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Gruvia

"Lyon Vastia" era questo il nome che Juvia ripeteva da ore.

«Ti prego Mira-Chan, dì a Juvia che non è quel Lyon Vastia che ha scritto a Juvia una lettera» affermò la maga dell'acqua, rivolta verso la ragazza dietro il bancone.

No, non poteva essere quel Lyon, lo stesso Lyon innamorato di lei, lo stesso amico del suo amato Gray-Sama.

Impossibile dai, potevano esistere tanti Lyon Vastia nel mondo!

Mira la squadrò, ridendo.

Juvia le era sempre sembrata adorabile: i boccoli turchini sempre morbidi sulle spalle, gli occhi allegri sul viso di porcellana e il sorriso gentile sulle labbra. Eppure, mai come in quel momento, le sembrò la ragazza più disperata del pianeta.

Sospirò, facendole l'occhiolino e prendendo la lettera dal bancone di fronte a lei che, proprio quella mattina, il caro Lyon Vastia aveva recapitato per la ragazza.

Mira tossicchiò, Juvia trattene il respiro.

"Cara Juvia-Chan, oggi il tuo Carissimo Lyon-Sama avrà la giornata libera, ogni membro della Gilda potrà fare ciò che vuole. Non ti vedo da un po', quale occasione migliore allora? Verrò a prenderti per le 15:00, spero di trovarti davanti al portone della Gilda.
Mi renderesti il ragazzo più felice del mondo.
Un bacio,

Tuo Lyon"

Juvia chiuse gli occhi, deglutendo leggermente e massaggiandosi le palpebre.

In realtà, non si rendeva proprio conto di come gli astri andassero sempre in tutt'altra direzione che quella voluta dalla ragazza.

L'unico amore per Juvia restava solo e soltanto Gray-Sama, lo stesso Gray-Sama che adesso parlava tranquillamente con Erza, Lily e Gajeel, bevendo un sorso di birra dal calice che poco prima l'albina gli aveva consegnato.

Juvia si voltò lentamente, guardandolo.

I capelli corvini erano ribelli, segno che il suo Gray-Sama non li aveva spazzolati, la flebile luce che filtrava dalla finestra metteva in risalto il petto tonico del corvino mentre il simbolo della gilda sembrava brillare ad ogni sua risata.

Lui non si accorse che Juvia lo stava guardando.

Sospirò ancora, appoggiando i gomiti al bancone e le mani sulle guance, fissando Mira, silenziosa, davanti a lei.

«Mira-San» cominciò la turchina «Juvia non capisce perché Gray-Sama sia così ottuso, Juvia è profondamente frustata» buttò fuori, quasi in lacrime.

La realtà era che per Juvia quella situazione era asfissiante. Non importava quanto andasse dietro al suo Gray-Sama, quanto facesse per lui, Gray-Sama non la guardava minimamente.

Per lui, Juvia era una compagna come le altre.

Solo che più Juvia ci pensava, più non riusciva a capacitarsi di come sarebbe potuta andare avanti senza l'amore che provava per il suo Gray-Sama.

Juvia si nutriva di questo, non c'era pensiero di Juvia che non fosse rivolto a lui.

Mira, comprensiva, la mamma di quella grandissima famiglia che era Fairy Tail, aveva capito tutto.

Notava gli sguardi furtivi di Gray quando lei si girava, la frustrazione di Juvia nell'essere ignorata dall'uomo che amava.

Ara Ara, quanto erano complicati.

Sorrise l'albina, appoggiandole una mano in testa e abbassandosi all'altezza della ragazza.

Insomma, Gray era ottuso, ma quale modo migliore di fargliela pagare se non convincendo la ragazza ad uscire con Lyon? Era l'unico modo per fargli accettare la realtà dei fatti «Gray è un ragazzo Juvia ed è profondamente orgoglioso, lo sai anche tu, eppure...perché non provi a dare una possibilità a Lyon? In fondo non succede niente di male se per qualche volta vai a divertirti anche tu» Juvia la fissò, sconvolta.

Uscire con Lyon-Sama? L'idea le sembrò terribile, davvero ma davvero terribile.

Eppure, una parte di Juvia voleva davvero uscire con Lyon, sapere cosa le avrebbe detto, cosa avrebbero fatto.

