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11 seconda parte

*dal punto di vista di Tim*

Uscì dal bagno come una furia,  non solo non avevo concluso niente con Peste, ma dovevo cercare anche lei, Guerra. Conoscendola non si sarebbe limitata a far scatenare una semplice disputa, infatti riusciva a manipolare benissimo una persona fino ad istigarla a compiere un omicidio. Ovviamente non poteva essere vista come tutti noi del resto, ma il suo potere consisteva nella manipolazione umana, andava da loro e sussurrandogli all'orecchio riusciva a muoverli come burattini, senza che loro se ne rendessero conto: odio, invidia, rancore, rimorso; usava tutti questi sentimenti negativi per spingerli dove voleva lei è più era forte, e più era alta la  probabilità di riuscita, non per questo la prima è la seconda guerra mondiale fu solo a causa sua.

Ma a parte i bulli che la perseguitavano per noia, chi la odiava a tal punto da poter essere manipolato? Mi fermai un secondo alla finestra ad osservare Vichi nel cortile, il mio cuore, sempre ammesso che io ne abbia uno, iniziò a galoppare forte. Com'era riuscita un umana a sconvolgere così tanto la mia vita? Anch'io faticavo parecchio a crederci, mi cambiò poco a poco senza che me ne resi conto, e poi fu troppo tardi per tornare in dietro. Mi ricordo ancora la prima volta che vide Jeremy, lo guardava con uno sguardo così dolce, che mi veniva voglia di ucciderlo subito quel dannato esserino insignificante, si, ero geloso è tanto anche, non sopportavo l'idea che qualcuno me la portasse via, ma nello stesso tempo non potevo stare con lei e tentavo di allontanarla il più possibile da me, ma dovevo aspettarmelo dalla mia dolce Vichi, lei è troppo forte per farsi buttare giù.

Mi scossi dai miei pensieri allontanandomi dall'edificio teletrasportandomi direttamente al parco pubblico qui vicino, a quest'ora vi erano poche persone visto che molti erano a lavoro e gli studenti a scuola, si, c'era qualche ragazzo e ragazza qui e là ma non così tanti da insospettirsi per quello che stavo per fare, di solito non lo facevo mai alla luce del giorno però non avevo tempo da perdere il tempo scorreva è Vichi era in pericolo ogni secondo di più.

Senza indugiare ancora chiamai a me i miei corvi, loro sono i miei occhi è le mie orecchie infatti grazie anche a Jò che la seguiva a distanza riuscivo chiaramente a vedere Vichi che stava tornando a casa, mi preoccupava lasciarla tornare da sola. Anche se ero comunque arrabbiato con lei, COME LE È SALTATO IN MENTE DI PROVOCARE PESTE?!? È pazza, non c'è altra spiegazione.

Più tentavo di tenerla al sicuro, e più lei faceva di testa sua, se solo sarebbe stata brava è rimasta nell'oscuro tutto questo non sarebbe accaduto niente, ma no, lei doveva ficcare il naso ovunque.

I corvi si radunarono tutti intorno a me, gracchiavano e il suono della loro ali è talmente forte che se non mi sarei dato una mossa con per certo si sarebbero riuniti presto un bel po'di persone, per ciò, dissi loro di cercare guerra sguinzagliandoli ovunque.

Restai nel parco per diversi minuti buoni, volevo tornare da Vichi, tanto anche da casa sua avrei potuto  continuare la mia ricerca visto che ormai il grosso lo avevo già fatto, però ad essere onesto ero ancora arrabbiato con lei, conoscendomi non mi sarei trattenuto di farli una sonora ramanzina e lei come sempre se ne sarebbe fregata rigirando la frittata a suo vantaggio, alle volte mi pareva proprio una bambina, perché non ascolta mai…

**********

*Victoria*

Quel pomeriggio dopo la scuola, visto che Tim era sparito e non c'era modo di contattarlo non mi restava altro che aspettare, prima o poi sarebbe tornato. Conoscendolo era arrabbiato perché non gli avevo dato ascolto, ma volevo solamente mettere le cose in chiaro, alcune volte era pure troppo iper protettivo nei miei confronti.

In fondo non ho più quattro anni, ma va bhe, lasciamo stare Tim non cambierà mai. Così non avendo nient'altro da fare mi misi al computer ed iniziai una maratona di anime, non c'era di meglio che alleviare un po' lo stress con qualche anime giapponese, possibilmente demenziale per farmi ridere un po' e sapevo benissimo da dove iniziare : Primo posto "special A" la ragazza più ottusa dell'intero creato e sinceramente il protagonista maschile mi faceva un sacco pena, secondo posto "Skip Beat" adoro quella ragazza è un vero è proprio vulcano che non si ferma davanti alle difficoltà, semplicemente si dà forza, ma soprattutto adoravo la sua grinta, e per finire l'anima della mia infanzia quello che porto nel cuore "Rossana."
Mi ero preparata al meglio: patatine, Coca-Cola ed il mio inseparabile pigiamone di pile, cliccai play ed iniziai con la mia maratona.

