12
«Peste, chi sta arrivando. Cosa significa, Guerra chi! Che qualcuno mi spieghi per favore.» chiesi confusa.
Non si riferirà mica…
«Impossibile ho sguinzagliato i miei corvi da per tutto per trovarla, se starebbe arrivando lo saprei» urlò Tim.
Corvi, Sguinzagliato... provai ad intromettermi nella conversazione, ma fui ignorata era come se fossi sparita dalla stanza, e visto che la cosa mi riguardava come minimo sarebbe stato carino se avrebbero messo al corrente della situazione.
Peste non fu da meno, si pose davanti a lui spintonandolo ed urlando a sua volta: «Non essere idiota, lei è anche un cavaliere dell'Apocalisse sa benissimo com'è sfuggire dai tuoi stupidi piccioni»
«CORVI?!?» urlò nuovamente Tim.
«Quello che ti pare, ma devi portarla via, sai che la ucciderà» rispose a tono Peste.
Ok, ora non ci stò capendo un bel niente, da quando Pete si preoccupa per me? Fu stato proprio lui il primo a tentare di uccidermi e ci è anche riuscito visto che sono in fin di vita a causa sua. Se vogliamo metterla così.
«Da quanto ti interessa il suo bene? Non essere patetico. E poi a lei ci penso io, tu puoi anche sloggiare.» Urlò nuovamente Tim.
Ok ora basta, sono stufa di tutte queste urla già per via del tumore ho come un chiodo fisso nel cervello, se ci si mettono anche loro di certo non mi facevano stare bene. Così mettendomi fra di loro per separarli chiesi alzando anch'io la voce per farmi finalmente vedere da questi due galli:
«ORA BASTA!» urlai infuriata. Mi voltai verso Tim ed addolcendo il tono di voce gli chiesi: «Tim che sta succedendo? Per favore spiegami per bene e soprattutto non urlate, mi fate stare più male di come già non stia.»
Tim e Peste si scambiarono degli sguardi complici. Tim dopo poco mi fece accomodare sul letto e posando un braccio attorno alle mie spalle mi rispose dolcemente:
«Vedi Fiore, Guerra è la più spietata di noi. Come ben sai non gradiscono la nostra vicinanza, per questo si è intromesso anche Peste. Ma lei, già da come avrai capito dal nome non c'è da fidarsi, infatti è stata lei a causare la prima e la seconda guerra mondiale, e sai per cosa? Perché si annoiava.»
Aspetta, un minuto. Mi sta dicendo che Guerra è venuta qui per uccidermi? Bene, ora si che sono più tranquilla. Ma c'era ancora una cosa che non mi quadrava, così gli chiesi:
«Ed i corvi cosa c'entrano?»
Tim si irrigidì, dall'espressione capì immediatamente che non voleva rispondermi ma se solo osava tenermi allo oscuro di nuovo non glie lo avrei mai perdonato. Peste fece un sorrisetto divertito intromettendosi con tono beffardo:
«Si Tim, diglielo.»
Tim lo fulminò con lo sguardo, cosa sapeva Peste da divertirsi così tanto?
«Ok, se non vuoi dirglielo tu lo farò io.» disse spazientito Peste. Si sedette accanto a me anche lui ma mantenendo leggermente le distanze per via delle occhiatacce omicida di Tim. Dio quando fa così non lo sopporto mi tratta sempre da bambina, quando mi vedrà come una donna?
«Non ti tratta da bambina, semplicemente e geloso marcio di te.» Puntualizzò Peste.
Ah ecco è geloso…. Aspetta, geloso? E come aveva fatto Peste a capire quello che stavo pensando? Non è che legge il pensiero. E se fosse così? O mio dio no, non può essere vero. Mi girai terrorizzata verso di lui. Aveva un sorrisetto stampato in faccia e ciò non prometteva niente di buono, ma non voglio viaggiare di fantasia, non può leggere nel pensiero.
«Certo che posso» commentò Peste divertito. Per poi continuare in un ghigno: «Vedi ognuno di noi a dei poteri individuali, io ad esempio so leggere nel pensiero. Tim usa i corvi per vedere e prendere le anime in tutto il mondo è sempre grazie a loro che riesce a vedere tutto, perché loro sono i suoi occhi e le sue orecchie, Guerra invec….» lo interruppi con un gesto della mano. Sbaglio ho a detto che grazie hai corvi riesce a vedere tutto? Mi voltai furiosa verso di lui infuocandolo con lo sguardo:
«E questo vale anche per Jò?»