E poi Juvia era stanca di stare in gilda a non fare nulla.

Gajeel non prendeva più missioni da quando Levy era rimasta incinta e lei non aveva effettivamente un team.

Era raro che Gray-Sama portasse Juvia in missione.

Questo non bastò a dare una spiegazione alla dolce Juvia che, rendendosi conto dei pensieri che aveva appena fatto, si sentì tremendamente male.

Oddio, uscire con Lyon invece che con Gray-Sama!

Come aveva potuto minimamente pensarlo?

Non rispose a Mira, buttandosi a faccia in giù contro il bancone, sotto lo sguardo confuso dell'albina.

In quel momento Lucy e Natsu, seguiti da Happy, fecero il loro ingresso in gilda «yo minna, indovinate chi è tornato!» Urlò tutto contento Natsu, buttandosi al tavolo di Gajeel e Gray, iniziando a spintonare "l'uomo mutanda."

Lucy, rassegnata, dopo aver borbottato qualcosa come "non ce la faccio più" raggiunse le due ragazze al bancone.

Mira le sorrise raggiante mentre Juvia non alzò minimamente la testa, la bionda restò un po' perplessa e si sedette accanto a lei «Juvia? Tutto ok?» Le disse, posandole una mano sulla schiena e accarezzandola leggermente.

Beh, all'inizio era un po' titubante, insomma, ultimamente lei e Juvia avevano legato molto ma la turchina vedeva ancora la bionda come una rivale in amore, nonostante sapesse bene dei suoi sentimenti per Natsu.

Juvia sospirò, parlando con voce tetra «Juvia vuole morire» Lucy, rabbrividì, allontanandosi leggermente e chiedendo spiegazioni all'albina, la quale, ridendo di gusto, le passò la lettera di Lyon.

La bionda la prese immediatamente, leggendo velocemente il contenuto di quel pezzo di carta e ridendo sotto i baffi.

Guardò Gray, intento ad azzuffarsi con Natsu, poi guardò Mira.

Entrambe si capirono immediatamente.

Beh, peggio per Gray, ben gli stava «alza la testa Juvia» ordinò Lucy, lo stesso tono che utilizzava quando rimproverava Natsu.

Juvia rabbrividì dallo spavento ma non ebbe paura o chissà che, alzò semplicemente lo sguardo e lo puntò sulle iridi cioccolato della bionda.

Lucy addolcì lo sguardo e si sporse in avanti, abbracciandola di slancio «anche tu hai il diritto di divertirti e non pensare a nulla per un giorno. Niente incarichi alla gilda, niente aiuti alla gilda, niente aiuti a Fairy Hills e soprattutto» la bionda schioccò la lingua «un appuntamento con un ragazzo che stravede per te. Juvia non devi sentirti in colpa se qualcuno ti ama nella stessa maniera in cui tu ami Gray, meriti anche tu l'amore. Lo meritiamo tutti. E poi non stai facendo chissà che, uscire a fare una passeggiata con un tuo amico -ok, omettiamo la mega cotta che riserva per te-, non è mica tradimento. Al massimo potrai mancare un'oretta. Inoltre, pensaci bene, sono entrambi maghi di ghiaccio.»

A quelle parole Juvia si riscosse un po' , non credeva alle stupidaggine uscite dalla bocca di Lucy.

Insomma, aveva davvero paragonato il suo Gray-Sama a Lyon? Per la miseria.....

Juvia scosse ripetutamente la testa, il cuore pesante «no, non è vero, il ghiaccio di Gray-Sama e quello di Lyon sono totalmente diversi. Quello di Lyon è freddo, Juvia lo percepisce distaccato, invece quello di Gray-Sama è un ghiaccio caldo, familiare. Juvia si sente così al suo fianco, un calore esattamente all'altezza del cuore» portò la mano sul cuore e arrossì di colpo, imbarazzata.

Lucy e Mira si guardarono un'altra volta, ridendo leggermente.

***

Gray si grattò la testa, visibilmente annoiato.

Juvia non si trovava nei paraggi, Natsu riposava a casa di Lucy e Gajeel si era calato nei panni di tata, accudendo Levy nel suo stato.

