8 - Ritorno a Parigi
Ade e Venere si chiusero nella stanza del rituale dell'accoppiamento e discussero allungo tanto che la ragazza che era con Stella sul palco della dea iniziò a spiarli.
-Questo fa male!- se ne uscì poi la ragazza dopo aver visto Ade schiaffeggiare Venere.
Un gesto duro ma che fece acquistare al dio greco, due desideri bonus. E li usò subito. Con il primo fece liberare i prigionieri inclusi Hobo Heart e la ragazza che era con Stella dietro Venere.
Col secondo fece restituire l'immobile alla legittima proprietaria con sommo dispiacere della dea romana che non poteva fare a meno di mordersi le mani sino ai gomiti.
Quando i due uscirono Venere si mise un vestitino che poco lasciava alla fantasia e rispose alle loro domande.
-Se volete realmente sapere cosa accade, c'è un mago in Francia, a Parigi.- disse la dea romana per poi andarsene.
-Ti auguro buona fortuna, sebbene tu non te lo meriti...- le disse Stella. In parte l'atto della ragazza poteva sembrare strano eppure era mossa a copassione verso quella dea poco di buono, forse per il sonoro ceffone che Ade le aveva lasciato in volto o forse perchè le avrebbe permesso di rivedere Adrian Agreste, il suo modello preferito. Stella ricordava il pomeriggio passato in sua compagnia e in compagnia dell'amica di lui, Marinette, che era molto simpatica a Stella.
Eppure a Stella faceva una gran pena. Ridursi a prostituirsi per avere attenzioni da altri sino a farsi dominare dal suo stesso peccato.
-Andiamo?- chiese Stella ansiosa. Non vedeva l'ora di presentare Marinette ed Adrien a Hobo.
-Per me non è un problema, ma vorrei venire con voi. La mia signora è a Parigi.- disse la ragazza rompendo, per la prima in presenza di Ade, il suo taciturno silenzio.
La ragazza guardò per un secondo Ade, guardò i suoi occhi neri e se ne innamorò, il suo sguardo trasmetteva calma e la ragazza sembrava essere innamorata di quella calma, calma che era solo apparenza, almeno in quel momento.
Stella anche aveva notato che la ragazza guardava Ade in modo sospetto. Aveva uno sguardo che aveva già visto ed un'espressione che convinceva molto poco l'ex androide.
Qualcosa non adava, anzi, più di qualcosa.
Non era frequente che Ade tornasse indietro o che avesse molta gente al suo seguito, ma nonostante ciò, non gli dispiaceva avere Stella con se.
Hobo rendeva Stella felice e lo accettava, nonostante quella sua gelosia paterna, di buon grado. Qunato alla ragazza, Ade non aveva avuto modo di farsi un'idea eppure sembrava una faccia nota, una persona che aveva già conosciuto o che gliene ricordava una, solo non ricordava chi. Possibile che lui che era solito ricordare ogni singolo volto passato al suo cospetto ne avesse dimenticato uno tanto familiare?
Il tempo passava veloce sull'aereo che li avrebbe portati in Francia.
Il tempo che passarono sull'aereo Ade e la ragazza parlarono a lungo.
La ragazza però non sembrava volersi presentare.
Somigliava in tutto il suo fisico a Stella.
Stessi capelli corvini, stessi zaffiri negli occhi steso fisico nella norma.
Anch'ella sembrava avere non più di quindici anni, non più grande di una qualsiasi teenager.
Eppure ad Ade sembrava un volto noto.
Tanti dettagli che agli occhi di Ade sembravano rendere il viaggio verso Parigi molto più piacevole.
"Cercate il maestro Fu e Wayzz... loro sanno" aveva detto Venere.
Una dea di poche parole ma diretta al punto. Ma che centrava Wayzz con il suo rapimento? Ma soprattutto chi erano Wayzz e fu? Ade sapeva di chi erano, ma durante la loro ricerca ma non volle proferire parola.
Ade stava leggendo quando il jet che gli aveva dato un passaggio atterrò.
Ade fece scendere i ragazzi per poi congedarsi con semplicità dall'uomo che li aveva portati sino a Parigi.
-Grazie signor Stone per il passaggio...- disse Ade alla celebrità al suo fianco con un umile inchino.
-Signor Ade quado avete detto che eravate l'amato patrigno della mia artista preferita e sapendo che avrei duettato questa sera con lei, non potevo lasciarvi li. Non avrei potuto. E per favore chiamatemi Jagged...- disse l'uomo abbastanza imbarazzato.
Ade ebbe un'idea.
-Jagged le posso chiedere un favore? Dovrei far avere a Miku due dei miei assistenti, infonodo sono come fratelli. E siccome volevo che Miku fosse a suo agio, non vorrebbe accomagnarli in hotel?- chiese educatamente Ade staccando un assegno in bianco. -Credo sia opportuno che paghi io la stanza dei miei ragazzi. Tre stanze e poi quello che vuole.- proseguì Ade staccando un altro assegno in bianco.
