Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

10 - A pianta stabile

Antheo si era alzato di buon'ora aspettando Barty per giocare e fare colazione insieme.

Era già quasi una settimana che Crouch si era stabilito alla tenuta Lestrange scappando da casa Crouch, stufo ormai di sopportare le oppressioni di quella che non poteva chiamare famiglia.
Gli elfi domestici avevano preparato la stanza migliore per farlo riposare e Barty per la prima volta si era svegliato con gli sguardi sorridenti di chi si interessava veramente di lui. Quando si accomodava al tavolo, Rodolphus gli chiedeva come avesse dormito e Bellatrix già lo preparava per l'addestramento e le varie lezioni di Arti Oscure.

E lui per la prima volta in tutti quegli anni si svegliò sorridendo, con un umore tutto nuovo e piacevole.

Barty si svegliò inspirando il fresco profumo di lavanda delle lenzuola pulite. I lievi raggi del sole gli stavano solleticando la pelle e gli avevano regalato un risveglio piacevole. Sollevò la testa per osservare la stanza. Ancora non ci credeva. Era libero da tutte quelle pressioni e viveva finalmente una vita spensierata. Quanto sarebbe durato non lo sapeva, ma voleva godersi ogni singolo istante.

Si alzò e uscì dalla stanza, scese le scale scure fermandosi nel gradino dove aveva visto Antheo per la prima volta e sfiorò il corrimano con il palmo. In quella casa si respirava tutta un’altra aria; a volte inquinata dalle discussioni di Bellatrix e di Rodolphus, ma per il resto era tutta un’armonia diversa. Per la prima volta dopo mesi non vedeva l’ora di rivedere anche Regulus, voleva fargli sapere la situazione e il fatto che adesso lui poteva raggiungerlo all’addestramento con facilità, sperando che con la breve lontananza che avevano avuto le acque si fossero calmate.

La sala da pranzo era illuminata dalla luce del sole che entrava quasi egoista dalle finestre, volenterosa di riempire quell’ambiente troppo buio per i suoi gusti. Intorno al tavolo, un bambino energico stava correndo nel suo completo bianco e nero con dei pantaloncini corti reggendo in mano un drago di legno e ogni tanto si fermava dai genitori per coccole o per invogliarli a giocare.

“Buongiorno Barty, ti vedo allegro” Rodolphus posò lo sguardo sul ragazzo che ricambiò il saluto con un sorriso. Bellatrix si alzò e si avvicinò, negli occho aveva un misto di bagliori che Barty faticava a capire cosa potessero significare.

“Tra pochi giorni avrete quella missione in particolare che il Padrone vi ha assegnato. Sappi che con te verrà mio figlio e non voglio che gli capiti niente” lo sguardo era serio ma un lampo di fiducia diede a Barty la carica per rassicurarla. Avrebbe protetto Antheo in caso di pericolo e sarebbe stato premiato da tutti.

Antheo gli si avvicinò correndo e simulando il ruggito del drago con la voce, ottenendo lamentele dalla madre e una risata dal suo amico che lo accolse tra le braccia. Quando Antheo non aveva crisi di tic nervosi dovuti alla Tourette, che lo rendevano nervoso e tante volte aggressivo e manesco, stare con lui era solo un piacere. Nei giorni di pioggia Barty si era anche ritrovato in mezzo al temporale a logorarsi i vestiti col fango delle pozzanghere, trascinato dal bambino che era una calamita per la pioggia. “È come se fosse il suo elemento naturale” gli aveva spiegato Regulus di sfuggita un giorno “Vede la pioggia e non capisce più niente, potrebbe anche esserci un alluvione ma lui uscirebbe lo stesso”. Antheo si era anche rivelato un temerario compagno di giochi: Barty in questo modo non si imbarazza va a giocare con lui non dovendo improvvisarsi animatori in attività infantili: infatti ad Antheo piaceva molto arrampicarsi ovunque e buttarsi giù per vedere quante volte cadeva in piedi, percorrere sentieri scoscesi lungo la scogliera dove si ergeva la tenuta oppure addentrarsi nella fitta foresta di pini e alberi secolari che circondava metà tenuta. “Questo è un gioco che possono fare solo i maghi più coraggiosi” gli disse un giorno “Devi entrare nel cuore della foresta e prendere un trofeo, può essere qualsiasi cosa io ti dica, ma devi restare lì fino a che non lo hai trovato e senza spaventati. O sarai considerato non degno del tuo sangue da mago e verrai preso in giro in eterno”

Si sedettero a tavola, e mentre il ragazzo iniziò a servirsi e a gustarsi dolcetti che l’elfo domestico Boby aveva preparato, ascoltò Bellatrix che nel frattempo gli stava esponendo cosa avrebbero dovuto fare nei minimi dettagli: la loro missione prevedeva di cercare un vecchio mago che in passato era stato un membro influente del Ministero della Magia, e quando fu accusato di fronte e spionaggio per truccare le elezioni di quell’anno, si confinò in una valle nascosta e difficile da raggiungere anche smaterializzandosi. Visto che Barty e Antheo erano le ultime reclute arrivate, nessuno avrebbe avuto grandi sospetti su di loro, né li avrebbero seguiti per molto. Se fossero stati Mangiamorte conosciuti sarebbe già stato più difficile.