Sorrise felice al pensiero, ero contento per Gajeel, anche se le loro interazioni si basavano quasi sempre sulle scazzottate.

Certo, non poteva affermare di conoscerlo bene quanto Juvia, Lily o Levy, eppure ne era comunque felice.

Eppure Gray si sentiva strano, erano giorni che si sentiva così, senza apparente motivo.

Stava evitando Juvia spontaneamente e questo perché era un gran codardo.

Juvia sarebbe morta stando con lui e, nonostante le avesse promesso che avrebbe preso seriamente i suoi sentimenti, cosa che aveva fatto, non era pronto per affrontarla, non se poteva nuovamente perderla.

Nell'esatto istante in cui la sua mente elaborò quel pensiero, il portone della Gilda si aprì di botto.

Gray si girò annoiato verso il portone, le mani in tasca e lo sguardo accigliato, sbuffò rumorosamente e sentì un brutto presentimento incombergli «si può sapere che diamine ci fai qui?» Lyon sorrise divertito, Gray ringhiò furioso.

Se Lyon era venuto fin lì, l'opzione era soltanto una e lui non poteva permetterla, non ci sarebbe riuscito.

Santo Iddio, sembrava così tossico, lo era davvero per Juvia, lo sapeva.

Ma il sol pensiero che qualcun altro potesse toccarla lo mandava in bestia.

Soprattuto non dopo quell'enorme cicatrice che lui era riuscito a procurarle.

Strinse i denti mentre Lyon si avvicinava pimpante verso di lui, gli tese la mano e lo sfidò con gli occhi.

Gray non ricambiò «è così che si salutano i vecchi amici?» iniziò «sono venuto qui per Juvia-Chan, uomo mutanda, non di certo per te.» Gray si irrigidì e si incupii di botto.

Lui lo sapeva, lo sapeva da quando Lyon aveva messo piede all'interno della Gilda ma sentirlo direttamente fu devastante.

Strinse i pugni e si morse la lingua per non scattare come suo solito, era venuto fin lì per vedere Juvia, la stessa Juvia che, correndo, si stava dirigendo verso la loro direzione.

Gray la guardò, il cuore gli martellava nel petto e lo stomaco gli si chiuse in una morsa.

Era questo l'effetto che Juvia gli trasmetteva, la stessa Juvia che, appena arrivata, con quel vestitino celeste che non nascondeva quasi nulla delle sue forme e quelle labbra a forma di cuore, lo fissavano confuso.

Ed è lì che capì, Juvia era liberissima di fare quello che voleva e uscire con chi le pareva.

Perché lui avrebbe dovuto intracciarla?

Lui non avrebbe mai potuto amarla ed era giusto così, Juvia meritava qualcuno che sapesse proteggerla, lui non avrebbe potuto, non ci sarebbe riuscito.

Per quanto si amassero, Juvia non era il suo destino.

Lyon sorrise raggiante, voltandosi verso la nuova arrivata che, di risposta, non lo degnava di uno sguardo.

Lei guardava lui, lui e soltanto lui.

Il suo Gray-Sama, non poteva esistere nessun altro per lei.

Inconsciamente arrossì, facendo sorridere il corvino davanti a lei «finalmente sei arrivata Juvia-Chan, non ci speravo più» le disse, andandole incontro e prendendola per le spalle.

Juvia sussultò a quel tocco e si risvegliò dal suo stato di trance, troppo concentrata a fissare il suo Gray-Sama che, fissando le mani di Lyon sulle sue spalle, si voltò senza dire nulla e andandosene.

Juvia si spezzò in mille pezzi, non importava davvero cosa lei facesse.

Per Gray-Sama, Juvia non esisteva.

Questo era quanto.

Sorrise tirata a Lyon e annuì «Juvia si scusa, doveva aiutare Wendy con Levy in dormitorio visto che Gajeel è stato cacciato dalla responsabile, i ragazzi non possono entrare» Lyon sorrise, annuendo leggermente e guardando la bellissima donna che aveva davanti.

Aveva così tanti rimpianti verso quella ragazza, verso sé stesso, verso Gray.

Ormai era tutto diverso, la guerra aveva cambiato tutto e con quelli anche i suoi sentimenti, Juvia non gli apparteneva e per quella sua fissa aveva perso l'unica persona che davvero ci teneva a lui.

