epilogo
If "happy ever after" did exist
I would still be holding you like this
ੈ✩‧₊˚ ‧͙⁺˚*・༓☾
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rafe pov
È passato un anno dalla tua morte Ally.
Mi piacerebbe dire che si sia tutto sistemato, che tutto abbia preso una direzione diversa.
Ma non è così.
Ho avuto un'overdose, quattro mesi fa.
Sono sopravvissuto, ma mi sento ancora più di là che di qua.
La tua assenza è come un macigno di cui non riesco a liberarmi.
So che non sei più stata mia, ma il solo pensare che il mondo sarà privato per sempre della tua risata fastidiosa da creare dipendenza mi fa desiderare di prendere un tiro di coca di troppo.
Non ho il diritto di dirlo ad alta voce, ma mi manchi.
Mi mancano i pomeriggi che abbiamo passato a creare collanine di conchiglie.
Che in realtà accettavo solo per guardarti ridere e prendermi in giro mentre me le mettevi al collo.
Cazzo, non hai idea di quanto io mi penta di averti trattato di merda l'estate scorsa.
Ne sono consapevole, perfettamente.
So che l'immagine delle mie mani sul tuo collo ti abbia angosciato per molte notti successive.
Mi dispiace.
Ogni notte, quando provo ad addormentarmi, mi torna in mente quella telefonata.
Mi tormenta ancora oggi.
Come io avessi pensato di poterti salvare.
Quando ho sentito la voce spezzarsi e la connessione cadere ed ho capito che era troppo tardi.
Sono corso da te quella sera.
Sono stato io a trovare il tuo corpo.
Ho aspettato un'ora prima di chiamare la polizia.
Un'ora a guardare la macchina ribaltata ed il tuo corpicino inerme.
Avrei voluto passare qualche notte insieme in più.
Come quando avevamo quindici anni ed il mondo non sembrava ancora un posto così raccapricciante.
Quando passavamo le ore a parlare in piscina e mangiare ciliegie.
Mi si stringe il cuore a pensarti.
Ed oggi un po' di più.
jj pov
Ho sempre pensato che tu fossi più la tipa da Marlboro che da Winston.
E mi ha sempre fatto ridere questa tua ossessione.
Quando rifiutavi qualsiasi altra marca perché a te andavano bene solo quelle.
Mi ha sempre fatto ridere osservarti vagare evitando le sigarette elettroniche che ti facevano tanto schifo.
Va tutto male da quando non ci sei più.
Sei stata il mio unico pensiero quando stavamo insieme e la mia unica preoccupazione quando eravamo lontani.
Non sorrido da un po'.
Scusami se non sono venuto al tuo funerale, avevo anche preparato un discorso da farti, ma so che non amavi queste ricorrenze inutili, ed era così pieno di kook dalle finte facce tristi che non ce l'ho fatta.
Kie dice che non mi sono perso niente.
Tutti hanno parlato di cose inutili e scontate.
È di questo che mi pento.
Forse di averti considerata come scontata nell'ultimo periodo.
Ma era tutto così bello che mi sembrava di vivere in un altro pianeta in cui abitavamo solo noi due.
Hai presente gli asteroidi del Piccolo Principe?
Uno come quelli, tutto nostro.
So che avrei dovuto fermarti, quella sera.
Avrei dovuto chiederti cosa ci fosse che ti disturbava così tanto da farti allontanare da ubriaca com'eri.
Avrei dovuto essere meno egoista.
È colpa mia se adesso tu non sei qui a guardare le stelle accanto a me.
Tuo padre è vivo.
Ha inscenato la sua morte solo per non farsi arrestare, quando l'ho visto di persona avrei voluto ammazzarlo io.
Gli ho detto che è colpa sua se tu sei morta.
All'inizio non capiva, quando ha realizzato si è buttato a terra ed ha pianto. Molto.
Non è stato bello da vedere.
Mi ha chiesto in che giorno è successo, e dalla sua reazione ho capito perché l'hai fatto.
La notte del ventinove settembre.
Otto anni dopo che tua madre se ne è andata.
Collegando tutti i punti ho provato a ricostruire quello che è successo.
I fiori che stavi disegnando su quel pezzo di carta ti hanno ricordato lei, e del fatto che ti fossi dimenticata dell'anniversario, quindi sei andata via di corsa, non hai visto la macchina arrivare e ti sei impanicata andandoti a schiantare.
Ma la polizia ha archiviato tutto come suicidio.
Io non penso che tu l'abbia fatto di proposito.
