sue luride mani, lanciai una nube nera che avvolse completamente i due uomini per poi sacramentarli lontano da lei.
Per fortuna Vichi sembrava non poter vedere la nube e questo mi rassicurò molto. Così serrando un colpo a Peste lo misi al tappeto una volta per tutte e tornando normale corsi da lei. Era semi nuda distesa sul pavimento con un espressione vuota stampata in faccia, il mio cuore manco di un battito nel vederla così e non potetti far a meno di corrette da lei è dirle in preda al panico.
«Oh mio dio fiore sono qui. Scusami se ci ho messo tanto, scusami non potrò mai perdonarmelo. Ehi fiore guardami»
Ma lei non mi guardò, si voltò solamente verso di Peste che dopo averla coperta e presa in braccio lei sussurrò traumatizzata:
«Perché non sei venuto? Perché mi hai abbandonata»
Mi accasciai al suolo in preda alla disperazione, lei non poteva più vedermi, Peste aveva usato il trauma e l'odio per separarci, non ci posso credere. Lei non mi vede più…no.
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