Era stato tutto così repentino, veloce, Meredy se n'era andata di nuovo con Gerard e l'aveva abbandonato, Lyon si sentiva devastato «non preoccuparti, andiamo?» Juvia volse lo sguardo verso Gray, seduto di spalle al bancone, la mano appoggiata alla guancia e l'aria annoiata.

Non importava nulla perché a Gray-Sama non importava di Juvia.

Ritornò a fissare Lyon e annuì.

Non si voltò più indietro.

***

Gray, seduto al bancone, sbatteva rumorosamente il piede a terra, spostando lo sguardo sull'enorme orologio alle spalle dell'albina.

Maledizione, Juvia era uscita da meno di 30 minuti e lui non si dava pace.

Come poteva andare tranquillamente con Lyon quando sapeva dei suoi sentimenti per lei? Era così cieca?

"Che rabbia" annaspò tra i denti, mordicchiandosi il pollice con i denti e rivolgendosi, nervoso, verso Mira «Mira una birra, per favore» la ragazza, che stava animatamente chiacchierando con Laxus, si girò verso di lui, contrariata.

«Gray è già la quarta, mi rifiuto categoricamente, non sei mica Cana» a sentire quelle parole Gray si innervosì ancora di più, sbattendo un pugno nel tavolo «Mira non mi frega un cazzo, tanto la pago sta merda.»
Laxus, rigido accanto all'albina, le braccia conserte e lo sguardo arricciato, si sporse, minaccioso verso di lui, sotto lo sguardo perplesso della ragazza.

«Attento a come parli moccioso o ti cambio i connotati» Mira sorrise, toccando un braccio di Laxus per farlo calmare e sorridendogli leggermente, sotto lo sguardo arrabbiato di Gray.

Apprezzava ma poteva gestire la rabbia da gelosia da sola.

Gray era furioso, sembrava che tutti si prendessero gioco di lui quel giorno.

Mira, dal canto suo, fece l'occhiolino a Laxus e si avvicinò, elegante, come solo lei sapeva essere, verso di lui «ara ara, qualcuno è geloso qui» disse solo, facendo irrigidire i due uomini.

Fulminando l'albina con lo sguardo, Gray iniziò a ridere come un'idiota, odiava essere brillo e odiava essere messo sotto pressione «io? Geloso di Juvia e di quel..di quel coso. Ti sbagli di grosso, dovrei essere totalmente folle!»

Mira sorrise raggiante, sotto lo sguardo confuso di Laxus.

Non che a lui importasse qualcosa ma sembrava davvero qualcosa di tragico se Gray arrivava a scolarsi delle birre intere pur di non pensarci.

Gli fece un po' pena ma d'altronde, non gli interessava «senti Gray, non c'è motivo di nasconderti. Sappiamo tutti della tremenda cotta che hai per Juvia dai tempi di Tartaros, l'unica a non essersene accorta è lei» affermò prontamente Mira, asciugando vari bicchieri e muovendosi a zig zag dietro il bancone.

Laxus tossì «in realtà nemmeno io» Mira sbuffò, sotto lo sguardo perplesso di Gray «...e Laxus ma non è importante, Laxus non c'è mai. Quello che tento di dirti è che Juvia non morirà stando con te, smettila di avere questa paura insensata.»

Gray abbassò lo sguardo, sconfitto, sentiva come se sopra di lui ci fossero macigni su macigni.

Era un dolore insopportabile, eppure lui sapeva che Mira avesse ragione ma proprio non riusciva ad accettarlo.

Scosse la testa mentre Laxus, minaccioso, incombeva su di lui «pensi che non rischierebbe la morte in ogni caso? È una maga, razza di moccioso, cosa pensi? Che tu non rischi la vita tutti i giorni? Che io, Mira, perfino Romeo che è ancora il Re dei Mocciosi la rischia. Perché è questo il significato di essere maghi, di essere una famiglia. Noi ci proteggiamo a vicenda e per proteggerci, rischiamo la nostra vita. Se non sei capace a prenderti la tua donna, sei solo un codardo. Non morirà con te e, se proprio ci tieni, diventa un uomo in grado di proteggerla» Mira sorrise, il cuore in una morsa, guardando Laxus con gli occhi innamorati.