Vidi Tim sbiancare davanti hai miei occhi, e dalle risate di Peste capì che la mia intuizione fu giusta, quel coso mi seguiva anche in bagno, ciò vuol dire che Tim mi ha vista anche NUDA!?! Oddio non posso crederci, non so se urlargli a dosso o sotterrarmi per la vergogna. Ma aspetta, quindi anche quando andai da Jeremy, anche se era peste ma al tempo non lo sapevo, lui mi segui per tutto questo tempo… mi voltai verso di Tim osservandolo con delusione, pensavo si fidasse di me, ma evidentemente mi sbagliavo.
«Tim come hai potuto!» dissi in un sussurro.
Lui inizialmente non sembrò capire, ma dopo che Peste esterno gentilmente i miei pensieri, se vogliamo dirla così, divenne rosso come un peperone e scostandosi da me mi rispose imbarazzato:
«Per quello non c'entro niente. Jò da quando ti è cresciuto il tumore ti segue di sua spontanea volontà. Ma te lo giuro, non ho visto niente»
Devo credergli? Ed anche se fosse ora non potevo farci niente anche perché avevo cosa ben più mportanti da pensare. Guerra stava venendo da me per farmi fuori, ma come potevo competere contro un cavaliere dell'Apocalisse? Insomma fu lei a scatenare tutte le guerre che ci furono in passato, cosa potevo fare io che ero una comune umana? Mi faceva male la testa e per i miei gusti c'erano troppe persone. Guardai Peste con uno sguardo che non saprei decifrare nemmeno io, per la prima volta non sapevo cosa provare: paura? Dolore? Rancore?
Tra Tim che faceva il maniaco sessuale ed io che rischiavo la vita mi resi conto che forse mi ero imbarcata in qualcosa di più grande di me. Eppure non me ne pentivo, perché per quanto fossi arrabbiata con Tim in questo momento, non ero ancora disposta a perderlo.
Mio padre mi diceva sempre "Non importa quanti errori possano commettere i nostri cari, perché tutti ci deluderanno in qualche modo, ma se tieni veramente a loro sei disposto a perdonarli" solo ora capisco le sue parole. Sicuramente si riferiva a quando aveva il tumore e la mamma gli aveva nascosto la verità su di me, si deve essersi sentito tradito, ma capì che per lei Infondo era la cosa più giusta da fare in quel momento.
A distrarmi dai miei pensieri fu una risata isterica di Peste. Non saprei dire se era divertito o infastidito, ma credo entrambi. Lo guardai confusa, adesso che ho detto di male… aspetta lui a sentito tutti i miei pensieri ed anche su quelli che riguardavano Tim, ed anche se non lo pensato esplicitamente, non ci voleva un genio per capire che lo amavo.
«Oh Victoria, sei fantastica. C'è Guerra il cavaliere dell'Apocalisse più spietato e brutale di noi quattro e tu che fai? Pensi a Tim? Sei spettacolare ora capisco i sentimenti di Tim»
Quali sentimenti, di che sta parlando? Da quello che ho sempre saputo lui mi vede come una ragazzina da proteggere, che provi affetto per me lo so anche perché è evidente, si riferiva a questo Peste? Stavo per chiedergli spiegazioni ma Tim mi precedette, urlandogli inferocito "Di stare fuori dalla sua testa" ovviamente Peste stronzo com'è gli fece un sorrisetto beffardo per poi voltarsi verso di me e dirmi con un sorrisetto strafottente:
«Mia cara Vichi, sei tanto dolce quanto ingenua. Ma per adesso non dirò nient'altro, sono proprio curioso di sapere come andrà a finire» detto ciò se ne andò lasciando me è Tim soli.
Mi voltai verso di lui con un espressione che diceva "Mi devi dire qualcosa?" Ma lui come sempre rigirò la frittata a suo favore per sviare la conversione, urlandomi inferocito:
«Solo io posso chiamarti Vichi. Perché la fatto? Da quanto hai tutta questa confidenza con lui?»
Ma ti pareva. Primo non avevo fatto niente, era stato lui a chiamarmi così è poi se proprio vogliamo metterla su questo punto anche lui si era preso troppe confidenze con me. Va bene che siamo uniti, ma non fino a questo punto da farmi vedere nuda.
«Se la metti così allora chi te la dato il permesso di spiarmi sotto la doccia?» risposi infastidita.