La tua morte è stata così inutile Ally.
Così evitabile.
Se me l'avessi detto saremmo potuti andare al cimitero la mattina dopo, ti avrei aiutato a cercare i fiori bianchi più belli del mondo e sarei stato a fianco a te per salutarla.
Ma non è successo.
Continuo a domandarmi se tu l'avessi capito, di star morendo.
Se tu ti fossi resa conto di non aver via d'uscita, e non riesco a togliermi dalla testa l'immagine di te che provi ad esalare un ultimo respiro, senza successo.
Io non ero con te.
Non ho potuto dirti ti amo un'ultima volta.
Avrei voluto farti capire che sei la persona che ho amato di più in tutta la mia vita.
L'ultima cosa che ti ho detto è di andartene, me ne pentirò per tutta la vita.
Ho tanta paura Allison.
Ho paura di dimenticarti.
Dimenticare i tuoi occhi azzurri così sinceri che rivelavano tutto di te senza neanche conoscerti, le tue unghie blu malcurate e le risate che cercavi di trattenere nei momenti inopportuni.
E so che tu mi perdonerai, per averti dimenticata.
Come io ho perdonato te per non aver pensato a nessuno oltre che te stessa e tua madre quando hai preso la macchina.
Avrei voluto passare più tempo insieme a te.
Fumare altre mille sigarette sul molo ed andare a cenare in qualche ristorante costoso per poi uscire ancora affamati e finire a mangiare panini a due euro sulla spiaggia.
Avrei voluto fare cose da stupidi adolescenti innamorati.
Fare incazzare tuo padre per averci trovati insieme in camera tua o portarti a scuola con la mia moto scassata.
Che poi non l'ho mai capito perché ti piacesse così tanto, quella moto.
Sei scolpita nel mio cuore.
Dal primo giorno in cui ti ho vista in quel bagno, con il tuo sorriso dolce e la completa incapacità di nascondere ogni tua emozione.
Non dimenticherò mai la prima volta che ti ho vista.
Con quel vestito rosa che ti faceva risaltare l'abbronzatura e la coroncina di fiori in testa non sembravi neanche vera.
E quando ti ho trovato seduta lì da sola ti ho osservato per un po' prima di venire a parlarti.
Eri lì come un angelo, illuminata dal chiarore del cielo.
Non riuscivo a staccarti gli occhi di dosso.
Nonostante avessi tutto il trucco sbavato eri lo stesso la più bella che avessi visto quella sera.
E la sera prima e quella prima ancora.
Quando mi hai baciato sulla guancia ho capito che non ti avrei dimenticata.
Ogni tanto vado a casa tua per guardare i post it con quelle stupide poesie scritte a matita di cui parlavi con quella luce negli occhi.
È una delle cose che più mi piaceva di te.
Il tuo essere bizzarra e fuori luogo ovunque senza curartene minimamente.
Continuo a guardare quelle polaroid appese in camera mia, con la speranza che prima o poi ritornerai e potrò fartene altre centinaia e guardare il tuo sorriso prima di addormentarmi.
Non ho mai amato nessuno come ho amato te.
Ti ricordi quella volta dopo la festa in cui Rafe mi ha preso a botte? Abbiamo parlato del futuro, e non riesco a smettere di pensare come tu non sarai nel mio.
E che tu non ce l'avrai neanche, un futuro.
Sono venuto tante volte a trovarti al cimitero ma ancora non riesco a realizzarlo.
Vedere le due date così vicine mi fa rabbrividire.
Ti porto i tulipani freschi tutte le mattine, ed è l'unico motivo per cui mi alzo dal letto.
Spero che sia bello, il posto in cui sei adesso, e che tu ti sia liberata di tutto il male che portavi dentro.
Quando ho parlato con tuo padre mi ha detto che eri la cosa più preziosa della sua vita, e mi sono sentito preso in giro perché lui ti ha abbandonata.
Ma poi ho pensato che l'ho fatto anche io.
Ti ho abbandonata a te stessa.
Non te lo vorrei dire ma ho pianto tanto quando te ne sei andata.
Ho pensato che me ne sarei voluto andare anche io.
Passare una vita senza vedere più il tuo sorriso non mi sembra una bella prospettiva.
Fa male, quando ti penso. Non provo tanta tristezza quanto dolore fisico.
E non passa.
Dicono tutti che con il tempo si affievolisce, e forse è così, ma adesso fa male come un carico di botte.
Mi chiedo tutti i giorni se io sia stato solo un complice della tua volontaria autodistruzione.
Non ti biasimo per questo.
Ma mi detesto per averti lasciata andare.
Kie e Pope mi stanno addosso 24 ore su 24, per controllare che io non abbia istinti suicidi o cose del genere.
Ma ho deciso che farò tutto ciò che non hai potuto fare tu.
Andrò in tutti i posti che avevi segnato su quell'orrendo planisfero che tenevi appeso in camera e che ci eravamo promessi quest'estate.
Però in Italia non ci andrò mai.
Quei biglietti adesso sono a casa mia, appesi sopra il letto, mi ricordano quanto tu fossi logorroica nel parlare delle cose che ti piacevano.
Tu sei stata qualcuno di cui avrei letto in un libro e di cui non mi sarei mai dimenticato.
Hai presente che intendo?
C'è stata una volta dove eravamo a casa mia, ad inizio settembre mi pare, in cui siamo andati al mare e tornati tardi a casa.
Io ero in cucina a preparare da mangiare e tu eri in camera da letto, e stavamo parlando di qualcosa che non ricordo.
Ad un certo punto hai smesso di rispondermi, così mi sono preoccupato e sono venuto a vedere.
Ti eri addormentata, e con quel costume bianco sembravi un angelo.
In quel momento, sapevo che avrei voluto passare la mia vita con te.
Non so se mi innamorerò più come mi sono innamorato di te.
È troppo forte il sentimento che sento ancora.
Ho visto Rafe, l'altro giorno.
Sembrava che stesse camminando per inerzia, senza meta. Aveva gli occhi spenti, più del solito.
Avrei voluto dirgli qualcosa ma non sono riuscito a parlargli.
È distrutto da quando te ne sei andata.
Ho sentito che suo padre voglia mandarlo in comunità.
Nonostante tutto spero si riprenda, ne ho abbastanza di vedere le persone soffrire.
Anche John B dice che si sente la tua mancanza.
Mi ha rivelato di come si fosse confidato con te su quello che provava per Sarah, e di come tu lo avessi ascoltato senza mai interromperlo e dandogli dei consigli sinceri.
Questa è un'altra cosa che mi è sempre piaciuta di te.
Il saper ascoltare.
Saresti stata a sentirmi parlare delle cose più inutili per ore senza fermarmi, con quegli occhi da cerbiatto e la mano sul mento per reggere la testa, prendendo tiri da quelle winston blue che tanto amavi.
Mi sono dimenticato di dirti che ho letto la lettera che mi hai lasciato.
Me l'ha data la polizia, hanno detto che era sotto il tuo letto e considerato l'accertamento che non sia stato un omicidio o altro me l'hanno data.
La so a memoria.
Neanche fosse una canzone.
So che l'hai scritta quando pensavi di non farcela.
Qualche giorno prima di andare sullo strapiombo probabilmente.
"Sei stata l'onda più grande in cui mi sia mai imbattuta."
Sto pensando di tatuarmelo.
Per provare a non dimenticarti.
Non credo di averti mai meritato.
Non riesco a pensare ad un mondo senza di te.
Non ci riesco e non voglio pensarci.
Perché non è giusto.
Non è giusto che tu mi abbia lasciato così, tutto ad un tratto.
Adesso quando vedrò fiori bianchi e rosé invecchiato penserò per sempre a te.
Alla luce nei tuoi occhi.
Mi manchi così tanto Allison.
Vorrei che fossi qui.
𝗌𝗉𝖺𝗓𝗂𝗈 𝖺𝗎𝗍𝗋𝗂𝖼𝖾
𝗅𝖺 𝗌𝗍𝗈𝗋𝗂𝖺 𝖽𝗂 𝖺𝗅𝗅𝗂𝗌𝗈𝗇 𝗌𝗂 𝖼𝗈𝗇𝖼𝗅𝗎𝖽𝖾 𝖼𝗈𝗌𝗂̀, 𝗀𝗋𝖺𝗓𝗂𝖾 𝗉𝖾𝗋 𝗍𝗎𝗍𝗍𝗈 𝗂𝗅 𝗌𝗎𝗉𝗉𝗈𝗋𝗍𝗈<𝟥 𝗆𝗂 𝗆𝖺𝗇𝖼𝗁𝖾𝗋𝖺̀ 𝗍𝖺𝗇𝗍𝗈 𝗌𝖼𝗋𝗂𝗏𝖾𝗋𝖾 𝖽𝗂 𝗅𝖾𝗂
𝗏𝗏𝖻
-𝖺𝗅𝗂☼
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