Non c'era modo per descrivere meglio ciò che lei non riusciva a dire, si avvicinò a Laxus che la guardava a sua volta e lui le fece l'occhiolino.

Mira si sciolse e Gray strinse i pugni «sono un completo idiota» disse soltanto, sentendosi così stupido da maledirsi da solo.

L'aveva ignorata, tempo prima l'aveva abbandonata, l'aveva quasi fatta morire e adesso la lasciava andare con un altro ragazzo.

Non c'era cosa peggiore per Gray.

Sperò con tutto il cuore che Juvia lo perdonasse.

Mira, probabilmente capendo il suo stato d'animo, si avvicinò a lui «tranquillo Gray, passerà. Juvia ha occhi solo per te, no?» Gli fece l'occhiolino e poi tornò al proprio lavoro, sotto lo sguardo innamorato di Laxus.

Gray li guardò, sorridendo teneramente.

In certo senso quelle parole l'avevano confortato ma proprio non riusciva a rilassarsi.

***

Juvia camminava silenziosa accanto a Lyon, scalciava di tanto in tanto qualche sassolino mentre si godeva l'aria fresca di fine Giugno e i primi raggi di sole.

Quel giorno Magnolia straripava di gente, forse perché le vacanze erano appena cominciate.

L'unica cosa a cui riusciva a pensare Juvia era il suo Gray-Sama, lo sguardo indifferente, le spalle rilassate al bancone e la birra sulle labbra.

Proprio non ci riusciva ad amare Juvia, eh?

In realtà non poteva essere chissà che problema, Juvia aveva abbastanza amore per entrambi.

Ma proprio lui ignorava Juvia e questa cosa faceva un male cane «e quindi Chelia ha combinato.....ma ehi mi stai ascoltando?» Sbuffò Lyon.

Era ormai da una buona mezz'ora che stava raccontando alla maga dell'acqua gli ultimi avvenimenti della gilda ma Juvia, appunto, pensava solo a Gray-Sama.

Arrossì vistosamente per la figuraccia appena fatta, le dispiaceva da morire per Lyon, Juvia non voleva farlo star male «mi dispiace Lyon-kun, Juvia era immersa nei suoi pensieri» lui sorrise dolcemente.

Sembrava non fosse arrabbiato, non aveva traccia di rabbia o chissà cosa, solo un sorriso spontaneo, sincero.

A Juvia piacque molto. «Immaginavo» disse solo mentre Juvia fece altri due passi avanti, appoggiandosi di spalle alla ringhiera del lungomare e respirando l'aria marina.

Chiuse gli occhi, rilassandosi mentre Lyon appoggiò le mani alla ringhiera.

Fissava un punto ben definito all'orizzonte, lo sguardo fiero e concentrato, sembrava stesse pensando e Juvia non volle disturbarlo.

Aprì gli occhi solo quando il silenzio divenne imbarazzante.

Per la prima volta, Juvia guardò attentamente Lyon.

Aveva un bel profilo, il naso pronunciato, i capelli così simili a quelli del suo Gray-Sama -ovviamente quelli del corvino erano molto più belli-, gli occhi leggermente allungati.

Era un bel ragazzo ma non era il tipo di Juvia.

Lyon scoppiò a ridere «che c'è? Ti stai pentendo di avermi scaricato e ora mi fissi innamorata?» Juvia arrossì nuovamente, gonfiando le guance.

Santo Iddio, quel ragazzo la metteva facilmente in imbarazzo.

Non trovando risposta, Lyon si girò a guardarla, arrossendo di botto anche lui «sto scherzando Juvia, non prendermi seriamente» le disse mentre lei si rilassò piano piano.

Gli sorrise annuendo e strizzò un occhio abbagliato dal sole «Lyon, Juvia si chiede perché tu sia voluto uscire con lei» Lyon sospirò, ridacchiando.

Si passò una mano nervosa tra i capelli «perciò l'hai capito» le disse solo mentre lei si staccava dalla ringhiera e si avvicinava maggiormente a lui.

Le piaceva Lyon, in realtà le era sempre piaciuto, non più che come un amico sia chiaro. Trasmetteva sicurezza, cosa che Juvia apprezzava molto.