“Servire il Padrone è forse il miglior privilegio che ti possa capitare, ma ricordati che se fai anche solo un errore non ti verrà perdonato. Anche se non ci crederai, io tengo moltissimo a mio figlio e sappi che non ti risparmi ero sempre succederà qualcosa”

“Di questo non devi preoccuparti, io e Antheo ormai siamo in simbiosi e credo che faremo un fantastico lavoro”

“Di questo non ne dubito” si intromise Rodolphus con un sorriso “Ho avuto modo durante gli addestramenti di Rabastan quanto tu sia promettente”
Barty non poté fare a meno di sorridere, non aveva mai ricevuto un complimento; se non fosse stato per la Causa, avrebbe giurato che Lestrange avesse intenzione di farlo suo figlio acquisito. Finì di mangiare la sua colazione e si sentì tirato per una manica vedendo Antheo che lo invitava a giocare in cortile.

Lo osservò precederlo verso il portone, ma prima che potesse uscire, una domanda ormai ricorrente gli venne in mente: “Ma Regulus non lo vedi più?”

“Ultimamente sembra essere impegnato in altro” disse il bambino “Non ha più dato problemi, ma mamma non si fida a lasciarmi da solo con lui. E poi Regulus non mi ha ancora scritto, di solito in estate mi manda tante lettere”

“Che stronzo…” bisbigliò tra sé e sé Barty. Il comportamento di Regulus era un mistero da ormai troppo tempo e a scuola lo aveva visto sempre peggio, non era più lo stesso ragazzo che lo aveva condotto in quel mondo, non era più il cugino grande di un bambino che gli insegnava a seguire la causa, non era più niente, niente di niente.

Sentì una mano posarsi sulla sua spalla e girandosi video che era Rodolphus che lo chiamava. Lo condusse in un salotto secondario con uno sguardo tra il preoccupato e il culo, e per un attimo Barty temette che la sua domanda potesse aver creato dei disagi.

“Siamo noi a impedire a Regulus di stare con Antheo, e fidati non lo facciamo con cattiveria. Bellatrix ci soffre anche se non si cede, non sopporta che suo cugino faccia il coglione e odia negare la felicità a suo figlio. Almeno con lui ha un cuore” la voce seria di Rodolphus lasciò comunque intendere che non lo stava rimproverando “Facciamo in modo che lo veda solo in compagnia, per esempio quando siamo dai parenti di Bellatrix, così possiamo tenerlo d’occhio. Ultimamente sta facendo fin troppe cazzate”

“Tu pensi che possa fare del male ad Antheo in qualche modo? Io non credo, non dopo tutto quello che ho visto prima di questi casini”

“Io vorrei vederla come te, ma ho una costante sensazione che possa succedere qualcosa fuori dal mio controllo”

Era difficile capire se Rodolphus fosse preoccupato solo per il figlio o anche per la Causa, era pur sempre un Mangiamorte devoto e rispettabile, certamente poteva essere uno dei punti. Barty sospirò a testa bassa, non poteva dargli torto, in fondo Regulus già troppe volte aveva mostrato atteggiamenti troppo ambigui.

******

“Quindi questa valle è così deserta da non essere mai controllata?”

“Così ha detto l'Oscuro Signore. Questo posto non è facile da raggiungere, quindi gli Auror non ci provano nemmeno” Barty si guardava intorno osservando quella pianura a tratti con discese e salite con circospezione nonostante fosse un luogo tranquillo. Aveva capito a sue spese che la tranquillità non sempre portava buone notizie e voleva comunque asicurarsi che non avessero intoppi.

Una cascata, dovranno cercare una cascata ed entrarvi. Il vecchio mago era stato molto furbo a nascondersi dietro ad essa per eludere ogni possibile controllo, nessuno avrebbe attraversato un corso d’acqua che avrebbe potuto bagnare tutti i vestiti oppure investirli in pieno per la forza.

Camminavano comunque in ombra, a raso dalle pareti di roccia che racchiudeva quel posto, confinati lì chiunque sarebbe riuscito a perderli poiché soprattutto dall’alto il campo visivo era molto limitato. La bacchetta era salata in mano e ogni movimento li teneva in allerta.

Barty si ricordò a mente tutto lo schema del piano, non poteva sbagliare, la cascata era solo una e il fiume finiva proprio lì. Sarebbe bastato semplicemente seguire il corso d’acqua stando attenti, fin lì era molto facile. Poi sarebbe venuta parte difficile: di sicuro il vecchio mago non si sarebbe mai limitato ad una cascata, infatti Levi Gibbon, un Mangiamorte che spesso eseguiva ricognizioni, aveva confermato che dopo la cascata si ergeva un muro incantato, apribile solo se si risolveva un enigma disegnato nelle pareti che designavano il corridoio per entrare.

