Capitolo uno
-Mad! Mad, tesoro, svegliati!- urlò mia mamma dalla stanza accanto. io mi chiamo Maddalena ma la mamma mi chiama Mad perchè a lei ci piace tantissimo mad max quello del film.
Comunque no uff io non c'ho voglia di alzarmi e allora la ignoro.
-Devi andare a scuola, farai tardi!- insistette.
Oddioooo come ho fatto a dimenticarlo?? Oggi è il mio primo giorno di scuola nella Wonderland High Scool di New York!
Ebbene sì, mi sono trasferita da poco nella Grande Mela, il mio sogno da sempre!!
Mi alzai subito e corsi a lavarmi i denti, perchè di mattina ho una fiatella che manco un orco...
Mi fiondo sotto la doccia e apro l'acqua.
L'acqua calda mi rilassa, cosi passo la mezz'ora seguente a passarmi il rasoio sulle gambe.
Fa un freddo porco e sicuramente metterò su almeno 7-8 strati di vestiti, ma non si sa mai cosa può succedere, giustoooo? Metti che incontro l'uomo della mia vita, vuoi mica andarci a fare una sveltina in bagno con le gambe pelose!
Ovviamente non ci andrei a farci una sveltina in bagno. Sono una brava ragazza e rimarrò illibata fino al matrimonio, e forse anche dopo.
Uscii dalla doccia e mi infilai direttamente nella cabina armadio.
Scorrei rapidamente le dozzine di jeans, gonne, maglie, felpe, tailleur, smoking e abiti da sera, ma come al solito non trovavo niente da mettermi.
Alla fine, per fortuna, mi cade l'occhio sulla mia collezione di scarpe a fiori e le mie amate converse mi ammiccano dandmi la giusta ispirazione.
Skinny jeans e felpa XXL rosa porcello: farò un figurone!
Mi vesto in tutta fretta perchè sono in megaritardo e mi guardo allo specchio.
La felpa mette perfettamente in risalto le mie curve, mentre i pantaloni fanno vedere quanto magre e senza un filo di cellulite siano le mie gambe. Spero solo di non attirare troppo l'attenzione, sono una ragazza timida io.
I miei capelli, di un biondo chiarissimo, mi incorniciavano il volto di un pallore quasi angelico.
I miei verdi bulbi oculari mi illuminavano il volto, anche grazie all'eyeliner nero sbavato di ieri.
La tensione per il primo giorno di scuola mi aveva creato non poche difficoltà ad addormentarmi, ieri sera.
Mi lavo rapidamente la faccia e mi strucco, per poi ricomporre il tutto in maniera vagamente decente.
-Mamma! io vado!- le urlai mentre mi stavo allacciando le mie amate converse a fiori, che continuavano ad ammiccarmi felici quanto lo ero io di averle ai piedi.
Aprii la macchina e misi in moto.
La scuola sta a un chilometro da casa, ma sono troppo in ritardo e se corressi arriverei lì sudata e puzzolente come un maiale.
Per fortuna trovai subito parcheggio e non cioccai nemmeno troppo la macchina.
La mia, perchè quella di fianco aveva dei bei gibolli che fino a due minuti fa non c'erano.
Ma tanto è brutta, scommetto che il proprietario mi ringrazierà.
Entro nel cortile e vedo tutti gli occhi puntato su di me.
O meglio, sulle mie amate converse a fiori.
Lo sapevo, che avrei fatto subito colpo.
Infatti tutti mi sorridono, anzi, ridono proprio.
Sorrido anchio. E la prima regola per non farsi notare, giusto? comportarsi come tutti gli altri.
E allora sorrido.
Un tizio mi sfreccia di fianco gridando -SONO IN RITARDO, SONO IN RITARDO!!!- mentre guarda un orologio a cipolla.
È talmente preso dal suo orologio che non si accorge di buttarmi a terra.
Cado sul sedere e mi faccio malissimo -EHI!!!- gli urlo.
Il tizio si gira e mi guarda con un paio di bellissimi bulbi oculari verdi, mentre i suoi capelli color nocciola ondeggiano al vento.
-Scusa sono in ritardo!- mi dice. Prende uno strano oggetto dalla borsa e se lo mette in testa. E' un cerchietto con delle orecchie da coniglio.
Mi manda un sorriso abbagliante, si gira e se ne va senza darmi una mano. Come si permette? Lo ODIO!!!
gli altri mi guardavano sempre ridendo, ma nessuno veniva a darmi una mano, quindi mi alzo e decido di andare al mio armadietto.
Lo trovo subito, ma quando arrivo lì trovo una brutta sorpresa. Qualcuno me lo ha dipinto tutto a fiori. Apro l'armadietto e prendo i libri, ma appena lo apro una montagna di fiorellini profumati mi cade ai piedi, tanto che quasi non riconosco più le scarpe.
Non so perchè, ma ho l'impressione che qualcuno stia cercando di dirmi qualcosa.
Chiudo l'armadietto e sento un paio di braccia che mi spingono contro il muro.
È Destiny, la ragazza più popolare della scuola, la stella della squadra di lancio del martello, 120 chili di fascino puro. Che cosa vuole da me?
Mi squadra dalla testa ai piedi, si ferma a guardare le mie scarpe, poi torna a guardarmi in faccia con aria schifata.
-Non mi piacciono le tue scarpe, novellina- mi dice quella presuntuosa.
Arrossisco e tremo come una foglia.
Spero tanto che qualcuno mi salva, ma tutti quanti non fanno altro che guardare le mie scarpe e ridere.
Scappo via piangendo, ma vado a sbattere contro qualcosa di duro, un muro di mattoni.
Ero arrivata alla fine del corridoio e non me ne ero nemmeno accorta.
Mi rialzo imbocco le scale e ricomincio a correre sempre piangendo finchè non vado a sbattere contro un altro muro questa volta un pochino più morbido.
Ahia! Cadei di nuovo sbattendo il sedere per terra e facendomi malissimo.
Alzai gli occhi e vidi... il tizio con le orecchie da coniglio!! si è proprio lui!! lo odio!!!!
Mi prendette tra le braccia e mi sollevo.
Io mi aggrappai al suo collo perchè ho paura di cadere, ma non avevo intenzione di restarmene qui tra le sue braccia muscolose, appoggiata ai suoi possenti pettorali.
-Ei cosa credi di fare! lasciami immediatamente!!- Gli dissi amaramente.
Ma lui non mi lasciava andare.
O no, cosa vuole fare?
DUN DUN DUUNNNNN!
Cosa succederà alla povera Mad?
io un'idea ce l'avrei, e finisce con le scarpe a fiori bruciate u.u
bruciate assieme alla sua castità... povera piccola Mad
Bruciate assieme a noi due appena Koira91 leggerà questa bellissima fanfiction.
Ops... l'ho taggata O.ò
Ciao Koira, VOGLICI BENE. Ti pensiamo così tanto che ti abbiamo dedicato una ff... Cosa vuoi di più?
Ecco appunto, non ucciderci e ricordati che 2.9
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