Gli sorrise compiaciuta «sarebbe stato difficile non notarlo, Juvia ha capito che parlavi di cose senza senso. Anche per questo Juvia non ti ha ascoltato.»

Lyon sospirò ancora, staccandosi dalla ringhiera anche lui e avvicinandosi maggiormente.

Sorrise, porgendole la mano «vieni, ti porto nel mio posto segreto» lei gli sorrise, stringendogliela.

***

Quando Juvia fece ritorno erano le diciannove passate e, la cosa che sconvolse di più tutta la gilda, fu l'entrata bizzarra della maga.

Era avvinghiata a Lyon, lui si sporgeva verso l'orecchio di lei e sembravano ridere di gusto.

Gray si alzò di botto, rimanendo lì immobile e puntando l'attenzione dei due su di lui.

La prima ad accorgersene fu Juvia che puntò subito i suoi occhi nei suoi, Gray non riuscì a mantenere quel contatto visivo, troppo ferito per farlo.

Juvia, dal canto suo, sospirò e si staccò da Lyon.

Certo, era stato un tremendo shock sapere che Meredy e Lyon avessero una storia in segreto dai tempi di Tartaros e proprio Meredy non le aveva riferito nulla ma chissà, ora l'unico obbiettivo era parlare con Erza e Gerard.

Juvia si girò verso Lyon, abbracciandolo di slancio «Juvia ti terrà informata» gli sussurrò all'orecchio, facendo sorridere il mago di ghiaccio.

Gray stette lì, fermo come un'emerito idiota mentre sentiva qualcosa spezzarsi dentro di lui.

"Dannazione" pensò "fa così male."

Juvia si staccò da Lyon e, dopo un saluto generale alla gilda Lyon scomparse, seguito, poco dopo da Juvia, troppo stanca per restare in gilda.

Gray, affranto e senza essere riuscito ad avvicinarsi a lei cercò di sforzarsi a sorridere com'era solito fare ma non ci riuscì, qualcosa glielo impediva.

Sospirò, guardandosi attorno.

In gilda ormai erano quasi tutti felici e spensierati per pensare ad altre storie d'amore.

Natsu si era accorto dell' amore di Lucy nei suoi confronti e ora stavano insieme.

Così come Levy e Gajeel che si frequentavano da un bel po' e aspettavano perfino un bambino.

Gerard, nonostante i suoi continui viaggi e dopo aver accettato i suoi sentimenti, aveva dato vita ad una corte spietata ad Erza. L'unica differenza era che lei era stracotta di lui fin da quando erano bambini.

Ed erano passati anche ad un passo importante: il matrimonio! Si sposavano perfino tra due mesi.

Si passò una mano tra i capelli, andando nuovamente da Mira.

Si buttò a peso morto sulla sedia «cosa dicevi al riguardo di non preoccuparsi?» Le disse e Mira sbuffò, asciugando un piatto.

La situazione la divertiva così tanto che avrebbe potuto dire la qualsiasi per far ragionare ancora Gray.

La ragazza tossì, prendendo un tono arrabbiato e cercando di non ridere «sai che c'è Gray? C'è che sei egoista. Lei ti va dietro da cinque anni ormai, anche di più considerando anche i sette anni che siete stati prigionieri sull'isola Tenroujima e quell'anno in cui la Gilda si è sciolta! Solo un cieco non si accorgerebbe che è stracotta di te ma non credi che dopo un pò una persona si stanchi? Non è il caso di Juvia, lei ti ama alla follia! Sono sicura ci sia una spiegazione logica. Eppure tu ti stai accorgendo troppo tardi di questi sentimenti. Evidentemente c'e qualcuno con meno orgoglio di te che si è dato già da fare» si lamentò l'albina e Gray sapeva che aveva ragione ma cosa poteva farci, era fatto così.

Nel frattempo i giorni passavano e Juvia si faceva vedere sempre meno, continuava a vedersi con Lyon e parlava continuamente con Erza sulla questione.

Gray era diventato depresso, le mancava da morire ma lei nemmeno se ne accorgeva.

«Yo Ghiacciolo stai bene?» Natsu gli si avvicinò e si sedette di fianco a lui, erano giorni che vedeva l'uomo mutanda a pezzi ma non ne comprendeva il motivo.

Sarebbe stato meglio chiedere, inoltre non vedeva Juvia stare dietro Gray da un bel pò e questa cosa lo turbava.

Era insolito.

-No Natsu, non va affatto bene- pensò Gray ma che doveva farci? Non voleva farlo preoccupare e, soprattutto, non voleva parlarne.

Cosa avrebbe dovuto dirgli? Che gli mancava Juvia? Neanche morto.

«Si si, va tutto bene» mentì lui, sbuffando e cacciando via Natsu con una mano.

Il diretto interessato, infastidito, gli diede uno schiaffo sulla mano e gli ripetè la domanda, lo sguardo fermo e serio.

Così tanto che Gray si sentì messo alla strette «no Fiammella, non sto bene, secondo te come dovrei stare?» Natsu alzò le spalle, aggrottando le sopracciglia «ed io che ne so» Gray sbuffò e si buttò nel tavolo con la testa «hhh è tutto così difficile» urlò «scusami Gray ma se il problema è Juvia sei tu che hai complicato la situazione, se solo avessi accettato prima i suoi sentimenti, lei non sarebbe uscita con qualcun altro» allora cercava rogne? Si le cercava proprio. 

«Parla per te, cosa faresti se Lucy uscisse con un altro ragazzo?» Natsu tramutò la sua faccia da serio a incazzato, buttando aria dal naso.

Il solo pensiero lo faceva ribollire, era sempre stato iper protettivo con Lucy, non aveva mai fatto avvicinare nessuno a lei, ancora prima che stessero insieme.

Si domandava come il Ghiacciolo riuscisse a mantenere la calma mentre un altro uomo toccava la sua donna, bah.

«Semplice, nessuno tocca la mia Lucy, sarei andato sicuramente lì a spaccargli la faccia e a riprendermela, non credi?» Gray ci pensò su.

Era una cosa logica per il rosato.

Tuttavia, lui, diversamente da Natsu, ragionava e non pensava solo a combattere, su combattere su combattere.

Quindi, fare a botte era una cosa da escludere.

Natsu gli sorrise, prendendolo per il collo, sotto lo sguardo di una Mira divertita e un Gray che si dimenava, furioso.

Lo scagliò fuori dalla gilda e poi, con lo sguardo più freddo possibile, fissò Gray negli occhi «vai e riprenditi la tua bella, idiota.»

***

Juvia era distesa nel suo letto a leggere un giornalino, secondo lei noioso.

Le sue giornate erano sempre le stesse
Andava in Gilda,
parlava con le sue compagne,
prendeva informazioni da Erza tramite Gerard,
ignorava Gray-Sama,
usciva con Lyon e gli riferiva le parole di Gerard e i suoi spostamenti.

Meredy era scomparsa, aveva abbandonato anche Gerard, lasciando un Lyon distrutto.

Si alzò dal letto e si diresse in cucina prendendo un bicchiere di acqua, quando sentì un rumore provenire dalla sua finestra.

Sussultò leggermente, andando verso la finestra e...Juvia rimase di stucco, anzi, di sasso, oddio, non lo sapeva nemmeno lei.

Il suo Gray-Sama penzolava dalla finestra come una scimmia alle 23:30 di Venerdì sera, al Fairy Hills, dove i maschi non potevano accedervi per nessuna ragione al mondo.

Lo guardò stranita e il cuore iniziò a batterle nel petto, corse verso la finestra e la aprì velocemente, guardando il ragazzo balzare all'interno.

«Oplà» disse lui mentre Juvia lo fissava, scioccata.

Gray entrò all'interno della stanza della ragazza, assaporando l'odore di salsedine che quella camera emanava.

L'odore di Juvia.

La stessa Juvia che, con solo indosso una camicetta da notte, lo fissava stranita «oplà???» urlò poi lei, gli occhi sgranati e le braccia incrociate.

Gray fissò la lungo mentre lei lanciava le braccia in aria «hai fatto venire un infarto a Juvia, sei entrato dalla finestra come un ladro e l'unica cosa che Gray-Sama riesce dire è oplà?» le guance le si arrossarono per lo sforzo delle urla e Gray non potè fare a meno di sorridere.