«Ma dai da piccola facevamo anche il bagno insieme» mi rispose facendo in gesto svolazzante con la mano.
MA È MATTO?!? Un conto è quando ero bambina, ma ora sono più tosto grande e ci tengo alla mia privacy. Per fortuna Tim si accorse del mio sguardo infuocato e venne da me, mi strinse in un abbraccio portando i nostri corpi l'uno contro l'altro, mentre i nostri sguardi mantennero il contratto visivo per tutto il tempo.
Tutta la rabbia sparì come per incanto, mentre i nostri cuori battevano all'unisono creando una melodia tutta nostra. Non so con precisione cosa provi lui e non volevo sparare teorie campate in aria, ma so quello che provo io ed io lo amo, come non ho mai amato nessun'altro.
Si, è vero che lui è la morte ma a me non importava, perché imparai a conoscerlo per com'è veramente è non per ciò che è: so che è bizzarro, so che non dovrei amarlo, come so che lui come gli altri non può provare sentimenti, ma cosa potevo farci? Ripensando al passato credo di averlo sempre amato, solamente che prima ero troppo piccola e troppo ingenua per pensare all'amore. Tim mi guardava con una strana espressione, non so cosa sia con certezza ma era un espressione così dolce che mi lasciai andare ancora di più in quel abbraccio sprofondando con la testa nell'incavo del suo collo, lo strinsi forte a me sussurrandogli con un po' di tumore:
«Tim ti confesso una cosa, si, ho paura di Guerra. Ma non perché potrebbe farmi del male, no. Io ho paura di separarmi da te. Cosa succederà una volta che sono morta? Potrò starti accanto come faccio ora?» iniziai a piangere senza nemmeno renderne conto, ma Tim si, lui se ne accorse immediatamente.
Iniziò ad accarezzarmi la schiena con dolcezza, mentre con l'altra mano la posò sulla mia testa per portarla a se con delicatezza mi diede un dolce bacio sulla fronte rispondendomi in un sussurro:
«Nessuno ti toccherà mio dolce fiore»
Anche se non aveva detto nulla di che, quelle parole mi fecero sciogliere per il modo in cui le disse. Così dolce, così… protettivo, mi faceva sentire al sicuro, soprattutto fra le sue braccia, che ironia eh? Un giorno quando arriverà il momento sarà proprio lui a venirmi a prendermi, colui che mi fa sentire protetta verrà per uccidermi, ma non mi importava perché come il mio cuore come tutto il resto del mio corpo apparteneva a lui così come la mia anima.
Ero così estasiata da lui e dall'aura di perfezione che emanava che capì che non potevo più farne a meno, ma non potevo nemmeno dichiararmi so come sarebbe andata a finire, e non voglio che mi eviti, non lo sopporterei, non ora. Ad interrompere quel momento fu mia madre questa volta che fermandosi sulla soglia chiese sospettosa:
«Tesoro cosa stai facendo?»
Mi staccai da Tim in modo meccanico, non solo ero così imbarazzata da voler morire ma in più dovevo inventarmi una scusa plausibile per giustificare la mia strana posizione, non volevo dirle che ero abbracciata con Tim, per lei lui è solo un amico immaginario e confessarlo ad alta voce gli avrei dato ulteriori pensieri, e ne ha già fin troppi. Poi mi venne un idea geniale, forse avrebbe potuto funzionare:
«Ecco… emm… io mi stavo esercitando per il ballo di fine anno. Sai, non vorrei fare brutte figure.»
Mia madre mi guardò stupita ma entusiasta, mentre Tim mi lanciò un occhiataccia sospettosa e faceva bene. Il ballo è alle porte ed io non avevo nessun accompagnatore questa bugia era destinata a fallire sul nascere.
«Oh ma tesoro è fantastico. Quindi ci andrai con quel ragazzo?» mi chiese mia madre euforica.
Quale ragazzo? Non si riferirà mica a Peste vero? Tutto ma non lui per favore, insomma già non voglio andarci a quello stupido ballo, figuriamoci con la Pestilenza. Sudavo freddo, non sapevo cosa rispondere da una parte c'era Tim che mi urlava "Di non osare perché non avevo il suo permesso" dall'altra c'era la mamma che aspettava impazientemente una mia risposta.
«Emm… si?» riuscì solamente a dire in modo così meccanico da stupirmi da sola. Ma il problema era un altro. Ora chi lo sentiva Tim?
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