********

Mentre guardavo Skip Beat, sentivo già che quegli anime comici stavano avendo il loro effetto, mi sentivo più rilassata, ma avevo parlato troppo presto perché Tim facendo irruzione nella stanza, mi spense il computer in malo modo per poi dirmi con tono severo:

«Perché non mi ascolti mai, ti rendi minimamente conto di cos'hai combinato?»

Io lo guardai con la coda dell'occhio, non potevo né volevo reggere il suo sguardo, ma dovevo aspettarmelo una delle sue assillanti ramanzine.

«Eh? Cos'è adesso il gatto ti ha mangiato la lingua? Ma quando dovevi stare zitta però avevi una parlantina meravigliosa»

O mio dio! Cos'è mio padre? Lo guardai furibonda, non poteva prendersela così tanto con me, nemmeno avessi fatto chi sa cosa, infondo avevo semplicemente messo le cose in chiaro con Jeremy. 

«Senti, non ho fatto nulla di male, ok? Ho solo parlato con un mio compagno di scuola!»

A quella risposta Tim, si passò freneticamente una mano fra i capelli ripetendo con tono esasperato la parola "Niente" facendo avanti ed indietro per la minuscola stanza. Solo dopo qualche minuto buono di delirio si voltò verso di me dicendomi con tono furibondo:

«Vichi, ho veramente apprezzato quello che hai detto su di me, però, SANTO CIELO! Tu stupida hai dichiarato guerra hai cavalieri dell'Apocalisse, non so se ti rendi conto della gravità della cosa!»

«E quindi tu chi sei, onestamente lo so già ma voglio saperlo da te!» gli dissi senza esitazione.

Lui mi guardò implorante come per chiedermi di non fargli quella domanda, ma ormai era inutile nascondere la verità, anche perché sapevo già tutto, ed anche lui lo sapeva benissimo, infatti mi rispose sconfitto:

«Ormai è inutile nascondertelo, anche perché ficcanaso come sei ne sei venuta da sola a conoscenza.  Ormai lo avrai capito, io sono il quarto Cavaliere dell'Apocalisse, ovvero Morte."

Lo fissai stralunata per qualche minuto, veramente io pensavo che era qualche divinità corvo, o qualcosa del genere, ma non la morte. Stranamente però la sua confessione non mi faceva paura, anzi, mi sentivo sollevata nel sapere la verità. Ma in tutti in questi anni sono stata a stretto contatto con la morte?!? Dio, come non ho fatto a capirlo prima? Tim mi osservava preoccupato e capendo il mio stupore stava già per andarsene in preda al panico. Dovevo fermarlo, se se ne andava ora molto probabilmente non lo avrei visto più e non volevo perderlo, così lo fermai sdrammatizzando:

«E mantello e forcone dove li hai lasciati?»

Lui si girò di scatto osservandomi come se fossi pazza, e come dargli torto, la mia battuta è stata pessima, ma fu la prima cosa che mi venne in mente al momento.

«Non siamo più nel medioevo!» mi rispose con un mezzo sorriso.

Anch'io gli sorrisi, quasi non credevo a ciò che stava succedendo, stavo scherzare con la morte! Bhe almeno ora so perché solo io potevo vederlo. Infatti i medici dissero che avevo il tumore fin da bambina, e questo spiega tutto. Però nonostante ora sapessi la verità, i miei sentimenti non mutarono, si, inizialmente avevo avuto paura ma non più, non di lui. Sinceramente, adesso come adesso, avevo voglia di tuffarmi fra le sue braccia, avevo voglia di stringerlo a me e sentire quel suo dolce profumo di bosco.

Volevo dichiararmi, ma se lo avrei fatto lui si sarebbe allontanato da me, perché so benissimo che mi vede solamente come una ragazzina, niente di più niente di meno. Senza che me ne accorsi il mio sguardo si incupì ed ovviamente Tim se ne accorse immediatamente, infatti venne da me preoccupato, mi sollevò delicatamente il mento con l'indice per  costringermi a guardarlo. I suoi occhi perforanti mi scrutavano preoccupati, mentre io rimasi imbambolata come una scema a fissarlo come se fosse la cosa più bella del mondo, e lo era, almeno per me.

I nostri visi, ormai l'uno ad un centimetro dall'altro rimasero immobili in attesa di chi sa che cosa. Volevo baciarlo, più di ogni cosa al mondo ma un pensiero mi frenò, quando la peste mi baciò il tumore crebbe in maniera anormale, dunque, se baciavo la morte, cosa sarebbe successo? Forse niente anche perché molte volte avevo dato dei baci innocenti sulla guancia a Tim.

«Cos'hai fiore?» mi chiese all'improvviso distraendomi dai miei pensieri.

Ed ora che gli rispondo? Di certo non potevo dirgli che ero innamorata di lui, né tantomeno che volevo baciarlo, rispondergli non era così semplice, soprattutto se sentivo il suo caldo respiro sulle mie labbra facendomi uscire il cuore dal petto.

«Err… io… labbra… tu!» cercai di rispondergli, ma tutto ciò che uscirono furono parole senza senzo.

Tim non capendo il disagio mentale che mi causava, si avvicinò maggiormente a me premendo il suo corpo contro il mio, stringendomi in un abbraccio, ma non era come al solito, perché il suo sguardo non si distoglieva dal mio, mi fissava con una strana espressione che non saprei decifrare, ma di una cosa sono certa, mi stava venendo un infarto, in tutta la mia vita il mio cuore non aveva mai battuto così forte.

Forse era questo l'amore? Inizialmente, prima di tutta questa storia, pensavo di essere innamorata di Jeremy ma ora mi rendo conto che all'epoca era semplice infatuazione perché, mettendolo a confronto a ciò che provo ora, è indescrivibile.

«Vichi, io…» Tim si fermò bruscamente, come se avesse realizzato solo ora ciò che stava per succedere, si allontanano così in fretta che nel tentativo di farlo inciampò sulla sedia della scrivania finendo con il fondoschiena per terra. Scoppiai a ridere di gusto, almeno così facendo avevo smorzato tutta quella atmosfera… romantica, ma ovviamente vedendo che non accennavo a smettere di ridere protestò imbronciato:

«Lo sai che stati deridendo la morte, vero?»

«Oh, mi scusi sua signoria, ma ha frainteso, le mie sono lacrime di tristezza, non sto ridendo, lo giuro.» risposi fra una risata ed un altra. Lo so, non sono molto convincente.

Tim anche se stava per ridere anche lui, si finse imbronciato e rispose cercando di sembrare più offeso che mai:

«Tu sei la prima che osava ridere della morte! Sperò che tu capisca la gravità della situazione!»

E no mio caro, non ti tratterò diversamente solamente perché adesso so la verità, così risposi cercando di trattenere le lacrime per via delle risate:

«Già, e la cosiddetta "Morte" guarda anche gli anime giapponesi insieme a me. Se non sbaglio sei stato  proprio tu ha piangere come un bambino in svariate scene di Lovely complex»

Tim mi fulminò con lo sguardo, ma capì immediatamente che stava al gioco, così quando scattò verso di me scappai velocemente da lui facendo a zig zag per la stanza mentre ridevo come una matta. Purtroppo la mia fuga non durò molto, infatti Tim poco dopo afferrandomi per la vita mi scaraventatò sul letto, mettendosi a cavalcioni su di me. Cazzo. Proprio ora che l'atmosfera si era fatta più sopportabile lui aveva riportato tutto come prima, ovvero me in stato vegetativo.

«Che c'è, ora non ridi più?»

Vorrei vedere te se il ragazzo che ami alla follia fa certi comportamenti equivoci, perché posso chiamarlo ragazzo, vero? Aspetta ma quanti anni ha?!?

«Tim quanti anni hai?» chiesi cercando di balbettare il meno possibile, almeno pensando ad altro avrei evitato di sbavare.

Lui mi guardò in un ghigno per poi rispondermi divertito: «Molti!»

Bhe molto non è una risposta, e di certo non mi aiutava a distrarmi, che stress dover fare tutto da sola, ma essendo costretta non mi rimaneva altra scelta, dovevo farlo scendere da questa posizione così… provocante, così gli risposi:

«Ecco, quindi se non vuoi che la morte viene denunciata per pedofilia ti conviene lasciarmi andare!»

Pensavo che si sarebbe imbarazzato e sarebbe sceso, invece strinse la presa sui miei polsi rispondendomi divertito:

«Primo, nessuno può vedermi. Secondo, non ci sto provando con te, ma sto semplicemente imponendo la mia autorità visto che osi ridere della morte. E Terzo, davvero vuoi andare dalla polizia e dire che la morte ti sta violentando?»

MA PURE TU, AIUTAMI CAZZO!?! C'è, non lo capisci che mi stai mandando in pappa il cervello? Non so se sarei riuscita a resistere per molto dal desiderio di baciarlo, più lo guardavo e più si faceva sempre più intenso, così mi giocai l'ultima carta, feci i miei occioni da cerbiatto e dissi con tono innocente:

«Ma mio caro, vedi io sono pur sempre una donna. E questa posizione e alquanto ambigua»

Tim finalmente si svegliò. Per la prima volta in vita mia, sono riuscita a farlo arrossire. La morte che è imbarazzata, questa si che è bella. Un colpo di tosse improvviso ci riportò alla realtà facendomi trasalire entrambi, si allontanò di scatto da me nemmeno avessi la lebbra, mentre io più imbarazzata che mai, stavo già per trovare una scusa plausibile da dire a mamma. Anche se non poteva vedere Tim, rimanevo comunque in una posizione strana con un espressione stralunata mentre parlavo da sola, o almeno per lei. Ma quando mi voltai rimasi sorpresa nel vedere Jeremy davanti alla soglia che ci fissava divertito. Che diavolo ci fa qua? Ma soprattutto come ha fatto ad entrare?

«La tensione sessuale e palpabile fino al pianerottolo.»   Nonostante le occhiatacce mie e di Tim, Peste prosegui con nonchalance: «Sai devi stare a tenta, vedi questo?» indicò Tim. «Secoli di astinenza lo anno reso molto, ma molto pericoloso»

Tim stava già per lanciarsi addosso a quel babbeo quando lo fermai rispondendo a brutto muso a Peste:

«Non ti conviene fare tanto lo sbruffone. Ti voglio ricordare che ora sei nel corpo di un umano, dunque, chi unque può vederti, ed essendo entrato in casa mia potrei denunciarti per violazione di domicilio. So quello che stai pensando, essendo un cavaliere dell'Apocalisse non te ne può fregare più di tanto, ma ti posso assicurare che avrai abbastanza rompi capo e non credo che tu voglia perdere tempo in queste piccolezze. Perciò, dimmi quello che vuoi dire e vattene immediatamente da qui!»

Tim mi fissò con una nota di disappunto, proprio un minuto fa abbiamo parlato del mio modo di pormi, per lui era pericoloso provocare un cavaliere dell'Apocalisse, ma anche lui lo era e non mi aveva mai fatto niente, perciò, lo ignorai posando il mio sguardo su Pestilenza. Anche lui mi guardò sorpreso e dopo qualche minuto di esitazione rispose con il suo solito ghigno:

«Sai pensavo di poterti spaventare, ma evidentemente mi sbagliavo sei più testarda e tenace di quello che pensavo. Purtroppo per te, la tua testardaggine non servirà a nulla con chi sta arrivando.»

Tim lo guardò preoccupato, sembrava aver capito di chi si trattasse, l'unica a non capirci un tubo, come sempre rimanevo io. Peste allo sguardo preoccupato di Morte, scoppiò a ridere aggiungendo:

«Guerra sta arrivando, e vi assicuro che non si limiterà a spaventarti come ho fatto io»

Nota autore:

Ok, che ne pensate del libro? Finalmente si sta' movimentando un po'

Fatemi sapere se la storia vi piace, e se c'è qualcosa che non gradite o vi annoia fatemelo sapere così posso migliorarla.

Grazie per la pazienza a chi mi segue fin dall'inizio di questo mio percorso. Infatti rispetto alle prime storie, mi rendo conto da sola che sono migliorata un po' ma voglio migliorare ancora di più, perciò ogni consiglio è ben accetto.

Grazie di cuore a tutti quelli che anno la pazienza di seguirmi.

In più volevo parlarvi di una storia che sto programmando. Siccome mi piace il Fantasy l'unica cosa che mi mancava di scrivere era appunto una storia sui licantropi. Leggete se vi piace l'idea, in tal caso la pubblicherò.

Promessa, non è la solita manfrina.

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Titolo: Elieen.


Trama:

«Tutti mi conoscono come la dea luna, ma il mio vero nome è Elieen, il mio compito era quello di assegnare il proprio mate o la propria mate ad ogni licantropo. Non mi era difficile trovarli, mi bastava chiudere gli occhi e potevo vedere ogni singolo licantropo che viveva sul pianeta Terra. Non è facile spiegare come sapevo con certezza che lui e lei o viceversa erano fatti per stare insieme, ma lo sapevo, mi bastava guardarli per capire che erano fatti l'uno per l'altro.

E parlo al passato perché dopo millenni ad accopiarli in me crebbe un sentimento molto oscuro, un sentimento che una dea dell'amore non dovrebbe provare, ovvero invidia»

Elieen, ormai presa dall'odoio e dall'invidia tornerà sulla sua retta via, o punirà in eterno i licantropi? troverà l'amore che tanto desidera, e merita? lo scoprirete leggendo.

Premessa: non è sicuro se svilupperò la storia. Voglio sapere la vostra opinione al riguardo. Perché mi piacerebbe scrivere qualcosa che già c'è e cercare di renderlo particolare.

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