Non avevano avuto molte informazioni, quindi per tutto l’addestramento si erano basati sia sul combattimento che sulla logica, intuendo che per non essere mai stato scoperto, nessuno era mai riuscito a risolvere tale enigma.

Il punto era che non avevano la più pallida idea di cosa si trattasse. Barty poteva anche allenare la mente quanto voleva, ma se non sai cosa ti aspetta non puoi certo fare miracoli.

Antheo trotterellava dietro di lui. Per lui era ancora semplice, tutto un gioco, non poteva capire fino in fondo cosa stesse facendo, forse Lord Voldemort non si era reso conto che quel bambino aveva solo otto anni. Lo guardava con quello sguardo sorridente, sempre allegro e visto, e per un attimo Barty temette quello che li aspettava.

“Senti Barty” Antheo ruppe il silenzio dopo un po’ “Ma tu cosa farai quando l'Oscuro Signore governerà tutto il mondo magico?”

“Cosa farò?” Barry rifletté un attimo “Be' io spero di diventare il seguace migliore del Padrone, vorrei essere la persona migliore su cui può contare ,per me sarebbe un onore. E tu cosa farai?”

“Non lo so” Antheo parve incerto “Lui dice che io dovrò imparare molto da lui e che quello che fa lo dovrò fare io, ma non so come”

Barty ascoltò attentamente la spiegazione del bambino. Era evidente che il Padrone avesse grandi aspirazioni per il bambino, in fondo era il figlio della sua migliore seguace. Bellatrix si era sempre dimostrata oltre le aspettative di tutti. Era un vero esempio e lui aveva intenzione di superarlo.

Lo voleva da quando l'Oscuro Signore era venuto a vedere il suo addestramento. Il viso con cui lo aveva guardato e i complimenti che gli aveva riservato gli avevano dato la carica per dare una svolta alla sua vita. Ora che viveva a casa Lestrange si sentiva molto più agevolato, aveva tutti gli esempi a portata di mano e li avrebbe sfruttati al meglio.

Antheo richiamò la sua attenzione tirando la manica e indicando il corso d’acqua che si interrompeva. La cascata era proprio davanti a loro. L’impeto con cui l’acqua cadeva dava una chiara dimostrazione di quanto potesse essere difficile superarla.

“Ci siamo!” disse Barty sorridendo “Ora tutto quello che dobbiamo fare è attraversare la cascata ed entrare centro la porta. Basterà risolvere l’enigma e il gioco è fatto!”

“Sì ma se non lo risolviamo?” chiese Antheo incerto. In effetti non aveva tutti i torti, se invece non fossero riusciti a risolvere l’enigma, cosa sarebbe successo? Cosa gli sarebbe accaduto? Se quel luogo era già nascosto di suo, un motivo di sicuro doveva esserci, forse pullulava di maledizioni che colpivano appena un visitatore faceva un paso falso, oppure poteva anche condurre in un percorso fasullo, facendoli perdere.

“Qualunque sarà la sorte, ti prometto che non ti succederà niente” disse Barty mettendogli una mano sulla spalla e insieme si diressero verso la cascata, attraversandola correndo per impedire all’acqua di schiacciarli.

Il corridoio era freddo e umido, ma di certo non poteva essere altrimenti essendo dietro alla cascata. Le gocce d’acqua riuscivano a raggiungere grandi distanze. I due ragazzi camminarono fino ad un muro, con un’incisione sopra: risolvi il destino del drago e la porta ti lascerà passare. Quale drago e quale destino? A cosa si riferiva?

Barty venne ancora una volta chiamato dal bambino, che si trovava accanto ad una delle due pareti e indicava un disegno vecchio e sbiadito, ma ancora visibile. Era raffigurato un drago lungo, forse orientale, che sorvolava quello che pareva un villaggio già distrutto. Accanto al drago un buco nel muro e il disegno che si diramava nell’altra parete come per raccontare una storia.
I due osservarono attentamente i disegni, sembravano non avere collegamenti tra loro, eppure Antheo riusciva dopo un po’a trovare il nesso tra tutti. Sfiorava o disegni con le dita e picchiettata il muro o la fronte con i polpastrelli per pensare. Barty lo osservò a lungo, ammirando il modo meticoloso con cui Antheo faceva i suoi ragionamenti.

“Ho capito!” disse infine Antheo saltellando “Riesci a creare una fiamma blu nel buco?”

“Pensi che questa sia la soluzione?”
“Assolutamente!” disse Antheo avvicinandosi al buco. Barty ubbidì e non appena ebbe evocato una fiamma blu, sentirono un tremore sotto i loro piedi e subito dopo il muro che li bloccava scomparve. Era fatta, l’enigma era risolto.

Si ritrovarono dentro ad una foresta trasandata e inaridita, con una nebbia alquanto inquietante. Poco distante da loro vi era una baita scrostata, dove ancora il camino sputava del fumo, segno che qualcuno era in casa. Barty bussò alla porta e questa si aprì cigolando.

“Lo so perché siete qui” disse una voce dentro “E credo proprio che, se voglio vivere, dovrò accontentarvi”

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro