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capitolo 4



"no, no e no!" mi metto le coperte sulla testa cercando di silenziare con la mente la sveglia, tremendamente insistente! Il fatto è che il caro mio migliore amico vuole iniziare a fare corsette mattutine e ovviamente deve trascinare pure me!

Il problema più grave è che sono le 5, e io non ho assolutamente voglia, di colpo sento un peso morto sul mio corpo

"Antony maledizione non sei leggero, non respiro!!" so per certo che è lui, perché inizia a stuzzicarmi e poi Sofia è peso piuma!

"dai piccoletta alzati dobbiamo andare a correre!!" lo odio! Io giuro che lo odio!

"no, domani dai" mi strappa le coperte di colpo e mi fissa con un sorrisetto

"muovi il culetto"

"sei cattivo" faccio il broncio e lo guardo male

"forza mettiti una tuta e andiamo su su, muoversi, marce!"

"mi spieghi perché non rompi a Sofia?"

"perché lei ci va la sera!"

"e perché non andiamo anche noi la sera?"

"perché torni sempre tardi e poi è bella e buona l'aria mattutina"

"se lo dici tu.."

Mi alzo finalmente, mi faccio una coda mi lavo il viso e i denti e mi metto una tuta decisamente sportiva che ovviamente non ho mai usato! Visto che non faccio sport

"andiamo?" urla dalla cucina, lo raggiungo

"oh mamma mia sei raggiante mia cara Jennifer" mi prende in giro e usciamo percorrendo le scale velocemente

"perché dobbiamo correre anche per le scale?"

"per scaldarci un po' dai forza non fare la pigra non lo sei"

Scaldarci per cosa? Apre la porta d'ingresso ed ecco che capisco per cosa

"porca miseria, ma fa freddo sei scemo?"

"no, se corriamo poi ti scaldi e vorrai metterti addirittura in maniche corte"

"Antony te la farò pagare"

"va bene piccoletta, però ora andiamo se no non fai in tempo per il lavoro dopo!"

Corriamo percorrendo tutta la strada del nostro quartiere, ci sono molte persone che corrono qua e la almeno non sembriamo gli unici pazzi che corrono alle 5 del mattino con l'era glaciale che ci percorre le vene!

"Antony, sono le 6:50 devo tornare se no non faccio in tempo per il lavoro"

"si andiamo"

"che c'è?" è da ormai dieci minuti che lo vedo distante

"niente, sono solo un po pensieroso niente di che!"

"che succede Anto, lo sai che io ci sono"

"si lo so, vieni qui" mi abbraccia e io faccio la stessa cosa, anche se non vuole dirmi che ha posso aiutarlo con un abbraccio

"sei tutto sudaticcio" cerco di rompere il ghiaccio ma lui mi stringe più forte

"ne avevo bisogno grazie" si stacca e mi da un bacio sulla fronte e parte in una corsetta.

Rimango pietrificata, che gli succede?

Lo raggiungo correndo e in silenzio arriviamo all'appartamento,

"grazie di essere venuta con me"

"Ei guarda che mi hai costretta!"

Lo faccio ridere e ho la mia fantastica vittoria perché l'ho fatto sorridere, gli mando un bacio volante e corro a prepararmi.

Sono davanti alla Mitchelcompany e sono in uno straordinario anticipo di cui sono fiera, devo dire che la corsetta mi ha svegliata particolarmente.

Entro con sofia

"che gli succede a Antony?"

"non lo so perché?" mi domanda incuriosita

"non lo so, una mia impressione!"

"beh io scappo magari ne parliamo stasera" mi da un bacio al volo e scappa via

Io mi metto tranquillamente davanti all'ascensore aspettando che scenda, che strano stamattina non c'è un gran via vai, salgo e mentre le porte si chiudono una valigetta le fa riaprire, è lui lo stronzo! Sono quasi felice di vederlo.. no ma cosa dico?

Scuoto leggermente la testa senza darlo a vedere e mi sposto leggermente per fargli spazio,

"potevi dirmelo che hai un ragazzo!" afferma continuando a guardare davanti a se

"che? Un ragazzo? Si è presentato qualcuno qua? E scusa perché a te dovrebbe interessare" domando di raffica tutte queste domande e rimango in attesa, la cosa che mi preoccupa di più è se si è presentato qualcuno!

"calmati, non è passato nessuno chi dovrebbe passare? E poi mi interessa perché per una settimana di fila ti ho chiesto di darti un passaggio e mi hai snobbato, potevi dirmi 'ho un ragazzo'"

"ma io non ho un ragazzo" arriviamo al mio piano ma lui mette in stop l'ascensore

"ti ho vista stamattina"

"oh Antony" inizio a ridere " no lui è il mio migliore amico" sento che si rilassa visibilmente

"allora perché non accetti i miei passaggi e te ne vai in taxi?"

"ma che diamine non so manco come ti chiami, credimi dal tuo sguardo sei più pericoloso tu" lo prendo in giro ma non si smuove

"mi chiamo Ian, Ian Mitchel"

"piacere Ian, ora devo andare a lavorare"

"mi stai scaricando ancora?"

"no sto solo andando a lavorare" gli faccio l'occhiolino e schiaccio il pulsantino rosso per sbloccare l'ascensore..

"e tu come ti chiami?"

mi volto appena in tempo

"io sono Jennifer" si chiudono le porte e le mie gambe da flaccide diventarono di nuovo salde al terreno, che effetto mi ha fatto quel poco che gli sono stata accanto?

Raggiungo la mia postazione faccio tutti i compiti assegnati dal mio capo, ma ho la mente invasa da quel Ian, santo cielo. Dire che mi ha devastata è poco è decisamente strano perché non lo conosco e da quanto so è uno sbruffone, pensiero tira pensiero non mi accorgo neanche che sono in pieno pomeriggio non ho neanche pranzato!

Mi guardo attorno e del mio capo nessuna traccia, decido di andare a prendere un caffè, raggiungo la macchinetta prendo un caffè e torno alla mia postazione,

il telefono squilla e rispondo velocemente

"pronto?"

"pronto, Jennifer abbiamo una riunione, rimarremo qua fino a tardi" mi annuncia il mio capo

"va bene, a che ora?"

"ora, Sali per favore"

Confermo e raggiungo l'ascensore, salgo fino all'ultimo piano e raggiungo la sala riunioni dove ci sono tutti, mi siedo accanto al mio capo,

Ian entra dopo di me e si siede appoggiando i suoi occhi su di me,

"Buongiorno signori, volevo parlare con voi dell'andamento economico della Mitchel.."

Parla tranquillamente mentre io guardo ogni suo lineamento, sembrerò una psicopatica ma è davvero perfetto!

La riunione volge alla fine dopo tre ore, devo dire che sono piacevolmente stanca e felice di tornare a casa a riposare.. do il verbale al mio capo e corro via sono le otto e ho voglia di andare a casa a mangiare!

Prendo l'ascensore e raggiungo l'atrio dell'azienda, mi precipito fuori per prendere un taxi, cosa impossibile, è buio ed è davvero difficile, la solita macchina che è da una settimana che si ferma puntualmente qui fuori, si ferma e il finestrino si abbassa,

"a cosa sei uno stalker?"

"sarà difficile prendere un taxi, Sali ti do un passaggio, prometto di non dirti niente e non fare pensieri non adeguati" lo guardo per un istante e poi scoppia a ridere

"dai scherzo Sali"

"no, mi dispiace!"

Mi sbraccio per un po'

ma sento qualcuno chiamarmi "Jennifer, Jennifer!" una voce che conosco fin troppo bene, il panico prende il sopravvento, mi volto di colpo e lo vedo dietro di me

In un secondo mi volto verso la macchina di Ian, apro lo sportello ed entro il più veloce possibile

"parti parti" lo incito a partire, gli dico dove abito e senza fiatare inizia a guidare,

"chi era quello?" ecco appunto.. senza fiatare eh..

"nessuno" sono ancora in un panico colossale, continuo a guardare fuori dal finestrino, in realtà guardo lo specchietto retrovisore nel caso ci seguisse qualcuno..

Ma ci siamo solo noi sulla strada, decide di non continuare la conversazione e ne sono grata, appoggio la mia testa al finestrino e osservo la città scorrermi davanti agli occhi, fino a quando ci fermiamo

"siamo arrivati"

"si, emm grazie" apro la portiera ma mi precede afferrandomi un braccio

"chi era quello?" domanda di nuovo, ci penso un po e poi..

"il passato" lo lascio interdetto, e mi lascia il braccio facendomi uscire dalla macchina, faccio un balzo ed entro subito dentro chiudendo la porta d'ingresso dell'edificio, sento la macchina sfrecciare via, tiro un sospiro di sollievo e salgo le scale.


SPERO VI PIACCIA!! :*

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