-Sono commosso. Non si vedono molti patrigni come lei Ade.- disse Jagged.
Ade sorrise. -Se tutto va bene posso anche trovare il tempo per farle avere un autografo di Miku.- disse poi il dio greco scendendo con il cantante francese al suo seguito che sembrava entusiasta all'idea.
Dopo di loro scesce anche un simpatico coccodrillo.
Appena il gruppo fu compattato, Ade spiegò ai ragazzi cosa avrebbero fatto. Stella e Hobo avrebbero raggiunto l'hotel dove i ragazzi avrebbero preso tre camere e incontrato Miku Hatsune. Ade li avrebbe raggiunti li poi. Lui e la ragazza di poche parole avrebbero invece parlato con Fu prima che Ade avesse accompagnato la ragazza a casa.
Stella e Miku avevano una faccenda di cui parlare riguardante Madrid. Molte cose da dirsi e poco tempo per riuscirci.
Arrivati in hotel si videro. Miku non ne era contenta. Ma le sue guide si invece.
-Marinette ragazza mia... come andiamo...- fece Jagged allargando le braccia per poi andarle incontro. -Ho un'altra cover da chiederti, me la faresti? - le chiese l'artista.
-Ma certamente signor Stone.- disse la ragazza che si allontanò col cantante per vedere i dettagli.
-Se dovete registrarvi ci penso io!- disse un ragazzo con gli occhi smeraldo ed i capelli biondi prendendo a far strada.
-Grazie amico...- disse Hobo andando a fare il check in per le camere.
Rimasero solo Stella e Miku.
-Possiamo parlare in privato?- le chiese Stella abbastanzaa a disagio.
-Cinque minuti signorina.- disse Miku facendo strada verso la sua camera. Non sembrava molto entusiasta di restare sola con Stella che al contrario voleva solo scusarsi.
Stella la seguì. Era tesa ed un po' imbarazzata.
Nell'ultimo incontro Stella aveva fatto un po' di caos, ed ora alcune settimane dopo poteva rimediare.
Miku al contrario sembrava essere molto rilassata seppur apparentemente non fosse l'entusiasmo in persona.
Miku ed Ade erano rimasti in contatto e quindi sapeva la situazione, Stella voleva perdono e Miku glielo avrebbe dato se Stella ne fosse stata degna o quanto meno se si sarebbe mostrata pentita.
Giunte in una sala appartata le due si accomodarono.
Miku le spiegò che era disposta a fare un passo avanti e tornare indietro, ma quello che si fossero dette li, li sarebbe morto e sepolto, li sarebbe restato, tra le ragazze ed il salottino.
-Miku... mi spiace...- disse Stella una volta che le due si fermarono.
-Stella, io non sono lesbica. Ma mi piacciono le ragazze quanto i ragazzi. Sto cercando di capire il mio corpo cosa vuole. Non voglio ti senta in colpa per ciò che è accaduto a Madrid. Ero io ad essere molto debole a quelli che sono i desideri della mia lussuria.- disse Miku spiegandole meglio la cosa, come se Miku facesse una lezione ad una bambina.
Stella non capiva cosa volesse dire. Lei e la lussuria erano due cose opposte, il desiderio di avere e dominare, Stella non lo avrebbe mai avuto, o quanto meno se lo augurava.
Miku invece non credeva di aver rivelato il suo segreto ad una terza persona. Solo Ade, solo il suo patrigno, come Miku lo vedeva, sapeva della cosa ed ora anche Stella. Un grande abbraccio concluse l'incontro delle due ragazze.
Miku voleva Stella, ma si limitò ad un bacio sulle guance comprendendo le buone intenzioni di Stella.
-Miku posso confidarmi con te? Intendo come amica, posso?- chese l'ex robot.
-Dimmi. Che ti turba?- chiese la ragazza guardandola e trovandola giù.
-Sono fidanzata con Hobo ma mi piace un altro uomo... è un male?- chiese Stella molto turbata dalla cosa. Era normale per un essere umano normale sentirsi sentimentalmente confuso, ma per Stella era anomalo e non sapeva che pensare di se.
Da una parte Hobo e la sua dolcezza, dall'altra la sua confusione per Ade.
-Stella non temere. Capirai se quello che vuoi è l'uno o l'altro solo col tempo. Lo capirai perché ti farà stare bene solo qui...- rispose Miku mentre le toccò l'area pelvica. -... ma anche qui- le toccò poi il petto all'altezza del cuore.
Stella arrossì violenta. Non era abituata a parlare liberamente e a confidarsi. Efesto più d'una volta l'aveva definita difettosa ed ora che era umana Stella non si sentiva così difettosa, si sentiva normale, si sentiva umana.
Tornate alla reception, Miku e Stella sembravano amiche da sempre. Hobo ed Adrien, il ragazzo biondo che lo aveva aiutato col check-in, a malapena le riconoscevano.
Miku guardò Adrien.
-Signor Agreste la ragazza es i suoi amici sono miei ospiti. Una camera in più e le loro tutte sul mio conto grazie.- disse Miku notando che anche Stella era a suo agio con lei.
Una forte ventata scaraventò Ade e la ragazza dentro l'hotel con un vecchietto. E tutti si misero a riparo. Una ragazza dalla calzamaglia blu a spirali bianche soffiava forti raffiche di vento. Somigliava a Marinette, e di ciò, Ade era visibilmente sorpreso dato che si era appostato al bar della struttura una volta rientrato dalla sua conversazione. Anche la ragazzo senza nome era con lui.
L'unica differenza tra Marinette e la nuova entrata in scena era nel fisico, in quanto la ragazza era poco più robusta, e nei capelli, in qunto raccolti in un un morbido caschetto nero-bluastro.
-Hobo, metti il maestro Fu al riparo e fa mangiare Wayzz. Stella porta Miku al sicuro. Adrien mangia...- disse Ade per poi passare un pezzo di formaggio al biondo, del puzzolente Comonbert.
-Ade...- fece Stella guardandolo da lontano.
-Al riparo!- disse Ade per poi ereggere un muro di fiamme azzurre.
La ragazza soffio nuovamente e le fiamme si spensero mostrando Ade solo come un bimbo apparentemente indifeso ed un ragazzo biondo che somigliava ad un gatto nero e Stella riconobbe finalmente Chat Noir.
-Signor cerino lasci fare ai...- disse il ragazzo estraendo un bastone da dietro la schiena.
-... come vuoi, i martiri della stupidità non sono i miei preferiti ma accomodati...- disse Ade interrompendo il gattino.
Ade lo guardò. Che fare dunque? Nel preedente scontro a Parigi, Chat Noir era stato soccorso da Ade, ed il ragazzo non ne aveva memoria. Alle spalle della finta Marinette, una ragazza con una tuta rossa a pois neri ed una mascherina con lo stesso motivo della tuta emerse facendo roteare uno yo-yo rosso.
-Un po' in ritardo madmoseille.- disse il ragazzo ridendo.
-Molto maturo gattino.- fece la ragazza di tutta risposta.
-Non mi impedirete di far abbattere la mia ira su questo posto!- protesto la ragazza in blu sentendosi esclusa.
I due eroi parigini si misero tra Ade e la donna.
Ade rimase immobile, mentre, alle loro spalle, un uomo sospetto si eresse dietro Ade.
La donna si genuflesse.
-Finalemente vedo il famosissimo Papillon.- disse Ade.
I giovani rimasero molto male e confusi. Ade si girò per poi occuparsi del bel tipo alle sue spalle, che, salvo un mascherone griggio, non stava male con il suo completo elegnte viola e nero.
Stella intanto rimase a proteggere Miku e la ragazza di poche parole con loro. Non aveva mai capito chi ella fosse, ma di certo era un'amica. Non molto socevole, ma di sicuro un'amica.
La presenza di una figura al lei nota destò la sua attenzione.
-Hobo, bada a loro, io ho un conto in sospeso con quei due.- disse Stella al suo ragazzo baciandolo per poi girarsi vero gli eroi parigini. -Chat Noir, occupati della Lady Ventosa. Lady Bug, tu aiutami, avreo bisogno fortuna.- disse Stella guardando la figura che nel frattempo sempre più vicina prendeva la forma di due figure molto familiari alla ragazza.
La battaglia al hotel Bourgeois stava per infuriare, una battaglia cinque contro due.
Eroi contro criminali.
Buoni contro cattivi.
Giovani contro meno giovani.
Stella era tutta un fuoco. Non solo gli occhi avevano assunto un azzurro fluo molto intenso, non solo gli occhi le fiammeggiavano, ma il suo stesso corpo, il corpo di dolce quindicenne che possedeva e che ora non poteva più portare al massimo della potenza di un androide, emanava un'energia molto forte. Pochi minuti e tutta la sua forza poteva lasciarla. Poteva, ma non era detto che sarebbe andata esattamente così.
Tutta l'area della reception era piena di vento caldo e di mille e più tremiti di fredda paura. Hobo voleva intervenire. Lo avrebbe fatto? Il maestro Fu cosa sapeva che era tanto vitale protergerlo? Dov'era finito Adrien Agreste? E Stella perchè faceva così? Perchè Ade lo aveva portato in una gabbia di matti, in un ring di mostri?
Queste domande oscuravano il suo cuore tanto che il suo essere confuso era forte e palpabile nell'aria già molto fermentato dalla battaglia.
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