Si avvicinò cautamente mentre lei restava ferma immobile, guardandolo in cagnesco «vabbè, non è importante al momento, noi due dobbiamo parlare» la ragazza avvampò subito, facendo tre passi indietro e mettendosi lontana da lui.

Parlare? Perché Gray-Sama voleva parlare con Juvia.

No, meglio di no.

Juvia non era psicologicamente pronta.

Presa dal panico, si avvicinò, mettendogli le mani sulla pancia e spingendolo all'indietro.

Gray glielo permise, guardandola dolcemente «mi dispiace, Juvia ora è impegnata, torna domani, ok? A domani, ciao ciao» fece per spingerlo verso la porta ma Gray le prese le mani nelle sue, facendola avvampare «non ci provare nemmeno» le disse, restando appoggiato contro la porta con le mani della maga tra le sue.

Lei non lo guardò in faccia e lui respirò piano, Juvia era stranamente calda ma lui lo sapeva, avevano vissuto insieme per un bel pò.

Preso dall'enfasi del momento, l'abbracciò, accasciandosi completamente contro la porta ed ispirando l'odore dei suoi capelli.

Juvia non si mosse, il cuore le batteva feroce in petto «dio, non hai idea di quanto mi sei mancata» Juvia non rispose, troppo scioccata per farlo.

Santo dio, avrebbe dovuto dirlo lei!

Lei stava soffrendo di più, lei aveva sopportato tutto in silenzio.

Dov'era il suo Gray-Sama quando lei stava male.

«Ora mi spieghi perché mi stai ignorando» le sussurrò tra i suoi capelli, Juvia si spostò leggermente, guardandolo in faccia.

Quando lo fece, mille emozioni la invasero, le era mancato così tanto il suo Gray-Sama che era impossibile avercela con lui «Juvia non ti sta evitando, Juvia sta solo passando un pò più tempo con Lyon-Sama, tutto qui» Gray rabbrividì, cosa che a Juvia non passò inosservata.

Gray respirò piano «mi dispiace tanto, sono stato un coglione, non posso biasimarti per odiarmi e non volermi qui. Ma tu, tu attualmente non sei la mia Juvia, lei non era così, non sei più tu, cosa ti è successo?» Juvia abbassò lo sguardo, spostandolo leggermente.

La verità è che credeva di stargli dando pan per focaccia solo perché era ferita e perché super impegnata con la questione di Lyon e Meredy «non è successo nulla, Juvia è la stessa di sempre» Gray inarcò un sopracciglio «ah si? La mia Juvia a questa affermazione avrebbe cominciato ad urlare a sclerare e a farsi i peggio film mentali di questo mondo. Non mi avrebbe evitato e sopratutto avrebbe fatto in modo che non me ne andassi.»

Juvia lo sapeva, sapeva che lui pensasse chissà cosa, senza motivo e sapeva di aver sbagliato «Juvia io sono un egoista bastardo, io rivoglio indietro la mia Juvia» lei diventò tutta rossa.

Oddio, il suo Gray-Sama si riferiva a lei come "sua", lei gli apparteneva.

Ma era stato così da sempre. 

Lui le accarezzò la guancia «rivoglio la Juvia che quando mi vede fa i salti di gioia per farsi notare, quella che mi segue come una stalker, quella che farebbe di tutto per i suoi amici, quella Juvia testarda e coraggiosa, e soprattutto quella Juvia che è riuscita ad abbattere il mio muro di ghiaccio con il suo sorriso, quella che mi fa sorridere e quella che mi fa mandare in bestia quando dà attenzioni a un ragazzo che non sono io.»

Nemmeno il tempo di metabolizzare il fatto che non fosse un sogno che lui la baciò, a terra, contro la porta di camera sua e senza modo di potersi spiegare.

Vabbè, in quel momento Gray-Sama la stava baciando.

Non importava nient'altro, ci avrebbe pensato domani.

[4853 parole]

~Angolo Autrice~
Ok io amo follemente la Gruvia, mi avete sgamata, ops. La terza storia in una settimana, puahaha, vabbè dettagli.
Mi sono accorta di adorare far soffrire Gray-Sama.
Si, sono sadica.😈
Bacini a tutti voi, fatemi sapere cosa ne pensate💙

~Aly❤️

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